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sabato 16 febbraio 2019

La Fials interviene sui licenziamenti dell'Aias di Potenza

POTENZA - L'Aias è pronta a licenziare 10 dipendenti e a trasferirne quattro. E' la conseguenza del fallimento del tavolo di trattativa con Regione, Asp e sindacati. La principale responsabilità ricade sui sindacati confederali che hanno respinto l'ultima offerta avanzata dopo un confronto lungo e serrato. Sono state infatti ben tre le riunioni del tavolo di conciliazione, tenute il 5, il 12 e il 13 febbraio. Grazie all'impegno di Regione e Asp di risolvere il problema dei crediti vantati e a ricalibrare nei prossimi mesi i tetti di spesa, l'Aias era disposta a sospendere i licenziamenti in cambio di una riduzione concordata e temporanea dell'orario, mantenendo solo i quattro trasferimenti richiesti nelle sedi periferiche di Sant'Arcangelo e Scanzano.

Si tratta comunque di un passo in avanti, rispetto ai 28 esuberi minacciati ad aprile dall'Aias. La delegazione trattante della Fials, composta dal segretario regionale Luciana Bellitti e dalla delegata della segreteria provinciale di Potenza, Angela Lavalle, non riesce a trattenere la sua rabbia: "Eravamo a un passo dalla firma di un accordo positivo - hanno commentato le due sindacaliste - se si pensa al punto di partenza, ma il nostro impegno per trovare la migliore soluzione possibile si è infranto per eccessi di rigidità dei sindacati confederali che finiranno per penalizzare i lavoratori e la stessa Onlus: perché hanno voluto insistere sulla necessità di spalmare il peso dei trasferimenti anche sui lavoratori che non erano neanche minacciati dai "tagli" facendo saltare l'accordo? Sono così diventati inutili gli sforzi profusi del Vice Prefetto Antonio Incollingo e del Prefetto che hanno tentato in ogni modo e maniera di scongiurare i licenziamenti. Vanificati anche la grande disponibilità e l'ulteriore impegno finanziario assicurati da Asp e Regione per raggiungere un'intesa".

"Siamo soddisfatte - concludono Luciana Bellitti ed Angela Lavalle - che il Vice-Prefetto abbia condiviso l’intesa raggiunta, definita "un atto di buonsenso", attraverso il sacrificio dei 4 lavoratori trasferiti temporaneamente. La penalizzazione di alcuni dipendenti di fatto scongiurava l’ipotesi dei licenziamenti che avrebbero molto più dolorosamente colpito il personale. Dispiace invece che, anche questa volta, non si sia potuta trovare un’unità di intenti tra le organizzazioni sindacali ma la posizione della Fials è sempre stata chiara e coerente. Noi ci schieriamo sempre a tutela dei posti di lavoro. Siamo quindi disponibili al dialogo con le istituzioni per trovare soluzioni concrete e decisive e risolvere così definitivamente la situazione Aias. Il ruolo del sindacato è quello di difendere sino alla fine i posti di lavoro e non rischiare licenziamenti facendo saltare un tavolo di trattative per questioni di principio".

venerdì 27 luglio 2018

Sicurezza lavoro, La Torre (Filca Cisl): "Convocare il coordinamento regionale sulla sicurezza"


POTENZA - Convocare con la massima urgenza il coordinamento regionale in materia di sicurezza sul lavoro. A chiederlo è il segretario generale della Filca Cisl Basilicata, Michele La Torre, a seguito dell’ennesimo grave infortunio sul lavoro avvenuto in un cantiere edile del capoluogo nei giorni scorsi.

“Proprio il rilancio del coordinamento - spiega il sindacalista - era uno dei punti qualificanti della piattaforma di Cgil Cisl Uil in occasione dello sciopero generale dello scorso 20 aprile. I dati Inail purtroppo ci descrivono un quadro che è un eufemismo definire preoccupante. Per questo consideriamo necessario aggiornare l’iniziativa sindacale unitaria per fare il punto sullo stato di attuazione dei vari punti della piattaforma e degli impegni assunti nel giorno dello sciopero dalla prefettura di Potenza per un miglior coordinamento delle politiche di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro. Un’attenzione che sia solo un rituale di solidarietà da consumare a ridosso di gravi infortuni - conclude La Torre - non serve a nessuno”.

giovedì 12 luglio 2018

CR7, i lavorati di Melfi meritano rispetto


MELFI - È incredibile che in una fase così delicata del gruppo Fca ma soprattutto per lo stabilimento di Melfi si proclami lo sciopero su di una vicenda che nulla ha a che fare con il lavoro e con i lavoratori. Mentre alcuni lavorano quotidianamente affinché si possano costruire le basi per il futuro industriale dello stabilimento di Melfi, alla luce del nuovo piano industriale annunciato dall’ad. Marchionne il 1° giugno 2018, altri – sedicenti sindacati – per mera pubblicità giocano sulla pelle e sul futuro dei lavoratori. Purtroppo per loro, i lavoratori di Melfi, oltre ad aver dimostrato negli anni di essere persone serie, hanno quella maturità e quella responsabilità di affermare che il lavoro è davvero un bene comune, attraverso la non adesione a questo fantomatico sciopero, che lede l’immagine e risulta essere fuorviante rispetto alle problematiche vere – ovvero il lavoro - che da sempre rappresenta il fulcro e l’obiettivo nobile di ciascuna organizzazione sindacale.