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sabato 16 marzo 2019

Agrinsieme Basilicata: Elezioni, lunedì 18 confronto con i candidati alla Presidenza della Regione

POTENZA - In vista delle elezioni regionali di domenica 24 marzo, il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, incontrerà lunedì 18 marzo, dalle ore 9:30 a Potenza nella sede regionale della Cia, situata in Via Dell'edilizia, i candidati alla presidenza della Regione Vito Bardi, della coalizione di centrodestra, Antonio Mattia, del Movimento5Stelle, Valerio Tramutoli, della lista Basilicata Possibile, e Carlo Trerotola, della coalizione di centrosinistra.

Saranno presenti all’incontro, che sarà aperto al pubblico e alla stampa, i presidenti regionali della Cia Giambattista Lorusso, della Confagricoltura Francesco Battifarano, della Copagri Nicola Minichino e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Andrea Badursi, i quali illustreranno e consegneranno ai candidati una piattaforma contenente le proposte di Agrinsieme Basilicata per la prossima legislatura e per lo sviluppo del comparto primario della Regione.

lunedì 25 febbraio 2019

Copagri: maltempo, da venti forti, burrasca e gelate nuovi danni a ortofrutta, strutture e alberature


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese, flagellato da venti forti o di burrasca e gelate su tutta l’area centro-meridionale, ha interessato in particolare le regioni del Mezzogiorno, dove le intense raffiche hanno compromesso numerose coltivazioni in campo, in particolare ortofrutticole, danneggiando strutture, tendoni e serre e abbattendo molte alberature”. Così la Copagri, sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, all’indomani della perturbazione che ha concentrato i suoi effetti in Calabria, Puglia, Basilicata e in gran parte della Sicilia, zone nelle quali la Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla.

“In Sicilia i danni si concentrano nella zona sud-est dell’isola; in Basilicata si temono ripercussioni sui raccolti di fragole e albicocche, con riferimento all’area del metapontino, sferzata dal gelo; situazioni analoghe si riscontrano in Calabria, in particolare nel cosentino, e in Puglia, dove le temperature sono scese ben al di sotto delle medie stagionali. Danni consistenti, sempre causati dalle forti raffiche di vento, si registrano anche in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania”, rileva la Confederazione, sempre sulla base di proprie indagini.

“È ora necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le eventuali perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”, afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina.

“Di fronte al sempre più frequente ripetersi di questi fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre meno sporadici e isolati e dovuti anche ai cambiamenti climatici, è importante ribadire l’importanza del ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per la manutenzione delle piante, delle aree verdi urbane e dei terreni di scolo”, aggiunge il presidente della Copagri.

“La tutela dell’ambiente e del territorio è uno degli obiettivi di spesa dei fondi strutturali stanziati dall’Unione Europea. A questo proposito, vale la pena di ricordare che nel settennato 2014-20 l’UE ha stanziato per l’Italia quasi 43 miliardi di euro, destinati anche a programmi di occupazione, per la crescita e per lo sviluppo dell’agricoltura; è inaccettabile che, a ottobre 2018, il nostro paese ne abbia spesi appena il 3%, contro una media europea che supera il 13%, e che si corra il serio rischio che tali fondi, se non impiegati entro il 2020, tornino nelle casse di Bruxelles per essere destinati ad altri paesi più virtuosi”, conclude Verrascina.

venerdì 1 febbraio 2019

Crisi produttori clementine nel Sud Italia, Pedicini (M5S) interroga la Commissione europea


POTENZA - La crisi dei produttori di clementine del Sud Italia arriva fino al Parlamento europeo. Il portavoce del M5S Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione alla Commissione europea per chiedere quali provvedimenti intende adottare per quanto sta avvenendo soprattutto in Basilicata, Calabria e Puglia. A causa delle forti gelate, gli agricoltori non hanno potuto procedere al consueto raccolto (che avviene tra novembre e gennaio) di tutto il prodotto e circa un 30-40% di clementine deve ancora essere raccolto.

“Contemporaneamente il mercato è inondato e ingolfato dall’offerta e la concorrenza sleale di altri paesi – soprattutto Spagna e Marocco – che sfruttano il vantaggio di usare prodotti fitosanitari vietati in Italia”. “Di conseguenza, i produttori italiani si trovano oggi con grosse quantità di clementine che, se raccolte, comprimerebbero ancora di più il prezzo, mentre l’offerta non sembra diminuire” afferma l’eurodeputato. Da qui nasce l’interrogazione alla Commissione europea in cui Pedicini chiede “se nella valutazione successiva dell’impatto causato dall’eliminazione o riduzione dei dazi previsto negli accordi commerciali euro-mediterranei, si prenderà in considerazione la compressione dei prezzi delle clementine”.

Ma non solo. Pedicini chiede “se si attiveranno misure di salvaguardia come previsto dagli accordi e in che modo la Commissione europea sta favorendo la progressiva convergenza del sistema fitosanitario nei paesi del nord-Africa favoriti dalle differenze nella regolamentazione dei prodotti fitosanitari”.

“La Clementina di Calabria e la Clementina del Golfo di Taranto sono prodotti Igp (indicazione geografica protetta): dobbiamo in tutti modi tutelare i nostri frutti della terra made in Italy e salvaguardare i nostri agricoltori dall’invasione di prodotti stranieri fin troppo economici” dichiara l’eurodeputato Piernicola Pedicini.

venerdì 25 gennaio 2019

Copagri: gelate, basta rimpalli; accelerare su rimborsi per danni in Basilicata


POTENZA - “È arrivato il momento di mettere da parte tatticismi e tecnicismi e pensare agli agricoltori del Meridione del Paese, che sono esasperati e necessitano con urgenza di avere risposte immediate e certe che gli consentano di guardare al futuro con un po' di serenità; in questo momento è necessario smetterla con i rimpalli e dare una accelerata all'emendamento al D.L. semplificazioni sui danni da gelate in Puglia e Calabria e nelle provincie di Matera e Potenza”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina a proposito dell’emendamento al Ddl di conversione in legge del D.L. 135/2018 con disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, cosiddetto D.L. semplificazioni.

“Parliamo di un emendamento più volte annunciato, che doveva essere inserito nel D.L. Morandi e nella Legge di bilancio, ma che è stato sempre rinviato e che invece, se approvato, consentirà la declaratoria dello stato di calamità per le gelate che tra febbraio e marzo dello scorso anno hanno pesantemente colpito l’agricoltura del Sud”, ricorda il presidente della Copagri, per il quale si tratta di un’attesa ingiustificata e ingiustificabile.

“La situazione è particolarmente grave in Puglia, dove gli agricoltori sono stretti nella morsa della Xylella, del maltempo e delle gelate, che hanno messo in ginocchio un comparto di fondamentale importanza per l’economia regionale e nazionale, come quello dell’olivicoltura”, continua Verrascina.

“Dopo aver dato risposte ai problemi contingenti dell’agricoltura, inoltre, in modo da consentire il ristoro dei danni subiti dai produttori e far ripartire il primario del Meridione, bisogna parallelamente intervenire sul fronte delle assicurazioni agricole, avviando una seria riflessione sul grande divario tra il Nord e il Sud del Paese; bisogna interrogarsi sulle ragioni di tale differenziazione e sulle possibili soluzioni, per avvicinare gli agricoltori del Mezzogiorno”, conclude il presidente della Copagri, ricordando che il Mezzogiorno conta appena il 12% delle aziende assicurate in Italia, con il 7% dei valori e solo il 5% delle superfici.

martedì 15 gennaio 2019

Olio extravergine di oliva made in Italy, Pedicini (M5S): “L’Ue tuteli produttori e consumatori”

ROMA - Secondo Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), nel 2018 la produzione di olio extravergine di oliva italiano si attesta a 265 migliaia di tonnellate, contro le 518 del 2009, con una flessione del 38% rispetto al 2017.

“L’olio extra vergine di oliva made in Italy è un’eccellenza che va salvaguardata dall’aggressiva competizione internazionale. Per questo ho chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di olio, nel mercato europeo, a prezzi insostenibili per i piccoli produttori italiani”, scrive il portavoce del M5S Piernicola Pedicini. “Per i produttori italiani di olio extravergine di oliva, le spese di produzione sono stimate intorno ai 12 euro al litro, eppure nei nostri supermercati è possibile comprarlo a un prezzo che varia dai 3 ai 5 euro al litro. Per questo motivo - prosegue Pedicini - ho chiesto, alla Commissione UE, quali misure siano state implementate per tutelare i piccoli produttori contro la crescente competizione sui costi di produzione.”

“Inoltre - prosegue l’europarlamentare - ho chiesto alla Commissione quali siano i risultati delle verifiche, effettuate dagli Stati membri, sull’effettiva applicazione del regolamento europeo che prevede che sull’etichetta, i produttori specifichino se si tratta di una “miscela di oli di oliva”.

Vogliamo accertarci che la legge esistente sia realmente applicata. Solo in questo modo il consumatore è davvero libero di fare una scelta consapevole: se quella che sta comprando è una miscela di oli deve vederlo scritto chiaramente sull’etichetta.”

“E’ necessario salvaguardare, non solo i produttori italiani, ma anche il diritto del consumatore di non essere fuorviato ma di poter scegliere consapevolmente cosa acquistare. Il M5S - continuerà in tutte le sedi opportune la sua battaglia in difesa dell’”oro verde” e di tutte le eccellenze italiane” conclude Pedicini.

lunedì 14 gennaio 2019

Copagri: Cereali, soddisfazione per deroga concessa da Mipaaft su rotazioni colturali aziende biologiche



POTENZA - “La Copagri Basilicata esprime soddisfazione per la deroga concessa alla Regione dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, grazie alla quale vengono consentite, come già accaduto per la Regione Sicilia, le rotazioni colturali da adottare nelle aziende biologiche; grazie a tale deroga, infatti, ottenuta ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del D.M. 6793/2018 e riservata a definiti ambiti territoriali a vocazione cerealicola, viene prevista la possibilità di una rotazione quadriennale all’interno della quale siano previste non meno di tre specie differenti, almeno una delle quali leguminosa”. Così la Copagri Basilicata, che aveva ufficialmente richiesto il provvedimento e che ringrazia l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia per l’importante risultato conseguito.

“Tale deroga è di fondamentale importanza per il comparto cerealicolo regionale, poiché in assenza di essa si sarebbe venuto a creare un grave danno economico ai produttori di grano biologico”, spiega il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino.

“Senza questo adeguamento, infatti, sarebbe stato impossibile osservare una normale rotazione biennale e sarebbe, di fatto, stato consentito il ritorno del grano sullo stesso appezzamento dopo tre anni, facendo così perdere ulteriori opportunità produttive”, aggiunge il presidente regionale della Copagri.

“La predisposizione della deroga da parte dalla Regione Basilicata, quindi, fortemente richiesta dalla Copagri, ha risolto quello che si sarebbe potuto declinare come un problema di sperequazione ai danni dei tanti produttori di cereali del Sud del nostro Paese”, conclude Minichino.

domenica 28 ottobre 2018

Dall'industrialismo all'ecologia integrata, la sfida di Gugliotti: "Salviamo la nostra agricoltura"


TARANTO - Si continua a non parlare di agricoltura in questa campagna elettorale di secondo livello per l'elezione del Presidente della Provincia di Taranto, e si continua a non farlo malgrado un tessuto economico dinamico e propulsivo che genera per l'area ionica un valore di circa 600 milioni di euro ed impiega 30mila addetti, scarsamente considerati sia come valore economico sia come valore occupazionale territoriale.

Per il Patto dei Sindaci e degli Amministratori per Taranto il modello di sviluppo integrativo della provincia tarantina deve passare dall'agroalimentare, eccellenza di un'altra Taranto che non è solo acciaio e grande industria, che non è grigia e cupa, ma verde e azzura, come il colore dei nostri campi fertili e del nostro mare cristallino. Una vera e propria cromoterapia da applicare ad un territorio martoriato.

Basta guardarsi intorno, in una giornata di sole, per capire dove si trova la nostra ricchezza. L'agricoltura e la pesca sono il punto di partenza di tutta la nostra economia e meriterebbero un dibattito serrato, anche sui tavoli del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), dove è necessaria la presenza forte di una Provincia che conta, in grado di sollevare la questione ambientale, anche in termini di ricadute negative per il comparto agroalimentare, e di trovare le risorse per un modello di sviluppo integrativo al manifatturiero industriale.

Il Patto è sostenitore di un economia integrata, che non svilisca la storia industriale del territorio, ma che sappia valorizzare al contempo quelle che già oggi sono delle eccellenze produttive: vitivinicoltura, ortofrutta, pesca, miticoltura; salvaguardando queste produzioni dal danno di immagine subito in questi anni, in cui ci si è piegati troppo alla monocoltura dell'acciaio.

«Su questo fronte mi preme ribadire una necessità - dichiara il candidato del “Patto” alla Presidenza della Provincia Giovanni Gugliotti – vi è un impellente bisogno di mettere in atto operazioni di scambio e cooperazione maggiore tra dimensione rurale e marittima e dimensione urbana. Un cambio di prospettiva che si ottiene mettendo finalmente sul piatto della bilancia lo sviluppo negato e non solo quello da difendere, senza misurare le esternalità negative dello stesso su un’area a grande vocazione agricola, dove il comparto agroalimentare ha un valore elevato in termini di numero di addetti, imprese e ricchezza. Valori da esprimere non solo in termini di prodotto interno lordo, perché lo spazio rurale, così come quello marino, sono depositari di valori identitari forti, garanzia di azione efficace sulla qualità dell’ambiente (biodiversità, sicurezza, bonifiche) che a tutti noi dovrebbe stare a cuore».

Un approccio ecologico, una strategia comune, "integrata" appunto, che metta insieme ambiente, economia e comunità, è la proposta dal Patto dei Sindaci. Un modello che si differenzia dalla proposta industrialista del sindaco Melucci, sia per storia personale che per il tenore delle scelte fatte rispetto al destino del siderurgico: industrialista convinto come ha dichiarato di essere Martino Tamburrano.

mercoledì 24 ottobre 2018

In Basilicata 'La Camminata tra gli olivi'

POTENZA - Domenica 28 ottobre si va alla scoperta di un patrimonio verde in Basilicata che rappresenta anche l’identità culturale della nostra terra. La Camminata tra gli olivi, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in tutta Italia e in 122 Comuni, conduce i partecipanti alla scoperta di piante spesso secolari, che hanno contribuito a costruire la storia del paesaggio e delle comunità.

A Ferrandina in provincia di Matera, e a Rapolla e Vietri in provincia di Potenza gli itinerari proposti. La via Appia e le antiche grotte dei briganti, i frantoi biologici e gli appezzamenti coltivati a olivo che in dialetto locale si chiamano Jardin con le cultivar autoctone, la Cornacchiola e la Romanella. A fare da cornice il paesaggio delle gole del Melandro di cui l’olivo è il vero re e in più l’esperienza della tradizionale asta che fino a qualche decennio fa si faceva per aggiudicarsi la raccolta annuale delle olive di proprietà comunale. La Camminata dei tre itinerari in Basilicata si concluderà con la degustazione di prodotti tipici a base di olio extravergine d’oliva, focaccia, pane e olio.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio con questa iniziativa, lanciata l’anno scorso con una edizione pilota che ha raccolto subito nel paese oltre ventimila presenze, intende promuovere la qualità e il valore dell’olio extravergine, l’impegno quotidiano degli olivicoltori, veri custodi del patrimonio verde dei territori, e anche proporre percorsi alla scoperta del paesaggio e dei prodotti che ne sono figli. Nell’anno dedicato al Cibo Italiano il valore della passeggiata nelle coltivazioni di olivi ripropone quella sinergia fra sviluppo di un settore economico di grande interesse ma bisognoso di sostegno e incentivi e il grande successo che il turismo esperienziale e all’aria aperta sta riscuotendo in questi ultimi anni sia da parte delle famiglie italiane che di quelle straniere.

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 320 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi e per l’inserimento di aree territoriali olivicole nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

Info www.camminatatragliolivi.it

giovedì 4 ottobre 2018

La Regione Basilicata destina 29,5 mln di euro per bandi riguardanti l'agricoltura


POTENZA - I fondi europei del Psr 2014-2020, verranno resi disponibili dalla Regione Basilicata, per bandi che serviranno per realizzare progetti sulle filiere in agricoltura, su alcuni progetti pilota riguardanti lo sviluppo di alcuni prodotti agroalimentari e per il pregio ambientale degli ecosistemi forestali. I fondi stanziati dalla regione saranno 29,5 milioni di euro. Lo ha comunicato l'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia, in una conferenza stampa che si è tenuta a Potenza.

mercoledì 26 settembre 2018

Leggieri (M5S): "Agricoltura lucana, ho intrapreso tre iniziative per la difesa delle produzioni di qualità"

POTENZA - Nei giorni scorsi ho chiesto all’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Braia, alcuni interventi specifici a favore del settore primario e degli agricoltori lucani. Dopo le gelate di inizio anno, il comparto olivicolo ha subito gravi danni con la conseguente compromissione dei raccolti previsti per le prossime settimane. A tal riguardo ho chiesto all’Assessore Braia di prorogare al 15 ottobre prossimo il termine per presentare il modello per la segnalazione per mancata allegagione dell’olivo. Le gelate degli scorsi mesi di febbraio e marzo, l’atipico andamento delle temperature e la mosca dell’olivo stanno mettendo a dura prova gli agricoltori lucani ed urgono interventi di sostegno. Un’altra iniziativa che ho voluto prendere in favore della nostra agricoltura, nello specifico del Vulture-Melfese, ha riguardato i castagneti e le attività ad essi connesse. Ci accingiamo ad una nuova stagione della raccolta in cui diverse problematiche risultano ancora irrisolte. Mi riferisco agli attacchi del cinipide, che negli anni passati hanno dimezzato i raccolti di castagne, alle presenza sempre più massiccia di cinghiali nei boschi e ai fenomeni di abusivismo connessi alla presenza di soggetti non proprietari e non autorizzati che si recano nei castagneti per la raccolta del frutto. Ho sollecitato l’Assessore regionale all’Agricoltura ed il Dipartimento Politiche agricole e forestali affinché siano poste in essere tutte le azioni volte a tutelare le produzioni ed i produttori di castagne. Il comparto castanicolo richiede il massimo sostegno ed è un’altra leva di sviluppo per l’area Nord della Basilicata. Infine, ho chiesto all’Assessore Braia idonei interventi a tutela delle colture di pomodori, altro vanto del settore agricolo di qualità qui in Basilicata. Diversi eventi meteorologici, verificatisi in estate, hanno danneggiato le coltivazioni di pomodori delle pianure del Vulture-Melfese Alto Bradano. Non sono mancate, inoltre, prese di posizione alquanto discutibili delle compagnie assicurative, che avrebbero proposto, stando alle segnalazioni di molti imprenditori agricoli, il risarcimento soltanto del trenta per cento dei danni subiti. Non solo, dunque, il clima. Il settore agricolo lucano va difeso in tutte le maniere e deve continuare ad essere messo in cima agli impegni della politica e delle istituzioni. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 29 agosto 2018

Dal 26 agosto obbligo in etichetta origine dei derivati del pomodoro


E' scattato lo scorso 26 agosto, l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine dei derivati del pomodoro. La nuova regolamentazione è stata introdotta da un decreto interministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°47 lo scorso 26 febbraio e firmato il 16 novembre 2017 dagli allora ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda e delle Politiche agricole Murizio Martina.

La norma, che segue il corso della legge già in vigore per riso e pasta valida fino al 31 marzo 2020, introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura di conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse, composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

La legge specifica che “le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicati in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato”. Inoltre, in merito alle fasi di lavorazione, se queste avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue […] se tutte le operazioni avvengono in Italia, si può utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”. “Le indicazioni sull’origine – specifica la norma – dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed identificabili”.

Il decreto, anticipa la piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3 del regolamento (UE) n°1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati. Lo stesso decreto decadrà in caso di piena attuazione di tale regolamento europeo.

Si tratta di un importante provvedimento che tutela consumatori e produttori di pomodori che, ricordo, vede l’Italia con 5,26milioni di tonnellate di prodotto trasformato, rappresentare il 14% della produzione mondiale e il 47% della produzione europea, con un fatturato di oltre 3miliardi di euro l’anno.

Un importante risultato voluto dal Governo Gentiloni, che si concretizza oggi nella tracciabilità alimentare in favore dei consumatori e nella lotta alla contraffazione e alle importazioni illegali.

martedì 21 agosto 2018

Fagiolo di Sarconi verso la microfiliera


(ANSA) - POTENZA - "Lavorare per organizzare una maggiore sinergia tra le aziende produttrici di Fagioli di Sarconi Igp per formare un consorzio commerciale e prepararsi a realizzare anche una micro filiera che consenta di ridurre i costi di produzione della raccolta, della selezione e della commercializzazione. Ecco perché ritengo importante invitare tutti i produttori della zona, areale che comprende ben undici comuni, ad aderire al Consorzio di tutela dell'Igp". Lo ha detto l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia.

sabato 14 luglio 2018

Voucher, Cavallo (Fai Cisl): "In agricoltura è caporalato legalizzato"


POTENZA – Reintrodurre i voucher in agricoltura? “No, grazie”, risponde il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo (nella foto), che aggiunge: “Il contratto nazionale che abbiamo appena rinnovato contiene già tutti gli strumenti di flessibilità che servono alle aziende agricole, come i contratti stagionali, perciò i voucher non servono”.

Per il sindacalista della Fai Cisl “in passato i voucher in agricoltura sono stati impiegati per abbassare i diritti e legalizzare di fatto il caporalato con forme di sfruttamento inaccettabili e incompatibili con lo status di paese civicile. Il ministro Di Maio sulla materia del lavoro dimostra di avere bisogno di un lungo apprendistato e farebbe bene a dialogare con il sindacato se vuole davvero fare la lotta alla precarietà. Si impegni piuttosto – conclude Cavallo – a lavorare insieme a noi per applicare in ogni sua parte la legge 199 sul contrasto al caporalato e a garantire concretamente la dignità del lavoro contro ogni forma di abuso e sfruttamento”.

venerdì 1 giugno 2018

Agricoltura: De Bonis e Lomuti (M5S), le istituzioni non abbandonino gli agricoltori colpiti dalla grandine


POTENZA - “Le istituzioni non abbandonino le azienda agricole lucane colpite dalla grandine”. Questo l’appello lanciato dai senatori del MoVimento 5 Stelle Saverio De Bonis e Arnaldo Lomuti.

“Il 21 maggio nel pomeriggio – spiegano i parlamentari - diverse zone della Basilicata, dalla Valle del Sinni al Metapontino, hanno visto il verificarsi di una grandinata che ha provocato danni ingenti. Le aree più colpite sono quelle comprese nel territorio dei comuni di Nova Siri, Rotondella e Valsinni, dove la violenta gradinata avrebbe distrutto per intero il raccolto di pesche e albicocche. Molte aziende hanno visto distruggersi il lavoro di un anno, con perdite economiche che vanno dal 50% alla totalità del raccolto. D’altra parte molta parte della produzione è destinata a marcire sulle piante poiché raccoglierla a 0,10€/kg non coprirebbe neppure i costi. Si tratta di una tragedia che non colpisce solo sugli agricoltori ma sull’intera economia della zona, dato che la gran parte di queste realtà si avvalgono, durante il periodo di raccolta, di manodopera esterna, in un territorio in cui l'agricoltura è l' unico settore trainante dell'economia. Ciò che lascia sconcertati è che non vi sia stato, secondo quanto raccontato dai cittadini della zona, neppure un vago interessamento da parte dei responsabili della maggioranza a livello regionale. Gli agricoltori sono lasciati soli ad affrontare il problema senza neppure il supporto morale dei responsabili istituzionali. Per questa ragione, abbiamo depositato un’interrogazione parlamentare, nella speranza che venga alzata la cappa di silenzio e solitudine che sta toccando questi imprenditori e lavoratori.”

“Se la Regione non darà risposte – spiegano i pentastellati, speriamo che almeno lo Stato non si giri dall’altra parte.”

giovedì 5 aprile 2018

Agricoltura lucana, Fdi-An: "Il duo Pittella&Braia scaricano le colpe ad Agea per coprire i ritardi accumulati sull’attuazione del PSR"

POTENZA - Demagogico e strumentale l’atteggiamento dell’Assessore Braia che oggi si riscopre oppositore di un sistema che non ha mai funzionato. Evidentemente gli effetti del risultato elettorale spingono l’Assessore Braia ad un cambio di rotta da uomo delle Istituzioni e delle infinite negoziazioni si è trasformato, in poche settimane, in “capo popolo” e, insieme al Presidente Pittella, aizza le masse per protestare a Roma per i ritardi di Agea.

Eppure non poche settimane fa, in risposta all’ennesima sollecitazione a mezzo stampa da parte di alcune sigle sindacali, invitava tutti alla calma definendo positiva e costruttiva l’interlocuzione con Agea. Era il 27 Gennaio, quando lo stesso Braia di ritorno dall’incontro romano con i vertici di Agea, rassicurava gli agricoltori lucani sostenendo che il Dipartimento regionale avanzava con azioni di monitoraggio sullo stato dei pagamenti. Scenario politico diverso.

Oggi si fa finta di non vedere i ritardi che ha accumulato la Regione Basilicata nella spesa dei fondi PSR. Stando ai dati forniti dallo stesso Braia, ieri in audizione nella III commissione consiliare, è stato impegnato il 60% delle risorse ma speso solo il 12%.

Ora se si considera che solamente il 20% di quel 60%, ovvero delle risorse impegnate, riguarda misure di investimento, il reale volano di sviluppo per l’agricoltura lucana, è facile evidenziare quanto minimali sono le risorse del PSR ad oggi impiegate realmente per lo sviluppo strutturale del comparte agricolo.

Inoltre anche per quanto riguarda le misure di superficie, in cui vi è un oggettivo automatismo nell’impegno e nella consecutiva liquidazione, vi sono dei considerevoli ritardi. La stessa Coldiretti evidenzia come numerose pratiche sono bloccate presso l’Ufficio erogazioni comunitarie in agricoltura a causa di problemi legati alla gestione dei sistemi informatici (si stimano circa 1000 pratiche di biologico bloccate).

Facile oggi puntare il dito solamente contro Agea, che ha certamente notevoli colpe sui ritardi dei pagamenti, dimenticandosi però delle notevoli responsabilità della Regione Basilicata. Ci chiediamo come mai solamente oggi, l’Assessore Braia riconosce tutte le criticità relative ai sistemi informatici che influiscono significativamente sui ritardi dei pagamenti?

Da Senise, un’istanza presentata il 9 luglio 2017 è stata ritenuta ammissibile il 20 marzo 2018. 9 mesi: un parto. Sarà solo colpa del sistema informatico?

Gli agricoltori sono furiosi e hanno ragione. I ritardi nell’erogazione di questi fondi pregiudicano un intero comparto che dà lavoro a molte persone e che consente alle loro famiglie di vivere. Il problema è molto più profondo di quello che si pensi: il ritardo costringe a chiedere credito, fidi ed extra fidi alle banche, sui quali vengono pagati gli interessi. E quando l’erogazione è in ritardo? Alle banche certo non importa che la colpa sia della Regione.

Perché oggi spinge il mondo agricolo alla protesta e ieri alla calma?

Il quadro è abbastanza chiaro, oggi l’Assessore Braia si riscopre oppositore di un sistema burocratico che non ha mai funzionato, evidentemente perché il quadro politico nazionale è cambiato ed invece di sedare le proteste oggi bisogna alimentarle, al costo di strumentalizzare il modo agricolo lucano che vive un momento drammatico.

È evidente la scarsa credibilità di questa finta protesta dell’Assessore, che insieme al resto della Giunta, tenta di cambiare pelle per costruirsi un ruolo in vista delle prossime elezioni regionali, probabilmente per nascondere i numerosi fallimenti del Governo Pittella, soprattutto nel comparto agricolo. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

giovedì 8 marzo 2018

Gelata metapontino, Moles: solidarietà ad agricoltori lucani

POTENZA - Forza Italia esprime piena solidarietà agli agricoltori metapontini e della Basilicata colpiti dalla forte gelata di fine febbraio che ha compromesso le produzioni  agricole precoci di drupacee ed orticole e causato danni ai germogli delle produzioni agrumicole.

Già in data di giovedì 2 marzo, su sollecitazione del Responsabile Provinciale di Forza Italia per l'Agricoltura, Enzo Devincenzis, ci siamo recati a Montalbano al capezzale degli agricoltori metapontini colpiti da una ennesima calamità, che si somma alla gelata del 7 gennaio 2017 ed alle precedenti alluvioni, per la quale il governo regionale ed il governo nazionale non hanno dato risposte risolutive per il ristoro dei danni subiti, così come già accaduto per le calamità precedenti.
Oggi, in qualità di parlamentari eletti anche con il contributo dei nostri amici agricoltori, rinnoviamo il nostro impegno ed a tal fine solleciteremo, da subito, la regione Basilicata ad intervenire relativamente alle proprie competenze, soprattutto col pagamento immediato dei crediti che vantano gli agricoltori, non ultimo lo sgravio del contributo E.I.P.L.I. del Consorzio di Bonifica, per cui ci siamo fortemente battuti, come partito, attraverso Devincenzis.

A livello parlamentare, non appena il Parlamento sarà operativo, sosterremo la classe sociale agricola con pari dignità rispetto alle altre classi sociali partendo dalla considerazione che la nostra economia regionale è prevalentemente agricola, costituita da aziende produttive e qualificate che occupano migliaia di lavoratori del settore che rischiano di rimanere disoccupati.

Impegneremo i Ministeri delle Politiche Agricole, dell'Economia e del Lavoro per ragionare incisivamente sulle nuove proposte di legge che riceveremo attraverso le organizzazioni professionali agricole che in questo momento si stanno attivando, insieme a noi, per monitorare quanto accaduto sui territori per la mancanza di politiche adeguate a sostegno del comparto da parte del precedente governo. Così in una nota congiunta il Sen. Giuseppe Moles (Commissario Regionale di Forza Italia) e l'On. Michele Casino (Commissario Forza Italia Provincia di Matera).

mercoledì 14 febbraio 2018

Matera, rinnovato contratto provinciale dei braccianti agricoli

MATERA - È stato siglato nei giorni scorsi dai sindacati e dalle organizzazioni imprenditoriali di categoria Fai Cisl, Flai Cgil, Uila Uil, Coldiretti, Cia e Confagricoltura, dopo circa un anno di trattative, il rinnovo del contratto provinciale dei lavoratori agricoli e florovivaisti del materano. Il nuovo contratto interessa circa 20 mila addetti in tutta la provincia, in particolare della fascia metapontina, e prevede un incremento salariale lordo del 2,15% a decorrere dal 1° febbraio 2018.

Tra i punti qualificanti del contratto il richiamo al ruolo della bilateralità con particolare riferimento alla formazione, alla sicurezza e al mercato del lavoro. Da ambienti sindacali si parla di marzo come possibile data per sbloccare la costituzione dell’ente bilaterale agricolo della provincia di Matera, istituzione che consentirebbe, tra l’altro, di dare corso - come richiamato dalle parti nel contratto - a quanto previsto dalla legge 199/2016, che ha inasprito le pene contro i caporali, e al protocollo “Cura legalità, uscita dal ghetto”, sottoscritto nel maggio 2016 in tema di contrasto al caporalato e allo sfruttamento dei lavoratori.

“Purtroppo siamo state tra le ultime province a rinnovare il contratto - dichiarano i segretari di Fai Cisl, Flai Cgil e Uila Uil, Vincenzo Cavallo, Michele Andriulli e Leonardo Barbalinardo - ma il dato da rimarcare è che siamo finalmente riusciti a dare una risposta alle migliaia di braccianti agricoli che lavorano nella nostra provincia, settore traino di tutta l’economia materana. Ora il nostro auspicio - concludono i tre sindacalisti - è che la controparte datoriale sia coerente a quanto concordato nel contratto per il definitivo avvio dell’ente bilaterale anche nella nostra provincia, uno strumento che può dare, attraverso i suoi servizi, un’ulteriore spinta al settore agricolo materano nel senso di una maggiore qualità e responsabilità sociale”.

martedì 12 dicembre 2017

Agricoltura, Leggieri (M5S): "soddisfazione per l’approvazione della PDL che istituisce la Banca della terra"

POTENZA - Esprimo grande soddisfazione per l’approvazione nelle scorse settimane della PDL che istituisce la Banca della Terra nella nostra Regione e promuove azioni di valorizzazione del patrimonio agricolo regionale.

Una Legge che fa sintesi fra due diverse proposte di legge approdate in commissione, una a firma dello scrivente contenente norme per la “Valorizzazione dei beni pubblici a vocazione agricola di proprietà e disponibilità della Regione” e, l’altra, di iniziativa del consigliere Rosa contenente “Norme per il rilancio dell’agricoltura ed istituzione della banca regionale della terra lucana”. Dopo la discussione in commissione che ha portato alla elaborazione di un testo coordinato, la proposta è finalmente giunta in Consiglio ed approvata.

Occorre puntare in maniera decisa sulle grandi potenzialità del territorio lucano ed in modo particolare su agricoltura e turismo. Con questa Legge si vuole valorizzare maggiormente il patrimonio agricolo recuperando l’uso produttivo di aree abbandonate e non utilizzate. Un modo anche per promuovere nuove imprese agricole, per aiutare i giovani a rimanere nel nostro territorio, per valorizzare le giovani generazioni.

È la seconda proposta a firma del sottoscritto che viene approvata dal Consiglio regionale, non nascondo però il grande rammarico per le tante PDL presentate in questi anni che aspettano ancora di essere discusse. Si tratta di uno stallo inaccettabile dell’attività legislativa di questa Regione che spero trovi presto soluzione. Così in una nota Gianni Leggieril, Capogruppo M5S Basilicata.

giovedì 31 agosto 2017

Caporalato, Fai Cisl: dare piena attuazione alla L. 199 per prevenire il fenomeno

POTENZA – “Le recenti operazioni indicano che siamo sulla strada giusta per quanto riguarda il contrasto al caporalato, ma resta ancora molto da fare sul piano della prevenzione”. A dirlo è il coordinatore provinciale della Fai Cisl Basilicata, Antonio Lapadula, che torna a sollecitare la costituzione della cabina di regia presso l'Inps “per una più efficace azione di contrasto preventivo del fenomeno”. Secondo il sindacalista della Fai Cisl “l'inasprimento delle pene ottenuto con la legge 199 segna un salto di qualità significativo rispetto al passato nella repressione del caporalato, ma ora bisogna accelerare l'attuazione di quella parte della legge che prevede misure e incentivi in grado di premiare il lavoro agricolo di qualità e di isolare sul piano sociale e culturale gli sfruttatori che ancora si annidano nel settore primario”.

“La strada più volte indicata dal sindacato – continua Lapadula – è quella di un maggiore protagonismo delle parti sociali agricole, con particolare attenzione al governo del mercato del lavoro agricolo, attraverso la contrattazione e la bilateralità, e alla messa in campo di una rete di servizi, dalla casa ai trasporti, e di progetti di integrazione in grado di sottrarre la forza lavoro impegnata in agricoltura, in particolar modo quella straniera, dalle maglie del lavoro irregolare. Ora si tratta di creare le condizioni istituzionali per concretizzare questi obiettivi attraverso la rete di qualità e la cabina di regia che, sia a livello nazionale, sia a livello territoriale, devono mettere le parti sociali e le istituzioni nelle condizioni di dialogare e cooperare per una più efficace e duratura azione di contrasto al caporalato sul modello già sperimentato del cosiddetto protocollo del Viminale, la cui attuazione nella nostra regione ha già prodotto risultati apprezzabili come la individuazione di due centri di accoglienza a Palazzo San Gervasio e Scanzano”.

“La sfida – conclude il coordinatore provinciale della Fai Cisl – è lanciare una controffensiva partecipata al caporalato per assicurare dignità e diritti a chi oggi vive e lavora in condizioni di subalternità e sfruttamento e premiare allo stesso tempo le buone pratiche agricole di quelle imprese che puntano sulla qualità e la sostenibilità sociale del settore primario lucano”.

lunedì 7 agosto 2017

Agricoltura: disponibili 107 mln di euro

Potenza - E' di 107 milioni di euro la dotazione finanziaria del secondo pacchetto del Psr Basilicata 2014-2020, con sette bandi che puntano al rafforzamento della produzione e della competitività delle filiere agricole, e la valorizzazione dei prodotti lucani. Le misure sono state presentate stamani a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia.