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sabato 19 settembre 2020

Matera: Balena Giuliana, siglata l’intesa Comune-Soprintendenza-ICR -UniPi


Il Comune di Matera, la Soprintendenza archeologica, belle arti e paesaggio della Basilicata, l’Istituto centrale del restauro di Roma e il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, hanno siglato il Protocollo d’intesa per lo studio ed il restauro, ai fini della musealizzazione e della valorizzazione, dei resti della balena fossile di San Giuliano.

Circa un milione e mezzo di anni fa, l’altipiano murgiano era interamente sommerso e abitato da creature marine come la “balena Giuliana” che è tornata a far parlare di sé, in tempi recenti, grazie allo studio coordinato dai paleontologi del Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa, guidati dal professor Giovanni Bianucci.

La ricerca sul fossile ritrovato nel 2006 nel lago artificiale di San Giuliano di Matera, ridisegna l’evoluzione del gigantismo estremo delle balene. Si dimostra, infatti, che il vertiginoso aumento delle loro dimensioni non è recente come creduto fino ad oggi (cioè limitato agli ultimi 2,5 milioni di anni) ma è iniziato quasi 15 milioni di anni fa, consentendo a quelli che sono considerati gli “ingegneri” dell'ecosistema marino di avere più tempo per “progettare” la struttura ecologica che oggi caratterizza i mari del pianeta.

Si tratta del più grande fossile di balena mai descritto e, forse, della più grande balena che abbia mai solcato le acque del Mar Mediterraneo. Questo dato è importante non solo perché permette di inserire questo fossile nei Guinness dei primati, ma anche, e soprattutto, perché l’aumento estremo delle dimensioni è uno degli aspetti più interessanti dell’evoluzione.

Lo studio ha coinvolto anche il Dipartimento di Scienze Biologiche Geologiche e Ambientali dell’Università di Catania, il Directorate Earth and History of Life, Royal Belgium Institute of Natural Sciences di Bruxelles, ed è stata pubblicata sulla rivista internazionale Biology Letters, edita dalla prestigiosa Royal Society di Londra.

La balena Giuliana racconta quindi un pezzo di storia straordinaria non solo della città ma dell’intero Pianeta e rappresenterà un altro esclusivo “marcatore” del territorio.

Il Comune di Matera finanzierà l’intervento per l’esame dello stato attuale di conservazione, della balena fossile di S. Giuliano, per l’apertura delle casse di legno contenenti il reperto e per il consolidamento preventivo delle ossa, di cui si occuperà il Dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Pisa.

Le attività saranno svolte sotto il diretto controllo della Soprintendenza e dell’ICR che saranno chiamate anche a validare la relazione tecnica finale sullo stato attuale di conservazione del bene, che indicherà anche le azioni per il suo restauro. Soprintendenza e ICR accerteranno inoltre la compatibilità di metodi, tecniche e materiali da usare nel consolidamento preventivo e nel futuro recupero con le esigenze della tutela del bene.

Il Comune ha impegnato complessivamente 200mila euro per le attività di valorizzazione e di promozione di questi preziosi reperti.

Dopo un lungo iter burocratico, avviato nel 2018, nelle prossime settimane si potrà iniziare a lavorare per raccontarne la storia e renderne fruibili i reperti, che arricchiranno l’offerta del neonato Museo Nazionale di Matera.

Successivamente inizierà la fase di promozione e di valorizzazione di tale straordinaria testimonianza preistorica, attuando il contratto già definito dal Comune di Matera con il giornalista e divulgatore scientifico Renato Sartini.

giovedì 17 settembre 2020

Il 24 settembre a Matera sarà inaugurata la mostra Sassi, Nuvole e Lupi


MATERA - Sarà inaugurata il 24 settembre a Matera la mostra SASSI, NUVOLE E LUPI, organizzata da APT Basilicata e dal Matera Film festival (24-26 settembre 2020) e promossa da Lucca Changes (Lucca Comics & Games) in collaborazione con la Sergio Bonelli Editore.

L’evento è dedicato alla città dei Sassi, al fumetto Dampyr, sceneggiato da Giorgio Giusfredi e disegnato da Alessio Fortunato, e all’arte di Giuseppe Palumbo.

Nel dettaglio la mostra si dividerà in due spazi. Nello spazio principale saranno esposte in anteprima alcune tavole de “Il licantropo di Matera” di Alessio Fortunato e alcune tavole bonelliane di Giuseppe Palumbo ambientate a Matera.

Nel secondo spazio invece saranno esposte le tavole del libro PASOLINI 1964 – Oltre Matera e il Mediterraneo” di Maurizio Camerini, Alessandro Manna e Giuseppe Palumbo.

La mostra fa parte della programmazione ufficiale di Lucca Changes l’edizione 2020 di Lucca Comics & Games (il festival più importante in Europa dedicato al fumetto, al gioco, al videogioco, alla narrativa fantasy, e alle serie TV) e si inserisce all’interno dell’offerta proposta dai Campfire, di cui la città di Matera fa parte.

I campfire non sono altro che avamposti sparsi su tutta la penisola, coordinati dallo staff centrale del festival, con il duplice obiettivo di raggiungere i fan appassionati di fumetti e giochi che quest’anno non potranno raggiungere Lucca e coinvolgerli in attività pensate esclusivamente per loro stringendo i rapporti con le realtà locali che sono per loro un riferimento durante tutto l’anno.

L’offerta culturale si arricchisce in questo caso proprio grazie alla collaborazione con un editore partner come la Sergio Bonelli Editore.

Grazie alla partnership stretta con APT Basilicata e il Matera Film Festival sarà possibile partecipare fisicamente all’evento, ai talk e agli incontri.

Una collaborazione unica quella tra la città di Lucca e di Matera, entrambe conosciute per il loro patrimonio artistico e culturale, che sottolinea l’importanza di fare rete per valorizzare opere d’arte e artisti del nostro Paese.

Questo il programma dell’evento:

24 settembre – 1° novembre
Exhibition Matera SASSI, NUVOLE E LUPI
“Due artisti Bonelli a Matera - Palumbo e Fortunato”
Spazio Basilicata Openspace (P.zza Vittorio Veneto, Matera)

24 Settembre, ore 11.00
Inaugurazione mostra SASSI, NUVOLE E LUPI apertura del Matera Film Festival
Intervengono direttore APT, disegnatore Dampyr
Creative Director MFF, Produttore e Presidente onorario MFF.

26 Settembre, ore 18.00

Talk dal vivo con gli ospiti Alessio Fortunato, Giuseppe Palumbo, in collegamento streaming da Lucca Giorgio Giusfredi, sceneggiatore e co-curatore editoriale Dampyr e Emanuele Vietina, direttore di Lucca Comics & Games.

Diretta Streaming disponibile dal canale Youtube di Lucca Comics & Games

martedì 15 settembre 2020

Matera: al Circolo La Scaletta la mostra “L’altro Sinisgalli, tra industria e pubblicità”


MATERA - È dedicata al genio eclettico di Leonardo Sinisgalli[1908-1981] l’esposizione che sarà inaugurata venerdì 18 settembre alle 18 al Circolo La Scaletta di Matera, in via sette dolori 10. La mostra dal titolo “L’altro Sinisgalli, tra industria e pubblicità” svela il talento per la comunicazione pubblicitaria del poeta ingegnere di Montemurro. Un talento in grado di reclamizzare in maniera poetica i prodotti dell’industria e comunicare i cambiamenti della società, che lo condusse a svolgere con successo il ruolo di art director e responsabile della comunicazione per importanti gruppi industriali, cui seppe fornire ricchi ed innovativi spunti creativi, in un lungo sodalizio durato fino agli anni Settanta.

Adriano Olivetti lo volle nella sua squadra come responsabile dell’Ufficio Tecnico Pubblicità, un esordio che gli permise di esprimere al meglio il suo estro creativo, in grado di coniugare cultura umanistica e scientifica, anticipando i tempi.

Emblematica è la réclame con la rosa in un calamaio accanto alla "moderna" macchina da scrivere "Studio 42", firmata da Sinisgalli. Seguiranno le esperienze con Pirelli, Finmeccanica, Bassetti e Alfa Romeo, dove battezzò “Giulietta” la famosa automobile, coniando, invece, per la sorella maggiore “Giulia” la frase “disegnata dal vento”.

Il percorso espositivo, a cura di Edoardo Delle Donne, permette di ripercorrere la straordinaria avventura di Sinisgalli nel mondo della comunicazione attraverso le pubblicità di grandi aziende, realizzate dal 1938 al 1966, e riviste da lui dirette, provenienti dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli di Montemurro, che ha collaborato con il Circolo La Scaletta nell’organizzazione della mostra.

L’esposizione, patrocinata dal Comune di Matera e sponsorizzata dalla concessionaria d’auto Gruppo Maffei, sarà aperta al pubblico fino al prossimo 11 ottobre.

All’inaugurazione interverranno:

Paolo Emilio Stasi, presidente Circolo La Scaletta
Domenico Sammartino, presidente Fondazione Leonardo Sinisgalli
Biagio Russo, giornalista e saggista
Edoardo Delle Donne, curatore

Modera Anna Pagliei, Circolo La Scaletta

L’ingresso alla mostra avverrà nel rispetto delle normative anti Covid 19.

Orari
Lun-ven. 10-13; 17-20

Sabato e domenica su prenotazione

Info e prenotazioni: info@lascaletta.net;
0835.336726
Ingresso libero

martedì 8 settembre 2020

Inaugurata la fontana degli innamorati nei Sassi di Matera



E’ stata inaugurata la “Fontana degli innamorati”, il complesso scultoreo composto da cinque statue in bronzo a grandezza naturale che è stato installato in Via Muro, nei Sassi di Matera.

L’opera, progettata dai disegnatori Enzo Viti e Teresa Lupo e realizzata dallo scultore Domenico Sepe, ripropone il tema del corteggiamento e dell’innamoramento attraverso la rivisitazione di una scena di vita, oggi confinata solo nella memoria degli abitanti più anziani degli antichi rioni: il momento dell’attingimento dell’acqua alle fontane pubbliche da parte delle ragazze. Lungo il parapetto che costeggia la gradinata di Via Muro, schiere di ragazzi attendevano il passaggio delle loro coetanee per scambiarsi sguardi e mostrarsi reciproco interesse. La vita del vicinato dei Sassi aveva regole rigide: le ragazze non passeggiavano quasi mai da sole tra i vicoli della città. Uno dei pochi momenti in cui questo era possibile, era appunto quello del riempimento delle giare alle fontane. E in quelle occasioni avvenivano incontri, brevi colloqui che potevano dar vita a veri innamoramenti.

Nell’era dei social network a Matera, città senza tempo, sarà possibile innamorarsi per strada, in un luogo romantico come i Sassi, e scambiarsi un pegno d’amore: un geco, animale millenario dell’habitat rupestre che sarà prodotto dagli artisti-artigiani materani in ceramica o in tufo. Rappresenta la perennità dell’esistenza di questi scenari, rimandando alla perennità del sentimento dell’amore.

Alla cerimonia di inaugurazione erano presenti i progettisti Enzo Viti e Teresa Lupo, lo scultore Domenico Sepe e il Sindaco di Matera, Raffaello de Ruggieri.

L’opera, costata circa 160mila euro, è stata realizzata con i fondi stanziati dal MiBACT nell’ambito della legge 208/2015, circa 800mila euro il finanziamento complessivo, e unicamente utilizzabili per l’acquisto di immagini visive, di immagini scultoree raffiguranti la vita nei Sassi, e di installazioni di arte urbana.

lunedì 7 settembre 2020

La Fondazione Sassi ospita a Matera una tappa del concorso PeopleInMind 2019


MATERA - Giungono a Matera le 27 opere pittoriche e grafiche finaliste di PeopleInMind, concorso nato nel 2019 per sensibilizzare la popolazione sul tema della salute mentale, argomento spesso oggetto di stigma e pregiudizio.

A ospitare la mostra a Matera è la Fondazione Sassi, che da lunedì 7 a giovedì 10 apre al pubblico la temporanea. Le opere, il cui progetto di allestimento a Matera è stato curato da Francesca Santochirico e Valerio Vitale, saranno visitabili nella sala Esposizioni in via San Giovanni Vecchio n.27 - con ingresso libero - dalle 10 alle 18, orario continuato.

PeopleInMind, alla sua seconda edizione, è un concorso di arti grafiche, disegni, fumetti e dipinti, promosso da Lundbeck Italia, azienda farmaceutica danese dedicata, da oltre 100 anni, alla cura delle patologie del sistema nervoso centrale.

Il concorso, lanciato dall’azienda nel maggio 2019, ha visto l’adesione di numerosi autori che, attraverso la propria arte, hanno espresso i propri sentimenti ed emozioni nei confronti delle persone che soffrono di disturbi mentali. Delle 700 opere in concorso, le 27 finaliste dal 29 giugno sono esposte in un percorso fatto di tappe in tutta Italia per raccontare, grazie a questo progetto che ha avuto il patrocinio del World Mental Health oltre che il sostegno di diverse associazioni e società scientifiche, cosa vuol dire vivere la quotidianità per una persona che soffre di malattie mentali, o per chi gli sta accanto.

«A causa delle restrizioni introdotte a seguito della pandemia Covid 19, non ci sarà la cerimonia d’inaugurazione di questa mostra realizzata con il sostegno del Dipartimento di salute mentale e della Asm di Matera - spiega il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico - ma siamo certi che materani e turisti raggiungeranno la Fondazione Sassi per ammirare le opere esposte, rimarcando con la loro presenza la sensibilità verso questo tema e per combattere lo stigma che troppo spesso circonda la salute mentale».

sabato 5 settembre 2020

Matera: Il 7 settembre consegnata alla città "La Fontana degli innamorati"


MATERA - Sarà consegnato alla città, lunedì 7 settembre alle ore 12, il complesso scultoreo denominato “La Fontana degli innamorati” che è stato allestito in Via Muro.

Alla cerimonia saranno presenti gli ideatori dell’opera Enzo Viti e Teresa Lupo e lo scultore Domenico Sepe.

L’opera è stata realizzata con i fondi stanziati dal MiBACT nell’ambito della legge 208/2015 e unicamente utilizzabili per l’acquisto di immagini visive, di immagini scultoree raffiguranti la vita nei Sassi, e per installazioni di arte urbana

sabato 11 luglio 2020

L’artista lucano Antonio De Lisa tra i cento pittori di Palazzo Fani a Tuscania (VB)


L’artista potentino Antonio De Lisa è stato selezionato per esporre una sua opera nella mostra “Cento pittori a Palazzo Fani” di Tuscania, che si svolgerà dal 16 al 28 luglio.

L’opera selezionata si intitola “Ganesh” e rievoca un viaggio dell’autore in India, proponendone una versione che è a metà strada tra il sogno e la realtà, soprattutto in riferimento alle figure, in particolare quella del dio dalla testa di elefante Ganesh, e all’uso dei colori. Si tratta di un’opera polimaterica, che fa uso di vari materiali.

L’esposizione è particolarmente prestigiosa, nell’ambito del circuito delle mostre dell’Italia centrale, ponendosi come punto di riferimento nazionale e internazionale. La mostra sarà sicuramente di grande visibilità grazie anche all’adesione che hanno dato personaggi del mondo dell’Arte di primo piano.

Padrino dell’inaugurazione sarà il Maestro Roberto Joppolo, artista di fama internazionale.

La mostra è anche un concorso, il cui esito si saprà alla fine della mostra.

mercoledì 8 luglio 2020

Museo Archeologico di Metaponto, 2 milioni per i lavori di completamento e valorizzazione


Migliorare le condizioni di offerta, accessibilità e accoglienza del Museo Archeologico Nazionale di Metaponto, nel comune di Bernalda (MT). È questo l’obiettivo degli interventi oggetto della procedura di gara pubblicata da Invitalia, Centrale di Committenza per il Ministero per i beni e le attività culturali e per il turismo.

Un appalto del valore di oltre 2 milioni di euro che permetterà di valorizzare adeguatamente il principale museo archeologico della costa ionica lucana.

La procedura di gara prevede infatti l’affidamento dei lavori per il rifacimento del pacchetto di isolamento e impermeabilizzazione delle coperture, la sistemazione del sistema di smaltimento delle acque piovane, la sostituzione dei pavimenti e dei controsoffitti. Saranno inoltre adeguati gli impianti di riscaldamento e di videosorveglianza.

Il percorso allestitivo sarà riorganizzato prevedendo un’area ristoro/bookshop, la ristrutturazione dei servizi igienici già presenti a piano terra e di quelli situati a piano interrato attualmente destinati al personale. Saranno infine realizzate un’aula didattica/conferenze attrezzata per le attività del Museo, una zona dedicata al “Museo dei bambini” e una nuova area dedicata alle esposizioni temporanee.

Per presentare le offerte c’è tempo fino al 27 luglio 2020. Tutti i dettagli sono disponibili sulla piattaforma gare e appalti Invitalia.

giovedì 25 giugno 2020

Comitato Project Leader Matera-Basilicata 2019: lettera aperta alle comunitá


MATERA - Il programma culturale di Matera “Progetti di Comunità” coordinato dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019 e realizzato al 50% da organizzazioni artistiche e culturali lucane, ha dato vita ad una forte rete territoriale con una progettualità condivisa che non si ferma al 2019 ma che vuole andare oltre. Un percorso collettivo, l’inizio di nuove visioni, una sfida per 24 operatori culturali lucani che intendono seguire la direzione strategica che, in brevissimo tempo, ha condotto un territorio dal passato drammatico, a diventare Capitale Europea della Cultura.

Possiamo considerarci un modello che ha sperimentato, in chiave positiva, un‘idea di territorio come laboratorio. Laboratorio che ha coinvolto moltissime comunità locali, scuole, insegnanti, università, lucane e non. E proprio nell’ottica di questo grande progetto che ha connotato la nostra regione oggi il territorio necessita di una “macchina culturale” che continui con più forza a riflettere molto sul sistema cultura, seguendo uno degli obbiettivi di Matera-Basilicata 2019 cioè la trasformazione del concetto di bene culturale da oggetto di valore artistico o estetico a patrimonio sociale, cultura di una comunità e di un territorio, frutto di evoluzioni e co-progettualità sperimentali a impatto civico che appaiono sempre più consoni al mondo che ci si prospetta nel futuro. In questo quadro per dare seguito al processo Matera-Basilicata2019 e non disperdere il patrimonio prodotto in termini di occupazione, valore, opportunità e economie create sui territori e nelle organizzazioni locali, nelle scorse settimane si è costituito ufficialmente il “Comitato PROJECT LEADER MATERA-BASILICATA 2019” con l’obiettivo e la volontà di diventare interlocutore nella programmazione delle politiche, attività e delle iniziative culturali della regione Basilicata mettendo a valore l’esperienza unica, di respiro europeo, maturata dalle ventiquattro organizzazioni del territorio lucano nella costruzione della relazione con le comunità e gli stakeholders lucani.

Il comitato ritiene, in un momento di crisi come quello attuale, che la funzione della cultura venga riconosciuta nella sua dimensione fondamentale di cura delle relazioni, delle persone, degli spazi e della cittadinanza attiva.

Inoltre, il Comitato deve essere considerato un anello fondamentale nella progettazione della legacy, proprio perché ha vissuto ed esperito successi e fallimenti della progettazione del sistema Matera-Basilicata 2019. Il Comitato è inoltre custode delle più alte e diversificate sperimentazioni della pratica della co-creazione, estremamente attenzionata in Europa. Le declinazioni della metodologia, infatti, sono state messe in campo e dirette a target di cittadini eterogenei attivati su relazioni consolidate nel tempo e nelle aree della regione cresciute nel 2019, grazie alla spinta ambiziosa richiesta e sostenuta dalla Fondazione. Infine, le organizzazioni che costituiscono il Comitato garantiscono un capillare, duraturo e consolidato dialogo con il territorio regionale.

Visto e considerato quanto detto, è fondamentale rinnovare le ambizioni dei territori generate dal processo che ha investito la Basilicata negli ultimi anni, non perdendo le connessioni attivate e sistematizzate con le reti nazionali e europee.

Inoltre, le organizzazioni del Comitato hanno dimostrato di riuscire ad attivare e attrarre economie virtuose, di incidere con fermezza nei dati occupazionali e di aver valorizzato l’investimento pubblico attivato.

Obiettivi del Comitato costituito da figure di esperienza sono:

delineare le possibilità sul piano giuridico ed economico di sviluppare progetti nel settore culturale anche proponendo soluzioni normative che possano facilitare lo sviluppo del settore;

avanzare proposte concrete di adeguamento della legislazione e degli strumenti amministrativi della fondazione Matera Basilicata 2019, ivi compresa una riflessione sul tema degli strumenti ad essa afferenti;

disegnare un piano regionale sugli spazi per la cultura che privilegi la tutela dell’ambiente, il riuso e la ristrutturazione degli immobili esistenti e di quelli abbandonati per aumentare la competitività nazionale e internazionale della regione;

avere un ruolo attivo nella definizione della legacy, dell’implementazione della pratica della co-creazione e dell’ascolto dei territori.

Sicuri che la costituzione del Comitato possa essere uno strumento utile alla collettività per programmare un lavoro condiviso che ci porti ad immaginare i prossimi dieci anni di politiche culturali in Basilicata, il comitato è aperto all’interlocuzione.

Il Comitato PROJECT LEADER MATERA-BASILICATA 2019

Allelammie | Pisticci (MT)

Architecture of Shame | Matera

ArtePollino | Latronico

Ateneo Musica Basilicata | Potenza

Basilicata 1799 | Potenza

Casa Netural | Matera

Centro Mediterraneo delle Arti | Rivello (PZ)

Fondazione SoutHeritage per l’arte contemporanea | Matera

Gommalacca Teatro | Potenza

IAC - Centro Arti Integrate | Matera

Il Sicomoro | Matera

Il Vagabondo | Matera

L’Albero | Melfi - Matera

La luna al guinzaglio | Potenza

LAMS | Matera

Multietnica | Potenza | Tito (PZ) - S. Severino Lucano (PZ)

MurgiaMadre | Matera

Onyx Jazz Club | Matera

Rete Cinema Basilicata | Potenza

#reteteatro41 | Matera - Melfi (PZ) - Potenza - Satriano di Lucania (PZ)

Teatri Uniti di Basilicata | Matera

Teatro dei Sassi | Matera

Uisp | Matera

Youth Europe Service | Potenza

giovedì 7 novembre 2019

Alla scoperta del Museo Carpini di Filiano e del Museo dell’Arte arundiana di Sant’Ilario: domenica una visita guidata


Il Touring Club Italiano Basilicata, in collaborazione con i Comuni di Filiano e Atella, la Pro Loco di Filiano, il Comitato Pro Sant’Ilario e la Protezione Civile di Filiano, propone un’iniziativa culturale e ricettiva che coinvolgerà il territorio di Filiano e di Sant’Ilario di Atella.

È prevista, infatti, una visita guidata dei luoghi più significativi dei due paesi dal punto di vista storico-artistico: dei piccoli scrigni ancora sconosciuti ai più.

L’iniziativa di grande impatto culturale e turistico nasce dall’intento di promuovere il territorio di Filiano e Atella e di far sì che possa essere riscoperto in termini turistici.

I visitatori verranno accolti presso la contrada Carpini a Filiano. A partire dalle ore 10:00 inizierà una visita guidata che vedrà protagoniste le pitture rupestri di Filiano.

Prima tappa sarà Riparo Ranaldi ed a seguire il Museo Carpini. Il “Museo Carpini” nasce con lo scopo di divulgare una delle espressioni più antiche di arte narrativa scoperta in Europa, custodite nel “Riparo Ranaldi”, ed evidenziare come il linguaggio e la conseguente scrittura sia frutto anche dell’evoluzione dell’uomo. Le pitture rupestri di “Riparo Ranaldi”, rappresentano una prima forma di comunicazione che l’uomo ha utilizzato per trasmettere informazioni sul luogo e sulle possibili aspettative che il territorio poteva offrire.

Nel pomeriggio - dopo il pranzo facoltativo presso un agriturismo del luogo – i turisti saranno condotti al Borgo Sant’Ilario di Atella per una visita al Museo di Arte arundiana: una raccolta di opere d’arte, soprattutto sculture, del maestro Franco Zaccagnino realizzate con la canna mediterranea, la “Arundo- Donax”. Si tratta di un museo unico al mondo in quanto nasce esclusivamente dall’idea e dalle mani del maestro proprio in questo Borgo.

Per informazioni e prenotazioni: chiamare cell. 348.6050283 o visitare il sito www.prolocofiliano.it.

lunedì 21 ottobre 2019

Ai Musei di Crotone e Reggio Calabria, il docufilm "La magia dei cristalli"


REGGIO CALABRIA - Mercoledì 23 e giovedì 24 ottobre 2019 il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone) e il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria) dedicheranno ampi approfondimenti al docufilm "La magia dei cristalli", realizzato da Filippo Corrieri ed Ivan Comi su concessione della Marina Militare e in collaborazione con il Polo museale della Calabria. 

L’opera, nata dalla passione per il mare, racconta la Calabria e il suo rapporto con il territorio attraverso la tematica dei fari. Torri luminose immerse nel verde di altopiani, dominanti rocce scoscese o calati sulla vastità del mare, essi descrivono luoghi spesso ancora poco conosciuti, seppure affascinanti. All’interno di questo filo conduttore emerge il faro di Capo Colonna posto a guardia della costa jonica accanto al monumentale tempio di età classica, sull’antico promontorio Lacinio, uno dei siti archeologici di maggiore rilevanza mediterranea, oggi appartenente al Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna.

​Il docufilm è abbinato ad un volume dal titolo I fari della Calabria tra natura e archeologia, un ricco book fotografico pieno di immagini uniche relative ad un viaggio che illustra paesaggi, monumenti, storia e vuole essere un contributo alla bellezza dei luoghi e della loro magia.

Alla presentazione crotonese, mercoledì 23 ottobre 2019, alle ore 17.00, patrocinata dal Comune di Crotone, interverranno: Antonella Cucciniello, direttore del Polo museale della Calabria; Gregorio Aversa, direttore del Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna e Valentina Galdieri, assessore alla Cultura del Comune di Crotone.

Giovedì 24 ottobre 2019, alle ore 17.30, a Monasterace (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon, verrà presentata l’iniziativa La magia dei cristalli alla presenza di Antonella Cucciniello, direttore Polo museale della Calabria; Rossella Agostino, direttore Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon; Angela Acordon, soprintendente SABAP Province di Lucca e Massa Carrara e Cesare De Leo, sindaco di Monasterace.

Il volume I Fari della Calabria è dedicato alla bellissima realtà dei Fari costruiti nel XIX secolo lungo la costa ionica meridionale e settentrionale della Calabria. Nel volume viene ricordato anche il sito di Kaulon, odierna Monasterace Marina, ricco di storia e suggestione pensando ai viaggi via mare affrontati dagli antichi per raggiungerlo.

Il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone) e Il Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon (Monasterace) sono afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

lunedì 30 settembre 2019

A Matera inaugurata la mostra 'Sassi d'autore'


MATERA - La mostra “Sassi d'autore” è stata inaugurata venerdì 27 settembre, nella Chiesetta sconsacrata “Malvini Malvezzi” di Palazzo Gattini a Matera, dall'autore delle opere esposte, l'artista marchigiano Stefano Furlani, che per l'occasione è stato accompagnato dall'assessore allo Sviluppo turistico del suo Comune, Fano, Etienn Lucarelli.

Alla presenza dell'assessore al Turismo di Matera, Mariangela Liantonio, della Presidente Confartigianato Matera, Rosa Gentile, e del padrone di casa, Nicola Benedetto, Furlani ha raccontato la sua speciale arte capace di donare significato e magia a dei semplici sassolini ritrovati in spiaggia.

Ad ognuno dei presenti, che hanno espresso stupore e soddisfazione per l'iniziativa, l'artista marchigiano ha voluto consegnare un omaggio, segno tangibile di un legame nato nel 2014, quando espose per la prima volta nella Città dei Sassi, che si vuol continuare ad alimentare, anche puntando ad un auspicabile gemellaggio tra i Comuni di Matera e di Fano.

Fino a martedì 2 ottobre, nella location di via Muro, potranno essere ammirate alcune delle opere scelte da Stefano per l'occasione, tra cui, solo per citarne alcune, “Apache”, “Elvis”, “Amore della mamma”, “La terrazza sul mare” e “Il riccio”. Nella suggestiva cornice della chiesetta di Palazzo Gattini hanno trovato posto anche alcuni quadri in cui i ciottoli dell'Adriatico hanno dato vita ad un simbolo religioso, il Crocifisso, che non a caso rimanda ad una speciale vocazione della città ospitante, sempre più spesso scelta come location per film religiosi da registi italiani e internazionali. L'ingresso alla mostra - aperta in mattinata dalle 10:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 16:30 alle 20:00 - è gratuito.

“L’inaugurazione della mostra ha evidenziato la magia e il fil rouge che lega i sassi d’autore di Sfefano Furlani alla città dei Sassi. Matera ha accolto con grande affetto e strabiliante emozione le opere, cogliendo in ognuna l’idem sentire dell’artista connessa a questa terra” - ha commentato soddisfatta Ernestina Muscò, co-curatrice dell'esposizione insieme all'event manager Ilenia Orlando.

La mostra “Sassi d'autore”, che ad oggi è già stata meta di centinaia di visite, è organizzata dall'associazione culturale Art Factory di Marconia con il patrocinio dei Comuni di Matera e di Pisticci e con il contributo del Comune di Fano e dell'Ente carnevalesca “Carnevale di Fano”. Main sponsor dell'iniziativa è “Action Giromari – Soluzioni originali”.

martedì 3 settembre 2019

“Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano nel Museo Nazionale Ridola

MATERA - Dopo l’inaugurazione ad Amboise (sotto l’Alto patrocinio del Presidente della Repubblica francese, e con il sostegno del Museo del Louvre), e dopo la mostra nell’Osservatorio astronomico di Firenze per conto del Comune di Firenze, arrivano a Matera – nel Museo Nazionale Domenico Ridola – le tele del “Leonardo Atlantico” di Corrado Veneziano. Per felice combinazione, l’anno di Matera Capitale Europea della Cultura cade nel medesimo anno del 500° anniversario leonardiano.

La mostra, aperta al pubblico da martedì 10 a martedì 17 settembre, si avvale del riconoscimento e del supporto del Mibac-Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, nonché dei patrocini del Fai Basilicata e della Delegazione Fai di Matera.

Leonardo Atlantico è composto da trenta opere che uniscono frasi e immagini del celeberrimo “Codice Atlantico”. Parole e disegni sono evocati, ripresi, estrapolati e poi sospesi in un azzurro che è universo impenetrabile e moderno, cielo spirituale, firmamento fiabesco.

I disegni riprendono ruote, ali, archi e cannoni di artiglieria; e poi appunti personali, operazioni matematiche e alchemiche. E tutto questo, nel tappeto bluastro dello sfondo di Corrado Veneziano, si fanno oggetti metafisici: astratti e fascinosi. Tutte le immagini e le parole disegnate, comunque e in ogni caso, testimoniano il continuo lavorìo dell’uomo sulla terra; l’ostinazione e la forza nel cercare e perfezionare; la volontà di superare steccati tra tecnica, scienza e arte; il lucido desiderio – la “libertà” – nel sentirsi ideatori ed esecutori, ingranaggi, motori e arbitri di un ciclo inesauribile che nessuna stasi può rallentare e fermare.

La curatela della mostra è firmata dai critici e dagli storici dell’arte Niccolò Lucarelli, Francesca Barbi Marinetti e Raffaella Salato.

Il supporto allestitivo è organizzato dall’azienda materana “Abitare Canario”.

La mostra è sponsorizzata dalla Scuola di Lingua Italiana Leonardo da Vinci (Roma-Milano-Firenze-Siena).

CORRADO VENEZIANO - Corrado Veneziano ha cominciato a dipingere, continuando una importante tradizione famigliare, sin da giovanissimo. Si è misurato inizialmente con l’attività teatrale (studiando al Piccolo Teatro di Milano e lavorando più volte come regista per la Biennale di Venezia) e con quella formativa.

Da un punto di vista artistico, ha esposto per la prima volta solo nel 2013, sotto la spinta, e la redazione critica di Achille Bonito Oliva e di Marc Augé. Ha poi presentato le sue opere con la cura di Derrick de Kerckhove nel 2014 a Bruxelles, su invito dell’Ambasciata e dell’Istituto di cultura italiana. Nel 2015 la Rai gli ha commissionato il logo del 67mo Prix Italia e, (tra l’altro) ha esposto a Parigi, nell’Espace en Cours diretto da Julie Heintz.

Nel 2016 è nella Galleria Comunale di San Pietroburgo Nevskij 8. Nel 2017, è invitato ufficialmente dal Governo cinese nella Galleria nazionale di arte moderna e contemporanea di Lanzhou con una mostra a cura di Wu Weidung.

“Leonardo Atlantico” è l’unica mostra personale di un autore vivente nel programma francese per le celebrazioni del 500mo anniversario della morte di Leonardo da Vinci.

sabato 31 agosto 2019

A MATERA 2019 Capitale della Cultura URLA di Yuval Avital


Yuval Avital non è certamente nuovo a opere di grande complessità in cui la dimensione sonora e artistica si presenta connessa a implicazioni interdisciplinari e transculturali. Alla base di URLA, la sua ultima opera, vi è anche una profonda conoscenza dei fenomeni musicali della Basilicata maturata nel rapporto con Nicola Scaldaferri, etnomusicologo dell’università di Milano, autore di studi magistrali sulle musiche di tradizione orale della Basilicata tra i quali Nel paese dei cupa cupa, edito da Squilibri, che per molti versi ha riscritto il quadro complessivo della produzione musicale popolare in regione, correggendo non poche convenzioni e demolendo molti luoghi comuni: un’immersione nei suoni e nelle musiche che realmente cadenzano la vita di diverse comunità locali che ora rivivono, in una dimensione di grande spettacolarità, nella rivisitazione che ne ha fatto il regista e compositore israeliano.

Gran parte dei monumenti sonori, individuati nel corso delle ricerche di Scaldaferri, si ritrovano ora a punteggiare il flusso sonoro di URLA, dalle squadre di campanacci alle zampogne, dai cupa cupa ai canti “urlati” fino alla polifonia arbëreshë, nel contesto di grande suggestione dei Sassi di Matera che costituiscono a loro volta un parametro compositivo, sollecitando lo spettatore/ascoltatore a ritagliarsi un suo ruolo attivo di fruizione, scegliendo liberamente il proprio percorso all’interno della città e dell’opera, interagendo con i performers o fermandosi alle postazioni fisse secondo un percorso che è dunque unico e strettamente personale.

URLA, un progetto promosso da Multietnica ed altri partner nell’ambito dell’Open Sound Festival di Matera 2019 Capitale della Cultura, prevede quattro cortei paralleli che, seguendo tragitti rigorosamente stabiliti, sono composti da performer provenienti da autentici contesti rituali e sonori della Basilicata, per i quali sono però previste specifiche azioni che ne reinventano i ruoli, rifunzionalizzandoli in un nuovo quadro creativo. Nel loro percorso intersecano stazioni sonore composte da chitarre elettriche, bassi elettrici, batterie, cupa cupa amplificati e piccole postazioni di amplificatori itineranti, dando luogo ad azioni sonore collettive. Il corteo principale comprende le maschere del carnevale di Tricarico, una squadra di campanacci di S. Mauro Forte, il complesso della Bassa musica del Maggio di Accettura, la più imponente festa arborea lucana, una squadra di percussionisti con il tipico tamburo a cornice che accompagna le musiche da danza lucane, le bande musicali di Tito e Pietragalla, con la classica formazione in legni, ottoni e percussioni, in omaggio alla tradizione bandistica e, infine, due file di Rumiti, ossia gli uomini travestiti da albero del carnevale di Satriano di Lucania, con costumi realizzati da foglie e edere. All’imponente corteo principale, si aggiungono altri tre cortei più piccoli, ognuno dei quali composto da un gruppo omogeneo di performer, ossia una squadra di 15 zampogne a chiave, il principale strumento folklorico lucano, un gruppo di giovanissime voci femminili di S. Costantino Albanese, interpreti della tradizione del canto polifonico arbëreshë, e, infine, l’ultimo corteo comprende un gruppo di voci maschili di Accettura, specializzati nel canto a zampogna, con il tipico stile urlato caratterizzato da una grande potenza sonora.

A movimentare ulteriormente la scena intervengono gruppi di disturbatori che interferiscono con il corteo e il pubblico: le maschere dell’Urs (l’orso), vestito di pelli e controllato da un ‘pastore’, accompagnate da un gruppo di organetti intenti ad esplorare nuove possibilità sonore offerte soprattutto dal mantice; le maschere dei Cucibocca di Montescaglioso con la lanterna alla luce della quale si muovono nella notte dell’Epifania; le campanacce, ossia una squadra femminile con i campanacci di S. Mauro Forte, e infine un gruppo di spettatori che, muniti dei fischietti di terracotta in uso a Matera, saluterà con i loro fischi il corteo principale.

Una grandiosa ed emozionate kermesse artistica del tutto originale, per quanto nutrita di elementi essenziali della tradizione lucana, in programma a Matera domenica primo settembre, con partenza alle ore 18 da piazza Vittorio Veneto: lo scoppio di un colpo scuro, udibile da tutta la città, darà il segnale d’inizio a tutti i partecipanti che potranno seguire i diversi cortei o anche posizionarsi presso le quattro stazioni fisse costituite da bassi elettrici [Stazione A], batterie [Stazione B], chitarre elettriche [Stazione C] e cupa cupa amplificati [Stazione D] e collocate in diversi punti dei Sassi. Il preludio, oltre ai membri dei cortei riuniti in piazza Vittorio Veneto, vedrà coinvolti anche i trombettieri della Madonna della Bruna, i cui squilli festosi caratterizzano la principale festa di Matera che si svolge il 2 luglio; il poeta Carmine Donnola, di Grassano, che reciterà la sua poesia “Urli e Risvegli”, e le giovani voci delle ragazze arbëreshë proiettate dall’alto con i megafoni. I quattro cortei confluiranno in piazza S. Pietro Caveoso, dove è posizionato un cerchio di cupa cupa coordinati da Agostino Cortese e amplificati con sound system. Al centro del cerchio dei cupa cupa è innalzato il Maggio, il doppio albero costituito dall’unione di un cerro e agrifoglio, eretto per la festa di S. Giuliano ad Accettura ed eccezionalmente preparato per questa occasione dai Maggiaioli e dai Cimaioli del paese. Qui tutti i partecipanti verranno coinvolti in una sagra sonora conclusiva senza limiti di durata.

Info 06-44340148; info@squilibri.it; www.squilibri.it

mercoledì 28 agosto 2019

Al via il cerimoniale d'apertura della prima biennale internazionale d'arte Città di Potenza


L’arte e soprattutto gli artisti lucani, per lungo tempo, hanno pagato e stanno pagando il duro prezzo di una marginalità territoriale e della critica nazionale e internazionale poco attenta, nonostante i loro sforzi e le loro notevoli doti artistiche.

Sì, l’arte non è mai stata una strada priva d’insidie e di ostacoli. Almeno per la maggior parte di loro. Molti addirittura hanno conosciuto la notorietà e il giusto riconoscimento artistico solo post mortem.

L’arte, in una comunità che si rispetti, dovrebbe essere intesa come un percorso di crescita culturale, sociale ed economica.

La Biennale di Potenza è alla sua prima esperienza, è il risultato di mesi di preparazione e confronti tra artisti promossi dall’associazione potentina “Lucana art Commission” che raggruppa artisti nei vari settori dell’arte e con un numero d’iscritti crescente provenienti anche da diverse località nazionali ed estere.

La cerimonia d’apertura della Prima Edizione della Biennale di Potenza, si svolgerà a Potenza, giovedì 5 settembre prossimo alle ore 17,00 , presso la sala convegni del Museo Archeologico Michele La Cava in Via Lazio,18 Fervono i preparativi per il vernissage della Prima Edizione della Biennale Internazionale di Arte della Città di Potenza organizzata dall’Associazione Lucana Art Commission.

La Biennale di Potenza è il primo esperimento del suo genere genere nella nostra regione e sarà allestita presso le sale del Museo Provinciale Michele La Cava in Via Lazio e presso il Museo Dinu Adamesteanu - Palazzo Loffredo - dal 05 Settembre al 16 Novembre 2019.

L’esposizione coinvolge cinque settori specifici: Pittura, Scultura, Fotografia, Grafica cerimonia d’e Arte Digitale.

Senza la pretesa di competere con manifestazioni simili, la Biennale di Potenza vuole riunire artisti, pubblico e critica attorno alle più recenti tendenze ed espressioni artistiche contemporanee.

“Credo che l’opera d’arte – ha dichiarato Raimondo Andreolo, presidente dell’Associazione- riunisca in sé elementi peculiari della personalità di ogni artista. Nella sua opera, quando non è frutto di puro tecnicismo, l’artista trasmette il desiderio di comunicare le proprie caratteristiche umane, le sue esperienze, le sue emozioni. I sui sentimenti, la rabbia, l’amore, la solitudine stanno tutti lì, lo spettatore ne percepisce e ne assorbe solo una parte, quella che va a chiudere o rafforzare il suo personale puzzle dell’emotività. Questo vorremmo accadesse al visitatore della nostra esposizione e in questa direzione stiamo concentrando il nostro impegno”.

La selezione delle opere, affidata al Prof. Vincenzo Claps è iniziata l’1 aprile scorso e si concluderà il prosimo 5 agosto. Il curatore è coadiuvato nel difficile compito dai Professori Giovanni Scioscia, Lucio Attorre, Guido Folco e dal Prof. Marco Salvatore. “La scoperta di nuovi talenti -ha affermato il Prof. Claps- e la loro partecipazione al fianco di artisti già affermati è l’obiettivo di questo scambio multiculturale così la Biennale di Potenza si propone quale strumento attraverso il quale si cerca di far convergere il panorama artistico di tutti i partecipanti in un’unica grande opera”.

È questa infatti l’ambizione della Biennale che senza dubbio a partire da questa prima edizione speriamo diventi uno strumento di diffusione delle tendenze artistiche di tutto il mondo.

Alla manifestazione hanno concesso il patrocinio la Regione Basilicata, la Provincia di Potenza, il Comune di Potenza, la Direzione Generale Musei – Polo Museale Regionale della Basilicata, il Museo MIT di Torino, l’UMPLI di Basilicata, l’Apt Basilicata, la Fondazione Matera-Basilicata 2019 e la sede regionale di Basilicata della RAI.

martedì 27 agosto 2019

Locri (RC): intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi

LOCRI - Giovedì 29 agosto 2019, alle ore, 12.00, a Locri (Reggio Calabria), presso il Parco archeologico nazionale di Locri, si terranno un atteso intervento di Andrea Chiesi dal titolo Locroi Epizephyroi e la cerimonia di consegna di una sua opera al museo locrese.

Visionario e poetico, Andrea Chiesi dipinge paesaggi contemporanei dai colori freddi e dai tratti veloci. Dedito alla pittura a olio e al disegno, di cui predilige la tecnica dell’inchiostro, sovente Chiesi raccoglie le sue impressioni di viaggio in taccuini, alla pari di un esploratore contemporaneo che durante un Grand Tour fissa in istanti eterni i ricordi.

Per il Museo di Locri, Chiesi ha realizzato un taccuino espanso, un’opera che rispecchia la “responsabilità dell’artista”, ovvero la convinzione che ogni museo, seppur piccolo, sia spazio pubblico, in cui si sedimenta il senso di appartenenza della comunità e al contempo si favorisca la diffusione di valori condivisi.

L’intervento di Andrea Chiesi è documentato da uno dei Contrappunti visivi, ovvero la sezione di audiovisivi di Ceilings per la regia di Giovanni Carpanzano e la fotografia di Demetrio Caracciolo, realizzato da Doc Servizi. È stato realizzato un making of sull’opera specifica e sulla poetica dell’artista, che sarà proiettato durante la giornata.

L’iniziativa è parte integrante del progetto Ceilings. Musei in rete, promosso e organizzato dall’Accademia delle Belle Arti di Catanzaro.

Ceilings cofinanziato per il secondo anno consecutivo dalla Regione Calabria, vanta un accordo di valorizzazione con la Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, già Polo museale della Calabria, nonché numerosi partner istituzionali e di settore. Ogni artista è invitato a confrontarsi con il territorio, con lo spazio museale, per realizzare interventi site-specific che si integrino con l’identità del luogo. Tali interventi artistici, lungi dall’essere una sterile operazione decorativa, rappresenteranno - e dovranno rappresentare nel lungo termine - la specificità della “rete dei musei”, per costituire quell’itinerario turistico del contemporaneo, tutto da scoprire, disseminato tra il patrimonio culturale della Regione.

Parteciperanno all’iniziativa: Rossella Agostino, direttore Musei e parco archeologico nazionale di Locri; Giuseppe Carmine Soriero, presidente dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Vittorio Politano, direttore dell’Accademia di Belle Arti di Catanzaro; Simona Caramia, curatrice del progetto e Anna Sofia, assessore alla cultura del comune di Locri.

I Musei e parco archeologico nazionale di Locri afferiscono alla Direzione territoriale delle reti museali della Calabria, guidata dalla dottoressa Antonella Cucciniello.

Inaugurata la prima delle quattro mostre ACAMM 2019

POTENZA - Hanno preso il via le quattro le mostre ACAMM per il 2019 dedicate a personaggi dell’arte europea del XX secolo (Pericle Fazzini, Toti Scialoja, Henri Goetz, Assadour) in programma dal 26 agosto al 19 dicembre 2019.

La scelta è strettamente connessa ai rapporti intessuti dai quattro noti artisti, nel corso dei decenni, con la Basilicata, viaggiata in lungo e in largo, in più occasioni operandovi, e con i personaggi che in questi luoghi sono nati o ai quali sono rimasti legati: Carlo Levi per Aliano, Sant’Andrea Avellino per Castronuovo, Ferdinando Petruccelli della Gattina per Moliterno, Leonardo Sinisgalli per Montemurro.

Dipinti, sculture, disegni, acquarelli, opere grafiche, libri d’artista, datati 1936-2018, invadono il territorio esteso tra Parco del Pollino e Parco dell’Appennino Lucano e chiariscono molti punti del linguaggio espressivo dei quattro artisti a contatto con una regione del Sud come la Lucania.

Per l’occasione, le Edizioni della Cometa hanno pubblicano quattro distinti cataloghi che accompagnano le mostre le cui inaugurazioni, sono così previste:

*ALIANO, Palazzo De Leo, 26 agosto 2019, ore 18.30.

Pericle Fazzini (Grottammare, 4 maggio 1913 – Roma, 4 dicembre 1987), a cura di Giuseppe Appella. Alcune piccole sculture, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1936-1985.

Sono immagini di una potenza arcaica (lo spirito di un idolo mediterraneo), che solo Arturo Martini era riuscito ad esprimere, ma di una assoluta novità nel panorama della scultura europea di quegli anni.

Pericle Fazzini nasce a Grottammare, in provincia di Ascoli Piceno, nel 1913. Formatosi nella bottega del padre, artigiano del legno, studia disegno e scultura a Roma dove, dal 1930, frequenta i corsi della Scuola libera del nudo, legandosi ad Alberto Ziveri, insieme al quale invia lavori per la “Casa di un poeta” progettata per la IV Triennale alla Villa Reale di Monza dall'architetto Luigi Moretti. Nel 1932, vince il Pensionato Artistico Nazionale. Seguono numerose esposizioni: a Roma, con Ziveri, alla Galleria Sabatello; a Parigi, alla “Mostra dell'arte italiana del XIX e XX secolo” al Jeu de Paume; alla II Quadriennale di Roma; alla XXI Biennale di Venezia, dove partecipa con tre statue ripresentate alla “Ausstellung der Moderne italienische Kunst” alla Kunsthalle di Berna. Nel 1947 vince il premio Torino con il Ritratto di Anita ed espone alla prima mostra milanese del “Fronte nuovo per le Arti”, nella Galleria della Spiga, con Viani, Leoncillo, Franchina, Corpora, Vedova, Pizzinato, Morlotti, Santomaso e Guttuso. Nel 1949 gli viene assegnato il premio Saint Vincent con la Sibilla. Successivamente, è invitato alla “Mostra dell'arte italiana del XX secolo” al Museo d'arte moderna di New York. Del 1951 è l'antologica romana a Palazzo Barberini e il Premio del Presidente della Repubblica Luigi Einaudi assegnato dall'Accademia Nazionale di San Luca. Dopo aver vinto la cattedra all'Accademia di Belle Arti di Firenze, dal 1958 al 1980, insegna all'Accademia di Belle Arti di Roma. Continuano le partecipazioni a diverse esposizioni in tutto il mondo, fino alla committenza, nel 1972, della grande Resurrezione per la sala delle udienze edificata da P. L. Nervi in Vaticano. Muore a Roma nel 1987.

Saranno presenti all’inaugurazione: Luigi De Lorenzo, Sindaco di Aliano, Antonio Colaiacovo, Presidente Parco Letterario “Carlo Levi”, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Giuseppe Appella, curatore della mostra.

*CASTRONUOVO SANT’ANDREA, MIG. Museo Internazionale della Grafica, 27 agosto 2019. ore 18.30.

Toti Scialoja (Roma, 16 dicembre 1914 – Roma, 1º marzo 1998), a cura di Antonello Tolve. Tempere, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1940-1984.

Pittore per i poeti e poeta per i pittori, Scialoja è, e resta, un artista che «dipinge e scrive parallelamente», che mette in luce, sempre e con tenacia, il desiderio di meriggiare pallido e assorto nei diversi spazi dell’arte, di edificare un’esperienza in grado di giungere alla pienezza dell’opera d’arte totale.

Toti Scialoja, nasce a Roma il 16 dicembre 1914. Qui si forma, frequentando il salotto della contessa Pecci Blunt, dove entra in contatto con artisti ed intellettuali quali Emilio Cecchi, Giuseppe Ungaretti, Massimo Bontempelli e Libero De Libero. Attraverso quest'ultimo conosce il gruppo della Scuola Romana che lo sollecita ad interrompere gli studi di Giurisprudenza per dedicarsi all'arte. Infatti, partecipa alla III e la IV Quadriennale d'arte Nazionale, tiene le prime personali a Genova nel 1940 e a Torino nel 1941. Del 1943 è l'esordio in teatro con scene e costumi realizzati per L'opera dello straccione, libero adattamento da The Beggar's Opera di John Gay musicata da Roman Vlad con regia di Vito Pandolfi. Questo è anche l'anno in cui ha inizio il sodalizio con Aurel M. Milloss, ideatore della coreografia dell'opera Capricci alla Strawinsky, per la quale Scialoja cura scene e costumi. Nel 1948 è a Parigi, dove aveva già soggiornato nel 1947. Durante gli anni Cinquanta partecipa alle Biennali di Venezia (1950, 1952, 1954) e ad alcune importanti mostre. Nel 1956, primo viaggio a New York in occasione della mostra personale alla Catherine Viviano Gallery. Durante l'estate del 1957 è a Procida, dove nascono le Impronte realizzate mediante la tecnica dello stampaggio: fogli oleati, su cui il colore aderisce senza lasciarsi assorbire, vengono rovesciati sulla tela e premuti. Nel 1960, dopo un breve viaggio a New York, si reca a Parigi per restarvi fino al 1964. Frequenta le lezioni tenute alla Sorbona da Maurice Merleau-Ponty e comincia a scrivere le prime poesie nonsense, raccolte in seguito in Amato topino caro (Bompiani 1971). Tornato in Italia, partecipa alla Biennale di Venezia, presentato da Gillo Dorfles e lavora per il teatro, con regia di Piero Panza, e di Traumdeutung di Edoardo Sanguineti. Il testo di Giuliani viene ripreso nel 1965 e rappresentato al Teatro Parioli di Roma con la compagnia teatrale dei Novissimi, insieme a L'occhio di Giordano Falzoni e Improvvisazione di Nanni Balestrini, per i quali Scialoja realizza scene e costumi. Nel 1982 è nominato direttore dell'Accademia di Belle Arti di Roma e la sua nuova produzione pittorica è presentata alla XLI Biennale di Venezia. Muore a Roma l’1 marzo 1998.



Saranno presenti all’inaugurazione: Antonio Bulfaro, Sindaco di Castronuovo Sant’Andrea, Arnaldo Colasanti, Presidente Fondazione Scialoja Roma, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Antonello Tolve, curatore della mostra, Giuseppe Appella, storico dell’arte.



*MOLITERNO, Biblioteca Comunale G. Racioppi, 28 agosto 2019, ore 18.30.

Henry Goetz (New York, 29 settembre 1909 – Nizza 12 agosto 1989), a cura di Stefania Zuliani.

Pastelli, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1940- 1980.

Goetz durante gli oltre cinquant’anni della sua felice attività di artista, scandita da numerosi incontri fortunati – tra gli altri, Hans Hartung, con cui condivideva a Parigi la casa e le speranze, Paul Eluard, “meraviglioso poeta amico dei pittori”, Picasso, che gli dimostrò come la tecnica è, prima di ogni altra cosa, istinto per la materia – non ha infatti mai smesso di forzare i limiti della propria esperienza.

Henri Goetz nasce nel 1909 a New York. Studia a Boston, nel Massachusetts Institute of Technology, alla Harvard University e nella Grand Central School of Art di New York. Nel 1930 è a Parigi. Con l’amico Victor Bauer scopre le opere di Picasso, Braque, Matisse, Rouault, Klee e Kandinsky. Nel 1936 sposa Christine Boumeester ed insieme espongono al Salon des Surindépendants, Hans Hartung diventa il suo migliore amico. Nel 1937 tiene la sua prima personale alla Galeria Bonaparte. Ritornato a Parigi, si presenta in una serie di personali, Alain Resnais gli dedica il primo film Ritratto di Henri Goetz, con Christine, Ubac e Folon fonda il gruppo “Graphies”, con Ubac diffonde la rivista “La main à plume”, comincia la sua attività di insegnante che lo vede impegnato all’Accademia Ranson, alla Grande Chaumière, all’Accademia André Lhote, al Conservatorio americano di Fontainebleau, prima di diventare nel 1969 professore di pittura ed incisione all’Università di Vincennes e fondare l’Accademia Goetz. La “tecnica Goetz”, utilizzata fin dai primi anni Sessanta, viene ottenuta con una vernice-collante mescolata precedentemente con polvere di carborundum (carburo di silice) e da qualche tempo con polvere di pomice, della grana desiderata, e quindi stesa col pennello o la spatola su una lastra di metallo o di plexiglas e lavorata secondo i propri codici espressivi, con la possibilità di acquisire variazioni materico-cromatiche delicatissime e brillanti al tempo stesso. L’indurimento della pasta permette l’inchiostratura e la stampa al torchio. Goetz inizia la sua attività di incisore a partire dal 1940. Muore a Nizza nel 1989. Il suo lavoro è presente nei musei di tutto il mondo. Un museo Goetz-Boumeester è stato fondato nel 1983 a Villefranche-sur-Mer.

Saranno presenti all’inaugurazione: Giuseppe Tancredi, Sindaco di Moliterno, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Stefania Zuliani, curatrice della mostra, Giuseppe Appella, storico dell’arte.



*MONTEMURRO, Casa delle Muse di Leonardo Sinisgalli, 29 agosto 2019, ore 18.30.

Assadour (Beirut 1943), a cura di Federico De Melis. Dipinti, acquarelli, disegni, opere grafiche, libri d’artista, immagini, documenti, 1967-2013.

Questa ordinata magia trae il massimo nell’incisione, di cui Assadour sembra conoscere tutti i segreti e le potenzialità se, come fa, riesce a utilizzare l’acquaforte diremmo ‘a contrario’, sottoponendola a una disciplina che non le appartiene, traendone implicazioni geometriche inusitate.

Assadour Bezdikian (Beirut, 1943), meglio conosciuto con il suo primo nome, lasciò il Libano all'età di diciotto anni per iscriversi all'Accademia Pietro Vannucci di Perugia. Proseguì i suoi studi all'Ecole Nationale Supérieure des Beaux Arts di Parigi, dove vive e lavora dal 1964, allievo di Coutaud. Assadour ha illustrato molti libri e pubblicazioni, tra cui L'Affaire Lemoine (Parigi, 1968-69), Frammento N'3 (Liechtenstein, 1972), La Vecchiaia Nevica (Milano, 1978), Ombre (Lussemburgo, 1976), L'Oiseleuse (Paris, 1978). Ha tenuto numerose mostre: a Parigi, alla Galerie La Pochade (1971), alla Galerie Sagot-le-Garrec(1977, 1983), alla Galerie du Dragon (1986) e alla Galerie Faris al FIAC (1986); a Roma, presso la Galleria L'Arco (1980) e la Galleria II Millennio e a Bruxelles presso la Galerie La Taille Douce (1972). Inoltre, in molte altre gallerie di Göteborg, Pesaro, Beirut, Trieste, Lione, Amsterdam, Bari, Firenze, Grenoble, Tokyo, Essen, Losanna, Metz, Colonia, Nagoya, Matera, Seoul, Reggio Emilia. Dopo l’antologica italiana al Museo Fazzini di Assisi, nel 2008, nel 2016 è il Sursok Museum di Beirut a proporre una vasta retrospettiva. Numerosi sono stati anche i riconoscimenti internazionali ricevuti: la medaglia d'oro alla Terza Biennale Internazionale della Grafica d'Arte (Firenze,1972); la Medaglia d'Argento alla Biennale Internationale de l'Estampe Epinal (Francia, 1973); il Primo Premio alla Biennale de Givet (1975), il Premio alla Biennale di stampa internazionale (Polonia,1980); la Menzione d'Onore alla Biennale di stampa Norwegian International, Frederikstad (Norvegia,1980), la Medaglia d'Onore al Male Formy Grafiki, Lodz (Polonia, 1981), al Museum of Modern Art Award di Lubiana, (Jugoslavia, 1983) e il Grand Prix des Arts de la Ville de Paris (1984), il Premio Ollivier nell’ambito del Prix Monte Carlo (1990) e il Prize of the ministry of art and culture alla Triennale di Majdanek in Polonia (1997 ).

Saranno presenti all’inaugurazione: Senatro Di Leo, Sindaco di Montemurro, Mario Di Sanzo, Presidente Fondazione Sinisgalli, Patrizia Minardi, Dirigente Ufficio Sistemi Culturali e Turistici Cooperazione Internazionale Regione Basilicata, Federico De Melis, curatore della mostra, Giuseppe Caccavale, artista, Giuseppe Appella, storico dell’arte.

Interventi musicali del “Trio Etnojazz” (Carla Volpe, voce, Alessio Giove, fisarmonica,Enzo Di Stefano, chitarra semiacustica) con brani appartenenti alla tradizione jazzistica afroamericana

Le mostre rimarranno aperte fino al 19 dicembre 2019.

lunedì 19 agosto 2019

A Crotone si terrà l'iniziativa "Timeless, attualità dell’antico. Dal mare alla tavola"


Martedì 20 agosto 2019, alle ore 18.30, a Crotone, nel Museo Archeologico Nazionale di Crotone, si terrà, nell’ambito del ciclo Timeless, attualità dell’antico, l’attesa iniziativa Dal mare alla tavola.

Sarà una serata a più voci per illustrare il tema “Metodi di pesca e consumo del pesce, ieri e oggi”. Ne parleranno Fabrizio Mollo, professore di archeologia all’Università di Messina, e Antonio Montesanti, esperto di tecniche della pesca.

La kermesse estiva dei musei di Crotone (Museo Archeologico Nazionale di Crotone e il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna), che sta appassionando per la qualità e l’originalità delle proposte in calendario, chiuderà i battenti il 27 agosto prossimo con un’importante riflessione sul passaggio dal collezionismo all’istituzione museo.

Il Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone) e il Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone), entrambi diretti da Gregorio Aversa, afferiscono al Polo museale della Calabria, guidato da Antonella Cucciniello.

domenica 11 agosto 2019

Polo museale della Calabria: Apertura festività di Ferragosto

Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri (Reggio Calabria)

Giovedì 15 agosto 2019, in occasione della festività dell’Assunta (Ferragosto), i luoghi della cultura statali di seguito elencati ricadenti nel Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello, rimarranno aperti al pubblico secondo i consueti orari.

Sarà, pertanto, occasione propizia per ammirare i tanti Beni culturali patrimonio inestimabile della Calabria.

Galleria Nazionale di Cosenza (Cosenza)
mail: pm-cal.gallerianaz-cs@beniculturali.it
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Chiesa di San Francesco d’Assisi – Gerace (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.sanfrancesco@beniculturali.it
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La Cattolica – Stilo (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.cattolica@beniculturali.it
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Le Castella – Isola Capo Rizzuto (Crotone)
mail: pm-cal.lecastella@beniculturali.it
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Museo Archeologico Nazionale “Vito Capialbi”di Vibo Valentia – (Vibo Valentia)
mail: pm-cal.capialbi@beniculturali.it
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Museo Archeologico Nazionale di Crotone (Crotone)
mail: pm-cal.crotone@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Sibari – Cassano all’Ionio (Cosenza)
mail: pm-cal.sibaritide@beniculturali.it
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Museo Archeologico e Parco Archeologico dell’antica Kaulon – Monasterace (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.kaulon@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Capo Colonna (Crotone)
mail: pm-cal.capocolonna@beniculturali.it
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Musei e Parco Archeologico Nazionale di Locri - Locri (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.locri@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico Nazionale di Scolacium – Roccelletta di Borgia (Catanzaro)
mail: pm-cal.scolacium@beniculturali.it
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Museo Statale di Mileto – Mileto (Vibo Valentia)
mail: pm-cal.mileto@beniculturali.it
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Museo Archeologico Nazionale di Amendolara – Amendolara (Cosenza)
mail: pm-cal@beniculturali.it
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Museo Archeologico Lametino – Lamezia Terme (Catanzaro)
mail: pm-cal@beniculturali.it
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Museo Archeologico di Metauros – Gioia Tauro (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.metauros@beniculturali.it
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Museo e Parco Archeologico “Archeoderi” – Bova Marina (Reggio Calabria)
mail: pm-cal.archeoderi@beniculturali.it
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venerdì 9 agosto 2019

Locri (RC), Palazzo Nieddu del Rio: saranno visitabili anche le sale espositive


Si comunica che da sabato 10 agosto 2019 a Locri (Reggio Calabria), presso il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio (Museo del Territorio) saranno visitabili anche le sale espositive il cui allestimento è dedicato alla colonia di Locri.

Tale allestimento sostituisce la temporanea chiusura, legata al progetto di adeguamento sismico, dell’edificio museale del parco.

Si precisa che il parco archeologico di Locri con il Complesso museale Casino Macrì continua ad essere visitabile nei giorni dal martedì alla domenica dalle h, 9,00 - alle h. 20 con ultimo ingresso alle 19,00.

Il Museo Archeologico Nazionale di Palazzo Nieddu Del Rio ospita al piano terra e al primo piano manufatti dal territorio locrese frutto di recenti campagne di scavo dai risultati scientificamente interessanti e manufatti dal sito prostorico di Canale - Janchina. E’ stata così completata la narrazione della storia e della archeologia locrese.

I tre musei locresi, quindi, - due al Parco archeologico dedicati l’uno al periodo greco e l’altro alle testimonianze di età romana – e il Palazzo Nieddu, dedicato al periodo anteriore alla fondazione della colonia e alle scoperte dal territorio, offriranno al pubblico una visione completa della Locride tra IX a.C. fino ad età tardo antica.

I Musei e il Parco Archeologico Nazionale di Locri, diretti dalla dottoressa Rossella Agostino, sono afferenti al Polo museale della Calabria, guidato dalla dottoressa Antonella Cucciniello.