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mercoledì 26 febbraio 2020

Aql, Femca e Uiltec pronte a dichiarare lo stato di agitazione


POTENZA - Femca Cisl e Uiltec pronte a dichiarare lo stato di agitazione in Acquedotto Lucano e fanno appello al prefetto di Potenza affinché sblocchi la situazione. In una nota la due sigle sindacali dichiarano che "Aql fa ancora finta di non capire e continua ad alimentare polemiche tra lavoratori e organizzazioni sindacali con il solo scopo di raggiungere l'obiettivo prefissato che di certo porterà Aql sempre più in deficit. Nonostante i vari solleciti fatti alla Regione per una convocazione che possa portare ad una possibile soluzione, Aql ha convocato un incontro per il 4 marzo, incontro al quale non ci saremo per dare seguito a quanto detto a più riprese, ovvero che fosse necessario attivare prima il tavolo regionale. Se non ci sarà un convocazione da parte della Regione - minacciano Femca e Ultec - siamo già pronti a dichiarare lo stato di agitazione e a richiedere una convocazione in prefettura. Siamo certi che il presidente Bardi, nonostante i grossi problemi che sta affrontando in questo momento particolare, riuscirà a convocare l'incontro da tempo richiesto".

martedì 18 febbraio 2020

Fca, Spera (Ugl):”riparte Torino con nuove produzioni”

“Parlare oggi di stabilimenti attivi che producono in gran parte per l’esportazione, e’ una responsabilità enorme più che mai, in un settore industriale che ne ha risentito fortemente della crisi e che, grazie alle nuove politiche d’investimento del gruppo, riparte alla grande. Un piano di investimenti di FCA per l’Italia importante, l’Ugl ne plaude già ad iniziare per il Polo produttivo di Torino dove si sviluppa ulteriormente con nuovi progetti nell’area della sostenibilità e si consolida con il raggiungimento di importanti traguardi operativi. Nel comprensorio di Mirafiori, FCA installerà Solar Power Production Units con pannelli fotovoltaici per una superficie di 150 mila metri quadrati in grado di produrre 15 MW di elettricità, contribuendo alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tons di CO2 e fornendo energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Installazione di 850 colonnine di ricarica nell’intero polo di Torino”.

Lo dichiara il segretario generale dell’Ugl Metalmeccanici, Antonio Spera per il quale, “un avvio importantissimo dove condividiamo ciò che per il gruppo Fca, tutta l’Italia e’ fondamentale. Si incomincia dal sito piemontese di Mirafiori in particolare, con 750 punti di ricarica destinati ai parcheggi dipendenti. Avviata la produzione di Maserati Ghibli con motorizzazioni ibride. In questo modo si sta dando seguito agli investimenti contenuti nella presentazione del piano di investimenti FCA 2019-2021 per l’Italia il 29 novembre a Torino, che comprende tredici modelli FCA totalmente nuovi o aggiornati in modo significativo, oltre a versioni elettrificate di 12 modelli nuovi o esistenti, inclusi i prodotti Maserati, con la nuovissima versione elettrica annunciata della Fiat 500 che sarà prodotta a Mirafiori: le pre-serie della 500 BEV, destinate ai test di prodotto e processo, sono già in circolazione in vista dell’inizio della produzione nel mese di Giugno p.v.. Di notevole importanza per l’Ugl – prosegue Spera -, è l’avviata assunzione di un centinaio di profili specializzati per coprire bisogni legati al lancio dei nuovi prodotti, previste complessivamente risorse finanziarie per 5 miliardi di euro. Dopo avere presentato, in collaborazione con Terna, lo sviluppo a Mirafiori del più grande polo V2G (Vehicle-to-Grid), che ha l’obiettivo di arrivare a connettere un’intera flotta di 700 vetture elettriche (500 BEV), collegate ad una infrastruttura di ricarica bidirezionale che sarà in grado di mettere a disposizione alla rete una potenza di 25 Megawatt per servizi di bilanciamento energetico, FCA annuncia oggi altri due progetti strategici: Installazione di Solar Power Production Units a Mirafiori, con pannelli fotovoltaici installati sui tetti di diversi edifici per una superficie totale di 120.000 metri quadrati e a copertura di 1.750 parcheggi (30.000 metri quadrati), in grado di produrre 15 MW di elettricità, contribuendo alla riduzione delle emissioni per oltre 5.000 tons di CO2 e fornendo energia sostenibile per la carica dei modelli elettrificati prodotti nel sito. Una gamma mai così completa, con motori benzina e diesel, trazione posteriore e integrale, dove Fca ha dato un peso concreto nella ricercatezza nei materiali e soluzioni tecniche d’eccellenza sfornando una gamma di automobili nuova di successo, che sicuramente di volta in volta sarà concetto di auto leader italiana per design, prestazioni, comfort, eleganza e sicurezza: una nuova storia industriale – prosegue Spera –, si vanno a ufficializzare i piani per la gamma di prodotti nuovi ed elettrificati anche a Modena, Cassino e Torino (Mirafiori e Grugliasco) che rientrano nel maxi investimento che il gruppo FCA ha deciso di destinare. È un momento strategico nel settore dell’automotive, questi progetti si aggiungono ai piani di rafforzamento previsti per le eccellenze presenti nel Polo di Torino nel settore delle tecnologie e del miglioramento continuo dei processi produttivi. Tra queste il Centro di Competenza ‘Additive manufacturing’, che, a supporto di ingegneria e progettazione, sviluppa una serie di metodiche e tecnologie di fabbricazione in cui il prodotto è realizzato con la deposizione o fusione di materiale strato dopo strato, senza la necessità di stampi o attrezzamenti intermedi, e il World Class Manufacturing Development Center con la propria Academy, che conta circa 5.000 persone formate ogni anno e 80mila ore di formazione erogata. I nuovi progetti di sostenibilità andranno ad inserirsi velocemente nel piano investimenti di prodotto che stanno procedendo a marcia spedita e che stanno completamente cambiando il volto manifatturiero del Polo produttivo di Torino in un grande polo d’eccellenza dell’elettrificazione sia in campo nazionale che internazionale. Per questo è importante la scommessa Fca, noi saremo forti sostenitori: un tale investimento ritenendo come organizzazione sindacale di essere in linea con gli impegni assunti per gli stabilimenti e quindi a vantaggio dei lavoratori. L’Ugl – conclude il sindacalista - crede che sia un valore aggiunto per l’Italia poiché il piano và a interessare tutti i siti industriali del nostro paese dove attraverso il lancio dei nuovi prodotti e a questi innovativi progetti per l’elettrificazione, il 2020 sarà certamente un anno estremamente importante per il futuro del Gruppo”.

giovedì 30 gennaio 2020

Ugl:”Festa del Tesseramento 2020 in Basilicata”


“Il 15 gennaio c.a. è stato presentato a Roma il nuovo logo Ugl dal Segretario Generale Francesco Paolo Capone. In quella occasione, la Confederazione ha individuato il 1° febbraio 2020 come la giornata della Festa del Tesseramento, avente lo scopo di distribuire le tessere Ugl ai dirigenti sindacali e agli iscritti; tale iniziativa avrà luogo in tutta Italia. In Basilicata, organizzato unitariamente dalle segreterie territoriali di Matera e Potenza, sabato p.v. l’evento si svolgerà presso la sede dell’Ugl a Potenza di via Mazzini 79, dalle ore 11.15 alle ore 12.45: vedrà la partecipazione della Segretaria Confederale, responsabile Nazionale dell’Ufficio Politiche del Welfare, pari opportunità e terzo settore Ugl, d.ssa Petillo Ornella.

Sarà un momento di incontro e di confronto con tutti i dirigenti lucani Ugl, donne e uomini che quotidianamente si impegnano sul territorio per la tutela dei diritti dei lavoratori”.

venerdì 24 gennaio 2020

Trasporti, Giordano (Ugl): ”Marrese risolverà il problema che si ripete ad ogni minima occasione?”

“Siamo alle solite, Egregio Presidente della Provincia di Matera Avv. Piero Marrese, apprezzando il suo impegno sull’annosa questione dei pullman di cui giornalmente gli utenti dei comuni della provincia usufruiscono, esterniamo le incresciose situazioni che attanagliano il sistema trasportistico: un problema che si ripete ad ogni minima occasione compreso a Pasqua, a Natale e durante il mese di agosto. Il trasporto per gli operai degli stabilimenti Fca Melfi e Barilla, non viene assicurato. Ora, e non ultima, la presa di posizione dell’A.D. delle autolinee Nolè, il quale con tanto di avviso all’utenza e in piena vista, comunica che delle corse saranno sospese a decorrere da lunedì p.v.. Come di consueto, anche per quest’ennesima volta l’Ugl ha chiesto alle istituzioni interessate di non sospendere il servizio”.

Il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano scrive al Governatore Provinciale Marrese, ricordando che, “siamo all’inizio del nuovo anno, con i festeggiamenti finali di Matera Capitale Europea della Cultura 2019 andrebbero incrementati notevolmente il numero dei mezzi di trasporto pubblico. Così non avviene restando il tutto allo stato attuale, con il ripetersi dei tanti eventi disagianti che quotidianamente si verificano. La misura è colma, noi ripetiamo incessantemente che è troppa la sopportazione di studenti, operai, famiglie che quotidianamente usufruiscono dei pochi e obsoleti mezzi di trasporto pubblico. Caro Presidente Marrese finora nulla è cambiato: precisamente nell’avviso all’utenza, l’.A.D . della Nolè specifica a chiari lettere che, ‘in relazione alle seguenti Autolinee dei servizi aggiuntivi esclusi dal contratto di appalto Co.Tra. B. e non oggetto di proroga al 31/03/2020, determinate linee tra cui Ferrandina/Fca e Nava Siri/Fca Melfi Corse Festive (Primo e secondo turno), a causa della mancanza di Titolo Autorizzativo non pervenutogli da parte dell’Ente Provincia di Matera, l’azienda sospenderà il trasporto creando dei notevoli disagi all’utenza. La stessa Nolè – prosegue Giordano – aggiunge nell’avviso pubblicamente che il disagio, imputabile alla indifferenza degli Organi preposti, ha sollecitato l’Ente provinciale di Matera e tale per conoscenza agli Enti regionali del Trasporto preposti per competenza. Caro Presidente Marrese, l’Ugl Matera è stanca di queste ‘tarantelle carnevalesche’, sopprimere delle determinate corse significa non dare la possibilità a centinaia di operai che dovranno essere presenti normalmente a lavoro, i manutentori, i sorveglianti, i pompieri, gli addetti alla sicurezza industriale e quel personale necessario per particolari attività. Siamo alle solite, un problema che si ripete: il trasporto da e per la provincia di Matera a Melfi, direzione stabilimenti Fca e Barilla, da lunedì 27 non è assicurato. Non ci sembra davvero giusto che si debba gravare così pesantemente sulle già provate forze dei lavoratori. E’ davvero un disagio a ‘senso unico’: nel senso che sull’altro versante della regione, la provincia di Potenza, il servizio di autolinee prosegue normalmente la sua attività. Perché questa disparità territoriale a discapito dei viaggiatori materani privati di un’opportunità che ad altri lavoratori non è venuta meno? chiede con evidente amarezza l’Ugl. Le ristrettezze economiche in cui versa l’ente Provincia di Matera sono note. Per cui, l’Ugl ha chiesto di trovare soluzioni alle enormi difficoltà che i lavoratori pendolari devono affrontare per raggiungere il proprio posto di lavoro. Siamo sicuri – conclude Giordano – che Marrese, Presidente della Provincia di Matera, persona seria e affidabile, con urgenza della questione risolverà anche tale problema”.

venerdì 17 gennaio 2020

Fit Cisl: "Cosa aspetti Bardi a istituire il nuovo osservatorio permanente sulla mobilità?"


"Se il presidente Bardi pensa di poter governare il sistema lucano dei trasporti con scelte calate dall'alto che si ripercuotono negativamente sulla vita dei lavoratori, sappia che troverà la ferrea opposizione della Fit Cisl". È quanto riporta una nota della Fit Cisl Basilicata. "La politica non può decidere da sola il futuro del trasporto e dei lavoratori. Questo non lo diciamo noi, ma l'art. 20 della legge regionale n. 22/98, che ha istituito l'osservatorio permanente per la mobilità. Ebbene, a ben dieci mesi dalle elezioni regionali, il presidente della giunta regionale non ha ancora provveduto ad emanare il decreto di costituzione del nuovo osservatorio. Forse perché teme il confronto con le forze sociali rappresentante nell'osservatorio?".

"Al presidente Bardi ricordiamo inoltre che il compito del sindacato è quello di creare migliori condizioni per i lavoratori; e questo lo può fare anche tramite quanto previsto dall'art. 40 della Costituzione, ovvero quel diritto allo sciopero che non verrà mai meno in questo Paese che resta, pur sempre, una delle più solide democrazie al mondo. Senza dimenticare che la libertà di scioperare è già ampiamente disciplinata nel nostro ordinamento dalla legge 146/90 che regola modi e termini delle astensioni dal lavoro nei servizi pubblici essenziali; ogni altra limitazione, pensata o sommessamente desiderata da una classe politica priva di autorevolezza ma piena di sterile arroganza, non può che essere rispedita al mittente. Un fatto è certo: le dichiarazioni che purtroppo siamo stati costretti a sentire in questi giorni non saranno un deterrente convincente per quelle libere espressioni del sindacato che pongono al centro del proprio agire la salvaguardia dei diritti dei lavoratori e la dignità degli autoferrotranvieri lucani".

mercoledì 15 gennaio 2020

Gambardella (CISL): "La politica abbandoni l'autoreferenzialità e risconosca il valore della partecipazione"

di Enrico Gambardella - Segretario generale della CISL Basilicata

Il discorso del presidente Bardi nella conferenza stampa di inizio anno si è caratterizzata per il tono roboante e autoreferenziale e per il ricorso insistente e a tratti ingenuo a quella idea di cambiamento che però stentiamo a ravvisare negli atti di governo. È invece di tutta evidenza il completo black out delle relazioni con le parti sociali. Nella maggioranza di governo qualcuno ha volutamente scambiato la nostra richiesta di dialogo e di confronto sulle tante emergenze che riguardano la nostra regione come la volontà di invadere il campo della politica: nulla di più sbagliato. Compito del sindacato e più in generale dei corpi sociali intermedi non è decidere al posto di chi ha ricevuto un mandato democratico dai cittadini ma di arricchire di contenuti e proposte le scelte che la politica ha il dovere di prendere nell'interesse della comunità.

Come è stato giustamente evidenziato dai più autorevoli osservatori di cose politiche, più volte il presidente Bardi ha ripetuto nel corso delle sue dichiarazioni, in maniera oserei dire quasi ossessiva, la parola cambiamento; eppure, stentiamo a ravvisare in quasi un anno di gestione quella svolta che era stata annunciata all'indomani delle elezioni regionali: al contrario ravvisiamo una sostanziale continuità, in particolare nel metodo di governo, improntato a quei criteri di autoreferenzialità e autosufficienza che abbiamo giustamente e ripetutamente stigmatizzato in passato. Dietro la cortina fumogena del cambiamento si cela in realtà una sostanziale e preoccupante paralisi dell'azione del governo regionale, impegnato più ad occupare postazioni di sottogoverno che ad affrontare e risolvere i problemi che attanagliano la nostra regione.

Ciò che conta è il lavoro e la capacità di produrre reddito; e siccome in questo primo anno di governo non si sono prodotti né posti di lavoro, né reddito, non si può parlare di cambiamento, se non in termini puramente astratti e retorici. Chi ha il mandato popolare di governare deve portare risultati, non vane parole; deve saper affrontare con la necessaria determinazione - quella determinazione che è finora mancata - i tanti focolai di crisi nella nostra regione: dallo sfacelo del tessuto industriale (Ferrosud, etc.) alla crisi del sistema creditizio, fino alle problematiche dei percettori del reddito minimo di inserimento. Non ce ne voglia il presidente Bardi, ma le azioni di questo governo - forse anche per la patente inesperienza del vertice - non hanno finora dato risposte a questo genere di problematiche, se non fumose promesse di nuovi investimenti o l'annuncio di fantomatici aeroporti, senza che sia stato messo nel frattempo in sicurezza il fragile sistema viario regionale.

Probabilmente, la scelta di sottrarsi al confronto con le parti sociali - con buona pace delle linee guida raccomandate dalla stessa Unione europea in fatto di partenariato economico e sociale - è il segnale di chi, avendo consapevolezza di quanto gracile e debole sia la proposta politica, si rifugia in roboanti proclami perdendo di vista ciò che invece è essenziale e necessario fare subito. Cgil Cisl Uil hanno in più occasioni offerto ai governi che si sono succeduti al timone di questa regione un contributo di analisi e proposte mirate, espressione di una cultura politica che, scevra dal consenso a breve termine, si fonda sulla consapevolezza che i problemi della società contemporanea non si possono risolvere con la bacchetta magica, né con la pretesa autosufficienza delle istituzioni in ragione di una visione assolutistica del mandato elettorale, e che il governo della cosa pubblica è una quotidiana e faticosa opera di mediazione e cucitura di interessi legittimi; un'opera che, a nostro avviso, non può prescindere dal riconoscimento di quei soggetti sociali che legittimamente rappresentano quegli interessi e che, in modo altrettanto legittimo, ambiscono a fare del confronto e della partecipazione uno strumento di reale democrazia.

mercoledì 13 novembre 2019

Maltempo, Legacoop: istituzione tavolo monitoraggio e riconoscimento stato di calamità


Massima prontezza per risolvere le criticità urgenti, messa in sicurezza delle aziende e, subito, l’istituzione di un tavolo per il monitoraggio e la valutazione dei danni subiti dagli agricoltori e per le relative misure di risoluzione. È quanto chiede il presidente di Legacoop Basilicata, Innocenzo Guidotti, che manifesta a nome dell’organizzazione assoluta vicinanza e solidarietà alle popolazioni del materano e del metapontino colpite dall’ondata di maltempo che si è abbattuta in queste ore nella zona. “Le cooperative e gli imprenditori agricoli del Metapontino – sottolinea Guidotti – registrano danni ingenti che, già da un primo riscontro, ne mettono seriamente a rischio la tenuta”. “Chiediamo pertanto – conclude il presidente regionale di Legacoop – di valutare il riconoscimento immediato dello stato di calamità per le zone colpite, auspicando un pronto intervento da parte del Governo nazionale e di quello regionale per definire le tempestive azioni di sostegno agli agricoltori dell’area”.

venerdì 8 novembre 2019

La Fials sul blocco dei nulla osta tra Aziende Sanitarie Regione


La Fials Basilicata chiede un intervento da parte dell’Assessore alla Salute - a dichiarare è la Segretaria Regionale della Fials Luciana Bellitti- per il mancato rilascio del nulla osta per mobilità e/o comandi tra le stesse Aziende Sanitarie delle Basilicata (in particolare l'Ospedale San Carlo, l'ASM di Matera e il CROB), nonostante la presenza di valide graduatorie o percorsi di reclutamento avviati non concedono ai dipendenti facenti richiesta i nulla osta.

La Bellitti dichiara che i meccanismi di rigidità in atto nel concedere i nulla osta da parte delle Aziende penalizza i dipendenti che manifestano la volontà di avvicinarsi al luogo di residenza (per motivi familiari ed anche professionali ecc.), perdendo occasioni che probabilmente non si ripeteranno più.

Stiamo assistendo anche blocchi difronte a richieste di assegnazione temporanea in entrata a sostegno della maternità e paternità (art. 42/bis d.lgs 151/2001); Si segnalano anche dinieghi o lungaggini inutili per i cambi compensativi.

I dipendenti appartenenti alle categorie protette, che per motivi di salute inoltrano domanda di mobilità compensativa per avvicinarsi alle proprie famiglie per essere più facilmente assistiti, sono sottoposti ad attese estenuanti poiché i dirigenti, pur di trattenerli in servizio, rimandano le responsabilità e le decisioni tra i vari uffici (ufficio legale e personale).

Il paradosso è che, le aziende spesso, sono già in possesso di graduatorie delle stesse figure professionali che ne fanno richiesta, per cui si potrebbero contestualmente provvedere alla sostituzione del personale in uscita o risolvere con altre procedure di reclutamento, purtroppo invece di fare rete in un Sistema Sanitario che attraversa mille difficoltà le Aziende citate viaggiano a senso unico senza un minimo di condivisione e supporto reciproco per il reclutamento del personale a garanzia di una sanità lucana che dia riposte ai cittadini.

La Segreteria Fials della Regione Basilicata, come afferma Luciana Bellitti, fa un appello all’Assessore Leone al fine d’intervenire per garantire ai lavoratori il diritto ad avvicinarsi alle loro famiglie, ai luoghi di residenza, tenendo conto anche delle spese economiche che mensilmente sostengono (fitti esosi, viaggi, ecc.) e problematiche familiari e di salute da affrontare.

Siamo fiduciosi che la Regione Basilicata porgerà la necessaria attenzione ai fini della tutela e del benessere dei lavoratori a servizio della nostra Sanità.

giovedì 7 novembre 2019

Petrolio, Carella (Femca Cisl): Regione apra confronto con sindacati o portiamo disoccupati in piazza


"Sul petrolio la Regione è in fase di stallo". È quanto sostiene il segretario generale della Femca Cisl Basilicata, Francesco Carella, che lamenta il mancato coinvolgimento dei sindacati ai tavoli negoziali con le compagnie petrolifere. "In particolare su Tempa Rossa è stato dilapidato un lavoro faticoso di mesi che - secondo Carella - andava completato con le opportune integrazioni. Per l’attuale governo regionale, invece, il sindacato quasi non esiste, viene sistematicamente escluso dalle varie trattative, col risultato che siamo in una situazione di impasse e si corre anche il rischio di creare una frattura tra i tre Comuni principalmente interessati a Tempa Rossa e il resto della regione. Per scongiurare una tale prospettiva - continua Carella - è necessario convocare un tavolo congiunto con le organizzazioni sindacali confederali e di categoria per un confronto costruttivo nell'interesse dei lucani. Insieme bisogna costruire un progetto industriale per la crescita dell'intera regione senza commettere gli errori fatti in Val d'Agri con Eni. Occorre creare delle linee guida sulla sicurezza, sulle relazioni con le comunità, sui perimetri contrattuali da rispettare nelle aziende dell'indotto che devono essere prioritariamente quelli dell'azienda madre con l'obiettivo di evitare i fenomeni di dumping contrattuale che si sono verificati in Val d'Agri. Bisogna puntare sulla crescita del tessuto industriale e dell'occupazione con la localizzazione di aziende solide che un colosso come Total può condizionare ad investire in Basilicata, in particolare in settori ad elevata tecnologia e di prospettiva come le energie rinnovabili e la chimica verde. Il diritto al lavoro è un diritto di tutti, non solo di chi è residente nei tre principali Comuni. Diversamente al sindacato non resterà altro che invitare il popolo lucano e tutti i disoccupati della regione a scendere in piazza per rivendicare quello che la costituzione italiana pone a fondamento della Repubblica: il lavoro".

Petrolio, Amatulli (Cisl): "Basta allo scontro di fazione, si lavori insieme nell'interesse del popolo lucano"


"Sul tema del petrolio sta accadendo quanto avevamo previsto: senza concertazione la politica annaspa. Ora subito un tavolo con le parti sociali per fare fronte comune nei confronti delle compagnie petrolifere e pretendere investimenti e lavoro". Così il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Giuseppe Amatulli, che bolla come "surreale il dibattito politico sul rinnovo della concessione Eni. Con il rimpallo delle responsabilità tra vecchia e nuova giunta - commenta Amatulli - non si va da nessuna parte e soprattutto non si fanno gli interessi del popolo lucano. In tempi non sospetti abbiamo evidenziato a più riprese i limiti di una gestione priva di una visione strategica di lungo periodo. Abbiamo criticato aspramente il modo in cui sono state impiegate le royalties e l'eccessiva timidezza che la politica locale ha tenuto nei confronti delle compagnie. Abbiamo anche invocato insieme a Cgil e Uil con interventi e documenti un cambio di marcia per fare della risorsa petrolifera una leva per attivare nuovi investimenti produttivi e posti di lavoro in settori collaterali. Di questo lavoro di elaborazione e proposta abbiamo lasciato ampie tracce. Ora è il momento di essere uniti perché divisi si perde. Per questo sollecitiamo ancora una volta il governo regionale a riaprire il tavolo del confronto con le forze sociali uscendo dalla logica dell'autosufficienza e dell'autoreferenzialità della politica. Nel 'Manifesto per il lavoro e la Basilicata 2030' che Cgil Cisl Uil hanno lanciato lo scorso 18 ottobre in un bagno di folla senza precedenti nella storia recente del movimento sindacale lucano - continua il segretario aggiunto della Cisl - abbiamo posto come priorità proprio la questione energetica con la richiesta rispetto agli accordi ventennali in scadenza tra Stato, Regione ed Eni di andare al di là delle autorizzazioni e di ragionare in termini di distretto energetico, anche attraverso la razionalizzazione delle royalties. Dunque, si mettano da parte le polemiche - conclude Amatulli - e si lavori insieme nell'interesse dei lucani".

martedì 5 novembre 2019

Recesso Ex Ilva, Spera (Ugl):“Il Governo si faccia garante”


“Il gigante dell'acciaio Arcelor-Mittal ha annunciato il recesso dall'ex Ilva e per l’Ugl siamo fortemente preoccupati: rivendichiamo rispetto e diritti, a tutela dei lavoratori che rappresentiamo”.

Lo dice Antonio Spera, segretario generale UGL Metalmeccanici alla notizia dell’abbandono e risoluzione del contratto da parte della Arcelor-Mittal.

“E’ sempre indispensabile la convocazione presso il ministero dello Sviluppo Economico e la presenza del ministro Patuanelli - prosegue Spera - affinché mai come d’ora si avvii un confronto e mettere in campo un atto di responsabilità nei confronti del polo siderurgico più grande d’Europa. La nostra o.s. Ugl ha come obiettivo quello di garantire il rispetto degli investimenti per l’ambientalizzazione del sito di Taranto e tutti i livelli occupazionali, come previsto dall’accordo del 2018 ossia che la Arcelor-Mittal acquisiva (o meglio, affittava) tutte le attività di Ilva Spa: vale a dire, oltre all'acciaieria tarantina, anche gli insediamenti di Novi Ligure e Cornigliano. Arcelor-Mittal non ha voluto aspettare, – conclude il sindacalista Spera – e i motivi del recesso sembrerebbero legati all'eliminazione della ‘protezione legale’ dal 3 novembre necessaria alla società per attuare il suo piano ambientale senza il rischio di responsabilità penale, giustificando la comunicazione di recesso. Esprimiamo tutta la nostra preoccupazione e lo sconcerto per l'annuncio da parte di Arcelor Mittal del disimpegno sull'azienda. Non si perda tempo: il territorio e i migliaia di lavoratori Italiani hanno bisogno di risposte e certezze sul loro futuro”.

sabato 26 ottobre 2019

Magneti Suspension System Melfi, Fontana (Ugl):”Auspichiamo saturazione occupazionale”

MELFI - Presso la Magneti Suspension System Italy S.p.A. dello stabilimento di Melfi (PZ) si sono incontrate la Direzione Aziendale e le OO.SS. territoriali. L’Ugl metalmeccanici era rappresentata da Michele Fontana.

“Come previsto nell’accordo dl 29 gennaio c.a., per il personale dello stabilimento di Melfi , è stato prorogato il contratto di solidarietà in essere, per il periodo dal 01 febbraio al 31 dicembre 2019. L’azienda – dichiara il sindacalista Fontana – nel corso dell’incontro, ha confermato gli investimenti volti alla allocazione produttiva, presso lo stabilimento di Melfi (PZ), dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti Jeep Compass e Jeep Renegade PHEV, illustrando altresì gli investimenti e le attività in corso di realizzazione dedicate alle produzioni per i nuovi componenti. In condivisione con l’azienda, per l’Ugl è anche necessaria indicare che tali attività costituiscono la premessa necessaria per dare corso all’avvio della salita produttiva dei componenti legati alla produzione dei nuovi prodotti per la Jeep Compass, che avverrà a partire dal prossimo mese di marzo 2000 in relazione alle richieste di del cliente, quelle per la messa in produzione dei componenti legati alla produzione per la Jeep Renegade PHEV, veicolo ibrido elettrico plug-in. Considerando i segnali dell’andamento vendite del mercato – prosegue Fontana – e di un’ulteriore contrazione della domanda nella fase finale del corrente anno che potranno dal luogo ad effetti negativi aggiuntivi sugli ordini dello stabilimento di Melfi (PZ) di Marelli Suspension System Italy S.p.A., si manifesterebbe l’esigenza di implementare efficacemente le attività di messa in produzione dei componenti legati ai nuovi modelli prodotti e necessiterebbe dare corso nei mesi finali dell’anno a sospensioni dell’attività che determinano allo stato un incremento dei lavoratori temporaneamente in esubero. Per tanto si è concordato con l’Azienda che per ciascun lavoratore coinvolto nel contratto di solidarietà la percentuale di riduzione massima dell’orario di lavoro ordinario contrattuale, sarà complessivamente pari al 60% come media del personale interessato: per ciascun lavoratore la percentuale di riduzione complessiva dell’orario di lavoro non può essere superiore al 70% nell’arco del periodo di stipula del CDS. L’Ugl Metalmeccanici unitamente alle altre OO.SS. metteranno in campo, come previsto dall’accordo, tutte le azioni affinché si garantisca la maturazione dei ratei dei lavoratori. Sarà una nuova svolta e –conclude Fontana – a parere Ugl, terminerà un periodo di sacrifici, poiché gli impegni e relativi investimenti che si stanno realizzando, lasciano pensare a positivo per tutto il sito e l’indotto industriale di San Nicola di Melfi”.

venerdì 25 ottobre 2019

Petrolio, Agrinsieme Basilicata: "inaccettabile che comparto primario continui a essere ignorato"


POTENZA - “È inaccettabile che un comparto di primaria importanza per l’economia regionale, come senza dubbio è quello primario, continui a essere messo in secondo piano nei tavoli delle trattative tra la Regione Basilicata e le compagnie petrolifere, che continuano a svolgersi in vista dell’avvio delle attività estrattive senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole. Per questa ragione ci vediamo costretti a reiterare la nostra richiesta di incontro con gli assessori all’agricoltura Francesco Fanelli e all’ambiente Gianni Rosa, ai quali non nascondiamo il nostro disappunto per il mancato confronto, da noi più volte sollecitato. Ci appelliamo anche al presidente della Regione Vito Bardi, al quale ricordiamo le tante promesse fatte durante la campagna elettorale, quando ha assicurato la massima attenzione verso il settore primario e il massimo coinvolgimento delle organizzazioni agricole”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

“A nostro avviso, infatti, non si possono continuare a ignorare le evidenti e innegabili ricadute sull’ambiente, sulla salute, sull’alimentazione e sull’agricoltura appunto; ricordiamo per l’ennesima volta, quindi, che la ‘questione petrolifera’ va a incidere trasversalmente sul comparto primario e che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri, così come nella Valle del Sauro”, evidenzia il Coordinamento regionale.

“In relazione, quindi, al concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto governativi, così come di quelli tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, conclude Agrinsieme Basilicata, che è pronta a scendere in piazza per protestare davanti alla sede della regione e dell’assessorato.

giovedì 10 ottobre 2019

Precari Regione, Fisascat e Uiltucs spingono per stabilizzare dipendenti Consedin con requisiti decreto Madia


POTENZA - Sbloccare la stabilizzazione dei precari che possono beneficiare del decreto Madia. A chiederlo sono Emanuela Sardone della Fisascat e Donato Rosa della Uiltucs. I due sindacalisti fanno riferimento ai circa 120 lavoratori attualmente impiegati a tempo indeterminato dalla RTI avente come capofila la Consedin (società che si occupa di consulenza e assistenza tecnica per la Regione Basilicata) e che in precedenza avevano lavorato alle dirette dipendenze della Regione come precari. "Si tratta di persone laureate - spiegano Sardone e Rosa - che, oltre ad aver maturato una ormai non breve esperienza professionale, provengono da vari percorsi di selezione pubblica: ciò significa che possono esercitare il diritto alla stabilizzazione in base al decreto Madia. Purtroppo - continuano i sindacalisti della Fisascat e della Uiltucs - tale diritto resta sulla carta in mancanza dell'analisi dei fabbisogni da parte della Regione e soprattutto delle verifiche annuali che al momento non risultano esser state ancora effettuate, passaggio necessario a quantificare il numero di possibili stabilizzazioni".

"Nella regione che, insieme a Calabria e Sicilia, detiene nell'Unione europea il poco invidiabile primato negativo per numero di laureati occupati - continuano Sardone e Rosa - diventa un fatto di credibilità della politica avviare la stabilizzazione di chi possiede i requisiti previsti dalla normativa vigente. Per questo abbiamo chiesto e ottenuto la convocazione di un tavolo per il prossimo 21 ottobre che dovrà anche affrontare e risolvere i problemi legati al regolamento interno della Consedin in materia di flessibilità oraria. Abbiamo intrapreso questa battaglia nell'ottobre del 2017 e continueremo a batterci per la dignità di questi lavoratori dalle elevate competenze e capacità professionali; risorse umane che qualche illuminato riformatore pensò bene di 'esternalizzare' in regime di appalto quinquennale, arrivando addirittura a proporre di assumerli con contratto di lavoro individuale a tempo determinato per un anno prorogabile e con inquadramento non conforme alle mansioni da loro svolte, operazione che riuscimmo a sventare". Intanto, prosegue il confronto sul contratto di secondo livello: "Ci stiamo lavorando - concludono i sindacalisti di Fisascat e Uiltucs - e contiamo di arrivare in tempi ragionevoli alla definizione di un accordo su premio di risultato, parità di genere e banca ore solidali".

sabato 5 ottobre 2019

Nadef, Gambardella (Cisl): "Governo timido su politica economica e rilancio del Mezzogiorno"


"La nota di aggiornamento del documento di economia e finanza è eccessivamente timida e rischia perciò di non sortire alcun effetto sulla congiuntura non positiva dell'economia, in particolare quella del Mezzogiorno". A dirlo è il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella. "Ci aspettavamo - spiega il sindacalista - ben altra discontinuità con il precedente governo su temi cruciali per la crescita e l'occupazione, come il rilancio degli investimenti, lo sblocco delle infrastrutture, la riduzione delle tasse sui redditi fissi e sul lavoro. La sterilizzazione dell'Iva e una più incisiva lotta all'evasione fiscale sono segnali certamente da apprezzare, ma permane la mancanza di slancio e una specifica strategia per il Sud che vada oltre la consueta retorica e i generici impegni".

"Anche questa volta - lamenta Gambardella - la questione del Mezzogiorno appare marginale rispetto alle linee di indirizzo di politica economica del governo. Manca, in particolare, un impegno circostanziato nelle risorse e negli obiettivi strategici sulla carenza di infrastrutture per la nostra regione che, da auspicata cerniera logistica del Sud, si sta lentamente riscoprendo un'isola completamente bypassata dalle grandi reti di interconnessione. La Basilicata ha bisogno di trasversalità e di investimenti per il potenziamento delle reti materiali e immateriali per tornare al centro del Mezzogiorno".

"Sarebbe quanto mai auspicabile - aggiunge il segretario della Cisl - da parte del governo regionale la richiesta dell'apertura immediata di uno specifico tavolo nazionale sul ruolo che la Basilicata dovrà ricoprire nei processi di sviluppo del Mezzogiorno. Nei prossimi giorni consegneremo un documento, elaborato insieme a Cgil e Uil, con cui individuiamo i percorsi e gli obiettivi per uno sviluppo sostenibile del territorio. L'obiettivo è aprire un immediato confronto con la giunta regionale e rappresentare la nostra visione programmatica di sviluppo", conclude Gambardella.

giovedì 3 ottobre 2019

Total, Cgil Cisl Uil: "Accordo con Regione su investimenti senza confronto sindacale"


"Apprendiamo dalla stampa che sarebbe stato raggiunto un accordo tra Regione e Total su un programma aggiuntivo di investimenti per 50 milioni di euro in dieci anni. Questo non è il modello di concertazione che ci aspettavamo dalla giunta Bardi". È critica la reazione dei segretari generali di Cgil Cisl Uil di Basilicata, Angelo Summa, Enrico Gambardella e Carmine Vaccaro, che accusano il governo regionale di mettere in pratica "una strategia tesa a oscurare le forze sindacali e a considerare il confronto con i corpi intermedi una mera appendice della democrazia. La scelta di costituire un imprecisato fondo di investimento è perciò da considerarsi una soluzione non concordata, né discussa, assunta in beata solitudine da Regione e Total senza il benché minimo confronto con Cgil Cisl Uil che pure possono vantare in proposito il merito di aver costretto la compagnia francese a sedersi al tavolo delle trattative e ragionare su un complessivo patto di sito che vincolasse l'avvio delle estrazioni a precisi impegni su tre fronti: lavoro per i disoccupati lucani, tutela dell'ambiente e investimenti".

"Nel giro di pochi mesi - continuano i leader di Cgil Cisl Uil - siamo passati dalla discussione sulla 'magna charta' ai conciliaboli tra Regione e Total con il rischio di creare un'inedita alleanza tra il custode dell'interesse pubblico e un legittimo portatore di interessi privati. L'esito di tale alleanza è un patto vago e fumoso che potrebbe consegnare le chiavi della programmazione alla Total, che potrà gestire a proprio piacimento la metà dei fondi, e non recepisce alcuna delle indicazioni prospettate al governatore Bardi nell'unico incontro sul tema con Cgil Cisl Uil, vale a dire: investimenti per avviare la strategia di decarbonizzazione, un piano per la tutela ambientale e il monitoraggio della salute e della sicurezza nell'ambito di un accordo di sito per regolare con equità i trattamenti salariali e le condizioni di lavoro degli addetti diretti e indiretti di Tempa Rossa e disciplinare in modo stringente i cambi d'appalto, infine un impegno concreto per favorire l'occupazione delle maestranze locali".

Dai segretari delle tre confederazioni sindacali arriva l'invito al governo regionale "a non scegliere la strada dell'autosufficienza della politica, delle trattative segrete, della propaganda autoreferenziale, bensì a consolidare la prassi del confronto preventivo con il sindacato confederale che rappresenta l'unico sicuro interlocutore rappresentativo di tutte le istanze sociali espresse dalle comunità, perché in gioco ci sono gli interessi generali dei lucani e del territorio.

"Nel merito - spiegano Summa, Gambardella e Vaccaro - vogliamo che si recuperi e ammoderni il contratto di sito, soprattutto in materia di ambiente, di sanità e di occupazione e che si eviti il dumping contrattuale. Puntiamo a riformulare quelle che sono le regole contrattuali, stabilendo meglio i perimetri e recuperando soprattutto l’occupazione locale. Riteniamo che sia necessario puntare a una capacità di sviluppo che passi anche attraverso un processo di decarbonizzazione, un progetto per le bioplastiche e i parchi fotovoltaici. Chiediamo risposte occupazionali per i cittadini della Basilicata e lavoro per le imprese locali. La Total deve chiudere alcune partite rimaste aperte, anche attraverso una compensazione da riconoscere alle aziende agricole che sono state penalizzate".

"Quanto al tema delle risorse aggiuntive per noi si deve procedere nella direzione di un fondo di sviluppo secondo uno schema in cui le compagnie petrolifere devono partecipare e contribuire allo sviluppo della nostra regione. Uno strumento che può assicurare il futuro delle nostre comunità avviando a soluzione le emergenze sociali, su tutte la povertà, il reinserimento dei lavoratori troppi vecchi per essere richiamati a lavoro e troppo giovani per essere collocati in pensione, il blocco della fuga dei giovani. Il tema per la Total, come accadrà per Eni, è uno solo: rendere disponibili risorse finanziarie adeguate a realizzare attività produttive e di lavoro. Non è un 'ricatto': è un richiamo alla responsabilità perché nessuno, tanto più chi produce ricchezza estraendo idrocarburi dal nostro territorio, può pensare di fuggire quando le risorse energetiche saranno prosciugate. Siamo di fronte ad una storica fase di svolta rispetto al passato per preparare la transizione energetica finalizzata al superamento delle risorse fossili e, con le rinnovabili, all’avvio del modello di sviluppo eco-sostenibile", concludono i segretari di Cgil Cisl Uil.

domenica 29 settembre 2019

La Fials sulle reali iniziative salva precari


Circolano in questi giorni manifesti e documenti - è quanto scrive il Segretario Provinciale di Potenza della Fials Giuseppe Costanzo-di alcune organizzazioni sindacali che preannunciano iniziative a tutela dei precari della Sanità pubblica lucana, che, anche a parere dei nostri esperti e tecnici di diritto del lavoro, sono soltanto propaganda.

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà disporre la proroga dei contratti a termine oltre il limite massimo di Legge (nazionale) dei 36 o dei 24 mesi (a seconda dei casi) .

Mai, per Costituzione, una Legge regionale potrà prorogare l’efficacia di graduatorie di concorso, violando il limite fissato dalla Legge nazionale.

Mai, per Costituzione, una legge regionale potrà attuare percorsi di stabilizzazione sulla base della legge (nazionale) 208/2015, art. 1, comma 543 che, di fatto, non ha più attuazione, tanto è vero che le ultime stabilizzazioni sono state disposte sulla base della c.d. Riforma Madia, anno 2017 (Dlgs. 75/2017).

Costanzo, rileva che si tratta di manifesti e documenti insostenibili ed insufficienti dal punto di vista del diritto che creano nei precari – le cui richieste di stabilizzazione sono legittime – false illusioni, senza alcun utile aiuto e contributo.

La Segreteria Fials ritiene che tutte queste iniziative propagandistiche violano, a parere dei nostri esperti di diritto del lavoro, numerosi principi fondamentali della Costituzione (artt. 2, 3, 97, 117, etc.) nella materia del coordinamento della finanza pubblica, del superamento dei limiti fissati dalla legge nazionale per l’instaurazione di rapporti di lavoro flessibile, nel travalicare il tetto della spesa sostenuta per le medesime finalità, nei rapporti di competenza tra legge nazionale e legge regionale.

SERIETA’ E SOSTENIBILITA’ E’ CIO’ CHE FIALS PROPONE A TUTELA DEI PRECARI

L’iniziativa della FIALS è nel senso, invece, della sostenibilità giuridica di quel che propone a tutela dei precari e non di propaganda.

Lo dimostra, tra l’altro, il risaputo ed apprezzato impegno della FIALS che ha saputo, tramite gli stessi tecnici ed esperti di diritto del lavoro, ottenere una serie di sentenze di stabilizzazione a favore di precari dal Tribunale del lavoro di Potenza, unici nel loro genere.

Come FIALS, commenta il dirigente Sindacale, senza retorica e propaganda, si muove verso la strada delle istituzioni nazionali (la competenza per queste iniziative non e’ della Regione, ma del Legislatore statale; il dipendente precario deve essere correttamente informato su questo) attraverso, innanzitutto, provvedimenti che dispongano il differimento dei termini del requisito dal 31 dicembre 2017 al 31 dicembre 2019, previsto dalla Riforma Madia ai fini della stabilizzazione.

Cio’ garantirebbe un serio e corretto atto di giustizia specie a favore di tutti quei precari che hanno realizzato i 36 mesi dopo il 31 dicembre 2017 e che potrebbero legittimamente – e meritatamente - essere assunti a tempo indeterminato.

E’ già in fase di concreto -conclude Costanzo- approfondimento la scelta di chiedere con urgenza un provvedimento in questo senso al Parlamento che inserisca, ad esempio, nel D.L. 101 in discussione al Senato questa seria – e non propagandistica – iniziativa salva precari. A seguito del necessario approfondimento, la FIALS aggiornerà nuovamente i dipendenti precari.

sabato 28 settembre 2019

Es Italia – Dxc Technology, Ugl:”Nulla di fatto”


“A seguito degli incontri presso il Ministero del Lavoro e la richiesta di un ulteriore confronto presso il Ministero dello Sviluppo Economico, l’azienda ha disertato il tavolo delle trattative non rispondendo all’invito per continuare la negoziazione per scongiurare i sempre più probabili 36 licenziamenti di fine settembre p.v.. Siamo molto rammaricati della situazione, l’interruzione dei tavoli negoziali da parte della D.A. è sempre un fatto negativo. Naturalmente non lasceremo nulla di intentato in difesa dei lavoratori e lavoratrici”.

È quanto dichiarano il Segretario Generale dell’UGL Metalmeccanici, Antonio Spera e il Segretario Uglm di Roma, Alessio Morelli.

Per i sindacalisti, “Non è comprensibile che una grande azienda si tiri indietro e non accetti il confronto con le Oo.Ss. in ragione del fatto che, la situazione economica aziendale risulti non negativa e si è disposti ad erogare 30 mensilità per l’incentivo all’uscita. Abbiamo richiesto come delegazione Ugl Metalmeccanici la moratoria di 30 giorni in quanto, ad ottobre p.v. è prevista la presentazione del piano industriale in modo da avere indicazioni sullo stato di salute finanziario/economico della DXC e valutare, contestualmente, l’ipotesi proposta per ora di pochi, del possibile passaggio dei 36 lavoratori presso la controllata della DXC. Confidiamo nel buonsenso e nel rispetto dei ruoli – concludono Spera e Morelli -, l’Ugl auspica la riapertura del tavolo negoziale per il bene dei lavoratori, delle lavoratrici e dell’Azienda stessa”.

sabato 21 settembre 2019

Rinnovo Rsu Iscot Melfi. L’Ugl è il primo sindacato


“L’Ugl Igiene Ambientale Basilicata è il primo sindacato alle elezioni Rsu nell’azienda ISCOT Italia di Melfi (PZ) che con la propria lista ottiene un eccellente risultato consentendo l’elezione di 2 Rsu su 3. Risultano eletti, Biagio Caprioli e Deborah Altavela”.

E’ quanto fa sapere il segretario provinciale dell’Ugl Potenza, Giuseppe Palumbo dichiarando: “Grande soddisfazione per un risultato straordinario che premia il lavoro svolto in tutti questi anni all’interno del gruppo ISCOT, soprattutto nel sito produttivo di Melfi. La nostra organizzazione viene suffragata grazie a tutti i candidati che per la prima volta hanno dato modo di presentare la lista Ugl in tale azienda, e non possiamo che - conclude Palumbo – essere grati ai tanti dipendenti che hanno dato delega a poterli rappresentare dove siamo convinti di non deludere le loro aspettative”.

Precari Arpab, Gambardella (Cisl). "Prorogare i contratti e procedere con i concorsi"


Il segretario generale della Cisl Basilicata, Enrico Gambardella, torna a sollecitare la proroga dei contratti di somministrazione dei 55 precari dell'Arpab attestati sul masterplan e contemporaneamente a dare avvio alle procedure concorsuali per la copertura dei posti vacanti nella pianta organica dell'ente. "Finalmente abbiamo appurato che l'Arpab presenta un fabbisogno di 82 unità per completare la pianta organica, risorse umane e professionali che sono necessarie per dare all'ente quell'autorevolezza, indipendenza e capacità d'intervento che sono spesso mancate in passato", spiega Gambardella, sottolineando che "aver fatto chiarezza sul fabbisogno è un primo tassello di una più ampia strategia che deve avere come approdo la piena e incondizionata operatività tecnica dell'Arpab. Lo stesso masterplan - continua il segretario della Cisl - nasceva proprio dall'esigenza di sopperire in via straordinaria alla perdurante carenza di risorse umane dell'ente e di dare risposte su un tema delicato, quale è quello delle estrazioni petrolifere, che continua a suscitare più che fondate preoccupazioni nelle popolazioni locali per il ripetersi di incidenti e anomalie, come dimostrano gli ultimi accadimenti al centro olio di Viggiano".

"In ragione di tali esigenze - continua Gambardella - non trova alcuna giustificazione il conflitto tra assessorato e Arpab che rischia di ampliare il deficit di credibilità delle istituzioni. Oggi serve in tutti gli interlocutori senso di responsabilità e allo stesso tempo il rispetto dei ruoli e delle competenze, senza confondere il piano dell'indirizzo politico con quello tecnico-scientifico alla luce del fatto che quando in passato questi due piani si sono intrecciati, gli esiti, come è noto, sono stati nefasti per tutti gli attori in campo. Perciò riteniamo impraticabile qualsiasi confronto di merito finché non sarà risolto il contenzioso politico tra Regione e Arpab, in modo da rendere chiare le responsabilità. Per la Cisl l'affidabilità degli interlocutori è un prerequisito irrinunciabile per giungere a soluzioni credibili e sostenibili che - è bene ricordarlo a chi esercita a vario titolo ruoli pubblici - riguardano la vita concreta delle persone. Per quanto ci riguarda - conclude Gambardella - continueremo a lavorare per salvaguardare le professionalità del masterplan e per chiudere dopo decenni di abusi la triste pagina del precariato pubblico e delle platee ad uso e consumo della politica. Per la Cisl voltare pagina significa aprire la strada dei concorsi pubblici per dare al sistema pubblico lucano energie nuove e nuove competenze".