L'assessore alla Salute Cosimo Latronico ha replicato alla nostra nota del 23 luglio, senza mai citarci direttamente ma riprendendone puntualmente i termini. Ne prendiamo atto, e rispondiamo nel merito, senza ripetere argomenti già esposti.
Un dato nuovo, che prendiamo sul serio. Latronico cita un incremento del 4,4% nel volume delle prestazioni ambulatoriali erogate, pari a 26.788 prestazioni in più. Non abbiamo motivo di contestarlo, ed è un'informazione che va accolta, non liquidata: chiediamo che questo dato venga pubblicato con la stessa serie storica e la stessa disaggregazione per Azienda sanitaria che chiediamo per la classe P, in modo che possa essere verificato da chiunque e non resti affidato a una dichiarazione stampa.
Un'obiezione fondata, che accettiamo in parte. L'assessore osserva che l'indagine Piepoli-Fnomceo è una rilevazione demoscopica, non un flusso amministrativo, e su questo ha ragione: percezione e dato tracciato non sono la stessa cosa, e non li abbiamo mai presentati come equivalenti. Restano però la stessa cosa le domande che quella percezione solleva, ed è a quelle domande, non al sondaggio in sé, che la Giunta deve rispondere.
Il punto che resta senza risposta. Nella nostra nota ponevamo tre domande precise: quali indicazioni ricevono i medici prescrittori sui criteri di attribuzione della classe di priorità; se i sistemi informatici delle strutture sanitarie regionali propongono la classe P come opzione predefinita; se esistono meccanismi organizzativi che orientano le prescrizioni verso la classe meno stringente quando le agende delle classi più urgenti risultano sature. Latronico non risponde a nessuna delle tre. Ripete che il dato «riflette una tendenza strutturale» su cui ha «già chiesto una riflessione seria»: la stessa formula usata nell'intervista che aveva motivato la nostra prima nota. Una riflessione annunciata due volte non è una risposta.
Le nostre richieste restano in piedi. Confermiamo il deposito della richiesta di accesso agli atti sulla serie storica regionale delle prescrizioni per classe di priorità e sui criteri applicativi del sistema RAO adottati dalle Aziende sanitarie lucane e della interrogazione consiliare sul numero delle rinunce esplicite registrate dai Cup regionali negli ultimi tre anni.
«Non stiamo chiedendo all'assessore di negare un miglioramento — dichiarano Araneo e Verri — gli stiamo chiedendo di spiegare un meccanismo. Sono due cose diverse, e la differenza si misura nelle risposte che si è scelto di non dare. Continueremo a chiederle, negli atti prima che nelle interviste.»
Alessia Araneo, Viviana Verri (Consigliere regionali – Movimento 5 Stelle Basilicata)

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