Si è conclusa con risultati molto soddisfacenti la prima fase sperimentale del progetto di Monitoraggio Remoto (RM) dei dispositivi cardiaci impiantabili, pacemaker e defibrillatori, nell’Unità Operativa Complessa di Cardiologia dell’Ospedale Madonna delle Grazie di Matera, diretta dal Dr. Giandomenico Tarsia. Il bilancio dei primi mesi di attività, dal primo maggio al 31 dicembre 2025, conferma come telemedicina e monitoraggio remoto non siano solo una frontiera tecnologica, ma una realtà capace di migliorare radicalmente la sicurezza e la qualità di vita dei pazienti.
Il report presentato evidenzia un lavoro imponente svolto su 202 pazienti costantemente monitorati dalle proprie abitazioni. Grazie a questa tecnologia, il team sanitario ha potuto intercettare tempestivamente 42 eventi clinici critici, che hanno portato a nuovi impianti di defibrillatori e pacemaker, ablazioni e ottimizzazioni della terapia farmacologica. Senza il monitoraggio remoto, queste criticità sarebbero emerse durante le visite ambulatoriali periodiche, con tempi di reazione molto più lunghi.
Il progetto nasce su impulso del personale infermieristico guidato dalla coordinatrice dipartimentale Antonia Gatti, la cui cooperazione ha favorito l’implementazione di questo percorso innovativo il cui cuore pulsante è un ambulatorio gestito dal personale infermieristico dedicato.
Un ruolo chiave è stato svolto dal Coordinatore dell’Emodinamica, Giuseppe Lolaico, che ha agito da trait d’union con le aziende fornitrici e ha supervisionato la complessa gestione logistica dei dati, affiancato da un infermiere dedicato all’elettrofisiologia, Cosimo Piumini, curatore e gestore delle diverse piattaforme e device per l’arruolamento, monitoraggio remoto e telemedicina. La Direzione clinica è stata affidata a Francesca Cortese e Nicola Bozza, referenti per la valutazione dei dati tecnici e clinici. Francesca Cortese ha coordinato l’attività di telemedicina, garantendo l’esecuzione di oltre il 95% delle 149 visite effettuate da remoto. Un impegno che ha permesso di trasformare il dato tecnologico in una reale risposta assistenziale per il cittadino.
“I vantaggi del monitoraggio remoto per i pazienti – afferma il Direttore Sanitario dell’ASM Andrea Gigliobianco – sono tangibili. Tra questi rilevano, in particolare, una notevole riduzione degli spostamenti verso l’ospedale per i semplici controlli di routine e la certezza di essere “sorvegliati” da un occhio esperto 24 ore su 24. Dal report emerge che il monitoraggio remoto non sostituisce il rapporto umano, ma lo potenzia. Con 56 pazienti già in lista d’attesa per essere inseriti nel sistema, la sfida per il futuro è consolidare questo modello. L’obiettivo dell’ASM è rendere strutturale un servizio che ha dimostrato di poter abbattere le liste d’attesa e, soprattutto, di poter intervenire preventivamente sulle patologie cardiache, salvando vite umane grazie a un click”.

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