Di che materia è fatto Eros
La mostra parte da una domanda, quella sulla materia di cui potrebbe essere fatto Eros. Tra gli ingredienti possibili ci sono gli ulivi di Nisyros incontrati durante un'estate, la carezza del mare e il sale che lascia sulla pelle, l'anguria mangiata avidamente con le mani sulla sabbia. Ci sono anche il desiderio di perdersi in una città intrisa di memorie, dove ci si sente a casa quasi subito, e la scoperta graduale delle sue contraddizioni. L'amore diventa così un viaggio inesplorato, senza un punto di partenza, una durata misurabile o una destinazione prestabilita, e l'emozione porta con sé ricordi d'infanzia ancora vividi, che affiorano e si depositano sulla carta in linee sottili. Ne esce un lavoro dalla doppia natura, con la leggerezza quasi infantile dell'impulso da una parte e il peso sommesso della perdita dall'altra, quando il desiderio non trova risposta nella realtà.
Cianotipia e acrilico
Le opere sono realizzate in prevalenza con la cianotipia, antico procedimento fotografico che sfrutta la sensibilità alla luce di sali di ferro e restituisce il caratteristico blu profondo. Fanno eccezione due lavori in acrilico su tessuto e un dipinto in acrilico su carta. Nell'immagine scelta per la locandina il blu è attraversato da segni dorati e da un repertorio che guarda al mondo antico, con una figura coronata d'alloro che suona la lira, una colonna ionica, onde e un fregio a meandro.
Una galleria al debutto
La personale è la prima mostra temporanea presentata da Eclectica Gallery, spazio nato a sua volta da un viaggio d'amore e diretto da Angeliki Planoudaki. Nella galleria due storie personali si incontrano e dialogano in un ambiente che nei propositi degli organizzatori resta sempre abitato da bellezza, memoria, materia, passione, curiosità e immaginazione.
«Ho provato a capire di che materia potrebbe essere fatto Eros. Dentro ci sono gli ulivi di Nisyros, il sale del mare sulla pelle, i ricordi dell'infanzia che emergono e lasciano un segno sulla carta. L'amore è un viaggio senza punto di partenza e senza una destinazione stabilita, e la leggerezza del desiderio convive sempre con il peso di ciò che resta senza risposta», dichiara Stefano Siggillino.
Alla serata d'inaugurazione l'ambiente artistico ateniese ha voluto rendere omaggio all'artista. Tra i presenti la radio producer e conduttrice televisiva Anna Zirdelli, le attrici Evgenia Samara e Sissy Kallini e il fotografo Thodoris Theodoridis, al quale è dedicata in questi giorni una personale a Matera.
Un talento materano fuori casa
Per Matera e per la Basilicata è una notizia che arriva da lontano e che vale la pena raccontare. Un artista originario di questa terra trova spazio in una galleria del centro storico di Atene e viene accolto con attenzione dalla scena culturale greca, a conferma di un talento giovane che sa farsi strada fuori dai confini regionali portando con sé la propria origine.
Matera, Atene e la Magna Grecia
La mostra arriva inoltre in un anno particolarmente significativo per Matera e per la Basilicata, quello in cui la città è Capitale Mediterranea della Cultura e del Dialogo 2026, titolo condiviso con la città marocchina di Tétouan. In questo contesto, il viaggio di un giovane artista materano fino ad Atene assume un valore che va oltre la dimensione della singola esperienza artistica e si inserisce idealmente in una storia più ampia di relazioni mediterranee. Il legame con la Grecia, infatti, appartiene profondamente alla memoria e all'identità di questo territorio attraverso la Magna Grecia, di cui sono testimonianza anche le antiche città di Metaponto, Siris, nell'area dell'odierna Nova Siri, e Herakleia, presso l'odierna Policoro. Un filo che dalla Grecia antica arriva fino al Mediterraneo contemporaneo e che oggi, attraverso l'arte, torna a unire Atene e Matera.

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