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lunedì 19 novembre 2018

Rosa (FDI): "Nuovi dg aziende sanitarie e riconferma di Iannicelli: manovra politicamente scorretta"


POTENZA - L’operazione della nomina dei nuovi Direttori Generali delle Aziende sanitarie lucane e la conferma alla guida dell’ARPAB di Iannicelli confermano la paura del centrosinistra lucano di perdere le prossime elezioni regionali.

È una manovra politicamente scorretta che dimostra la scarsa caratura di chi ci ha governato per vent’anni. Senza entrare nel merito della qualità e della competenza dei nuovi Direttori Generali, una cosa è chiara a tutti: il tentativo del Pd lucano di esercitare fino all’ultimo quel residuo di potere che ancora detiene.

Questo atteggiamento della Giunta, a qualche mese dal cambio di governo è, oltre che di cattivo gusto, anche inopportuno. Sono gli ultimi colpi di coda per tentare di mettere un piede nel prossimo Governo regionale, sottraendo la possibilità di scelta a chi governerà la Basilicata per i prossimi cinque anni.

Ma ancor di più, questo gesto conferma un dato essenziale: il provvedimento di commissariamento non aveva ragion d’essere se non quella di confermare, in spregio della legge, l’ex commissario Maglietta. Ricordiamo che l’istituto del Commissariamento è previsto per ipotesi di eccezionalità e straordinarietà. La nomina dei Commissari era stata giustificata da Pittella con l’attuazione della riforma sanitaria. Si trattava di una becera scusa. Infatti, la riforma non è stata ancora attuata ma, oggi, si ritorna alla normalità e vengono nominati dei Direttori Sanitari. Per magia, il Commissario non è più necessario.

È l’ennesima dimostrazione che il centrosinistra lucano ha trattato la Sanità come un postificio.

Per non parlare della riconferma di Iannicelli che non si è dimostrato all’altezza, in questi anni, del compito affidatogli. Il masterplan è ancora inattuato. Iannicelli non fa altro che scaricare le responsabilità sugli altri. L’unica cosa di cui si è occupato, l’implementazione dell’organico attraverso l’assunzione degli interinali, è stato un pasticcio che ha destato non pochi dubbi sulla bontà delle selezioni. E l’emergenza ambientale che affligge la nostra Regione è ben lontana dal trovare una soluzione. Solo per questo, avrebbe dovuto essere rimosso. E invece, a poche settimane dal rinnovo di Governo, ce lo ritroviamo ‘premiato’ con una riconferma.

In poche parole, siamo di fronte all’ennesima beffa del ‘Sistema Basilicata’ creato dal Pd. Al Governo, ci impegneremo a smantellarlo pezzo per pezzo! Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

sabato 17 novembre 2018

Leggieri (M5S): "La trasparenza amministrativa in Regione Basilicata, questa Cenerentola"



POTENZA - Dopo i miei ripetuti interventi sullo scandalo della Sanitopoli Lucana mi ero illuso che, per lo meno per rispetto dei cittadini, i vertici della Sanità Lucana avrebbero dato una chiara risposta alle domande da me poste. Mi sarei aspettato che, per un elementare canone di trasparenza, ci fosse stata una presa di posizione, quanto meno ai fini informativi, chiarendo i provvedimenti che ritenevo indispensabili. Avevo, così, chiesto informazioni in ordine ai provvedimenti disciplinari, alle decurtazioni stipendiali previste dalla legge, alla sorte dei concorsi oggetto di conclamata turbativa.

Devo confessare di essermi illuso che quanto meno i basilari principi dell’azione amministrativa, ossia la trasparenza e l’imparzialità, fossero ancora la guida di questa classe politica.

Purtroppo mi sono sbagliato.

Alcuna risposta è pervenuta e neanche una flebile presa di posizione che desse una risposta alle domande di tutti i cittadini.

Mi sono chiesto: come è possibile che di fronte a fatti così gravi, offensivi di tutta la comunità, non si avverta il bisogno di informare l’opinione pubblica, di renderla edotta delle azioni doverose che anche la più totalitaria democrazia ha il dovere di mettere in campo per ripristinare l’immagine ed il decoro della pubblica amministrazione.

Mi ero illuso che, ponendo domande a livello politico, avrei ricevuto risposta non fosse altro che per rispetto del ruolo rappresentativo da me rivestito.

Invece nulla, solo un assurdo ed incomprensibile silenzio.

Ma, siccome nell’esercizio del mio mandato ho avuto come unica guida il rispetto del cittadino, ho deciso di non piegarmi a questa logica omertosa e di servirmi di tutti gli strumenti che l’ordinamento giuridico appresta per consentirmi di dare ai Lucani quelle risposte che hanno il diritto di avere.

Ho così formalizzato, in data 7.11.2018, un’istanza di accesso agli atti rivolgendo la stessa, oltre che alla Regione Basilicata, a tutte le Aziende Sanitarie detentrici delle informazioni (ASP, ASM, S.Carlo, CROB).

In tale istanza ho chiesto di acquisire, nonché di estrarre copia dei relativi atti, le seguenti informazioni:

a) se nei confronti dei dipendenti sottoposti a procedimento penale (cd. “Operazione Suggello”) tali P.A., ognuna per quanto di competenza, abbia intrapreso il procedimento disciplinare chiarendo l’attuale stato dello stesso;

b) se, durante i periodi di sospensione obbligatoria dal servizio, ai dipendenti sottoposti a misura cautelare sia stata operata la doverosa decurtazione stipendiale da parte di codeste P.A.;

c) se, a seguito degli atti sub a) e sub b), gli interessati abbiano prodotto memorie, istanze e/o deduzioni;

d) se siano stati intrapresi i procedimenti di annullamento d’ufficio dei concorsi oggetto di indagine.

Ho precisato che l’istanza è finalizzata ad acquisire copia di tutti gli atti di cui ai punti a), b), c) e d) di cui è stato chiesto il rilascio di copia.

Considerata la situazione, al fine di prevenire prevedibili obiezioni, ho specificato che la legittimazione e l’interesse del sottoscritto ad avanzare l’istanza trovino la loro fonte nell’art. 43 D.Lgs. 267/2000, pacificamente applicabile ai consiglieri regionali.

Ciò perché la vicenda cui inerisce l’accesso riguarda organi e/o soggetti rientranti nell’ambito regionale. Sul punto la giurisprudenza è assolutamente consolidata avendo precisato, proprio in ordine ad una istanza di accesso presentata da un consigliere regionale, che “(…)tale accesso non necessita di motivazione, atteso che, diversamente, sarebbe consentito un controllo da parte degli uffici dell'amministrazione sull'esercizio delle funzioni del consigliere”.

Allo stato alcuna risposta è stata fornita anche se il termine di legge (30 giorni) è ancora pendente.

Naturalmente rassicuro i cittadini che, in ipotesi di diniego o di silenzio, non avrò alcuna remora ad adire il TAR a mie spese.

Il diritto all’informazione dei cittadini è per me un bene primario e farò di tutto affinché anche da noi questo diritto venga assicurato.

Certo non nascondo l’amarezza in quanto sono stato costretto a servirmi di uno strumento giuridico quando è dovere di ogni Amministrazione leale e corretta agire in assoluta trasparenza.

Devo purtroppo constatare che da noi l’occupazione del potere da parte del PD (con l’avallo della destra che siede sugli scranni regionali) ha avuto, tra le altre, quale conseguenza l’opacità.

Ma, in nome dei valori cui mi sono sempre ispirato e di quelli del M5S di cui mi onoro di appartenere, condurrò questa battaglia sino alla fine. Lo devo ai cittadini che hanno il diritto di sapere e che, soprattutto, hanno il diritto di sperare che questa vergognosa stagione sia oramai finita.
Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere Regionale M5S Basilicata.

domenica 11 novembre 2018

Malasanità: anziana paziente ricoperta di formiche

ROMA - Grave caso di malasanità scoperto a Napoli. Una paziente intubata è stata ripresa completamente coperta da formiche. I medici e gli infermieri in servizio nel reparto dell'Ospedale San Giovanni Bosco del capoluogo partenopeo sono stati posti sotto inchiesta e sospesi dal servizio. Adesso i familiari intendono fare chiarezza su quanto accaduto. Sarà la Magistratura a dare tutte le risposte. Le cronache e non solo, osserva Giovanni D'Agata, presidente dello “Sportello dei Diritti”, associazione che da voce ed assistenza alle vittime della malasanità, spesso ricercando le verità, da tempo riporta casi; ma cosa sta succedendo negli ospedali Italiani, dove il meccanismo si è inceppato facendoci ripiombare nel medioevo sanitario?

Se in merito a protocolli standardizzati e misure di prevenzione abbiamo fatto passi da gigante, qualcosa nella catena non funziona. Il nostro governo risparmia, ma al solito risparmia laddove dovrebbe investire, in strutture e risorse umane, e questo modus facendi è la causa principale dell’aumento dei casi di malasanità. Quanto ci costerà ancora questo modo di fare? E’ arrivato il momento di invertire la rotta ed investire in maniera corretta nella nostra sanità, perché rischiamo di fare un grande passo indietro e di vanificare tutti i progressi fatti fino a qui.

venerdì 9 novembre 2018

Costanzo (Fials): "La Sanità lucana tra eccellenze e ritardi"


POTENZA - "La gioia per il significativo traguardo raggiunto dal dottor Salvatore D’Angelo, vincitore del concorso per l’abilitazione nazionale a professore di prima fascia (ordinario) per il settore 06/D3 (malattie del sangue, oncologia e reumatologia) ci induce qualche amara considerazione". Le congratulazioni per il grande successo dell’allievo del professor Olivieri danno spunto al Segretario Fials Giuseppe Costanzo, per alcune considerazioni su un nodo strategico della sanità lucana.

"Una delle grandi lezioni del professore Olivieri - commenta il segretario provinciale della Fials - era che le attività di ricerca, a cui con tanti sacrifici il suo gruppo di lavoro si dedicava, non erano uno "sfizio" o un esercizio narcisistico ma un'esigenza vitale per la crescita della qualità clinica. Senza ricerca, senza didattica, spiegava in ogni occasione, la medicina non va avanti".

“La vittoria al concorso universitario più impegnativa” - prosegue Costanzo - da parte di uno dei suoi allievi così come il recente successo dell'importante intervento di chirurgia robotica ricostruttiva eseguito dal dr Falabella oltre al consolidato “rilancio” della cardiochirurgia e del Dipartimento Cardiovascolare con l’arrivo del Dr Luzi, confermano che, al San Carlo lavorano giovani di talento che insieme a tanti altri professionisti danno tanto di più alla realtà aziendale e alla sanità lucana. Eppure mai come in questo periodo - come più volte affermato dal commissario-dg dottor Maglietta - il San Carlo soffre di una carenza di giovani professionisti. Nonostante i tanti enunciati nulla si fa per realizzare una facoltà di Medicina per cui esistono tutte le opportunità. La prossimità tra il grande ospedale e il campus universitario assicura, tra l'altro, le migliori condizioni logistiche. Ma evidentemente la resistenza della “forze contrarie” è più forte della volontà politica di mettere su una struttura fondamentale per la crescita complessiva del sistema sanitario lucano".

"Anche sulla questione della ricerca c'è da ridire. Sono passati ormai cinque anni dall'annuncio dell'avvio del percorso per il riconoscimento della Reumatologia come Irccs. Per trasformare il Crob in Istituto di ricerca e cura c'è voluto molto meno tempo. L'impegno finanziario e il sostegno al progetto da parte della Regione non sono mancati. Ancora un anno e mezzo fa, dopo che i primi ricercatori avevano preso servizio, l'assessore alla Persona, oggi facente funzione di presidente della Giunta, prendeva l'impegno solenne a realizzare l'Irccs per onorare la memoria del compianto professor Olivieri.

Ora tutto faticoso, a cominciare dai lavori per la sede dell'Istituto, che è condizione necessaria ma non sufficiente per il riconoscimento.

O si rilancia - conclude Costanzo - con forza e decisione il progetto, realizzando le opere necessarie, attuando le indicazioni provenienti da Roma, oppure si abbia il coraggio civile di riconoscere il fallimento, ma sarebbe un errore irrecuperabile vanificare un patrimonio ereditato da un grande scienziato.

venerdì 19 ottobre 2018

Basilicata, richiesti per intero i fondi 2018 per la sanità


POTENZA - Durante la Conferenza delle Regioni che si è tenuta nella giornata di ieri, l'assessore regionale alla salute della Basilicata, Flavia Franconi, ha sottolineato al ministro della salute, Giulia Grillo, di quanto sia necessario ricevere completamente quelle che saranno le risorse del Fondo sanitario nazionale 2018. In attesa di arrivare ad un accordo in merito alla questione, ha consegnato al ministro una relazione.

giovedì 18 ottobre 2018

Presunta truffa all’azienda ospedaliera 'San Carlo'. l’eurodeputato Pedicini (M5S) scrive alla Procura di Potenza

POTENZA - Un’apparecchiatura sanitaria importantissima per i malati oncologici spacciata per nuova ma risalente a 10 anni fa. Gli inquirenti della Procura della Repubblica di Potenza stanno indagando sulla presunta truffa ai danni dall’Azienda ospedaliera “San Carlo” di Potenza ed a loro si è rivolto l’eurodeputato Piernicola Pedicini attraverso un esposto con cui solleva le proprie preoccupazioni. Secondo i magistrati, l’apparecchiatura di ultima generazione, denominata “Varian Trilogy”, acquistata dall’ospedale San Carlo per il reparto di Radioterapia al costo di due milioni di euro circa da un’azienda che si era aggiudicata il bando della Regione Basilicata del 2008, non sarebbe nuova ma rigenerata. Inoltre, come è stato reso noto anche da fonti sindacali, sembra che l’acceleratore lineare installato per la radioterapia, risalente al 2008, non risponda alle caratteristiche richieste dal capitolato tecnico e in sede di collaudo nessuno si sia reso conto che, pur essendo richiesta espressamente la certificazione dell’azienda di produzione attestante la data di fabbricazione e il numero di matricola progressivo, le apparecchiature fornite non fossero conformi alle caratteristiche richieste.

“Ho voluto esprimere al Procuratore di Potenza le mie apprensioni perché qui non si parla di dare in affidamento esterno servizi di mensa o pulizia biancheria ma di gestire un servizio essenziale per persone affette da patologie oncologiche. Qui si tratta di capire perché chi doveva controllare che il macchinario fosse effettivamente nuovo e funzionale, non ha controllato. Perché un ospedale pubblico che svolge un servizio pubblico e ha al proprio interno professionisti pagati con soldi pubblici dovrebbe affidarsi a personale esterno che costa a volte anche di più di quello interno?” “Il risparmio apparente – continua Pedicini - che si effettua evitando di assumere personale interno viene fatto sulla pelle dei pazienti. Allo stesso tempo si sviliscono le professionalità dei professionisti esterni che vengono pagati con contratti precari di breve durata e si nega ai pazienti la continuità e la qualità di servizi importantissimi”. “La dichiarazione del direttore del Dipartimento oncologico, dottor Domenico Bilancia, non mi tranquillizza affatto e l’azienda che ora si proclama “parte lesa” ritenendo di aver svolto le procedure di affidamento e la successiva fase contrattuale “nel pieno rispetto della normativa vigente” dovrebbe spiegare ai magistrati in che modo ha controllato su quelle che appaiono essere più che semplici anomalie amministrative” ha concluso l’europarlamentare pentastellato.

Sanitopoli lucana, M5S: "Sono stati aperti dei procedimenti disciplinari per i dipendenti coinvolti nello scandalo?"


POTENZA - Non c’era bisogno delle ricerche nordeuropee per capire che i livelli di corruzione nella nostra regione sono evidenti eppure è arrivato anche questo certificato. La ricerca svedese fa riferimento all’anno 2017. Chissà quali esiti avrebbe avuto se fosse stata effettuata dopo gli incresciosi fatti messi a nudo dall’inchiesta della Procura di Matera su concorsi truccati e nomine pilotate nella sanità lucana.

D’altronde, si sa che la cultura scandinava è esattamente agli antipodi rispetto a quella italica. Un Pittella svedese avrebbe rassegnato immediatamente le dimissioni e affrontato serenamente tutti i gradi di giudizio di un processo penale. Qui invece, il Pittella reale, quello lucano 100%, si limita a rispettare la sospensione dalla carica ed a lanciare messaggi criptici relativi alla corsa a governatore all’interno del suo partito.

Anche Quinto e Benedetto, sembrerebbe siano tornati a lavoro, seppur lontani dalla sede di Matera. In molti si chiedono come sia possibile che questi signori possano trovarsi di nuovo al loro posto di lavoro come se nulla fosse accaduto. Tutto lecito, perché sono venute meno le esigenze cautelari dei giudici e perché, naturalmente, vige il principio della presunzione di innocenza. Tuttavia è bene evidenziare che le pubbliche amministrazioni sono tutte dotate di un codice di comportamento previsto dal D.P.R. 16 aprile 2013, n. 62. Il D.P.R. costituisce la base minima e indefettibile di ciascun codice di comportamento adottato dalle stesse PA: esso, infatti, definisce i doveri minimi di diligenza, lealtà, imparzialità, e buona condotta che i dipendenti pubblici sono tenuti ad osservare. Il Codice di Comportamento dei pubblici dipendenti non ha una dimensione “valoriale”, ma disciplinare. Infatti, con tale codice di comportamento si applica il nuovo regime degli effetti giuridici e delle responsabilità conseguenti alla violazione delle regole comportamentali.

Lungi da noi voler emettere sentenze inappellabili nei confronti di coloro che sono stati coinvolti nel ciclone giudiziario dello scorso luglio; abbiamo, però, ritenuto doveroso - in attesa che la giustizia faccia il suo corso - chiedere ai commissari delle due Aziende Sanitarie (ASM e ASP) ed ai direttori generali del San Carlo di Potenza e dell’IRCCS CROB di Rionero se siano stati avviati procedimenti disciplinari nei confronti dei dipendenti coinvolti direttamente nell’inchiesta della Procura di Matera. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

sabato 13 ottobre 2018

Melfi, il ministro della Salute Grillo invia gli ispettori in ospedale


MELFI - Dopo la morte di una bambina di due anni che era affetta da patologie molto gravi, il ministro della Salute, Giulia Grillo, ha inviato gli ispettore presso l'ospedale di Melfi, in Basilicata, dove è accaduta la tragedia. Questo, per verificare l' esatta dinamica dei fatti. Attualmente, sul caso indaga già la Procura della Repubblica di Potenza, mentre è stata disposta l'autopsia sul corpo della piccola.

venerdì 12 ottobre 2018

La Fials replica ala commissario ASM di Matera


MATERA - La replica del commissario Montagano sulle criticità del 118 ci riempe d'orgoglio. Il massimo responsabile dell'Asm ha ritenuto importante rispondere prima al nostro comunicato stampa mentre non c'è traccia di replica al direttore generale del Deu, che gestisce il servizio del 118 e che, riconoscendo le nostre buone ragioni, ha deciso unilateralmente di revocare immediatamente gli accordi con l'Asm di Matera attivi dal 2015. Aspettando quindi di sapere come saranno organizzati in futuro i trasporti secondari dei pazienti, cogliamo l'occasione per sollecitare un intervento concreto che risolva gli annosi problemi segnalati. 

Le criticità del 118 a Matera affondano le radici nella legge regionale 21 del 1999, che organizzava il “sistema sanitario regionale dell’emergenza/urgenza”.

La legge, effettivamente, demandava al 118 la gestione dei trasporti secondari, ossia il trasporto di pazienti acuti già approdati in ospedale e che necessitano di un trattamento presso altri ospedali. Un allegato della legge definiva anche la rete dei punti territoriali di soccorso, la loro gerarchia e la dotazione logistica, che cambiava dai PTS di 1° livello (ambulanze di primo soccorso – indie) ai PTS di 4° livello (ambulanze di soccorso avanzato – mike). Per Matera era previsto un PTS di 2° livello (automediche) che però non è stato mai istituito. Pertanto, mancando su Matera un'automedica, va da sé che per effettuare un trasporto di paziente acuto si scopre il territorio coperto da quell’ambulanza. Sono così spostate, dalla centrale operativa, a coprire l'area scoperta altri mezzi della provincia, innescando il meccanismo della “coperta corta”: il problema non viene risolto ma solo spostato in un'altra zona della Basilicata. Ora, se questa falla nel sistema di emergenza/urgenza era già presente 20 anni fa, prima del boom turistico della città, immaginiamo come diventa necessario avere un'altro PTS nella città di Matera adesso e in vista dell’importante evento di Matera "Capitale Europea della cultura" considerando il notevole aumento delle presenze e delle attività di ogni genere.

Per questo, l’ASM avrebbe dovuto non solo ringraziare i lavoratori del 118 ma chiedere loro scusa per lo stress derivato da questa situazione, perché ogni volta che gli operatori si spostano con l’ambulanza dalla loro postazione abituale sanno che stanno levando un punto di riferimento alla cittadinanza di tutta l’area geografica dove quell’ambulanza è fondamentale. Questo spostamento, purtroppo, suscita nell’immaginario popolare un sentimento di scarsa attenzione nei loro confronti che si traduce immediatamente in ostilità verso l’operatore 118. E per tali ragioni l’ASM dovrebbe chiedere scusa anche a tutti i cittadini che utilizzano i servizi erogati perché così non si garantiscono i Livelli Essenziali di Assistenza di cui parla, né la sicurezza dei cittadini. L'istituzione, quindi, di un PTS di 2° livello a Matera sarebbe un segnale forte della volontà di risolvere concretamente le criticità del servizio.

venerdì 5 ottobre 2018

Rosa (FDI): 2 concorsi in meno di 2 anni per la stessa posizione. Crob come San Carlo. La legalità è un optional


POTENZA - Il 6 Agosto scorso l’IRCCS CROB di Rionero in Vulture ha pubblicato un bando di concorso pubblico per la copertura a tempo indeterminato di n° 10 posti di dirigente sanitario, profilo professionale biologo. Il bando ha scatenato non pochi dubbi e polemiche considerato che, per il medesimo profilo professionale, esiste già una graduatoria valida.

Abbiamo presentato un’interrogazione al Presidente della Giunta regionale in cui chiediamo di approfondire le motivazioni per le quali è stato indetto un nuovo concorso pubblico, per lo stesso profilo professionale, in presenza di una graduatoria di merito valida.

Questi i fatti: con delibera del Direttore generale del Crob n. 367 del 26 Giugno 2017, viene approvata la graduatoria di merito per la copertura di n. 3 posti di Dirigente Sanitario - Ruolo Sanitario - Profilo Professionale Biologo. 22 candidati idonei per 3 posti utili assegnati ai primi tre classificati.

Fin qui tutto regolare. L’anomalia nasce col bando pubblicato ad agosto scorso che mette a concorso 10 posti per lo stesso profilo professionale senza tener conto della graduatoria vigente. La validità delle graduatorie dei concorsi pubblici, lo ricordiamo, è di tre anni o addirittura superiore se le graduatorie in questione sono oggetto di proroga.

La Delibera n. 424 del 5 luglio 2018, del Direttore generale del Crob, giustifica la non osservanza della graduatoria vigente con la necessità di finalizzare una nuova procedura concorsuale alla stabilizzazione del personale precario di cui all’art. 20, comma 2, del D. LGS. 20 maggio 2017 n. 75 (legge Madia).

Vero solo in parte poiché, come specificato nello stesso oggetto del bando, solo 5 delle 10 professionalità richieste erano riservate alla stabilizzazione del personale precario. Le restanti 5, quindi, si sarebbero potute tranquillamente coprire con lo scorrimento della graduatoria vigente.

Non è la prima volta che le regole elementari dell’assunzione attraverso concorso pubblico vengono bypassate. All’Azienda Ospedaliera San Carlo è successo un caso simile per i reparti di pediatria e neonatologia: anche qui indetto nuovo concorso in presenza di una valida graduatoria di merito.

Poca chiarezza, assenza di trasparenza, inosservanza delle normative vigenti. Il mondo dei concorsi pubblici in Basilicata è, ancora una volta, sotto i riflettori e sarebbe il caso di attenzionarlo seriamente. Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

sabato 22 settembre 2018

Rsu Asp, soddisfazione della Cisl: "Premiata nostra credibilità"


POTENZA - La Cisl Basilicata esprime soddisfazione per il risultato conseguito alle elezioni per il rinnovo delle Rsu nelle aziende sanitarie di Potenza e Matera. Per il responsabile del comparto sanità della Cisl Fp Basilicata, Pasquale Locantore, “il risultato conseguito premia la qualità e la storia dei nostri candidati che sono risultati agli occhi degli elettori persone credibili e affidabili. È significativo infatti che la nostra lista abbia ottenuto in questa tornata elettorale un numero di voti più che doppio rispetto agli iscritti, indice della forte capacità di attrazione delle persone che hanno scelto di giocare in prima linea". Per il segretario generale della Cisl Fp Basilicata, Giuseppe Bollettino, "oggi raccogliamo i frutti di un grande lavoro di riorganizzazione della nostra federazione e della scelta di riconoscere al comparto della sanità e alle persone che vi lavorano con grande passione e serietà il giusto peso politico dentro la segreteria".

Un concetto ribadito anche dal segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella: "Otteniamo consenso perché siamo credibili e siamo credibili perché la Cisl difende le professionalità e mette al centro della sua strategia sindacale le persone che con passione, spirito di sacrificio e grande competenza sorreggono la sanità lucana e sopperiscono alle carenze strutturali e di personale e alle discutibili scelte che la politica ha fatto e continua a fare in materia di sanità", conclude Gambardella che ringrazia a nome della Cisl e della Cisl Fp le lavoratrici e i lavoratori che "hanno premiato con un largo consenso le nostre idee e i nostri candidati; consenso che ci rende orgogliosi di rappresentare la parte più sana del nostro sistema sanitario, vale a dire le persone, e che allo stesso tempo ci consegna un importante compito: lavorare per una sanità a misura dei bisogni di salute dei lucani".

giovedì 20 settembre 2018

Sanità, Gambardella al convegno nazionale di Salerno: "Liste d'attesa effetto degli accorpamenti"


SALERNO - “La rendicontazione delle liste d'attesa, pur essendo uno strumento di trasparenza, non risolve il problema. Servono azioni più incisive e una più razionale organizzazione delle prestazioni sul territorio”. Lo ha detto stamane il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, a margine del convegno nazionale di Cgil Cisl Uil in corso a Salerno per celebrare il 40° anniversario dell’istituzione del servizio sanitario nazionale.

“Bene hanno fatto le confederazioni nazionali – ha aggiunto il segretario della Cisl lucana – ad organizzare un momento di riflessione su quarant’anni di sanità pubblica nel nostro paese. Quella riforma nasceva dalla necessità di realizzare a pieno il dettato costituzionale e uniformare l’offerta sanitaria su tutto il territorio nazionale. Oggi registriamo che resistono ancora forti disuguaglianze tra Nord e Sud. Proprio le liste d'attesa continuano ad essere una problematica fortemente sentita dai cittadini, ma le risposte sono state finora parziali e intempestive. La stessa riforma sanitaria varata dalla giunta Pittella si è dimostrata non risolutiva perché troppo focalizzata sul riordino delle strutture ospedaliere e poco sulla qualità e sull’articolazione dei servizi ai cittadini. Le liste d’attesa sono il sintomo evidente di un problema di congestionamento delle strutture sanitarie e la logica dell’accentramento e degli accorpamenti non potrà che peggiorare la situazione. La sfida, ancora una volta, è il potenziamento della medicina del territorio come prima interfaccia di presa in carico del malato attraverso il coinvolgimento e la valorizzazione dei medici di base. Il progressivo invecchiamento della popolazione e una domanda di cura e assistenza che si sposta sempre più su patologie croniche e degenerative impongono uno sforzo organizzativo ed economico della sanità pubblica per accorciare le liste d’attesa nella consapevolezza che per ogni euro in più speso per la diagnosi precoce si risparmiano tre euro di spesa sanitaria. Il prolungamento contrattato dell’orario di apertura degli ambulatori, soluzione che in altre regioni sta dando buoni frutti, è una possibile pista per rendere concretamente esigibile il diritto costituzionale alla salute ed eliminare l’inaccettabile discriminazione tra può aggirare le liste di attesa rivolgendosi al canale privato e chi è costretto a rinunciare alla prevenzione e alle cure”.

Farmaci biosimilari: l’informazione aiuta l’accesso sostenibile all’innovazione


ROMA – A pochi giorni dalla presentazione della Legge di Bilancio, occhi puntati sui conti pubblici: negli ultimi 10 anni il rapporto deficit PIL è cresciuto del 130%, il margine di manovra della finanza pubblica si è drasticamente ridotto e a farne le spese è stato anche il comparto della sanità, con una spesa sanitaria pubblica scesa ormai al 6,6% del PIL e che, senza interventi, arriverà al 6,3% nel 2020 (nota di aggiornamento al Documento di Economia e Finanza (DEF) 2017). Nel futuro ci sono ancora tagli, mentre la domanda sanitaria è destinata a salire: già oggi gli italiani over 65 sono più di 14 milioni e più del 40% convive con una patologia cronica.

Oggi però si profila una grande opportunità: mettere a disposizione di un numero maggiore di pazienti farmaci innovativi a costi sostenibili per la sanità pubblica. A rendere possibile questa prospettiva sono i farmaci biosimilari, farmaci biotecnologici disponibili a un prezzo significativamente inferiore dopo la scadenza del brevetto del farmaco di riferimento.

Entro il 2020 si renderanno disponibili i biosimilari di 12 farmaci biotech che assicurano il trattamento di patologie importanti come i tumori e le malattie reumatiche a costi sostenibili per la sanità pubblica.

Ma quanto sono informati e consapevoli gli italiani di questa opportunità? La risposta arriva da una survey condotta da Astra Ricerche su un campione di 1.000 persone della fascia d’età 18-65 anni e presentata oggi nell’ambito del Corso di Formazione Professionale Il valore dell’informazione sui farmaci biosimilari, tra innovazione e sostenibilità promosso dal Master di comunicazione scientifica della Sapienza SGP – La Scienza nella Pratica Giornalistica, con il supporto di Amgen.

Obiettivo del corso, supportare il ruolo dei media per aiutare il pubblico a comprendere il valore dei biosimilari – farmaci biotecnologici messi a punto attraverso un processo produttivo estremamente complesso – e la loro importanza per assicurare al maggior numero di cittadini l’accesso ai farmaci più innovativi.

Attualmente, il livello di informazione sui farmaci biosimilari non è elevato come non lo è ancora quello sui farmaci biotecnologici, disponibili da circa 20 anni: secondo la ricerca di Astra, solo un intervistato su cinque (20,5%) pensa di conoscerli e la padronanza dell’argomento è spesso debole e non qualificata, con l’attribuzione spontanea di caratteristiche non corrette (per esempio essere “a base di erbe”).

D’altra parte, dopo essere stato esposto a una corretta presentazione di base sul tema, oltre l’80% del campione si dichiara molto interessato a saperne di più, chiedendo di essere rassicurato sugli effetti positivi (efficacia: 59,2%) e sulla mancanza di effetti negativi (effetti collaterali: 53,1%, sicurezza e garanzia per il paziente: 52,5%).

Ma, soprattutto, emerge un atteggiamento di disponibilità rispetto all’uso di questi farmaci: in caso di prescrizione, quasi tre su cinque seguirebbero il consiglio del medico (59,8%) mentre il 37,0% cercherebbe una second opinion (spesso consultando un altro medico, a volte cercando on line).

La fiducia nel medico, oltre che nella verifica delle Autorità regolatorie, sostiene l’apertura di credito verso i biosimilari che, in quanto farmaci biotecnologici, vengono sintetizzati a partire da organismi viventi, e sono sviluppati per essere altamente simili al medicinale biotecnologico già autorizzato con lievi differenze nelle componenti clinicamente inattive. Proprio la derivazione di questi farmaci da organismi viventi con le caratteristiche di unicità correlate ai sistemi viventi utilizzati per produrli è alla base della complessità del processo di produzione dei farmaci biosimilari.

Oggi ci sono tutte le premesse per estendere, attraverso i biosimilari, l’accesso a farmaci biotecnologici, spesso salvavita, e liberare risorse da reinvestire in innovazione con il più alto livello di garanzie per i pazienti: «I biosimilari devono obbligatoriamente dimostrare di possedere la stessa efficacia terapeutica e sicurezza clinica dei loro originatori, ed a questo scopo vengono condotti specifici studi clinici su pazienti», afferma Pierluigi Navarra, Direttore Istituto di Farmacologia, Università Cattolica del Sacro Cuore, Roma. «Questi dati clinici vanno a completare il dossier registrativo del biosimilare, che riceve un vaglio molto severo da parte delle principali Agenzie regolatorie mondiali, ossia l’EMA in Europa e la FDA negli Stati Uniti».

Nel marzo 2108 AIFA ha rilasciato un secondo position paper sul tema affermando il principio dell’intercambiabilità tra i biosimilari e i gli originatori, lasciando al medico la scelta se prescrivere il biosimilare o il biotecnologico corrispondente, ferma restando l’esigenza di un utilizzo appropriato delle risorse e di una corretta informazione del paziente.

Ma quali potranno essere concretamente i vantaggi per la spesa sanitaria? Una recente analisi (Mennini, Cicchetti et al., 2017) ha cercato di quantificare l’impatto economico che 8 importanti biosimilari, impiegati per la cura dei tumori, del diabete e delle malattie infiammatorie croniche immuno-mediate, avranno sulla spesa sanitaria nazionale tra il 2014 e il 2020.

«Al termine del 2020, complessivamente, i risparmi stimati cumulati saranno tra i 750 e gli 800 milioni di euro. Risparmi che potrebbero essere ancor più consistenti, considerando anche i nuovi biosimilari che stanno entrando o arriveranno a breve sul mercato», afferma Francesco Saverio Mennini, Direttore Centro per la Valutazione Economica e HTA (EEHTA del CEIS), Università degli Studi di Roma “Tor Vergata”. «Queste consistenti riduzioni di spesa potranno essere un ottimo bacino di risorse per investimenti futuri all’interno del sistema che le ha generate».

Uno dei più recenti biosimiliari a essere reso disponibile è quello di trastuzumab, il farmaco che ha rivoluzionato il trattamento del tumore al seno. «I biosimilari terapeutici sono una novità molto positiva in oncologia per le potenziali ripercussioni sulla sostenibilità dei trattamenti e per la conseguente possibilità di destinare le risorse liberate a trattamenti innovativi», afferma Michelino de Laurentiis, Direttore dell'Unità Operativa Complessa di Oncologia Senologica dell'Istituto Nazionale Tumori Pascale di Napoli. «Dal punto di vista prescrittivo e clinico, la figura centrale è quella del medico, che privilegia l’uso di farmaci sostenuti da studi scientifici solidi e non basa le sue scelte solo sugli aspetti economici, ma perché crede al farmaco ed è questo il messaggio che deve arrivare ai pazienti».

L’area delle malattie reumatologiche è stata la prima dove sono stati sviluppati farmaci biotecnologici e successivamente biosimilari: «Le poliartriti croniche sono malattie con forte impatto personale e sociale, per la grave disabilità che possono indurre», afferma Roberto Gorla, Responsabile Progetto Poliartriti e Fibromialgia U.O. Reumatologia e Immunologia Clinica, Azienda Spedali Civili di Brescia. «Nella nostra esperienza, i farmaci biosimilari si sono dimostrati parimenti efficaci e sicuri delle molecole originali a brevetto scaduto che utilizziamo da circa 18 anni e hanno permesso di risparmiare risorse significative, permettendo di curare molti altri pazienti».

Anche i risultati della pratica clinica già consolidata confermano che i biosimilari costituiscono, per il SSN, una notevole opportunità per garantire l'accesso sostenibile all’innovazione biotecnologica per tutti i pazienti che ne hanno bisogno e al tempo stesso liberare risorse per spingere ancora avanti l’innovazione con i biosimilari di domani.

mercoledì 19 settembre 2018

Certificazione CEPAS per gli operatori che assistono i malati di Alzheimer


Disagio sociale, handicap, patologie cliniche invalidanti. È in questo mondo, spesso emarginato ai confini della società civile, che CEPAS, Istituto di certificazione delle competenze e della formazione del gruppo Bureau Veritas Italia, sta investendo risorse ma anche una volontà precisa di intervento. E lo sta facendo puntando con forza sulla professionalità degli operatori chiamati ad affiancare malati e portatori di handicap.

È in questa chiave di lettura che si colloca la decisione di CEPAS non solo di partecipare alla XXV Giornata Mondiale dell’Alzheimer che si svolgerà domani a Roma, presso la Sala Refettorio della Camera dei Deputati, su organizzazione diretta dell’’Associazione SOS Alzheimer, ma anche di proporre soluzioni concrete e innovative sia sul piano della formazione sia sulla definizione della specializzazione professionale degli Operatori per i malati di Alzheimer e altre forme di demenza (OMAD); si tratta di professionisti con il delicato compito di assistere e supportare i pazienti affetti da deterioramento cognitivo e alleviare i disturbi della malattia attraverso l’uso di terapie non farmacologiche; in occasione dell’evento di Roma verrà illustrato il progetto messo in piedi da SOS Alzheimer, CEPAS e ANGQ per sviluppare e promuovere uno schema di certificazione delle competenze e della relativa qualifica della formazione per gli “Operatori per i malati di Alzheimer ed altre forme di demenza”.

I malati di Alzheimer sono purtroppo in aumento (si parla di 600.000 casi in Italia), le famiglie ancora non sono adeguatamente informate e supportate e soprattutto l'esito dei trattamenti farmacologici, il più delle volte, genera difficoltà di gestione dei pazienti stessi e quindi innesca un meccanismo contorto di malessere dei malati e dei familiari.



giovedì 13 settembre 2018

Fials interviene sull'Ospedale di Pescopagano dal futuro incerto


POTENZA - Perché i tanti pazienti del San Carlo, provenienti dall'area medica e chirurgica e bisognosi di riabilitazione non vengono indirizzati all'ospedale di Pescopagano per ricevere le cure necessarie anche se il nuovo atto aziendale lo definisce “Area della Riabilitazione di III livello”?

La domanda provocatoria la rivolgiamo al Commissario straordinario , al Direttore Sanitario ed al Primario di Medicina Fisica e Riabilitazione per sollecitare una maggiore attenzione al presidio di Pescopagano.

Quando nel 2007 il San Francesco di Paola viene staccato dall’ASL 1 di Venosa e passa sotto la gestione del San Carlo, trasformandolo in Azienda ospedaliera regionale, l’ospedale garantiva agli utenti prestazioni di Neurologia, di chirurgia ortopedica, di riabilitazione e di fisiopatologia respiratoria. Neurologia e Chirurgia, dopo aver trattato i propri pazienti ciascuno per la propria patologia, inviavano i bisognosi di fisioterapia presso il reparto di riabilitazione per il recupero motorio e psicologico.

A fine anno 2016 inizio 2017 la Direzione Generale del San Carlo chiuse le U.O. di Neurologia e di Ortopedia, lasciando aperto a Pescopagano soltanto il servizio ambulatoriale in alcuni giorni infrasettimanali. In seguito a quella decisione del vertice aziendale il reparto di Medicina Fisica e Riabilitazione è stato profondamente ridimensionato e presenta tutt’oggi una scarsa affluenza di persone malate.

In attesa che si realizzino i tanti annunciati investimenti regionali che dovrebbero segnare finalmente un punto di svolta decisivo per le sorti del presidio di Pescopagano, chiediamo che l'AOR S. Carlo si impegni a costruire percorsi e protocolli per i pazienti bisognosi di cure riabilitative che valorizzino le risorse interne all'Azienda.

mercoledì 12 settembre 2018

ASP: successo per la prima iniziativa del progetto 'Caffè Teseo'


POTENZA - Si è tenuta Lunedi 10 settembre, la prima iniziativa culturale del “Caffè Teseo”, progetto promosso dal Dipartimento di Salute Mentale dell’ Azienda Sanitaria di Potenza per offrire ai partecipanti occasioni ed opportunità di incontri culturali, organizzazione del tempo libero, momenti di apertura al contesto cittadino per scoprire luoghi e servizi della città ed al contempo rafforzare le abilità sociali e relazionali che tanto possono contribuire alla condivisione attiva dei momenti e degli spazi sociali.

Il primo incontro, al quale hanno partecipato oltre sessanta persone, è stata una passeggiata lungo il percorso fluviale del Basento, a Potenza, ed iniziata dal Centro di Salute Mentale ASP. Tema centrale dell’incontro è stato il ponte come strumento tecnico ma anche culturale dell’uomo. Dopo l’accoglienza da parte dell’equipe del “Caffe Teseo” hanno parlato Salvatore Manfreda Ingegnere dell’Università degli Studi della Basilicata e Luana Franchini, Sociologa.

L’Ing. Manfreda ha descritto le caratteristiche tecniche e funzionali dei ponti, costruiti per superare ostacoli fisici al fluire di un cammino e di un itinerario. Si è partiti dal ponte romano del terzo secolo d.C denominato di “San Vito”, originariamente denominato di “Sant’Oronzio” e posizionato sull’ antica via Erculea, via di traffico molto importante accanto alla via Appia. Luana Franchini, sociologa, ha raccontato del ponte come simbolo di relazione con il mondo, con le persone, con parti di se stessi, ed ha concluso l’itinerario mettendo in relazione il paesaggio con le nostre sensazioni, creando connessione tra il dentro di noi ed il fuori di noi possiamo farci aiutare dall’ osservazione dell’ambiente per apprendere quegli strumenti interiori necessari a superare difficoltà, cesure, resistenze, incomprensioni.

L’iniziativa del “Caffè Teseo” rappresenta il desiderio di trovare un “ponte comunicante” perché nel suo significato simbolico ispira proprio la necessità e la capacità dell’uomo di superare oltre ad ostacoli fisici, ostacoli emotivi ed interiori attraverso la relazione, e gesti di apertura all’altro.

Al di là delle bellezze architettoniche e naturalistiche incontrate, tra cui un bellissimo esemplare di airone, spesso ospite delle rive del Basento, è rimasto ai partecipanti la piacevolezza e la forza di un percorso fatto insieme che proseguirà anche grazie agli incontri settimanali previsti nel calendario del “Caffe Teseo”.

Questa l’agenda dei prossimi appuntamenti: 17 Settembre, ore 18.00. “Filippo e Luois Braille” di Fabiana Santangelo: dialogo con l’autrice Rosa Santarsiero, in collaborazione con Letti di Sera e UICI Basilicata-Unione Italiana Ipovedenti e Ciechi ETS-APS; 24 Settembre, ore 18.00, Concert Band “Città di Potenza” Dir. Paola Guarino; 8 Ottobre ore 17.00 “Giornata Nazionale della Psicologia “L’Ascolto” in collaborazione con l’Ordine Regionale degli Psicologi della Basilicata.

Le altre date sono in vi di definizione e saranno comunicate al più presto.

Di seguito una breve scheda tecnica con la presentazione dettagliata del progetto “Caffè Teseo”

Obiettivi

Migliorare le competenze personali attraverso il potenziamento delle funzioni di base e delle abilità socio relazionali di ciascuno ; fornire opportunità riabilitative attraverso proposte operative e laboratoriali in grado di veicolare forme di impegno e di assunzione di piccole responsabilità; orientare all’esercizio ed al consolidamento di forme di autonomia ; avviare e mantenere interventi rivolti ad incrementare attività culturali, di socializzazione, integrazione ed utilizzo del proprio tempo libero ; sensibilizzare il territorio al rispetto delle diversità individuali e all’accoglienza della fragilità psichica superando forme di pregiudizio; orientare le famiglie a formule di sostegno mirato

Finalità

Il progetto attraverso la partecipazione degli “attori sociali” del territorio intende soddisfare il bisogno di espressione e protagonismo degli utenti del Servizio di Salute Mentale che frequentano il ns CSM, e promuovere azioni che contrastano, lo stigma e i pregiudizi che gravano sul pz psichico e mentale. Si vuole inoltre produrre comunicazione che riveli la straordinaria esperienza della follia, sia nella sua poeticità sia nella sua arte di vivere. La finalità è quella di aprire le “porte” dei servizi psichiatrici alla Comunità creando spazi di integrazione al fine di: favorire l’inclusione sociale, ridurre lo stigma che accompagna il paziente e la psichiatria, promuovere la conoscenza dei Servizi e il loro funzionamento. L’ospite all’interno del progetto “Caffè Teseo” trascorrerà una parte della giornata seguendo un programma di interventi diversificato. Le attività e le iniziative svolte all’interno del progetto sono finalizzate alla risocializzazione ed alla riappropriazione dell’autonomia, oltre che all’eventuale attività formativa per un reinserimento socio lavorativo. L’attenzione alla persona trova piena espressione nell’accoglienza della storia personale di ciascuno e nella costruzione di relazioni significative con gli operatori e con il gruppo dei pari. La scelta di un registro comunicativo familiare e collaborativo favorisce la partecipazione attiva di tutti gli elementi del gruppo.

Informazioni utili

Ci sarà un gruppo di operatori che sarà a disposizione di tutti coloro che hanno contatti con l’esperienza del progetto “Caffe Teseo” (pazienti, parenti, volontari, visitatori) con lo scopo di: 1. Offrire informazioni e raccogliere nuove proposte, disagi, reclami; chiarire i servizi che vengono erogati; 3. Facilitare gli utenti ad esercitare i propri diritti; 4. Analizzare e valutare il grado di soddisfazione degli utenti sui servizi erogati. Gli spazi del Centro di Salute Mentale ospiteranno i più seguiti eventi sociali e culturali della città.

Orari di apertura

Il “Caffe Teseo” sarà attivo tutti i lunedì dalle ore 15:30 alle ore 19:30.

martedì 11 settembre 2018

Latronico (Noi con l'Italia) scrive al presidente Flavia Franconi


POTENZA - “Mi vengono segnalate alcune problematiche che, se attuate, confermerebbero un graduale indebolimento del presidio ospedaliero di Policoro, in contrasto con i numeri e le attività sviluppatesi in questi anni in quel presidio sanitario. La paventata soppressione dell’unità complessa di cardiologia, contemplata in un recente atto dell’Asm di Matera; la soppressione del servizio autonomo di ecografia dedicato solo agli esterni”. Comincia così la lettera inviata dall’ex parlamentare Cosimo Latronico, dirigente nazionale di Noi con l’Italia, al presidente facente funzioni della Regione Basilicata, Flavia Franconi.

“La cardiologia di Policoro, come lei sa, è classificata al terzo posto in Regione, dopo Potenza e Matera, dunque non si comprenderebbe la sua chiusura. Il servizio autonomo di ecografia dedicato solo agli esterni, in funzione da un decennio, ha reso possibile un sostanziale contenimento delle liste di attesa e l’assolvimento delle priorità. La prego di intervenire, nel quadro delle sue responsabilità, perché l’organizzazione dei servizi sanitari risponda a logiche di aderenza alla domanda e di effettiva razionalizzazione delle risorse – conclude Latronico - e non si traduca in un impoverimento ingiustificato dei servizi per l’utenza” .

Leggieri (M5S): togliere la facoltà di nomina dei dirigenti della sanità ai presidenti di Regione


POTENZA - Voglio riprendere con attenzione le parole pronunciate dal vicepremier Luigi Di Maio, che accompagnato da Antonio Mattia, candidato alla presidenza della Regione Basilicata del M5S, ha delineato la situazione in cui versano la regione e la sanità lucana.

Ha perfettamente ragione quando afferma «Qui c’è un presidente della Regione che non si dimette perché aspetta una sentenza per potersi ricandidare. È il momento di cambiare, non è un caso che nel nostro contratto di governo con Giulia Grillo stiamo scrivendo un progetto di legge per togliere la facoltà di nomina dei dirigenti della sanità ai presidenti della Regione perché con questo gioco si sono impadroniti di un servizio pubblico fondamentale per il benessere dei cittadini.

Ci sono regioni importanti che vanno a votare tra cui la Basilicata anche se non sappiamo ancora quando anche perché il presidente attuale è in questo momento agli arresti domiciliari e a quanto ho capito sta sperando che queste elezioni si facciano il più tardi possibile in attesa che gli venga revocata la misura cautelare per potere ricandidarsi. Questa è la grande follia di alcune regioni e di alcune classi dirigenti. E’ il momento di spazzarli via».

Voglio ricordare che per arginare pratiche clientelari e una gestione non proprio trasparente della sanità lucana, abbiamo anche presentato nel 2015 una proposta di legge che prevedeva la nomina dei direttori generali attraverso concorso pubblico al fine di dare inizio a quella rivoluzione auspicata che vuole portare la politica fuori dalla sanità spezzando appunto il legame tra politici e manager sanitari.

Il questi anni infatti il sistema della nomina dei manager ha generato inefficienza e corruzione, ha corrotto il sistema delle gare pubbliche, ha determinato il costo inappropriato della farmaceutica, il dirottamento nella sanità privata, l’allungamento spropositato dei tempi delle liste d’attesa e un’inarrestabile migrazione sanitaria.

Questa proposta di legge, come tante altre nostre proposte, è stata insabbiata dalla lentezza, dalla negligenza e dalla mancanza di volontà politica di Pittella e della sua maggioranza che preferiscono mantenere lo status quo per continuare a gestire e manovrare il sistema sanitario pubblico come se fosse di loro proprietà, per oleare sempre di più i meccanismi clientelari e del consenso.

I cittadini lucani sono stanchi di essere usati come bancomat elettorale e di vedere che la loro salute è in mano alle bande degli amici degli amici di Pittella e del PD. I cittadini lucani non aspettano altro che le elezioni per spazzare via questi affaristi della politica e abbattere una volta per tutte il "Sistema Basilicata". Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

La Cisl lancia le comunità del benessere per integrare sanità e socio-assistenziale


POTENZA - “Il tentativo di riformare il sistema sanitario e di riorganizzare la rete territoriale dei servizi socio-assistenziali ben rappresentano lo scarto tra le ambizioni riformatrici espresse da questa legislatura e il concreto miglioramento della qualità della vita delle famiglie lucane”. È quanto dichiarano i segretari generali di Cisl e Fnp Cisl di Basilicata, Enrico Gambardella ed Enzo Zuardi. “Non sono stati risolti i nodi strutturali della sanità lucana, come l’emigrazione sanitaria che toglie risorse al bilancio regionale, la scarsa attitudine ad attrarre domanda di salute dalle regioni limitrofe e la poco capillare distribuzione territoriale della medicina specialistica che impedisce la riduzione delle liste d’attesa; né si registrano avanzamenti sulla qualità dei servizi socio-assistenziali. È di tutta evidenza che nell’impianto riformatore della Regione è mancata una visione unitaria e sistemica dei bisogni e dei servizi, conseguenza di una filosofia molto radicata nella cultura burocratica di questo paese che tende a isolare in sfere autonome salute e socio-assistenziale e ad articolare in base a questa distinzione manichea il sistema dei servizi. Una distinzione che in un contesto di crisi demografica, con il conseguente aumento dell’incidenza della popolazione anziana e delle patologie croniche e degenerative, non ha più ragione di esistere in quanto i bisogni di salute sono molto spesso, per non dire sempre, interconnessi ai bisogni socio-assistenziali”.

“Questo impone un radicale ripensamento dell’architettura territoriale dei servizi - continuano Gambardella e Zuardi - passando dalla logica della rete tra ambiti organizzati per centri di costo che restano funzionalmente autonomi a quella della “comunità del benessere” fondata su una visione olistica della persona e sul criterio della territorializzazione dell’assistenza, dentro il perimetro degli ambiti sociali di zona, con il pieno coinvolgimento della medicina di base, della medicina specialistica e del terzo settore. Dentro questo disegno le articolazioni territoriali vanno concepite come luoghi di erogazione di prestazioni sanitarie e socio-assistenziali, di presa in cura e di primo approccio alla malattia, con evidenti vantaggi in termini di decongestionamento dei plessi ospedalieri e dei pronto soccorso; di riduzione delle liste di attesa; di mantenimento del malato dentro la comunità degli affetti”.

“L’altro nodo da superare riguarda la scarsa e anche storica propensione della Regione Basilicata ad investire sulle tante professionalità, dai medici agli assistenti sociali, che si ritrovano spesso a dover sopperire con la buona volontà ai limiti strutturali di un sistema inefficace e inefficiente. La precarietà e la discontinuità dei servizi è in molti casi la logica conseguenza della precarietà delle persone che, al netto della personale dedizione, non riescono a garantire con la necessaria continuità la presa in carico e la gestione di una domanda di servizi sempre più complessa e articolata. Per un reale salto di qualità serve un investimento duraturo sulle professionalità per rendere stabile l’apparato amministrativo e operativo. Purtroppo, la Regione con il piano di rafforzamento amministrativo - concludono i segretari di Cisl e Fnp Cisl - ha preferito investire unicamente sugli apparati regionali, lasciando del tutto sguarnita di risorse e interventi la rete dei Comuni sulla quale pure si dovrebbe reggere l’intera architettura delle politiche sanitarie e socio-assistenziali”.

Cisl: con le comunità del benessere sanità e socio-assistenziale viaggiano insieme


di Enrico Gambardella ed Enzo Zuardi (segretario generale della Cisl Basilicata e segretario generale della Fnp Cisl Basilicata) - Il tentativo di riformare il sistema sanitario e di riorganizzare la rete territoriale dei servizi socio-assistenziali ben rappresentano lo scarto tra le ambizioni riformatrici espresse da questa legislatura e il concreto miglioramento della qualità della vita delle famiglie lucane.  Non sono stati risolti i nodi strutturali della sanità lucana, come l’emigrazione sanitaria che toglie risorse al bilancio regionale, la scarsa attitudine ad attrarre domanda di salute dalle regioni limitrofe e la poco capillare distribuzione territoriale della medicina specialistica che impedisce la riduzione delle liste d’attesa; né si registrano avanzamenti sulla qualità dei servizi socio-assistenziali. È di tutta evidenza che nell’impianto riformatore della Regione è mancata una visione unitaria e sistemica dei bisogni e dei servizi, conseguenza di una filosofia molto radicata nella cultura burocratica di questo paese che tende a isolare in sfere autonome salute e socio-assistenziale e ad articolare in base a questa distinzione manichea il sistema dei servizi. Una distinzione che in un contesto di crisi demografica, con il conseguente aumento dell’incidenza della popolazione anziana e delle patologie croniche e degenerative, non ha più ragione di esistere in quanto i bisogni di salute sono molto spesso, per non dire sempre, interconnessi ai bisogni socio-assistenziali.

Questo impone un radicale ripensamento dell’architettura territoriale dei servizi passando dalla logica della rete tra ambiti organizzati per centri di costo che restano funzionalmente autonomi a quella della “comunità del benessere” fondata su una visione olistica della persona e sul criterio della territorializzazione dell’assistenza, dentro il perimetro degli ambiti sociali di zona, con il pieno coinvolgimento della medicina di base, della medicina specialistica e del terzo settore. Dentro questo disegno le articolazioni territoriali vanno concepite come luoghi di erogazione di prestazioni sanitarie e socio-assistenziali, di presa in cura e di primo approccio alla malattia, con evidenti vantaggi in termini di decongestionamento dei plessi ospedalieri e dei pronto soccorso; di riduzione delle liste di attesa; di mantenimento del malato dentro la comunità degli affetti.

L’altro nodo da superare riguarda la scarsa e direi anche storica propensione della Regione Basilicata ad investire sulle tante professionalità, dai medici agli assistenti sociali, che si ritrovano spesso a dover sopperire con la buona volontà ai limiti strutturali di un sistema inefficace e inefficiente. La precarietà e la discontinuità dei servizi è in molti casi la logica conseguenza della precarietà delle persone che, al netto della personale dedizione, non riescono a garantire con la necessaria continuità la presa in carico e la gestione di una domanda di servizi sempre più complessa e articolata. Per un reale salto di qualità serve un investimento duraturo sulle professionalità per rendere stabile l’apparato amministrativo e operativo. Purtroppo, la Regione con il piano di rafforzamento amministrativo ha preferito investire unicamente sugli apparati regionali, lasciando del tutto sguarnita di risorse e interventi la rete dei Comuni sulla quale pure si dovrebbe reggere l’intera architettura delle politiche sanitarie e socio-assistenziali.