Al via la nuova edizione del ''Festival Cinema&Letteratura del Racconto, il Film”


 Un’amicizia nata all’inferno è al centro del libro “Un uomo di poche parole. Storia di Lorenzo che salvò Primo” (Laterza) dello storico Carlo Greppi. Sarà il primo atto della serata di domani, mercoledì 12 luglio, a Sannicandro di Bari, nella corte del Castello Normanno-Svevo, intitolata Del Racconto, Noi (i soli).  Un’interessante finestra sulla vita di Primo Levi e su un’amicizia lunga una vita, nata durante la prigionia dello scrittore nel campo di concentramento di Auschwitz. Lorenzo Perrone era un muratore piemontese che viveva fuori dal reticolato del campo. Uomo povero e semi-analfabeta che, tutti i giorni, per sei mesi, portò a Levi una gavetta di zuppa, salvandolo dalla morte, come lo scrittore ricorderà nel suo capolavoro Se questo è un uomo.

Rischiò la vita anche per permettergli di comunicare con la famiglia. Primo non lo dimenticò mai: parlò spesso di lui e chiamò i suoi figli Lisa, Lorenza e Renzo, in onore del suo amico. Carlo Greppi, che sarà presentato da Vito Santoro, critico letterario e saggista, per Laterza ha curato anche la serie “Fact Checking” e ha pubblicato il romanzo “Il buon tedesco”, vincitore di numerosi premi.  Seguirà la proiezione del film spagnolo Tutto in un giorno di Juan Diego Botto con Penelope Cruz, che esplora l’impatto della crisi economica sui rapporti personali per mezzo dell’affannosa corsa contro il tempo dei tre protagonisti nel tentativo di restare a galla e superare ventiquattro ore decisive.

Di struggente bellezza il romanzo “La vita di chi resta” di Matteo B. Bianchi (Mondadori), un grande successo editoriale protagonista dell’appuntamento, intitolato “Del Racconto, l’Amore (che resta)”, giovedì 13 luglio a Mola di Bari nel chiostro del Monastero di Santa Chiara. La giornalista Francesca Savino dialogherà con lo scrittore che in questo libro ha raccontato l’esistenza piena di rabbia, rimpianto, senso di colpa, smarrimento, di chi sopravvive a una persona amata che sceglie di suicidarsi. Un’esperienza vissuta realmente da Bianchi che per vent’anni ha cercato la giusta distanza per raccontare quell’abisso, non smettendo mai di plasmare nella sua testa queste pagine di lancinante bellezza. Altrettanto doloroso e memorabile è il film Close del belga Lukas Dhont, Grand Prix Speciale della Giuria al festival di Cannes 2022, un’opera che con grazia ci parla di amicizia, identità sessuale e dei condizionamenti sociali che incombono anche sulle vite di due tredicenni. Nel corso della serata, verrà presentato anche il cortometraggio “Libera” di Alex D’Antona, realizzato dagli studenti del liceo Albert Einstein di Mottola nell’ambito del progetto pilota sulla Legalità della Regione Puglia “L’Edificio della Memoria”.

La settimana del festival si chiuderà venerdì 14 luglio a Giovinazzo, nell’anfiteatro sul Piazzale Aeronautica militare, con “Del Racconto, il Varco”, un appuntamento che sarà aperto dalla presentazione del saggio “A che punto è la notte? – La vita e i tempi di Terzo Millennio” di Isidoro Davide Mortellaro (La meridiana), analisi compiuta della crisi globale della società contemporanea che vede l’umanità e il mondo venuti alle mani, l’una stretta al collo dell’altro. Entrati nel XXI secolo dalla “porta di fuoco” dell’11 settembre ora siamo all’aggressione in Ucraina e alla minaccia di Putin di sfoderare l’atomica. Mortellaro, già docente di Storia delle Relazioni internazionali all’Università di Bari, riflette su una china pericolosa. “Fermiamoci un istante per ascoltare le scosse che cogliamo nel sottosuolo. Vogliono venir fuori, provare a indirizzare il mondo altrove dalla corsa rovinosa intrapresa da tempo. È il caso di interrogarle. Di porsi in ascolto, attenti e partecipi”. A dialogare con lo scrittore, il giornalista Umberto Sperti.

A seguire, spazio al disagio interiore di un attore in crisi “imprigionato” in un enorme condominio, in cui accadono strani eventi mentre la fine del mondo si avvicina. Il film Il grande male, girato a Bari, è un’ispirata e misteriosa riflessione sulla depressione e sull’isolamento dell’uomo contemporaneo. A presentarlo, a Giovinazzo, ci saranno il regista Mario Tani e gli attori Roberto Corradino e Michele Sinisi.