MATERA - A sostegno della Giunta Bardi ai nuovi corsi di Medicina, Chirurgia e Fisioterapia dell’Università LINK a Matera è solo un colpo di scena con cui Bardi e Latronico provano a farsi perdonare i mancati investimenti pubblici nell’offerta formativa della provincia di Matera, oltre che un atto di concorrenza sleale nei confronti dell’Università degli Studi della Basilicata, il cui corso di medicina e chirurgia, a soli quattro anni dalla sua istituzione, è tutt’altro che strutturato e, per crescere, necessita di un costante e crescente impegno collettivo.”
A dichiararlo, in una nota, è il capogruppo in Consiglio regionale di Basilicata Casa Comune, Giovanni Vizziello.
“Se penso che per raggiungere i livelli che ha raggiunto nel mondo la Facoltà di Medicina dell'Università di Bologna ci ha impiegato 800 anni” -sottolinea Vizziello- “resto sconcertato al cospetto dell’atteggiamento di chi, come il Presidente Bardi e l’Assessore Latronico, immagina alcuni fenomeni come immediatamente risolutivi delle tante criticità che riguardano la formazione universitaria e lo stesso sistema sanitario regionale”.
“Quattro anni fa si disse che l’istituzione della facoltà di Medicina e Chirurgia all’UniBas avrebbe fermato l’esodo di studenti verso gli Atenei di altre regioni e avrebbe indirizzato la sanità lucana verso mirabili sorti e progressive” -ricorda Vizziello- “oggi, con il via libera all’Università LINK a Matera, si riconosce il fallimento del progetto che ha portato all’istituzione della facoltà di medicina all’Università degli Studi della Basilicata e si continua a gettare fumo negli occhi dei lucani sostenendo che con l’arrivo dell’Università LINk si amplia l’offerta formativa, promuovendo l’attrazione di giovani e lo sviluppo di nuove competenze per il territorio lucano”.
“La prima affermazione -dichiara il Consigliere di BCC - è smentita dal fatto che il 75% dei ragazzi lucani che intraprende un percorso di studi universitario si iscrive ad Atenei di altre regioni, laddove il dato medio italiano registra come il 75% dei giovani in Italia sceglie università della propria regione e dalla circostanza che la sanità lucana è sensibilmente peggiorata negli ultimi anni”.
“La seconda affermazione -prosegue Vizziello- non considera che non sono molte le famiglie lucane che possono permettersi di pagare per i propri figli una retta da 20 mila euro all’anno, che rappresenta il costo di accesso al corso di Medicina e Chirurgia dell’Università LINK e che la facoltà di medicina dell’UniBas corre il rischio si sparire per effetto della concorrenza, con conseguente spreco dei cospicui finanziamenti destinati dalla Regione proprio al corso di Medicina dell’UniBas”.
“Qual è il modello di sistema sanitario regionale che hanno in mente Bardi e Latronico e come si innesta l’istituzione dei nuovi corsi di Medicina e Chirurgia dell’Università LINK in questo modello di sistema sanitario? Queste le domande” -aggiunge Vizziello- alle quali a tutt’oggi non c’è risposta da parte della Giunta regionale. Perchè, se è vero che investire sull’università significa investire sul futuro -conclude l’esponente di Basilicata Casa Comune- è fondamentale che gli investimenti siano supportati da una visione di crescita e di benessere collettivo e soprattutto eseguiti con criteri di gradualità, senza i quali si corre il rischio di fare un grave danno ai nostri studenti”.

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