giovedì 25 giugno 2020

Appello al Governo, Spera (Ugl): “Rilanciare l’economia Italiana”


Domani, venerdì 26 giugno dalle ore 9.30 alle ore 12.00, l’Ugl metalmeccanici manifesterà dinnanzi le Prefetture di tutt’Italia affinché giunga al Premier, Giuseppe Conte un’equivocabile segnale di rilanciare l’economia Italiana”.

Lo ha riferito il Segretario Nazionale dell’Ugl Metalmeccanici Antonio Spera, riunendo in teleconferenza i dirigenti nazionali della federazione.

“L’appello al Governo racchiuso in un documento sarà a fine manifestazione consegnato a tutti i Prefetti che vedrà relazionare i 4 punti che l’Ugl Metalmeccanici ritiene necessario agire per risollevare il nostro paese dall’arresto del Covid-19: la centralità della politica industriale e sicurezza dei livelli occupazionali sono binomi imprescindibili che il Governo non deve sottovalutare. Ripartire dai settori produttivi – prosegue Spera – dove la federazione sindacale nazionale metalmeccanica chiede chiare strategie per il settore automotive, che vanta migliaia di posti di lavoro; il settore cantieristico navale, indotto strategico; il settore siderurgico (vertenza Arcelor ex-Ilva, AST Acciai Speciali Terni, Jindal Piombino), per cui reclamiamo un vero piano nazionale per la siderurgia; il settore aerospazio che vanta numerose aziende d’eccellenza; il settore elettrodomestici (vertenza Whirlpool). Si promuova attuando la partecipazione dei lavoratori nella conduzione aziendale con un serio e reale taglio della burocrazia; un ammodernamento del territorio e la realizzazione di infrastrutture; una valorizzazione del risparmio; concessione di crediti a chi lavora e a chi crea occupazione. Tutto ciò – conclude Spera – da armonizzare in un piano e politica concreta per il lavoro. In pochi argomenti ma essenziali, favorire la creazione di nuovi posti di lavoro che con i nostri suggerimenti può avvenire solo con un rilancio economico e sociale. L’Unione Generale del Lavoro Metalmeccanica è preoccupata dalle proiezioni del proprio Centro Studi dove viene constatato a breve, il rischio di perdite di migliaia di posti di lavoro se a ciò non seguirà un immediato shock fiscale per dare ossigeno alle imprese”.