Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agricoltura. Mostra tutti i post

domenica 28 ottobre 2018

Dall'industrialismo all'ecologia integrata, la sfida di Gugliotti: "Salviamo la nostra agricoltura"


TARANTO - Si continua a non parlare di agricoltura in questa campagna elettorale di secondo livello per l'elezione del Presidente della Provincia di Taranto, e si continua a non farlo malgrado un tessuto economico dinamico e propulsivo che genera per l'area ionica un valore di circa 600 milioni di euro ed impiega 30mila addetti, scarsamente considerati sia come valore economico sia come valore occupazionale territoriale.

Per il Patto dei Sindaci e degli Amministratori per Taranto il modello di sviluppo integrativo della provincia tarantina deve passare dall'agroalimentare, eccellenza di un'altra Taranto che non è solo acciaio e grande industria, che non è grigia e cupa, ma verde e azzura, come il colore dei nostri campi fertili e del nostro mare cristallino. Una vera e propria cromoterapia da applicare ad un territorio martoriato.

Basta guardarsi intorno, in una giornata di sole, per capire dove si trova la nostra ricchezza. L'agricoltura e la pesca sono il punto di partenza di tutta la nostra economia e meriterebbero un dibattito serrato, anche sui tavoli del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), dove è necessaria la presenza forte di una Provincia che conta, in grado di sollevare la questione ambientale, anche in termini di ricadute negative per il comparto agroalimentare, e di trovare le risorse per un modello di sviluppo integrativo al manifatturiero industriale.

Il Patto è sostenitore di un economia integrata, che non svilisca la storia industriale del territorio, ma che sappia valorizzare al contempo quelle che già oggi sono delle eccellenze produttive: vitivinicoltura, ortofrutta, pesca, miticoltura; salvaguardando queste produzioni dal danno di immagine subito in questi anni, in cui ci si è piegati troppo alla monocoltura dell'acciaio.

«Su questo fronte mi preme ribadire una necessità - dichiara il candidato del “Patto” alla Presidenza della Provincia Giovanni Gugliotti – vi è un impellente bisogno di mettere in atto operazioni di scambio e cooperazione maggiore tra dimensione rurale e marittima e dimensione urbana. Un cambio di prospettiva che si ottiene mettendo finalmente sul piatto della bilancia lo sviluppo negato e non solo quello da difendere, senza misurare le esternalità negative dello stesso su un’area a grande vocazione agricola, dove il comparto agroalimentare ha un valore elevato in termini di numero di addetti, imprese e ricchezza. Valori da esprimere non solo in termini di prodotto interno lordo, perché lo spazio rurale, così come quello marino, sono depositari di valori identitari forti, garanzia di azione efficace sulla qualità dell’ambiente (biodiversità, sicurezza, bonifiche) che a tutti noi dovrebbe stare a cuore».

Un approccio ecologico, una strategia comune, "integrata" appunto, che metta insieme ambiente, economia e comunità, è la proposta dal Patto dei Sindaci. Un modello che si differenzia dalla proposta industrialista del sindaco Melucci, sia per storia personale che per il tenore delle scelte fatte rispetto al destino del siderurgico: industrialista convinto come ha dichiarato di essere Martino Tamburrano.

mercoledì 24 ottobre 2018

In Basilicata 'La Camminata tra gli olivi'

POTENZA - Domenica 28 ottobre si va alla scoperta di un patrimonio verde in Basilicata che rappresenta anche l’identità culturale della nostra terra. La Camminata tra gli olivi, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in tutta Italia e in 122 Comuni, conduce i partecipanti alla scoperta di piante spesso secolari, che hanno contribuito a costruire la storia del paesaggio e delle comunità.

A Ferrandina in provincia di Matera, e a Rapolla e Vietri in provincia di Potenza gli itinerari proposti. La via Appia e le antiche grotte dei briganti, i frantoi biologici e gli appezzamenti coltivati a olivo che in dialetto locale si chiamano Jardin con le cultivar autoctone, la Cornacchiola e la Romanella. A fare da cornice il paesaggio delle gole del Melandro di cui l’olivo è il vero re e in più l’esperienza della tradizionale asta che fino a qualche decennio fa si faceva per aggiudicarsi la raccolta annuale delle olive di proprietà comunale. La Camminata dei tre itinerari in Basilicata si concluderà con la degustazione di prodotti tipici a base di olio extravergine d’oliva, focaccia, pane e olio.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio con questa iniziativa, lanciata l’anno scorso con una edizione pilota che ha raccolto subito nel paese oltre ventimila presenze, intende promuovere la qualità e il valore dell’olio extravergine, l’impegno quotidiano degli olivicoltori, veri custodi del patrimonio verde dei territori, e anche proporre percorsi alla scoperta del paesaggio e dei prodotti che ne sono figli. Nell’anno dedicato al Cibo Italiano il valore della passeggiata nelle coltivazioni di olivi ripropone quella sinergia fra sviluppo di un settore economico di grande interesse ma bisognoso di sostegno e incentivi e il grande successo che il turismo esperienziale e all’aria aperta sta riscuotendo in questi ultimi anni sia da parte delle famiglie italiane che di quelle straniere.

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 320 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi e per l’inserimento di aree territoriali olivicole nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

Info www.camminatatragliolivi.it

giovedì 4 ottobre 2018

La Regione Basilicata destina 29,5 mln di euro per bandi riguardanti l'agricoltura


POTENZA - I fondi europei del Psr 2014-2020, verranno resi disponibili dalla Regione Basilicata, per bandi che serviranno per realizzare progetti sulle filiere in agricoltura, su alcuni progetti pilota riguardanti lo sviluppo di alcuni prodotti agroalimentari e per il pregio ambientale degli ecosistemi forestali. I fondi stanziati dalla regione saranno 29,5 milioni di euro. Lo ha comunicato l'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia, in una conferenza stampa che si è tenuta a Potenza.

mercoledì 26 settembre 2018

Leggieri (M5S): "Agricoltura lucana, ho intrapreso tre iniziative per la difesa delle produzioni di qualità"

POTENZA - Nei giorni scorsi ho chiesto all’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Braia, alcuni interventi specifici a favore del settore primario e degli agricoltori lucani. Dopo le gelate di inizio anno, il comparto olivicolo ha subito gravi danni con la conseguente compromissione dei raccolti previsti per le prossime settimane. A tal riguardo ho chiesto all’Assessore Braia di prorogare al 15 ottobre prossimo il termine per presentare il modello per la segnalazione per mancata allegagione dell’olivo. Le gelate degli scorsi mesi di febbraio e marzo, l’atipico andamento delle temperature e la mosca dell’olivo stanno mettendo a dura prova gli agricoltori lucani ed urgono interventi di sostegno. Un’altra iniziativa che ho voluto prendere in favore della nostra agricoltura, nello specifico del Vulture-Melfese, ha riguardato i castagneti e le attività ad essi connesse. Ci accingiamo ad una nuova stagione della raccolta in cui diverse problematiche risultano ancora irrisolte. Mi riferisco agli attacchi del cinipide, che negli anni passati hanno dimezzato i raccolti di castagne, alle presenza sempre più massiccia di cinghiali nei boschi e ai fenomeni di abusivismo connessi alla presenza di soggetti non proprietari e non autorizzati che si recano nei castagneti per la raccolta del frutto. Ho sollecitato l’Assessore regionale all’Agricoltura ed il Dipartimento Politiche agricole e forestali affinché siano poste in essere tutte le azioni volte a tutelare le produzioni ed i produttori di castagne. Il comparto castanicolo richiede il massimo sostegno ed è un’altra leva di sviluppo per l’area Nord della Basilicata. Infine, ho chiesto all’Assessore Braia idonei interventi a tutela delle colture di pomodori, altro vanto del settore agricolo di qualità qui in Basilicata. Diversi eventi meteorologici, verificatisi in estate, hanno danneggiato le coltivazioni di pomodori delle pianure del Vulture-Melfese Alto Bradano. Non sono mancate, inoltre, prese di posizione alquanto discutibili delle compagnie assicurative, che avrebbero proposto, stando alle segnalazioni di molti imprenditori agricoli, il risarcimento soltanto del trenta per cento dei danni subiti. Non solo, dunque, il clima. Il settore agricolo lucano va difeso in tutte le maniere e deve continuare ad essere messo in cima agli impegni della politica e delle istituzioni. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 29 agosto 2018

Dal 26 agosto obbligo in etichetta origine dei derivati del pomodoro


E' scattato lo scorso 26 agosto, l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine dei derivati del pomodoro. La nuova regolamentazione è stata introdotta da un decreto interministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°47 lo scorso 26 febbraio e firmato il 16 novembre 2017 dagli allora ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda e delle Politiche agricole Murizio Martina.

La norma, che segue il corso della legge già in vigore per riso e pasta valida fino al 31 marzo 2020, introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura di conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse, composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

La legge specifica che “le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicati in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato”. Inoltre, in merito alle fasi di lavorazione, se queste avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue […] se tutte le operazioni avvengono in Italia, si può utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”. “Le indicazioni sull’origine – specifica la norma – dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed identificabili”.

Il decreto, anticipa la piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3 del regolamento (UE) n°1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati. Lo stesso decreto decadrà in caso di piena attuazione di tale regolamento europeo.

Si tratta di un importante provvedimento che tutela consumatori e produttori di pomodori che, ricordo, vede l’Italia con 5,26milioni di tonnellate di prodotto trasformato, rappresentare il 14% della produzione mondiale e il 47% della produzione europea, con un fatturato di oltre 3miliardi di euro l’anno.

Un importante risultato voluto dal Governo Gentiloni, che si concretizza oggi nella tracciabilità alimentare in favore dei consumatori e nella lotta alla contraffazione e alle importazioni illegali.

martedì 21 agosto 2018

Fagiolo di Sarconi verso la microfiliera


(ANSA) - POTENZA - "Lavorare per organizzare una maggiore sinergia tra le aziende produttrici di Fagioli di Sarconi Igp per formare un consorzio commerciale e prepararsi a realizzare anche una micro filiera che consenta di ridurre i costi di produzione della raccolta, della selezione e della commercializzazione. Ecco perché ritengo importante invitare tutti i produttori della zona, areale che comprende ben undici comuni, ad aderire al Consorzio di tutela dell'Igp". Lo ha detto l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia.

sabato 14 luglio 2018

Voucher, Cavallo (Fai Cisl): "In agricoltura è caporalato legalizzato"


POTENZA – Reintrodurre i voucher in agricoltura? “No, grazie”, risponde il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo (nella foto), che aggiunge: “Il contratto nazionale che abbiamo appena rinnovato contiene già tutti gli strumenti di flessibilità che servono alle aziende agricole, come i contratti stagionali, perciò i voucher non servono”.

Per il sindacalista della Fai Cisl “in passato i voucher in agricoltura sono stati impiegati per abbassare i diritti e legalizzare di fatto il caporalato con forme di sfruttamento inaccettabili e incompatibili con lo status di paese civicile. Il ministro Di Maio sulla materia del lavoro dimostra di avere bisogno di un lungo apprendistato e farebbe bene a dialogare con il sindacato se vuole davvero fare la lotta alla precarietà. Si impegni piuttosto – conclude Cavallo – a lavorare insieme a noi per applicare in ogni sua parte la legge 199 sul contrasto al caporalato e a garantire concretamente la dignità del lavoro contro ogni forma di abuso e sfruttamento”.

venerdì 1 giugno 2018

Agricoltura: De Bonis e Lomuti (M5S), le istituzioni non abbandonino gli agricoltori colpiti dalla grandine


POTENZA - “Le istituzioni non abbandonino le azienda agricole lucane colpite dalla grandine”. Questo l’appello lanciato dai senatori del MoVimento 5 Stelle Saverio De Bonis e Arnaldo Lomuti.

“Il 21 maggio nel pomeriggio – spiegano i parlamentari - diverse zone della Basilicata, dalla Valle del Sinni al Metapontino, hanno visto il verificarsi di una grandinata che ha provocato danni ingenti. Le aree più colpite sono quelle comprese nel territorio dei comuni di Nova Siri, Rotondella e Valsinni, dove la violenta gradinata avrebbe distrutto per intero il raccolto di pesche e albicocche. Molte aziende hanno visto distruggersi il lavoro di un anno, con perdite economiche che vanno dal 50% alla totalità del raccolto. D’altra parte molta parte della produzione è destinata a marcire sulle piante poiché raccoglierla a 0,10€/kg non coprirebbe neppure i costi. Si tratta di una tragedia che non colpisce solo sugli agricoltori ma sull’intera economia della zona, dato che la gran parte di queste realtà si avvalgono, durante il periodo di raccolta, di manodopera esterna, in un territorio in cui l'agricoltura è l' unico settore trainante dell'economia. Ciò che lascia sconcertati è che non vi sia stato, secondo quanto raccontato dai cittadini della zona, neppure un vago interessamento da parte dei responsabili della maggioranza a livello regionale. Gli agricoltori sono lasciati soli ad affrontare il problema senza neppure il supporto morale dei responsabili istituzionali. Per questa ragione, abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, nella speranza che venga alzata la cappa di silenzio e solitudine che sta toccando questi imprenditori e lavoratori.”

“Se la Regione non darà risposte – spiegano i pentastellati, speriamo che almeno lo Stato non si giri dall’altra parte.”

giovedì 5 aprile 2018

Agricoltura lucana, Fdi-An: "Il duo Pittella&Braia scaricano le colpe ad Agea per coprire i ritardi accumulati sull’attuazione del PSR"

POTENZA - Demagogico e strumentale l’atteggiamento dell’Assessore Braia che oggi si riscopre oppositore di un sistema che non ha mai funzionato. Evidentemente gli effetti del risultato elettorale spingono l’Assessore Braia ad un cambio di rotta da uomo delle Istituzioni e delle infinite negoziazioni si è trasformato, in poche settimane, in “capo popolo” e, insieme al Presidente Pittella, aizza le masse per protestare a Roma per i ritardi di Agea.

Eppure non poche settimane fa, in risposta all’ennesima sollecitazione a mezzo stampa da parte di alcune sigle sindacali, invitava tutti alla calma definendo positiva e costruttiva l’interlocuzione con Agea. Era il 27 Gennaio, quando lo stesso Braia di ritorno dall’incontro romano con i vertici di Agea, rassicurava gli agricoltori lucani sostenendo che il Dipartimento regionale avanzava con azioni di monitoraggio sullo stato dei pagamenti. Scenario politico diverso.

Oggi si fa finta di non vedere i ritardi che ha accumulato la Regione Basilicata nella spesa dei fondi PSR. Stando ai dati forniti dallo stesso Braia, ieri in audizione nella III commissione consiliare, è stato impegnato il 60% delle risorse ma speso solo il 12%.

Ora se si considera che solamente il 20% di quel 60%, ovvero delle risorse impegnate, riguarda misure di investimento, il reale volano di sviluppo per l’agricoltura lucana, è facile evidenziare quanto minimali sono le risorse del PSR ad oggi impiegate realmente per lo sviluppo strutturale del comparte agricolo.

Inoltre anche per quanto riguarda le misure di superficie, in cui vi è un oggettivo automatismo nell’impegno e nella consecutiva liquidazione, vi sono dei considerevoli ritardi. La stessa Coldiretti evidenzia come numerose pratiche sono bloccate presso l’Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura a causa di problemi legati alla gestione dei sistemi informatici (si stimano circa 1000 pratiche di biologico bloccate).

Facile oggi puntare il dito solamente contro Agea, che ha certamente notevoli colpe sui ritardi dei pagamenti, dimenticandosi però delle notevoli responsabilità della Regione Basilicata. Ci chiediamo come mai solamente oggi, l’Assessore Braia riconosce tutte le criticità relative ai sistemi informatici che influiscono significativamente sui ritardi dei pagamenti?

Da Senise, un’istanza presentata il 9 luglio 2017 è stata ritenuta ammissibile il 20 marzo 2018. 9 mesi: un parto. Sarà solo colpa del sistema informatico?

Gli agricoltori sono furiosi e hanno ragione. I ritardi nell’erogazione di questi fondi pregiudicano un intero comparto che dà lavoro a molte persone e che consente alle loro famiglie di vivere. Il problema è molto più profondo di quello che si pensi: il ritardo costringe a chiedere credito, fidi ed extra fidi alle banche, sui quali vengono pagati gli interessi. E quando l’erogazione è in ritardo? Alle banche certo non importa che la colpa sia della Regione.

Perché oggi spinge il mondo agricolo alla protesta e ieri alla calma?

Il quadro è abbastanza chiaro, oggi l’Assessore Braia si riscopre oppositore di un sistema burocratico che non ha mai funzionato, evidentemente perché il quadro politico nazionale è cambiato ed invece di sedare le proteste oggi bisogna alimentarle, al costo di strumentalizzare il modo agricolo lucano che vive un momento drammatico.

È evidente la scarsa credibilità di questa finta protesta dell’Assessore, che insieme al resto della Giunta, tenta di cambiare pelle per costruirsi un ruolo in vista delle prossime elezioni regionali, probabilmente per nascondere i numerosi fallimenti del Governo Pittella, soprattutto nel comparto agricolo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

giovedì 8 marzo 2018

Gelata metapontino, Moles: solidarietà ad agricoltori lucani

POTENZA - Forza Italia esprime piena solidarietà agli agricoltori metapontini e della Basilicata colpiti dalla forte gelata di fine febbraio che ha compromesso le produzioni  agricole precoci di drupacee ed orticole e causato danni ai germogli delle produzioni agrumicole.

Già in data di giovedì 2 marzo, su sollecitazione del Responsabile Provinciale di Forza Italia per l'Agricoltura, Enzo Devincenzis, ci siamo recati a Montalbano al capezzale degli agricoltori metapontini colpiti da una ennesima calamità, che si somma alla gelata del 7 gennaio 2017 ed alle precedenti alluvioni, per la quale il governo regionale ed il governo nazionale non hanno dato risposte risolutive per il ristoro dei danni subiti, così come già accaduto per le calamità precedenti.
Oggi, in qualità di parlamentari eletti anche con il contributo dei nostri amici agricoltori, rinnoviamo il nostro impegno ed a tal fine solleciteremo, da subito, la regione Basilicata ad intervenire relativamente alle proprie competenze, soprattutto col pagamento immediato dei crediti che vantano gli agricoltori, non ultimo lo sgravio del contributo E.I.P.L.I. del Consorzio di Bonifica, per cui ci siamo fortemente battuti, come partito, attraverso Devincenzis.

A livello parlamentare, non appena il Parlamento sarà operativo, sosterremo la classe sociale agricola con pari dignità rispetto alle altre classi sociali partendo dalla considerazione che la nostra economia regionale è prevalentemente agricola, costituita da aziende produttive e qualificate che occupano migliaia di lavoratori del settore che rischiano di rimanere disoccupati.

Impegneremo i Ministeri delle Politiche Agricole, dell'Economia e del Lavoro per ragionare incisivamente sulle nuove proposte di legge che riceveremo attraverso le organizzazioni professionali agricole che in questo momento si stanno attivando, insieme a noi, per monitorare quanto accaduto sui territori per la mancanza di politiche adeguate a sostegno del comparto da parte del precedente governo. Così in una nota congiunta il Sen. Giuseppe Moles (Commissario Regionale di Forza Italia) e l'On. Michele Casino (Commissario Forza Italia Provincia di Matera).

mercoledì 14 febbraio 2018

Matera, rinnovato contratto provinciale dei braccianti agricoli

MATERA - È stato siglato nei giorni scorsi dai sindacati e dalle organizzazioni imprenditoriali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, dopo circa un anno di trattative, il rinnovo del contratto provinciale dei lavoratori agricoli e florovivaisti del materano. Il nuovo contratto interessa circa 20 mila addetti in tutta la provincia, in particolare della fascia metapontina, e prevede un incremento salariale lordo del 2,15% a decorrere dal 1° febbraio 2018.

Tra i punti qualificanti del contratto il richiamo al ruolo della bilateralità con particolare riferimento alla formazione, alla sicurezza e al mercato del lavoro. Da ambienti sindacali si parla di marzo come possibile data per sbloccare la costituzione dell’ente bilaterale agricolo della provincia di Matera, istituzione che consentirebbe, tra l’altro, di dare corso - come richiamato dalle parti nel contratto - a quanto previsto dalla legge 199/2016, che ha inasprito le pene contro i caporali, e al protocollo “Cura legalità, uscita dal ghetto”, sottoscritto nel maggio 2016 in tema di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori.

“Purtroppo siamo state tra le ultime province a rinnovare il contratto - dichiarano i segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Vincenzo Cavallo, Michele Andriulli e Leonardo Barbalinardo - ma il dato da rimarcare è che siamo finalmente riusciti a dare una risposta alle migliaia di braccianti agricoli che lavorano nella nostra provincia, settore traino di tutta l’economia materana. Ora il nostro auspicio - concludono i tre sindacalisti - è che la controparte datoriale sia coerente a quanto concordato nel contratto per il definitivo avvio dell’ente bilaterale anche nella nostra provincia, uno strumento che può dare, attraverso i suoi servizi, un’ulteriore spinta al settore agricolo materano nel senso di una maggiore qualità e responsabilità sociale”.

martedì 12 dicembre 2017

Agricoltura, Leggieri (M5S): "soddisfazione per l’approvazione della PDL che istituisce la Banca della terra"

POTENZA - Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione nelle scorse settimane della PDL che istituisce la Banca della Terra nella nostra Regione e promuove azioni di valorizzazione del patrimonio agricolo regionale.

Una Legge che fa sintesi fra due diverse proposte di legge approdate in commissione, una a firma dello scrivente contenente norme per la “Valorizzazione dei beni pubblici a vocazione agricola di proprietà e disponibilità della Regione” e, l’altra, di iniziativa del consigliere Rosa contenente “Norme per il rilancio dell’agricoltura ed istituzione della banca regionale della terra lucana”. Dopo la discussione in commissione che ha portato alla elaborazione di un testo coordinato, la proposta è finalmente giunta in Consiglio ed approvata.

Occorre puntare in maniera decisa sulle grandi potenzialità del territorio lucano ed in modo particolare su agricoltura e turismo. Con questa Legge si vuole valorizzare maggiormente il patrimonio agricolo recuperando l’uso produttivo di aree abbandonate e non utilizzate. Un modo anche per promuovere nuove imprese agricole, per aiutare i giovani a rimanere nel nostro territorio, per valorizzare le giovani generazioni.

È la seconda proposta a firma del sottoscritto che viene approvata dal Consiglio regionale, non nascondo però il grande rammarico per le tante PDL presentate in questi anni che aspettano ancora di essere discusse. Si tratta di uno stallo inaccettabile dell’attività legislativa di questa Regione che spero trovi presto soluzione. Così in una nota Gianni Leggieril, Capogruppo M5S Basilicata.

giovedì 31 agosto 2017

Caporalato, Fai Cisl: dare piena attuazione alla L. 199 per prevenire il fenomeno

POTENZA – “Le recenti operazioni indicano che siamo sulla strada giusta per quanto riguarda il contrasto al caporalato, ma resta ancora molto da fare sul piano della prevenzione”. A dirlo è il coordinatore provinciale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, che torna a sollecitare la costituzione della cabina di regia presso l'Inps “per una più efficace azione di contrasto preventivo del fenomeno”. Secondo il sindacalista della Fai Cisl “l'inasprimento delle pene ottenuto con la legge 199 segna un salto di qualità significativo rispetto al passato nella repressione del caporalato, ma ora bisogna accelerare l'attuazione di quella parte della legge che prevede misure e incentivi in grado di premiare il lavoro agricolo di qualità e di isolare sul piano sociale e culturale gli sfruttatori che ancora si annidano nel settore primario”.

“La strada più volte indicata dal sindacato – continua Lapadula – è quella di un maggiore protagonismo delle parti sociali agricole, con particolare attenzione al governo del mercato del lavoro agricolo, attraverso la contrattazione e la bilateralità, e alla messa in campo di una rete di servizi, dalla casa ai trasporti, e di progetti di integrazione in grado di sottrarre la forza lavoro impegnata in agricoltura, in particolar modo quella straniera, dalle maglie del lavoro irregolare. Ora si tratta di creare le condizioni istituzionali per concretizzare questi obiettivi attraverso la rete di qualità e la cabina di regia che, sia a livello nazionale, sia a livello territoriale, devono mettere le parti sociali e le istituzioni nelle condizioni di dialogare e cooperare per una più efficace e duratura azione di contrasto al caporalato sul modello già sperimentato del cosiddetto protocollo del Viminale, la cui attuazione nella nostra regione ha già prodotto risultati apprezzabili come la individuazione di due centri di accoglienza a Palazzo San Gervasio e Scanzano”.

“La sfida – conclude il coordinatore provinciale della Fai Cisl – è lanciare una controffensiva partecipata al caporalato per assicurare dignità e diritti a chi oggi vive e lavora in condizioni di subalternità e sfruttamento e premiare allo stesso tempo le buone pratiche agricole di quelle imprese che puntano sulla qualità e la sostenibilità sociale del settore primario lucano”.

lunedì 7 agosto 2017

Agricoltura: disponibili 107 mln di euro

Potenza - E' di 107 milioni di euro la dotazione finanziaria del secondo pacchetto del Psr Basilicata 2014-2020, con sette bandi che puntano al rafforzamento della produzione e della competitività delle filiere agricole, e la valorizzazione dei prodotti lucani. Le misure sono state presentate stamani a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia.

venerdì 23 giugno 2017

Grano contaminato: "aumentare la vigilanza"

POTENZA - “La Regione Basilicata vigili attentamente sugli arrivi di grano nel nostro territorio”: a lanciare l’allarme è la presidente regionale delle Acli della Basilicata Rachele Campagna, a seguito dell’ennesima scoperta di 50mila tonnellate di grano canadese potenzialmente cancerogeno al porto di Bari.

“La storia si ripete costantemente – ribadisce Rachele Campagna - da più di dieci anni. Queste ingenti quantità di grano, trattato con sostanze che in Italia sono vietate, ovviamente raggiungono in primo luogo le regioni più vicine, mettendo a rischio la salute dei consumatori”.

“Proprio nel periodo della trebbiatura – gli fa eco il presidente delle Acli di Potenza Emanuele Abbruzzese – arriva sul mercato il grano straniero, con pochi controlli e molti speculatori senza scrupoli. Gli enti preposti mettano il massimo impegno per una verifica della materia prima che entra in Basilicata e tutelino, oltre alla salute dei cittadini, anche il lavoro dei nostri agricoltori, impegnati nella salvaguardia della genuinità del grano lucano”.

domenica 18 giugno 2017

"Comparto agricolo, urge una svolta contro la crisi in agricoltura"

MATERA - “Le cause della profonda crisi in cui versa il settore agricolo materano hanno origini antiche, la crisi stessa essendo più di tipo strutturale che di tipo congiunturale. In Europa, nel 2016, le aziende agricole hanno perso in media 14 punti percentuali di reddito. Ma sono le aziende italiane quelle che perdono di più e, in particolare, quelle meridionali rappresentano, con una perdita del 30%, il fanalino di coda di questa particolare classifica”.
Lo sostiene il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano.

“La questione contributiva pregressa e futura – prosegue il segretario -, i costi dei concimi, spesso non controllati, dell’energia e delle materie prime, i rapporti non sempre idilliaci col mondo del credito, sono solo alcuni degli aspetti legati alla crisi e intorno ai quali, và ad aggiungersi una situazione di disparità della gestione acque del Consorzio di Bonifica di Bradano e Metaponto per effetto del diverso costo dell’acqua che le varie aziende sono costrette a subire, oltre alla disparità di trattamento nell’accesso alle bocchette causato dalla scarsità delle stesse. Da evidenziare il punto di maggiore criticità dove vede il Consorzio fortemente deficitario nell’azione di tutela del territorio. Infatti, manca del tutto l’opera di pulizia dei canali - ricorda ancora Giordano -. Ed oggi si registra la crisi di mercato delle albicocche e delle pesche, a causa della quale come Ugl saremo vicini a sostegno degli agricoltori qualora minaccino azioni pacifiche di proteste. Il mondo agricolo è in ginocchio,  versa in uno stato di profonda agitazione a causa della frutta rimasta a marcire sulle piante per gli irrisori prezzi di vendita del prodotto raccolto, che si aggira intorno la media dei 15 centesimi. Và ad aggiungersi oltre al danno, anche la beffa: il prodotto raccolto non viene più ritirato neanche dall’industria e ciò comporta vedere gli agricoltori e le loro famiglie, sul lastrico e al limite della disperazione, profondamente amareggiati per aver perso il lavoro di un anno e per essere costretti all'elemosina, mentre le politiche nazionali e regionali non danno loro alcuna assistenza. La governance lucana non è stata mai in grado di effettuare una politica di supporto economico per le fasce agricole e produttive del materano/ionico/metapontino. Le aziende agricole sono in grande difficoltà ed al cospetto di un sistema creditizio che crea ulteriori problematiche, con tempi lunghi nell’erogazione dei prestiti o con richieste di maggiori garanzie, per l’accesso al credito legale. Purtroppo gli ultimi dati in possesso consentono di affermare che anche nella nostra regione l'usuraio resta l’unico soggetto pronto a intervenire. La vera novità di quest’ultimo periodo - conclude Giordano - è che tra chi chiede una mano non ci sono più soltanto disoccupati, senza tetto, emarginati o extracomunitari, oltre impiegati, operai, professionisti, avvocati, categorie che nell’immaginario collettivo sono al riparo da problemi economici: aumentano in maniera esponenziale anche i titolari di aziende agricole e loro dipendenti, persone che si rivolgono alle diocesi per avere un aiuto, per una bolletta che non si riesce a pagare. La situazione, insomma, sta diventando davvero incandescente e l’intero sistema della solidarietà, di fronte alle pressanti richieste, rischia di andare in tilt mentre il governo lucano è totalmente disinteressato a ciò che accade”.

giovedì 8 giugno 2017

Agricoltura: truffe nel Metapontino

POTENZA - L'Ispettorato Territoriale del Lavoro di Potenza e Matera, guidato dal direttore dr. Olivieri Pennesi Stefano, da notizia della conclusione di una complessa e articolata attività, nell'ambito del settore  agricolo e commerciale, eseguita brillantemente dagli uomini dell'Arma dei Carabinieri, appartenenti ai Nil-Nuclei ispettorato del lavoro di Potenza e Matera.

Di seguito la sintetica descrizione della delicata azione repressiva e di contrasto messa in atto dell'Ispettorato, avviata sul finire dello scorso anno, che si è però protratta fino al maggio 2017.

Le indagini e gli  approfonditi accertamenti, eseguiti dal personale ITL hanno preso avvio da specifiche e concordanti denunce sporte da diversi lavoratori agricoli che,  fin dall'ottobre 2016 hanno ritenuto opportuno rivolgersi alle locali stazioni dei Carabinieri, di residenza, in particolare ubicate nei comuni di Trebisacce e Rocca Imperiale, rientranti nella provincia di Cosenza ma confinanti con la vicina Regione Basilicata.

Le denunce in questione hanno riguardato una coppia di imprenditori esercente attività di "commercio all'ingrosso" nonché raccolta e selezionamento di prodotti ortofrutticoli, titolari di una società con sede legale nel comune di Sant'Anastasia, in provincia di Napoli, ma operatività su terreni ubicati in comuni Lucani, precisamente: Bernalda, Marconia, Pisticci, Policoro, Rotondella, Tursi.

La denuncia dei due coniugi, all'Autorita' Giudiziaria, si è sostanziata con il “deferimento in stato di libertà”, a causa dell'impiego ed utilizzazione di ben 16 lavoratori completamente al nero e quindi sconosciuti alla Pubblica Amministrazione ai sensi art. 22 del d.lgs. 151/2015, su un totale appunto di 16 lavoratori sottoposti a controlli e verifiche, per i quali evidentemente non si è altrettanto provveduto alla obbligatoria sottoposizione a visita medica, di cui all'articolo 18 del d.lgs. 81/2008 ossia Testo unico sulla sicurezza nei luoghi di lavoro.

Si evidenzia ulteriormente che l'attività ha avuto implicazioni consistenti in vere e proprie "truffe" cagionate non solamente a danno di detti 16 lavoratori interessati, i quali vantano consistenti crediti patrimoniali, per retribuzioni in maniera totale e/o parziale, così come i trattamenti previdenziali e assicurativi; ma anche tale truffa ha prodotto danni patrimoniali nei confronti dei proprietari dei frutteti interessati dalla selezione e raccolta dei prodotti su albero, che hanno venduto in blocco le produzioni e relative partite di agrumi.

Per tali beni sono emersi "pagamenti a vuoto", parziali e/o totali, previa emissione, in alcuni casi, di assegni bancari post datati e risultati essere tra l'altro anche insoluti.

In conclusione questa importante azione messa a segno dagli uomini dell'Ispettorato è consistita in una denuncia alla AG di due persone, controllo e sospensione di una azienda risultata irregolare, sedici lavoratori trovati al nero, contestate diciassette violazioni amministrative, per un importo totale di 61.083 euro, elevate ammende per altri 3.288 euro, in materia di sicurezza, emerse rilevanti somme evase di natura previdenziale e assicurativa in via di definizione.

sabato 11 marzo 2017

"La canapa: un’alternativa realmente 'verde' per l’agricoltura lucana"

POTENZA - Nei giorni scorsi abbiamo presentato una proposta di legge regionale finalizzata a promuovere e incentivare la coltivazione della canapa per scopi produttivi e ambientali.
Non è certo una novità assoluta: fulcro della Pdl è la “riscoperta” di una coltura (Cannabis sativa L.) che era diffusa anche in Italia fino alla metà del secolo scorso, quando se ne coltivavano oltre cento mila ettari. La versatilità della pianta garantisce una molteplicità di utilizzi: produzione di fibre, tessuti, alimenti, cosmetici, materiali per la bioedilizia e può rappresentare un importante strumento per la bonifica dei terreni inquinati. A questo proposito viene naturale pensare alla situazione dei siti di interesse nazionale (SIN) presenti in Basilicata (come, ad esempio, la Val Basento) che, a causa degli altissimi livelli di inquinamento, hanno subito la progressiva chiusura e desertificazione delle attività imprenditoriali agricole e d’allevamento. Ci eravamo già mossi in questa direzione accompagnando due agricoltori lucani in visita alla Masseria Fornaro a Taranto: qui un imprenditore agricolo, messo in ginocchio dalla diossina dell’ILVA, ha deciso di coltivare canapa sui suoi terreni.
Anche in Basilicata alcune associazioni si occupano della coltivazione e trasformazione della canapa e stanno ottenendo riscontri incoraggianti. La nostra Pdl si propone di sviluppare la filiera della canapa oltre ad incentivare la creazione e il consolidamento di una rete di collaborazione tra imprese e mondo universitario e della ricerca scientifica.
Per quanto riguarda la copertura finanziaria abbiamo proposto l’istituzione di un “Fondo per la promozione della canapa industriale” da destinare al finanziamento, alla promozione ed al sostegno della legge con una dotazione iniziale di duecentomila euro.
La Pdl si pone l’obiettivo di fornire risposte concrete per rilanciare lo sviluppo e l’innovazione del comparto agricolo lucano: quella della canapa, alternativa realmente verde al 100%, è una proposta che va valorizzata convintamente.
La PdL è attualmente in discussione per gli iscritti M5S sul Sistema Operativo Rousseau (Lex Basilicata) all’indirizzo: https://rousseau.movimento5stelle.it/ .
Invitiamo gli operatori del settore, così come tutti i cittadini interessati, a mandarci le loro osservazioni e proposte al nostro indirizzo email: segreteria@basilicata5stelle.it.
Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

venerdì 24 febbraio 2017

Coldiretti: arriva l'accordo Ue-Canada

MATERA - "L'applicazione dell'accordo commerciale globale (Ceta) tra Unione europea e Canada sull'agroalimentare è un rischio mortale per tutte le tipicità della Basilicata, che l'Italia deve respingere a tutela delle imprese agricole e dei consumatori". Lo ha detto oggi a Matera il presidente regionale della Coldiretti, Piergiorgio Quarto, nel corso di una conferenza stampa alla quale hanno partecipato il direttore dell'associazione, Francesco Manzari, e il presidente della Coldiretti di Potenza, Teodoro Palermo.

giovedì 23 febbraio 2017

Agricoltura, Lapadula (Fai Cisl) su dati Ismea-Svimez

POTENZA - “Il rilancio del Sud e della Basilicata passa da un’agricoltura moderna, multifunzionale e di filiera che tutela il lavoro di qualità”. È quanto sostiene il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, impegnato in queste settimane nelle assemblee di base che porteranno la federazione che rappresenta i lavoratori dei settori agricolo, forestale, alimentare e ambientale al sesto congresso regionale di inizio aprile. Sullo sfondo i recenti dati Ismea-Svimez che confermano la buona salute del settore primario lucano.

“A trainare l’uscita della nostra regione dal tunnel della crisi economica - commenta Lapadula - non è solo Fca. Il nostro settore primario si conferma come uno dei più vivaci di tutto il Mezzogiorno, soprattutto per il contributo dato sul piano occupazionale con l’avvento di una nuova generazione di imprenditori e operatori agricoli che portano nel settore innovazione e capacità competitiva. Lo dimostra anche la nascita di nuove imprese agricole condotte da giovani, ben 183 grazie al Prs 2014-2020, segno che l’agricoltura non è più le cenerentola di un tempo, ma un settore in cui si può fare ricerca, innovazione e qualità e intraprendere interessanti percorsi di carriera, anche grazie alla crescente sensibilità dei consumatori, sempre più alla ricerca di prodotti certificati e tracciati, e alla diffusione di una vera e propria cultura del cibo. L’attenzione alla qualità del lavoro e delle produzioni paga - continua Lapadula - e fa ben sperare per un ulteriore consolidamento di un comparto che ha ancora molte potenzialità inespresse nella nostra regione. Usiamo bene i fondi europei per irrobustire le filiere d’eccellenza del nostro agroalimentare, ma anche per migliorare l’offerta formativa nel settore agricolo, con un occhio di riguardo alle scuole tecniche e all’Università di Basilicata, perché solo puntando sulla formazione specialistica degli imprenditori e dei quadri aziendali e sulla qualità del capitale umano si potrà dare continuità al percorso di crescita intrapreso dall’agricoltura lucana. Siano in tal senso da monito - conclude Lapadula - le recenti parole di monsignor Ligorio che ha richiamato i giovani a coltivare la terra e incoraggiato il ricambio generazionale. Il sindacato è pronto a fare la propria parte attraverso lo sviluppo della contrattazione e della bilateralità”.