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giovedì 14 novembre 2019

Maltempo, Copagri: "l’ondata autunnale aggrava la situazione del primario meridionale"


POTENZA - “L’ondata di maltempo autunnale che si è abbattuta sulla parte meridionale della Penisola e che sta continuando a imperversare sul Paese, con veri e propri nubifragi, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente il già pesante bilancio dei danni causati alle principali produzioni agricole, per le quali si preannunciano notevoli disagi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, in relazione alle allerte meteo diffuse dalla Protezione Civile e in attesa di due nuovi cicloni in arrivo nei prossimi giorni, che dovrebbero interessare anche l’area centro-settentrionale della Penisola.

“Le situazioni più critiche sul versante agricolo si registrano nelle regioni del Sud, con l’allerta rossa diramata in Basilicata, Calabria e Sicilia e quella arancione in Puglia”, precisa il presidente, spiegando che “la Confederazione è al lavoro per raccogliere le segnalazioni dei propri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”.

“Di fronte al sempre più frequente ripetersi di questi fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre meno sporadici e isolati e dovuti anche ai cambiamenti climatici, ribadiamo nuovamente l’importanza del ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per il contrasto al dissesto idrogeologico e per la manutenzione delle piante, delle aree verdi urbane e dei terreni di scolo”, aggiunge Verrascina.

I PRINCIPALI DANNI REGIONE PER REGIONE - In Basilicata le problematiche maggiori si concentrano nel metapontino, sferzato da forti piogge e venti che hanno distrutto quasi completamente le strutture agricole fisse e mobili, interessando in particolare le celle di raccolta della frutta e le serre e causando ovviamente gravi danni alla rete infrastrutturale e ai fabbricati rurali. Da una prima ricognizione nella stessa zona, risultano quasi irrimediabilmente compromesse le produzioni in atto di agrumi, frutta e olive, queste ultime in fase di raccolta.

In Calabria, invece, i maggiori danni si riscontrano nel lametino, dove un ciclone mediterraneo, caratterizzato da forti venti che hanno superato i 100km/h e piogge intense, ha scoperchiato le serre e i tendoni, danneggiando gravemente le colture frutticole, con particolare riferimento agli agrumi, e quelle orticole. Le intense piogge hanno allagato molte piantagioni di agrumi in tutta l’area Jonica Reggina. Nel crotonese diverse aziende zootecniche sono state addirittura costrette ad evacuare il bestiame a causa delle avverse condizioni meteo.

In Sicilia, dopo il disastroso nubifragio dello scorso anno, che aveva sommerso chilometri e chilometri di campagna e messo in ginocchio moltissime aziende agricole, azzerando la produzione di ortofrutta, agrumi e ortaggi, si registrano nuovi gravi danni alle produzioni ortofrutticole e al settore olivicolo. Quasi tutte le aree interne della Regione sono sommerse dalle acque, che hanno causato sensibili disagi, oltre a frane e smottamenti.

In Puglia, dopo le violente grandinate estive e le gelate di maggio e giugno, che avevano colpito tutto il versante adriatico della Regione compromettendo le coltivazioni di angurie e meloni prossime alla raccolta e non risparmiando le colture ortofrutticole, ci sono chilometri di campi sommersi dall’acqua, che rende impossibile le semine autunnali e amplia la già lunghissima lista dei disagi al settore olivicolo. I problemi maggiori sembrano concentrarsi nel tarantino, e in particolare al confine con la Basilicata.

mercoledì 13 novembre 2019

Maltempo, Legacoop: istituzione tavolo monitoraggio e riconoscimento stato di calamità


Massima prontezza per risolvere le criticità urgenti, messa in sicurezza delle aziende e, subito, l’istituzione di un tavolo per il monitoraggio e la valutazione dei danni subiti dagli agricoltori e per le relative misure di risoluzione. È quanto chiede il presidente di Legacoop Basilicata, Innocenzo Guidotti, che manifesta a nome dell’organizzazione assoluta vicinanza e solidarietà alle popolazioni del materano e del metapontino colpite dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in queste ore nella zona. “Le cooperative e gli imprenditori agricoli del Metapontino – sottolinea Guidotti – registrano danni ingenti che, già da un primo riscontro, ne mettono seriamente a rischio la tenuta”. “Chiediamo pertanto – conclude il presidente regionale di Legacoop – di valutare il riconoscimento immediato dello stato di calamità per le zone colpite, auspicando un pronto intervento da parte del Governo nazionale e di quello regionale per definire le tempestive azioni di sostegno agli agricoltori dell’area”.

Cillis (M5S): Alluvione, sottoporremo al Ministro la grave situazione del metapontino


I danni che in queste ore mi hanno evidenziato, sia gli operatori agricoli del Metapontino che le organizzazioni di rappresentanza e tutela delle imprese agricole, tra cui il dr. Battifarano Presidente di Confagricoltura Basilicata, verranno sottoposti al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali per chiedere un intervento del Governo in attesa che la Regione Basilicata predisponga la giusta deliberazione con cui perimetra le zone e/o individua le singole infrastrutture danneggiate insieme ai dati meteorologici a sostegno della richiesta di riconoscimento dell'eccezionalità dell'evento avverso.

Ogni qualvolta che si verifica un fenomeno meteorologico eccezionale come quello di questa mattina, si crea un corto circuito che mette a grave rischio il tessuto produttivo e con il perpetuarsi di questi fenomeni incontrollati devastanti, diventerà sempre più difficile poter fare agricoltura e non basteranno più, né contributi statali che assicurazioni per poter far fronte ai danni economici. Per cui, oltre a quello economico, il problema grave sarà quello inerente la perdita di attività produttiva in aree sempre più vaste e ciò comporterà l'abbandono delle stesse con conseguente perdita di posti di lavoro e l'aumento del rischio di infiltrazioni malavitose che, pian piano, potrebbero sostituirsi alla buona e sana economia dei nostri agricoltori.

Il cambiamento climatico in atto è alla base di questi eventi calamitosi, meteorologicamente eccezionali, le cui conseguenze sono diverse e sottolineate dai molteplici enti di ricerca ed organizzazioni internazionali, con una serie di allarmi ribaditi in più sedi istituzionali.

Se vogliamo e se teniamo a cuore il nostro territorio, il passaggio fondamentale è nella realizzazione di una svolta ambientale netta, a cominciare dalle piccole abitudini giornaliere, dall'efficiente funzionamento degli enti e degli strumenti di bonifica e sino allo stop dei sovvenzionamenti delle fonti fossili così come proposto dal programma del MoVimento 5 Stelle. A tal proposito è giusto ricordare che proprio grazie al M5S, il prossimo Fondo europeo per lo sviluppo regionale che partirà dal 2021 non solo non finanzierà le fonti fossili ma per la prima volta, il nuovo regolamento contiene un principio chiaro sulla lotta al cambiamento climatico e sullo sviluppo sostenibile: il 30% delle risorse assegnate alle Regioni andrà speso per l'obiettivo 2, ossia verso un'Europa più verde e a basse emissioni di carbonio.
Luciano Cillis (M5S) Portavoce alla Camera
componente della XIII Commissione (Agricoltura)

mercoledì 6 novembre 2019

#Agrofor2030 - Agronomi e Forestali a Matera per la transizione del Paese verso la sostenibilità


MATERA - Primo, sicurezza alimentare. Secondo, città vivibili e comunità sostenibili. Terzo, sicurezza ambientale. Quarto, gestione delle foreste. Quattro linee guida, individuate tra i 17 obiettivi di Agenda 2030 che l’Onu intende raggiungere. Quattro temi che saranno discussi nei prossimi giorni (dal 7 al 9 novembre) nel corso del XVII Congresso Nazionale dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali affinché la categoria possa diventare artefice della transizione ecologica e sociale del Paese verso la sostenibilità. E lo si farà a Matera, città metafora della trasformazione da promuovere per i luoghi di produzione di cibo: spazi funzionali alle tecniche produttive, belli e che esprimono l’identità di una comunità.

“Nei prossimi decenni la popolazione mondiale crescerà, il tasso di urbanizzazione globale aumenterà, la qualità della vita media auspicabilmente migliorerà. Ciò significa che crescerà il bisogno di cibo, ma anche il fabbisogno di acqua, di energia, di fibre tessili, di materie prime per l’industria chimica e così via. Tutto in un contesto mondiale che sta affrontando cambiamenti sociali, economici, ambientali. – afferma Sabrina Diamanti, Presidente CONAF – In questo scenario, gli attori del settore primario dovranno diventare protagonisti per garantire a tutti l’accesso a ciò di cui si avrà bisogno, in modo sostenibile: mantenendo la fertilità dei suoli, preservando la biodiversità, riducendo gli inquinamenti di aria e acqua. E i dottori agronomi e i dottori forestali dovranno essere protagonisti in Italia e nel mondo per far sì che i principi enunciati non restino utopia ma si trasformino in realtà. Lo possiamo fare perché nostra capacità professionale ci consente di sviluppare progetti e percorsi di crescita e di cooperazione per definire una strategia tecnico-alimentare e di sostenibilità ambientale per l’intero pianeta, offrendo soluzioni tecniche avanzate, nell’ interesse generale e in un’ottica di progresso sociale”.

L'Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Bari (Odaf Bari), tra le rappresentanze più numerose d'Italia, avrà un ruolo importante nell'appuntamento di Matera. “Nella tre giorni - spiega Giacomo Carreras, Presidente dell'Odaf Bari - verranno discusse con esempi virtuosi le capacità progettuali dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali, il tipo di formazione e organizzazione necessarie alla categoria per superare le sfide future e contribuire al raggiungimento degli obiettivi di Agenda 2030, attraverso la definizione di linee guida che confluiranno nella redazione della Carta di Matera. Siamo davvero contenti della scelta di Matera, città a noi tanto cara e vicina non solo dal punto di vista strettamente geografico ma anche come mentalità, in quanto simbolo del riscatto. Quel riscatto, anche sociale, da pretendere laddove si produce cibo grazie all'opera dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali che attraverso il loro rapporto intimo con le imprese di produzione primaria e quelle legate alla trasformazione, riescono a trasferire innovazione, a riferire circa le esigenze delle aree agricole, rurali e forestali e ad esaltare i valori di tante pregiatissime zone del nostro Bel Paese".

giovedì 17 ottobre 2019

Cillis (M5S): "Grandinata di giugno nel metapontino, il ministro assicura l'emanazione di uno specifico provvedimento"


POTENZA - In considerazione delle grandi preoccupazioni manifestate dagli agricoltori lucani per quanto avvenuto lo scorso mese di giugno, in particolare nel Metapontino dove si è abbattuta una grandinata di eccezionale portata che ha interessato sia la fascia Jonica in pianura che le aree più interne, causando ingenti danni, ed anche per conoscere l'effettivo stato delle cose dopo gli allarmismi legati alla esclusione della regione Basilicata dagli interventi previsti dalle leggi in vigore, ho interrogato il Ministro delle politiche agricole, alimentari e forestali a cui ho chiesto, con risposta immediata se fossero stati effettuati i monitoraggi e avviate tutte le procedure idonee per quantificare i danni relativi agli eventi atmosferici menzionati, al fine di valutare quali utili iniziative porre in essere a sostegno delle aziende agricole danneggiate.

Diversamente dalle “promesse” politiche dell'assessore regionale alla agricoltura Fanelli tese a rassicurare gli agricoltori sulla piena applicazione di tutti gli interventi previsti dalla legge sulle calamità naturali, il Ministro, ha risposto che “non è stato possibile procedere all’attivazione degli interventi compensativi del Fondo di Solidarietà Nazionale richiesti dalla Regione Basilicata in quanto gli interventi compensativi ex-post del Fondo di Solidarietà Nazionale per il sostegno alle imprese agricole colpite da condizioni atmosferiche eccezionali, possono essere attivati solo nel caso in cui le avversità, le colture e le strutture agricole colpite non siano comprese nel piano assicurativo annuale per la copertura dei rischi con polizze assicurative agevolate. Infatti il Decreto Legislativo n. 102 del 2004 e successive modificazioni, stabilisce che per i danni assicurabili con polizze agevolate non sono attivabili gli interventi compensativi del Fondo; pertanto, ai fini di una copertura dai rischi climatici, gli agricoltori avrebbero dovuto provvedere alla stipula di polizza assicurative agevolate, tra l’altro, da contributo statale fino al 70% della spesa premi sostenuto.”

Ciò nonostante il Ministro ha comunque assicurato l'emanazione di uno specifico provvedimento ministeriale che sarà adottato non appena acquisite tutte le informazioni richieste al fine di consentire alla Regione Basilicata di poter attivare la misura 5.2 del proprio Programma di Sviluppo Rurale, finalizzata al ripristino delle potenzialità produttive.

Inoltre, in risposta alla mia interrogazione, il Governo si è impegnato a predisporre specifiche azioni finalizzate al sostegno del comparto agricolo colpito dalle su esposte calamità al fine di poter essere messo nelle condizioni di superare le criticità determinate dagli avversi eventi meteorologici. Così in una nota Luciano Cillis (M5S), portavoce alla Camera e componente della XIII Commissione (Agricoltura).

martedì 15 ottobre 2019

Copagri: "Donne rurali, oltre un quarto della popolazione mondiale e hanno un ruolo insostituibile"


POTENZA - “Accogliamo con favore l’invito del Ministro delle Politiche agricole Teresa Bellanova a celebrare le tantissime donne che con coraggio contribuiscono allo sviluppo rurale, economico e sociale di tante aree difficili del mondo; ricordiamo, a tal proposito, che le donne rurali rappresentano oltre un quarto della popolazione mondiale e, con riferimento ai soli paesi in via di sviluppo, arrivano addirittura al 43% circa della forza lavoro, contribuendo notevolmente e insostituibilmente alla produzione agroalimentare; a fronte di tali numeri appare a dir poco significativo il fatto che poco meno del 13% dei proprietari di terreni agricoli sia donna”. Lo sottolinea il direttore generale della Copagri Maria Cristina Solfizi in occasione della “Giornata internazionale delle donne rurali”, che si celebra oggi e che è stata istituita nel 2007 dall’assemblea generale delle Nazioni Unite per contribuire a riconoscere il ruolo chiave delle donne nel promuovere lo sviluppo rurale e agricolo, contribuendo alla sicurezza alimentare e allo sradicamento della povertà rurale.

“Iniziative come quella odierna, seppur profondamente simboliche, diventano quindi occasioni importanti per rilanciare l’importanza del ruolo delle donne rurali, il cui lavoro è fondamentale dal punto di vista produttivo, ma anche sociale e umano, dal momento che ancora molto resta da fare per raggiungere la parità e l’uguaglianza di genere, in agricoltura come in altri comparti”, aggiunge il direttore generale della Copagri.

“Nel nostro Paese, l’agricoltura è uno dei settori con il più alto tasso di femminilizzazione: circa 1 impresa su 3, infatti, è a conduzione femminile, con percentuali addirittura più alte nel mondo degli agriturismi, dove le strutture gestite da donne sono quasi novemila. Questa maggiore incidenza si spiega con la naturale propensione femminile all’innovazione e alla multifunzionalità, ma anche con la maggiore capacità di adattamento delle donne e con il legame più forte che hanno con il territorio, con la cultura, con la tradizione e con i saperi locali”, prosegue Solfizi.

“Resta, però, ancora molta strada da fare; particolarmente sentita è la necessità di un vero e proprio progetto organico e strategico che permetta di rafforzare il ruolo dell’imprenditoria femminile in agricoltura, favorendo la rottura della tradizione basata sulla gestione patriarcale dell’azienda, che vede solitamente un passaggio di testimone tra padre e figlio, puntando su interventi strutturali che permettano alle donne di dedicarsi all’impresa e al contempo alla famiglia e garantendo l’insediamento, la permanenza e la crescita delle aziende ‘rosa’”, conclude il direttore generale della Copagri.

mercoledì 9 ottobre 2019

A Matera il seminario dell’European Association of Agricultural Economics

MATERA - Si svolgerà a Matera dal 10 al 12 ottobre presso il Campus Universitario di via Lanera il 174esimo Seminario dell’European Association of Agricultural Economics sul tema Economics of culture and food in evolving agri-food systems and rural areas. Il convegno è organizzato in collaborazione con le più importanti società scientifiche degli economisti agroalimentari italiane, fra cui l’Associazione Italiana di Economia Agraria e Applicata (AIEAA), il Centro Studi di Estimo ed Economia Territoriale (CESET), la Società di Economia Agro-Alimentare (SIEA), la Società Italiana degli Economisti Agrari (SIDEA) e il Centro di Politiche e Bioeconomia del Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria (CREA-PB) oltre che con la Scuola di Scienze Agrarie, Forestali, Alimentari e Ambientali (SAFE) ed il Dipartimento di Informatica, Matematica ed economia (DIMIE) dell’Università degli Studi della Basilicata. Il convegno prenderà il via nel pieno delle celebrazioni europee per Matera Capitale della Cultura 2019. Il prof. Severino Romano, coordinatore del Comitato locale organizzativo, afferma che al convegno parteciperanno oltre 200 ricercatori da tutta Europa e che questo sarà l’occasione per fare il punto sul ruolo del cibo, dell’alimentazione e del sistema agroalimentare nella cultura europea ed internazionale. Il dibattito studierà l’evoluzione della “cultura del cibo” sotto il profilo storico, sociale, psicologico ed economico, valutandone le implicazioni per gli operatori ed i consumatori.

Nell’ambito del seminario le Associazioni organizzatrici hanno deciso di favorire la massima partecipazione e visibilità dell’iniziativa al di là del ristretto ambito della ricerca scientifica, consci che la collaborazione ed il sostegno delle Istituzioni e delle imprese possano contribuire in modo decisivo al successo dell’iniziativa e questo potrebbe rappresentare un ottimo mezzo per consolidare il proficuo scambio fra accademia e operatori. Per tale motivo, è previsto nel pomeriggio di venerdì 11 ottobre un evento aperto alla società civile con una tavola rotonda dal titolo “Cibo, qualità e cultura: quali sfide per l’agro-alimentare e per i territori rurali” per discutere insieme sulle politiche che si stanno mettendo in atto a livello nazionale e europeo in tale ambito.

Alla tavola rotonda, che sarà moderata dal dott. Boschetti, direttore della rivista l’Informatore Agrario, parteciperanno: Carlo Hausmann - Direttore generale Agro Camera, Cesare Bellò - Consulente UNA PROA-OPO Veneto, Lucio Cavazzoni - Presidente Goodland, Tiziana M.P. Cattaneo - Dirigente CREA Ingegneria e Trasformazioni agroalimentari, Gianpiero Calzolari - Presidente Granarolo, Carlo Ricci - Consulente GAL Maiella Verde, prof. Margherita Scoppola - Presidente dell’European Association of Agricultural Economics (EAAE) e Francesca Giarè - CREA Politiche e Bio-economia.

martedì 8 ottobre 2019

Copagri: “Agricoltura in festa”, grande successo nelle Marche per l’edizione 2019 dell’iniziativa nazionale

MACERATA - Si è chiusa con un grande successo di pubblico l’ottava edizione della festa nazionale della Copagri “Agricoltura in Festa”, svoltasi questo fine settimana nella splendida cornice della riserva naturale dell’Abbadia di Fiastra, situata tra i comuni di Tolentino e Urbisaglia, nel maceratese. Migliaia di visitatori hanno affollato gli spazi dell’undicesima edizione della “Mostra mercato dei prodotti agricoli e artigianali del territorio”, partecipando con interesse ai convegni e ai laboratori del gusto, artigianali e sensoriali, organizzati nella due giorni marchigiana, che ha riservato ampio spazio ai produttori agricoli colpiti dal tragico sisma del 2016. Tutte le foto dell’iniziativa sono consultabili su https://bit.ly/2Veb6DO.

Di particolare rilevanza è stato il convegno inaugurale sull’etichettatura dei prodotti agroalimentari, durante il quale il sottosegretario alle Politiche agricole Giuseppe L’Abbate ha assicurato il proprio impegno a lavorare sul versante della redditività, intervenendo per favorire l’aggregazione e la competitività, per contrastare le contraffazioni e per semplificare gli oneri burocratici e amministrativi che gravano sul settore. Grande interesse hanno poi suscitato gli approfondimenti tecnici dedicati all’agricoltura di precisione e ai prodotti fitosanitari, e in particolare il convegno sulle piante officinali, che ha visto alternarsi sul palco dei relatori numerosi e qualificati rappresentanti del mondo istituzionale, accademico e produttivo.

“Abbiamo scelto nuovamente le Marche per l’edizione 2019 della nostra festa per contribuire a tenere alta l’attenzione delle istituzioni e dell’opinione pubblica sulle numerose problematiche che ancora oggi si trovano a dover affrontare le aziende agricole colpite dal tragico sisma del 2016”, sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, ricordando le tante difficoltà quotidiane con le quali sono costretti a confrontarsi i produttori agricoli, a partire dall’atavica questione della scarsa redditività.

“Siamo particolarmente soddisfatti per l’andamento dell’iniziativa, che nonostante il maltempo che ha caratterizzato la prima parte ha richiamato un gran numero di produttori, consumatori e curiosi; gli incontri con i rappresentanti del Governo, del Parlamento e della Regione Marche che hanno partecipato alla festa, inoltre, hanno permesso a noi e ai nostri produttori di confrontarsi direttamente con la politica, rappresentando direttamente alcune delle tante avversità che vivono ogni giorno”, afferma il presidente della Copagri Marche Giovanni Bernardini.

lunedì 7 ottobre 2019

Camminata tra gli olivi nelle terre della Basilicata

POTENZA - La storia di un borgo e quella di un frantoio, il paesaggio millenario degli oliveti e il lavoro quotidiano di un’azienda. E intorno arte, cultura, tradizioni, costumi delle terre della Basilicata. È il mondo genuino e vero che l’Associazione Nazionale Città dell’olio ci fa scoprire con la terza edizione della Camminata tra gli olivi. L’appuntamento è fissato per domenica 27 ottobre fra colline, sentieri, terrazze e borghi di fascino. Tutta l’Italia sarà in cammino per scoprire nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate nell’Italia dell’olio extravergine e anche per festeggiare i 25 anni delle Città dell’olio. E quasi a celebrare l’importante anniversario dell’associazione la Camminata tra gli olivi quest’anno ha ottenuto un prestigioso riconoscimento dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia: il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa.

“Un evento che funziona e sorprende perché coinvolge famiglie, appassionati della buona tavola italiana e turisti alla ricerca di quel viaggio d’esperienza che offra un coinvolgimento diretto nelle attività, che siano trekking o cicloturismo o tour gastronomici”, spiega Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio.

Ferrandina e Rotondella (Matera), Misanello e Rapolla (Potenza) hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti con il fascino di una produzione indissolubilmente legata a dimore storiche, luoghi d’arte, frantoi e produzioni doc.

GLI ITINERARI - La grazia intatta delle coltivazioni di olivo e il paesaggio collinare punteggiato dal verde degli alberi e dal grigio delle colline rocciose sono lo scenario dei 4 itinerari che in Basilicata si possono scegliere per la Camminata. Immancabile l’omaggio al Patriarca, il maestoso olivo maiatica di Ferrandina che conta oltre mille anni. È considerato l’olivo più vecchio della Basilicata e con i suoi 8 metri di circonferenza anche uno dei più grandi, testimonianza viva di una tradizione tenace e immortale.

Le regioni italiane che hanno aderito al grande evento 2019 sono 17, dalla Lombardia alla Sardegna. In tutta Italia 119 città hanno raccolto l’invito dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio e allestito la passeggiata 2019 (dai 2 ai 5 chilometri).

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

giovedì 3 ottobre 2019

Copagri: Dazi, Italia rischia di essere paese più colpito, nonostante non abbia beneficiato di aiuti airbus


POTENZA - “L’Italia rischia concretamente di essere il paese più colpito dai dazi autorizzati dal WTO, che ha dato il suo benestare a imporre tariffe aggiuntive per 7,5 miliardi di dollari, attraverso un aumento dell’aliquota pari al 25%, sull’export negli USA di una lunghissima lista di prodotti europei, che comprende tante produzioni di eccellenza del nostro Paese che contribuiscono significativamente a dare lustro al nostro agroalimentare all’estero, quali numerosi formaggi, salumi e la frutta, solo per citarne alcune; la situazione appare ancora più grave se si pensa che questi dazi nascono come compensazione per gli aiuti concessi al consorzio aeronautico airbus, del quale l’Italia non fa parte, al contrario di Francia, Germania, Spagna e Gran Bretagna”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo la decisione della World Trade Organization, tristemente preannunciata dal Sottosegretario USA Mike Pompeo durante la sua visita in Italia.

“Chiediamo pertanto alla rappresentanza diplomatica del nostro Paese di fare chiarezza in sede comunitaria, partendo dal presupposto che sono stati solo quattro i paesi europei ad aver beneficiati degli aiuti, mentre ora a pagarne il conto saranno tutti, con alcuni come il nostro in maniera particolarmente salata”, aggiunge il presidente.

“Voglio sottolineare per l’ennesima volta che gli embarghi, così come le guerre e le tensioni commerciali, sono estremamente pericolosi e danneggiano tutti; in questo tipo di contese, infatti, non ci sono né vincitori né vinti, poiché si perde tutti”, ricorda Verrascina, evidenziando che l’export agroalimentare del nostro Paese verso gli USA vale oltre 4,2 miliardi di euro e rischia di pagare uno scotto che potrebbe raggiungere i 2 miliardi di dollari.

“Condividiamo, pertanto, l’impostazione indicata dalla Commissaria UE al commercio uscente Cecilia Malmstrom, secondo cui l’imposizione reciproca di contromisure danneggerebbe solo imprese e cittadini, e auspichiamo per tali ragioni che questa venga seguita anche dal suo successore Phil Hogan”, continua il presidente, chiedendo al Governo italiano di continuare a lavorare per l’apertura di nuovi sbocchi commerciali e di affrontare la questione già durante la prossima riunione dei capi di stato prevista per metà ottobre.

giovedì 19 settembre 2019

Olivicoltura pugliese, Copagri: "Accelerare per far arrivare sul territorio i fondi stanziati"

POTENZA - “È prioritario continuare a lavorare per far sì che le risorse stanziate dal Governo per far fronte all’emergenza causata dalla Xylella fastidiosa arrivino al più presto sul territorio e vadano a compensare le ingenti perdite in termini di mancato reddito per i tantissimi produttori colpiti; tali fondi vanno inoltre indirizzati in maniera prioritaria alle attività legate all’espiante e al reimpianto, che interessano oltre 10 milioni di alberi”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina intervenendo alla riunione programmatica sul Piano straordinario per la rigenerazione olivicola della Puglia, svoltasi oggi al Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali alla presenza del ministro Teresa Bellanova e del sottosegretario Giuseppe L’Abbate.

“Parallelamente, come giustamente evidenziato dal Ministro durante la riunione, è fondamentale puntare con sempre maggiore determinazione sulle possibilità offerte dalla ricerca e dell’innovazione, mettendo da parte le polemiche e facendo squadra nell’interesse del comparto olivicolo pugliese, messo letteralmente in ginocchio dalla Xylella fastidiosa, che unitamente ad altre fitopatie, alle conseguenze dei cambiamenti climatici e a prezzi di mercato che non consentono neanche di coprire i costi di produzione, ha messo a dura prova la tenuta di un comparto fiore all’occhiello dell’agroalimentare regionale e nazionale”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Ricordo, infatti, che quello olivicolo è un settore che conta oltre 350mila imprese e rappresenta il 13,59% del totale delle aziende agricole italiane, per un valore della produzione di circa 4 miliardi di euro l’anno; bisogna quindi accelerare con gli investimenti per la rigenerazione del patrimonio olivicolo della Puglia, tenendo sempre bene a mente che più passa il tempo e maggiore è il numero di imprese che esce dal mercato”, ha concluso Verrascina.

mercoledì 11 settembre 2019

Copagri: Nomine Ue, "buon lavoro al Commissario all’agricoltura Janusz Wojciechowski"


POTENZA - “Inviamo i nostri migliori auguri di buon lavoro al nuovo Commissario europeo all’Agricoltura Janusz Wojciechowski, che siamo sicuri saprà mettere a frutto il grande lavoro portato avanti in sede di Parlamento Europeo e nella Corte dei Conti dell’UE, puntando con decisione sull’innovazione e sulla ricerca, con il fine ultimo di sostenere le imprese agricole, favorire il ricambio generazionale e contribuire in maniera decisa alla difesa del reddito degli agricoltori dell’Unione Europea; è a lui, infatti, che spetterà il delicato compito di gestire la riforma della PAC e la partita delle ricadute agroalimentari della Brexit”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo che la Presidente eletta della Commissione Europea Ursula Von der Leyen ha reso noto l’elenco dei componenti della nuova squadra designata a guidare l’esecutivo comunitario, che dovrà ora ottenere la fiducia del Parlamento Europeo, prima di essere formalmente nominata dal Consiglio UE.

“Siamo inoltre certi che Wojciechowski sarà egregiamente coadiuvato nel suo lavoro dal nuovo Commissario europeo al Commercio Phil Hogan, che porterà con sé la grande esperienza maturata nella passata legislatura, durante la quale si è occupato del portafoglio agricolo, approfondendo, fra l’altro, numerosi dossier riguardanti i trattati commerciali internazionali”, aggiunge il presidente della Copagri.

“Vogliamo inviare un particolare augurio al nuovo Commissario europeo agli Affari economici e monetari Paolo Gentiloni, la cui nomina rappresenta senza dubbio un motivo di grande vanto per il nostro Paese, che si trova per la prima volta nella sua storia a gestire il portafoglio economico”, conclude Verrascina.

lunedì 2 settembre 2019

Osservatorio Cibi e Territori: "L'Unione Coltivatori al Parco della Grancia, percorsi, incontri, seminari"

POTENZA - Secondo i primi risultati di un’indagine sui consumi degli italiani che verrà presentata nel corso dell’evento in Basilicata, due responsabili d’acquisto su dieci sono attenti ai richiami territoriali sui packaging, espressi sotto forma di immagini paesaggistiche, abiti e attrezzi della tradizione italiana: sono richiami che hanno un forte potere evocativo, molto più profondo del generico Made in Italy, proprio perché connesso alla memoria profonda di un Paese, come l’Italia, a vocazione contadina.

Cosi' si presenta la manifestazione per la presentazione dell' ''Osservatorio Cibi, Produzioni e Territori'', il prossimo 7 settembre che ha come tema il cibo e i territori. Esperti di ambiente e territorio, sociologi, ricercatori e agricoltori “riscoprono” il valore dell’identità territoriale tra i “briganti” del Parco Nazionale della Grancia, il più grande Parco Storico Rurale e Ambientale d’Italia, che si estende su una superficie di 50 ettari alle spalle di Brindisi Montagna, borgo storico della Basilicata.

Organizzato dall' Unione Coltivatori Italiani (Uci) con l'Eurispes e l'Universita' Mercatorum, si svolgera' sabato 7 settembre dalle ore 10 presso il Castello Fittipaldi-Antinori a Brindisi Montagna, in provincia di Potenza, la giornata di seminari, incontri e percorsi gastronomici iniziando con un seminario dedicato alla ''Identita' territoriale, agricoltura e mercati. Seguiranno laboratori, spettacoli, percorsi ludici ed enogastronomici per conoscere il Parco storico e rurale della Grancia il tutto nell' ambito del festival che nei mesi estivi richiama l'attenzione di migliaia di persone.

Ci sara' spazio, alla fine della giornata, per uno spettacolo teatrale popolare con ''La storia bandita'', un affresco storico che ripropone in chiave epica il periodo delle insorgenze e del Brigantaggio post-unitario nel Sud Italia.

Mario Serpillo, Presidente UCI e componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio sottolinea come «Parlare di territorio oggi è riduttivo. Noi volgiamo il nostro sguardo su qualcosa di più ampio, di metafisico. Territorio, produzioni, cultura e persone sono aspetti diversi di un medesimo concetto, l’identità. Che è fenomeno complesso, costituito su vari livelli, che parte da lontano nel tempo. Siamo qui per ricordarlo e celebrarlo, consapevoli del fatto che può essere proprio questa la nostra forza, il nostro tratto distintivo. Noi vogliamo ricordare per innovare, sviluppare e celebrare. Credo che il compito dell’Osservatorio debba essere questo».

Sono previsti i saluti di Vito Bardi, Presidente della Regione Basilicata; Francesco Fanelli, Assessore all’Agricoltura della Regione Basilicata; Gerardo Larocca, Sindaco di Brindisi Montagna; Gian Maria Fara, Presidente dell’Eurispes mentre gli interventi sono di Nicola Manfredelli, Presidente del Parco della Grancia e Presidente regionale Uci Basilicata; Giovanni Cannata, Presidente dell’Osservatorio e Magnifico Rettore dell’Universitas Mercatorum; Alberto Mattiacci, Direttore dell’Osservatorio e Presidente del Comitato Scientifico dell’Eurispes; Ettore Bove, Professore Ordinario di Economia e Politica Agroalimentare presso l’Università della Basilicata; Pino Aprile, giornalista e scrittore. Conclude: Mario Serpillo, Presidente Uci Nazionale e Componente del Comitato Scientifico dell’Osservatorio.

sabato 31 agosto 2019

Agrinsieme Basilicata: Petrolio, coinvolgere le organizzazioni agricole negli incontri con le compagnie


“In relazione all’incontro svoltosi nei giorni scorsi tra il Presidente della Regione Vito Bardi, gli assessori all’Ambiente Gianni Rosa e alle Attività produttive Francesco Cupparo e i vertici di una nota compagnia petrolifera, durante il quale è stata paventata la possibilità di investire in attività alternative al petrolio in settori sostenibili, evidenziamo con fermezza che tutte le questioni ambientali trattate in tale sede vanno a incidere trasversalmente sul comparto primario; vale la pena di ricordare, infatti, che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri così come nella Valle del Sauro. In ragione di ciò, non si può prescindere dal fare un serio ragionamento sulle ricadute, innegabili e inevitabili, sul settore agricolo e sulle produzioni agroalimentari delle suddette scelte e degli investimenti che ne faranno seguito”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“In ragione di quanto esposto, chiediamo che nel corso dei prossimi incontri, a partire da quello che si terrà la prossima settimana, vengano coinvolti anche i rappresentanti delle organizzazioni di categoria agricole, così come il Vicepresidente e assessore alle Politiche agricole e Forestali Francesco Fanelli; visto, infatti, il concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, rimarca Agrinsieme Basilicata.

martedì 30 luglio 2019

Copagri: Piano per il sud, "Il primario può essere il volano della ripresa economica e del rilancio del meridione"


ROMA - “Il rilancio del Meridione, attraverso uno specifico Piano concordato con le parti sociali, è una necessità sempre più improcrastinabile, dettata dai segnali di forte crisi che vengono dal Sud del Paese. Ben venga, quindi, l’inserimento nella prossima manovra economica di un organico ‘Piano per il Sud’ che vada a intervenire sulle tante criticità che insistono sul Mezzogiorno, quali l’alto tasso di disoccupazione, con il dato record di quella giovanile, il crollo del PIL pro capite, il forte deficit infrastrutturale, sia con riferimento alle reti fisiche che a quelle digitali, il calo dell’export e la frenata fatta registrare dalla crescita del numero delle imprese”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, intervenendo al tavolo di confronto con le parti sociali sul Piano per il Sud, svoltosi a Palazzo Chigi alla presenza del Presidente del Consiglio Giuseppe Conte.

“Quello che a nostro avviso bisogna fare a livello politico, inoltre, è continuare a lavorare per andare a rovesciare il triste paradigma comune che vede il Sud del Paese come un peso e andare invece nella direzione di considerare il nostro Mezzogiorno come una risorsa ineguagliabile, in termini ad esempio di turismo, ma anche e soprattutto in ragione delle numerose eccellenze agroalimentari che esso esprime e che sono un vero e proprio vanto del Made in Italy nel Paese, in Europa e nel mondo”, ha aggiunto Verrascina.

“In tal senso, possiamo e dobbiamo considerare il grande ruolo giocato dal primario del Meridione, che se adeguatamente supportato può rappresentare il vero volano di una sicura ripresa economica, nonché un elemento di coesione sociale, fondamentale per la tenuta dei territori, e in modo particolare di quelli svantaggiati”, ha continuato il presidente della Copagri.

“Un ‘Piano per il Sud’ non può quindi prescindere da misure che favoriscano l’accesso al credito delle aziende agricole e il supporto all’internazionalizzazione, così come da interventi per la semplificazione e per la sburocratizzazione; analoga attenzione andrà destinata al ricambio generazionale e alla gestione delle risorse idriche”, conclude Verrascina.

mercoledì 24 luglio 2019

Leggieri (M5S) sull'accordo Eni-Coldiretti


POTENZA - Il memorandum sull’agricoltura siglato da Eni e Coldiretti è un vero e proprio paradosso, il supporto da parte di Eni del marchio lanciato all’inizio del 2019 da Coldiretti e che si chiama “Io sono lucano”, più che rilanciare l’agricoltura lucana, potrebbe definitivamente affossarla.

Con la franchezza di chi può parlare liberamente perché non deve chinare la testa dinanzi a nessun padrone o amico, posso affermare che la presenza di Eni in questa nostra meravigliosa terra ha assunto i caratteri di una colonizzazione, un’invasione barbarica che ha portato solo povertà ed emigrazione. A fronte di un prezzo altissimo pagato dalla Regione in termini di salute pubblica e devastazione del territorio, i vantaggi economici sono stati veramente pochi e limitati a poche persone. Certo, qualcuno ha avuto grossi vantaggi, ma questo qualcuno è la stessa Eni e qualche politico lucano che deve le sue fortune proprio all’amicizia con certe lobbies.

Eni in Basilicata paga royalties ridicole, le più basse al mondo e che ha tutta la convenienza a restare a queste condizioni nella nostra terra. È un dato questo che va ricordato, anche se non è l’aspetto economico della vicenda a interessarmi di più. Per onore di verità, però, non si può nascondere ai cittadini lucani che i benefici della occupazione del nostro territorio sono tutti per Eni e che nessuno degli accordi siglati ormai 20 anni or sono è stato rispettato dalla compagnia del cane a sei zampe. Nessuno di noi ha l’anello al naso e nessuno di noi è ancora disposto a farsi prendere in giro. Come non siamo disposti più a credere alla favola che ci vuole raccontare l’amministratore delegato di Eni quando afferma che le sue priorità sono ambiente e salute, agricoltura sostenibile. Da quando sono iniziate le attività estrattive in Val d’Agri le aziende agricole della zona si sono dimezzate. Questo semplice dato serve a rendere l’idea dell’impatto devastante che Eni e le altre multinazionali del petrolio hanno avuto. A fronte di questo calo impressionante delle attività agricole della Val D’Agri, il ritorno occupazionale determinato dall’industria del petrolio per la nostra Regione è stato molto misero.

Unico interesse di Eni è il profitto e questo viene prima di tutto. Prima della salute dei cittadini, prima del rispetto dell’ambiente, dell’agricoltura, prima persino del rispetto delle regole, come le vicende giudiziarie locali stanno ampiamente dimostrando. Il 23 aprile 2019 il dott. Francesco Curcio, Procuratore della Repubblica di Potenza, ha comunicato la chiusura delle indagini a carico di tredici persone (tra cui 5 membri, pubblici ufficiali, facenti parte del CTR, Comitato Tecnico Regionale) e di una persona giuridica, l’ENI S.p.A, per i reati di disastro ambientale, abuso d’ufficio, falso ideologico commesso dal pubblico ufficiale. Le notizie ufficiali e i dati a disposizioni (alcuni già confermati dalla stessa ENI S.p.A.) ci dicono che in 16 anni sono stati contaminati e compromessi 26 mila metri quadri su un’area di 180 mila intorno al COVA (Centro Oli Val d’Agri); secondo la Magistratura sono state smaltite irregolarmente oltre 854 mila tonnellate di sostanze altamente inquinanti e pericolose.

Come già ribadito in un’interrogazione dal mio collega Gianni Perrino ritengo fondamentale conoscere quali azioni sono state messe in campo dalla Regione Basilicata per attuare quanto previsto dalla delibera 62/2019 che autorizza l’ufficio legale regionale a intraprendere ogni azione utile per ottenere un risarcimento dei danni da parte di ENI e congiuntamente a costituirsi in giudizio nei procedimenti a carico dell’azienda.

Bardi e la sua maggioranza a trazione leghista mettano al primo posto la salute, l’ambiente e il futuro davvero sostenibile della nostra meravigliosa regione e dei suoi cittadini di fronte alle pressioni e alle richieste che arrivano dalla multinazionali del petrolio, ENI in primis. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

mercoledì 17 luglio 2019

Cillis (M5s): "La Commissione Agricoltura della Camera in Basilicata"


POTENZA - La Commissione Agricoltura della Camera ha visitato in Basilicata alcune eccellenze vitivinicole del Vulture: Cantine del Notaio, Cantina di Venosa e Terre degli Svevi per poi ascoltare i rappresentanti dell'Enoteca Regionale Lucana e dei Consorzi Aglianico del Vulture e Vini Matera DOC

L'incontro è stato organizzato, sia perché per il mondo della produzione vitivinicola questo è un'anno cruciale (confronto sulle regole nazionali e comunitarie, riforma dell'O.C.M. vitivinicola, revisione degli accordi in ambito dell'organizzazione mondiale del commercio) e sia perché dopo un periodo di spinta alla realizzazione di nuovi impianti di vigneti - anni in cui la vite sembrava la coltura che poteva dare un reddito certo agli agricoltori delle nostre aree interne - il mercato invece ha subìto un rallentamento che, negli operatori, genera sconforto e incertezza per il futuro.

Al Presidente Gallinella ed ai componenti della Commissione Agricoltura della Camera, è stato consegnato dal dr. Paolo Montrone un documento corposo in cui gli operatori del settore, oltre a rappresentare la situazione del comparto vitivinicolo lucano e ad esporre i problemi del settore e la progressiva flessione dei consumi (stimata all'interno dei confini UE in circa 750 mila ettolitri anno), hanno anche proposto “misure” che in Commissione Agricoltura approfondiremo con la doverosa attenzione, per poi re-incontrarci e continuare il tavolo di confronto al fine di dare concrete soluzioni agli operatori di questo settore trainante per l'economia e l'immagine della Basilicata e del nostro Paese, che danno occupazione e che anche nel nostro territorio dovranno continuare a credere nel fare impresa

Ringrazio il Presidente della Commissione Agricoltura della Camera Filippo Gallinella e i colleghi Chiara Gagnarli e Pasquale Maglione per essere venuti in Basilicata ed anche il senatore Lomuti e il consigliere regionale Leggieri presenti alle visite e al tavolo di confronto. Così Luciano CILLIS (M5S) Portavoce alla Camera, componente della XIII Commissione (Agricoltura).

giovedì 11 luglio 2019

Copagri Puglia sui danni della grandinata

BARI - “Nella giornata di ieri una violenta e intensa grandinata si è abbattuta sulla Puglia, colpendo pesantemente tutto il versante adriatico della Regione; chicchi di grandine grandi come palline da golf hanno compromesso quasi irrimediabilmente le coltivazioni di angurie e meloni, prossime alla raccolta, e non hanno ovviamente risparmiato i frutteti, per i quali si segnalano notevoli danni”. Lo rende noto il presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista, che ha raccolto le segnalazioni di alcuni associati.

“Parliamo di due colture che erano state tra le poche a salvarsi dai gravi danni già causati dalle perturbazioni che hanno imperversato tra maggio e giugno sulla Puglia, che sono andati ad aggiungersi a quelli legati a una lunga serie di problematiche che da tempo insistono sul primario regionale”, osserva il presidente, spiegando che la grandinata ha colpito, in particolare, tutta la zona che va da Polignano a Brindisi Sud.

“A maggio e giungo - ricorda Battista - ad essere state seriamente colpite erano state le aree del tarantino e del barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; le forti piogge e le conseguenti alluvioni avevano danneggiato, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stavano per arrivare sui mercati”.

“Ci siamo immediatamente attivati per raccogliere le segnalazioni dei nostri associati, così da poter avanzare una prima stima delle perdite, che già sembrano essere ingenti, e poterle di conseguenza comunicarle alle istituzioni preposte, in modo da procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Puglia, esortando i comuni interessati e la Regione ad avviare con la massima urgenza una serie di sopralluoghi per verificare i danni.

mercoledì 10 luglio 2019

Approvata mozione per proteggere il grano e la pasta italiana

ROMA - Oggi la Camera ha approvato una mozione di cui sono primo firmatario e ne sono particolarmente orgoglioso perché il Governo si è impegnato ad imprimere un deciso segnale di svolta al settore cerealicolo e in particolare del frumento duro.

È il settore che produce un'eccellenza dell'agroalimentare italiano: la pasta.

È un settore che conosco, purtroppo in forte crisi ma grazie all'approvazione della mozione, il Governo è stato impegnato a porsi al fianco dell'intera filiera cerealicola e, per superare la crisi del settore cerealicolo (in particolare del grano duro), il Governo è stato impegnato ad attuare anche una serie di interventi, tra cui:

- intraprendere con urgenza ogni utile iniziativa volta a rimuovere le criticità che caratterizzano il comparto della cerealicoltura nazionale anche alla luce di dinamiche internazionali di mercato spesso sfavorevoli che, incidendo negativamente sui fattori di debolezza strutturale, peggiorano le condizioni economiche ed occupazionali delle aziende cerealicole;

- attivare gli interventi previsti dal Piano cerealicolo nazionale, nonché mettere a punto una sua revisione alla luce delle mutate condizioni di mercato, dotandolo di adeguate risorse finanziarie;

- sostenere e incentivare lo strumento dei contratti di filiera al fine di tutelare il reddito dei produttori e di promuovere una più equilibrata distribuzione della produzione sul territorio nazionale;

- rafforzare la tutela e la protezione delle produzioni nazionali di grano duro di qualità che costituiscono alcune delle più note eccellenze del made in Italy a livello globale;

- incentivare il ricorso alla contrattazione tra le imprese e la premialità delle produzioni sulla base della qualità ottenuta, anche attraverso l'istituzione di un Tavolo di lavoro composto da rappresentati del Ministero delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo e delle associazioni di categoria maggiormente rappresentative, al fine di individuare percorsi condivisi volti a favorire tutte quelle soluzioni idonee a migliorare l'equilibrio di mercato e la trasparenza nella rilevazione e formazione di prezzi;

- fronteggiare l'inadeguatezza del sistema produttivo nazionale del grano duro attraverso il sostegno alla ricerca scientifica finalizzata al miglioramento della qualità nella fase della coltivazione, nonché alla realizzazione di impianti idonei a consentire uno stoccaggio corretto e differenziato in funzione della qualità della materia prima;

- valutare la possibilità, in via sperimentale e per un ridotto margine di tempo, vista la situazione emergenziale determinatasi, di assumere iniziative di competenza volte a consentire la continuità operativa delle aziende cerealicole.

Le tematiche dell'agroalimentare sono un tassello fondamentale per la crescita economica del nostro Paese.

Ora però dobbiamo mettere insieme caratteristiche originali e prestazioni superiori (rispetto ai concorrenti), contenendo i costi di produzione e al tempo stesso minimizzando l'impatto del sistema produttivo sulla salute e sull'ambiente. Lo dobbiamo alle migliaia di aziende che fanno del grano e della pasta italiana la punta di diamante del nostro made in Italy.

martedì 9 luglio 2019

Copagri: "Mais, bene insediamento al Mipaaft del tavolo tecnico nazionale di settore"


ROMA - “Accogliamo con estremo favore l’odierno insediamento al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo del Tavolo tecnico nazionale del settore mais, presieduto dal Sottosegretario all’agricoltura Franco Manzato e comprendente rappresentanti delle Regioni, delle organizzazioni agricole e del mondo della ricerca”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’avvio al Dicastero dell’agricoltura dei lavori del Tavolo di filiera.

“Il mais è una materia prima strategica, un cereale di fondamentale importanza per l’agricoltura, la zootecnia e le produzioni agroalimentari di maggiore prestigio del nostro Paese; in ragione di ciò, dobbiamo e vogliamo contrastare il trend che ci ha portato ad avere bassi livelli di autoapprovvigionamento e per far questo vogliamo tenere la barra dritta sull’innovazione, e in particolare sulle opportunità offerte dalla genetica e dalla ricerca agronomica, prestando grande attenzione alla questione legata al reddito”, sottolinea il presidente.

“Quella maidicola, infatti, è la prima coltura nazionale sia in termini di produzione, con una media che si aggira intorno agli 8 milioni di tonnellate, che di rese, con circa 10 tonnellate ad ettaro, e ha un ruolo chiave in riferimento a numerose produzioni nazionali di eccellenza; basti pensare, ad esempio, alle numerose produzioni a Indicazione Geografica che sono strettamente connesse a tale comparto”, aggiunge Verrascina.

“Ci auguriamo ora che nell’ambito di tale Tavolo si arrivi a concordare in tempi celeri un Piano di settore che possa contribuire a concertare, concordare e indirizzare al meglio le strategie per il sostegno e per il rilancio della filiera maidicola, interessata da un brusco calo delle superfici coltivate e da una conseguente riduzione della produzione che vanno necessariamente invertiti nell’interesse dei produttori agricoli del nostro Paese”, conclude il presidente della Copagri.