Un’antologica che ripercorre oltre mezzo secolo di arte, trasformando il dolore e l’isolamento in una conquista luminosa che diventa dono alla comunità
La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini si configura come un’opera complessiva, una narrazione che attraversa il tempo e restituisce coerenza a un’intera esistenza. L’antologica dedicata a Rossella Battaglini, nata a Siena nel dicembre del 1944 e attiva artisticamente dal 1963, riunisce decenni di produzione pittorica in un percorso che assume i tratti di un viaggio interiore.
Non si tratta soltanto di una ricognizione storica. Le opere, accostate secondo una logica che supera la semplice cronologia, delineano un cammino simbolico: dall’oscurità iniziale alla conquista progressiva della luce. Una traiettoria che coincide con le trasformazioni più profonde della vita dell’artista.
Gli anni dell’ombra
Le prime fasi della produzione sono segnate da un linguaggio cromatico dominato da tonalità scure, da una tensione emotiva intensa, da una ricerca quasi inquieta. Il lungo periodo trascorso a Milano, lontano dalle radici toscane e umbre, contribuisce a consolidare una dimensione di isolamento e introspezione che si riflette nella pittura.
Il buio non è soltanto una scelta formale, ma una condizione esistenziale tradotta in segno e colore. Le tele raccontano un attraversamento, una fase in cui l’arte diventa strumento di esplorazione delle proprie fragilità e delle proprie inquietudini.
La frattura e il cambiamento
La svolta avviene in un momento di prova estrema. La perdita del marito e la contemporanea esperienza della malattia segnano una frattura profonda. Tuttavia, proprio in quel frangente, anziché consolidarsi l’oscurità, si apre uno spiraglio inatteso.
La luce entra progressivamente nella pittura, dapprima come accenno, poi come elemento dominante. I colori si alleggeriscono, lo spazio si amplia, la tensione lascia il posto a una nuova armonia. L’esperienza del dolore si trasforma in consapevolezza, in maturazione, in un diverso modo di guardare la realtà.
La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini si chiude simbolicamente su questa immersione luminosa, che diventa il punto di approdo di un itinerario lungo oltre cinquant’anni.
Un’arte lontana dal mercato
Nel corso della sua carriera, Battaglini ha ricevuto riconoscimenti e premi, e le sono state dedicate numerose personali in Italia e all’estero. Le sue opere figurano in collezioni pubbliche e private. Eppure la sua ricerca non ha mai seguito logiche di mercato. I lavori non sono stati pensati per il lucro o per la visibilità, ma come espressione fedele di un sentire interiore.
Dopo vent’anni lontana dalle esposizioni, l’antologica rappresenta un ritorno che non ha il sapore della rivendicazione, ma quello della sintesi. È la restituzione di un percorso che trova ora un senso compiuto.
La donazione e il valore comunitario
La decisione di donare le opere alla diocesi conferisce all’esposizione una dimensione ulteriore. L’arte, nata come esperienza personale e spesso solitaria, viene affidata a uno spazio di fede e comunità. La donazione assume così il valore di un compimento: la trasformazione di una storia individuale in patrimonio condiviso.
In questa scelta si legge una maturazione spirituale che attraversa tutta la ricerca dell’artista, pur senza mai tradursi in forme didascaliche o dichiaratamente religiose. La spiritualità è presenza sottile, orizzonte di senso che sostiene il passaggio dal buio alla luce.
La mostra In cammino alla ricerca della luce di Rossella Battaglini diventa così un racconto universale: la dimostrazione che anche l’esperienza della perdita e della fragilità può aprire a una rinascita. Un itinerario che, dalla profondità dell’ombra, conduce a una luce piena e consapevole, capace di trasformare l’arte in testimonianza e dono.


0 Commenti