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mercoledì 23 maggio 2018

Rosmy, tra sogni e realtà: ''Inutilmente'' è il suo nuovo singolo

POTENZA - ''Inutilmente'' è il singolo che ci presenta l'artista lucana Rosamaria Tempone (in arte Rosmy). Cantante, attrice teatrale, interprete e vocalist del gruppo musicale “The music Family” dei fratelli Tempone. Il suo percorso musicale come cantautrice solista inizia nel 2016. Ad oggi ha pubblicato 4 singoli e si prepara a pubblicare il suo

Rosmy si è distinta in questi anni per il suo impegno nell’affrontare con la sua musica tematiche sociali.Con il suo precedente singolo “Ho scelto di essere libera”, uscito a giugno 2017 con il videoclip promosso da Lucania Film Commission e da Amnesty International, lancia un messaggio contro il bullismo. Ad aprile 2016 pubblica “Tra nuvole e sole”, apprezzato per la sua originalità musicale e valenza sociale, un vero e proprio messaggio contro la violenza che paralizza l’anima della gente, un inno alla speranza contro l’angoscia del terrorismo. Con il singolo “Un istante di noi”, nel 2016 vince il Premio Mia Martini “Nuove Proposte per l’Europa 2016” e il Premio Speciale “Miglior brano radiofonico”. Il brano che racconta la frenesia della vita quotidiana, è scritto da Giulio Iozzi, Luca Sala e dalla stessa Rosmy, vanta la produzione artistica e gli arrangiamenti di Enrico “Kikko” Palmosi, produttore dei Modà. A gennaio 2017 esce il nuovo singolo “Trema pure la città”, un brano contro l’indifferenza della gente, un invito alla semplicità e alla forzadell’amore, che la vede al primo posto nella classifica degli Artisti Emergenti Italiani più trasmessi in radio.

Nel tuo ultimo singolo " Inutilmente" racconti di un fenomeno molto diffuso. Ce ne parli?
“Inutilmente” è un brano che in realtà vuole dire “Io non voglio vivere inutilmente”, è un po' un controsenso, ma in questo modo voglio raccontare e far vivere lo stato psicologico di chi subisce, il cosiddetto “GHOSTING” dal termine inglese Ghost, che ci fa capire che il mondo è pieno di fantasmi che preferiscono “sparire” piuttosto che affrontare le responsabilità confrontandosi, un disagio che ti lascia in balia di mille dubbi e domande, alla continua ricerca di qualcosa che rischia di farti vivere “inutilmente” senza un perché.

Tu che rapporto hai con il mondo dei social?
Sono ovviamente legata ai social e come si dice “sto sul pezzo”. Ma credo fortemente che bisogna imparare e, dunque, insegnare il giusto utilizzo di essi. Penso che essere social abbia cambiato profondamente la cultura della società stessa, che vive tutto in maniera così superficiale e scontata ma soprattutto si è perso il contatto diretto e “sparire” senza un motivo, sembra quasi una normalità dove è più facile “bloccare” che dare spiegazioni.

Quando ti sei avvicinata alla musica?
Sono cresciuta in una famiglia di musicisti, dai miei avi, a mio padre, ai miei fratelli con cui abbiamo poi, creato unendo le nostre passioni, il gruppo “The Music Family” dei Fratelli Tempone. Non potevo non amare la musica che vivo quotidianamente da quando sono nata. Ad un certo punto dopo diverse esperienze, tra teatro e musica, ho capito che dovevo far nascere un mio prodotto, che fosse mio, e che potesse esprimere quella che sono e che sento.

 Hai un desiderio che vorresti si realizzasse?
Il mio desiderio più grande è non finire mai di sognare. Sognare è forza dell’anima e di vita. Quando i sogni si realizzano, non si finisce mai di farlo, si riempie quel cassetto e si continua a desiderare che un giorno diventino realtà.

Dove ti vedremo nei prossimi mesi?
Nei prossimi mesi continuerò a lavorare sul mio album che finalmente raccoglierà tutti i miei singoli già conosciuti e avrà sicuramente un significato forte, ma preferisco non anticipare nulla per non rovinarvi la sorpresa.

lunedì 22 gennaio 2018

Mario Gramegna: ‘’Il mondo della moda? Ci sono copie e ‘remake’ di collezioni già viste’’


DI REDAZIONE -  Gli anni della moda, quella vera, li ha vissuti a 360 gradi. Tra passerelle, backstage, set fotografici, Mario Gramegna, gira il mondo e si fa conoscere dai più grandi esponenti di moda e fotografia. Pugliese, vive a Milano dove ha messo su un'agenzia di produzione 'Shot Studio Milano' insieme al socio Lorenzo Cherubini dove, affiancato da professionisti, realizza shooting, ritratti e cataloghi redazionali di moda e pubblicità.

Inizia la sua attività professionale in qualita' di make_up and hair , con i più importanti fotografi di moda (Berry Mc Killy,Gik Piccardi, Giovanni Gastel, Bert Stern, Patric De Marchellier, Andrée Carrara), contribuendo alla realizzazione di redazionali e campagne stampa a livello internazionale.

Ha scelto il nostro quotidiano per raccontarsi e per togliersi anche, qualche sassolino dalla scarpa. 

Chi è Mario Gramegna?
Un professionista con un storico importante, appassionato della fotografia di moda e non solo, affascinato dai ritratti. Sono una persona che si è costruito da solo imparando dalle tante esperienze collezionate nel corso della mia vita.


Shot Studio Milano

Come vedi l'attuale mondo della moda?
E’ molto cambiato e penso che ci sia una grande confusione di creatività. Ci sono molte ‘copie’ e remake di collezioni già viste negli scorsi anni. Quindi credo che, in questo momento, ci sia poca credibilità. L’unico marchio innovativo, secondo me, è Prada. E’ contemporaneo, originale e mai banale.

 Le grandi icone, a tuo parere, che hanno fatto la storia della moda?
L’indimenticabile Franca Sozzani, Giorgio Armani e Versace, sono le vere icone.  Sono e saranno sempre il simbolo della moda mondiale.

Una città in cui vorresti lavorare? 
Mi piacerebbe ritornare a lavorare a New York. E' un posto in cui ho sentito una forte energia per le strade, nella gente, una grande metropoli che ti apre la mente.

A quali progetti stai lavorando?
Con il mio staff, nei prossimi mesi, ho in programma dei workshop interessanti che verranno realizzati nel mio Shot Studio in collaborazione con la Luxury Creative Agency. Work in progress!

Pagina Instagram:
https://www.instagram.com/mariogramegnaphotographer/ 

mercoledì 1 novembre 2017

Renanera: ‘’Non lasceremo mai la nostra Basilicata’’

di MARCO MASCIOPINTO - Una passione infinita per la musica, ma soprattutto, per la loro terra: la Basilicata. Lo raccontano nel loro nuovo singolo “Mal di Lucania” i Renarena, sei musicisti che a giugno 2017 hanno pubblicato il loro nuovo progetto discografico ‘’ «‘O rangio» (Il granchio), pubblicato sia per il mercato digitale che fisico su etichetta iCompany.

Leggendo la loro biografia scopriamo che hanno collaborato tra gli altri con Michele Placido, Eugenio Bennato, Vittorio De Scalzi e molti altri personaggi dello spettacolo e della musica e nel Gennaio 2016, Renanera è stata la band promotrice della canzone Fiore di Lucania (Unione dei Musicisti di Basilicata), brano il cui videoclip ha contato in pochi mesi oltre 300.000 visualizzazioni sul canale Youtube.

‘Mal di Lucania’ è accompagnato anche dal videoclip girato in molti posti “simbolo” della regione.

La magia di un misterioso libro dal titolo “Basilicata, il giardino segreto d’Italia” è trovato per caso e “guida” magneticamente i Renanera in un percorso magico in giro per la Basilicata: Maratea, ai piedi della statua del Cristo Redentore e nei vicoli del borgo antico, uno dei luoghi di mare più incantevoli della costa tirrenica del Sud Italia; Lagonegro, nel Museo dedicato a Monna Lisa e al compianto cantautore Mango; Colobraro, uno dei simboli della Lucania antica, noto per la presenza di maghi e fattucchiere; sulla valle del fiume Noce e sulla strada che costeggia il fiume Sinni dove si possono ammirare i caratteristici “calanchi”.

Cosa racconta 'Mal di Lucania'?
Mal di Lucania racconta di un sentimento verso una Terra che riesce ad inebriare l’animo attraverso la sua purezza. È la scoperta di una spiritualità e un senso di appartenza. Chi non è lucano e vive lontano, sente di dover tornare quasi come il bisogno di un percorso introspettivo.

Com'è nata l'idea del videoclip?
L’idea del videoclip forse non è mai arrivata o probabilmente c’era la voglia di fare troppe cose che in realtà abbiamo semplificato. Il giorno delle riprese eravamo in tre a partecipare e non sei,  quindi abbiamo pensato di non rappresentare i Renanera ma di calarci nella parte di tre visitatori che, quasi incantati, vengono trasportati da una sorta di magia che li spinge a scoprire alcuni dei  luoghi più rappresentativi della Lucania fino addirittura a trovarsi al Museo Monna Lisa a Lagonegro in cui si rendono conto che quella magia probabilmente ha un nome, il Maestro Pino Mango.

La Basilicata non è soltanto la vostra terra nativa. Quanto siete legati e cosa rappresenta per voi?
La Basilicata in questo momento per noi vuol dire coraggio e consapevolezza. Restare “nonostante tutto” e sapere che in fondo lo stesso “tutto” si può trasformare in qualcosa di unico, originale, autentico che può definirsi identità. I Renanera stanno sviluppando questa ricerca nella propria identità attraverso la musica, ma attualmente in Basilicata sono molti gli appassionati in diversi campi professionali, a dedicarsi a questo luogo quasi intatto.

E’ una terra che, in passato, è stata sottovalutata? 
Può darsi che non sia stata valorizzata e sinceramente non so se è questo il motivo per cui io, Unaderosa, la conosco solo da sette anni, ma è un tipico atteggiamento da “itagliani” quello di nascondere il bello, il giusto e di provare a disidratare i nostri stimoli. Noi Renanera siamo qui con una gran bella scorta di emollienti. Non ci “seccheremo” e non lasceremo la Basilicata se non per pochi giorni, per il gusto di poter provare ancora un po’ quello strano “Mal di Lucania”.

Sito web ufficiale www.renanera.it.

mercoledì 18 ottobre 2017

Luca Capizzi, dalla Svizzera un artista pieno di talento

di REDAZIONE - Si intitola “Vicino a te“ la nuova canzone di Luca Capizzi, in rotazione radiofonica da venerdì 29 settembre, che arriva a quasi un anno di distanza dal successo riscosso con il precedente singolo “Estasi“. A supporto del pezzo, è disponibile il videoclip promozionale diretto dal regista Salvatore Billeci e girato tra Cagliari e New York. Il giovane cantautore torna sulla scena discografica con un brano che anticipa il suo primo album di inediti, in uscita il prossimo 28 ottobre, seguito il giorno dopo da un atteso concerto allo Sprisse di Pratteln, nel cantone svizzero di Basilea Campagna.

Ciao Luca, come nasce questo nuovo singolo?

Questo brano nasce grazie alla collaborazione con dei ragazzi di Roma che sono Marco Canigiula, Francesco Sponta e Marco Di Martino. Questa canzone è davvero molto speciale per me. Con questo brano ho scoperto delle sfumature della mia voce che non conoscevo. Sarà il singolo che anticipa l’uscita del mio primo album. Poi il brano in se mi rappresenta particolarmente, visto che mi sono trovato in una situazione simile e quindi è un brano che sento particolarmente ancora più vicino.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Mi sono avvicinato alla musica grazie a mio padre. Per oltre 30 anni mio padre è stato il batterista di una band. All’età di 4 anni mi rifugiavo in camera mia con il mio piccolo stereo, le cassettine ed una penna usata come microfono e cantavo sulle note di "Brutta", di Alessandro Canino e de "La Solitudine" della Pausini.

Qual è il messaggio che vuoi trasmettere con le tue canzoni?

Quello che vorrei trasmettere attraverso le mie canzoni sicuramente è l’assoluta trasparenza di me e di ciò che canto, come anche l’amore e la positività nella vita. Viviamo in un mondo malato, pieno di problemi e di disagi. Credo che in questo periodo abbiamo proprio bisogno di amore e positività.

Ci sarà un tour?

Il 28 ottobre ci sarà un grande concerto in svizzera in cui presenterò dal vivo tutti e 8 i brani del mio primo album (in uscita il 27.10.2017) e grandi successi della nostra musica italiana. Invece per il 2018 stiamo lavorando per un tour nei locali italiani.

mercoledì 6 settembre 2017

Vittoria Iannocone: 'Il Festival di Sanremo è il mio grande sogno'"

di REDAZIONE - Giovane e intraprendente Vittoria Iannacone, è la nuova rivelazione della musica pop italiana. Nelle radio è disponibile il suo nuovo singolo ''Al centro''. La canzone vanta di nuove collaborazioni importanti, tra cui autori del calibro di Marco Colavecchio, Andrea Amati e Fabio Vaccaro.

Gli arrangiamenti e la produzione sono a cura dello stesso Colavecchio, attuale produttore che porta alla nascita di una nuova storia discografica di Vittoria Iannacone, un percorso artistico dove Marco, oltre che a scrivere e produrre, coinvolge grandi autori come Marco Ciappelli, Andrea Amati, Elena Moriggia , Pio Stefanini e molti altri, mettendo su un progetto discografico solido.

L’artista molisana adesso è in tour con Paolo Vallesi dove, oltre a duettare con l’artista  il brano portato a Sanremo 2017 in duetto con Amara dal titolo “Pace”, canta durante i suoi concerti il suo brano “Al centro”, brano dal sapore pop dance, con sonorità estive, trattando un argomento di tutti i giorni, storie d’amore che si sgretolano con il tempo causa di varie situazioni. La chiave del brano però è rivisitata in maniera più fresca ​e ​meno drammatica, dando così una giusta importanza al significato ma con una lettura musicale più attuale​.​

Una ragazza determinata e dalle idee chiare, Vittoria ci racconta il suo percorso nel mondo della musica.
''Sono a lavoro sul mio disco e sulle varie proposte artistiche da valutare. Non ci si può prefissare  su un progetto in particolare. Bisogna lavorare molto e con costanza per ottenere risultati.

Un palco importante dove ti piacerebbe esibirti?
Un palco a cui ogni cantante italiano aspira è sicuramente quello del Festival di Sanremo: è il sogno nel cassetto che porto con me da sempre. Poi, a seguire, ci sono l'Eurovision e molti altri festival. Sono palchi che mi auguro di poter toccare, ma per ora, lavoriamo incrociando tutto e mettendoci tutto l impegno possibile''.

domenica 9 luglio 2017

Alex Normanno: ‘’La mia estate ‘Arcobaleno’"

di REDAZIONE - Con il suo timbro graffiante e coinvolgente, torna nelle radio e in tutti i digital store il nuovo singolo del cantautore Alex Normanno dal titolo “ARCOBALENO”, scritto in collaborazione con il l’autore e cantante Simone Tomassini e di Massimo Tornese, prodotta da Auditoria Records.

Dopo la pubblicazione dei suoi ultimi brani “Non c'è modo di scappare amore” e “L'ultima Volta”, Alex torna sulle scene con una ballad emozionante che racconta di amore verso la vita, felicità, speranze e cambiamenti.

Quando ti sei avvicinato alla musica?

Ero giovanissimo, ricordo ancora le prime note sul pianoforte, che con insicurezza, determinazione e tempo mi spinsero a capire quello che avrei voluto fare nella vita, avevo 13 anni e da quel pianoforte ancora oggi scrivo le mie canzoni.

In quale momento della tua vita è nata Arcobaleno?

Arcobaleno nasce in un momento felice, dove ho raggiunto piena consapevolezza di ciò che è l’amore in tutte le sue sfumature. Arcobaleno è un fenomeno multidimensionale che completa l’intera gamma di tonalità e in essa, dal mio punto di vista, ci sono tutti i giorni radiosi, tutte le agonie e tutte le estasi che l’amore porta con sé, solo tra questi due estremi si cresce.

Quali artisti hanno influenzato il tuo percorso artistico?

Vasco Rossi, Biagio Antonacci sono i dueche di più hanno influenzato la mia crescita artistica.

Cosa ti aspetti adesso?

Mi aspetto il sole, dopo l’arcobaleno!

martedì 6 giugno 2017

Davide Peron: ecco le novità del nuovo tour teatrale ‘Una calza a salire e una a scendere’


di REDAZIONE - Dopo aver toccato varie città del centro Italia, ora tocca al nord: ecco le prossime date dello spettacolo "Una calza a salire e una a scendere", la seconda parte del tour teatrale del cantautore Davide Peron. Sul palco accanto a lui l’attrice Eleonora Fontana.

Come sarà questo tour estivo? 

Dopo le date fatte in centro Italia, ora lo spettacolo "Una calza a salire e una a scendere" arriverà nel nord Italia. Abbiamo date nel padovano, nel vicentino, nel friulano... e altre che a breve ci verranno confermate.

Cosa presenterai sul palco? 

Sul palco ci sarà la storia delle portatrici carniche: ragazze che rifornivano le prime linee italiane di viveri e munizioni a costo della vita. Questa è la storia di Maria Plozner Mentil. Lo spettacolo "Una calza a salire e una a scendere" racconta una storia poco nota ma degna di essere conosciuta che racconta la grande guerra da un punto di vista femminile.

Avremo modo di vederlo anche in Basilicata prossimamente? 

Speriamo di poter venire a trovarvi presto con il nostro spettacolo! Non si sa mai!

mercoledì 24 maggio 2017

Nilo fa il suo esordio con il brano 'L'Ultima Sigaretta'

di REDAZIONE - Cosa racconta questo tuo ultimo singolo?

Avete presente quando fumate troppo ed a stomaco vuoto? Quei cali di pressione vi fanno odiare talmente tanto "l ultima sigaretta"da portarvi a pensare di smettere...cosi' e' anche in amore...in una relazione. L'ultima sigaretta racconta di una grande delusione.Racconta della voglia di innamorarsi pur sapendo che c'è un'alta possibilità di starne male. Quando stai male o soffri per amore ti ripeti sempre che sarà l'ultima volta, ma in realtà poi hai voglia di fumare ancora.

Quando ti sei avvicinato alla musica? 

HO cominciato a far musica all' eta' di 14 anni.In realta' ho preso qualche lezione di chitarra ed un paio di lezioni di canto poi ho capito che studiare nn faceva per me ed ho cominciato a scrivere testi .
Poi quei testi ho provato ad adattarli su basi musicali di artisti famosi cambiando completamente le linee melodiche.Poi con qualche amico arrangiatore ho buttato giù idee che poi sono diventate canzoni a tutti gli effetti.

Qual è il messaggio che vuoi far arrivare con la tua musica?

Che nulla e' impossibile e che con il sacrificio e la passione puoi essere una persona migliore.La musica mi ha salvato dalla strada...so che puo' sembrare molto filmica o gangster come cosa ma chi mi conosce sa il mio passato e sa quello che ho passato.Ed ora sono qui con la voglia di migliorarmi sempre piu'.La morte di mia madre mi ha insegnato questo...lasciare un segno positivo e' quello che conta davvero.

Prossimi progetti?

Il prossimo progetto sarà un brano estivo. Sarà un brano pop miscelato con sano r&b.

mercoledì 8 marzo 2017

INTERVISTA. Santino Caravella porta il suo Ridicolab Show in Basilicata: il 18 marzo sbarca a Melfi

di REDAZIONE - Conosciuto al grande pubblico per la sua partecipazione nelle vesti di 'Precario' a Made in Sud e dopo aver condotto il programma “Challenge 4” su Rai 4, il noto comico pugliese Santino Caravella è in giro per la Puglia con il suo nuovo spettacolo dal titolo ‘Ridicolab Show’. Lo spettacolo dell’irriverente attore è un viaggio nella comicità italiana tra spensieratezza, ironia e quotidianità. Il 18 marzo farà tappa anche a Melfi presso ‘Relais La fattoria’ in occasione della serata benefica dell’Associazione A.G.A.P.E.

Per il suo nuovo show, Santino Caravella ha scelto di farsi affiancare da 11 nuove scommesse del mondo della comicità, che fanno parte dell'Associazione Culturale 'Artenativa', da cui nasce il progetto Ridicolab.

Gli attori sono: Antonio Montuori, Matteo Del Campo, Max Traversi, Gli Inseparabili, Stelle Scadenti, Armando Maresca, Antonio Pace e Francesco Forcella.

Quali sono gli elementi fondamentali di questo nuovo show?
‘’Comici nuovi ,Il ritmo frenetico degli sketch la non volgarità e l improvvisazione

Com'è nata l'idea di creare un laboratorio per gli attori emergenti?
‘’E’ nata per dare la possibilità a coloro che vogliono fare questo percorso e di non lasciare la propria terra’’.

Dove vorresti portare lo spettacolo?
‘’Lo stiamo portanto in tutta la Puglia e speriamo che arrivi anche nel resto d’Italia e perchè no, anche all’estero’’.

Quali saranno i prossimi progetti del Ridicolab?
‘’Stiamo lavorando per trasformare il laboratorio in una realtà televisiva...incrociamo le dita’’.


giovedì 5 gennaio 2017

INTERVISTA. Mauro Tummolo: ‘Sogno un duetto con Laura Pausini’. ‘Volevo solo dirti’ è il nuovo singolo

POTENZA - Nelle radio italiane arriva il secondo singolo del giovane cantautore Mauro Tummolo “Volevo solo dirti”, prodotto da Antonio “Aki” Chindamo per Auditoria Records e scritto da Daniele De Bellis.

Il nuovo brano pubblicato dal cantautore lucano punta sulle forti emozioni e sul rapporto tra due persone che si amano e che fanno della loro relazione la loro ragione di vita. ‘Volevo solo dirti’ colpisce per il sound coinvolgente e ricco di emozioni.

A che età ti sei avvicinato alla musica?

Esattamente alla tenera età di 8 anni.Ho iniziato praticamente a fare solfeggio in casa da una persona che ha creduto in me da subito il caro compianto sig.Michele Petrarulo di Lavello(PZ) cui ricordo che fece di tutto per rifondare la banda del paese a distanza di un po' di anni.Dopo la parentesi teorica iniziai a suonare la tromba sempre su sua insistenza e su quella del mio babbo nelle varie tappe bandistiche e da lì in poi dopo un po' di anni che si susseguirono fui protagonista sotto la Naja girando come trombettista nei vari picchetti d'onore.Durante l'anno militare inaspettatamente nasce la mia passione per il canto.

Cosa racconta 'Volevo solo dirti'?

Racconta una storia d'amore bellissima finita in malo modo.Se potete notare infatti alla fine del video della canzone si nota che subentra un'altra persona nel  cuore del protagonista ma è proprio lì durante una normale passeggiata che i vecchi cuori si rincontrano e il tutto si conclude nell'incertezza assoluta.

La morale è che non bisogna dare mai nulla di scontato nella vita perché quando pensi che qualcosa sia finito e non hai fatto i conti con te stesso e magari col tuo cuore d'improvviso subentra tutto ciò' che è legato al tuo passato e per magia quel piccolo meccanismo si rimette in moto....(e son guai).. 😊

Quanto sei legato alla Basilicata?

Nonostante sia nato in Svizzera da papà lucano e mamma leccese vivo da una vita nella splendida Basilicata anche se ormai passo più tempo in giro per lo stivale,devo dire che il mio attaccamento alla terra è reale e virale anche se mi duole dirlo purtroppo a volte mi scontro con dure realtà per la mancanza di mentalità nell'approccio della vita quotidiana e del sociale o di altre piccole cose che potrebbero,a mio avviso,migliorare nel tempo e a dire il vero a volte mi rattrista il tutto.Ovviamente anche il fattore X non si smentisce e ciò' come dice il detto in latino:nemo propheta in patria.

Ci ritorni appena puoi? 

Certo che ci ritorno per me la sede principale è sempre la mia terra ove ovviamente ho tutti gli affetti nonché il tempo e il modo di rilassare la mente e il fisico per poi essere pronti a riprendere il continuo del proprio percorso artistico.

Sogni un grande duetto? 

Ma guarda, anni fa rimasi emozionato nel guardare il duetto fatto da Biagio Antonucci e Laura Pausini su canale 5 in ''Tra te e il mare'' e dissi tra me e me che uno dei miei sogni era duettare un domani con lei si si proprio lei:la mitica Laura nazionale. Vedremo che sarà.. 😊

Quali saranno i tuoi prossimi step?

I miei prossimi step saranno i prossimi live nei vari locali nel milanese,poi forse uno spettacolo targato Mauro Tummolo a teatro sempre su a Milano,poi un mini-tour nelle radio con varie interviste e poi, finalmente, l'inizio dei lavori per la realizzazione del nuovo album.

lunedì 12 dicembre 2016

INTERVISTA. Alex Normanno: "Nel 2017 arriverà il mio disco d’esordio"


di REDAZIONE - Dopo “Non c’è modo di scappare amore”, brano che ha avuto un buon riscontro radiofonico in estate, ecco che arriva il nuovo singolo del cantautore Alex Normanno “L’ultima volta”. L’ultima volta è una canzone che parla di fiducia e di coraggio, in tempi in cui il coraggio e la fiducia in se stessi sono spesso sacrificate da rinunce. E’ un invito a non abbattersi quando una storia d’amore giunge al termine, per far sì che non sia l’ultima volta.

Cosa vuoi raccontare con L'Ultima Volta?

Il brano racconta di una storia che sta finendo e la richiesta del partner verso la persona amata di rimanere ancora un po’ e stringerlo ancora come “l’ultima volta”.

Quanto si è evoluta la tua musica negli anni?

Come tutti cresciamo, diventiamo più grandi e le esperienze, le delusioni e le soddisfazioni ci formano e ci segnano. Penso di essere arrivato a una buona conoscenza del mio essere e della mia musica e la soddisfazione più grande è vedere il pubblico che mi segue in questo mio percorso, ogni anno siamo sempre di più e penso che questa sia la conferma che stiamo facendo un bel lavoro.

Sogni un grande duetto?

Sognare forse no, ma dev’essere bello collaborare con artisti che stimi. Certo mi arricchirebbe parecchio.

Arriverà il disco nuovo?

Si, l’anno prossimo è in programma l’uscita del disco che racchiude tutta la mia storia più altri brani inediti…

lunedì 16 maggio 2016

Enzo Costa presenta il nuovo disco ‘’Coccinelle’’, un progetto raffinato e dal tocco magico

POTENZA - Anticipato dal singolo "Le tue parole volano", Enzo Costa presenta il suo nuovo album "Coccinelle". Il primo singolo estratto rappresenta la classica storia di un tradimento, con una lei che vuole tornare sui suoi passi e con un lui che rimane freddo e distante. La canzone non vuole però essere un cliché di un comportamento da prendere come modello generazionale.

Come nasce Coccinelle?

‘’Coccinelle nasce da un lungo lavoro in collaborazione con il mio prod art Mimmo Cappuccio nella ricerca del personaggio, che in questo album, mi rispecchia nelle mie canzoni, cioè un Enzo Costa che ama raccontare i pensieri delle persone comuni, nella vita quotidiana, in senso ironico.

Quando hai capito che volevi fare questo mestiere?

Praticamente da subito, quando ho iniziato per hobby ed ho capito che poi senza cantare non potevo stare.

Quale sarà il prossimo singolo del disco?

Stiamo valutando, ancora non lo so, come si dice: stay tuned.

mercoledì 27 aprile 2016

Marco Mestichella: ‘’Il mio inno alla lealtà nel nuovo singolo Truth’’

di REDAZIONE - S’intitola ‘Truth’ il nuovo singolo dell’artista abruzzese Marco Mestichella. Scritto insieme alla cantautrice austriaca Claudia Heidegger e prodotto assieme all'arrangiatore bristoliano Joe Rodwell, il brano ha come tema centrale l'amore.

‘Truth’, che sarà accompagnato dal videoclip ambientato a Parigi, anticipa il nuovo disco 'Tales Of Falling Walls’, in uscita a maggio.

Perchè ‘Truth’?
"Truth" è un brano che vuole comunicare amore e compassione per il prossimo ed un invito ad essere leali e buoni’’.

Quando hai iniziato a fare musica?
‘’Ho iniziato a fare musica all'età di 18 anni circa, quando mi sono trasferito a Londra. Li ho studiato in diverse accademie e poi iniziato a scrivere e produrre i primi pezzi’’.

Cosa ci anticipi del nuovo album?
‘’Il nuovo disco al quale sto lavorando, sarà un mix di sonorità soft rock ed elettroniche. 6 pezzi che per me sono come dei racconti, delle storie, da li nasce il titolo "Tales Of Falling Walls" .

Sogni un grande duetto?
‘’Perché no! Mi piacerebbe molto poter collaborare con altri artisti, magari italiani, così da produrre più canzoni nella mia lingua’’.

mercoledì 11 novembre 2015

Mema: "Ai talent preferiamo la gavetta". La band debutta con l'ep "Il sole non è irraggiungibile"

POTENZA - Come nasce il vostro nuovo singolo 'Il Sole non è irraggiungibile'?

‘’Il brano nasce da un'idea del nostro chitarrista, Andrea. Una sera ci ha chiamati a rapporto per farci ascoltare del materiale da lui composto e ne siamo rimasti subito colpiti. Ognuno di noi poi ha contribuito a far crescere il brano che è venuto alla luce anche grazie al prezioso aiuto di due grandi professionisti come Emiliano Bassi e Michele Quaini, i quali ci hanno seguito lungo la fase più delicata, cioè quella della produzione artistica. Il risultato è stato ottimo e la volontà è quella di proseguire su questo binario’’.

Qual è il messaggio che volete lanciare con la vostra musica?

‘’Il titolo del brano parla chiaro. Con la passione, la voglia, la determinazione, si ottengono risultati. Questo ci ha insegnato la musica e questo vogliamo trasmettere a chiunque ci ascolti. Vogliamo squarciare un po' di quel pessimismo che abbiamo respirato negli ultimi tempi, consci che ogni momento ed ogni fase che attraversiamo sono necessari alla nostra crescita, ma che è anche necessario ed importante capire quando è giunto il momento di abbandonare una mentalità per un'altra’’.

Pensate che i talent show sono costruttivi per un giovane cantante?

‘’Noi MEMA viviamo il Talent come show televisivo, non come musica.Le propostemusicali si ascoltano nei locali di musica dal vivo, nei festival, sui palchi.Il messaggio che arriva dal format televisivo ci risulta distorto...è quello di una “non-gavetta”, di un “non-studio”, di una “non-preparazione”….quando invece magari sono ragazzi che hanno già fatto molto.Perchè non viene detto allora?Perchè non si è chiari?

Peferite i live?
‘’Siamo per la formazione musicale, per l'esperienza sui palchi, per le serate live affrontate con 2 persone davanti e quelle invece con 200...questo fa crescere eaccrescere la passione che spinge sempre a fare musica, passione intesa anche come sacrificio’’.

Prossimi progetti?
‘’Stiamo organizzando alcuni live in veste acustica ed uno in elettrico che porteremo in giro a breve. Poi a dicembre, ci sarà una grande novità’’. Grazie mille per lo spazio che ci avete concesso’’.

Mariano Di Venere presenta il nuovo video 'Virtualità': "Con questo nuovo brano mi metto in discussione"

di Redazione - Il giovane cantante pugliese Mariano Di Venere ritorna sulle scene musicali con il nuovo singolo Virtualità. Il singolo è stato scritto da Massimo Severo e prodotto dal talent scout Davide Maggioni, nonché direttore artistico dell’etichetta discografica Rusty Records.

Il brano, disponibile in tutti i digital store, è stato presentato per la prima volta il 25 Luglio 2015 a Expo Milano 2015 presso il padiglione del Qatar. Il brano è accompagnato dal videoclip prodotto dalla Film Found Family con la partecipazione di alcuni ex alunni dell'Accademia del Cinema Ragazzi Enziteto-Bari con la regia di Marco Gernone. Un brano dalle sonorità pop che strizza l’occhio alla società attuale che ci circonda. Mariano si conferma la vera scoperta del panorama musicale italiano.

In quale momento è nato questo nuovo singolo? 
“Virtualità” è nata in un momento di transizione, spinto dalla voglia di sperimentare, di mettermi in discussione, provare altri stili differenti d quello che ha segnato le tappe fondamentali della mia carriera. Una riscoperta anche di lati nuovi della mia personalità.

Com'è nata la collaborazione con Davide Maggioni?
La collaborazione con Davide è nata lo scorso anno. Nell’estate 2014 ho preso parte all’VIII Edizione del Festival Apulia a Mottola (Ta), evento canoro affiliato al festival nazionale “La bella & la Voce”, classificandomi al secondo posto. La vittoria mi ha permesso di accedere alla finale del festival nazionale ove ho avuto il piacere e l’onore di conoscere personalità di spicco nel mondo musicale come Loretta Martinez, ex insegnate di Amici di Maria De Filippi, Rusty, famoso discografico e lo stesso Davide Maggioni.

Ci sarà un disco? 
La voglia di realizzare un disco di inediti è molto forte. Dopo due singoli pubblicati si crea carica e un bisogno quasi fisiologico di cantare altri brani propri e non cover. Cambiano le sensazioni, il modo di raccontare, il modo di approcciarsi al brano e il modo di emozionarsi. Si vive molto di più il brano. Realizzare un album è impresa ardua ma non impossibile. Un passo alla volta, ci sono già idee in cantiere.

domenica 11 ottobre 2015

La magia dell'amore di Eleonora Tirrito: 'Dove sarai' è il nuovo singolo

di Redazione - Una voce raffinata ed elegante quella di Eleonora Tirrito, che presenta il suo nuovo singolo "Dove sarai", il primo della giovane cantautrice estratto dall' Ep "Eleonora Atmosfere". La canzone, che porta proprio la firma dell' artista toscana, è stata scritta nell'estate del 2014 e racconta la storia di un uomo che nonostante gli affetti che si era creato nella vita,  decide di andarsene. Il brano è accompagnato da un videoclip, per la regia di Gioacchino Castellino (art&digital).

‘’Dove Sarai’’ è il tuo esordio radiofonico. Sei soddisfatta del riscontro che sta ottenendo? 
‘’Sono molto soddisfatta, ho scritto questo brano sentendolo molto e adesso vedere che piano piano fa dei passi non può che rendermi felice. “Dove sarai” è una canzone che fa parte del mio primo Ep “Eleonora Atmosfere”. È stato il racconto profondo di una cara amica ad ispirarmi. La canzone tratta il tema dell'abbandono ma con grinta e speranza. Non sempre chi abbandona un amore (qualunque sia, per un compagno/a o per un figlio/a) è più forte di chi invece resta’’.

Quando nasce in te la passione per la musica? 
‘’Nasce da bambina, per divertimento. In casa cantavo e suonavo con la tastiera di mio padre, un giorno, la vidi in un angolo tutta polverosa, così incuriosita iniziai a suonare le note dei cartoni animati o delle prime canzoni che mi venivano in mente, per non parlare delle varie spazzole che usavo o meglio ancora la mitica pattumiera, il gambo era una magnifica asta con microfono li, davo spazio ai miei più sentiti concerti in casa. Come sempre ci sono cose destinate a finire ed altre ad iniziare’’.

Cosa significa per te scrivere e comporre musica?
‘La musica fa parte di me da sempre. Scrivere per me è una di quelle cose che mi da più la voglia e la frenesia di fare’’.

Hai mai pensato di partecipare ad un talent? 
‘’Si, per adesso “Amici di Maria de Filippi”. Sono stata una settimana nella scuola per lo stage prima della puntata di Novembre 2013. Successivamente ero stata selezionata anche tra le sfidanti. È stata una bella esperienza. Gli aspetti che ho apprezzato di più sono stati l'unione e la voglia di cantare. La sera ci riunivamo nelle camere dell'hotel a suonare ed il giorno facevamo lezione con i professori. La cosa che più riempiva il cuore era vedere che in molti si ricordavano le mie canzoni e le canticchiavano o fischiettavano nei corridoi’’.

Contatti - Fb Artista: https://www.facebook.com/eleonoraofficial?fref=ts

mercoledì 19 novembre 2014

ESCLUSIVO | Intervista a Domenico Fortunato, 'Matera e la Basilicata sono uniche'

di Nicola Ricchitelli - Intervista esclusiva del Gdb all'attore materano Domenico Fortunato.

Domenico, la tua Matera capitale della cultura. Contento?
Sono felice di una felicità immensa per la vittoria di Matera e per questa proclamazione. Per Matera e per la Basilicata si tratta di una grande opportunità, unica ed irripetibile. Matera e la Lucania avranno così la possibilità di far conoscere al mondo tutta la bellezza di una terra antichissima e di un piccolo popolo di un fazzoletto di terra unico al mondo.  La Basilicata è da sempre abitata da gente mite, umile, operosa, instancabile che creato con il suo lavoro inesauribile per secoli dei luoghi di rara bellezza ed il valore di una cultura della civiltà contadina ad alto tasso etico e morale. Matera e la Basilicata sono gli unici luoghi del sud dell'Italia in cui non è mai nata una organizzazione malavitosa di stampo mafioso. Sono nati in Basilicata invece uomini di ingegno, di cultura e dell'arte che hanno donato al mondo in silenzio senza clamore opere preziose ed eterne. Oggi ancora più di sempre sono orgoglioso d'essere materano e lucano. Da oggi in poi, Matera e tutta la Basilicata non dovranno perdere un attimo per continuare a lavorare fino al 2019 e dimostrare perché hanno meritato di diventare Capitale Europea della Cultura.

Ricordi il primo giorno sul set di "Rex"?
Si, lo ricordo molto bene. Arrivai su quel set nel 2010. La troupe girava tutta insieme da tre anni. Era un gruppo affiatatissimo. Ero l'ultimo arrivato. Nessuno si occupava di me. Poi ad un certo punto si preparava una inquadratura in cui c'eravamo da soli Rex ed io. Di fronte a noi, in cima ad una scala c'era il direttore della fotografia, Massimo Lupi con l'esposimetro in mano che dosava la luce. Massimo guardando verso di noi disse: "il cane 5 centimetri più a sinistra”. Io chiesi: "Quale dei due?" La troupe scoppiò in una fragorosa risata. Così si ruppe il ghiaccio e mi dissero che ero il benvenuto...

Cos'è cambiato da allora?
Tante cose. Sono cambiati i produttori esecutivi, gli sceneggiatori e sette registi. Anche gli addestratori di Rex. Di conseguenza i punti di vista di tante cose sono cambiati. Ed io ho trovato ogni due serie un partner nuovo. Ho avuto Capparoni, Bassi ed ora Francesco Arca.

Qual è il tuo rapporto con Francesco Arca sul set e fuori dal set?
Con Francesco mi diverto moltissimo. Giochiamo sempre. Siamo sempre di ottimo umore. Ci divertiamo tanto sul set. Ci piace il nostro lavoro. La nostra intesa professionale e forte. Fuori dal set siamo diventati amici. Andiamo allo stadio insieme, anche se lui è romanista ed io sono interista. Ci piace mangiare insieme. Siamo due bravi cuochi.

Guardavi la serie prima di entrare nel cast?
Si, l'ho vista con tutti e tre gli attori che hanno preceduto il mio ingresso nella serie.

Cosa succederà nelle nuove puntate?
Ci saranno tanta suspence, tanta azione, molta commedia ed un Rex in grandissima forma.

Cosa ti piace del tuo personaggio?
L'umanità di Monterosso, la sua attenzione ai dettagli, il suo essere un bambinone con Rex, il suo senso di appartenenza alla Polizia, il suo rispetto per il prossimo e per le istituzioni. I suoi movimenti lenti che lo rendono buffo.

Qual è il tuo ruolo in "Francesco"?
Sono Guido I il Vescovo di Assisi che si rende conto prima di ogni altro della Santità del giovanissimo Francesco.

Com'è andata con Liliana Cavani e con un cast così prestigioso?
È andata benissimo. La Cavani alla sua veneranda età sul set era più dinamica ed energica di quelli più giovani. È stato bello lavorare con tutti gli attori italiani e stranieri. Voglio ricordare fra tutti Rutger Hauer, un attore magico.

Ci parli del progetto di "Fango e gloria"?
È un docufilm sulla I guerra mondiale. Ci sono immagini inedite dell'archivio storico dell'Istituto Luce. È un film emozionante dall'inizio alla fine. Racconta la storia del Milite Ignoto.

Hai avuto varie esperienze cinematografiche in questi ultimi anni. Preferisci il cinema alla fiction?
Amo tutti e due i linguaggi. Cambiano i modi di scrittura e di riprendere le immagini, ma il mio lavoro di attore è il medesimo. Mi appassiono e cerco grandi motivazioni dentro me stesso.

Quali sono state le tappe fondamentali della tua carriera?
Da quando ho iniziato, ogni passo è stato una tappa fondamentale. Anche tutti gli errori sono stati fondamentali perché mi hanno insegnato a non sbagliare. Ed io sbaglio lo stesso. Questo mi rende tollerante con me stesso e con gli altri.

Quando hai deciso di fare l'attore?
Da bambino. Sono rimasto sempre quel bambino.

Ricordi il tuo primo provino e il tuo primo ruolo?
Vinsi un provino per la puntata zero di una serie che non si fece mai. Lo feci sul palco della scuola d'arte drammatica. Ero un giovane barista che si innamorava della sua compagna di lavoro. Il primo veto grande provino li sostenni con Giuliano Montaldo per la serie televisiva In nome della famiglia. Aprii il mio cuore e mi buttai con verità. Lo vinsi.

Hai un sogno o un progetto che vorresti realizzare?
Si, tanti. Bisogna realizzarli, non raccontarli.

venerdì 7 novembre 2014

Intervista a Monsignor Liberio Andreatta: “La Basilicata è storia sacra”

POTENZA - Dal 10 al 13 novembre a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019, per la prima volta in Basilicata, si terrà l’undicesimo Coordinamento Nazionale di Opera Romana Pellegrinaggi sul tema “Pellegrinaggio: tempo e luogo di riconciliazione”. L’evento sarà presentato domani, sabato 8 novembre, alle 15.30, presso la sala conferenze della Camera di Commercio di Matera, nel corso di una conferenza stampa che, inoltre, introdurrà ai giornalisti il tema del seminario “Abramo, il cammino della fede, o Ulisse, il viaggio della conoscenza. Itinerari tra turismo e pellegrinaggio”, in programma sempre domani, alle ore 17.00. Monsignor Liberio Andreatta, vicepresidente e amministratore delegato di ORP, spiega il perché della scelta di Matera come location del Coordinamento e racconta il suo legame con la Città dei Sassi.

Cosa lega ORP alla Basilicata al punto da volervi ambientare il Coordinamento Nazionale 2014?
In primis l’empatia! È innegabile che con l’APT e la Regione Basilicata ci siamo trovati da subito d’accordo nell’intendere il valore di un progetto volto a favorire una crescita reciproca in modo sano e corretto. In secondo luogo come Opera Romana Pellegrinaggi non possiamo non accompagnare questa splendida regione nel grande sforzo di valorizzarne l’enorme patrimonio spirituale che emerge dalla sua ricchezza culturale e artistica. In particolar modo siamo lieti di vivere il nostro Coordinamento a Matera, designata da pochissimo Capitale Europea della Cultura 2019.

Questo risultato conferma che Matera non è una location come un’altra, con i Sassi, tra l’altro, Patrimonio dell’Umanità dal ’93. Questo, al di là dei temi, conferirà al Coordinamento una suggestione differente?
Inciderà profondamente sulle riflessioni di queste giornate. Per chi, come noi, si impegna ad accompagnare i pellegrini lungo le strade del mondo e a riconoscere la presenza di Dio nelle pieghe della storia e dell’arte in cui ci imbattiamo, l’impatto con un paesaggio tanto affascinante, forgiato da spiritualità millenarie, così simile alla fisicità della Terra Santa, non può che esserci d’aiuto nella riflessione e nella preghiera. Questo territorio ha raccolto il sapere e la fede dei monaci bizantini, prima, e di quelli benedettini, poi, divenendo terreno fertile per l’incontro fra Oriente e Occidente e in generale per culture differenti.

Tempo fa, in occasione di un suo viaggio in Basilicata, di Matera lei ha dichiarato “È una città che non si capisce se non si è vista”. Oggi come la definisce?
Luogo d’incontro e di accoglienza, di ascolto e di elaborazione di nuove esperienze, terra dove Dio e l’uomo dialogano da secoli. Matera è questo e altro ancora, è ciò che ognuno di noi vive nel suo animo dopo il contatto con questa città.

Come legge la similitudine tra Matera e la Cappadocia, al punto da far parlare di “Matera Cappadocia d’Italia?
Le chiese rupestri sono testimonianza del cammino dell’uomo in dialogo con Dio, un cammino che attraversa i secoli. Esse coprono un arco temporale che dai primi secoli del Medioevo arriva quasi fino ai giorni nostri, testimonianza del fatto che questa cultura della religiosità è cresciuta e si è sviluppata con la storia delle popolazioni locali.

La collaborazione messa in piedi da qualche anno tra Orp e Regione Basilicata sta portando a casa importanti risultati: l’itinerario Basilicata nel Catalogo 2014, il Coordinamento Nazionale a Matera. Quali altri traguardi ci si può attendere da questo viaggio comune?
Il primo e unico traguardo a cui dobbiamo mirare è il pellegrino, colui che è spinto dalla tensione verso l’Infinito, una tensione che lo induce a uscire dalla sua quotidianità per mettersi in cammino e andare alla radice della sua esperienza di fede, alla fonte spirituale a cui attingere per rinnovare, nella fede, la sua vita.

Se dovesse stilare una classifica delle espressioni più suggestive della Basilicata Sacra, anche al di fuori di Matera, cosa privilegerebbe o consiglierebbe?
La devozione mariana, che in Basilicata è forte e radicata nei suoi abitanti, capaci di portare a spalla statue per chilometri lungo le pendici di un monte. Penso ai pellegrinaggi della Madonna del Sirino o della Madonna del Pollino.

C’è qualcosa che la Basilicata potrebbe migliorare per valorizzare il suo patrimonio sacro?
A mio avviso deve proseguire con la medesima determinazione adottata finora. Il Sacro in questa regione è un sentimento che pervade profondamente la società e la cultura, e le numerose testimonianze artistiche che nei secoli si sono qui stratificate confermano questo speciale connubio così fecondo per l’animo umano. La Basilicata è storia sacra: non rendervi testimonianza significherebbe venir meno alla propria identità.

venerdì 29 agosto 2014

Intervista a Francesco Colletta. L'uomo dei record estremi pronto per una nuova sfida a Maratea

di Redazione - Certi record, come quello da lui stabilito nel 2007, che Francesco Colletta proverà a superare immergendosi tra il 12 e il 13 settembre nelleacque cristalline di Maratea, perla lucana del Tirreno, partono da lontano, anzi da lontanissimo. “Intanto– ricorda Colletta – prima di nascere viviamo nove mesi in un liquido e il nostro stesso corpo è fatto d'acqua. Ma la mia situazione personale è ancor più particolare, e non solo per essere nato da genitori entrambi del Gargano (padre di Vieste, madre di Mattinata). Da piccolissimo presi la pertosse; mi davano per spacciato. L’aria ossigenata dai pini della baia di Mattinatella, dove vivo tuttora, mi ha fatto rinascere e quando la febbre, altissima, mi portava alle convulsioni, mia madre mi immergeva nell'acqua con il ghiaccio per sedarle”.

Ma Colletta è stato precoce nel coltivare le sue passioni: “in quarta elementare acquistai la mia prima cintura di piombi per l'apnea e già a cinque anni ebbi in regalo la prima maschera. Mi raccontano che non volevo mai uscire dall'acqua; in un certo senso ero un predestinato”.

A Maratea si appresta a vivere l'ennesima sfida, 36 ore di immersione per il progetto EndlessDiving: ma quali sono le doti per poter affrontare questo tipo di sfide? 
“Bisogna per prima cosa conoscere i propri limiti, avere un'attenzione massima, seguire un’alimentazione naturale, far sì che la mente abbia il controllo totale sul corpo e raggiungere una buona preparazione sportiva”.
La difficoltà dell'evento consiste nell’affrontare la sfida con una normalissima muta subacquea: “La mia è una muta semistagna, che lascia passare l'acqua marina all'interno della stessa. Il corpo scalda quest’acqua che poi per osmosi fuoriesce, in un ciclo continuo, disperdendo così il calore dell’orgnismo. Normalmente un subacqueo può rimanere immerso con questa attrezzatura al massimo per 4 ore, prima di entrare in uno stato di shock ipotermico. In molti hanno tentato una simile impresa, ma con una muta stagna, che ti lascia asciutto e quindi permette di mantenere il corpo confortevolmente isolato e al caldo”.

Quali sono i rischi che si corrono immergendosi per ore con una muta di questo tipo? 
“Ipotermia e disidratazione, per effetto della salinità dell’acqua”.

Francesco, architetto e speleo-sub, unisce la passione per il mare a quella per l’archeologia: “La subacquea è un mondo complesso ed affascinante, che ti mette in simbiosi con l'ambiente. Ad esempio nelle acque di Siracusa, proprio durante la prova delle 32 ore di immersione, ritrovai una colonna greca, che poi è stata recuperata. "Quella che faccio io non è una performance fine a sé stessa; è una sperimentazione i risultati della quale saranno utili per chi lavora nel settore della subacquea, della medicina iperbarica e per gli sportivi. I dati raccolti saranno analizzati persino dalle agenzie spaziali, essendo, quello subacqueo, un ambiente extraveicolare, cioè che simula le condizioni di stress di un astronauta”.

E così il mare riflette il cielo, in un abbraccio azzurro, a filo di record.


LINK VIDEO:

https://www.youtube.com/watch?v=9_klx1Oe_D0&list=UUg50audCID3y3AKuBwmDAOA
https://www.youtube.com/watch?v=MAq28Awzj1c&index=18&list=UUg50audCID3y3AKuBwmDAOA

mercoledì 23 luglio 2014

Ernesto Schinella, tra tour e sogni (intervista): "Un giorno vorrei salire sul palco dell'Ariston"

di Redazione - E’ impegnato in un lungo tour estivo che lo sta portando in giro per le piazze d’Italia. ‘Racconto e canto: io tra i grandi’ è lo spettacolo del giovane talento calabrese Ernesto Schinella, vincitore del programma Rai ‘Ti Lascio una canzone’ condotto da Antonella Clerici. Due ore di spettacolo in cui Ernesto, mette in evidenza le sue qualità artistiche esibendosi in cover di grandi successi. E dopo il tour cosa accadrà? Leggete cosa ci ha raccontato Ernesto.


. Come procede il tour estivo?
- Molto bene grazie, le piazze sono piene e il pubblico dimostra di gradire il mio spettacolo ed io mi diverto insieme al loro.

. Cosa proponi sul palco?
- Si chiama,” Racconto e canto….io tra i grandi”, in sostanza per oltre due ore attraverso le canzoni racconto le mie esperienze ed i duetti con i più grandi della musica italiana, con alcuni aneddoti dietro le quinte, inoltre con la mia band composta da 8 musicisti e due ballerine cantiamo le più belle canzoni della musica italiana.

. Che progetti hai dopo l’estate?
- Sto scrivendo le musiche di alcuni brani e ho intenzione di iscrivermi per le selezioni di SANREMO GIOVANI …poi continuo a studiare.

. Arriverà il tuo primo disco?
- Io lo spero, bisogna convincere qualche produttore o una casa discografica per proporre la mia musica.

. Con chi vorresti condividere il palco?
- Ci sono tantissimiprofessionisti che ammiro, uno su tutti Massimo Ranieri perché è un artista completo e il mio amico Pupo che mi invita sempre quando viene ad esibirsi in Calabria e duettiamo sul palco e ci divertiamo.

. Prossimamente ti vedremo anche qui in Basilicata?
- Mi farebbe molto piacere esibirmi conil mio spettacolo, perché no!’’.