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giovedì 17 settembre 2020

Irrigazione, Cia e Confagricoltura: “Intervengano prefetti di Taranto e Matera”


MATERA - "Chiediamo un intervento autorevole urgente per garantire la corretta erogazione di acqua dalla diga di San Giuliano verso la Puglia".

CIA agricoltori Puglia Area Due Mari e Confagricoltura Taranto hanno inviato una lettera, a firma congiunta, ai prefetti di Taranto e di Matera e ai presidenti delle Regioni Puglia e Basilicata.

“Sono diverse settimane che in più occasioni e con vari servizi giornalistici – si legge nella nota – abbiamo segnalato irregolarità nella erogazione di acqua dalla diga di San Giuliano verso la Puglia. A fronte di un quantitativo di acqua richiesto dal Consorzio di Stornara e Tara di Taranto di circa mille litri al secondo, l’erogazione nelle diverse ore della giornata spesso e volentieri scende fino a 500 litri al secondo. Tale improvvisa riduzione causa difficoltà nella gestione irrigua in provincia di Taranto, poiché il canale adduttore lungo 35 km da San Marco di Bernalda (Matera) a Palagianello (Taranto) si abbassa di livello e in alcuni comizi irrigui l’acqua non riesce ad arrivare. Peraltro – si legge ancora – non si comprendono le ragioni della riduzione di portata, atteso che al momento sono presenti in diga circa 26 milioni di metri cubi sufficienti a garantire la portata di mille litri al secondo per la Puglia e altrettanti per la Basilicata”. La diga di San Giuliano è di proprietà al 50 per cento della Basilicata ed al 50 per cento della Puglia è stata costruita nel 1958 per irrigare una superficie di circa 20mila ettari metà in Basilicata e l’altra metà in Puglia; in Basilicata la stagione irrigua inizia nei primi mesi dell’anno in Puglia nel mese di maggio e questa situazione di fatto determina un maggiore utilizzo di acqua in Basilicata rispetto alla Puglia. Per le associazioni di categoria “la gestione della diga è a totale trazione lucana e la questione più sconcertante è la mancanza di trasparenza nel fornire i dati relativi all’erogazione tramite i misuratori, uno di questi, il venturimetro è chiuso con un lucchetto inaccessibile al Consorzio di Bonifica Stornara e Tara. Altri misuratori presenti fino alla scorsa settimana sono attualmente scomparsi o forse chiusi per renderli inaccessibili agli operatori del Consorzio Stornara e Tara di Taranto. Nei vari sopralluoghi – ricordano i rappresentanti delle associazioni – abbiamo anche appurato che l’acqua tra la Puglia e la Basilicata viene suddivisa utilizzando vecchie lamiere di scaffalature metalliche da ufficio alzate ed abbassate con fili di nylon, che possono essere manomesse da chicchessia. Per evitare tensioni sociali nel mondo agricolo della provincia di Taranto e garantire la corretta erogazione di acqua, si chiede un intervento verso il Commissario del Consorzio unico di Basilicata, l’avvocato Giuseppe Musacchio e il geometra Francesco Potenza, che gestiscono l’acqua della diga di San Giuliano in Basilicata.

giovedì 10 settembre 2020

La Copagri sul Patto per l’Export

 
POTENZA -  “Con il ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato alla Farnesina dopo un intenso percorso di ascolto coordinato dal medesimo dicastero, si indica con chiarezza a tutto il tessuto produttivo del Paese che l’internazionalizzazione è la strada maestra da seguire per superare la grave crisi economica causata dalla pandemia del Coronavirus”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione della tappa romana del roadshow “Il Patto per l’Export. Strumenti e opportunità per le PMI”, che si tiene oggi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte, del Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e del Presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti.

“Un intervento che vada in questa direzione è di fondamentale importanza, da un lato, per favorire tutte le realtà produttive, vera e propria spina dorsale del Paese, che con il loro lavoro vanno quotidianamente a innescare circoli virtuosi di crescita e di sviluppo dei territori e delle loro economie; una simile iniziativa, dall’altro lato, va a stimolare la crescita e lo sviluppo di tutte le aziende che non hanno ancora affrontato la sfida dei mercati esteri o che si trovano in aree del Paese dove la propensione all’export è meno spiccata, osserva il presidente, ricordando che l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL.

“Condividiamo molti dei punti delineati nel Patto per l’Export, che accoglie diverse nostre proposte, ma soprattutto lo spirito che lo anima, in base al quale si cerca di guardare alla fase post-Coronavirus come un’opportunità di crescita, di consolidamento e di sviluppo. Nel testo, infatti, trovano spazio numerosi elementi che dimostrano come si stia finalmente cominciando a comprendere la strategicità del primario, quali un forte investimento per la comunicazione e la promozione all’estero delle filiere e delle specialità agroalimentari, il rafforzamento dell’eCommerce e della partecipazione delle PMI al sistema fieristico, ma anche il potenziamento delle misure in favore dell’imprenditoria giovanile”, ricorda Verrascina.

“Molto promettenti sono poi le azioni individuate per contribuire a conquistare nuovi mercati, che mirano al contempo a difendere e promuovere quelli storici; in questa ottica guardiamo con favore alla creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e all’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, conclude il presidente della Copagri.

mercoledì 2 settembre 2020

Copagri Matera: il 12 settembre il convegno "Quale agricoltura?"


MATERA - La PAC post 2020 avrà il non semplice compito di aiutare il primario a superare le ripercussioni dell’emergenza Coronavirus, sostenendo gli agricoltori europei e consentendogli al contempo di affrontare le sfide attuali e future, quali i cambiamenti climatici, il ricambio generazionale e la redditività delle filiere. Tra queste ultime, figura senza dubbio il comparto del grano duro, di fondamentale importanza per l’economia della Basilicata, che sconta un calo generalizzato delle quotazioni legato a doppio filo alla flessione dei prezzi all’ingrosso e all’origine; a preoccupare, in particolare, è il fatto che a calare di più siano i prezzi delle principali piazze del Meridione.

Muove da queste premesse il convegno “Quale agricoltura? Riflessioni sul futuro del comparto primario”, organizzato dalla Copagri Matera per sabato 12 settembre, dalle ore 18:00 presso l’Alvino 1884 Hotel e Resort, in Via San Vito. Ad animare il dibattito, dopo i saluti introduttivi dell’ingegnere ambientale Stefania Lamacchia, saranno gli interventi di Angelo Frascarelli, direttore del Centro per lo Sviluppo Agricolo e Rurale (Ce.S.A.R.) e professore di Economia e Politica Agraria e Politica Agroalimentare presso l’Università degli Studi di Perugia, Laris Gaiser, analista finanziario e docente dell'Italian team for security, terroristic issues & managing emergencies (Itstime) presso l’Università Cattolica di Milano, Nicola Minichino, presidente della Copagri Basilicata e Cesare Carriero, direttore della federazione materana della Confederazione Produttori Agricoli. Le conclusioni saranno affidate al presidente nazionale della Copagri Franco Verrascina.

Durante i lavori verrà prestata particolare attenzione al comparto del grano duro, come testimoniato anche dalla prestigiosa location scelta per ospitare l’iniziativa: il Mulino Alvino, infatti, costruito alla fine dell’Ottocento, era uno storico complesso dedicato alla lavorazione del grano e alla produzione di pasta e pane, che fino agli anni ‘80 del secolo scorso è stato un punto di riferimento produttivo all’interno della città per lavorare il grano duro prodotto nell’area delle colline materane.

L’accesso alla sala che ospiterà il convegno, per il quale sarà obbligatorio l’utilizzo della mascherina, sarà consentito solo previa registrazione, così da consentire il non superamento della capienza massima della sala tenuto conto delle necessarie e dovute misure di distanziamento.

Agrinsieme sul "Farm to Fork"


POTENZA - “Il coordinamento di Agrinsieme è in prima linea per contribuire al raggiungimento degli obiettivi comunitari in materia di sostenibilità ed è pronto a impegnarsi ulteriormente, indirizzando il proprio operato verso una strategia di sviluppo che aiuti il settore agroalimentare a crescere sempre di più in termini di rispetto ambientale, a condizione però che tale strategia non vada ad inficiare il valore aggiunto dell’agricoltura e non comprometta il lavoro e la redditività del primario”. Lo ha sottolineato il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, intervenendo in audizione davanti alla Commissione Agricoltura della Camera nell’ambito dell’esame della strategia europea “Dal produttore al consumatore” per un sistema alimentare equo, sano e rispettoso dell’ambiente.

Ad avviso di Agrinsieme, “per attuare gli obiettivi della strategia europea ‘Dal produttore al consumatore’ o ‘Farm to Fork’, il piano decennale della Commissione Europea che è parte integrante del nuovo Green Deal e che è stato messo a punto per favorire e promuovere la transizione verso un sistema agroalimentare più sostenibile, bisogna evitare di mettere mano alle risorse della PAC, le quali risultano già consistentemente ridotte rispetto alla precedente programmazione”.

“Va, inoltre, scongiurato il rischio di una diminuzione quantitativa della produzione agricola comunitaria con conseguenze dannose per i produttori agricoli e le loro cooperative, nonché una possibile contrazione dei consumi su prodotti comunitari ad alto valore aggiunto a vantaggio di produzioni extraeuropee più economiche ma meno performanti sotto il profilo della salubrità e degli standard ambientali”, ha aggiunto il Coordinamento.

“Per questo si ritiene necessaria una seria e attenta valutazione di impatto delle politiche che la Commissione UE intende perseguire; allo stesso tempo, è importante garantire una maggiore uniformità nell’applicazione delle disposizioni previste, che al momento risultano essere maggiormente vincolanti per gli agricoltori che per il resto della filiera, con il concreto rischio di andare ad acuire ulteriormente le asimmetrie contrattuali sulla catena del valore e di scaricare il peso della transizione ecologica sulle spalle dei produttori agricoli”, ha osservato Agrinsieme.

“Inoltre, condividendo l’esigenza di fornire maggiore trasparenza al consumatore, rigettiamo l'utilizzo di sistemi di etichettatura che rischiano di penalizzare prodotti di alta qualità come quelli a indicazione geografica, peraltro ricchi di importanti nutrienti”, ha rimarcato il Coordinamento.

“Si segnala, inoltre, la necessità di puntare con sempre maggiore decisione sulla ricerca e sull’innovazione tecnologica, che rappresentano delle leve fondamentali per lo sviluppo del primario e per la promozione di una transizione ecologica; basti pensare, in tal senso, alle numerose applicazioni dell’agricoltura di precisione e alle infinite possibilità offerte dalla cisgenetica”, ha concluso Agrinsieme.

domenica 9 agosto 2020

Lunedì 10 agosto al via la vendemmia in Italia

ROMA - Al via, lunedì 10 agosto, la vendemmia 2020, la prima dell’epoca coronavirus, con la raccolta del primo grappolo di uva in Italia e le stime esclusive sull’andamento della produzione a livello nazionale e per i principali Paesi concorrenti.

L’appuntamento è per lunedì 10 agosto dalle ore 9 nell’azienda agricola Faccoli in via Cava a Coccaglio, nella provincia di Brescia in Franciacorta che, come tradizione, inaugura l’inizio della raccolta lungo la Penisola con la vendemmia delle uve Chardonnay per la produzione di spumanti, le prime ad essere raccolte.

Nell’occasione verrà divulgata una analisi della Coldiretti con le anticipazioni sull’andamento qualitativo e quantitativo a livello nazionale, sullo storico duello con i rivali francesi, sull’export e sull’impatto occupazionale ed economico del vino Made in Italy nel 2020 caratterizzato dal crollo dei consumi fuori casa, dalla crisi della ristorazione, dalle tensioni sulle esportazioni, dalle difficoltà sugli ingressi in Italia degli stagionali stranieri ma anche dalla straordinaria capacità di ripresa dei viticoltori e delle cantine tricolori.

venerdì 7 agosto 2020

Agricoltura, Cavallo (FAI CISL): "Rafforzare la rete dell'accoglienza per sottrarre i migranti alle lusinghe dei caporali"

POTENZA - Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, parteciperà oggi pomeriggio a Matera all'evento promosso, tra gli altri, da Cgil, Cisl e Uil per ricordare la migrante ignota scomparsa un anno fa nell'ex ghetto della Felandina. "È doveroso esserci per ricordare una tragedia che ha lasciato un segno profondo nelle nostre coscienze. Ci incontreremo per ricordare una vita spezzata dall'indifferenza e dal degrado e per rilanciare l'impegno contro ogni forma di sfruttamento e sul fronte dell'accoglienza delle migliaia di braccianti stranieri che lavorano nei campi della nostra regione. La storia ci insegna che dove non ci sono diritti e dove non c'è solidarietà prosperano la criminalità e lo sfruttamento disumano delle persone, spesso ridotte in una condizione di sostanziale schiavitù. Una situazione intollerabile in un paese che vuol dirsi civile. In tal senso - continua il segretario della Fai Cisl - è prioritario da un lato intensificare le azioni di contrasto penale del caporalato, dall'altro costruire un sistema di accoglienza e una rete di servizi in grado di sottrarre i lavoratori stranieri alle lusinghe dei caporali. La realizzazione di una seconda struttura di accoglienza lungo la fascia jonica e la ristrutturazione del centro di Palazzo San Gervasio sono un primo passo per restituire diritti e dignità a chi con il proprio lavoro tiene in piedi il settore agricolo nel nostro paese, purché i tempi di realizzazione di tali strutture sia celere. Questo però non è sufficiente se non si interviene per eliminare le strozzature lungo la filiera agroalimentare con interventi finalizzati ad una più equa remunerazione dei prodotti agricoli e premiando le aziende che applicano regolarmente i contratti nazionale e provinciali di settore".

mercoledì 5 agosto 2020

Agrinsieme: "Piena disponibilità a lavorare con la comunità scientifica che si occupa di scienze agrarie"


POTENZA - Il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, esprime pieno apprezzamento per l’iniziativa assunta dalla comunità scientifica nazionale che si occupa di Scienze agrarie, che con una lettera aperta alla ministra delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali Teresa Bellanova si è detta “pronta a svolgere il proprio ruolo a supporto delle scelte” che il dicastero sarà chiamato ad assumere, anche in vista della riforma della PAC.

“La disponibilità espressa dalla comunità scientifica non può restare senza seguito, ma deve essere, al contrario, accolta e valorizzata; per tali ragioni assicuriamo la nostra piena disponibilità a lavorare insieme per il rafforzamento e nell’interesse del sistema agroalimentare italiano”, afferma il Coordinamento, evidenziando che “l’agricoltura italiana sconta un notevole divario tecnologico nei confronti dei paesi europei ed è alle prese con un calo generalizzato della produzione, che ha portato a una conseguente riduzione del tasso di autoapprovvigionamento nazionale”.

“Tale situazione rischia di aggravarsi per gli effetti della pandemia del Coronavirus a causa della quale, con tutta probabilità, tenderanno a restringersi le catene di produzione del valore, cambieranno le scelte dei consumatori e le modalità di acquisto e si ridurrà la consolidata dinamica del commercio internazionale di prodotti agroalimentari”, aggiunge Agrinsieme.

“In questo quadro, all’agricoltura europea viene chiesto di aumentare la sostenibilità ambientale dei processi produttivi, garantendo una maggiore protezione delle risorse naturali e della biodiversità, dando all’innovazione un ruolo centrale. Anche l’Unione Europea è chiamata a superare alcune incertezze e contraddizioni, come quelle relative, ad esempio, alle nuove tecnologie per il miglioramento genetico; rischiamo, infatti, di trovarci nella stessa situazione legata alla questione degli OGM, in base alla quale importiamo e consumiamo prodotti che i nostri agricoltori non sono autorizzati a produrre”, fa notare il Coordinamento.

“Le innovazioni, dalla genetica al digitale, rivestono una funzione strategica, soprattutto in un Paese come l’Italia, che può contare su un sistema agroalimentare inclusivo, efficiente, sostenibile: produrre di più, utilizzando meno risorse, è infatti la sfida che abbiamo di fronte, anche per far crescere la sovranità alimentare dell’Europa”, prosegue Agrinsieme.

“Per fare ciò è però indispensabile superare l’atteggiamento negativo nei confronti della ricerca scientifica e delle innovazioni. A volte, è prevalso un vero e proprio pregiudizio. Con i pregiudizi verso le novità, però, non si aiutano le imprese a crescere, a creare ricchezza e posti di lavoro”, conclude il Coordinamento, annunciando l’imminente organizzazione di un evento sul tema, che si svolgerà non appena l’emergenza sanitaria lo renderà possibile.

venerdì 17 luglio 2020

Copagri: Coronavirus, puntare sull’internazionalizzazione per favorire la ripresa dell’agricoltura


POTENZA - “Investire nella comunicazione per promuovere l’agroalimentare sui mercati esteri, potenziare l’eCommerce, rafforzare la partecipazione delle PMI al sistema fieristico, incrementare le risorse pubbliche per contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a favore dell’internazionalizzazione delle imprese: sono questi i punti chiave sui quali continuare a lavorare, mirando al contempo a potenziare e a rafforzare le attività dell’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, così da favorire la ripresa del primario, che sta ancora scontando gli effetti della chiusura del canale HoReCa e del blocco dell’export dovuti alla pandemia del Coronavirus”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione dell’odierno confronto alla Farnesina con il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e con il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sul cosiddetto ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato il mese scorso al Ministero degli Affari Esteri, e sull’utilizzo delle risorse messe in campo dal Governo con lo scopo di rafforzare tutti quegli strumenti utili per l'internazionalizzazione delle imprese, a partire dalla comunicazione per un rebranding nazionale, passando dalla formazione e dalla informazione, fino ad arrivare al sistema fieristico, all’eCommerce, alla promozione integrata e alla finanza agevolata. In linea con gli obiettivi del suddetto patto, la Copagri ha presentato al responsabile del Dicastero degli Affari Esteri le numerose iniziative messe in campo a supporto dei propri associati, miranti a far ripartire l’internazionalizzazione.

“A nostro avviso, è di fondamentale importanza accelerare con le azioni individuate nel Patto, così da favorire il più possibile la conquista di nuovi mercati, e la contestuale difesa di quelli storici, ma anche la creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e l’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Vale la pena di ricordare che, nonostante un sistema per l’internazionalizzazione delle imprese non sempre efficiente e spesso prigioniero di pastoie burocratiche, l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL”, ha concluso Verrascina.

mercoledì 15 luglio 2020

Agrinsieme: contributi agricoli obbligatori, tardiva emanazione DM ha creato notevoli disagi per pagamento prima rata '20


ROMA - “In prossimità della scadenza del 16 luglio 2020, termine ultimo per il pagamento della prima rata dei contributi agricoli obbligatori a carico di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali dovuti per l’anno 2020, moltissimi operatori lamentano forti disagi legati all’espletamento delle pratiche; tali problematiche sono dovute, in particolare, ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale recante i criteri per la definizione dei contributi obbligatori, che hanno fatto conseguentemente slittare la predisposizione sul portale INPS dei modelli F24 con causale LAA (lavoratori agricoli autonomi) per i pagamenti”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che ha scritto alle istituzioni competenti per chiedere una proroga del termine suddetto.

“La ristrettezza delle tempistiche - spiega il Coordinamento - unita a diverse problematiche di carattere tecnico, quali interruzioni di servizio del sistema, sta creando non poche difficoltà nei processi legati al controllo e alla stampa del modello necessario alla predisposizione della prima rata dei contributi LAA entro il termine del 16 luglio”.

“Da più parti del Paese, inoltre, ci giungono segnalazioni di ulteriori difficoltà legate alla stampa dei documenti necessari e al conseguente invio al pagamento entro il termine indicato, a causa dell’enorme afflusso di utenti all’interno del portale, anch’esso dovuto ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale”, aggiunge il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla luce di quanto esposto, riteniamo di grande importanza accordare una congrua proroga così da permettere alle nostre sedi di effettuare gli adempimenti previdenziali e contributivi previsti senza dover gravare in modo oneroso sulle aziende; nell’impossibilità di arrivare a una soluzione di questo tipo, chiediamo in subordine di non applicare sanzioni in caso di ritardo nei pagamenti”, conclude Agrinsieme.

venerdì 10 luglio 2020

Copagri: DL Rilancio, in attesa delle semplificazioni, segnali importanti a favore dell’agroalimentare


“Con il ‘DL Rilancio’ vengono messe in campo una serie di importanti misure a beneficio dell’intero comparto agroalimentare del Paese, messo a dura prova dall’emergenza Coronavirus; nel testo approvato oggi dall’aula di Montecitorio, migliorato rispetto alla proposta iniziale, trovano spazio molte proposte avanzate dalla Confederazione per dare ristoro ai produttori”. Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, dopo l’approvazione alla Camera del ddl di conversione del DL con misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, cosiddetto ‘DL Rilancio’, che dovrà ora passare il vaglio del Senato per il via libera definitivo, prima della scadenza del 18 luglio.

“L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro di alcune filiere agricole, tra le quali quelle agrituristiche e florovivaistiche, che risultano tra le più colpite dall’emergenza COVID-19, così come l’istituzione del Fondo emergenziale per le filiere in crisi con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2020 sono misure certamente condivisibili, che garantiranno una boccata d’ossigeno ai tanti produttori agricoli danneggiati dalla chiusura del canale HoReCa e dal blocco dell’export durante la fase di lockdown”, evidenzia Verrascina.

“Particolarmente rilevante è poi l’intervento sul versante della liquidità e del credito agricolo, per favorire il quale il testo reca il trasferimento all’ISMEA di 30 milioni di euro per il 2020 destinati alla concessione di prestiti cambiari a tasso zero in favore del settore agricolo; pur apprezzando la ratio di tale necessaria misura, la riteniamo ancora insufficiente a soddisfare le reali esigenze di credito del comparto primario”, commenta il presidente.

“Tra i numerosi altri interventi contenuti nel testo, citiamo l’istituzione del Sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, il contributo a fondo perduto per il finanziamento di processi produttivi innovativi e l’incremento del Fondo di solidarietà nazionale per gli interventi indennizzatori a tutela delle filiere in crisi per le gelate accorse tra il 24 marzo e il 3 aprile 2020”, aggiunge Verrascina.

“In attesa di conoscere i contenuti del cosiddetto ‘DL Semplificazioni’ e delle annunciate misure relative all’erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura, portando avanti il sempre più necessario lavoro per slegare il primario dai numerosi lacci e lacciuoli che ne impediscono e rallentano la ripresa, diventa ora fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei numerosi decreti attuativi previsti dal ‘DL Rilancio’”, conclude il presidente della Copagri.

Agrinsieme: Grano duro, con DM per ripartizione fondo si vanno finalmente a dare risposte concrete al comparto


“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale recante le modalità di ripartizione del Fondo per il grano duro si vanno finalmente a dare risposte concrete alla filiera grano-pasta, che nonostante le tante difficoltà legate all’emergenza Coronavirus ha continuato a lavorare con grande senso di responsabilità, assicurando il costante e regolare rifornimento degli scaffali durante il lockdown”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione del decreto del Mipaaf, che stanzia 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, e 2022, oltre ai residui di stanziamento relativi all’esercizio finanziario 2019, pari a ulteriori 10 milioni di euro.

“Si tratta di un testo molto atteso dal mondo agricolo e ripetutamente sollecitato da Agrinsieme e che, nonostante la tardiva pubblicazione, andrà a premiare le aziende agricole che hanno sottoscritto contratti di filiera triennali entro il 31 dicembre 2019, anche attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, con un contributo fino a 100 euro per ettaro coltivato a grano duro, per un massimo di 50 ettari”, spiega il Coordinamento.

“Particolare soddisfazione si esprime poi per il positivo segnale lanciato dal Dicastero delle Politiche agricole, che con tale testo ha inteso individuare un criterio di premialità per i sottoscrittori dei contratti di filiera, rilanciando e rafforzando in tal modo un assunto più volte espresso da Agrinsieme, secondo il quale ogni sforzo deve essere congiunto, deve puntare a un obiettivo comune e deve portare benefici a ogni anello della filiera, a partire dai produttori”, prosegue il Coordinamento che riunisce Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Condividere le professionalità e unire gli sforzi, infatti, è l’unico metodo per affrontare le complesse problematiche legate al primario del Paese e, in particolare, alla filiera grano-pasta, vera e propria ambasciatrice del Made in Italy nel mondo; tutto ciò, va nella direzione già intrapresa dal coordinamento con la Filiera del grano duro-pasta, che raccoglie i maggiori protagonisti del mondo cerealicolo legato al duro e del mondo della ricerca”, conclude Agrinsieme.

mercoledì 8 luglio 2020

Potenza: in Prefettura riunione del Tavolo di coordinamento regionale contro il caporalato


POTENZA - Presieduto dal Prefetto Annunziato Vardè si è riunito ieri nel Palazzo del Governo di Potenza, il Tavolo di coordinamento regionale contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

All’incontro hanno partecipato oltre al Prefetto di Matera Aregentieri, il Vice Presidente Fanelli e il Consigliere Quarto della Regione Basilicata, i Sindaci delle aree interessate, il Presidente della Provincia di Matera, i rappresentanti provinciali delle Forze dell’Ordine di Potenza e Matera, il Comandante provinciale dei Vigili del fuoco di Potenza, il Capo dell’Ispettorato territoriale del Lavoro di Potenza - Matera, i Direttori generali delle Aziende Sanitarie di Potenza e Matera, i Direttori provinciali dell’INPS, i segretari delle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative e gli esponenti delle associazioni datoriali di categoria e del volontariato sociale.

L’organismo è stato convocato al fine di concordare, in tempo utile per l’avvio del periodo di raccolta dei prodotti ortofrutticoli stagionali, l’adozione delle misure più idonee atte sia a garantire un’adeguata accoglienza dei lavoratori stranieri nel territorio regionale - segnatamente nell’Alto Bradano e nel Metapontino - sia a prevenire la creazione di insediamenti abusivi, anche alla luce delle attività di prevenzione al diffondersi dell’epidemia da Covid-19, nonché per contrastare il fenomeno di utilizzo irregolare o illecito della manodopera.

Il Prefetto Vardè , sulla scorta di quanto attuato nello scorso anno, ha annunciato la costituzione di una task force per assicurare il migliore coordinamento dei servizi di contrasto al fenomeno del caporalato, sia sotto il profilo della prevenzione che ai fini dell’applicazione delle sanzioni in caso di violazioni. 
 
Per l’area del metapontino, il Prefetto di Matera ha rilevato che la presenza di lavoratori migranti regolari, integrati con le comunità locali, è cospicua e diffusa durante tutto l’anno, per l’intensiva coltivazione di diverse tipologie di prodotti ortofrutticoli.

Ha, altresì, illustrato la proposta di sottoscrizione di un protocollo d’intesa finalizzato alla operatività di una piattaforma informatica in grado di favorire l’incontro tra offerta e domanda di lavoro nello specifico settore.

Nel fornire le notizie richieste dal Prefetto Vardè, il Consigliere Quarto ha precisato che sono in corso le procedure amministrative per la realizzazione di un Centro di accoglienza temporaneo dei lavoratori extracomunitari nell’immobile di proprietà regionale sito nel Comune di Palazzo San Gervasio, nonché per l’individuazione di strutture ricettive nei Comuni di Venosa, Lavello e Scanzano Jonico.

Il Direttore Generale dell’ASP ha confermato l’istituzione di un “punto salute” dedicato ai lavoratori extracomunitari nel Comune di Palazzo San Gervasio entro la prima metà del mese di agosto.
Tutti i componenti del Tavolo sono intervenuti sull’argomento per apportare, ognuno per la parte di specifica competenza, il proprio contributo.

In conclusione, su proposta del Prefetto Vardè, è stata concordata l’istituzione di un front office del Centro per l’impiego presso il CAMS di Palazzo San Gervasio e assicurata, tramite il progetto PASIM, l’organizzazione dei servizi di trasporto dei lavoratori dai luoghi di domicilio ai luoghi di lavoro.

martedì 7 luglio 2020

Potenza: convocato il tavolo regionale di coordinamento contro il caporalato


POTENZA - Si comunica che il Prefetto di Potenza, Dr. Annunziato Vardè, ha convocato martedì 7 luglio alle ore 11,00 una riunione del Tavolo regionale di coordinamento contro il caporalato e lo sfruttamento lavorativo in agricoltura.

All’incontro sono stati invitati a partecipare, oltre ai Vertici della Regione Basilicata ed al Prefetto di Matera, i Presidenti delle due province, i Sindaci dell’alto Bradano e del Metapontino, le Forze territoriali di Polizia, le Organizzazioni Agricole e Sindacali e tutti gli Enti e le Associazioni di volontariato interessati.

sabato 4 luglio 2020

Maltempo: tromba d'aria si abbatte sulla collina materana aumentando conto danni coronavirus



MATERA - “La violenta tromba d’aria abbattutasi due giorni fa sulla zona della collina materana ha causato ingenti danni alle strutture, scoperchiando capannoni, stalle e addirittura tetti di abitazioni, senza ovviamente risparmiare le tante coltivazioni in campo; tra le produzioni agricole più colpite risultano al momento i cereali, gli oliveti, i vigneti, le colture orticole, i frutteti e le serre, con perdite stimate nell’ordine del 40-60% della produzione”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, che ha subito allertato l’assessore regionale all’agricoltura Francesco Fanelli.

“Abbiamo subito messo al lavoro i tecnici per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”, spiega Minichino.

“Contestualmente, abbiamo chiesto alla Regione Basilicata di adoperarsi nell’immediato per una celere verifica dei danni; considerata, infatti, il grave stato di crisi in cui il comparto primario versava già prima dell’emergenza Coronavirus, auspichiamo un rapido intervento affinché si possa valutare la possibile dichiarazione dello stato di calamità naturale e la conseguente attuazione di tutte le misure previste dalla normativa regionale e nazionale”, conclude il presidente della Copagri Basilicata.

giovedì 11 giugno 2020

Copagri: Coronavirus, dare priorità a ristoro danni e carenze liquidità, partendo da comparti più colpiti


“I problemi delle filiere agricole del Paese non nascono con il Coronavirus e non si esauriranno con il concludersi della pandemia; per questo, oltre ai necessari interventi da attuare nel breve-medio periodo per dare ossigeno ai produttori, bisogna ragionare su una vera e propria ristrutturazione del settore. Nel far ciò, bisogna dare priorità ai comparti più colpiti dall’emergenza, tenendo sempre ben presente che l’agricoltura ha risentito fortemente della contrazione delle attività dell’industria, dei trasporti, del turismo e della chiusura del canale HoReCa, che hanno danneggiato in particolare il florovivaismo, la zootecnia da carne e da latte, i settori del vino, dell’olio e dell’ortofrutta, senza contare gli agriturismi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo in audizione in Commissione Agricoltura del Senato in relazione all'affare assegnato sulle problematiche inerenti alla crisi delle filiere agricole causate dall’emergenza Coronavirus.

“Per questo chiediamo di: rafforzare lo strumento della cambiale agraria, aumentandone il plafond; stabilire la destinazione delle risorse stanziate con il DL Rilancio per il sostegno delle filiere in crisi; assicurare liquidità alle aziende, attraverso la rinegoziazione in non meno di 25 anni di mutui e altri finanziamenti in essere al 1° marzo 2020; istituire un tavolo permanente per il ‘rilancio della crescita’, così da valutare l’efficacia delle misure messe in campo; estendere le agevolazioni contributive per i territori montani particolarmente svantaggiati a tutti i datori di lavoro del settore agricolo; includere i fabbricati rurali tra i destinatari dell’ecobonus, così da dare un contributo importante anche in termini ambientali”, ha suggerito il presidente.

“L’agricoltura, oltre alla grave situazione interna, paga lo stato di profonda incertezza sui mercati internazionali, dove sconta le numerose restrizioni imposte da diversi paesi e le conseguenze della lunga chiusura che ha caratterizzato i canali commerciali, colpendo maggiormente le produzioni ad elevato contenuto qualitativo”, ha fatto notare Verrascina.

“Nonostante gli interventi contenuti nei recenti provvedimenti del Governo, infatti, con i quali è stato messo in campo un impiego di risorse pubbliche senza precedenti, le imprese agricole hanno bisogno di azioni immediate con il minimo peso burocratico, così da garantire la sopravvivenza del primario e sostenere l'occupazione e il reddito dei lavoratori. Due sono le principali linee direttrici di quest’azione: il ristoro dei danni economici subiti e l’ottimizzazione degli interventi per sopperire alla grave carenza di liquidità dei produttori agricoli, superando le problematiche legate all’erogazione del credito, che continuano a persistere e a gravare sull’agricoltura”, ha concluso il presidente della Copagri.

lunedì 8 giugno 2020

Copagri: Coronavirus, il patto per l’export ci permette di guardare con maggiore fiducia alla fase 3


“Il Patto per l’Export, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato oggi alla Farnesina, ci dà modo di guardare alla fase post-Coronavirus come un’opportunità di crescita, di consolidamento e di sviluppo del Paese. Nel testo, che accoglie diverse proposte avanzate dalla Copagri per la ripartenza dell’agroalimentare nazionale, trovano spazio numerosi interventi che dimostrano come si stia finalmente cominciando a comprendere la strategicità del comparto primario, che nella difficile fase della pandemia ha continuato a lavorare con grande senso di responsabilità, assicurando il regolare e costante rifornimento degli scaffali e delle tavole degli italiani”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo alla cerimonia di firma del Patto per l’Export, svoltasi oggi al Ministero degli Affari Esteri alla presenza di numerosi esponenti di Governo.

“Condividiamo molti dei pilastri strategici individuati nel Patto per l’Export come prioritari per il rilancio dell’agricoltura; accogliamo con particolare soddisfazione il forte investimento per la comunicazione e per la promozione all’estero delle nostre filiere, delle nostre specialità agroalimentari e del nostro know-how, così come le misure riguardanti la promozione dell’eCommerce, il rafforzamento della partecipazione delle PMI al sistema fieristico e il potenziamento delle risorse pubbliche per contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a favore dell’internazionalizzazione delle imprese e delle start-up dei giovani imprenditori”, ha evidenziato Verrascina.

“Molto promettenti sono poi le azioni individuate per contribuire a conquistare nuovi mercati, che mirano al contempo a difendere e promuovere quelli storici; in questa ottica guardiamo con favore alla creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e all’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Vale la pena di ricordare che, nonostante un sistema per l’internazionalizzazione delle imprese non sempre efficiente e spesso prigioniero di pastoie burocratiche, l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL”, ha concluso Verrascina.

giovedì 4 giugno 2020

Copagri Basilicata: fauna selvatica, situazione cinghiali è fuori controllo


“Continuiamo a ricevere allarmate segnalazioni da parte dei nostri soci, che ci riferiscono di ingenti danni causati dalla fauna selvatica alle coltivazioni; ci riferiamo in particolare ai cinghiali, che arrivano in branchi di 20 elementi, o anche più, e distruggono tutto ciò che si trovano davanti, causando danni ingenti ai vigneti, ai seminati e a tutte le coltivazioni in campo”. Ne dà notizia il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, spiegando che “la situazione nella Regione è ormai fuori controllo, tanto che sono sempre più numerosi gli avvistamenti di cinghiali addirittura nei centri cittadini, come avvenuto recentemente nel capoluogo”.

“La questione è resa ancor più grave dal fatto che ci troviamo alle porte della stagione della raccolta per molte coltivazioni e che tali problematiche vanno ad aggiungersi alle non poche difficoltà legate alla pandemia del Coronavirus, andando a erodere ulteriormente la già provata redditività dei produttori agricoli”, prosegue Minichino.

“Per tali ragioni, facciamo appello alla Regione Basilicata affinché si adoperi con urgenza per accelerare quanto possibile le procedure e le tempistiche necessarie al riconoscimento e al risarcimento dei danni; ci rivolgiamo, in particolare, al vicepresidente della Regione e assessore all’agricoltura Francesco Fanelli, al quale chiediamo di farsi promotore presso il Mipaaf di un confronto finalizzato alla sempre più improcrastinabile individuazione di una soluzione legislativa certa e immediata che possa andare nella direzione di risolvere, o quantomeno contenere, il grave problema dei danni causati all’agricoltura dalla fauna selvatica”, suggerisce il presidente della Copagri Basilicata.


“Non è più rinviabile, infatti, l’avvio di un serio piano per la gestione controllata delle specie faunistiche invasive, che oltre a rappresentare un concreto pericolo per le produzioni agricole, comportano problematiche di carattere igienico-sanitarie e mettono a rischio la pubblica incolumità, come dimostrano numerosi tristi episodi di cronaca”, rimarca Minichino.


“Nella sola Basilicata, ad esempio, parliamo di un problema che, secondo recenti stime dell’Osservatorio regionale degli habitat naturali, popolazioni faunistiche e biodiversità del dipartimento regionale all’Ambiente, dipende dall’azione pressoché indisturbata di oltre centomila cinghiali”. conclude.

sabato 30 maggio 2020

Copagri: DL rilancio, maxi-manovra imponente, ma non basta a garantire ripartenza agricoltura


“Per garantire un rilancio reale e strutturato dell’intero settore primario, pesantemente colpito dalla pandemia del Coronavirus, pur se in misura differente tra i vari comparti produttivi, sono necessari da una parte interventi nel breve periodo che diano immediato ossigeno ai produttori e dall’altra iniziative che guardino al medio-lungo periodo e assicurino la tenuta dell’agricoltura”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo in audizione in Commissione Bilancio della Camera nell'ambito dell'esame del DDL di conversione del DL con misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all’economia, nonché di politiche sociali, connesse all’emergenza epidemiologica da COVID-19, cosiddetto “DL rilancio”.

“Per questo riteniamo prioritario: istituire un tavolo permanente al Mipaaf con lo scopo di favorire e monitorare costantemente la ripartenza del sistema produttivo agricolo del Paese; intervenire per rafforzare lo strumento della cambiale agraria, così da dare liquidità immediata alle imprese agricole; introdurre misure a favore della sostenibilità ambientale delle imprese agricole, anche attraverso l’estensione per il 2021 del cosiddetto ‘Bonus verde’; rinegoziare il debito accumulato dai produttori agricoli”, ha suggerito il presidente.

“Pur apprezzando l’impostazione della maxi-manovra del Governo, infatti, con la quale vengono messi in campo 55 miliardi di euro a sostegno del rilancio del Paese, riteniamo che lo stanziamento a favore del comparto primario da solo non basti a tamponare le ingenti perdite in termini di fatturato fatte registrare da moltissimi comparti e da numerosi produttori e soprattutto a garantirne il rilancio”, ha aggiunto Verrascina.

“Quanto alle misure per il primario, si esprime particolare apprezzamento, fra le altre, per il rifinanziamento dei fondi di garanzia, così come per l’istituzione presso il Mipaaf del Fondo emergenziale a tutela delle filiere in crisi, ma anche per il differimento dell’entrata in vigore delle cosiddette plastic tax e sugar tax, per la soppressione delle clausole di salvaguardia dell’IVA e per gli interventi specificatamente destinati al comparto vitivinicolo, al settore zootecnico e a quello agrituristico, tutte misure da noi ripetutamente caldeggiate”, ha proseguito.

“Diventa ora fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei necessari decreti attuativi previsti dal ‘DL rilancio’ e finalizzare quanto prima l’annunciato testo con seri e concreti interventi in materia di semplificazione e sburocratizzazione, portando avanti il lavoro per slegare il primario dai numerosi lacci che ne impediscono e rallentano la ripresa”, ha concluso il presidente della Copagri.

venerdì 15 maggio 2020

Agricoltura, Cavallo (Fai Cisl Basilicata): "Bene norma sul lavoro sommerso, più diritti significa contrastare l'illegalità"

POTENZA - “La regolarizzazione dei braccianti irregolari è una misura di civiltà che consente a tanti lavoratori impegnati in agricoltura di vedere riconosciuti dei diritti a fronte del loro fondamentale contributo alla filiera agroalimentare, specie in questa fase". Il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo, saluta favorevolmente la decisione del governo di inserite nel "decreto rilancio" una specifica misura per la regolarizzazione dei rapporti di lavoro sommerso. "Da tempo come Fai chiedevamo una misura di questo tipo - commenta Cavallo - per sottrarre centinaia di lavoratori migranti impegnati nella nostra regione alla mano invisibile del caporalato e allo sfruttamento. È un primo passo verso una politica di inclusione che deve ora affrontare con determinazione il tema dell'accoglienza, argomento su cui in Basilicata si scontano ancora ritardi".

Per Cavallo "dare diritti a chi non ne ha non equivale a sottrarli ad altri, ma significa togliere terreno all'economia illegale che prospera proprio dove non si sono diritti e vige la legge della giungla. Adesso la sfida è continuare l'impegno per una nuova governance del mercato del lavoro agricolo coinvolgendo attivamente le parti sociali e gli enti bilaterali territoriali, a partire dalla organizzazione dei corridoi verdi e dalla organizzazione di un sistema dignitoso di ospitalità. L'obiettivo deve essere incentivare il lavoro agricolo di qualità e coltivare una cultura permanente della legalità contro ogni forma di sfruttamento e di concorrenza sleale partendo dalle scuole. Il futuro delle nostre filiere agroalimentari - conclude Cavallo - si gioca sulla qualità del lavoro, sulla trasparenza delle produzioni e sulla sostenibilità ambientale ed etica delle imprese agricole".

lunedì 27 aprile 2020

Covid-19, Coldiretti: da crollo petrolio tagli su 85% spesa


ROMA - Il crollo delle quotazioni del petrolio deve fare sentire il suo effetto anche sulla spesa degli italiani con il minor costo dei carburanti in un Paese come l’Italia dove l`85% dei trasporti commerciali avviene per strada. E’ quanto afferma la Coldiretti in riferimento alla caduta libera dei prezzi del petrolio Wti per effetto delle speculazioni e della pandemia.

L’andamento del greggio è destinato a contagiare l’intera economia con effetti sulla competitività delle imprese in una situazione in cui la logistica in Italia – sottolinea la Coldiretti - arriva ad incidere fino dal 30 al 35% sul totale dei costi per frutta e verdura. Il contenimento dei prezzi del carburante è atteso in una situazione in cui per effetto dell’emergenza si stanno verificando tensioni sul costo dei trasporti per le difficoltà dei camion a viaggiare a pieno carico all’andata e al ritorno in conseguenza del blocco di molte attività produttive. Questo – conclude la Coldiretti - comporta infatti un aggravio dei costi di trasporto per unità di prodotto che hanno portato a far lievitare l’incidenza del trasporto su gomma sul prezzo finale allo scaffale.