giovedì 26 marzo 2020

Coronavirus, Ugl Matera: ”Sanitari e Forze di Polizia non hanno sufficienti protezioni”.

“Se la comunicazione di questi ultimi giorni relativa alla epidemia è gravemente fuorviante, i numeri più contenuti di contagio al Nord rischiano di cancellare del tutto il fatto che non solo la crisi non è in via di soluzione, ma che al Sud sta per esplodere in maniera drammatica. E ne è la prova che i numeri salgono: altri due contagi da Coronavirus in Basilicata, un medico di Policoro e un’infermiera di Rotondella, entrambi in servizio all’ospedale di Policoro (MT). Forte è il grido d’allarme indirizzato alla Prefettura di Matera e alla Regione Basilicata. I medici, il personale sanitario, denunciano l’assenza di materiale protettivo per chi è a contatto con i malati di Covid-19 i quali segnalano alla Ugl che, in radicale violazione del Decreto Legge n. 6 del 28 febbraio 2020, ancora non sono stati forniti ai medici in generale i dispositivi individuali di sicurezza contro l’epidemia da virus COVID-19 (in particolare mascherine FFP3, occhiali protettivi, camice usa e getta)”.

I segretari provinciali dell’Ugl Matera Pino Giordano, e Antonio Epifania della federazione Chimici, intervengono sulla problematica segnalata per i quali, “probabilmente non è compreso bene il momento drammatico che il territorio materano sta attraversando. Potrebbero essere molti di più i medici, infermieri e operatori materani contagiati: è necessario eseguire subito tamponi per tutto il personale ospedaliero, per i medici di famiglia e tutte le Forze dell’Ordine che affrontano quotidianamente l'emergenza-urgenza in genere e non solo al COVID correlata. Ed è proprio nel seguire quel giusto protocollo prioritario per la prevenzione!

Al Prefetto, l’Ugl si rivolge – continuano Epifania e Giordano – nel chiedere di non perdere più tempo: l’ospedale di Matera, ‘Madonna delle Grazie’, di Policoro ‘Papa Giovanni II’, gli studi medici e le Caserme, potrebbero divenire bombe ad orologeria; I prossimi dieci/quindici giorni saranno da noi un inferno, potremmo essere alla vigilia di una espansione gravissima del contagio, al limite della sostenibilità. Non vogliamo creare e suscitare allarmismo, ma ci preoccupiamo della salute di tutti e siamo già in netto ritardo; I sanitari e Forze dell’Ordine sono a contatto con tantissima utenza molto spesso defedata e, se tali operatori per giuramento di Ippocrate e Fedeltà alla Bandiera potrebbero essere martiri, i pazienti che trattano non devono subire. Bisogna avere il coraggio di effettuare a tutti, test per confrontarci con un dato più aderente alla realtà e non mendace, siamo in una fase paragonabile ad una vera e propria guerra che impone a tutti il massimo della serietà, del rigore senza nasconderci tra le bugie. Loro tutti, che si stanno spendendo per garantire i servizi di prima necessità e devono essere ‘Garanti’ per il diritto alla salute, l’Ugl ‘pretende’ che vengano ‘urgentemente’ assicurate e forniti idonei dispositivi di sicurezza nonché l’adozione di ogni provvedimento necessario, allo scopo di tutelare senza indugio, non solo la loro incolumità, ma anche quella dei prossimi assistiti. Nel Materano, da Matera a Policoro, ricordiamo, abbiamo sanitari che con senso di responsabilità ed abnegazione lavorano incessantemente e senza mascherina. L’Ugl Matera - concludono – se il Governo è assente, invita la Regione e la Prefettura di Matera a fornire ai medici, sanitari e operatori di Polizia, il materiale previsto di protezione senza ancora attendere”.

mercoledì 25 marzo 2020

Matera: il comune denuncia la diffusione dell'elenco di presunti indirizzi contagiati da virus COVID19


MATERA - In riferimento alla pubblicazione in rete, tramite i canali social, di un elenco di indirizzi di residenza di presunte persone contagiate dal virus COVID-19, si informa che il Comune di Matera ha denunciato il fatto all' Autorità giudiziaria e a quelle di pubblica sicurezza perché vengano puniti i responsabili di questi gravissimi comportamenti.

Si comunica inoltre che nessun documento ufficiale è stato reso pubblico e fatto circolare dal Comune di Matera.

Enel cuore in campo per l’emergenza covid-19


POTENZA - Enel Cuore, la onlus di Enel, per affrontare l’emergenza sanitaria causata dal diffondersi del virus COVID-19 nel nostro Paese, ha approvato una serie di misure a sostegno delle principali realtà impegnate nell’assistenza sanitaria e sociale.

Enel Cuore ha individuato le aree di intervento nell’ambito delle quali valutare le iniziative attualmente in corso sul territorio nazionale. In particolare, la onlus di Enel si propone di:

· Sostenere nell’immediato l’attività̀ della Protezione Civile nel contrastare l’emergenza epidemiologica.

· Supportare ospedali, strutture sanitarie ed enti nella creazione di nuovi posti letto e l’acquisto delle apparecchiature necessarie sia nelle aree maggiormente colpite del nord Italia che nel resto del Paese.

· Supportare le organizzazioni del terzo settore italiano per garantirne la sicurezza e la continuità dell’operato.

· Contribuire alle azioni delle amministrazioni locali volte a supportare coloro che più di altri sono messi in difficoltà dall’emergenza e, successivamente, a sostenere la ripresa delle attività cittadine.

“In questo momento così complesso per l’Italia, Enel, attraverso la sua onlus Enel Cuore, vuole dare un aiuto concreto per contribuire a sostenere le strutture ospedaliere, le associazioni sul territorio e potenziare la risposta del sistema Paese all’emergenza in corso – afferma Patrizia Grieco, Presidente di Enel e di Enel Cuore. “Siamo una multinazionale italiana con forti radici nel territorio che fa della sostenibilità l’architrave della sua strategia. È’ quindi del tutto naturale, ma al contempo doveroso per la nostra società, aiutare i territori dove operiamo e le comunità con cui lavoriamo ogni giorno”.

Per la realizzazione di queste iniziative Enel Cuore ha stanziato oltre 23 milioni di euro sia per progetti già individuati, sia per altri in fase di individuazione che verranno definiti in tempi brevi grazie al dialogo e il continuo coordinamento con Protezione Civile e Autorità nazionali e regionali in prima linea contro la diffusione del virus.

Per far fronte all’emergenza anche E-Distribuzione, la più grande società in Italia nel settore della distribuzione di energia elettrica, è scesa in campo donando un collegamento alla propria rete elettrica (o aumenti di potenza) in favore di strutture sanitarie pubbliche o aree sanitarie, anche temporanee, attivate per la gestione della crisi legata al COVID-19 e sino al termine dello stato di emergenza.

Fials Potenza: C'è un grave problema di sicurezza per il personale sanitario


POTENZA - C'è un grave problema di sicurezza per il personale sanitario in prima linea nella guerra al COVID 19 e la Regione Basilicata deve provvedere immediatamente adottando un protocollo anti-contagio e disponendo un intenso programma di tamponi per i dipendenti più esposti al rischio.

La Fials Basilicata ha sollevato il caso con un appello urgente al presidente Bardi e all'assessore Leone.

L'attuale evoluzione dello scenario epidemiologico in Basilicata - scrivono la segretaria regionale Luciana Bellitti e il segretario di Potenza Giuseppe Costanzo - desta particolare allarme per il carattere particolarmente diffusivo dell’epidemia di COVID-19. Ne è prova evidente l'incremento quotidiano dei casi di personale sanitario contaminato. E' perciò necessario adottare immediatamente protocolli di sicurezza anti-contagio (per regolamentare il contrasto e il contenimento della diffusione del virus COVID- 19 negli ambienti di lavoro) ed eseguire i tamponi con scadenza periodica, a tutto il personale sanitario e con particolare intensità per i dipendenti più esposti (pronto soccorso, malattie infettive, rianimazione, radiologia, 118 etc), al fine di tutelare la salute degli operatori sanitari e conseguentemente di tutta la popolazione.

Bellitti e Costanzo segnalano anche il problema delle lunghe attese per ricevere i risultati dei tamponi processati: "Come dimostra il caso da noi segnalato dello spazio psichiatrico dell'Asp al San Carlo, gli operatori sanitari nell’attesa continuano a lavorare con il rischio, se positivi al Covid-19, di contagiare pazienti, cittadini e i loro cari. Tutto diffonde grossa preoccupazione, rabbia e senso di abbandono tra i lavoratori che non meritano.

"La regione - sottolineano i due dirigenti sindacali - stanno coinvolgendo le altre strutture del sistema sanitario regionale: Crob, ASM e Istituto Zooprofilattico per sostenere le attività del Laboratorio di Analisi del San Carlo. L'unità operativa sta facendo uno sforzo immane considerate le gravi difficoltà, dalla dotazione esigua di attrezzature alla carenza di personale. Un plauso va quindi al direttore Picerno e e a tutti i lavoratori per l'impegno profuso, ma è necessario coinvolgere le strutture private accreditate al fine di garantire risposte rapide per gli esiti dei tamponi. Ci rammarica la lentezza nel fronteggiare un'emergenza così grave, c'era il tempo necessario per organizzarsi e coinvolgere il più possibile i laboratori dell'intera Regione Basilicata".

"La risposta lenta dei tamponi - denuncia la Fials - rischia di gettare nel caos l'intero sistema regionale. La paralisi del Presidio Ospedaliero di Villa D’Agri ha destato tante preoccupazioni per l'intera comunità sanitaria Lucana. Alto è anche il grido di dolore di settori dell’Ospedale San Carlo, dove la mancata risposta alla richiesta di tutelare la salute degli operatori, rischia di paralizzare attività fondamentali causando inevitabili effetti collaterali per la salute dei cittadini lucani".

"La gestione dei test sui tamponi - concludono Bellitti e Costanzo - è molto confusa. I lavoratori ci segnalano differenze di tempistica per risultati dei tamponi processati tra operatori dello stesso reparto. E' vergognoso trattenere in servizio per 36 ore dei dipendenti in attesa dell'esito del tampone per poi fornirglielo il giorno dopo. Alcun operatori miracolosamente ricevono risposte in tempi celeri, altri dopo 6 giorni ancora non conoscono l’esito ma alcuni di loro continuano a lavorare. In questi casi il rischio di contagio è altissimo, contro ogni logica, contro ogni regola di responsabilità e buon senso. Non deve succedere più".

Matera: senza dimora ospitato in un locale comunale


MATERA - Sarà ospitato in idonei locali comunali un senza fissa dimora, proveniente da fuori regione. La sua presenza sul territorio cittadino era stata comunicata dall’ufficio igiene e prevenzione dell’Asm, in seguito ad una segnalazione pervenuta dal numero verde regionale.

Dopo vani tentativi di trovargli una sistemazione dove trascorrere la notte al caldo, il Comune è riuscito ad individuare un luogo in cui potrà soggiornare sottoponendosi al periodo di isolamento volontario previsto per tutte le persone che arrivano in Basilicata.

Le operazioni di allestimento degli spazi sono state possibili grazie all’intervento del “Gruppo dei volontari per l’ambiente” coordinati dal Centro operativo comunale della Protezione civile e dall’Ufficio politiche sociali del Comune di Matera.

Matera: 230 persone controllate della polizia locale


MATERA - Sono 230 le persone controllate dalla Polizia Locale di Matera negli ultimi due giorni nell’ambito dei servizi coordinati dal Questore, Luigi Liguori, per il contrasto alla diffusione del COVID-19.

Nella serata di ieri gli agenti sono intervenuti per soccorrere una persona investita in Via Dante dall’auto guidata da un cittadino iraniano, residente da oltre un anno in Italia, in possesso di una patente di guida priva della traduzione ufficiale in lingua italiana. Il mezzo dell’investitore è risultato inoltre essere privo di assicurazione.

Segnalato alle competenti autorità, sempre nel corso dei controlli effettuati nella giornata di ieri, un cittadino ucraino che transitava in Piazza Vittorio Veneto, privo dei documenti di soggiorno.

Coronavirus, Adiconsum: "Aumentano i prezzi dei beni di prima necessità"


POTENZA - Nei primi giorni della emergenza COVID-19 il timore di vedere calare la produzione ha indotto i consumatori italiani a fare scorte di pasta, farina, olio, latte a lunga conservazione, pelati, caffè, biscotti per la prima colazione.

Come era prevedibile, i prodotti più richiesti ed attualmente ancora non ovunque reperibili restano l’amuchina e il gel disinfettante, difatti la psicosi del contagio ha indotto non pochi consumatori a rivolgersi addirittura alla rete per fare incetta di disinfettanti, proposti a prezzi proibitivi.

All'inizio di questa settimana, come evidenziato dall'avv.Vincenzo Telesca presidente regionale di Adiconsum Basilicata(Associazione di tutela e difesa dei consumatori promossa dalla CISL) mentre da un lato, sta tornando lentamente alla normalità la corsa agli acquisti di generi alimentari che ha caratterizzato soprattutto la scorsa settimana con l’assalto agli scaffali dei centri commerciali e dei negozi di vendita al dettaglio, per l’accaparramento di generi di prima necessità, dall'altro a partire da lunedì ha fatto registrare un preoccupante aumento indiscriminato dei prezzi dei generi alimentari di prima necessità.

L'ADICONSUM di Basilicata, sostiene il presidente Telesca, ha raccolto una serie di segnalazioni da parte dei propri associati ed utenti che oltre ad evidenziare una preoccupante lievitazione dei prezzi dei generi alimentari e l''assenza sugli scaffali di molti di essi, ha rilevato in alcuni casi l'attuazione di vere proprie pratiche commerciali scorrette.

In relazione a tale ultimo fenomeno, i consumatori rivoltisi alla nostra sede hanno riscontrato l'applicazione sugli scaffali di un noto supermercato operante da anni nella città di Potenza, di prezzi diversi e maggiorati rispetto a quelli pubblicizzati sul volantino presente on-line sul sito della medesima catena distributiva.

Rispetto a tali segnalazioni il presidente Telesca assicura che ADICONSUM, nell'interesse di tutti i consumatori ma soprattutto delle fasce più deboli della nostra realtà regionale(anziani, disabili ect.) vigilerà con ancora più attenzione ed efficacia sull'eventuale aumento indiscriminato dei prezzi al consumo.

Lo stesso avv. Telesca ricorda a tutti gli esercenti ed operatori della filiera produttiva e distributiva che attualmente:«è considerata scorretta la pratica commerciale che, riguardando prodotti attinenti la salute, l’approvvigionamento di prodotti e generi di primaria necessità e la sicurezza dei consumatori, profitta di situazioni di allarme sociale incrementando il prezzo di vendita in misura superiore al triplo del prezzo risultante dal listino o comunque praticato mediamente, riferito a 30 giorni prima della conclusione della compravendita», pertanto, la stessa, potrà essere sanzionata dall'Antitrust. Nell'auspicare comportamenti sempre più responsabili da parte di tutti i protagonisti della filiera del mondo produttivo, della distribuzione e della vendita, l'ADICONSUM ricorda a tutti i consumatori che oggi è possibile rivolgersi al Garante per la sorveglianza dei prezzi, detto anche "Mr Prezzi”, il quale controlla, verifica e argina i fenomeni speculativi, grazie ad un sistema istruttorio che si attiva anche su segnalazione dei cittadini.

Difatti, il Garante, effettuate le opportune verifiche, può riferire le dinamiche e le eventuali anomalie dei prezzi al Ministro dello Sviluppo Economico, che provvede: alla formulazione di segnalazioni all'Antitrust, a sollecitare ispezioni della Guardia di Finanzia e ad avviare azioni di moral suasion.