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domenica 6 ottobre 2019

Il 6 ottobre Matera premia Enzo Sisti al 'Verga Film Fest'

MATERA - Domenica 6 ottobre, l’ Ex Ospedale San Rocco di Matera sarà il palcoscenico della III° Edizione del Verga Film Fest, un evento cinematografico parte del Festival Verghiano Tour, un progetto di connessione tra Basilicata, Puglia e Sicilia con al centro Matera supportato dalla Soprintendenza Basilicata.

La Manifestazione avrà luogo a partire dalle 18 con un laboratorio attoriale nel quale verranno affrontate le poetiche del vero in riferimento allo stile del celebre autore Giovanni Verga e a quelle che sono le messe in scena condotto dal regista Lorenzo Muscoso e le attrici Stefania Carulli e Maria Dibattista, seguirà un approfondimento sul doppiaggio a cura di Claudio Popolizio e uno sul rapporto della lirica con il cinema e teatro condotto dai Cantanti d’Opera Vito Difonzo e Eldar Akhmedov con il chiaro riferimento alla Cavalleria Rusticana di Franco Zeffirelli.

Dalle 20, si darà via alla rassegna dei cortometraggi finalisti al concorso che saranno giudicati da una Giuria di qualità composta dal Music Composer Damiano Fragasso, la Stilista Paola Buttiglione, l’Attrice Stefania Carulli, dal Cantate Vito Difonzo. Alle 21 verrà consegnato a Enzo Sisti, Produttore Esecutivo Hollywoodiano impegnato nell’ultimo film di James Bond, il premio alla carriera per questa Edizione realizzato dal Pittore Domenico dell’Osso. Interverranno personalità dello spettacolo e Istituzioni tra cui l’Assessore Nicola Trombetta.

venerdì 4 ottobre 2019

Teatrolab, al via anno accademico


MATERA - Al via le attività formative di Teatrolab. Corsi di recitazione in ben cinque centri lucani

L'anno accademico di Teatrolab è ormai alle porte. Iscriversi è ancora possibile facendo riferimento ai diversi Comuni lucani nei quali sono operative le sedi della scuola di arte scenica del Circus, ideata e diretta da Daniele Onorati.

Ben quattro le opzioni a disposizione degli studenti ed aspiranti attori: "Lab Adulti", rivolto ad allievi con un'età minima di 14 anni, senza limiti massimi di età ed incentrato sulle discipline di recitazione, dizione e movimento scenico; "Lab Bambini", per allievi di età compresa tra gli 8 e i 13 anni, con l'obiettivo di far conoscere i principi fondamentali della recitazione; "Class Academy", esperienza artistica intensa, rivolta a coloro che hanno acquisito meriti nel contesto del laboratorio, con approfondimenti specifici delle discipline teatrali, attraverso una vera e propria full immersion; "Percorso Individuale", corso di recitazione e dizione personalizzato sotto la costante guida dell'insegnante.

I corsi di Teatrolab sono attiviti in ben cinque centri lucani: a Bernalda presso Asd Newsportime, a Marconia presso Cineparco Tilt, a Matera presso Palestra Dan Tien, a Pisticci presso Spazio Teatrolab ed a Policoro presso Asd King's Dance Club. Per conoscere il calendario dei corsi e per approfondire i contenuti del progetto formativo è possibile far riferimento al sito web www.teatrolab.it.

Obiettivo della scuola è quello di fornire agli iscritti un percorso di formazione completo che permetta di sviluppare la creatività individuale e di gruppo attraverso la pratica e la conoscenza dell’arte scenica nelle sue varie discipline. I laboratori, inoltre, si concluderanno, come nei passati anni accademici, con una esperienza artistica sul campo che consentirà di mettere a frutto gli elementi didattici appresi nel corso delle 100 ore di studio e cimentarsi così con l'esperienza del teatro fino alla dimensione compiuta della messa in scena.

L'offerta formativa di Teatrolab, anche grazie all'esperienza accumulata in questi anni, risulta molto ampia ed abbraccia gli aspetti della recitazione, dizione, movimento scenico, fonetica, tecniche di finzione e interpretazione, analisi del testo, studio del personaggio.

Ad arricchire il percorso di studi, inoltre, anche seminari ed esperienze dirette previsti durante l'anno accademico.

Con Teatrolab, oggi vero e proprio Laboratorio Permanente di Arte Scenica in Basilicata, è possibile gettare le basi per una successiva esperienza presso istituti nazionali e accademie di alta formazione oppure vivere semplicemente l'esperienza di un'arte affascinante mettendosi in discussione sia in termini individuali che nell'ambito delle dinamiche di gruppo, attraverso percorsi creativi originali e stimolanti.

Per prenotare un colloquio è possibile contattare la segreteria organizzativa ai numeri 349.70.83.830 e 333.72.49.092.

Matera2019: completato il cast del nuovo Vangelo di Milo Rau

(credits: Armin Smailovic)

MATERA - Il sindaco di Matera, Raffaello De Ruggieri interpreterà il ruolo di Simone di Cirene; l’attore rivelazione del cinema italiano Marcello Fonte assumerà il ruolo di Ponzio Pilato; e l'attrice rumena Maia Morgenstern sarà Maria come nella “Passione” di Mel Gibson, mentre il sacerdote eritreo Mussie Zerai impegnato in attività di salvataggio dei migranti nel Mar Mediterraneo sarà presente nel ruolo di Giuseppe d'Arimatea. Sono solo alcuni componenti del cast del film di Milo Rau che continuerà ad essere girato a Matera il 5 e il 6 ottobre nelle ultime due performance pubbliche del progetto Il Nuovo Vangelo parte del progetto Topoi. Teatro e Nuovi Miti co-prodotto da Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Fondazione Matera Basilicata 2019. Per interpretare Giovanni Battista, il regista svizzero ha richiamato l’attore spagnolo Enrique Irazoqui, conosciuto per essere stato Gesù nel lavoro di Pier Paolo Pasolini (non presente in questi giorni a Matera).

Il progetto, che unisce teatro, cinema e una campagna politica, arriva adesso alla fase cruciale della sua realizzazione con la seconda grande ripresa in pubblico: Gesù è condannato dalle autorità religiose, quindi consegnato al potere mondano. Gesù, che rifiuta di cambiare le sue convinzioni, viene infine torturato e condotto attraverso la città fino alla croce. Il suo arresto e la sua condanna saranno filmati in Piazza San Pietro Caveoso (sabato 5 ottobre, dalle 10:00) mentre la crocifissione sarà filmata nel Parco della Murgia (6 ottobre, dalle ore 15:00), prima dell’atto finale previsto per il 10 ottobre al Teatro Argentina di Roma.

Le scene della Passione nel progetto di Rau sono dominate da un realismo politico: la sofferenza di Gesù sarà spinta all'estremo. Le accuse da parte di Ponzio Pilato e dei sacerdoti del tempio sono tratte solo parzialmente dalla Bibbia e si riferiscono invece chiaramente alla situazione disumana dei profughi. Così le reazioni degli spettatori (i turisti, la “borghesia europea”) diventano tema stesso di discussione.

Qui di seguito il programma. In allegato un’intervista a Ariane Bieou (Fondazione Matera Basilicata 2019), Francesca Lisbona (Consorzio Teatri uniti Basilicata) e al regista Milo Rau in cui si spiega il progetto dal punto di vista culturale, artistico e sociale. L’intervista è libera da diritti e può essere utilizzata in qualunque modo.

Tòpoi. Teatro e Nuovi Miti

Condanna e Passione di Cristo

Sabato 5 ottobre 2019

Dalle 10 alle alle 12.00, piazza S. Pietro Caveoso (MT), ingresso gratuito fino a esaurimento posti per assistere alle riprese

dalle 12.00 alle 13.00 partecipazione al set durante il discorso di Ponzio Pilato per scegliere tra Gesù e Barabba

dalle 14.00 alle 18:00 Via Crucis (visibile al pubblico da lontano, senza partecipazione)

Crocifissione di Cristo

Domenica 6 ottobre 2019 dalle 15.00 alle 18.00 - Belvedere di Murgia Timone (contrada Murgia Timone, Matera)

performance pubblica e film shooting. Evento incluso nel Passaporto per Matera 2019, prenotazione necessaria su www.materaevents.it o in Infopoint

"Il Nuovo Vangelo" di Milo Rau, parte del progetto di Matera 2019, è una produzione interdisciplinare composta da una performance e un film. A "Il Nuovo Vangelo" si lega anche una campagna, "La Rivolta della Dignità".

La performance è una co-produzione di IIPM - International Institute of Political Murder con Fondazione Matera Basilicata 2019, Teatro di Roma e NTGent in collaborazione con Teatri Uniti di Basilicata, Fruitmarket e Langfilm con la partecipazione di ProLoco Ginosa, Universität für angewandte Kunst Wien

La campagna è organizzata da IIPM - International Institute of Political Murder con Associazione No Cap - Contro ogni forma di caporalato, Ghetto Out Casa Sankara, Spin Time Lab Roma, Osservatorio Migranti Basilicata, Agricola Leggera, Campo Libero, altragricoltura – Confederazione per la Sovranità Alimentare, UILA Taranto – Unione Italiana lavoratori agro alimentari con la partecipazione di European Alternatives, European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), Medico International, FUTURZWEI – Stiftung Zukunftsfähigkeit.

Il progetto cinematografico è una produzione di Fruitmarket e Langfilm in co-produzione con SRF SSR, ZDF in collaborazione con Arte, IIPM - International Institute of Political Murder, Fondazione Matera Basilicata 2019, Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Teatro di Roma

Con il supporto di Kulturstiftung des Bundes, European Cultural Foundation, Film- und Medienstiftung NRW, Office of Culture (FOC), Zürcher Filmstiftung, DFFF - Deutscher Filmförderfonds, Kanton St.Gallen Kulturförderung / Swisslos, BKM - Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, Volkart Stiftung, GEA – Waldviertler, Stadt Lausanne und Kanton Waadt, Fondo Etico di BCC Basilicata.

giovedì 3 ottobre 2019

La scrittrice Giannotte pubblica il libro 'La resilienza'

MILANO - La scrittrice e avvocatessa cagliaritana R. P. Giannotte presenta “La resilienza”, secondo volume del Ciclo del Parma Caffè, inaugurato con il suo romanzo d’esordio “La finestra al sole”. Nella sua ultima opera l’autrice racconta di vite spezzate in attesa di ricomporsi, sullo sfondo di una storia intrigante incentrata sulla finanza al femminile. Un romanzo che ha cuore e cervello nel parlare della capacità umana di accettare il proprio destino e di rialzarsi con coraggio, e nel proporre uno scenario originale, quello del mondo spietato e calcolatore del trading finanziario.

Nel secondo romanzo della scrittrice R. P. Giannotte La resilienza si fa la conoscenza di due personaggi molto lontani per esperienze di vita passata e presente, ma che nel corso dell’opera avranno modo di veder concordare le proprie identità. Pia Ludovica Bartoli è una trader milanese che lavora per una importante società di investimento, la Dolby’s; una donna realizzata, che ama scommettere e rischiare nel suo lavoro, molto meno invece nella sua vita privata. Diego Vascelli, nome d’arte Diego Vas, è un cantante molto famoso di Pop-Trap, proprietario di un locale e di una società di produzione musicale; un giovane spesso rabbioso, tormentato da un ingiusto passato. La vicenda è ambientata a Cagliari, città ben descritta dall’autrice, che tiene particolarmente a dipingere un ritratto veritiero della Sardegna contemporanea. È un romanzo narrato in terza persona, che accoglie però al suo interno delle parti in prima persona, in cui i due protagonisti raccontano il proprio passato, mostrando al lettore quanto ciò che accade nell’infanzia possa influenzare l’intero corso della vita. In quest’opera si parla di realizzazione personale, di amicizia vera, della famiglia che ci tocca e di quella che si sceglie, di compromessi e di ritorni al passato, spesso necessari per chiudere il cerchio della propria esistenza. Pia è una donna che sembra totalmente proiettata in avanti: un matrimonio imminente, il desiderio di un figlio, la lotta per una promozione meritata; Diego ha invece gli occhi rivolti sempre verso il passato, un passato che ha condizionato la sua vita e con il quale ha deciso di chiudere i conti. Tra Pia e Diego vi è l’anello di congiunzione di un personaggio che con la sua presenza/assenza ha influito sulle loro esistenze e sul loro destino; una figura che non appare direttamente nel romanzo se non nei ricordi dei protagonisti, ma non per questo ha meno peso sullo svolgimento della trama. Una trama interessante, che svela poco alla volta l’anima e i tormenti dei personaggi, e che non rinuncia a proporre anche una storia spietata legata al mondo della finanza, tecnicamente molto curata, che svela una realtà poco frequentata in narrativa, soprattutto trattando della figura della donna in questo ambiente ritenuto prettamente maschile. È di intrighi aziendali che si parla, di una serpe in seno che va scovata e neutralizzata, e di una missione in cui Pia dovrà imparare a seguire l’istinto per riconquistare un grosso cliente e smascherare la spia. Ma ancora più importante sarà la scoperta della donna di essere diversa e migliore dell’immagine erroneamente perfetta che si era creata nella testa, e in parallelo si assisterà alla presa di consapevolezza di Diego di essere andato avanti testardamente nonostante il suo cuore spezzato, di avercela fatta nonostante le sue mancanze. Perché è di questo che parla con profondità il romanzo, di resilienza, di coraggio di rialzarsi, di reagire ai traumi e di riprendersi la propria vita più forti di prima.

TRAMA. È una linea sottile quella che unisce Pia Ludovica Bartoli, trader in carriera di una multinazionale finanziaria con sede a Milano, e Diego Vascelli, in arte Diego Vas, cagliaritano, cantante Pop-Trap del momento. Le loro vite sono scivolate su strade che si sono sfiorate senza mai incrociarsi. Fino al giorno in cui Diego decide di affidare il proprio capitale alla società di Pia per un investimento che si rivelerà disastroso. Non solo per colpa di Pia, responsabile dell’operazione, ma anche perché all’interno della società qualcuno ha remato contro. Questo costringerà Pia a recarsi a Cagliari – dove Diego Vas ha programmato le riprese per il suo prossimo videoclip – per non perdere il cliente e scoprire chi tra i suoi colleghi ha tradito. Pia e Diego si incontreranno, si conosceranno e si metteranno a nudo. Scopriranno, insieme, che cosa voglia dire resilienza, l’adattamento necessario alle circostanze che la vita presenta.

Laureata col massimo dei voti in Giurisprudenza, attualmente lavora come avvocato amministrativista. “La finestra al sole” è il suo romanzo d’esordio, con cui inaugura il Ciclo del Parma Caffè, per il quale vince il Premio Nazionale Bonifacio VIII 2018 dell'Accademia Bonifaciana di Anagni, e il secondo posto nel Concorso Artistico Internazionale Amico Rom 2018 e nel Premio Letterario Catone2018. Con “La resilienza” riceve il 1° posto al Premio Internazionale Genesis - sezione aforismi per la frase nel retro di copertina: «Non nasciamo mica con le istruzioni per l'uso».

mercoledì 2 ottobre 2019

'Vivi Heraclea' con Rocco Papaleo per i 50 anni del Museo della Siritide

Cinque anni di Vivi Heraclea, cinquant’anni dalla nascita del Museo della Siritide. Sarà un’edizione davvero speciale quella di Vivi Heraclea 2019, in programma sabato 5 ottobre, alle ore 20. Una festa della cultura che, proprio per celebrare lo storico anniversario, ha scelto come suo palcoscenico sotto le stelle l’area antistante l’ingresso del Museo, prezioso scrigno di arte e di memoria, quest'anno crocevia di eventi culturali di grande interesse legati al 50° anniversario della sua nascita, inseriti nella cornice di Matera-Basilicata 2019.

A fare da filo conduttore al viaggio di Vivi Heraclea V, non a caso, sarà l’uomo e il tempo.

Ospite d’onore dell’evento sarà Rocco Papaleo, l’ambasciatore della lucanità per eccellenza. Con il suo “Basilicata coast to coast” ha fatto conoscere e apprezzare la nostra terra ben oltre i confini locali, facendo di un prodotto artistico uno straordinario strumento di marketing territoriale. L’attore e regista regalerà al pubblico di Vivi Heraclea letture di brani scelti dai classici greci e riflessioni in libertà sul suo essere uomo e artista di questo tempo.

Ad accendere la notte di Vivi Heraclea di suoni e magia saranno le note dell’Orchestra lirico sinfonica Fondazione musicale Biagio Abbate che, diretta dal maestro Leonardo Quadrini, eseguirà musiche tratte dalle più celebri colonne sonore del panorama cinematografico nazionale e internazionale. Nel corso della serata, presentata da Tonino Bernardelli, sarà assegnato il Riconoscimento Vivi Heraclea V “per aver saputo dare, attraverso il cinema, una ribalta internazionale alla costa jonica calabrese” a Gianvito Casadonte fondatore e direttore del Magna Graecia Film Festival, nonché sovrintendente del Teatro Politeama di Catanzaro e direttore artistico del Taormina Film Fest e del Premio Fondazione Mimmo Rotella.

Vivi Heraclea, inoltre, inserendosi nel percorso culturale tracciato dall’Amministrazione comunale di Policoro, sarà un’ulteriore tappa di avvicinamento al ritorno al delle Tavole Heraclea che, rinvenute nel 1732 nel territorio della città jonica, sono attualmente custodite nel prestigioso museo archeologico nazionale di Napoli. Una serata, insomma, ricca di ospiti e di emozioni, in perfetta sintonia con le finalità perseguite dall’associazione culturale “ I Colori dell’anima” che si propone di realizzare un' attività di fruizione integrata dei beni paesaggistico-culturali di Policoro.

“I luoghi dell'antica Magna Grecia dove sorge l'attuale città di Policoro- spiega la presidente dell’associazione Tiziana Fedele- danno origine a “Vivi Heraclea”. Un viaggio di conoscenza, volutamente offerto gratuitamente a tutti, basato sull' esplorazione dei luoghi, delle loro tradizioni e delle bellezze paesaggistiche attraverso una serata-evento che ne faccia cogliere la vera essenza. A questo si affianca una serie di percorsi tematici e visite guidate gratuite, alla scoperta di un territorio ricco di fascino e storia. Anche di questo parleremo nel corso di Vivi Heraclea 2019. Cinque anni di un happening, cresciuto negli anni, sono un tempo abbastanza lungo per tracciare un bilancio dei risultati raggiunti in termini di valore aggiunto donato al territorio, attraverso la costante opera di promozione e valorizzazione del patrimonio storico- artistico, e per definire nuove partnership per raggiungere nuovi e più ambiziosi obiettivi”.

L’evento, finanziato dalla Regione Basilicata (Patrimonio culturale intangibile), ideato dall’associazione I colori dell’anima, è organizzato con il Comune di Policoro e la fondamentale collaborazione del Polo museale di Basilicata, diretto da Marta Ragozzino, e della Soprintendenza Archeologia, Belle arti e Paesaggio della Basilicata, diretta dall'architetto Francesco Canestrini, a cui va il nostro ringraziamento.

“Senza dimenticare - aggiunge Tiziana Fedele- il proficuo apporto dell’Amministrazione comunale di Policoro, con in testa il sindaco Enrico Mascia e l’assessore Daniela Di Cosola e la consigliera Maria Teresa Prestera. Ma il ringraziamento più grande va alla Regione Basilicata, nelle persone degli assessori Rocco Leone e Franco Cupparo, per aver confermato il contributo alla V edizione di Vivi Heraclea, nonostante i tagli operati ai fondi per le manifestazioni culturali. Per noi un’attestazione concreta di operare nella giusta direzione per la promozione del territorio”.

A Potenza convegno internazionale "La città greco-romana: modelli possibili per lo sviluppo dei centri del mondo contemporaneo"

POTENZA - Dal 2 al 4 ottobre si svolgerà a Potenza (nell'aula magna dell'Unibas, in via N.Sauro, e nel Museo Archeologico nazionale "Dino Adamesteanu") il convegno internazionale "La città greco-romana: modelli possibili per lo sviluppo dei centri del mondo contemporaneo (Grecia e Roma: aspetti della vita sociale, politica e culturale)". Il convegno è promosso dal Dipartimento di scienze umane dell’Università della Basilicata, in collaborazione con i membri del progetto internazionale “Ancient Cities” e con il Distretto di Turismo Rurale “Le Terre di Aristeo”. Esso è parte del più ampio progetto internazionale ‘Ancient Cities’ che vede la collaborazione fra molte università di varie nazioni, con il coinvolgimento di un elevato numero di studiosi da tutto il mondo. Esso è dotato di una collana editoriale guidata da studiosi di molte nazioni, con un comitato scientifico internazionale che si fregia della presenza di nomi illustri.

L’idea alla base del progetto è rappresentata dalla constatazione che la civiltà greco-romana fu una realtà capace di durare centinaia di anni. Quel mondo fu portatore di importantissimi aspetti nell’ambito culturale, politico e sociale. Constatati i ben noti problemi in cui versano i borghi della Basilicata, si è pensato che l’esperienza del mondo antico possa offrire utili modelli per rivitalizzazione dei suddetti borghi. Le città del mondo antico, dalle dimensioni medie di un attuale borgo della Basilicata, erano infatti centri vitali, con un alto livello di socializzazione. I contatti erano a livello "face to face", il che garantiva l’esistenza di aspetti altamente democratici nella discussione politica e nell’acquisizione di conoscenze. Le competizioni atletiche, poetiche, di danza, di drammaturgia accomunavano gli abitanti delle città in delle autentiche reti culturali. La connessione fra i vari centri portava così a continui contatti e all’acquisizione di nuove conoscenze.

Il progetto, dunque, grazie al connubio tra l’istituzione universitaria e il Distretto, si pone non solo quale fucina e veicolo di nuove acquisizioni scientifiche, ma anche come propulsore, tramite l’organizzazione di convegni, eventi culturali, percorsi formativi, dello sviluppo dei centri lucani. Il convegno sarà incentrato in particolare su aspetti della vita sociale, politica e culturale (sistema educativo, associazioni di mestieri, lotta politica, organizzazione amministrativa) delle città dall’epoca classica a quella tardoantica. Nei giorni del congresso si discuteranno così temi fondamentali relativi alla cultura, alla politica e agli aspetti sociali di quel mondo che solo a uno sguardo superficiale possono apparire distanti dalla nostra realtà. Il 2 ottobre il convegno inizierà alle ore 15 nell'aula magna dell'Unibas, per poi proseguire il 3 ottobre (dalle ore 9.30 nella stessa sede, e dalle ore 15.30 nel Museo Archeologico nazionale) e il 4 ottobre (dalle ore 9.30 nell'aula magna dell'Unibas).

martedì 1 ottobre 2019

Teatri pubblici di Basilicara: a Matera le ultime due performance pubbliche del progetto Il Nuovo Vangelo

MATERA - 55 anni dopo Pasolini, il regista svizzero Milo Rau torna alle radici del Vangelo e mette in scena la Passione di un'intera civiltà. Nella scena pubblica del 28 settembre 12 apostoli, 140 migranti provenienti da San Severo - Borgo Mezzanone – e da Metaponto – La Felandina - e un centinaio di cittadini comuni hanno seguito il Gesù nero di Milo Rau nella sua Rivolta della dignità a Matera. Un totale di circa 400 persone ha preso parte alla scena artistico-politica realizzata dal regista svizzero invocando una nuova giustizia.

«Diritti, lavoro, dignità», «Siamo tutti umani», «Siamo tutti liberi», «Tocca a uno, tocca a tutti» sono state le frasi ripetute dal pacifico corteo che ha attraversato i Sassi per arrivare sul piazzale della Cattedrale dove si è fermato per un discorso dietro l’altro su diritti, schiavitù, caporalato, lavoro nero. Cittadini lucani e pugliesi, migranti, agricoltori e contadini delle nostre terre si sono uniti in questo atto di protesta e teatro.

Domanda di fondo del lavoro in corso di realizzazione di Milo Rau è “Cosa predicherebbe Gesù nel XXI° secolo? Chi sarebbero i suoi discepoli? E come reagirebbero gli attuali detentori del potere temporale e spirituale al ritorno del più influente profeta e rivoluzionario nella storia dell'umanità?”

A Matera, luogo dei grandi film su Gesù, da Pasolini a Gibson, nasce così, con il coinvolgimento della città, dei suoi cittadini, ma anche dei turisti di tutto il mondo che affollano le sue vie e spontaneamente si uniscono, un "Nuovo Vangelo" per il XXI° secolo altrettanto politico, teatrale e cinematografico. Un manifesto di solidarietà con i più poveri, una rivolta per un mondo più equo e umano.

«Vi chiedo di resistere. Vi dico che dobbiamo combattere e rimanere uniti per la nostra dignità. Voi dite che la situazione non cambierà. Vi sbagliate. Tutte le cose belle ottenute in questo mondo le abbiamo ottenute lottando. Non dobbiamo smettere – sono le parole di Yvan Sagnet, scelto per impersonare il Cristo del XXI secolo da Rau -. Il nostro avversario aspetta la nostra resa. Vi invito alla lotta per il futuro del nostro pianeta».

Gli ultimi due appuntamenti pubblici del nuovo progetto di Milo Rau, che unisce teatro, cinema e una campagna politica, portato avanti in questi mesi a Matera grazie al sostegno di Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e della Fondazione Matera Basilicata 2019 sono in programma per il 5 e 6 ottobre prossimi prima dell’atto finale previsto per il 10 ottobre al Teatro Argentina di Roma.

Ma andiamo nel dettaglio. Per il 5 ottobre il pubblico è invitato ad assistere alla performance pubblica con riprese dal vivo della seconda grande scena de "Il Nuovo Vangelo": Gesù viene condannato dai sommi sacerdoti e consegnato alle autorità. Egli, che si rifiuta di rinnegare i propri ideali, viene quindi torturato e costretto a portare la croce attraverso la città. Le riprese si ripeteranno durante la giornata, dalle 10.00 fino al tramonto, seguendo i tempi e le modalità del set. Le performance si svolgeranno in Piazza San Pietro Caveoso per la parte della Condanna, mentre si sposteranno verso Via Muro per la passione. Dalle 10 alle 12 il pubblico potrà assistere alle riprese. Dalle 12 alle 13 potrà partecipare come folla durante il discorso di Ponzio Pilato per scegliere tra Gesù e Barabba. Dalle 14 alle 15.30 ci sarà la Via Crucis (visibile al pubblico da lontano, senza partecipazione). Tutte le indicazioni per il pubblico verranno date all'ingresso.

Domenica 6 ottobre, nel classico sito delle crocifissioni del “Vangelo secondo Matteo” di Pasolini e della “Passione” di Mel Gibson avrà luogo anche la scena della crocifissione de "Il Nuovo Vangelo" di Milo Rau. Il pubblico è invitato a presentarsi alle 15.00 nel Piazzale del Belvedere della Murgia, da dove potrà assistere alla messa in scena e alle riprese dal vivo. Non sarà possibile entrare nell'area del Parco per ragioni di sicurezza, ma si potrà stazionare nell'area dietro la staccionata. La scena potrà essere ripetuta e la durata potrà variare rispetto alle esigenze di scena. Il pubblico sarà libero di seguire parte o tutta la performance e utilizzare le navette per raggiungere l'area o dallo Jazzo Gattini o da Piazza Matteotti secondo gli orari ordinari della linea. L’evento incluso nel Passaporto per Matera 2019, prenotazione necessaria su www.materaevents.it o in Infopoint.

"Il Nuovo Vangelo" di Milo Rau, parte del progetto di Matera 2019, è una produzione interdisciplinare composta da una performance e un film. A "Il Nuovo Vangelo" si lega anche una campagna, "La Rivolta della Dignità".

La performance è una co-produzione di IIPM - International Institute of Political Murder con Fondazione Matera Basilicata 2019, Teatro di Roma e NTGent in collaborazione con Teatri Uniti di Basilicata, Fruitmarket e Langfilm con la partecipazione di ProLoco Ginosa, Universität für angewandte Kunst Wien

La campagna è organizzata da IIPM - International Institute of Political Murder con Associazione No Cap - Contro ogni forma di caporalato, Ghetto Out Casa Sankara, Spin Time Lab Roma, Osservatorio Migranti Basilicata, Agricola Leggera, Campo Libero, altragricoltura – Confederazione per la Sovranità Alimentare, UILA Taranto – Unione Italiana lavoratori agro alimentari con la partecipazione di European Alternatives, European Center for Constitutional and Human Rights (ECCHR), Medico International, FUTURZWEI – Stiftung Zukunftsfähigkeit.

Il progetto cinematografico è una produzione di Fruitmarket e Langfilm in co-produzione con SRF SSR, ZDF in collaborazione con Arte, IIPM - International Institute of Political Murder, Fondazione Matera Basilicata 2019, Consorzio Teatri Uniti di Basilicata e Teatro di Roma

Con il supporto di Kulturstiftung des Bundes, European Cultural Foundation, Film- und Medienstiftung NRW, Office of Culture (FOC), Zürcher Filmstiftung, DFFF - Deutscher Filmförderfonds, Kanton St.Gallen Kulturförderung / Swisslos, BKM - Die Beauftragte der Bundesregierung für Kultur und Medien, Volkart Stiftung, GEA – Waldviertler, Stadt Lausanne und Kanton Waadt, Fondo Etico di BCC Basilicata.

Georgi Hristulev pubblica il nuovo libro 'Vendere con passione'





MILANO - Georgi Hristulev è il nuovo guru del commercio pronto a svelare i segreti per diventare un venditore efficace, di successo e - persino - virtuoso. “Vivi quello che vendi” è il messaggio chiave del suo manuale, una frase iconica da ricordare quando si tratta di vendere ghiaccio agli eschimesi. Non ci sono ricette miracolose o piani difficili da realizzare, solo un metodo di addestramento pragmatico, “Il virtuoso della vendita”, attraverso il quale l’autore chiarisce le caratteristiche che dovrebbero avere tutti coloro intenti a vendere auto, immobili, aspirapolveri, caffè o qualsivoglia prodotto.

Senza particolari formule magiche, Hristulev propone un percorso di studio teorico abbinato a esercizi pratici da seguire scrupolosamente. “Venditori non si nasce, si impara a esserlo”, ragion per cui il saggio diventa un’occasione di crescita personale e di sviluppo delle proprie capacità. Oggi, accade spesso che si prendano le distanze dagli agenti di vendita, rei di non svolgere (forse) un mestiere dietro una scrivania, dunque, “comodo” e senza troppi colpi di scena. Si tratta di un pregiudizio radicato nel tessuto lavorativo che andrebbe sdoganato e messo a tacere. La vendita regge l’economia intera, i posti di lavoro esistono perché ci sono aziende che vendono beni e servizi, lo stesso prodotto interno lordo (PIL) è legato al concetto di consumo, nonché alla vendita. Ma anche nella vita privata siamo tutti negozianti. In ogni ambito non vendiamo le nostre competenze, abilità, le nostre migliori risorse?

La vendita è una metafora della vita per realizzare se stessi, tant’è che il saggista se ne assume le responsabilità sottoponendo a chi legge, prima di addentrarsi nella lettura del testo, un contratto da firmare, corredato da alcune raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un approccio originale quello dello scrittore, complici gli studi di cinematografia alle spalle che gli hanno consentito di trovare l’equilibrio tra business e creatività. Georgi Hristulev spiega agli uomini d’affari e non solo, come ottenere di più. In altre parole, l’arte della compravendita consiste nell’imparare a proporre al cliente le cose per acquisire la risposta che si vuole e offrire la soluzione di cui l’altro ha bisogno, senza dimenticare 2 prerequisiti fondamentali: voglia di lavorare e perseveranza. Il libro è suddiviso in quindici capitoli che affrontano le diverse sfaccettature delle relazioni con i potenziali clienti. Si va così da un’analisi del linguaggio del corpo quando si comunica, alla descrizione delle varie fasi commerciali. Traguardo finale: costruire un rapporto nel tempo con un compratore. In che modo? Ad esempio, attraverso regali e bonus con cui lusingarlo. Attenzione e cura sono, quindi, marchi di fabbrica che consentiranno alle persone che acquistano di decidere se farlo o no, ancora una volta, nella stessa azienda.


TRAMA. La vendita è un processo semplice, in cui il venditore ottiene l’affare e prende i soldi. Lo scopo della guida è insegnare agli addetti del settore come farlo in modo rapido, efficiente e senza perdere di vista i propri principi. Il sistema è suddiviso in 4 stadi: il primo è la pianificazione, il secondo è il marketing, il terzo è l’incontro con il consumatore, il quarta riguarda la gestione dei soldi. Il compendio si occupa solo del terzo step ossia del momento in cui avviare la conversazione con l’acquirente fino al risultato finale. L’esito - ça va sans dire - può essere qualsiasi, ma è meglio ricevere denaro per il prodotto o servizio offerto. A tal proposito, Georgi Hristulev fornisce al lettore gli strumenti per gestire e affrontare eventuali imprevisti che possono verificarsi durante una vendita. Come attirare l’attenzione del cliente? Come concludere un affare? Tutti interrogativi che trovano una risposta grazie agli esempi e agli esercizi proposti, utili affinché i cosiddetti account memorizzino le informazioni teoriche e imparino ad applicare le nozioni impartitegli nel lavoro quotidiano.

Laureato in Regia Cinematografica e con una profonda passione per le vendite, Georgi Hristulev unisce le abilità acquisite in queste 2 attività per raggiungere standard elevati di eccellenza come venditore e professionista del settore. Master Practitioner in PNL, mediatore professionale, esperto in negoziazione, in strategia di marketing, ha ideato, progettato e applicato con successo il metodo formativo per essere “virtuoso della vendita”.


lunedì 30 settembre 2019

A Matera inaugurata la mostra 'Sassi d'autore'


MATERA - La mostra “Sassi d'autore” è stata inaugurata venerdì 27 settembre, nella Chiesetta sconsacrata “Malvini Malvezzi” di Palazzo Gattini a Matera, dall'autore delle opere esposte, l'artista marchigiano Stefano Furlani, che per l'occasione è stato accompagnato dall'assessore allo Sviluppo turistico del suo Comune, Fano, Etienn Lucarelli.

Alla presenza dell'assessore al Turismo di Matera, Mariangela Liantonio, della Presidente Confartigianato Matera, Rosa Gentile, e del padrone di casa, Nicola Benedetto, Furlani ha raccontato la sua speciale arte capace di donare significato e magia a dei semplici sassolini ritrovati in spiaggia.

Ad ognuno dei presenti, che hanno espresso stupore e soddisfazione per l'iniziativa, l'artista marchigiano ha voluto consegnare un omaggio, segno tangibile di un legame nato nel 2014, quando espose per la prima volta nella Città dei Sassi, che si vuol continuare ad alimentare, anche puntando ad un auspicabile gemellaggio tra i Comuni di Matera e di Fano.

Fino a martedì 2 ottobre, nella location di via Muro, potranno essere ammirate alcune delle opere scelte da Stefano per l'occasione, tra cui, solo per citarne alcune, “Apache”, “Elvis”, “Amore della mamma”, “La terrazza sul mare” e “Il riccio”. Nella suggestiva cornice della chiesetta di Palazzo Gattini hanno trovato posto anche alcuni quadri in cui i ciottoli dell'Adriatico hanno dato vita ad un simbolo religioso, il Crocifisso, che non a caso rimanda ad una speciale vocazione della città ospitante, sempre più spesso scelta come location per film religiosi da registi italiani e internazionali. L'ingresso alla mostra - aperta in mattinata dalle 10:00 alle 13:00 e nel pomeriggio dalle 16:30 alle 20:00 - è gratuito.

“L’inaugurazione della mostra ha evidenziato la magia e il fil rouge che lega i sassi d’autore di Sfefano Furlani alla città dei Sassi. Matera ha accolto con grande affetto e strabiliante emozione le opere, cogliendo in ognuna l’idem sentire dell’artista connessa a questa terra” - ha commentato soddisfatta Ernestina Muscò, co-curatrice dell'esposizione insieme all'event manager Ilenia Orlando.

La mostra “Sassi d'autore”, che ad oggi è già stata meta di centinaia di visite, è organizzata dall'associazione culturale Art Factory di Marconia con il patrocinio dei Comuni di Matera e di Pisticci e con il contributo del Comune di Fano e dell'Ente carnevalesca “Carnevale di Fano”. Main sponsor dell'iniziativa è “Action Giromari – Soluzioni originali”.

domenica 29 settembre 2019

Dal 3 al 6 ottobre, a Melfi, “Parole e Parola”: Persone, Cultura, Ambiente e film


“Persone”, “Cultura”, “Ambiente” e “Film”: sono queste le direttrici lungo le quali dal 3 al 6 ottobre alle ore 19,00 si svilupperanno a Melfi, presso l'Hostel il Tetto in Piazza IV Novembre, tutti i dialoghi di “Parole e Parola” nell'ambito del progetto “I Cammini tra radici e futuro. Il Contributo dell’Arcidiocesi di Matera-Irsina al percorso di Matera 2019” che è un progetto di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, coprodotto dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina, dall’Associazione Parco Culturale Ecclesiale “Terre di Luce”, in partenariato con la Diocesi di Melfi, e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, patrocinato dal Pontificio Consiglio della Cultura e dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana.

Quanto sono importanti le parole per l’uomo? Attraverso l’astrazione simbolica delle parole le persone possono comunicare, esprimendo non solo i propri pensieri ma anche emozioni, sentimenti, stati d’animo. Gli eventi programmati seguono un percorso dialogico che riannoda i fili di connessione reale tra la valenza delle parole, l'uso delle parole nello sviluppo dell'umanità, il miglioramento dell’ambiente attraverso le parole ed infine la visione di un film.

Il 3 ottobre per “Parole, Parola e... Persone” in primo piano sarà il valore della persona: siamo divenuti consapevoli che ogni persona vale in se stessa e per se stessa (e non solo per la funzione che può svolgere). Ogni persona è, in sostanza, un fine che ha valore assoluto. Le parole sono veicoli di messaggi, testimonianze; per un credente la Parola è il principio di tutte le cose, della vita che illumina l’uomo verso la via della verità, “la parola che diventa carne”. Che valenza diamo, oggi, all’uso delle parole? Nell’epoca dei social, delle parole false delle “fake”, riscopriamo l’incidenza fondamentale che questo strumento ha da sempre sulla vita dell’uomo. Dialoghi a cura di Michele Corbo.

Il 4 ottobre è la volta di “Parole, Parola e... Cultura”. Cultura è "coltivare". Oggi si può dare una definizione generale di cultura intendendola come un sistema di saperi, opinioni, credenze, costumi e comportamenti che caratterizzano un gruppo umano particolare; un'eredità storica che nel suo insieme definisce sia i rapporti all'interno di quel gruppo sociale sia quelli con il mondo esterno. Grazie alla Parola, il Verbo, Dio creò il mondo. E l’uomo, seguendo il messaggio ha dato vita alla società: un insieme di usanze, storie, tradizioni, nomi. Quanto ha inciso la proprietà del linguaggio, e quindi l’uso della parola, nello sviluppo dell’umanità? Come cambiano le parole e il loro uso nel tempo? Ripercorriamo la storia analizzando parole di uso comune, neologismi, parole in disuso. Dialoghi a cura di Michele Masciale.

L’ambiente, la nostra natura vista come arte sono i protagonisti, il 5 ottobre, di “Parole, Parola e... Ambiente”: dalla certezza che la Terra non potrà reggere ancora per molti secoli il trattamento che le stiamo riservando all'importanza delle azioni di noi singoli, nel nostro piccolo, per contribuire a migliorare le cose. Le parole, spiegano, mostrano, illudono, dissuadono, invogliano, creano, supportano. Le parole raccontano l’evolversi delle società e del luogo in cui si sviluppano, ovvero l’ambiente. L’ambiente, “ciò che sta intorno a noi” è un concetto nato con l’umanità. Dall’ambiente quindi dipende il nostro stile di vita. Migliorare l’ambiente che ci circonda attraverso le parole, ritornare al principio, al verbo, è possibile? La natura è la madre di tutti gli ambienti. Parliamone per difenderla. Dialoghi a cura di Liberato Canadà.

Infine il 6 ottobre, in chiusura, “Parole, Parola e... film” appuntamento e visione film
“Parole e Parola” rientra nel Cammino delle Letture.

venerdì 27 settembre 2019

Libri: Alessandro Monti pubblica il suo primo romanzo

MILANO - Alessandro Monti presenta “Vedi sopra (…l’estate della mia vita…)”, la storia di una profonda amicizia e di un grande amore che avranno la forza di superare il tempo e lo spazio. Un’appassionante vicenda raccontata dal punto di vista di sei amici legati da un rapporto trentennale, e ambientata in due epoche storiche differenti, il 1985 e il 2016. Un romanzo citazionista, nostalgico, in cui la musica dei meravigliosi anni ottanta diventa colonna sonora della surreale storia dei sei ragazzi, oltre che presenza imprescindibile, concreta e significante.

Nel romanzo d’esordio di Alessandro Monti, Vedi sopra (…l’estate della mia vita…), viene narrata un’intensa storia d’amicizia e d’amore dal punto di vista del protagonista Jerry, con piccole incursioni degli altri cinque personaggi dell’opera, voci narranti nei capitoli a loro intitolati. Una vicenda raccontata tra presente e passato (e oltre) ambientata a Pesaro nel 2016, e in seguito nel 1985. Un viaggio nel tempo non solo attraverso la memoria; un vero e proprio ritorno al passato voluto dal destino che, a volte, decide di dare una seconda occasione. La storia di Jerry, Max, Alex, Barbie, Vale e Marco ha il sapore dell’estate e di quel momento dell’adolescenza in cui tutto sembra possibile. I ragazzi si incontrano per caso - o forse no - in un caldo agosto che cambierà per sempre le loro vite. Tra i sei amici nascerà un’amicizia che né il tempo né il dolore potranno mai scalfire. Un’amicizia tanto forte che li spingerà a ricomporre in un diverso puzzle i pezzi della loro esistenza. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è un romanzo malinconico ma anche pieno di speranza nel raccontare della bellezza ineguagliabile dell’amicizia e dell’amore. Con delicatezza e semplicità si narra del legame unico tra sei ragazzi che diventano una cosa sola, stretti in un eterno cerchio magico formato dal loro abbraccio, che permetterà loro di rimediare a una tragedia del passato, con la complicità del Fato. Alessandro Monti presenta un romanzo citazionista che riprende i miti e i simboli degli anni ottanta, e che ripropone i valori che si potevano trovare nei film e nei romanzi per ragazzi di quel periodo. Un’opera nostalgica, che riecheggia il profondo rapporto tra i protagonisti del romanzo di Stephen King It, o quello dei protagonisti del film di Rob Reiner Stand by me. E soprattutto ripropone la musica che si ascoltava a quei tempi nei mitici walkman, come quella dei Roxette, dei Bad English, degli Spandau Ballet, dei Poison, dei Mötley Crüe. Musica che si sente quasi in dovere di mettere in sottofondo mentre si legge il romanzo, per far sì che chi ha vissuto quegli anni possa rievocarne l’atmosfera, e chi non ha avuto questa fortuna possa cogliere un frammento di quel periodo magico.

TRAMA. A chi non piacerebbe rilanciare i dadi della vita e rivivere il passato cambiando il destino? Agosto 1985, Pesaro: Jerry, Vale, Marco, Barbie, Max e Alex si incontrano un giorno per caso, o forse no. Tra loro è subito intesa, ma non sanno ancora che stanno per vivere l’estate della loro vita, quella che li cambierà per sempre. Quando è il momento di chiudere gli ombrelloni del “Bagno Lello” e di tornare a casa, tra amori nati e amicizie rinforzate, i sei promettono di non lasciarsi più. E così sarà, ma il destino ha in serbo altri programmi… Chi poteva sapere cosa c’era scritto nel libro della loro vita, cosa fosse giusto e cosa no? Ma a volte anche quello che è scritto può essere cambiato. A volte la vita offre una seconda occasione, starà a loro coglierla e rimettere le cose a posto. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è la storia di un’amicizia nata tra sei ragazzi nell’estate del 1985, e destinata a durare per sempre. Un romanzo diviso in tre parti, che dal presente ci proietta nel passato. Una storia che parla di una splendida amicizia e di un amore, quello tra Alex e Jerry, che supererà il tempo e lo spazio.

Alessandro Monti (Modena, 1968) ha collaborato come articolista per la Gazzetta di Modena ed è un grande appassionato di musica. Vedi sopra, (…l’estate della mia vita…) è il suo primo romanzo. 

Itinerari letterari nelle Case di Levi, Aiello e Tedesco. Successo per la presentazione a Firenze

FIRENZE - È stato presentato mercoledì, a Firenze, il libro "Aliano, Matera e Moliterno. Itinerari letterari nelle Case della Memoria sulle tracce di Carlo Levi e Michele Tedesco". Un volume snello ma denso di contenuti, dedicato a un turismo lento, per scoprire la Basilicata attraverso itinerari letterari nel segno di Carlo Levi, Domenico Aiello e Michele Tedesco, personaggi che fanno parte del circuito delle Case della Memoria. L’evento è stato organizzato nell’ambito della V Settimana delle associazioni culturali che è in corso nell’auditorium della Biblioteca delle Oblate (via dell’Oriuolo, 24) fino al 28 settembre.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria ha scelto di utilizzare questa occasione per presentare il primo libro della collana “Appunti di viaggio”. "Aliano, Matera e Moliterno. Itinerari letterari nelle Case della Memoria sulle tracce di Carlo Levi e Michele Tedesco", scritto da Francesca Romana Uccella, illustra un itinerario letterario dedicato a Carlo Levi, al suo “Cristo si è fermato a Eboli” e ad altre opere, suddiviso fra Aliano e Matera, insieme a un itinerario sulla Moliterno di Domenico Aiello e dei suoi Musei. I percorsi sono pensati con l’obbiettivo di proporre ai viaggiatori un percorso inedito alla scoperta del territorio lucano dove sorgono le Case della Memoria di Carlo Levi (Aliano), Michele Tedesco e Domenico Aiello (Moliterno), seguendo le tracce di testi noti e meno noti in qualche modo scaturiti dai luoghi stessi, ad essi legati per ragioni biografiche o puramente letterarie.

«Questo libro – ha detto il consigliere comunale di Firenze, Nicola Armentano – racconta i percorsi che hanno portato Carlo Levi a innamorarsi della Basilicata. Sono descrizioni di un mondo che da allora è molto cambiato, ma che ha anche mantenuto identiche alcune criticità. Creare un ponte culturale più stretto con Firenze può rappresentare un’occasione importante per trasformare queste criticità in opportunità».

«I tre itinerari che abbiamo voluto tracciare, in collaborazione con l’Associazione Nazionale Case della Memoria – ha scritto Patrizia Minardi, dirigente Ufficio sistemi culturali e turistici della Regione Basilicata - ci aiutano a scoprire la Basilicata letteraria e artistica, accompagnati dalle parole e dai sentimenti di coloro che li percorsero prima di noi». «Il percorso Carlo Levi ad Aliano – scrive il sindaco di Aliano, Luigi De Lorenzo - è stato concepito per un viaggiatore colto curioso ed esigente e rappresenta un’agile traccia turistico-culturale». «Un grazie a tutti coloro che hanno creduto ancora una volta nel potenziale della nostra terra lucana» ha proseguito il sindaco di Moliterno, Giuseppe Tancredi. «Accanto alla Casa Museo Domenico Aiello - ha detto Gianfranco Aiello, presidente dei Musei Aiello Moliterno – negli ultimi dieci anni sono seguite 6 iniziative museali di particolare valore culturale e artistico, tanto che i Musei Aiello Moliterno sono stati inseriti all’interno dell’itinerario letterario che coinvolge i musei e le testimonianze culturali di altri due gioielli lucani: Matera e Aliano».

«La collana che si inaugura con questo volume – hanno detto Adriano Rigoli e Marco Capaccioli, rispettivamente presidente e vicepresidente dell’Associazione nazionale Case della Memoria – ha un precedente illustre nelle guide letterarie dell’Ottocento e vuole proseguire la tradizione per rivolgersi a quel turismo d’esplorazione, attento non tanto alla scoperta dei paesi minori ma alle connessioni che, in un paese stratificato come il nostro, tengono insieme capitali e periferie, città e campagne».

La serata è stata accompagnata da letture a cura di Andrea Mancini, dalla proiezione di filmati e dalla presentazione di alcune maschere tipiche lucane di Nicola Toce.

Associazione Nazionale Case della Memoria

L’Associazione Nazionale Case della Memoria mette in rete 78 case museo in 12 regioni italiane (Piemonte, Veneto, Lombardia, Emilia Romagna, Toscana, Umbria, Marche, Lazio, Basilicata, Puglia, Sicilia e Sardegna) che hanno deciso di lavorare insieme a progetti comuni e per promuovere questa forma museale in maniera più incisiva anche in Italia. Abitazioni legate a tanti personaggi della cultura italiana: Giotto, Giovanni Boccaccio, Francesco Datini, Leonardo da Vinci, Niccolò Machiavelli, Francesco Cavassa e Emanuele Tapparelli d’Azeglio, Agnolo Firenzuola, Pontormo, Benvenuto Cellini, Filippo Sassetti, Lorenzo Bartolini, Silvio Pellico, John Keats e Percy Bysshe Shelley, Francesco Guerrazzi, Giuseppe Verdi, Elizabeth Barrett e Robert Browning, Pellegrino Artusi, Corrado Arezzo de Spucches e Gaetan Combes de Lestrade, Giosuè Carducci, Sidney Sonnino, Giovanni Pascoli, Giacomo Puccini, Ferruccio Busoni, Maria Montessori, Enrico Caruso, Giorgio e Isa de Chirico, Antonio Gramsci, Raffaele Bendandi, Piero Bargellini, Enzo Ferrari, Primo Conti, Leonetto Tintori e Elena Berruti, Indro Montanelli, Italo Zetti, Ivan Bruschi, Ilario Fioravanti, Goffredo Parise, Barbara Marini Clarelli e Francesco Santi, Loris Jacopo Bononi, Giorgio Morandi, Sigfrido Bartolini, Venturino Venturi, Luciano Pavarotti, Robert Hawthorn Kitson con Frank William Brangwyn e Daphne Phelps, Elémire Zolla, Toti Scialoja e Gabriella Drudi, Gabriele D’Annunzio (il Vittoriale degli Italiani), Papa Clemente XII, Giacinto Scelsi e Giulio Turci, Filadelfo e Nera Simi, Secondo Casadei, Carlo Levi, Domenico Aiello e Michele Tedesco, Marino Moretti, Augusto e Anna Maria Radicati, Mauro Giuliani, Carlo Mattioli, Michelangelo Buonarroti, Sofia ed Emanuele Cacherano, Michele De Napoli, Aurelio Saffi, Antonio Boschi e Marieda Di Stefano, Francesco Messina, Giuseppe Garibaldi, Francesco Baracca, Giovanni Verità, Ugo Tognazzi, Salvatore Quasimodo, Cosimo Della Ducata, Tullio Vietri e con il Cimitero di Porta a Pinti (cosiddetto Cimitero degli Inglesi), il Cimitero degli Allori a Firenze e la Casa della Memoria di Milano.

L’Associazione Nazionale Case della Memoria è in Italia l’unica rete museale di case museo di personaggi illustri a livello nazionale, partecipa alla Conferenza Permanente delle Associazioni Museali Italiane di ICOM Italia ed è “istituzione cooperante" del Programma UNESCO "Memory of the World" (sottocomitato Educazione e Ricerca). Info: www.casedellamemoria.it

giovedì 26 settembre 2019

“Sassi d'autore” di Stefano Furlani in mostra a Matera


MATERA - Le creazioni di Stefano Furlani, a cinque anni dalla prima esposizione a Matera, tornano in città nell'anno in cui la stessa è Capitale europea della Cultura. La mostra “Sassi d'autore” sarà allestita nella Chiesetta sconsacrata “Malvini Malvezzi” di Palazzo Gattini, dove potrà essere visitata ad ingresso libero da venerdì 27 settembre a martedì 2 ottobre. In occasione dell'inaugurazione è in programma un “aperi-arte” con l'artista alle ore 19:00, durante il quale Furlani racconterà le origini di questo suo particolare talento, scoperto per caso sul lettino da mare di una spiaggia dell'Adriatico.

Furlani, artigiano restauratore di Fano, nelle Marche, ha infatti cominciato per gioco a creare dei quadri con i ciottoli, scoprendo così una speciale dote per questa particolare forma d'arte, diventata una vera e propria passione, che lo ha portato ad esporre in tutta Italia, ma anche in Europa e in America, e a consegnare alcune sue opere a personaggi famosi come Buffon e Venditti.

“Partendo dal sasso ispiratore – racconta l'artista - pian piano posiziono tutti gli altri fino a dare forma alla creazione che ho in mente. A questo punto, incollo i sassi uno ad uno sul fondo in legno verniciato preparato in precedenza. Infine do brillantezza ai sassi, esaltandone la colorazione originale con una finitura trasparente”.

Nella suggestiva cornice della chiesetta in via Muro troveranno posto diverse opere che Stefano ha realizzato negli anni con sempre maggiore maestria e precisione nei dettagli, tra cui, solo per citarne alcune, quelle che riproducono noti quadri come “L'urlo di Munch”, ed altre ispirate a personaggi famosi come Elvis Presley e Marilyn Monroe; opere così particolari da attirare l'attenzione del celebre tabloid britannico Sun, che ha dedicato ai quadri di Furlani uno spazio sia sull'edizione online che su quella cartacea.

L’idea di portare i “sassi nei sassi”, risale al 2014, quando l'event manager lucana Ilenia Orlando propose una prima personale dell’artista, nell'anno in cui Matera fu proclamata Capitale Europea della Cultura 2019. “La scelta della location non è stata casuale – spiega Orlando, curatrice della mostra con la collaborazione di Ernestina Muscò - ma dettata dal curioso legame che intercorre tra la materia prima utilizzata dall'artista e la denominazione di Matera come Città dei Sassi. ”.

La mostra “Sassi d'autore” è organizzata dall'associazione culturale Art Factory di Marconia con il patrocinio dei Comuni di Matera e di Pisticci e con il contributo del Comune di Fano e dell'Ente carnevalesca “Carnevale di Fano”. Main sponsor dell'iniziativa è “Action Giromari – Soluzioni originali”.

Filiano: successo e grande partecipazione per l’iniziativa della locale biblioteca “Bibliopride”


FILIANO - L’iniziativa “Biblioteca in Festa - Giochi e spuntino tra i libri” presso la Biblioteca comunale di Filiano, organizzata dalla Pro Loco Filiano con il patrocinio del Comune di Filiano nell’ambito della VIII Giornata nazionale delle Biblioteche – BiblioPride con l’obiettivo di sottolineare l’importanza della biblioteca pubblica e la necessità di spazi culturali per i bambini, si è conclusa con successo e grande partecipazione.

Nel pomeriggio di martedì scorso, 24 settembre 2019, le porte della locale biblioteca si sono aperte per accogliere tutti quei piccoli che, in compagnia dei genitori, desideravano fare esperienza di lettura.

La manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre venti bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, si è articolata tra due momenti, la narrazione e il gioco, sviluppando momenti ludici e di lettura condivisa.

Il salone della biblioteca è stato trasformato a misura di bambino: gli operatori volontari di servizio civile Pro Loco e il gruppo di animatrici che ruotano attorno alla Biblioteca di Filiano - attraverso l’allestimento di spazi attrezzati con scatole e valigie colme di volumi adatti alle diverse face d’età: cartonati, di stoffa, ma anche albi illustrati e testi con fiabe – hanno creato un ambiente magico in cui i bambini si sono tuffati trovando comodamente il loro posto.

«I bambini – dichiara l’operatore di biblioteca Vito Sabia – hanno saputo apprezzare la bontà dell’esperienza: ne sono testimonianza i molti libri presi in prestito al termine dell’iniziativa».

A Matera il "volo" della Notte europea dei ricercatori da Leonardo alla Luna


MATERA - Il nuovo Campus Universitario di Matera ospiterà, venerdì 27 settembre, dalle ore 16, la “Notte Europea dei Ricercatori 2019”. La manifestazione, che si terrà in contemporanea in tutte le nazioni europee, è un’iniziativa promossa dalla Commissione Europea per promuovere la ricerca scientifica, informare i cittadini perché siano consapevoli della sua importanza così come mostrare il lavoro che ogni giorno è svolto dai ricercatori all’interno dei propri laboratori. L’obiettivo è sensibilizzare il grande pubblico, a partire dai più giovani, sull’importanza che i risultati delle ricerche hanno nella risoluzione dei problemi più comuni e creare occasioni di incontro tra ricercatori e cittadini per diffondere la cultura scientifica e la conoscenza delle professioni della ricerca.

Il filo conduttore dell'evento che, quest'anno, è stato scelto in Basilicata è il “volo”. Un vocabolo che "lega - hanno spiegato gli organizzatori - due avvenimenti molto importanti nella storia delle scienze: il cinquecentanario della morte di Leonardo da Vinci, e il cinquantesimo anniversario della prima passeggiata sulla Luna. È, infatti, proprio Leonardo che avvia un serio studio dei meccanismi del volo degli uccelli e pone le basi per una ricerca scientifica che, nel corso di quasi cinque secoli, porterà l’uomo a muovere i primi passi sul satellite che da sempre ha suscitato interesse e fantasie".

Scopo dell'iniziativa è quindi quello di "ripercorrere questo cammino parlando del volo come metafora della vita, legandolo al lavoro del ricercatore che cerca di guardare oltre, di essere visionario, con l'unico fine di raggiungere una conoscenza che lo aiuti a migliorare la vita del genere umano". Il programma delle iniziative prevede quindi interventi, dibattiti, esperimenti per i più giovani, esposizioni, mostre e spettacoli, in una manifestazione articolata in più eventi. Nell'aula magna alle ore 16, dopo i saluti iniziali della Rettrice, Aurelia Sole, del Presidente dell’Area della Ricerca del Cnr di Potenza, Vincenzo Lapenna, e delle autorità, sono previsti una serie di interventi (Elisa Acanfora, Guido Masiello, Nicola Cavallo, Renato Cantore e Giovanni De Maria) che condurranno il pubblico in un "viaggio" nella vita di Leonardo, e verso la Luna con l'avventura dell'Apollo 11, di Rocco Petrone e delle rocce lunari. Seguirà la premiazione a due giovani laureati in onore di Marco Mucciarelli, il docente dell'Ateneo lucano, prematuramente scomparso tre anni fa che, oltre ad essere un brillante sismologo, ha dedicato molta attenzione alla divulgazione scientifica.

Gli interventi proseguiranno con lo spettacolo teatrale “Einstein & me” a cura di Gabriella Greison (fisico, scrittrice e divulgatrice scientifica), con la proiezione del documentario “Luna Italiana” di Renato Cantore e Marco Spagnoli, e con un intervento che mostrerà come si misura la distanza tra la Terra e la Luna. Gli spettatori potranno poi assistere in prima nazionale alla rappresentazione del “Cenacolo” di Leonardo da Vinci (il celebre affresco del Refettorio di Santa Maria delle Grazie a Milano) a cura del Gruppo dei Quadri Plastici di Avigliano, allestita appositamente per questa manifestazione. Oltre a una serie di stand che mostreranno le attività dei partner della manifestazione, si potrà ascoltare una serie di interventi ne "L'Angolo delle Scienze", dove i ricercatori incontreranno il pubblico e mostreranno il proprio lavoro. La chiusura della giornata, in chiave musicale, sarà affidata a un’iniziativa di Ateneo Musica Basilicata.

“Questa manifestazione - ha detto la Rettrice dell'Università della Basilicata, Aurelia Sole - è particolarmente importante per noi. Tra le missioni dell'università, oltre alla ricerca e all'attività didattica, c'è anche quella della disseminazione culturale e della divulgazione scientifica. Entrambe sono essenziali per raggiungere i cittadini, informarli delle attività e dei risultati, mostrargli il lavoro del ricercatore, le metodologie impiegate, le difficoltà incontrate. Lavoriamo anche per perché ogni cittadino acquisisca consapevolezza dell'importanza che la ricerca ha nello sviluppo sociale, economico e culturale del paese e si senta, lui stesso responsabile di scelte giuste e sostenibili. Questo è ancora più vero in aree territoriali fragili dal punto di vista infrastrutturale ed economico, in cui l'università e i centri di ricerca costituiscono il vero presidio di cultura e innovazione”. Per il Presidente dell’Area della Ricerca del Cnr di Potenza, Vincenzo Lapenna "l’evento rientra nel quadro delle iniziative promosse dal programma Marie Skłodowska-Curie dell’Unione Europea e si terrà in contemporanea con altre iniziative previste in circa 300 città europee. La scelta di organizzare la manifestazione 'La notte europea dei ricercatori - 2019' a Matera assume quest’anno una rilevanza particolare e vuole contribuire a rafforzare la consapevolezza del ruolo strategico degli investimenti in cultura e ricerca come fattore di sviluppo economico e sociale per i territori. Un altro aspetto qualificante della manifestazione sarà l’attenzione rivolta al mondo della scuola, il programma prevede, infatti, un fitto calendario di lezioni, laboratori ed esperimenti interattivi che vedranno il coinvolgimento di studenti di numerose scuole secondarie ed elementari”.

mercoledì 25 settembre 2019

A Venosa evento su Orazio


VENOSA - Sarà Venosa la prossima tappa dello spettacolo “Cogli l’attimo che fugge”, prodotto dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, che porta in scena vita, avventure, opere e pensiero del poeta Quinto Orazio Flacco, di cui veste i panni l’attore Alessio Boni.

Un tour di successo iniziato lo scorso anno con un primo appuntamento a febbraio nel grande Salone dell’Ospedale degli Innocenti di Firenze e poi nel successivo mese di maggio al Teatro Argentina di Roma, che andrà ora in scena proprio nella cittadina oraziana, venerdì 27 settembre, alle 20.30, nella Cattedrale di Sant’Andrea.

Il concertato a due, per la regia di Pino Quartullo e con musiche eseguite dal vivo su improvvisazione da Oscar Bonelli con strumenti antichi e moderni provenienti da tutto il mondo, si compone di testi in parte originali ed in parte ritradotti e adattati da Margherita Romaniello che restituiscono, con linguaggio moderno, gli insegnamenti, le riflessioni e le caricature espresse dallo stesso Orazio nei versi delle sue oltre 160 opere fra Odi, Epodi, Satire ed Epistole.

“Cogli l’attimo che fugge” evoca il celebre motto – Carpe diem - coniato da Orazio nell’ode a Leuconoe e promette di regalare un ritratto ironico, moderno, divertente e quanto mai attuale (irresistibile la descrizione del caos, del tanfo e del traffico delle strade di Roma, o quella dei cuochi che invece di stare nelle cucine si esibiscono come dei mentori e delle star in lezioni culinarie) della vita di duemila anni fa, e dello stesso Quinto Orazio Flacco, che riesce a cogliere i vizi, le debolezze, l’allegoria della vita e della morte senza giudicare mai, indulgente e mai castigatore.

«Il format spettacolare – ha dichiarato il direttore generale dell’Apt Basilicata, Mariano Schiavone – ha come obiettivo finale la divulgazione dello stesso sulle principali reti televisive nazionali, in date successive all’iniziativa, puntando su un testimonial d’eccezione come Orazio per promuovere le meraviglie di Venosa, la colonia fondata sull’asse viario più famoso dell’Impero romano, ovvero l’Appia, che racconta oggi i fasti del suo ricco e glorioso passato custodendo un parco archeologico di età imperiale, un anfiteatro, i resti di una scuola gladiatoria e una significativa eredità letteraria e morale del cantore del carpe diem».

«L’Amministrazione comunale è davvero onorata di ospitare un evento di tale importanza, che “parla” di Orazio e omaggia Venosa – è la soddisfazione del sindaco di Venosa, Marianna Iovanni -. Siamo certi che questo sia l’inizio prezioso di un "percorso condiviso", grazie al quale l’Apt Basilicata contribuirà al rilancio turistico-culturale che la cittadina oraziana attende da tempo».

«Venosa e l’antica terra lucana che ha dato i natali a Quinto Orazio Flacco – ha dichiarato il presidente della Regione Basilicata Vito Bardi – sono capisaldi attraverso cui rafforzare le azioni di promozione della nostra terra. Lo spettacolo prodotto dall’Agenzia di Promozione Territoriale della Basilicata, che vede protagonista l’attore Alessio Boni, entra nel solco di una serie di iniziative di valorizzazione già intraprese e che puntiamo a rafforzare, per rendere sempre più protagonista la nostra bella regione, facendo anche leva su un mix di patrimoni materiali e immateriali. Venosa e i suoi luoghi, Orazio e la sua una poetica attuale, nonostante i suoi duemila anni, rappresentano energie fresche, su cui investire oggi per il futuro. L’insegnamento di Orazio “carpe diem” - conclude Bardi - è la sintesi perfetta di un insegnamento che io rivolgo ai nostri giovani: “afferra il giorno”, lavora attimo dopo attimo nel presente, per costruire, mattone dopo mattone, il tuo domani».

Gravina in Puglia sarà lo scenario del delirio di Jeli il Pastore

GRAVINA IN PUGLIA - Mancano 10 giorni alla rappresentazione del Verga nella zona Archeologica di Gravina in Puglia, una data storica che segna quindi l'arrivo di uno degli Autori più rappresentativi della Cultura Nazionale.

Dopo il successo de "La Lupa" in Sicilia, nelle atmosfere del barocco e dei luoghi di Camilleri, continua il percorso del "Festival Verghiano" nel proposito di connessione culturale Sicilia - Puglia e Basilicata che include diverse città caratteristiche, tra le quali Irsina e Montalbano Jonico, con epicentro Matera 2019 . La Novella che verrà messa in scena è quella di "Jeli il Pastore", opera scritta e diretta dal regista Lorenzo Muscoso ispirandosi liberamente al testo di Giovanni Verga.

L’adattamento, prodotto dalla Dreamworld Pictures, Teatroppiù AMG e Comune di Gravina in Puglia, vedrà impegnata una zona molto ampia, che partirà dal Ponte Acquedotto e si estenderà lungo la fontana e lo spazio poco sopra. Una scenografia naturale che include anche i vari edifici al fine di portare il pubblico a vivere la scena, tra il soffuso delle luci e il movimento dinamico degli attori. Una rappresentazione surreale che unisce il teatro al cinema e trasferisce nello spettatore il senso drammatico degli accadimenti che travolgeranno i vari protagonisti. Una narrazione che si sviluppa attraverso cause emotive che diverranno un unico linguaggio che si svelerà nel climax finale.

Un’opera che risulta essere influenzata da dettami shakesperiani dal rimorso di Jeli (Vito Difonzo) nel rapporto con il padre , e poi il passaggio dall’alienazione alla follia che caratterizzeranno il suo status.

Il racconto mette in evidenza anche quello che è l’incapacità del pastore di comprendere la sua stessa esistenza, la malasorte che lo colpisce lo riporta alla vita, dopo un trascorso nell’isolamento campestre. Emarginazione che trae ispirazione negli scatti Hopperiani e nella solitudine sorrentiniana, e dove l’accadimento porterà a una presa di coscienza e ricostruzione di un rapporto con la realtà circostante trovando conforto solo nel Massaro Agrippino (Tiziano Carlucci). La riscoperta dell’amore per Mara (Maria Dibattista), e del ritorno di quell’ antica amicizia con Don Alfonso (Amos Mastrogiacomo). Stati che si uniscono e soffrono del tempo, di ciò che li ha resi adulti e mortali, lontani quindi da quel trascorso adolescenziale e infinito. Un vivere nel crescente inganno alimentano dalla gente che porterà il pastore a estraniarsi dal tutto il resto e vivere nel delirio della gelosia che lo condurrà a un destino funesto. Un chiaro riferimento alla tragedia di Othello. Una struttura narrativa che si sviluppa attraverso costruzioni sintattiche raccordate da un Narratore omodiegetico (Claudio Popolizio) che diviene testimone e partecipante insieme a quelli che sono dagli abitanti del luogo (Corteo Storico Monfort), come Rocco (Gino Carbone), Peppe (Eldár Akhmedov), Giovanni (Leonardo Toscano) e Donna Lia (Stefania Carulli). Una rappresentazione in unicum astrazione sensoriale fatta di tonalità in lingua araba con le astrazioni di Cosimo Loprieno e Touria Lamlissa , effetti sonori e partiture musicali composte dei Maestro Donato Manco, Sario Ramingo che accompagneranno le varie scene. Una trasposizione che sarà anche riproposta nel suggestivo scenario dei sassi di Matera, Capitale della Cultura Europea.

martedì 24 settembre 2019

Pedro Lenz presenta la nuova opera letteraria 'La bella Fanny'

di REDAZIONE - Pedro Lenz presenta “La bella Fanny”, un’opera introspettiva e ironica, in cui si intraprende un viaggio nell’anima e nella mente del protagonista Jackpot, un’aspirante scrittore. Ambientato nel comune svizzero di Olten, una terra di mezzo malinconica e monotona, il romanzo si focalizza sulla vita interiore di Jackpot, e sul suo bisogno di trovare un senso alla natura sfuggente dell’amore e dell’arte. Una nuova e affascinante opera per il pluripremiato scrittore svizzero Pedro Lenz, tradotta da Amalia Urbano e pubblicata in Italia da Gabriele Capelli Editore.

Nel nuovo romanzo di Pedro Lenz, La bella Fanny, si fa la conoscenza di un personaggio autentico e complesso, Frank, che in realtà odia il suo nome e vuole farsi chiamare Jackpot. Un aspirante scrittore che si muove nel sobborgo svizzero di Olten quasi in punta di piedi, come se non volesse turbare la quiete e la monotonia del luogo. Per mezzo di un flusso di coscienza ben gestito dall’autore si entra nella mente di Jackpot, nella sua inquietudine, nella sua banale quotidianità che, trasportata sulla pagina, acquista straordinarietà. È affascinante osservare la vita di un giovane uomo che non sa ancora qual è il suo posto nel mondo ma che è comunque a suo agio nell’indeterminatezza dell’esistenza, che è “felice di non essere potente e potentemente felice” ma allo stesso tempo è malinconico e disincantato.

Jackpot è ossessionato dalla bellissima Fanny, una ragazza misteriosa, portatrice di una maledizione; una presenza tanto forte all’inizio dell’opera quanto evanescente nell’ultima parte del libro. L’incontro con Fanny apre il romanzo e stravolge l’esistenza del protagonista: l’amore passionale, devoto e angoscioso che prova per lei lo porta in alto per poi scaraventarlo prepotentemente a terra. Neanche le sagge parole dei suoi cari amici, gli anziani pittori Louis e Grunz, possono spegnere il fuoco che lo sta divorando, che brucia la sua lucidità, che intossica la sua mente. I due pittori sono la coscienza di Jackpot, sono l’esperienza che vuole domare l’irrequietezza giovanile, sono gli oracoli che profetizzano la dolorosa verità che l’amore, così come l’arte e l’ispirazione, è fugace. La bella Fanny è un romanzo semplice e diretto, che però svela pagina dopo pagina un’anima complessa e profonda; un’opera che contiene una riflessione a volte amara sull’arte e sulla figura dell’artista, e su come l’arte debba necessariamente trascendere il vissuto dell’artista, su come essa debba essere libera di trasformare la realtà. E infine un testo sull’amore e sulla sua mancanza, che parla di un personaggio in disperata attesa che inizi la sua storia con una donna stupenda, così come tarda a palesarsi l’incipit del suo romanzo. Perché senza un buon inizio non ci potrà mai essere una degna conclusione.

Jackpot è uno scrittore esordiente che è alla ricerca disperata del filo conduttore del suo romanzo. Louis e Grunz sono due pittori che amano la vita e le sue bellezze. Tutti e tre si dedicano all’arte e il destino sembra non essergli sfavorevole... fino al giorno in cui entra nelle loro vite la bella Fanny. Al comparire della femme fatale vacillano gli equilibri che tenevano insieme l’amicizia dei tre uomini. Per i tre artisti bohemiens il passato ritorna spesso attraverso vecchie melodie e si unisce allo scotto di aver vissuto il ’68 in maniera spudorata. Grande inno all’amicizia, che non sembra conoscere limiti di tempo e spazio. Bella e intrigante la lingua di Lenz: saltella dal discorso diretto al flusso interiore con incredibile leggerezza. Unisce il colloquiale e il quotidiano a profonde riflessioni sull’esistenza, senza mai annoiare. L’autore riesce con grande abilità a rendere uno spaccato del suo mondo bernese, con tutta la monotonia della vita di provincia mista di ricordi.

Pedro Lenz (Langenthal, 1965) ha intrapreso la sua carriera letteraria nel 2001. Scrive su diversi giornali e riviste, per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Vive a Olten. Per la Gabriele Capelli Editore ha pubblicato nel 2011 Der Goalie bin ig (In porta c’ero io!). Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo. L’autore ha conseguito diversi premi, tra i quali: il Premio alla cultura “Goldener Biberfladen Appenzell” nel 2005, il Premio letterario del Canton Berna per In porta c’ero io! nel 2010, il Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura nel 2010 e il Premio Schiller per la letteratura per In porta c’ero io! nel 2011.

Grande successo per Pasolini negli scatti di Villa a Matera con una mostra a cura di Sgarbi e Nugnes

MATERA - Matera, capitale della cultura 2019, continua a riservare splendide sorprese. Ieri, domenica 22 settembre, alla Sax Art Gallery è stata inaugurata infatti una mostra antologica su Pasolini a cura del prof. Vittorio Sgarbi e del presidente di Spoleto Arte Salvo Nugnes. Nei Sassi in via Fiorentini 233/243 l’esposizione ‒ il cui fiore all’occhiello è costituito dalle immagini di Roberto Villa, famoso fotografo amico del grande intellettuale protagonista della kermesse e del Premio Nobel Dario Fo ‒ ha ricevuto fin da subito una calorosa accoglienza da parte di critica e pubblico. L’interesse non poteva che crescere con la presentazione della rassegna da parte del curatore di mostre e grandi eventi Salvo Nugnes e da Roberto Villa, i cui scatti sul set del film Il fiore delle mille e una notte sono un importante documento che testimonia tanto il lavoro del regista quanto l’ambiente in cui ha operato, in particolare lo Yemen, dove sono state realizzate le riprese. A contribuire all’ottima riuscita anche la curatrice d’arte di Montecarlo Maria Lorena Franchi, l’assessore alle opere pubbliche Nicola Trombetta, il tenore di fama internazionale Francesco Zingariello e Caterina Grifoni, vicepresidente di FIDAPA (Federazione Italiana Donne Arte Professioni e Affari).

Ed è proprio l’assessore Trombetta a commentare: «Matera deve a Pasolini tanto e credo che Pasolini debba a Matera altrettanto, avendovi ritrovato quel “sole ferocemente antico” che poi ha caratterizzato il suo film Il Vangelo secondo Matteo. Sono due entità che si sono incontrate in un momento importante per la vita sia del regista che dei cittadini di Matera. Oggi, nell’anno della capitale europea della cultura, Pasolini non può mancare di segnare la sua presenza, la sua grande forza, identità e ideologia».

Fino al 6 ottobre la mostra resterà aperta ai visitatori tutti i giorni dalle ore 10:30 alle 13:00 e dalle 16 alle 21.

Jo Penta pubblica il nuovo singolo 'Notte d'agosto'

BARI - Arriva dalla Puglia ed è pronto a conquistare la scena pop italiana. Dopo l'esperienza nel talent di Rai 2 The Voice dove arrivò tra i semifinalisti, pubblica il singolo d'esordio 'Notte d'agosto'. Il brano, prodotto dall'etichetta Alba Agency di Danilo Granata e Tempoxso, scritto da Giuseppe Citarelli e Andrea Sandri, racconta di amori, amicizie, coraggio e speranza. Sin da piccolo Jo Penta si appassiona di musica, ascoltando qualsiasi genere musicale, in particolare il soul e il pop. Paolo Nutini è tra i suoi artisti preferiti.

Nei prossimi mesi arriverà un secondo singolo e nel 2020 il disco d'esordio.