Marika Padula, Garante per le persone con disabilità della Regione Basilicata, esprime “compiacimento e soddisfazione per l’approvazione, avvenuta ieri in Consiglio dei Ministri, del disegno di legge dedicato al riconoscimento giuridico e alla tutela dei caregiver familiari”.
“Si tratta di un provvedimento atteso da molti anni – dichiara Padula – che rappresenta un passaggio di grande rilievo sociale e culturale. Finalmente viene riconosciuto, anche sul piano normativo, il ruolo fondamentale svolto da migliaia di caregiver che, ogni giorno, garantiscono cura, assistenza e supporto a persone con disabilità o non autosufficienti, spesso in condizioni di solitudine e senza adeguate tutele”.
“Il disegno di legge – evidenzia Padula - introduce una cornice nazionale organica per una figura che costituisce un pilastro silenzioso del sistema di welfare, valorizzando il contributo umano e sociale di chi si fa carico di un impegno continuativo, complesso e spesso totalizzante. Un impegno che incide profondamente sulla vita personale, lavorativa ed economica dei caregiver e delle loro famiglie.
“Il riconoscimento dei caregiver familiari – prosegue il Garante – non è soltanto una misura di sostegno, ma un atto di giustizia sociale. Significa affermare il principio che la cura è un bene comune e che chi se ne fa carico non può essere lasciato solo”.
Padula sottolinea inoltre “l’importanza del prosieguo dell’iter parlamentare, auspicando che il confronto tra le istituzioni consenta di rafforzare ulteriormente il provvedimento: È fondamentale che la legge sappia rispondere alla pluralità delle situazioni di fragilità presenti nei territori, garantendo inclusività, equità e accessibilità delle misure, anche in contesti come quello della Basilicata, caratterizzati da aree interne e servizi spesso difficilmente raggiungibili”.
Il Garante per le persone con disabilità della Regione Basilicata ribadisce infine “l’auspicio che il percorso legislativo possa tradursi in tutele concrete, diritti esigibili e strumenti di sostegno realmente efficaci, nel pieno rispetto della centralità della persona con disabilità, della sua autodeterminazione e del ruolo insostituibile svolto dalle famiglie”.

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