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giovedì 31 ottobre 2019

''La stagione degli alimenti'', il nuovo libro di Sergio Maria Francardo e Enrico Mariano

MILANO - Sergio Maria Francardo e Enrico Mariano presentano “La stagionalità degli alimenti – nutrirsi con i cibi di stagione è la migliore medicina preventiva”. Ritornare a trovare la connessione tra alimenti e cicli stagionali è il monito per stare in salute. Capire il ritmo della natura diventa la chiave per trovare il ritmo psico-fisico, percorrendo la sana strada della prevenzione. Tradizione e scienza trovano una nuova connessione.

TRAMA. Un saggio che è più di una guida. Un’analisi approfondita in chiave scientifica di tutti i prodotti – frutta e verdura – che la natura ci offre mese per mese, a sostegno della tesi che seguire un’alimentazione stagionale ci aiuta a prevenire e a combattere le malattie. La ricerca, condotta con perizia, si snoda attraverso i contributi dei due autori, entrambi medici, che spiegano dapprima l’importanza della sincronia tra ritmo psico-fisico e ritmo della natura nelle singole stagioni, quindi illustrano in un vero e proprio calendario – mese per mese – tutto ciò che la natura genera da sé e il corretto utilizzo per l’alimentazione umana che, se organizzata, trova un’armonia tra stile di vita e abitudini alimentari. Un saggio che parla ai sensi, anche attraverso spezie e aromi, alla riscoperta dei sapori autentici e dei giusti "stimolatori" dei processi di digestione e assimilazione.

Sergio Maria Francardo, esercita come medico a Milano dal 1980. È membro fondatore del Comitato tecnico-scientifico per la Medicina complementare della Regione Lombardia. Ha tenuto seminari e corsi di alimentazione nell’ambito delle attività legate all’agricoltura biodinamica. Con Edilibri ha pubblicato I semi del futuro - Riflessioni di un medico sui cibi transgenici (2001) e Medicina antroposofica familiare (2004).

Enrico Mariani, medico dal 1978, specializzato in scienza dell'alimentazione e in medicina dello sport. Primario ospedaliero di medicina generale a Milano (1992-2010) e medico sociale di squadre si calcio professionistiche (1994-2009), è autore di circa 30 pubblicazioni scientifiche inerenti a temi di alimentazione, salutogenesi e fisiologia sportiva su riviste di settore. Attualmente esercita la libera professione a Milano.

martedì 29 ottobre 2019

Presentato in anteprima nazionale il Furor Mathematicus di Sinisgalli


POTENZA - Alcuni dei principali studiosi di Sinisgalli, provenienti da ambiti sia umanistici che scientifici e da diversi Atenei italiani ed europei, sono stati chiamati a raccolta nei giorni scorsi a Potenza dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dall’Università della Basilicata per celebrare la ripubblicazione, dopo 70 anni, dell’opera più intimamente sinisgalliana: il Furor Mathematicus.

Questa grande operazione culturale è stata resa possibile grazie al contributo di diversi soggetti, molti dei quali presenti all’incontro ospitato nell’Aula Magna dell’Unibas: l’erede testamentaria di Sinsigalli, la dott.ssa Ana Maria Lutescu, più volte ringraziata, l’editore Mondadori che ha riportato il volume in libreria lo scorso 8 ottobre fra gli Oscar Baobab Moderni, il curatore Gian Italo Bischi, la Bcc Basilicata che ha sostenuto l’acquisto dei diritti editoriali, e la Fondazione Leonardo Sinisgalli con tutti i suoi soci fondatori e sostenitori (Regione Basilicata, Provincia di Potenza, Comune di Montemurro, Università degli Studi della Basilicata, Parco Nazionale dell’Appennino Lucano).

Un vero e proprio “atto d’amore” verso la cultura e verso questo intellettuale “bicefalo”, come ha sottolineato il Direttore della Fondazione Sinisgalli, Biagio Russo, in apertura di un incontro molto denso, diviso in quattro momenti: il saluto delle Istituzioni presenti - la Rettrice Aurelia Sole, il Presidente della Provincia Rocco Guarino, Il Sindaco Senatro Di Leo, il Presidente della Fondazione, Mario DI Sanzo; la lettura di alcuni estratti dal Furor mathematicus da parte dell’attrice Nicole Millo; gli interventi degli accademici presenti, coordinati dalla prof.ssa Maria Rosaria Enea, docente dell’Università della Basilicata, da lei rappresentata all’interno del Cda della Fondazione Sinisgalli.

Momento emozionante è stato il dono alla Fondazione, di alcune lettere manoscritte di Vito Sinisgalli al figlio Leonardo, da parte del noto poeta, saggista e traduttore romeno Dinu Flamand, che sta traducendo in rumeno la poesia sinisgalliana, vissuta intimamente come un richiamo alle proprie origini.

Oltre a raccontare il proprio rapporto con la poesia di Sinisgalli, Dinu Flamand ha declamato sia poesie del poeta-ingegnere che le proprie.

Il senso del “Furor Mathematicus”, racchiuso nel suo titolo apparentemente ossimorico, è stato reso attraverso i contributi “politecnici” dei convenuti: dal rapporto fra poesia e matematica (Claudio Bartocci, Università di Genova), alle questioni etiche che la civiltà delle macchine e l’intelligenza artificiale pongono alla contemporaneità (Fabrizio Caccavale, Università di Basilicata); dalla matematica come chiave di lettura per interpretare l’universo (Decio Cocolicchio, Università di Basilicata), al ruolo del linguaggio nell’alterazione della realtà (Luigi Tassoni, Università degli studi di Pécs); dal furore che arde nei matematici (Onofrio Mario Di Vincenzo, Università di Basilicata), al furore dell’Orlando Furioso e di Leonardo Da Vinci (Maria Teresa Imbriani, Università di Basilicata), fino al furore come superamento degli specialismi e della frantumazione del sapere e recupero dell’Umanesimo (Franco Vitelli, Università di Bari). Le conclusioni sono state affidate a Gian Italo Bischi dell’Università di Urbino, curatore del Furor mathematicus, che ha raccontato il suo colpo di fulmine con l’opera - non l’edizione del ’44 o del ’67, ma quella del ’50, quella che stava più a cuore a Sinisgalli, scritta in un momento storico di grande trasformazione per l’Europa e il mondo interno - trasfuso nell’introduzione al testo, anch’essa piena di furore.

martedì 22 ottobre 2019

Pubblicato libro distopico sulla fine della democrazia nell'UE, "Uropia il protocollo Maynards

POTENZA - In fatidica vicinanza con le Elezioni Europee 2019 è stato pubblicato il libro Uropia, il protocollo Maynards, un thriller distopico sul rischio reale di una potenziale deriva autoritaria all’interno dell’Unione Europea che ha suscitato l’apprezzamento del premio Nobel per la Pace, prof. muhammad Yunus. Link utile: http://uropia.eu

Ispirato al lavoro dell'economista Professor Alberto Bagnai, sotto la veste di una fiction il testo affronta e sviluppa temi sociali scottanti e di estrema attualità: quanto è realistico il rischio di una deriva antidemocratica in Europa? Che ruolo possono giocare immigrazione, terrorismo e populismo, cybersorveglianza e social media, élites e lobbyismo? In che misura i deficit di democrazia e trasparenza delle istituzioni europee contribuiscono a diffondere sentimenti eurocritici ed euroscettici?

Nato a Pisa e laureato in Giurisprudenza, ma residente in Svizzera dal 2018, l'autore Pietro Bargagli Stoffi è al suo esordio letterario.

Il libro è disponibile in tutti i bookstores online ed in oltre 1000 librerie italiane in formato cartaceo ed e-Book.

SINOSSI

"In Europa ci sono già i presupposti per l'esplosione di un conflitto sociale. Questo è il seme del malcontento, dell'egoismo e della disperazione che la classe politica e la classe dirigente hanno sparso. Questo è terreno fertile per la xenofobia, la violenza, il terrorismo interno, il successo del populismo e dell'estremismo politico."

LA STORIA:

Massimo Maffei è un traduttore italiano, nato e cresciuto a Monaco di Baviera, dove dirige una piccola ma fiorente agenzia. Quando incontra e si innamora di Anna, una giovane post-dottoranda dell'Università di Monaco, la loro storia d'amore sembra completare la sua vita e renderla perfetta.

Non immagina che a causa del suo impegno politico e civile, la tranquilla vita di tutti i giorni a cui è abituato verrà sconvolta per sempre.

In effetti, negli ultimi dieci anni il mondo è profondamente cambiato e l'Unione europea stessa ha subito una trasformazione epocale: devastata dalla persistente stagnazione economica - e in risposta all'onda emotiva provocata dai continui attacchi terroristici e dal crescente populismo nazionalista - i trenta stati che la componevano si sono sciolti, fondendosi in un'unica entità statale continentale.

L'architetto di questo progetto è il presidente della Commissione europea - l'ungherese Andraş Pordan - che occuperà l'ufficio temporaneo del presidente d'Europa per un anno, gestendo la transizione verso le prime elezioni democratiche pan-europee. Con l'aiuto di un giovane sottosegretario e sostenuto da influenti centri di potere, Pordan non perde l'opportunità tanto attesa.

In pochi hanno pubblicamente denunciato il pericolo di una deriva antidemocratica del nuovo stato unitario: tra questi il ​​professor Johnatan Maynards - professore di econometria all'Università di Monaco - il cui lavoro di divulgazione all'università e su un blog in rete ha ispirato la nascita di un movimento civico chiamato "Uropia", di cui Massimo stesso è simpatizzante e attivista.

Quando il governo inizia ad applicare le prime misure liberticide e il professore è costretto suo malgrado dagli eventi a occuparsi di politica, nulla sarà come prima: dal momento in cui Maynards si candida alle elezioni europee diventando il principale antagonista di Pordan, un meccanismo segreto ed inarrestabile si mette in moto contro di lui, coinvolgendo tutti quelli che gli sono vicini.

Tra fughe e tradimenti, pericoli e sorprese, su uno sfondo musicale operistico, nemmeno colpi di scena inaspettati sembrano impedire la vittoria di Pordan...

Titolo: Uropia, il protocollo Maynards
Autore: Pietro Bargagli Stoffi
Editore: Bibliotheka Edizioni, Roma
Genere: Thriller; Spy/political fiction
Prezzo e-book: € 4,99
Prezzo cartaceo: € 18,00
Data pubblicazione: 14 febbraio 2019
Pagine: 328

Biografia autore:

Pietro Bargagli Stoffi è nato a Pisa nel 1975.

Laureato in Giurisprudenza nella sua città, ha vissuto 12 anni in Germania, tra Francoforte e Monaco di Baviera.

Appassionato di storia, politica, viaggi e lingue, ha maturato variegate esperienze professionali nel mondo del turismo, dei videogames, dell'automobile, del merchandising.

É stato apicoltore, ha prestato la voce a Wario nel gioco Nintendo "Wario&Games" per WiiU ed ha contribuito alla realizzazione della Borgward Isabella concept, nonché di numerosi gadgets per Juve, Milan, Inter, Roma e Pagani automobili.

Attualmente vive in Svizzera.

venerdì 18 ottobre 2019

La Fondazione Sinisgalli e l’Unibas presentano il Furor Mathematicus di Leonardo Sinisgalli per Mondadori

POTENZA - Dopo l’atteso ritorno in libreria dallo scorso 8 ottobre, il “Furor Mathematicus” di Leonardo Sinisgalli, con un saggio introduttivo e la cura di Gian Italo Bischi, fresco di stampa per Mondadori fra gli Oscar Baobab Moderni, i cui diritti sono stati acquistati grazie al contributo del Fondo etico di Bcc Basilicata, verrà presentato ufficialmente mercoledì 23 Ottobre alle ore 16.00 a Potenza presso l’Aula Magna dell’Università degli studi della Basilicata, nel Rione Francioso. La presentazione è organizzata dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli e dall’Università degli studi della Basilicata nell’ambito dell’ottava edizione del “Furor Sinisgalli ̶ L’avventura delle due culture”, la manifestazione dedicata alla poliedricità del poeta-ingegnere di Montemurro.

Il “Furor Mathematicus”, riproposto integralmente, e per la prima volta, nell’edizione pubblicata da Mondadori nel 1950, è la massima espressione dell'eclettismo sinisgalliano. Raccoglie brevi saggi, pensieri, dialoghi, lettere e scritti autobiografici; una sintesi, delle molteplici pubblicazioni, riflessioni e attività culturali di Leonardo Sinisgalli su temi che includono matematica, poesia, pittura, architettura, design, fisica, filosofia, tecnologia, artigianato. La pubblicazione è solo la prima di una trilogia fortemente voluta dalla Fondazione Sinisgalli: agli inizi del 2020 usciranno infatti anche i Racconti (a cura di Silvio Ramat) e le Poesie (a cura di Franco Vitelli).

La presentazione del volume, coordinata da Maria Rosaria Enea, docente dell’Università degli studi della Basilicata nonché membro del Cda della Fondazione Sinisgalli, sarà introdotta dalla Rettrice dell’Ateneo lucano, Aurelia Sole. Seguiranno i saluti dei rappresentanti degli enti sostenitori della Fondazione: il Presidente del Consiglio Regionale della Basilicata, Carmine Cicala, il Presidente della Provincia di Potenza, Rocco Guarino, il Sindaco di Montemurro, Senatro Di Leo, il Presidente della Bcc Basilicata, Teresa Fiordelisi, il Co-commissario del Parco Nazionale dell’Appennino Lucano, Giuseppe Priore, la Dirigente dell’Ufficio Sistemi Culturali e Turistici della Regione Basilicata, Patrizia Minardi, insieme al Presidente e al Direttore della Fondazione Sinisgalli, Mario Di Sanzo e Biagio Russo.

Dopo l’intermezzo musicale curato dal Conservatorio “Gesualdo da Venosa” di Potenza, l’attrice Nicole Millo leggerà alcuni estratti dal “Furor mathematicus”. A seguire ci sarà la consegna al Presidente della Fondazione, di alcune lettere manoscritte di Vito Sinisgalli al figlio Leonardo, da parte del poeta, saggista e traduttore romeno Dinu Flamand, che leggerà alcune poesie proprie e di Sinisgalli.

Si aprirà così il secondo momento della presentazione, con gli interventi specialistici di Claudio Bartocci (Università di Genova), Fabrizio Caccavale (Università della Basilicata), Silvio Ramat (Università di Padova), Decio Cocolicchio (Università della Basilicata), Luigi Tassoni (Università di Pécs), Onofrio Mario Di Vincenzo (Università della Basilicata), Maria Teresa Imbriani (Università della Basilicata), Franco Vitelli (Università di Bari). Chiuderà gli interventi il curatore del “Furor mathematicus”, Gian Italo Bischi (Università di Urbino).

All’incontro sarà presente l’erede testamentaria di Sinisgalli, la d.ssa Ana Maria Lutescu, cui va il ringraziamento della Fondazione Leonardo Sinisgalli.

martedì 15 ottobre 2019

Libri: Roberto Emanuelli presenta a Matera “Tu, ma per sempre”

MATERA - Torna a Matera venerdì 18 Ottobre ore 18:00 lo scrittore romano Roberto Emanuelli, ospite presso BurroSalato (via Rocco Scotellaro 7) nell'ambito della rassegna "Territori" organizzata da Isabella D'Alessandro, Gianpaolo Colucci e Tiziana D'Oppido e in colaborazione con Mondadori Bookstore Matera. Roberto Emanuelli presenterà il suo ultimo romanzo "Tu, ma per sempre" pubblicato con la casa editrice DeA Planeta.

Dialoga con l'autore la giornalista Rossella Montemurro.

Dalla quarta di copertina di "Tu, ma per sempre":

" Quanto coraggio ci vuole per tener stretto l’amore, anche quando fa male? Quanto coraggio ci vuole per rialzarsi dopo l’ennesima caduta? Quanto coraggio ci vuole per stare al fianco di un amico mentre il mondo gli crolla addosso? Quanto coraggio ci vuole per sedersi davanti a un tramonto, spingere lo sguardo oltre la linea dell’orizzonte e capire che chiunque può superare i propri limiti, chiunque può essere infinito? E per imparare ad amarsi, fregandosene dei giudizi altrui, saltando fuori dalla gabbia che hai intorno, quanto coraggio ci vuole?

Lorenzo e Marzia sono amici da poco, uniti dalla musica, quella che lui suona da sempre, per passione e per mettere insieme uno stipendio, e che per lei fa parte del regalo di compleanno che sta preparando per Riccardo, l’amore della sua vita. Hanno storie diverse, Lorenzo e Marzia: lui ha trentasette anni, è nato in una periferia popolare ma vive in un palazzo elegante del centro di Roma, con la sua bellissima moglie Ginevra e una splendida bambina di tre anni e mezzo, per la quale farebbe qualunque cosa; Marzia di anni ne ha diciotto, si è appena trasferita con la famiglia alla Garbatella, trovando nuove compagne con cui condividere le emozioni più forti, compresa la paura per l’esame di maturità. Rompendo ogni schema e con la tenerezza dirompente delle vere amicizie, loro e un gruppo fantastico di persone pronte in ogni momento ad aiutarle affronteranno un’estate destinata a cambiare tutto, attraverso cadute dolorose, altalene di dubbi, errori inattesi e momenti di irrefrenabile gioia. Con la voglia di credere nell’amore, sempre, a qualunque costo, e di urlare al mondo la magia di un bacio, la poesia di un sorriso, la bellezza dei propri sogni!"

L'AUTORE

Roberto Emanuelli è nato nel 1978 a Roma, dove vive. Nel 2015 ha esordito con "Davanti agli occhi", prima autopubblicato e poi uscito per un piccolo editore, e da allora ha conquistato ogni giorno di più il cuore dei suoi lettori, una comunità di centinaia di migliaia di persone. Dopo sono venuti i bestseller " E allora baciami" (pubblicato anche in Spagna e in America Latina) e "Buonanotte a te", che continuano a essere letti, amati, sottolineati e condivisi. È la più grande rivelazione degli ultimi anni.

mercoledì 9 ottobre 2019

Leonardo Sinisgalli torna in libreria con il 'Furor mathematicus' negli Oscar Moderni Baobab Mondadori

POTENZA - Dall’8 ottobre ritorna nelle librerie italiane il Furor mathematicus di Leonardo Sinisgalli. Questo volume, a cura e con un ampio saggio introduttivo di Gian Italo Bischi, dell’Università di Urbino, ripropone integralmente, e per la prima volta, l’edizione pubblicata da Mondadori nel 1950.

Furor mathematicus è una raccolta di brevi saggi, pensieri, dialoghi, lettere e scritti autobiografici; una sintesi, delle molteplici pubblicazioni, riflessioni e attività culturali di Leonardo Sinisgalli su temi che includono matematica, poesia, pittura, architettura, design, fisica, filosofia, tecnologia, artigianato. È la massima espressione dell'eclettismo sinisgalliano. Per il gusto della mescolanza; per l'aspirazione al compendio del sapere ("Dio è laconico"); per il forte senso di curiosità; per il dialogo delle due culture; quella umanistica e scientifica. Si tratta di un libro unico nel panorama letterario del Novecento, in quanto espressione di una "intelligenza fuor del comune" come ebbe a dire Gianfranco Contini.

La pubblicazione è solo la prima di una trilogia, fortemente voluta dalla Fondazione Leonardo Sinisgalli di Montemurro (e grazie anche al contributo della Bcc Basilicata), che dal 2010 opera per valorizzare l’opera del poliedrico intellettuale, e dalla Mondadori. Agli inizi del 2020 usciranno infatti anche i Racconti (a cura di Silvio Ramat) e le Poesie (a cura di Franco Vitelli). Tale obiettivo, per il quale si ringrazia l’erede di Sinisgalli, la dottoressa Ana Maria Lutescu, è stato raggiunto proprio nell’anno in cui la Basilicata è al centro del dibattito culturale nazionale ed europeo, grazie a Matera Capitale Europea della Cultura 2019.

Leonardo Sinisgalli partecipa da protagonista alla trasformazione dell’Italia in potenza industriale, in qualità di creatore e direttore di riviste aziendali fortemente innovative e di ampia portata culturale (da Pirelli a Civiltà delle Macchine per citare solo le più famose). Nell’ambito di queste attività Sinisgalli continuerà ad attingere dal ricco serbatoio di scritti, idee, linee programmatiche che, sebbene talora in forma embrionale, sono delineati nel Furor. Un punto, quindi, di sintesi, riflessione e ripartenza. Ma il 1950, anno della pubblicazione della versione definitiva del Furor, segna anche un memorabile momento di passaggio per l’Italia che si prepara a ripartire, ad aprirsi alla modernità con speranza ed entusiasmo dopo anni di isolamento culturale ed economico, dopo il disastro della guerra. La nazione raccoglie idee e forze per affrontare una profonda trasformazione da Paese agricolo a industriale; nell’aria si respira una nuova vitalità, il sentore di quel miracolo economico di cui Sinisgalli è stato uno dei maggiori interpreti.

Un progresso economico e tecnologico con un’anima e un’estetica rintracciabili nelle pagine del Furor e che diventeranno i temi principali delle riviste aziendali dirette da Leonardo Sinisgalli, simbolo dell’industria italiana negli anni del miracolo economico. Infatti negli anni Cinquanta-Sessanta, dopo l’esperienza a fianco di Adriano Olivetti, Sinisgalli è accanto a Giuseppe Luraghi alla Pirelli e poi a Finmeccanica, con Enrico Mattei all’ENI, fino ad Alitalia, Bassetti e Mobili Mim, come responsabile di immagine e comunicazione. Il suo rapporto con l'industria culminerà presso l'Alfa Romeo dal 1966 al 1973, sempre con Luraghi presidente. Creatore e direttore delle rispettive riviste aziendali, diffonderà attraverso di esse un magico e fecondo connubio fra cultura e produzione che ha contribuito a trasmettere nel mondo il fascino (talvolta persino il culto) dell’immagine ed eleganza dello stile italiano.

martedì 8 ottobre 2019

'Come anime scelte che si ritrovano', il nuovo libro di Gianni Verdoliva

DI REDAZIONE - Lo scrittore torinese Gianni Verdoliva presenta “Come anime scelte che si ritrovano”, una raccolta di venti racconti avvolti nel mistero e nella magia, in cui si narra l’amore nelle sue tante e meravigliose sfumature. Storie evocative e struggenti che raccontano di uomini e donne speciali che diventano l’anello di congiunzione tra il passato e il presente, e che con la purezza delle loro anime sapranno cancellare torti e dolore, e riportare pace a fantasmi perduti nel tempo e nello spazio. Un’opera originale e significativa, a metà strada tra il paranormal romance e il realismo magico.

“Come anime scelte che si ritrovano” di Gianni Verdoliva è una raccolta di racconti molto suggestiva in cui si mette a nudo l’anima di uomini e donne che sanno vedere oltre le apparenze, che sanno squarciare il velo del reale e osservare ciò che non c’è più, ma che sempre riecheggia nel tempo. In brevi e intensi racconti l’autore riesce a creare un’atmosfera ricca di suspence e mistero, descrivendo manieri pieni di segreti, abbazie perse in isole disabitate, ma anche luoghi all’apparenza “normali” che d’improvviso sembrano attrarre energie sinistre e anime erranti. Ognuno dei protagonisti di queste storie sembra essere giunto a un bivio; sono esseri umani che vogliono tornare all’essenziale, e per questo motivo ricercano la solitudine e il silenzio. Ma il silenzio in queste storie è spesso rotto da brusii, mormorii, e musiche che con le loro note accarezzano le orecchie dei protagonisti, e arrivano fino al lettore. La musica è elemento ricorrente nei racconti: che provenga da un’arpa, da un pianoforte o da un liuto, essa diventa spesso un ponte tra il passato e il presente, tra chi riemerge da un tempo dimenticato e chi sta cercando di riappropriarsi del proprio tempo presente. Ma ci sono anche altri temi importanti che attraversano l’opera, come potenti e significativi fils rouges: la magia, il senso del mistero, l’amore, e soprattutto la collisione tra passato e presente che genera nuova vita, che porta trasformazione. “A Michela sembra di trovarsi in un’altra dimensione, dove il presente e il passato si toccano”: è proprio ciò che succede in queste storie, a Michela come agli altri personaggi, di riuscire a sfiorare l’ineffabile e a instaurare una comunicazione con entità atemporali. Sono storie oniriche ma anche profondamente reali, che narrano di incontri fugaci e viaggi interiori intrapresi in un’atmosfera da racconto d’altri tempi, in cui c’è un tocco di gotico e di mistery, e soprattutto tanto romanticismo. Le storie d’amore raccontate hanno un occhio di riguardo per l’inclusività, tema tanto attuale ai nostri tempi che merita sempre più attenzione, e sono descritte nella loro semplicità, nella loro forza, nella loro quotidiana magia. Amori che superano ogni ostacolo, anche quello definitivo della morte, amori tra fantasmi che inquietano ma che non fanno paura, e che chiedono aiuto ai protagonisti per conquistare l’agognata pace, e per riunirsi alle loro anime gemelle. Fantasmi da liberare, da ascoltare, e da cui imparare a comprendersi nel profondo.


TRAMA. Quando il passato e il presente si toccano, accade qualcosa di magico. Specie in certi luoghi dove il silenzio e la tranquillità conducono i sensi oltre ciò che è apparente. In una cornice da racconto gotico, tra vecchi monasteri, paesi abbandonati, ville di campagna e antiche dimore, circondati da un’atmosfera suggestiva, l’elemento sovrannaturale rappresenta lo snodo, misterioso quanto affascinante, di queste vicende a metà tra i racconti di fantasmi e le storie d’amore. Tra reincarnazioni, presagi, incantesimi e dejà vu, i misteri si possono svelare e le maledizioni potranno essere interrotte. Venti storie cariche di emozioni e di sentimento, nelle quali i protagonisti sono donne e uomini lontani da stereotipi e cliché, pronti a sorprendere e a sorprenderci, capaci di vivere appieno le loro vicende. Personaggi, ma soprattutto anime, particolari e profonde, che si ritrovano.

Gianni Verdoliva vive e lavora a Torino. È un giornalista pubblicista e uno scrittore che ama i racconti di fantasmi e il paranormale. Dopo aver ultimato la scuola triennale di counselling ad indirizzo Analitico-Transazionale, è attualmente S.F.E.R.A. Coach. “Come anime scelte che si ritrovano” è la sua opera di esordio, una raccolta di racconti pubblicata da Robin Edizioni nella collana Robin&sons, finalista al Premio “Il Convivio” nella categoria opera inedita.

giovedì 3 ottobre 2019

La scrittrice Giannotte pubblica il libro 'La resilienza'

MILANO - La scrittrice e avvocatessa cagliaritana R. P. Giannotte presenta “La resilienza”, secondo volume del Ciclo del Parma Caffè, inaugurato con il suo romanzo d’esordio “La finestra al sole”. Nella sua ultima opera l’autrice racconta di vite spezzate in attesa di ricomporsi, sullo sfondo di una storia intrigante incentrata sulla finanza al femminile. Un romanzo che ha cuore e cervello nel parlare della capacità umana di accettare il proprio destino e di rialzarsi con coraggio, e nel proporre uno scenario originale, quello del mondo spietato e calcolatore del trading finanziario.

Nel secondo romanzo della scrittrice R. P. Giannotte La resilienza si fa la conoscenza di due personaggi molto lontani per esperienze di vita passata e presente, ma che nel corso dell’opera avranno modo di veder concordare le proprie identità. Pia Ludovica Bartoli è una trader milanese che lavora per una importante società di investimento, la Dolby’s; una donna realizzata, che ama scommettere e rischiare nel suo lavoro, molto meno invece nella sua vita privata. Diego Vascelli, nome d’arte Diego Vas, è un cantante molto famoso di Pop-Trap, proprietario di un locale e di una società di produzione musicale; un giovane spesso rabbioso, tormentato da un ingiusto passato. La vicenda è ambientata a Cagliari, città ben descritta dall’autrice, che tiene particolarmente a dipingere un ritratto veritiero della Sardegna contemporanea. È un romanzo narrato in terza persona, che accoglie però al suo interno delle parti in prima persona, in cui i due protagonisti raccontano il proprio passato, mostrando al lettore quanto ciò che accade nell’infanzia possa influenzare l’intero corso della vita. In quest’opera si parla di realizzazione personale, di amicizia vera, della famiglia che ci tocca e di quella che si sceglie, di compromessi e di ritorni al passato, spesso necessari per chiudere il cerchio della propria esistenza. Pia è una donna che sembra totalmente proiettata in avanti: un matrimonio imminente, il desiderio di un figlio, la lotta per una promozione meritata; Diego ha invece gli occhi rivolti sempre verso il passato, un passato che ha condizionato la sua vita e con il quale ha deciso di chiudere i conti. Tra Pia e Diego vi è l’anello di congiunzione di un personaggio che con la sua presenza/assenza ha influito sulle loro esistenze e sul loro destino; una figura che non appare direttamente nel romanzo se non nei ricordi dei protagonisti, ma non per questo ha meno peso sullo svolgimento della trama. Una trama interessante, che svela poco alla volta l’anima e i tormenti dei personaggi, e che non rinuncia a proporre anche una storia spietata legata al mondo della finanza, tecnicamente molto curata, che svela una realtà poco frequentata in narrativa, soprattutto trattando della figura della donna in questo ambiente ritenuto prettamente maschile. È di intrighi aziendali che si parla, di una serpe in seno che va scovata e neutralizzata, e di una missione in cui Pia dovrà imparare a seguire l’istinto per riconquistare un grosso cliente e smascherare la spia. Ma ancora più importante sarà la scoperta della donna di essere diversa e migliore dell’immagine erroneamente perfetta che si era creata nella testa, e in parallelo si assisterà alla presa di consapevolezza di Diego di essere andato avanti testardamente nonostante il suo cuore spezzato, di avercela fatta nonostante le sue mancanze. Perché è di questo che parla con profondità il romanzo, di resilienza, di coraggio di rialzarsi, di reagire ai traumi e di riprendersi la propria vita più forti di prima.

TRAMA. È una linea sottile quella che unisce Pia Ludovica Bartoli, trader in carriera di una multinazionale finanziaria con sede a Milano, e Diego Vascelli, in arte Diego Vas, cagliaritano, cantante Pop-Trap del momento. Le loro vite sono scivolate su strade che si sono sfiorate senza mai incrociarsi. Fino al giorno in cui Diego decide di affidare il proprio capitale alla società di Pia per un investimento che si rivelerà disastroso. Non solo per colpa di Pia, responsabile dell’operazione, ma anche perché all’interno della società qualcuno ha remato contro. Questo costringerà Pia a recarsi a Cagliari – dove Diego Vas ha programmato le riprese per il suo prossimo videoclip – per non perdere il cliente e scoprire chi tra i suoi colleghi ha tradito. Pia e Diego si incontreranno, si conosceranno e si metteranno a nudo. Scopriranno, insieme, che cosa voglia dire resilienza, l’adattamento necessario alle circostanze che la vita presenta.

Laureata col massimo dei voti in Giurisprudenza, attualmente lavora come avvocato amministrativista. “La finestra al sole” è il suo romanzo d’esordio, con cui inaugura il Ciclo del Parma Caffè, per il quale vince il Premio Nazionale Bonifacio VIII 2018 dell'Accademia Bonifaciana di Anagni, e il secondo posto nel Concorso Artistico Internazionale Amico Rom 2018 e nel Premio Letterario Catone2018. Con “La resilienza” riceve il 1° posto al Premio Internazionale Genesis - sezione aforismi per la frase nel retro di copertina: «Non nasciamo mica con le istruzioni per l'uso».

martedì 1 ottobre 2019

Georgi Hristulev pubblica il nuovo libro 'Vendere con passione'





MILANO - Georgi Hristulev è il nuovo guru del commercio pronto a svelare i segreti per diventare un venditore efficace, di successo e - persino - virtuoso. “Vivi quello che vendi” è il messaggio chiave del suo manuale, una frase iconica da ricordare quando si tratta di vendere ghiaccio agli eschimesi. Non ci sono ricette miracolose o piani difficili da realizzare, solo un metodo di addestramento pragmatico, “Il virtuoso della vendita”, attraverso il quale l’autore chiarisce le caratteristiche che dovrebbero avere tutti coloro intenti a vendere auto, immobili, aspirapolveri, caffè o qualsivoglia prodotto.

Senza particolari formule magiche, Hristulev propone un percorso di studio teorico abbinato a esercizi pratici da seguire scrupolosamente. “Venditori non si nasce, si impara a esserlo”, ragion per cui il saggio diventa un’occasione di crescita personale e di sviluppo delle proprie capacità. Oggi, accade spesso che si prendano le distanze dagli agenti di vendita, rei di non svolgere (forse) un mestiere dietro una scrivania, dunque, “comodo” e senza troppi colpi di scena. Si tratta di un pregiudizio radicato nel tessuto lavorativo che andrebbe sdoganato e messo a tacere. La vendita regge l’economia intera, i posti di lavoro esistono perché ci sono aziende che vendono beni e servizi, lo stesso prodotto interno lordo (PIL) è legato al concetto di consumo, nonché alla vendita. Ma anche nella vita privata siamo tutti negozianti. In ogni ambito non vendiamo le nostre competenze, abilità, le nostre migliori risorse?

La vendita è una metafora della vita per realizzare se stessi, tant’è che il saggista se ne assume le responsabilità sottoponendo a chi legge, prima di addentrarsi nella lettura del testo, un contratto da firmare, corredato da alcune raccomandazioni per il raggiungimento degli obiettivi prefissati. Un approccio originale quello dello scrittore, complici gli studi di cinematografia alle spalle che gli hanno consentito di trovare l’equilibrio tra business e creatività. Georgi Hristulev spiega agli uomini d’affari e non solo, come ottenere di più. In altre parole, l’arte della compravendita consiste nell’imparare a proporre al cliente le cose per acquisire la risposta che si vuole e offrire la soluzione di cui l’altro ha bisogno, senza dimenticare 2 prerequisiti fondamentali: voglia di lavorare e perseveranza. Il libro è suddiviso in quindici capitoli che affrontano le diverse sfaccettature delle relazioni con i potenziali clienti. Si va così da un’analisi del linguaggio del corpo quando si comunica, alla descrizione delle varie fasi commerciali. Traguardo finale: costruire un rapporto nel tempo con un compratore. In che modo? Ad esempio, attraverso regali e bonus con cui lusingarlo. Attenzione e cura sono, quindi, marchi di fabbrica che consentiranno alle persone che acquistano di decidere se farlo o no, ancora una volta, nella stessa azienda.


TRAMA. La vendita è un processo semplice, in cui il venditore ottiene l’affare e prende i soldi. Lo scopo della guida è insegnare agli addetti del settore come farlo in modo rapido, efficiente e senza perdere di vista i propri principi. Il sistema è suddiviso in 4 stadi: il primo è la pianificazione, il secondo è il marketing, il terzo è l’incontro con il consumatore, il quarta riguarda la gestione dei soldi. Il compendio si occupa solo del terzo step ossia del momento in cui avviare la conversazione con l’acquirente fino al risultato finale. L’esito - ça va sans dire - può essere qualsiasi, ma è meglio ricevere denaro per il prodotto o servizio offerto. A tal proposito, Georgi Hristulev fornisce al lettore gli strumenti per gestire e affrontare eventuali imprevisti che possono verificarsi durante una vendita. Come attirare l’attenzione del cliente? Come concludere un affare? Tutti interrogativi che trovano una risposta grazie agli esempi e agli esercizi proposti, utili affinché i cosiddetti account memorizzino le informazioni teoriche e imparino ad applicare le nozioni impartitegli nel lavoro quotidiano.

Laureato in Regia Cinematografica e con una profonda passione per le vendite, Georgi Hristulev unisce le abilità acquisite in queste 2 attività per raggiungere standard elevati di eccellenza come venditore e professionista del settore. Master Practitioner in PNL, mediatore professionale, esperto in negoziazione, in strategia di marketing, ha ideato, progettato e applicato con successo il metodo formativo per essere “virtuoso della vendita”.


venerdì 27 settembre 2019

Libri: Alessandro Monti pubblica il suo primo romanzo

MILANO - Alessandro Monti presenta “Vedi sopra (…l’estate della mia vita…)”, la storia di una profonda amicizia e di un grande amore che avranno la forza di superare il tempo e lo spazio. Un’appassionante vicenda raccontata dal punto di vista di sei amici legati da un rapporto trentennale, e ambientata in due epoche storiche differenti, il 1985 e il 2016. Un romanzo citazionista, nostalgico, in cui la musica dei meravigliosi anni ottanta diventa colonna sonora della surreale storia dei sei ragazzi, oltre che presenza imprescindibile, concreta e significante.

Nel romanzo d’esordio di Alessandro Monti, Vedi sopra (…l’estate della mia vita…), viene narrata un’intensa storia d’amicizia e d’amore dal punto di vista del protagonista Jerry, con piccole incursioni degli altri cinque personaggi dell’opera, voci narranti nei capitoli a loro intitolati. Una vicenda raccontata tra presente e passato (e oltre) ambientata a Pesaro nel 2016, e in seguito nel 1985. Un viaggio nel tempo non solo attraverso la memoria; un vero e proprio ritorno al passato voluto dal destino che, a volte, decide di dare una seconda occasione. La storia di Jerry, Max, Alex, Barbie, Vale e Marco ha il sapore dell’estate e di quel momento dell’adolescenza in cui tutto sembra possibile. I ragazzi si incontrano per caso - o forse no - in un caldo agosto che cambierà per sempre le loro vite. Tra i sei amici nascerà un’amicizia che né il tempo né il dolore potranno mai scalfire. Un’amicizia tanto forte che li spingerà a ricomporre in un diverso puzzle i pezzi della loro esistenza. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è un romanzo malinconico ma anche pieno di speranza nel raccontare della bellezza ineguagliabile dell’amicizia e dell’amore. Con delicatezza e semplicità si narra del legame unico tra sei ragazzi che diventano una cosa sola, stretti in un eterno cerchio magico formato dal loro abbraccio, che permetterà loro di rimediare a una tragedia del passato, con la complicità del Fato. Alessandro Monti presenta un romanzo citazionista che riprende i miti e i simboli degli anni ottanta, e che ripropone i valori che si potevano trovare nei film e nei romanzi per ragazzi di quel periodo. Un’opera nostalgica, che riecheggia il profondo rapporto tra i protagonisti del romanzo di Stephen King It, o quello dei protagonisti del film di Rob Reiner Stand by me. E soprattutto ripropone la musica che si ascoltava a quei tempi nei mitici walkman, come quella dei Roxette, dei Bad English, degli Spandau Ballet, dei Poison, dei Mötley Crüe. Musica che si sente quasi in dovere di mettere in sottofondo mentre si legge il romanzo, per far sì che chi ha vissuto quegli anni possa rievocarne l’atmosfera, e chi non ha avuto questa fortuna possa cogliere un frammento di quel periodo magico.

TRAMA. A chi non piacerebbe rilanciare i dadi della vita e rivivere il passato cambiando il destino? Agosto 1985, Pesaro: Jerry, Vale, Marco, Barbie, Max e Alex si incontrano un giorno per caso, o forse no. Tra loro è subito intesa, ma non sanno ancora che stanno per vivere l’estate della loro vita, quella che li cambierà per sempre. Quando è il momento di chiudere gli ombrelloni del “Bagno Lello” e di tornare a casa, tra amori nati e amicizie rinforzate, i sei promettono di non lasciarsi più. E così sarà, ma il destino ha in serbo altri programmi… Chi poteva sapere cosa c’era scritto nel libro della loro vita, cosa fosse giusto e cosa no? Ma a volte anche quello che è scritto può essere cambiato. A volte la vita offre una seconda occasione, starà a loro coglierla e rimettere le cose a posto. Vedi sopra (…l’estate della mia vita…) è la storia di un’amicizia nata tra sei ragazzi nell’estate del 1985, e destinata a durare per sempre. Un romanzo diviso in tre parti, che dal presente ci proietta nel passato. Una storia che parla di una splendida amicizia e di un amore, quello tra Alex e Jerry, che supererà il tempo e lo spazio.

Alessandro Monti (Modena, 1968) ha collaborato come articolista per la Gazzetta di Modena ed è un grande appassionato di musica. Vedi sopra, (…l’estate della mia vita…) è il suo primo romanzo. 

giovedì 26 settembre 2019

Filiano: successo e grande partecipazione per l’iniziativa della locale biblioteca “Bibliopride”


FILIANO - L’iniziativa “Biblioteca in Festa - Giochi e spuntino tra i libri” presso la Biblioteca comunale di Filiano, organizzata dalla Pro Loco Filiano con il patrocinio del Comune di Filiano nell’ambito della VIII Giornata nazionale delle Biblioteche – BiblioPride con l’obiettivo di sottolineare l’importanza della biblioteca pubblica e la necessità di spazi culturali per i bambini, si è conclusa con successo e grande partecipazione.

Nel pomeriggio di martedì scorso, 24 settembre 2019, le porte della locale biblioteca si sono aperte per accogliere tutti quei piccoli che, in compagnia dei genitori, desideravano fare esperienza di lettura.

La manifestazione che ha visto la partecipazione di oltre venti bambini di età compresa tra i 6 e i 10 anni, si è articolata tra due momenti, la narrazione e il gioco, sviluppando momenti ludici e di lettura condivisa.

Il salone della biblioteca è stato trasformato a misura di bambino: gli operatori volontari di servizio civile Pro Loco e il gruppo di animatrici che ruotano attorno alla Biblioteca di Filiano - attraverso l’allestimento di spazi attrezzati con scatole e valigie colme di volumi adatti alle diverse face d’età: cartonati, di stoffa, ma anche albi illustrati e testi con fiabe – hanno creato un ambiente magico in cui i bambini si sono tuffati trovando comodamente il loro posto.

«I bambini – dichiara l’operatore di biblioteca Vito Sabia – hanno saputo apprezzare la bontà dell’esperienza: ne sono testimonianza i molti libri presi in prestito al termine dell’iniziativa».

martedì 24 settembre 2019

Pedro Lenz presenta la nuova opera letteraria 'La bella Fanny'

di REDAZIONE - Pedro Lenz presenta “La bella Fanny”, un’opera introspettiva e ironica, in cui si intraprende un viaggio nell’anima e nella mente del protagonista Jackpot, un’aspirante scrittore. Ambientato nel comune svizzero di Olten, una terra di mezzo malinconica e monotona, il romanzo si focalizza sulla vita interiore di Jackpot, e sul suo bisogno di trovare un senso alla natura sfuggente dell’amore e dell’arte. Una nuova e affascinante opera per il pluripremiato scrittore svizzero Pedro Lenz, tradotta da Amalia Urbano e pubblicata in Italia da Gabriele Capelli Editore.

Nel nuovo romanzo di Pedro Lenz, La bella Fanny, si fa la conoscenza di un personaggio autentico e complesso, Frank, che in realtà odia il suo nome e vuole farsi chiamare Jackpot. Un aspirante scrittore che si muove nel sobborgo svizzero di Olten quasi in punta di piedi, come se non volesse turbare la quiete e la monotonia del luogo. Per mezzo di un flusso di coscienza ben gestito dall’autore si entra nella mente di Jackpot, nella sua inquietudine, nella sua banale quotidianità che, trasportata sulla pagina, acquista straordinarietà. È affascinante osservare la vita di un giovane uomo che non sa ancora qual è il suo posto nel mondo ma che è comunque a suo agio nell’indeterminatezza dell’esistenza, che è “felice di non essere potente e potentemente felice” ma allo stesso tempo è malinconico e disincantato.

Jackpot è ossessionato dalla bellissima Fanny, una ragazza misteriosa, portatrice di una maledizione; una presenza tanto forte all’inizio dell’opera quanto evanescente nell’ultima parte del libro. L’incontro con Fanny apre il romanzo e stravolge l’esistenza del protagonista: l’amore passionale, devoto e angoscioso che prova per lei lo porta in alto per poi scaraventarlo prepotentemente a terra. Neanche le sagge parole dei suoi cari amici, gli anziani pittori Louis e Grunz, possono spegnere il fuoco che lo sta divorando, che brucia la sua lucidità, che intossica la sua mente. I due pittori sono la coscienza di Jackpot, sono l’esperienza che vuole domare l’irrequietezza giovanile, sono gli oracoli che profetizzano la dolorosa verità che l’amore, così come l’arte e l’ispirazione, è fugace. La bella Fanny è un romanzo semplice e diretto, che però svela pagina dopo pagina un’anima complessa e profonda; un’opera che contiene una riflessione a volte amara sull’arte e sulla figura dell’artista, e su come l’arte debba necessariamente trascendere il vissuto dell’artista, su come essa debba essere libera di trasformare la realtà. E infine un testo sull’amore e sulla sua mancanza, che parla di un personaggio in disperata attesa che inizi la sua storia con una donna stupenda, così come tarda a palesarsi l’incipit del suo romanzo. Perché senza un buon inizio non ci potrà mai essere una degna conclusione.

Jackpot è uno scrittore esordiente che è alla ricerca disperata del filo conduttore del suo romanzo. Louis e Grunz sono due pittori che amano la vita e le sue bellezze. Tutti e tre si dedicano all’arte e il destino sembra non essergli sfavorevole... fino al giorno in cui entra nelle loro vite la bella Fanny. Al comparire della femme fatale vacillano gli equilibri che tenevano insieme l’amicizia dei tre uomini. Per i tre artisti bohemiens il passato ritorna spesso attraverso vecchie melodie e si unisce allo scotto di aver vissuto il ’68 in maniera spudorata. Grande inno all’amicizia, che non sembra conoscere limiti di tempo e spazio. Bella e intrigante la lingua di Lenz: saltella dal discorso diretto al flusso interiore con incredibile leggerezza. Unisce il colloquiale e il quotidiano a profonde riflessioni sull’esistenza, senza mai annoiare. L’autore riesce con grande abilità a rendere uno spaccato del suo mondo bernese, con tutta la monotonia della vita di provincia mista di ricordi.

Pedro Lenz (Langenthal, 1965) ha intrapreso la sua carriera letteraria nel 2001. Scrive su diversi giornali e riviste, per vari gruppi di teatro e per la Radio Svizzera. Vive a Olten. Per la Gabriele Capelli Editore ha pubblicato nel 2011 Der Goalie bin ig (In porta c’ero io!). Nel 2014 la regista Sabine Boss cura la trasposizione cinematografica del romanzo. L’autore ha conseguito diversi premi, tra i quali: il Premio alla cultura “Goldener Biberfladen Appenzell” nel 2005, il Premio letterario del Canton Berna per In porta c’ero io! nel 2010, il Premio alla cultura dell’Ufficio Federale della Cultura nel 2010 e il Premio Schiller per la letteratura per In porta c’ero io! nel 2011.

lunedì 23 settembre 2019

Paolo Grugni presenta il nuovo libro 'Il Palazzo delle lacrime'

MILANO - Paolo Grugni presenta “Il Palazzo delle lacrime”, un’adrenalinica storia di spionaggio ma anche un noir angosciante ambientato in una Berlino spaccata in due. Il protagonista Martin Krause, un agente dei servizi segreti della Stasi, è incaricato di indagare sul misterioso omicidio di una ragazza, che aprirà un pericoloso vaso di Pandora da cui usciranno menzogne e violenze. Una storia di intrighi politici, di azioni disumane e di verità svelate a un prezzo altissimo, immersa in una cupa atmosfera di malinconia e disincanto e raccontata da un autore di razza che ha esordito nella narrativa nel 2004 con il romanzo “Let it be” per la casa editrice Mondadori.

Nel nuovo romanzo di Paolo Grugni Il Palazzo delle lacrime, ambientato a Berlino a cavallo tra il 1976 e il 1977, si racconta della lotta alla sopravvivenza e della ricerca disperata della verità di un uomo tormentato, la cui mente è stata per anni manipolata dalle meschine e sporche mani del potere. Martin Krause è un agente del controspionaggio che lavora per la Stasi. Vive nella parte Est di Berlino, una città sfregiata da un muro descritto dal protagonista come “la spira che abbraccia e soffoca diciassette milioni di persone. La crepa che ha spaccato in due pensieri e azioni di un popolo. Un antistorico tentativo di fermare il tempo”. In una città già martoriata dalla guerra, e diventata in seguito una prigione a cielo aperto, Martin svolge il suo lavoro con profondo senso del dovere, pur sentendosi condannato a una situazione opprimente, che sembra non offrire alcuna via d’uscita. Ma la sua coscienza si sta lentamente risvegliando, perché sono troppi i dubbi su un’ideologia che predica di voler rendere tutti uguali, e invece tiene sotto scacco la popolazione. L’indecifrabile omicidio a sfondo politico di una giovane e apparentemente indifesa ragazza è la goccia che fa traboccare il vaso del suo scetticismo. Il Palazzo delle lacrime è tratto da una storia vera, raccontata all’autore dalla figlia di un uomo coraggioso, e letta anche nel prezioso diario che egli ha tenuto durante il suo tentativo di combattere e sfuggire a un regime dittatoriale che ha cancellato tante vite e tante speranze. 

Paolo Grugni restituisce dignità a questa figura e alla storia stessa della Germania divisa dal Muro. Martin Krause diventa il simbolo di tutti quegli uomini e donne che hanno combattuto per la libertà, anche a costo della vita, che hanno avuto il coraggio di andare contro un ordine sociale e politico costruito sulle menzogne e sulla violenza. Il personaggio di Martin vuole fare pace con sé stesso e con il mondo, e sa che per farlo dovrà accettare di essere una pedina sacrificabile in un gioco molto più grande di lui. Il romanzo ha un ritmo mozzafiato che tiene incollati alle pagine: la storia di Martin Krause è un susseguirsi di momenti di tensione, di disvelamento di verità agghiaccianti, di rocambolesche fughe tra Berlino Est e Berlino Ovest. Ma l’opera è anche attraversata da una vena malinconica che riesce a colpire nel profondo: la ricostruzione accurata del periodo più nero della città di Berlino è tanto realistica da far sentire il pianto di chi deve lasciare i propri cari dall’altra parte del Muro, da far vedere il degrado e l’anacronismo della Berlino Est, e l’ingannevole follia consumistica della Berlino Ovest. Paolo Grugni racconta una storia intensa e avvincente, in cui spie senza scrupoli, complotti e meschinità sono presenti sullo sfondo di una città divisa, il cui popolo è condannato a vivere in una perenne tristezza, che impregna ogni cosa.

TRAMA. Una ragazza viene ritrovata uccisa a Treptower Park, nella Berlino Est. A essere incaricato del caso è il maggiore Martin Krause del controspionaggio. Figlio di italiani fuggiti in Germania nella zona di competenza sovietica dopo la fine della guerra, è en­trato a far parte dei servizi segreti della Stasi. Le indagini prendono subito una piega imprevista legata alla simbologia politica dell’omicidio, e si complicano ul­teriormente quando la pista seguita conduce a Berlino Ovest. Ne nasce un intreccio tra servizi segreti, insospettabili agenti, trafficanti di droga e di ragaz­ze avviate alla prostituzione. Intanto la scia di sangue prosegue sia all’Est che all’Ovest, fino a quando Krause capisce che gli omicidi hanno un forte legame con le alte sfere della Germania comunista. È questo il momento in cui viene fermato e deposto dall’incarico. Ma Krause non molla e decide di fuggire all’Ovest per fermare l’assassino. Riuscirà a oltrepassare la cortina di ferro?

Paolo Grugni (Milano, 1962) ha esordito con il romanzo Let it be (Mondadori, 2004; Alacràn, 2007, Laurana Editore, 2017). Ha poi pubblicato Mondoserpente (Alacràn, 2006), Aiutami (Barbera, 2008 e nel 2014 in ebook per Laurana Editore), Italian Sharia (Perdisa, 2010), L’odore acido di quei giorni (Laurana Editore, 2011), La geografia delle piogge (Laurana Editore, 2012), L’Antie­sorcista (Novecento Editore, 2015), Darkland (Melville, 2015), Pura razza bastarda (Laurana Editore, 2018). È inoltre autore della silloge Frammenti di un odioso discorso (in ebook per Laurana Editore, 2017). Il Palazzo delle lacrime (Laurana Editore, 2019) è il suo ultimo romanzo. Paolo Grugni vive e lavora a Berlino.

venerdì 6 settembre 2019

A Matera sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya

MATERA - Sabato 7 settembre 2019, alle ore 18:30, a Matera nel Palazzo Bernardini, Via Arco del Sedile n. 9, per le novità 2019 Edizioni Magister, sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya.

Gli autori, Danilo Filippo Barbarinaldi e Giovanni Calia, converseranno con Sergio Palomba del viaggio fra le memorie di Matera narrate nel libro con disegni e testi.

Interverranno l’archeologa Isabella Marchetta e l’editore Timoteo Papapietro.

(Ingresso libero)

APPROFONDIMENTO SUL LIBRO

Il libro è corredato da 136 pagine illustrate, completamente a colori, da Danilo Barbarinaldi, con schede storiche curate da Giovanni Calia. Narra di un ragazzo che sta per vivere non solo un viaggio a Matera con la sua famiglia, ma un ardito viaggio nel tempo di scoperta nel mistero di luoghi millenari, scrigni di segreti ancestrali di scoperta.

Per inseguire una goccia d’acqua rischierà di rimanere intrappolato nei secoli di questa città, dal Paleolitico fino ai giorni nostri, ma l’incontro con una ragazza misteriosa, che sarà la sua compagna di viaggio, lo aiuterà a dipanare misteri e affrontare prove ardite. Una costante nella narrazione è la benevolenza di Hidrya, spirito dell’acqua, e come antagonista un mostro da sconfiggere.

Al termine delle accattivanti avventure vissute in tredici epoche storiche diverse, il libro si completa di curiosità storiche atte a spiegare al lettore il vero perché delle cose. Importante anche il corredo, all’interno della copertina, di una cartina in cui sono indicati i luoghi ormai indelebilmente cambiati dalla mano del tempo e oggetti preziosi nascosti che sono stati rappresentati nel fumetto.

Preziosa la consulenza dell’archeologa Isabella Marchetta nella rappresentazione di luoghi e oggetti come importantissima è stata la consulenza del disegnatore Giuseppe Palumbo che ha anche realizzato la prefazione di questo volume.

NOTIZIE SUGLI AUTORI
Danilo Filippo Barbarinaldi, alias DAB

Ha iniziato la sua carriera in tenera età con le mani nella plastilina e gli occhi davanti i cartoni animati. Adolescente si è innamorato dei fumetti, e dopo la Laurea all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha sperimentato varie forme d’arte; dalla street-art alla cartapesta, passando per la grafica e la serigrafia. Ma il primo amore non si scorda mai.

Il fumetto e la sua forza narrativa sono il modo naturale per raccontare le storie che incontra e inventa. Vincitore al Premio Energheia, sezione “Fumetto”, nel 2009 e 2010 con Uccidete il grillo parlante e Il venditore di enciclopedie; co-autore dell’edizione a fumetti della commedia teatrale I la zit’ com’ si jacchij; finalista al Lucca Comics nel 2011, con ZeroLife; vincitore del concorso “Una fiaba per la transumanza nel 2014” con Il bastone d’o Rumit; co-autore delle illustrazioni di Fuori Traccia, Insoliti itinerari materani, 2017, Altrimedia; illustratore di Colora Matera, 2018, Edizioni Magister.

Giovanni Calia
Classe 1986, vive e lavora a Matera. Sin da bambino vive la sua passione per Matera e la Basilicata, con spirito di ricerca e avventura e con un profondo senso delle radici che, insieme all’innata curiosità, lo spingono a indagare, ricercare, scoprire. Da tale interesse scaturiscono i suoi studi in campo storico-artistico, ma non solo. Co-fondatore della APS Giallo Sassi, si occupa di conoscenza del territorio, didattica e turismo esperienziale. Progetta giochi di ruolo dal vivo e progetti di conoscenza del sé per adolescenti, collaborando con scuole, fondazioni ed enti del terzo settore.

lunedì 2 settembre 2019

Marina Kessler presenta l'intenso racconto 'La farfalla bianca'

MILANO - Marina Kessler presenta “La farfalla bianca”, l’intenso racconto della vita di Cecilia Tommasoni, divisa tra l’amore incondizionato per la famiglia e la sua fervente vocazione spirituale. Un memoir narrato con dedizione e ammirazione dalla figlia Marina, che riscopre insieme al lettore la straordinarietà della figura di sua madre; un diario intimo che intreccia al racconto della vita della donna le storie di una intera famiglia attraverso gli anni, le gioie e i dolori. L’autrice restituisce la voce a una madre, una moglie e una donna di raffinata cultura e profonda spiritualità, che comunicava più con “il calore acceso del suo sguardo” che con le parole.

Figlia, ragazza, donna, moglie e madre: Cecilia Tommasoni, vissuta nella città di Trento dalla fine degli anni venti sino ai giorni nostri, è stata tutto questo. Immersa in una esistenza costellata di grandi avvenimenti e piccole quotidianità fino alla morte del marito – Bruno Kessler, uomo pubblico e politico – Cecilia rivestì sempre con rispetto ed estremo orgoglio il ruolo che la società le aveva riservato. In questa biografia che si legge con la tenerezza di un romanzo famigliare, Marina Kessler ripercorre i tanti decenni di vita di Cecilia, riscoprendo la donna e la madre che fu, andando oltre le apparenze, menzionando i ricordi più cari e i momenti fondanti di un’intera esistenza. E, tra i tanti ricordi e le testimonianze della vita di Cecilia, è emerso un personaggio dai tratti nascosti alla maggior parte della collettività: una donna complessa e sfaccettata come le sue passioni. Questa biografia diviene così un viaggio in un tempo lontano, capace di immergerci nella natura e nei sentimenti di una donna che ha coltivato per tutta la vita momenti di vera fede, creando attorno a sé un’atmosfera di pace che ha voluto trasmettere dal profondo dell’anima. È così che, in questo volume denso di memorie, rivive Cecilia Tommasoni.

Marina Kessler, nata e residente a Trento, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dopo un’esperienza nel settore finanziario a Milano e in Gran Bretagna, ha successivamente esercitato la professione di avvocato in studi legali di Milano, Rovereto e Trento. Ha frequentato il Conservatorio di Trento e suona il pianoforte. Pubblica nel 2019 per Reverdito Editore il memoir La farfalla bianca.

lunedì 19 agosto 2019

Premio a Luciana Boccardi per " Lettera a Casanova"


La Città di Pomarico (Matera) Capitale per un Giorno nell’ambito degli eventi di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, per ricordare che qui nacque la madre di Antonio Vivaldi, indice ogni anno il Festival Vivaldiano, al quale è legato il concorso letterario “Vincenzo Asselta” per poesia e narrativa. A vincere quest’anno il primo premio, praticamente all’unanimità (con un punteggio di 97, 7 su 100), per la categoria Narrativa – Racconti brevi – è la giornalista veneziana Luciana Boccardi, esperta di moda e costume, con “Lettera a Casanova”.

Una “lettera” immaginaria che affronta in modo diretto l’ineguagliabile libertino con l’ironia tutta veneziana che caratterizza la giornalista-scrittrice. L’idea di considerare il famoso “sciupafemmine” con un’ottica del tutto attuale e “femminile” è stata suggerita alla Boccardi da una serie di incisioni elegantissime della veneziana Nicola Sene, prodotte dal Centro Internazionale della Grafica come “Omaggio a Casanova”). Nella foltissima letteratura dedicata alla vita e alle opere di Casanova risultano in misura ridottissima le firme di autori – donna: inconsueta e curiosa – quasi polemica – l’immagine di Casanova proposta dal racconto della Boccardi che del famoso seduttore veneziano ha opinioni evidentemente diverse da quelle legittimate dalla storia.

sabato 17 agosto 2019

Libri, "Il sentiero dei figli orfani": il nuovo romanzo di formazione di Giovanni Capurso edito da Alter Ego Edizioni


POTENZA - Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

«Con quell’eterno ritornare degli eventi naturali e dei riti collettivi avevo convissuto durante l’infanzia e la giovinezza. Misuravo il tempo in foglie che si facevano spazio sui rami o vorticavano nell’aria e ancora dai nove rintocchi delle campane che annunciavano il “mattutino” e dai ventuno tre ore prima del tramonto […]».

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso

BIOGRAFIA. Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

mercoledì 31 luglio 2019

Libri: Frank Iodice presenta il nuovo romanzo 'I disinnamorati'

MILANO - Frank Iodice presenta “I disinnamorati”, una storia in cui si dipinge con appassionate e lucide pennellate la complessità dei rapporti umani. Una sensibile trattazione sul tema dell’incomunicabilità, una riflessione sull’impossibilità di comprendere nel profondo anche l’anima di chi ci è più vicino. Antonino e Anisetta sono il simbolo dell’amore che conosce ostacoli, degli amanti che non sanno affrontare il futuro stretti l’uno all’altra. Antonino percorre la strada della vita con un senso di smarrimento che si ripercuote nei suoi rapporti, dilaniato tra il desiderio di solitudine e la paura del vuoto e del silenzio. Uomini come lui non conoscono requie, né consolazione, solo attimi fugaci in cui illudersi di capire cos’è la felicità.

TRAMA. Estate del 1982, Nizza. Antonino Bellofiore è un giovane agente di polizia di origini siciliane. Fuma sigarette di contrabbando e indossa calzini spaiati. Anisetta è una ragazza genovese che si è trasferita in Francia per studiare all’università; ha il collo delicato e gli occhi grandi e gialli come quelli dei gatti. Si sono incontrati una mattina sulla Promenade, il posto in cui tutti gli uomini soli e le donne appena arrivate in città vanno a passeggiare. Bellofiore passa le notti disteso a pancia in su, con le braccia incrociate, a studiare la forma vaga del soffitto, senza sapere che Anisetta, accanto a lui, sta facendo lo stesso. Durante il giorno investiga su alcune cartoline datate 1952 arrivate con trent'anni di ritardo, indirizzate a suo padre Antonio che ha abbandonato lui e sua madre quando era ancora un bambino. Anisetta sta scrivendo una tesi sui disamori, sotto la guida di un giovane e affascinante professore in prestito da Parigi. Bellofiore vorrebbe liberarsi di lei, o vorrebbe amarla, semplicemente. Intanto tenta di sciogliere i fili che lo legano al passato per risolvere il mistero delle cartoline, e nel mentre s’imbatte in traffici illeciti tra la Corsica e Monte Carlo. A mano a mano che decifra gli indizi, l’indagine da pubblica diventa privata. Se riesce a chiudere il caso, riceverà la promozione che non ha mai chiesto. Ma a quale prezzo?

Frank Iodice è uno scrittore di origini napoletane; vive tra la Francia e gli Stati Uniti da circa vent’anni ed è autore di numerosi romanzi e racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Tra le sue opere si ricordano: i romanzi Anne et Anne (2003), Kindo (2011), Acropolis (2012), Gli appunti necessari (2013), Le api di ghiaccio (2014), Un perfetto idiota (2017), Matroneum (2018), La meccanica dei sentimenti (2018) e le raccolte di racconti La fabbrica delle ragazze (2006) e La Catedral del tango (2014). Breve dialogo sulla felicità con Pepe Mujica è stato distribuito gratuitamente in diecimila copie nelle scuole. I disinnamorati (prima edizione in francese presso Le Lys Bleu éditions, 2018) è pubblicato nel 2019 in Italia dalla casa editrice Eretica Edizioni.

Valerio Massimo Manfredi ospite della rassegna letteraria 'Alta Marea 2019 Maratea... tra Natura e Cultura'

MARATEA (PZ) - La rassegna letteraria Alta Marea 2019 …Maratea tra Natura e Cultura, ideata e realizzata dall’Agenzia Letteraria Delia, in collaborazione con il Comune di Maratea, ispirata al tema “Universi del racconto”, prosegue la XXIV edizione con una serata dedicata agli universi della storia.

Sabato 3 agosto (ore 21.30 - Centro Storico - Piazzetta Pietra del Sole - Maratea) Valerio Massimo Manfredi, autore di “Quinto comandamento” (Mondadori) insieme a Marco Garavaglia si avventurerà alla scoperta delle radici di ciò che abbiamo oggi sotto gli occhi, partendo da fatti della nostra storia recente che non molti conoscono e raccontandoli con maestria narrativa.

Valerio Massimo Manfredi, ispirandosi liberamente a una storia vera, scrive uno straordinario romanzo epico. In una mattina di febbraio del 2004 un uomo fa irruzione in un ospedale di Imola. Il suo nome è Jean Lautrec. Incurante di sorveglianti e infermieri si precipita nella stanza in cui è sdraiato un uomo sedato e intubato. È un sacerdote, padre Marco Giraldi, che è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma la sua fuga ha avuto un prezzo. Ora giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine. Ha continuato a combattere la causa dei deboli, a dare speranza a chi non ne ha.

Padre Marco e Jean si erano conosciuti tanti anni prima, in un altro continente, in un altro tempo. In Congo, proprio mentre il paese stava per ottenere l’indipendenza dal Belgio. Ma gli eventi erano precipitati. Il discorso di un giovane rivoluzionario, Patrice Lumumba, aveva incendiato gli animi e il Congo aveva preso fuoco. Era scoppiata la guerra civile, gli scontri tra le etnie, la caccia ai colonizzatori. Padre Marco però decide di non scappare. Resterà in Congo a difendere i confratelli innocenti in quel paese in preda al caos, le vittime di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini. Ma non può riuscirci da solo. Ha bisogno di una squadra, composta da quello che in quel momento può trovare. E sotto le parvenze di professionisti in disarmo, di giovani ansiosi di avventura, di relitti umani, troverà degli eroi. Nasce così il Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio.

Domenica 11 Agosto (ore 21.30 - Piazza del Gesù – Fiumicello) Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, presidente della Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus, già membro del Comitato Onu per i diritti dei Fanciulli/e autrice di “Felici si può” “Generazione H” e “Se non ti amo più” insieme a Oreste Lo Pomo, caporedattore del TGR Basilicata e autore del volume “Malanni di stagione” (Cairo), indagherà la generazione di ragazzi esposti sin dalla più tenera età alla seduzione del web. Storie di ragazzi che hanno rischiato di perdersi nel mondo virtuale a causa dei pericoli scaturiti dall'uso incontrollato del web, che dimostrano come affrontarli senza demonizzarlo è possibile, e indispensabile. Con il contributo di genitori, insegnanti ed educatori, per proteggere il capitale più grande di ogni società: il benessere psicofisico dei giovani.

mercoledì 24 luglio 2019

Presentato a Filiano un volume su Mallet, l’uomo che coniò il termine sismologia


FILIANO - «Che il fumetto sia un media fantastico e molto efficace per la divulgazione scientifica, non c’è più bisogno di dimostrarlo». Con queste parole Vito Sabia della Pro Loco Filiano - divulgatore della letteratura disegnata - ha introdotto l’incontro pubblico tenutosi nei giorni scorsi presso la Piazza SS. Rosario a Filiano per presentare il volume a fumetti “La visione di Mallet” edito da Lavieri.

Il volume è dedicato allo studioso francese che coniò il termine “sismologia”, l’irlandese Robert Mallet.

La divulgazione della storia di Mallet sotto forma di fumetto è stata promossa dal Gruppo Lucano di Protezione Civile, il cui Presidente regionale Giuseppe Priore nel suo intervento ha detto che «L’iniziativa rappresenta un tentativo di coniugare scienza e narrazione: raccontare una storia che inizia dal 16 dicembre 1857, quando un terremoto di magnitudo 7 colpì il territorio fra le province di Salerno e Potenza, distruggendo 180 paesi e causando 19.000 vittime, e presto nell’area colpita giunse l’irlandese Mallet per fare ricerche sul campo, nell’ambito delle quali propose il termine “sismologia”», mentre il Presidente della Protezione Civile di Filiano, Lorenzo Montinaro, ha ricordato che l’Associazione nasce nel 2006 e che il soccorso alla popolazione in emergenza è l’attività che identifica la sua funzione principale.

Il graphic novel è firmato dal maestro Giuseppe Palumbo e dai fumettisti Giulio Giordano e Gianfranco Giardina entrambi intervenuti all’incontro. Giordano si è soffermato sull’apparato visivo del fumetto «Il fumetto è costituito da 50 pagine in cui sono condensati sei mesi di lavoro e progettazione. Nel volume si fa riferimento ad un periodo storico a cavallo tra 1800-1900, pertanto c’erano dei costumi, dei personaggi che dovevano essere realizzati in maniera precisa». Gianfranco Giardina ha rimarcato come «Per realizzare il fumetto siamo partiti da una documentazione molto forte e abbiamo cercato di essere quanto più fedeli agli studi effettuati da Mallet, per esempio ricostruendo le crepe dei muri in un certa maniera. In questo modo il lavoro ha permesso di trasmettere anche elementi di sismologia».

Nei ringraziamenti finali la Presidente della Pro Loco Filiano, Maria Santarsiero, ha sottolineato come l’incontro è stato organizzato in un contesto di sinergica collaborazione fra la Pro Loco e la Protezione Civile di Filiano con il patrocinio del Comune di Filiano.