lunedì 25 maggio 2020

Licia Allara presenta la sua nuova opera letteraria 'Lettera alla sposa'


MILANO - La scrittrice piemontese Licia Allara presenta “Lettera alla sposa”, un breve romanzo denso di emozioni e suggestioni, in cui si racconta dell’eterno dilemma dell’essere umano: scegliere tra istinto e ragione, tra la libertà di vivere in armonia con sé stessi e la necessità di adeguarsi alle convenzioni sociali. Sono tanti i personaggi colti nell’elettrizzante attesa di assistere a un incantevole matrimonio, ognuno impegnato nella propria personale recita. Ma una dopo l’altra le maschere ben plasmate sui loro volti verranno strappate, per volontà di un’autrice che cerca di comprendere le ineffabili ragioni dell’anima.

Nel romanzo breve di Licia Allara Lettera alla sposa si indagano a fondo i sentimenti dei suoi personaggi, in fremente attesa per l’inizio di un matrimonio che sembra avere importanza non solo per gli sposi ma in certa misura, e senza comprenderne consciamente le ragioni, anche per loro; come se il coronamento dell’amore altrui fosse di riflesso la realizzazione della loro favola più intima. Una favola in cui non credono più ma che è sempre dentro di loro, con diversa intensità a seconda del tipo di vita che hanno scelto o subìto. Sono personaggi simbolo di quell’amarezza che contraddistingue ogni essere umano che non ha avuto il coraggio di seguire i propri sogni, magari in apparenza irrazionali, ma che comunque li rendevano vivi. Personaggi che semplicemente sopravvivono, e senza avere coscienza della loro mediocrità; che hanno deciso a un certo punto del percorso di scegliere la strada più battuta senza curarsi delle tante ramificazioni inesplorate, delle svolte improvvise e delle strade accidentate che potevano condurre a un cambiamento positivo. 

Sono figure senza nome, perché devono essere anonime casse di risonanza per ognuno di noi; sono uomini e donne abituati a indossare giorno dopo giorno maschere dall’apparente consistenza carnale, e che quando si guardano allo specchio non sanno più riconoscersi per quello che sono, ma si vedono per ciò che devono essere, e che probabilmente odiano. Ma è un fardello che va portato se si vuole vivere nella realtà, se si vuole essere accettati. L’autrice racconta di questa “sensazione di estraneità a noi stessi” che porta a scelte dolorose e annichilenti: “Poi, a volte capita, un giorno ci si ferma. All’improvviso. Basta un piccolo sovvertimento della nostra momentanea normalità per sentirci immediatamente estranei alla nostra vita, spettatori esterni di noi stessi”. E parla anche di quei momenti illuminanti, di quegli sprazzi di ragione in cui la propria verità si rivela, di quei treni provvidenziali che appaiono di tanto in tanto e che vanno presi al volo. Sono preziosi e fuggenti attimi nei quali finalmente ci si ascolta e si comprende la via da seguire, ma non sempre si ha la forza di mantenere saldi il cuore e gli intenti. E così le occasioni si perdono nel mare della vita, navigato tra le nebbie dell’inconsapevolezza. Lettera alla sposa è un romanzo narrato con uno stile evocativo ed elegante, in cui ogni personaggio è cesellato con cura, dagli sposi alle figure del fioraio presuntuoso, del prete inquieto, dell’organista misterioso, della zia zitella, dell’ex fidanzato geloso e dell’amica disillusa. Ognuno con la propria storia, ognuno con le proprie colpe, in attesa di un bel matrimonio e soprattutto di una redenzione che, forse, mai arriverà.

TRAMA. Un matrimonio. Questa storia inizia con la grande attesa per il matrimonio dell'anno in un luogo incantato. Chi sono la sposa e lo sposo? Chi c'è davvero dietro alcuni dei volti che incontrerete alla cerimonia? Quali segreti, quali improbabili intrecci di vite? Il matrimonio: punto di arrivo, punto di partenza per una nuova vita? L'autrice vi condurrà al finale inaspettato attraverso una galleria di personaggi indimenticabili: alla fine vi sembrerà di conoscerli da sempre, benché non abbiano un nome; personaggi e luoghi senza nome perché c'è un senso più profondo e universale, c'è qualcosa che va oltre, tra le righe, e Licia Allara ha dimostrato un'abilità straordinaria nell'accompagnare il lettore ben al di là delle pagine del libro. "Questa storia racconta di piccoli e grandi segni, di piccole e grandi occasioni, colte e perdute", e al termine della lettura una domanda potrebbe assediarvi. Se lo farà, non ve ne libererete più. Quand'è che la vostra vita si è fermata? E come è ripartita?

Licia Allara è nata e cresciuta in Piemonte e dal 2003 ha vissuto in giro per l’Europa: prima in Germania, poi in Svizzera e quindi in Portogallo, a Cascais, dove vive attualmente. Laureata in Economia Politica, dal 2017 dopo aver lavorato come consulente aziendale cambia completamente ambiente di riferimento e comincia a collaborare con una piccola ONLUS italiana. Pubblica nel 2019 “Lettera alla sposa” per Europa Edizioni.