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martedì 16 luglio 2019

Teologia del dominio, il nuovo libo di J. L. Bryan

MILANO - J. L. Bryan presenta “Teologia del dominio”, un thriller distopico ambientato in un futuro non troppo lontano nella Nuova America. In un mondo trincerato dietro muri di cemento, in una società caratterizzata dall’invadente controllo del governo e dalle persecuzioni ai danni di chiunque eserciti il libero pensiero, il protagonista Daniel Ruppert si trova a fare i conti con un complotto su larga scala che sconvolgerà la sua esistenza. Edito in America con il titolo “Dominion”, il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia da Urban Apnea Edizioni, come primo romanzo in catalogo della casa editrice. Sarà scaricabile gratuitamente a partire dall’ 11 Settembre 2019.

TRAMA. Un attacco nucleare alla città di Columbus (Ohio) impone negli Stati Uniti un regime totalitaristico basato sulle dottrine della Chiesa Dominionista, secondo cui le democrazie sono guidate dal demonio e i Cristiani caucasici hanno il dovere di controllare le sette aree che regolano la vita umana: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione. Mentre l’America è impegnata in una guerra mondialista contro Cina, Venezuela, Egitto e altri Stati del Medio Oriente (per reclutare discepoli secondo il comandamento di Gesù?), il nuovo Dipartimento del Terrore sopprime i movimenti di resistenza interni e gli squadristi delle Brigate della Libertà perseguitano le minoranze etniche. Daniel Ruppert, mezzobusto del notiziario di Los Angeles, riporta pedissequamente le notizie, spesso inattendibili, che gli vengono imposte. Immerso nel lusso di Bel Air e nei suoi circoli esclusivi insieme alla moglie, viene strappato via dalle sue certezze in un precipitare di eventi che lo portano a scoprire uno sconvolgente segreto governativo.

J.L. Bryan (Atlanta, 1978) ha studiato letteratura inglese a Oxford e all’Università della Georgia, con una specializzazione sul Rinascimento inglese e sulla letteratura del Romanticismo. Ha studiato inoltre sceneggiatura all’Università della California di Los Angeles. Nei suoi romanzi si diverte a mescolare paranormale, horror e fantascienza, trovando soluzioni narrative sempre nuove. Tra i suoi romanzi: The Unseen (2013), Inferno Park (2014), Helix (2009) e le serie The Paranormals e Ellie Jordan, The Ghost Trapper. Teologia del dominio (titolo originale Dominion) viene tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Urban Apnea Edizioni.

giovedì 11 luglio 2019

Libri: Cingolani presenta 'La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono'

MILANO - Gianfranco Cingolani presenta “La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono”, un’ispirata trattazione sulle contraddizioni probabilmente insanabili tra storia e religione, tra razionalità e fede. Il discorso lucido e coraggioso di un autore che vuole arrivare il più vicino possibile alla verità, che desidera comprendere l’origine dell’uomo e delle credenze religiose che l’hanno condizionato sin dall’alba dei tempi. Una ricerca storica aperta all’analisi di tutte le religioni, da quelle primitive fino alle tre grandi monoteiste, con un occhio di riguardo per il cristianesimo e per le sue controverse e discordanti linee di condotta.

TRAMA. Un credente ben difficilmente sente la necessità di mettere in discussione gli insegnamenti che ha ricevuto, cercando di risalire alla genesi delle sue convinzioni attraverso la verifica storica dei fatti accaduti. Molti cristiani non conoscono realmente la Bibbia con i suoi incredibili miti, e non sanno quale dio antropomorfo e crudele vi sia descritto. Se analizzassero poi la vera storia dei vangeli si accorgerebbero che gli autori non sono quelli noti, e che la loro descrizione è manipolata e troppo lontana dai fatti per poterne accertare l’autenticità e la credibilità. Anche la figura e la storicità di Gesù potrebbero assumere aspetti ben diversi e imprevisti. Quando la Chiesa di Roma, con Costantino e Teodosio, è diventata chiesa di stato, da perseguitata è diventata persecutrice e ha iniziato a scalare un potere temporale in netto contrasto con l’insegnamento evangelico. Si sono susseguiti una miriade di papi corrotti, simoniaci, depravati, assetati di ricchezza e potere, crudeli fino allo sterminio di milioni di innocenti. Alcuni perfino atei dichiarati. La Sacra Inquisizione, per cinquecento anni, ha fatto sterminare un centinaio di milioni di persone accusate di eresia, stregoneria, ebraismo o solo perché poveri indigeni americani. Il culto della Madonna, sconosciuto nei primi secoli, ha avuto uno sviluppo incredibile, probabilmente per allineare il cristianesimo al culto pagano di dee protettrici, vergini e madri. Le sue tantissime apparizioni, prodighe di speranze mirabolanti, di fatto garantiscono solo grossi affari per gli organizzatori ed i furbi che vi orbitano attorno. Vengono magnificati fenomeni poco credibili come la Sindone, oppure personaggi assai discussi come Padre Pio. Proliferano veggenti e stigmatizzati che attraggono milioni di speranzosi fedeli, così come accade per le tantissime e fantasiose reliquie sparse in tutta Europa. Analizzando i comportamenti degli ultimi papi santificati a furor di popolo e quanto sta tutt’ora accadendo all’interno della Chiesa, crescono i dubbi sulla sua credibilità e sulla sua discendenza divina. In questo libro l’autore ha voluto evidenziare le macroscopiche difformità dei fatti accaduti dagli insegnamenti predicati. In ogni tempo e in ogni luogo quasi tutte le religioni hanno sempre cercato di imporre il loro potere, sfruttando la credulità di persone facilmente fidelizzabili con fantasmagoriche promesse o minacce riservate magari in una seconda, improbabile vita.

Gianfranco Cingolani è nato nelle Marche a Montelupone (MC) nel 1942 e risiede a Perugia. Laureato in Ingegneria presso il Politecnico di Milano, con alcuni colleghi ha fondato due Società operanti nel settore dell’elettromeccanica dove ha ricoperto incarichi di Dirigente Commerciale e di AD. Interessato ad approfondire la storia dell’origine dell’uomo e delle religioni, pubblica nel 2017 (seconda edizione 2019) per Europa Edizioni il saggio La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono. Insostenibili contraddizioni tra storia e religione.

martedì 9 luglio 2019

Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”

MILANO - Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”, un romanzo intenso e introspettivo, che riesce a trattare del delicato tema della violenza sessuale con la lucidità e il rispetto necessari a indagare tutto il dolore e le domande che questo trauma si porta dietro. Un’opera dalla parte delle donne ma anche di tutta l’umanità, che semina pensieri profondi sull’essere vivente e sui gesti di bontà e cattiveria che, piccoli o grandi, possono influire sull’energia universale, avere echi che si propagano in eterno e condizionare il tempo futuro, come la giovane e sfortunata protagonista Monica dovrà imparare sulla sua pelle.

TRAMA. Una ragazza di sedici anni, Monica, viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. La giovane sarà costretta dalla madre a nascondere l’accaduto, in ragione di una paura recondita e radicata in seno da generazioni di gettare la famiglia nell’ignominia. Monica si chiuderà in sé stessa e troverà l’unico sfogo al suo dolore nella musica, esibendosi in sensuali danze in un locale notturno, senza mai permettere a nessuno di avvicinarla. Sarà lì che incontrerà un giovane, Marco, bello e con gli occhi dolcissimi e un tormento nel cuore. Nascerà un amore casto e sincero che aiuterà entrambi a riscattarsi da un passato di sofferenza, fino a quando la dura realtà non busserà alla loro porta.

Stefania De Girolamo nasce a Genova da padre di origini pugliesi e madre ligure. Si diploma come perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo e istruttivo viaggio nell’Unione Sovietica. Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo Insieme ce la faremo, pubblicato in self-publishing. Stupro. La ragazza sporca (Edizioni del Poggio, 2019) è il suo ultimo romanzo.

sabato 6 luglio 2019

In Fondazione Sassi la presentazione di #VentiMatera

MATERA - Si terrà martedì 9 luglio, ore 19, nella sede della Fondazione Sassi, a Matera, la presentazione dell'ultimo libro firmato da Sergio Ragone, #VentiMatera. Il volume, terza della collana " I luoghi ideali" per la Editrice UniversoSud, rappresenta la volontà dell’autore di creare una memoria del racconto collettivo e di mostrare le storie, le paure, il coraggio, le visioni, la Matera “invisibile”. Il 2020.

Come per i precedenti lavori, #PotenzaVisibile e #VediMaratea, anche in questo caso l'autore dialoga con cittadini, intellettuali, giornalisti, registi, imprenditori, opinion maker e musicisti sul futuro della Basilicata, a partire da Matera Capitale europea della cultura, e sulle possibili strategie di sviluppo dell'intero Mezzogiorno.

"Un racconto corale, per un cammino collettivo. E’ altissima l’ambizione di Sergio; “Vaste Programme”, avrebbe detto il generale de Gaulle. Soprattutto in Basilicata: creare identità e visione comune, a partire da uno degli ultimi riti collettivi televisivi: il capodanno Rai. Tendone itinerante, come quello di Joe Morelli ne “L’Uomo delle Stelle”, che da 4 anni attraversa e incuriosisce la Lucania. Un rito che Sergio cerca di sezionare. Come un rabdomante, ne indaga le conseguenze su un popolo disabituato alla ribalta, ma che da un po’ di tempo apprezza di essere riconosciuto, senza neanche conoscersi appieno. Da qui, l’occasione, per i lucani, di trarre consapevolezza e valore",così ne parla il giornalista del Tg1 Mario De Pizzo, lucano di origine, che firma la prefazione al libro.

#VentiMatera nasce dalla narrazione collettiva digitale: un hashtag che racconta la città, attraverso le foto ed i contenuti postati sui social network.

Alla discussione parteciperanno: Vincenzo Santochirico, Presidente Fondazione Sassi; Giampaolo D'Andrea, Assessore Comune Matera; Rossella Rubino, Avvocata, Consigliera Comune Matera); Antonio Candela, CEO UniversoSud; Silvio Giordano, Visual Artist; Giuseppe Tralli, Giornalista; Gianfranco Blasi, Giornalista e scrittore.

Sarà presente l'autore.

venerdì 5 luglio 2019

Diritto: la Coattività nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara


MILANO - Nella Chiesa cattolica vi è un sistema tributario simile a qualsiasi altro ordinamento laico? Se lo chiede Teodosio Petrara nel suo libro dedicato alle entrate tributarie canoniche, in cui cerca di capire con quali risorse si nutre la Chiesa per le finalità proprie. La Primiceri Editore patrocina un’indagine complessa volta a comprendere, innanzitutto, se il Clero sia da considerare un ordinamento e in quanto tale se d’imperio possa esigere dal proprio popolo i tributi, le tasse e i contributi previsti dalla legge canonica. Da qui un’analisi delle principali imposte suddivise in uno schema tipologico messo a confronto con altri sistemi.

TRAMA.
Pochi sono gli autori che hanno trattato la materia tributaria canonica e pochissimi si sono occupati dei tributi canonici, forse per la complessità e per la scarsa bibliografia. Si sente spesso discutere di tributi dell’economia italiana a ogni livello magari senza taluna competenza in merito e non si sente mai parlare di tributi della Chiesa Cattolica. Nel presente volume, l’autore valuta l’ipotesi dei tributi sotto due profili: se la Chiesa, alla stregua di un altro ordinamento, abbia il diritto di esigere dal proprio popolo di Dio e attingere per diritto nativo ai beni temporali per le finalità proprie. E se i fedeli e fedeli laici hanno il corrispondente obbligo, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica, di contribuire alle necessità che questa ha per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri.

Teodosio Petrara, laureato in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi Milano, è avvocato Cassazionista del libero foro di Pavia. Nel 2013 è stato nominato, dal Ministero di Grazia e Giustizia, Giudice Onorario di Tribunale e assegnato presso la terza sezione penale del Tribunale di Milano. Nel 2009 si è iscritto all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema e poi di Milano, eretto dalla Congregazione per L’educazione Cattolica, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dal quale dopo il biennio di teologia e filosofia è approdato alla Facoltà Ecclesiastica di Diritto Canonico, San Pio X, Venezia, dove nel 2014 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano, con la pubblicazione della tesi. È iscritto nell’elenco degli avvocati ecclesiastici, per il patrocinio delle cause di nullità matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo. Ha pubblicato nel 2016 un lavoro in materia canonica: persone e organismi nella Curia Diocesana: la funzione dell’autorità diocesana e conseguenze nel diritto civile Italiano.

lunedì 1 luglio 2019

Paolo Ostorero pubblica il nuovo romanzo ''Schiavi''

MILANO - Paolo Ostorero presenta “Schiavi”, un romanzo basato su una storia vera, quella di due ragazzi costretti a lasciare la loro terra, l’Africa, per inseguire il sogno di una condizione che possa essere chiamata vita, e cancellare un passato di miseria e disperazione. Felix partirà dal Camerun e Peter dal Sud Sudan, due paesi dalle diverse culture e in cui si parlano lingue differenti, e alla fine le loro rotte distanti ma parallele convergeranno nello stesso luogo, che potranno finalmente chiamare casa. Una storia dolorosa e commovente, scritta da un autore che spera che in futuro ci saranno sempre più ponti, e soprattutto meno muri.


TRAMA. Le storie di Felix e Peter somigliano a quelle di altri mille ragazzi: un’infanzia finita troppo presto, la violenza dentro e fuori la propria casa, il sogno di fuggire per costruirsi una nuova vita in un Paese migliore. Felix perde suo padre quando è ancora un bambino, Peter invece suo padre lo conosce quel poco che basta a temerlo: è un uomo duro e violento, incattivito dalla vita militare. Le loro esistenze non sono facili, non c’è spazio per i giochi, la scuola o le amicizie. La fame non fa sconti e l’unica soluzione è il lavoro, umiliante, faticoso e sottopagato. Per chi come loro nasce sotto i cieli infiniti dell’Africa, la vita sembra non possa essere migliore di così. Felix e Peter sognano l’Europa, quell’Europa dove si vive e si lavora onestamente, dove c’è sempre da mangiare, dove la parola “schiavo” si legge solo sui libri di storia. Senza conoscersi e senza saperlo, Felix e Peter iniziano il loro viaggio in parallelo, alla ricerca della vita che sognano; un viaggio fatto di città sconosciute, periferie immense, lavori umili e dolorose delusioni. Il costo della felicità è alto e bisogna rinunciare all’orgoglio, alla paura e persino all’amore. Ma quando non si possiede niente, i sogni diventano l’unico tesoro da difendere. Questa non è solo la storia di Felix e Peter. È la storia di chi lascia il proprio cuore in una casa vuota per intraprendere un viaggio spaventoso e necessario come solo la vita sa essere.

Paolo Ostorero è nato a Torino nel 1960. Da sempre impegnato nel volontariato, negli ultimi anni è venuto a contatto con diverse situazioni legate all’immigrazione, passando quindi dall’essere spettatore di quanto sta avvenendo all’essere coinvolto emotivamente. In particolare le vite di due ragazzi, uno proveniente dal Sud Sudan (Peter) e uno dal Camerun (Felix), lo hanno colpito così tanto da sentire la necessità di aiutarli. Questi due ragazzi africani ora fanno parte in vario modo della sua famiglia. Schiavi è il primo romanzo dell’autore, ed è il racconto della storia dei due giovani e, in parte, anche della sua. Tutto il guadagno dell’opera, dedotti i costi, verrà devoluto in beneficenza.

mercoledì 26 giugno 2019

Vittorio Ciani pubblica il nuovo libro “LegatiOltreL’Anima”

MILANO - Vittorio Ciani presenta “LegatiOltreL’Anima”, un’appassionata trattazione sul mondo del bondage condotta da un autore che da anni ne fa parte nel ruolo di Master, e ne conosce quindi ogni dettaglio e sfumatura. Un’opera rivolta a chi si è già avvicinato al BDSM e vuole approfondire le motivazioni che si celano dietro pratiche sessuali giudicate spesso superficialmente, ma è destinata anche a chi è affascinato da questo mondo misterioso, e vuole fare chiarezza su cosa davvero comporti “legarsi oltre l’anima” superando i propri limiti fisici e mentali.

Dopo il discreto successo riscosso con la sua prima pubblicazione PensieriDiUn’AnimaPassionale, nel suo ultimo lavoro LegatiOltreL’Anima Vittorio Ciani racconta il bondage e tutto il mondo nel quale vive, nelle vesti di MasterSoul. L’autore mette a nudo l’affascinante mondo del BDSM presentando un testo che, più che un “manuale di pratica”, si focalizza su quali sono i sentimenti e le meccaniche che si innescano tra i partecipanti, raccontandosi e mettendo a disposizione le proprie esperienze e il proprio sapere sull’argomento. Nel libro sono comunque presenti alcuni capitoli dedicati alle diverse pratiche di bondage, oltre a un glossario e a qualche doverosa raccomandazione. Il testo è intervallato da poesie dell’autore e da pensieri scritti dalle sue slaves, ed è arricchito da 86 immagini. Nell’ultimo capitolo sono presenti tre racconti dell’autore.
Vittorio Ciani è l’alter-ego di Roberto, nato a Salerno il 4 novembre del 1967. Roberto si trasforma in Vittorio dopo aver cominciato a pubblicare su Facebook, e poi su pagine dedicate ai suoi pensieri (Legati oltre l’Anima II e MasterSoul). Apre un blog su Tumblr (vittoriocianimastersoul) in cui pubblica aforismi, poesie classiche d’amore, poesie erotiche e racconti di vario genere, dall’horror al sentimentale. Nel 2018 pubblica il suo primo libro Pensieri di un’Anima Passionale, una raccolta di componimenti in versi e aforismi. Nel 2019 prosegue la sua avventura in campo editoriale con la pubblicazione di LegatiOltreL’Anima, in cui racconta del mondo del bondage e del BDSM da protagonista nei panni di MasterSoul.

lunedì 24 giugno 2019

Jimi B. Jones pubblica il nuovo romanzo ''Tiger Blues''

MILANO - Jimi B. Jones presenta “Tiger Blues”, un romanzo molto originale, una favola moderna che racconta il viaggio di un essere speciale, Jim Beam. Tra episodi surreali e divertenti e momenti tanto realistici da fare male, si partecipa ai tentativi di Jim di seguire finalmente il proprio istinto e di scoprire cos’è la libertà, nonostante la ragione lo abbia sempre spinto ad accontentarsi di una gabbia dorata, diventata tutto il suo mondo. In questa storia in cui è forte il conflitto tra razionalità e passione, si rimane stupiti pagina dopo pagina da un protagonista indimenticabile, più umano di quanto si possa immaginare.

TRAMA. Tiger Blues si apre con la presentazione di Jim Beam, della sua famiglia e del luogo in cui vive: “Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm”. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita, quello con il suo coetaneo Axl, e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le loro diversità, fino a quando un evento atmosferico arriverà a sconvolgere le loro esistenze. Acqua, fuoco, terra e aria: la favola di Jim Beam attraversa quattro elementi, un oceano e due continenti. Jim cresce e incontra il successo, lo insegue, lo raggiunge e lo ripudia. Sperimenta la noia esistenziale, la solitudine, la disillusione e il male. Nel punto più basso del suo percorso, quando sarà costretto a fare i conti con la polvere e la fame, con la vacuità dell’esistenza e il deserto degli affetti, sarà allora che troverà l’amore, o almeno scoprirà la sua definizione. E tutto, ma proprio tutto, allora, avrà senso.

L’autore ha deciso di celarsi dietro lo pseudonimo di Jimi B. Jones, che racchiude due nomi in uno: Jim, il protagonista del romanzo, e Brian Jones, l’ex chitarrista dei Rolling Stones che, a giudizio dell’autore, rappresenta l’immagine della tigre perfetta, passionale, divoratrice, creativa, sensibile, sempre in bilico in un mondo dominato dalla logica e dalla ragione. Jimi B. Jones è nato alla fine degli anni settanta. Si è laureato (fin troppo presto, dice lui) in Economia presso l’università Bocconi di Milano. Vive a Bologna, ama la buona musica, il rugby e le belle storie. Si diverte molto a suonare la chitarra e il violino ma è allergico agli spartiti e al metronomo. Si nasconde benissimo tra la folla, ma se vedrete un tizio dormire a un concerto di musica classica, mangiare patatine a un vernissage, o leggere un testo di filosofia in una sala da biliardo, allora l’avrete trovato.

sabato 22 giugno 2019

Amabili confini 2019 chiude con Nadia Terranova


E’ stata Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019, a concludere con un appuntamento “off” l’edizione 2019 di Amabili Confini. La scrittrice e docente alla Scuola del libro di Roma ha dialogato del suo romanzo Addio fantasmi, in piazza san Francesco, a Matera, con Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere) e, a Miglionico, introdotta da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, con Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Particolarmente intenso è stato l’incontro di Nadia Terranova con i lettori di domani: nel Campus dell’Unibas, l’autrice si è confrontata con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Amabili Confini, insomma, chiude la sua quarta edizione con una certezza in più: quello di aver inaugurato e reso realtà un nuovo modo di fare e condividere cultura.

Che il bilancio del progetto di rigenerazione urbana delle periferie sia ampiamente positivo lo si coglie anche dalle parole dell’ideatore di Amabili Confini, Francesco Mongiello: “Ogni anno, alla fine di ogni edizione - racconta- prevaleva su tutto la soddisfazione di aver portato a termine l’iniziativa, senza sforare il budget disponibile. Questa volta – sottolinea- le emozioni sono state il tema dominante di ogni incontro; scaturivano dai racconti dei residenti, dalle riflessioni degli scrittori e dall’atmosfera calorosa; al punto che, mai come in questa occasione, avrei voluto che la rassegna non finisse”.

Nonostante le avversità climatiche, che hanno impedito di svolgere molti degli incontri all’aperto, nelle piazzette delle Macro-Aree, disegnate da Amabili Confini, per intrecciare storie e racconti sul tema di questa edizione “Orizzonti”, il salto di qualità della manifestazione è innegabile.

“Quest’anno – conferma Mongiello- abbiamo registrato, più che nelle scorse edizioni, una maggiore partecipazione sia in termini di pubblico che nel numero di testi pervenuti. Ne abbiamo ricevuti circa 180, tra racconti brevi e poesie, scritti dai migranti, dai detenuti della Casa Circondariale, dai residenti dei quartieri di Matera e di altri Comuni; autori appartenenti a qualsiasi fascia d’età e per i quali Amabili Confini ha rappresentato l’occasione per cimentarsi con la scrittura di un testo breve o di una poesia assecondando le proprie inclinazioni e scoprendo, così, abilità inaspettate; oppure, più semplicemente, per dare forma ai propri pensieri ispirandosi alla parola Orizzonti, tema di questa edizione”.

“Iosif Brodskij- conclude Mongiello- definiva la poesia un acceleratore mentale. Oserei dire che Amabili Confini è un acceleratore di socialità: innesca il desiderio di condivisione e fa emergere quel senso di comunità che vorremmo ritrovare sempre e ovunque”.

giovedì 20 giugno 2019

Paola Perrone, un manuale sul panorama dell'Unione Europea

LECCE - Negli ultimi anni non sono mancati i contrasti tra fonti comunitarie e fonti interne in materia di beni pubblici e, nello specifico, di uso dei beni appartenenti al demanio marittimo concessi a privati per attività turistico ricreative. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein.

Paola Perrone pone al centro della riflessione la direttiva Bolkestein, quale provvedimento non inteso a disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi, ma volto a imporre poche regole generali, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di decidere al meglio l’applicazione dei principi comunitari. Un testo chiaro e preciso che, a partire dal primo capitolo, alla stregua di un’enciclopedia, spiega le parole chiavi di un ragionamento giuridico, da tempo oggetto d’indagine dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Cerca di porre ordine tra leggi, regolamenti e circolari che ostacolano le realtà imprenditoriali esistenti sul territorio costiero italiano con l’obiettivo di illustrare una materia che entro il 2020 dovrebbe avere una disciplina compatibile con la normativa comunitaria e con la situazione giuridica nostrana. Dopo un excursus legislativo, il volume si concentra sulle procedure di evidenza pubblica come possibilità per continuare a esercitare le attività già esistenti da parte degli imprenditori balneari. Nell’ultimo capitolo l’attenzione ricade sulle concessioni demaniali all’interno dell’UE. La Perrone, dunque, si chiede quali possano essere i risultati di fronte alla proroga per altri quindici anni delle concessioni dinanzi a un atteggiamento restrittivo dell’Autorità giudiziaria italiana e se non sia preferibile, piuttosto, ricercare, proprio all’interno dell’ordinamento nazionale, le idee e le risorse per risolvere la questione.

TRAMA. La vexata quaestio delle concessioni demaniali marittime è attuale alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea e dell’orientamento che ha assunto il Giudice Amministrativo Italiano. Il libro vuole offrire agli operatori del settore una visione chiara della disciplina dopo la direttiva Bolkestein, coniugandola agli altri istituti giuridici presenti nell’ordinamento, italiano e comunitario, con l’obiettivo di offrire uno strumento utile di lavoro per quanti avranno l’obbligo di fornire una regolamentazione organica al settore.

Paola Perrone nasce a Lecce nel 1962. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, inizia a esercitare la professione di avvocato nel 1987, divenendo Cassazionista nel 2003. Già docente di diritto ed economia nelle scuole superiori dal 1994 al 2000, dal 2002 ha, anche, rivestito il ruolo di Giudice Onorario di Tribunale. Nel gennaio 2017 ha conseguito il Master di II livello in “Diritto ed Economia del mare” presso l’Università degli Studi di Pescara “Gabriele D’Annunzio”, esperienza che le ha permesso di indagare a fondo il tema trattato in questo lavoro.

martedì 18 giugno 2019

Amabili confini Off incontra Nadia Terranova finalista del Premio Strega


Amabili Confini, il progetto di rigenerazione urbana delle periferie, giunge all’ultimo capitolo della sua narrazione collettiva di nuovi “Orizzonti”. Ospite “fuori rassegna” è Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019 con il romanzo, edito da Einaudi, Addio fantasmi.

Il primo appuntamento con Amabili confini Off è martedì 18 giugno, alle ore 18.30, in piazza san Francesco, di fronte all’ex Banca d’Italia, alle 18.30. A dialogare con l’autrice Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere).

Mercoledì 19 giugno si replica, alle ore 19.30, in piazza Popolo a Miglionico, dove, introdotti da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, dialogheranno con Nadia Terranova Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Ultima tappa degli incontri autogestiti dagli studenti sarà l’Università della Basilicata. La scrittrice, docente alla Scuola del libro di Roma e collaboratrice di diverse testate tra cui Repubblica, Internazionale e il Foglio, nel Campus dell’Unibas, sempre il 19 giugno, alle ore 11, si confronterà con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Addio fantasmi, che arriva dopo il romanzo d’esordio Gli anni al contrario, con cui Nadia Terranova ha vinto i premi Brancati, Fiesole, Grotte della Gurfa, Bagutta Opera Prima, Viadana e Viadana Giovani, Bergamo, Adotta un esordiente, Premio Narrativa Anni di Piombo Luigi Di Rosa e il premio italo-americano The Bridge Award per la narrativa, è un libro sulla perdita e sull’aspirazione a superarla. Nadia Terranova dà voce a Ida che a trentasei anni torna a Messina per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre, sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. La fuga di Sebastiano, dopo un periodo di intensa depressione, ha condizionato la vita di Ida, i suoi rapporti con la madre e i suoi rapporti con Pietro, il marito che ama, ma con cui dopo un po’ si è inceppato il meccanismo del desiderio. Ida adolescente ha sentito la sparizione del padre come una propria sconfitta; era a lei che la madre disperata aveva delegato il compito di stare accanto al marito; da adulta sulla scena del delitto si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso. Rincontrare la sua amica Sara, raccogliere le confidenze straziate di Nikos, il giovane operaio che aggiusta il suo tetto, parlare finalmente con la madre consentono a Ida di ripartire da Messina con una nuova consapevolezza di sé. Un libro catartico per chi l’ha scritto e per chi lo legge, per la sua capacità di dar corpo ai fantasmi, a tutti i fantasmi, non solo ai propri, con una lingua meravigliosamente evocativa nella sua concretezza.

lunedì 17 giugno 2019

Libri: 'Boccioli di rose' è il nuovo racconto di Maria Cristina Pizzuto

MILANO - Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l'andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell'anoressia.

Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d'Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

sabato 15 giugno 2019

Lotus, le anime di Aoroa di Roberta Dieci

MILANO - Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita: dovranno combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, ma saranno poi divisi dal succo del fiore di Loto, che crea l’oblio su Aoroa e costringerà Bianca a tornare alla realtà.

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce "gli ossimori della sua vita" ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

Libri: Manola Aramini presenta 'Noi che ci stiamo perdendo'

MILANO - Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

venerdì 14 giugno 2019

Emanuele Zanardini presenta il nuovo libro ''Il destino di stelle cadenti''

MILANO - Emanuele Zanardini presenta “Il destino di stelle cadenti”, una storia d’amore segnata dal fato, quella di Milo e Cassie, due giovani che conoscono troppo presto l’amarezza della vita. In un racconto che offre spiragli di luce nonostante le ombre che avvolgono i personaggi, si riflette sul destino e sulle coincidenze che a volte legano due persone appartenenti a sistemi solari lontani, avvicinandole anche a loro insaputa, prima di scaraventarle di nuovo sole nell’universo. Una storia di dolore e redenzione di un autore che riesce a parlare al cuore del lettore, e che cerca una risposta alla domanda: “Cosa succede a una stella quando cade?”.

TRAMA. Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti? Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Nella sua vita ne sono sfrecciate di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. “Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me”. Milo si sorprende di tanta fortuna. E infatti non dura molto. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno. Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via. Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro?

Emanuele Zanardini ha scelto di cambiare rotta nella sua vita da adulto, dopo diciotto anni dello stesso lavoro, e di seguire la propria ispirazione. Così la passione per la scrittura, che lo accompagna fin dall’età della ragione, è diventata il movente delle sue giornate. Viaggiatore e fotografo, l’autore ha narrato le sue peregrinazioni nei cinque continenti per il web magazine Gli scrittori della porta accanto. Per il blog Fotografia moderna ha raccontato la Storia e le storie dietro immagini famose. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti La guerra è finita! Andate in pace per BookaBook Edizioni. Nel 2019 pubblica in self-publishing il suo primo romanzo Il destino di stelle caden

giovedì 13 giugno 2019

Mauro Mogliani pubblica il libro 'Cerco te'

POTENZA - Mauro Mogliani presenta “Cerco te”, un thriller psicologico che indaga a fondo nelle relazioni interpersonali, nel bisogno di amore e attenzioni che, se non appagato, lascia cicatrici che possono portare a compiere i gesti più inconsulti. Un romanzo che analizza le motivazioni che spingono anche l’essere umano più insospettabile alla vendetta e alla violenza, mentre racconta il dissidio interiore dell’ispettore Nardi, un uomo dilaniato dai sensi di colpa, gettato suo malgrado in un gioco perverso in cui il tempo è il suo peggiore alleato. Un thriller avvincente vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019”.

TRAMA. L’ispettore Piero Nardi riceve una lettera misteriosa firmata “Nessuno” che annuncia un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e liberate dopo sette giorni. La quinta vittima, questa volta un uomo, non sopravviverà. Il potenziale rapitore assicura che le donne, una volta rilasciate, staranno meglio di prima. Il gioco ha effettivamente inizio; la cittadina marchigiana di Tolentino è nel panico. Le donne vengono rapite e rilasciate dopo una settimana in stato confusionale; non ricordano più nemmeno chi sono. Spetterà a Nardi, con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega le vittime per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato e drammatico finale.

BIOGRAFIA. Mauro Mogliani esordisce nel 2014 con il thriller psicologico Nessuno sa chi sono io, pubblicato da Italic&Pequod. Nel 2015 pubblica per la stessa casa editrice Racconti per insognia.  Nel 2016 esce in ebook La confessione, facente parte del progetto "FeelBook: il libro che segue le tue emozioni". Nel 2018 pubblica per Leone Editore il thriller Cerco te, vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019” e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato “Un Tessuto di Cultura 2019”.

mercoledì 12 giugno 2019

Giovanni Capurso presenta ''Il sentiero dei figli orfani''


BARI - Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

mercoledì 5 giugno 2019

Rossella Milone ad 'Amabili Confini'


MATERA - Sarà Rossella Milone la scrittrice ospite del prossimo incontro di Amabili Confini nei quartieri. L’appuntamento con l’autrice è per venerdì 7 giugno, alle ore 18.30, a Matera, nella piazzetta della chiesa di Sant’Agnese, nel cuore del rione Agna, uno dei quartieri più popolosi della città. Rossella Milone dialogherà con Annalisa Montinaro, presidente dell’associazione Lo Sguardo di Omero e Mimmo Calbi, docente. Sabato 8 giugno, sempre alle 18.30, si replica nella Biblioteca comunale "Massimo Rinaldi" di Policoro, dove a dialogare con l’autrice sarà Gabriella Orofino, insieme agli amici del Presidio del Libro “Magna Grecia” che hanno aperto le porte ad Amabili confini.

Ma, come sempre, com’è nello spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie, ideato da Francesco Mongiello, ampio spazio sarà data alle voci che arrivano dalle periferie urbane e sociali. Rossella Milone, si confronterà con gli autori dei due racconti brevi realizzati dai residenti della Macroarea Lanera|Rione Pini|G.Fortunato| Cappuccini|Agna, selezionati uno per sorteggio e l’altro dal team, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto. Il tema proposto per questa quarta edizioni da Amabili Confini è “Orizzonti”. Nel corso della serata saranno letti anche i testi scritti dai bambini della Scuola Primaria “A. Manzi” di Matera

E’ in questo modo che Amabili confini intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di "cittadino culturale temporaneo" nella Capitale Europea della Cultura 2019. Coordinatrice degli incontri di quartiere è Maria Rosaria Salvatore, a fare da filo conduttore la selezione di brani letti da Genoveffa Capuzzi.

Tra un racconto e l’altro, Rossella Milone, coordinatrice di “Cattedrale” l’osservatorio sul racconto e autrice anche dei romanzi La memoria dei vivi e Poche parole, moltissime cose, parlerà della sua ultima fatica letteraria, Cattiva. Questo romanzo riesce in un'impresa impossibile: raccontare l'accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. «Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l'evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto». Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d'amore forse è proprio il momento giusto per farlo.

martedì 4 giugno 2019

Libri: Serena Patrignanelli presenta a Matera il romanzo 'La fine dell'estate'


MATERA - Venerdì 7 Giugno la scrittrice romana Serena Patrignanelli presenterà a Matera il suo romanzo "La fine dell'estate" edito da NN Editore. "La fine dell'estate", menzione speciale al premio Calvino del 2017, è il suo primo romanzo.

Dialoga con l'autrice: Claudia Zancan

L'evento si svolgerà presso Mondadori Bookstore Matera (Piazza Vittorio Veneto 16/B).

Un romanzo d'avventura, una storia di formazione, il racconto di un'estate unica: l'estate di Pietro, Augusto, Semiramide, Clementina e Sorchelettrica, con il Quartiere, le fogne, le baracche, la guerra, il razionamento e, su tutto, la macchina e il motore a gasogeno.

"La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. Con una lingua pura e incantevole, Serena Patrignanelli restituisce al passato la dimensione epica e al futuro le ali spiegate della memoria.

Dalla quarta di copertina de "La fine dell'estate":

"Solo i ragazzini sanno davvero cos'è la fine dell'estate. Lo sanno bene anche i ragazzini del Quartiere, che ai primi di giugno ronzano per le strade in cerca di nuove avventure. Ma Augusto e Pietro una nuova avventura segreta l'hanno già in mente: costruire un motore a gasogeno da montare su una macchina. Perché là fuori, intanto, infuriano i bombardamenti, gli uomini sono chiamati alle armi e a poco a poco le case si svuotano e la benzina inizia a mancare, così come il cibo e gli altri beni di prima necessità. Ma quando una macchina compare, a reclamarla c'è Sorchelettrica, una delle prostitute che abitano nelle baracche, e Pietro e Augusto non possono toccarla a meno di non portare alla luce la verità su quel cadavere bianco come un lampo che è stato ritrovato alla marrana. Accanto ai due amici ci sono Semiramide e Clementina, appena arrivate nel Quartiere con la madre, e Michele e Virginia, che si attraggono e respingono a vicenda. "La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. "

L'AUTRICE

Serena Patrignanelli è nata a Roma nel 1985. È diplomata alla Scuola Holden di Torino e lavora come sceneggiatrice e redattrice di programmi tv. La fine dell’estate, menzione speciale al Premio Calvino nel 2017, è il suo primo romanzo.

mercoledì 29 maggio 2019

Filiano, si conclude 'Il maggio dei libri 2019'


FILIANO (PZ) - A conclusione della rassegna “Il Maggio dei Libri 2019”, Filiano si prepara per l’ultimo appuntamento dedicato alla lettura: l’incontro “Leggere Poetare Musicare” organizzato dal Forum Giovanile C63 in collaborazione con la Pro Loco di Filiano.

«È un evento che ha lo scopo di sensibilizzare la lettura e di sperimentare un nuovo approccio alla conoscenza. La lettura deve uscire dai luoghi soliti e deve incontrare luoghi e momenti della vita quotidiana. Perciò abbiamo voluto che il nostro evento si tenga qui, tra le persone, anche tra quelle persone che hanno un rapporto sporadico con i libri.» dichiara il Presidente del Forum C63, Angelo Zaccagnino.

La prima giornata, che si è tenuta l’11 maggio in Piazzetta Sandro Pertini, è stata incentrata sul tema “Emozioni: espressioni di un stato d’animo”. Una riflessione che è partita dalla poesia di Alda Merini, continuando con Frida Kahlo, per poi passare a un confronto tra emozioni e sentimenti e infine l’amore di una nonna. Il tutto accompagnato da intermezzi musicali.

La seconda giornata, prevista per venerdì 31 maggio alle ore 17:30 presso la Villa Mancini in Filiano, sarà concentrata su un tema che riguarda ognuno di noi, cioè la società, ed è intitolata “Società frenetica: c’è ancora spazio per provare emozioni?”. Un modo nuovo per riflettere insieme su una domanda che forse molti non si pongono neanche, troppo presi da una vita quotidiana in continua corsa.