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sabato 19 maggio 2018

Harry e Meghan sono marito e moglie

(ANSA)

LONDRA - Sono marito e moglie Harry e Meghan. Dopo aver pronunciato la formula matrimoniale, “I Will” (lo voglio), Harry di Inghilterra e Meghan Markle sono ufficialmente marito e moglie. Ad officiare la cerimonia il decano del Decano di Windsor, David Connor.

Gli sposi sono apparsi entrambi molto emozionati. Il Principe Harry ha indossato l’uniforme dei Blue royals, mentre Meghan un abito nuziale semplice ma molto raffinato di Givenchy, con un lunghissimo velo.

Fra i 600 invitati al Royal Wedding, celebrato nella maestosa Cappella di San Giorgio, vi sono l’ex star del calcio David Beckham, molto applaudito, e la moglie, la Spice girl Victoria, che indossava un abito blu marine scuro e cappellino in tinta, e a sorpresa, l’attore hollywoodiano George Clooney e la moglie Amal. 

Altre star presenti erano la tennista americana Serena Williams e Elton John con il marito David Furnish. Il cantante inglese è stato da sempre vicino alla famiglia reale, soprattutto alla compianta madre dello sposo, la Principessa Diana. Presenti anche i Middlenton al completo: Pippa e il marito James Matthews, il fratello James e i genitori Carole e Michael. 


All'incirca 2.600 sudditi di Sua Maestà - 1.200 giovani, 200 membri di associazioni benefiche, 100 studenti di scuole locali, 610 impiegati del castello e 530 dipendenti della casa reale - avranno il privilegio di seguire le nozze dai giardini del castello.

Cuba, Boeing 737 si schianta al suolo: 110 vittime

(ANSA/AP)

L'AVANA - Tragedia per un aereo passeggeri, un Boeing 737, che si è schiantato al decollo a Cuba. L'aereo, partito dall'Avana verso la cubana Holguin, è caduto nei pressi dell'aeroporto Jose Marti della capitale cubana. Il volo era della compagnia messicana Damojh e a bordo c'erano 113 persone. Ci sarebbero tre superstiti.

La Farnesina, in stretto contatto con l'Ambasciata italiana all'Avana, è al lavoro per verificare l'eventuale coinvolgimento di connazionali.

venerdì 18 maggio 2018

Torna il terrore in Francia, sventato attentato: arrestati 2 fratelli egiziani


PARIGI - Torna il terrore in Francia, dove un attentato è stato sventato con l'arresto di due fratelli egiziani. A riferirlo il ministro dell'Interno Gerard Collomb a BFMTV. "Due giovani di origine egiziana si preparavano a compiere un attacco, con esplosivo o con la ricina, sostanza tossica altamente letale", ha dichiarato il ministro.

martedì 15 maggio 2018

Medio Oriente, è strage durante le proteste a Gaza: 59 morti, 2800 feriti

(ANSA/EPA)

Prosegue l'alta tensione in Medio Oriente, con scontri fra manifestanti ed esercito israeliano a Gaza e in Cisgiordania, nel giorno in cui si è inaugurata l'ambasciata americana a Gerusalemme e si sono celebrati i 70 anni della nascita dello stato d'Israele.

È morta anche una bimba di appena otto mesi, perchè aveva inalato gas lacrimogeni durante la sanguinosa giornata di proteste palestinesi, lungo il confine, per l'inaugurazione lunedì dell'ambasciata americana a Gerusalemme. A renderlo noto il ministero della Sanità nella Striscia, confermando che almeno 58 manifestanti sono morti nelle proteste. Non è chiaro quanto la bimba, che si chiamava Leila al-Ghandhour, e i suoi genitori fossero vicini alla barriera di sicurezza dove avvenivano gli scontri più violenti.

Governo: Ue, Italia mantenga la rotta sulla riduzione del deficit


ROMA - "Nell'approccio alla formazione del nuovo governo e nell'approccio alla stabilità finanziaria" l'Italia deve "mantenere la rotta" degli ultimi anni "riducendo gradualmente il deficit e il debito". E' l'avvertimento lanciato dal vice-presidente della Commissione, Valdis Dombrovskis, durante il suo intervento ad un dibattito organizzato da Politico.eu.

martedì 8 maggio 2018

Trump: "Usa usciranno da accordo sull'Iran"

(ANSA)
Il presidente Usa Donald Trump avrebbe comunicato al presidente francese Emmanuel Macron che gli Stati Uniti si ritireranno dall'accordo sul programma nucleare dell'Iran. A riportarlo il New York Times che cita alcune fonti secondo cui il tycoon rimuoverà tutte le esenzioni e imporrà anche nuove sanzioni.


Le sanzioni Usa all'Iran rientreranno in vigore fra 90 giorni, a partire da oggi. Lo affermano fonti dell'amministrazione Trump a Fox News. Le stesse fonti spiegano come gli Stati Uniti saranno ufficialmente fuori dall'accordo sul programma nucleare di Teheran solo quando le sanzioni verranno reintrodotte.


ROHANI: "CONTINUEREMO A RISPETTARE ACCORDO" - È "scorretta" e "inaccettabile" la decisione degli Usa di ritirarsi dall'accordo sul nucleare e di imporre sanzioni all'Iran. Lo ha detto in diretta tv il presidente iraniano Hassan Rohani, assicurando che l'Iran è "pronto a continuare a rispettare l'intesa", se saranno garantiti i suoi interessi, e in caso contrario, "prenderà decisioni" in seguito. Quella degli Usa, ha assicurato Rohani, è sono una "guerra psicologica".

martedì 1 maggio 2018

Parigi, scontri al corteo del 1 maggio

(ANSA/AP)
PARIGI - Alta tensione a Parigi dove sono scoppiati scontri tra polizia e manifestanti dell'estrema sinistra a margine del corteo per la Festa del 1° maggio. Oltre un migliaio di persone a volto coperto hanno distrutto vetrine e lanciato ordigni incendiari. Gli agenti hanno risposto con lacrimogeni e cannoni ad acqua.

Immediata la reazione del ministro dell'Interno, Gerard Collomb, che con un messaggio su Twitter ha "condannato con fermezza le violenze commesse a margine del corteo sindacale del 1 maggio a Parigi. Tutto è stato fatto per porre fine a questi gravi disordini dell'ordine pubblico e per arrestare gli autori di questi atti inqualificabili".

(ANSA/AP)
Ci sono 1200 militanti anarchici e dell'estrema sinistra incappucciati alla testa del corteo del Primo Maggio che sta sfilando a Parigi all'altezza del Ponte d'Austerlitz. Lo comunica la prefettura in un tweet. I manifestanti hanno distrutto le vetrine di un McDonald's, hanno incendiato una concessionaria della Renault ed hanno lanciato ordigni incendiari e fumogeni contro i giornalisti. Lo riferiscono gli online francesi.

domenica 29 aprile 2018

Leader europei, stop dazi Usa o l'Ue si difenderà

(ANSA)
LONDRA - I leader europei ammoniscono gli Usa: non impongano dazi alle merci dell'Ue o l'Unione si difenderà, a tutela dei propri interessi. La posizione comune di Angela Merkel, Emmanuel Macron e Theresa May, secondo quanto ha riferito un portavoce tedesco citato dai media internazionali, è stata concordata durante una telefonata tra i leader di Germania, Francia e Regno Unito: "Gli Usa non devono prendere alcuna misura commerciale contro l'Ue, altrimenti l'Ue sarà pronta a difendere i propri interessi nel quadro delle regole del commercio multilaterale".

Londra-Parigi-Berlino sostengono l'intesa con l'Iran. Secondo la loro valutazione, infatti, è lo strumento migliore per impedire a Teheran di sviluppare armi nucleari. Lo riferisce Downing Street dopo una telefonata tra la premier britannica, la cancelliera tedesca e il presidente francese. I tre leader sono d'accordo tuttavia anche ad emendare il testo dell'intesa, allargandolo alla questione dei missili iraniani, e non escludendo quindi "un nuovo accordo

sabato 28 aprile 2018

Alfie, Brambilla: "Lontana anni luce da una giustizia che nega speranza"

POTENZA - “E’ accaduto quello che, in molti, temevamo. Quando la giustizia arriva al punto di negare anche il diritto alla speranza, dobbiamo tutti riflettere e chiederci se l’Occidente meriti ancora l’appellativo di “civile”. Come madre sono vicina ai genitori di Alfie, di cui posso solo immaginare lo strazio. Come cittadina europea, sono lontana anni luce da istituzioni che questo strazio hanno saputo solo aggravare”. Così l’on: Michela Vittoria Brambilla, parlamentare di FI, commenta la notizia della morte di Alfie, il bambino affetto da una misteriosa malattia neurodegenerativa che la giustizia inglese non ha voluto trasferire in Italia.

Gaza, 15enne palestinese ferito da fuoco israeliano

GAZA - Si fa di ora in ora più grave bilancio delle proteste che si sono tenute ieri nella Striscia di Gaza al confine con Israele: è deceduto un ragazzo palestinese ferito dal tiro israeliano. Lo rende noto il ministero della Salute dell'enclave palestinese, precisando che il 15enne Azzam Oweida è stato colpito alla testa nel sud della Striscia. E' salito così a 4 il numero delle vittime palestinesi del quinto venerdì consecutivo di manifestazioni.

Sono 45 i palestinesi rimasti uccisi nel corso dell'ultimo mese dal fuoco israeliano nel corso delle proteste lungo la barriera al confine con lo Stato ebraico, indette per rivendicare il 'diritto al ritorno' dei discendenti palestinesi alle terre espropriate in occasione della creazione dello Stato d'Israele nel 1948.

venerdì 27 aprile 2018

Kim Jong-un stringe la mano al leader sudcoreano Moon, "Trattato di pace nel 2018"

I leader della Corea del Sud e del Nord, Moon Jae-in e Kim Jong-un, si sono abbracciati calorosamente dopo aver firmato una dichiarazione in cui hanno affermato che "non ci sarà più guerra nella penisola coreana". La dichiarazione è giunta al culmine di un vertice storico tra le due nazioni, il primo in più di 11 anni.

Denuclearizzazione della penisola coreana entro l'anno e impegno per una pace duratura: sono questi alcuni dei punti principali contenuti nella dichiarazione congiunta al termine del vertice. "Non ripeteremo gli errori del passato", ha detto Kim Jong-un che si è impegnato a "lavorare per gli interessi dei due Paesi" e ha aggiunto: "Siamo una stessa famiglia e dobbiamo garantire un futuro di pace alle nostre popolazioni".

Il presidente sud-coreano, Moon Jae-in, ha lodato "il coraggio e la determinazione" del presidente Kim . "Non ci sarà piu guerra tra le due Coree". I due Paesi si sono impegnati a fare in modo che l'armistizio del 1953 diventi un trattato di pace entro la fine dell'anno.

E' partito nella notte italiana l'atteso summit Moon-Kim. Un vertice storico, dopo una stretta di mano altamente simbolica sulla linea di demarcazione militare coreana. A dar vita a questo importante confronto il leader nordcoreano Kim Jong Un e il presidente sudcoreano Moon Jae-in, impegnati in circa due ore di colloquio. Kim si è detto “sopraffatto dall’emozione” dopo aver varcato la linea di demarcazione, diventando in questo modo il primo leader nordcoreano a camminare in territorio sudcoreano dalla guerra di Corea (1950-53).

Su invito – inatteso – del dirigente nordcoreano, i due leader hanno brevemente camminato a braccetto nel versante nordcoreano della frontiera, prima di raggiungere a piedi la Casa della Pace, struttura in vetro e cemento situata nella parte meridionale del villaggio di Panmunjom, dove fu firmato l’armistizio.

La stretta di mano storica tra Kim Jong-un e Moon Jae-in è maturata alle 9:30 (le 2:30 in Italia) a cavallo della linea di demarcazione del villaggio di Panmunjom, primo gesto degli auspici che il terzo summit intercoreano possa dare vita a una "nuova storia dei rapporti" tra i due Paesi divisi al 38/mo parallelo all'insegna di una pace stabile e duratura cementata dalla auspicata (dal Sud) denuclearizzazione. Kim ha raggiunto il confine avendo al fianco i collaboratori chiave. Indossando il tradizionale abito scuro in stile Mao, ha camminato verso lo stretto corridoio che separa i due edifici dei meeting, noti come T2 e T3, nella Joint Security Area (Jsa). Moon lo ha atteso sorridente sul cordolo di cemento che segnala il confine: i due hanno posato per i flash dei fotografi a immortalare l'evento. Kim, primo leader della famiglia al potere da circa 70 anni a calpestare il territorio sudcoreano, ha a sorpresa sollecitato Moon a riattraversare il confine, cosa fatta tenendosi per mano.

I due leader, pochi secondi dopo, sono tornati al Sud incamminandosi sul tappeto rosso, dietro la guardia presidenziale sudcoreana in costume tradizionale. Alla Peace House, luogo scelto per i negoziati, si è tenuta la cerimonia di benvenuto e i due leader hanno passato in rassegna il picchetto d'onore e presentato le rispettive delegazioni. "Una nuova storia adesso, a un punto di partenza della storia di una nuova era di pace", recita l'intero messaggio scritto da Kim sul libro degli ospiti. Poco dopo ha avuto inizio la prima tornata di colloqui del summit, partiti alle 10:15 locali (3:15 in Italia) e in anticipo di 15 minuti sulla scaletta concordata dopo lunghe negoziazioni e diversi sopralluoghi.

domenica 22 aprile 2018

Siria, scoperta fossa comune Isis: fino a 200 corpi

RAQQA - Scoperta a Raqqa, l'ex 'capitale' dell'Isis, una fossa comune che potrebbe contenere fino a 200 corpi: a riferirlo un funzionario della città, Abdallah al-Eriane, secondo quanto riporta Al Arabiya. Secondo al-Eriane circa 50 corpi - tra civili ed estremisti - sono stati recuperati finora. La fossa era stata scavata sotto un campo di calcio, vicino all'ospedale in cui i combattenti dell'Isis si erano trincerati prima di essere cacciati dalla città nell'ottobre del 2017.

lunedì 16 aprile 2018

Sottomarino Usa che ha colpito in Siria era nel porto di Napoli

(ANSA)
ROMA - Sarebbe stato presente nella rada di Napoli il sottomarino nucleare statunitense Uss John Warner, di cui il sindaco di Napoli Luigi de Magistris ha lamentato la presenza in rada lo scorso 20 marzo. Il sommergibile risulta essere uno degli assetti americani che ha partecipato all'attacco missilistico in Siria.

Il canale You tube Air Source military, che raccoglie filmati relativi alle attività delle forze armate statunitensi, ha infatti pubblicato un video che risalirebbe a sabato, il giorno dell'attacco, e che mostra il lancio di un missile Tomahawk da un sottomarino indicato appunto come il John Warner (SSN 765) dislocato nel Mar Mediterraneo. La presenza del sottomarino a Napoli, in rada, risale al 20 marzo, quindi settimane prima del sospetto attacco chimico a Duma, che è del 7 aprile.

Il sottomarino nucleare, sempre da canali YouTube specializzati in questioni militari, risulta essere salpato dal porto di Gibilterra il 5 aprile.

In merito alla situazione generale in Siria, l'Aula della Camera sarà convocata per domani alle 15.30 per l'informativa del presidente del Consiglio Paolo Gentiloni. E' già convocata per domani alle 12 la conferenza dei capigruppo di Montecitorio. All'intervento di Gentiloni seguirà un dibattito cui interverranno i gruppi parlamentari.

domenica 15 aprile 2018

Siria, Coord.nazionale docenti diritti umani: "Violenze inaudite, si avvii riflessione seria"

POTENZA - Il Coordinamento Nazionale Docenti della disciplina dei Diritti Umani intende sottolineare la drammaticità del momento storico attuale: le violenze inaudite a cui sono sottoposti inermi civili, e specialmente bambini, imporrebbe una riflessione seria da parte delle potenze mondiali sulle strategie finora adottate per gestire la crisi siriana. La Costituzione italiana nell’art. 11 ripudia la guerra (…) come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali. Intanto stiamo assistendo a un moltiplicarsi delle azioni belliche su più fronti. L’odio e la crudeltà stanno raggiungendo livelli inaccettabili e ingiustificabili; immagini televisive raccapriccianti si diffondono nelle nostre case in modo martellante quanto inefficace: la spirale infernale della ferocia umana non si arresta davanti a  niente; neanche davanti alla possibilità che il conflitto, acceso in una zona del Medio Oriente, non troppo lontana da noi, possa deflagrare ed estendersi in modo irreversibile all’intero pianeta. Le personalità politiche che detengono attualmente il potere, decisamente, purtroppo, non inclini alla diplomazia, disertano la via del colloquio, del dialogo e della collaborazione, e scelgono di operare autonomamente, nonostante gli appelli dell’ONU alla moderazione. Condividiamo quanto espresso  dal segretario generale dell'Onu, Antonio Guterres: "Tutte le azioni che potrebbero aggravare la situazione e peggiorare la sofferenza del popolo siriano vanno evitate”.
La scuola deve promuovere messaggi di pace e di speranza: a tal proposito il Coordinamento rivolge un pensiero di vicinanza a tutti i docenti e studenti siriani e non che si ritrovano a formare e a formarsi in condizioni veramente disumane e di estrema precarietà. Ci auguriamo che la ragione, la civiltà e la pace possano ancora prevalere, anche quando le premesse parrebbero far pensare il contrario. La speranza non è degli illusi, ma di tutti quelli che, qualche volta, riescono a cambiare la realtà. Il Coordinamento invita le scuole di ogni ordine e grado a far sventolare la bandiera della pace e a illustrare, analizzare e commentare “Il Manifesto Russell‐Einstein” del 9 luglio 1955, con l’auspicio che il clima internazionale possa distendersi quanto prima.
“Ci appelliamo, in quanto esseri umani, ad altri esseri umani: ricordate la vostra umanità, e dimenticate il resto. Se ci riuscirete, si aprirà la strada verso un nuovo Paradiso; altrimenti, vi troverete davanti al rischio di un’estinzione totale.” (Il Manifesto Russell‐Einstein). Così in una nota il prof. Romano Pesavento, Presidente Coordinamento Nazionale Docenti della Disciplina dei Diritti Umani.

sabato 14 aprile 2018

Attacco nella notte di Usa, Gb e Francia al regime di Damasco. Mosca, 'ci saranno conseguenze'

(ANSA/AP)
"Ho ordinato l'attacco" contro il contro il regime di Assad. L'annuncio choc del presidente statunitense Donald Trump è giunto alle 21 di Washington (le 3 di notte in Italia) dalla Casa Bianca mentre i missili stavano già colpendo impianti collegati alla produzione di armi chimiche, compreso un centro di ricerca a Damasco.

L'operazione è stata portata avanti "congiuntamente" con Francia e Regno Unito contro "obiettivi mirati", a Homs e nella capitale: non per rovesciare il regime ma per inviare un chiaro messaggio al presidente siriano Bashar al Assad, reo di aver usato il gas nervino contro la sua gente. "La sorte di Assad e' nelle mani del popolo siriano", ha spiegato Trump mentre il Pentagono ha precisato che sono state volutamente evitate le basi russe in Siria e minimizzati i rischi per i civili. 

Poco dopo che il presidente Usa ha finito il suo discorso, sono state segnalate esplosioni a Damasco e sui social media sono rimbalzati video e foto dei missili in arrivo. La tv di stato siriana ha fatto sapere che il regime stava rispondendo "all'aggressione" ma il ministro della Difesa Usa, James Mattis, ha escluso vittime tra gli americani. Dura la risposta di Mosca che, tramite l'ambasciatore a Washington, Anatoly Antonov, ha definito l'attacco un "inammissibile" schiaffo al presidente Vladimir Putin che "non restera' senza conseguenze".

DAMASCO CONDANNA AGGRESSIONE: "BRUTALE E BARBARICA" - Il ministero degli Esteri siriano ha definito "un'aggressione barbara e brutale" l'attacco di Stati Uniti, la Francia, la Gran Bretagna contro installazioni militari, condotto nella notte. Con un comunicato diffuso dall'agenzia di stampa statale SANA, il regime ha aggiunto che gli attacchi puntano a ostacolare l'inchiesta dell'Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche a Duma. L'attacco "mira a ostacolare il lavoro della missione e precludere i suoi risultati", dice la nota citando una fonte del ministero degli Esteri siriano.

NATO SOSTIENE ATTACCO - La Nato sostiene l'attacco di Usa, Gran Bretagna e Francia contro i siti di armi chimiche del regime siriano. Lo dichiara il segretario generale dell'Alleanza Jens Stoltenberg in una nota. L'azione di stanotte "ridurrà la capacità del regime di condurre ulteriori attacchi contro il popolo siriano con armi chimiche", aggiunge Stoltenberg, ribadendo come sia "inaccettabile" l'utilizzo dei gas.

(ANSA/AP)
GENTILONI IN CONTATTO CON I VERTICI MILITARI - Il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni è stato costantemente informato questa notte degli sviluppi degli attacchi militari in Siria, mantenendosi in contatto con i ministri Esteri e Difesa e con i vertici militari. Nelle prossime ore e' prevista una sua dichiarazione presso la Sala dei Galeoni di Palazzo Chigi.

Poche ore prima il ministero della Difesa russo aveva affermato di avere la prova di un coinvolgimento diretto della Gran Bretagna nell'organizzazione della "provocazione" del presunto attacco chimico nella Ghuta. E il ministro degli Esteri russo, Serghei Lavrov aveva dichiarato: "Abbiamo dati inconfutabili" sul fatto che l'attacco chimico di Duma, in Siria, è stato organizzato". "I servizi speciali di un paese, che ora sta cercando di essere nelle prime file della campagna russofoba, sono stati coinvolti in questa messa in scena", ha aggiunto il reponsabile della diplomazia del Cremlino.

CHIAMATA TRA PUTIN E MACRON - Il presidente russo Vladimir Putin e il suo omologo francese Emmanuel Macron hanno avuto ieri una telefonata. Alla domanda se i due leader avessero discusso della situazione in Siria, ha detto: "sì, la conversazione ha toccato questo argomento". Vladimir Putin ed Emmanuel Macron nel corso della loro telefonata hanno deciso di dare mandato ai rispettivi ministri della Difesa e degli Esteri di mantenere uno "stretto contatto" per una "de-escalation" della situazione in Siria. Lo fa sapere il Cremlino. Entrambi i leader hanno poi espresso "soddisfazione" per l'arrivo degli esperti dell'Opac a Damasco. Putin ha sottolineato che serve un'indagine "oggettiva" prima della fine della quale conviene evitare "accuse infondate" contro "chiunque".

"Abbiamo la prova che la settimana scorsa sono state utilizzate armi chimiche in Siria da parte del regime": ha detto ieri il presidente francese, Emmanuel Macron, intervistato in diretta da TF1. E sempre ieri Angela Merkel ha escluso una partecipazione tedesca ad un intervento militare in Siria. Lo ha detto in conferenza stampa con il premier danese.

Siria: Gentiloni informato sui fatti. Salvini, "E' tutto pazzesco"

ROMA - In Italia il Presidente del Consiglio Paolo Gentiloni, informato continuamente dai vertici militari su quanto accaduto stanotte in Siria, rilascerà nelle prossime ore una sua dichiarazione. Per il principale esponente del centrodestra Matteo Salvini è tutto "pazzesco" e tramite un Twitter ha dichiarato: "Stanno ancora cercando le 'armi chimiche' di Saddam, stiamo ancora pagando per la folle guerra in Libia, e qualcuno col grilletto facile insiste coi 'missili intelligenti', aiutando peraltro i terroristi islamici quasi sconfitti. Pazzesco, fermatevi". (M.Di Raimondo)

mercoledì 11 aprile 2018

Trump a Mosca, "Missili sulla Siria arriveranno"

(ANSA)
di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - La tensione in Siria è sempre più crescente. Dopo che il cacciatorpediniere americano si è avvicinato alle acque territoriali siriane, la Russia ha garantito di abbattere tutti i missili sparati nel Paese. Trump ha risposto a Mosca, promettendo missili "belli, nuovi e intelligenti" sul territorio siriano.

Il Presidente statunitense, poi, ha puntato il dito sull'alleanza di Putin al regime di Assad aggiungendo: "non dovete essere alleati di un animale che uccide il suo popolo e se la gode".

L'attacco sembra imminente e l'Agenzia europea per la sicurezza aerea ha lanciato l'allarme per la pianificazione dei voli sull' area del Mediterraneo. Il possibile lancio di bombe aria-terra o cruise, entro le prossime 72 ore, potrebbe minacciare i voli.

La risposta di Mosca a quanto annunciato da Trump è stata immediata: "i missili Usa dovrebbero colpire terroristi e non il governo legittimo". La portavoce del ministero degli Esteri russo ha dichiarato che un eventuale attacco da parte degli Usa potrebbe distruggere le presunte prove dell'attacco chimico.

domenica 8 aprile 2018

Berlino, sventata strage alla maratona: 6 arresti

(ANSA/EPA)
BERLINO - Sventata una potenziale strage terroristica a Berlino, in Germania: la polizia ha arrestato sei persone che volevano accoltellare i partecipanti alla mezza maratona che si è tenuta oggi nella capitale tedesca. A riferirlo il quotidiano Die Welt, che precisa che i fermati potrebbero avere legami con Anis Amri, l'attentatore islamico responsabile dell'attacco al mercatino di Natale di Berlino del dicembre 2016, ucciso pochi giorni dopo a Sesto San Giovanni.

sabato 7 aprile 2018

Germania, camion piomba sulla folla: morti e feriti

Momenti di terrore in Germania, dove un furgone è piombato sulla folla a Munster. A riportarlo lo Spiegel online. Secondo le prime informazioni l’attentatore si sarebbe poi suicidato con dei colpi di pistola.

Il primo bilancio è di almeno 3 morti e trenta feriti. La Bild precisa che è in corso una grande operazione di polizia con parte della città vecchia blindata. Secondo la stampa tedesca quasi certamente «dovrebbe trattarsi di un attentato terroristico».

martedì 3 aprile 2018

Netanyahu sospende l'accordo Onu per trasferimento di migranti da Israele in Occidente

(Afp/Getty)
di MARIAGRAZIA DI RAIMONDO - È stato sospeso l'accordo annunciato ieri tra Israele e l'Unhcr, l'agenzia dell'Onu per i rifugiati, per risolvere la crisi dei migranti da Paesi africani in Israele, deportando decine di migliaia di persone in paesi terzi tra cui Canada, Germania e Italia. Netanyahu ha subito precisato che i paesi citati erano solo un esempio generico e non ci sono reali accordi.

Il ministro degli Esteri italiano, Angelino Alfano e il vicepresidente leghista del Senato, Roberto Calderoli, hanno prontamente smentito l'esistenza di un tale accordo, dichiarando che l'Italia non sarà disposta ad accogliere tali migranti e analoga smentita è arrivata da Berlino.

L'accordo prevede i finanziamenti dell'Onu al trasferimento di 16.250 sudanesi ed eritrei in Occidente, in cambio dell'impegno di Israele a concedere lo status di residente temporaneo ad uno stesso numero di migranti.