giovedì 27 ottobre 2011

Sinni: intervista al sen. Cosimo Latronico del Pdl


di Desirèe Montesano. Sfuma l’accordo tra Puglia e Basilicata sull'acqua. La frattura diplomatica tra le due regioni è lunga quanto la condotta del Sinni che si vuole realizzare e sulla quale nulla è stato comunicato alla regione Basilicata. La Basilicata si è opposta al progetto pugliese.

Senatore Latronico, la ringraziamo per l'intervista gentilmente concessa al Giornale di Basilicata. Parliamo di un argomento davvero importante: l'acqua. Qual è la sua valutazione in merito alla questione del mancato accordo tra Puglia e Basilicata?

Il problema principale è stato il mancato coinvolgimento della nostra regione sul tavolo delle trattative in relazione al progetto per la realizzazione della II canna del Sinni, che attingerebbe acqua dall'invaso di Monte-Cotugno, per fornire un incremento della risorsa idrica alla Regione Puglia. E' assurdo che un'opera così importante che riguarda lo sfruttamento di una risorsa preziosa per i lucani come l'acqua sia stata programmata all'insaputa del governatore della Basilicata. Vorrei ricordare l’esistenza di un accordo di programma stipulato nel 2006, tra le cui finalità vi era e vi è tuttora il superamento, mediante la concertazione tra le Regioni interessate, delle problematiche e dei conflitti legati alle differenti disponibilità e fabbisogni idrici dei territori, riconoscendo l’importanza dell’acqua quale elemento indispensabile alla vita e allo sviluppo economico che deve essere utilizzato in modo solidale e consapevole.
A questo scopo, le due Regioni sono state impegnate a perseguire una serie di obiettivi, tra tutti quello di definire le opere interconnesse di comune interesse destinate all’approvvigionamento primario e a mettere in atto strumenti di coordinamento permanenti, volti a sviluppare le azioni di programmazione, pianificazione e monitoraggio, che oggi sembrano dimenticati.

Intravede una possibile via per l’accordo?

La nostra opposizione al progetto di raddoppio dell’adduttore della condotta Sinni nasce non solo dal mancato coinvolgimento della regione Basilicata nella trattativa quanto dalla mancata valutazione di proposte alternative, tra le quali quella promossa dal pdl lucano, volta al recupero delle acque basse del metapontino. Sarebbe molto più produttivo sfruttare l’intervento economico per recuperare le acque reflue del metapontino, piuttosto che potenziare una struttura già esistente che al termine dei lavori risulterebbe, altresì, sproporzionata rispetto alle risorse idriche presenti. Riteniamo, pertanto, che l’unica via percorribile per il raggiungimento dell’ accordo sia la programmazione condivisa in linea con il primo accordo di programma. L’unica scelta possibile è quella di lavorare insieme per poter attuare grandi progetti e garantire una continuità della risorsa.

Qual è la sua posizione in merito alla revisione delle tariffe proposta dalla regione Puglia?

Dobbiamo svestirci dalle ideologie ed evitare populismi: la tariffa all’ingrosso è stata prefissata e definita da un apposito comitato, non è il frutto di una scelta arbitraria, ma nasce da una compensazione dei costi. I criteri per la determinazione di tali costi, sono enunciati dall’Accordo di Programma e sono stabiliti dal Comitato di Coordinamento dell’Accordo di Programma. La tariffa all’ingrosso, quindi, tiene conto: dei costi industriali per la gestione e la manutenzione straordinaria delle infrastrutture idrauliche; dei costi ambientali diretti finalizzati alla realizzazione di interventi idraulico-forestali per la tutela del rischio idrogeologico e per il mantenimento antierosivo del suolo al fine di contrastare l’interrimento degli invasi; dei costi degli impianti di depurazione e degli interventi per il monitoraggio della risorsa idrica. La proposta di differenziare i costi a seconda del servizio, aumentando il costo per l’industria e diminuendo quello per il consumo dei privati, la ritengo inefficace e soprattutto inattuabile in un periodo di crisi come questo in quanto andrebbe ad incidere anche sulle piccole aziende, provocando un aggravarsi della crisi ed una diminuzione della competitività delle imprese.

Ritiene che sia utile ai fini dell’accordo l’intervento del Ministro dell’Ambiente Prestigiacomo e la convocazione di un tavolo nazionale?

Nel tavolo istituzionale previsto dall’accordo di programma sono già coinvolti i ministeri dell’Agricoltura, delle Infrastrutture e dell’Ambiente delle 2 regioni competenti e ritengo che il loro intervento possa, senza dubbio, aiutarci a trovare la strada per il raggiungimento dell’accordo.

Crede infine che il mancato accordo sia da attribuire all’inefficienza del governo regionale sul piano delle trattative?

No, diciamo che il problema è stato il mancato coinvolgimento della regione Basilicata, sul piano delle trattative; devo sottolineare l’importanza del dialogo per il raggiungimento dell’accordo. Noi sosteniamo la regione Puglia, ma dobbiamo preservare il nostro territorio e le sue risorse, perché se non lo tuteliamo rischiamo di perderle.