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martedì 9 luglio 2019

Copagri: "Mais, bene insediamento al Mipaaft del tavolo tecnico nazionale di settore"


ROMA - “Accogliamo con estremo favore l’odierno insediamento al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo del Tavolo tecnico nazionale del settore mais, presieduto dal Sottosegretario all’agricoltura Franco Manzato e comprendente rappresentanti delle Regioni, delle organizzazioni agricole e del mondo della ricerca”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo l’avvio al Dicastero dell’agricoltura dei lavori del Tavolo di filiera.

“Il mais è una materia prima strategica, un cereale di fondamentale importanza per l’agricoltura, la zootecnia e le produzioni agroalimentari di maggiore prestigio del nostro Paese; in ragione di ciò, dobbiamo e vogliamo contrastare il trend che ci ha portato ad avere bassi livelli di autoapprovvigionamento e per far questo vogliamo tenere la barra dritta sull’innovazione, e in particolare sulle opportunità offerte dalla genetica e dalla ricerca agronomica, prestando grande attenzione alla questione legata al reddito”, sottolinea il presidente.

“Quella maidicola, infatti, è la prima coltura nazionale sia in termini di produzione, con una media che si aggira intorno agli 8 milioni di tonnellate, che di rese, con circa 10 tonnellate ad ettaro, e ha un ruolo chiave in riferimento a numerose produzioni nazionali di eccellenza; basti pensare, ad esempio, alle numerose produzioni a Indicazione Geografica che sono strettamente connesse a tale comparto”, aggiunge Verrascina.

“Ci auguriamo ora che nell’ambito di tale Tavolo si arrivi a concordare in tempi celeri un Piano di settore che possa contribuire a concertare, concordare e indirizzare al meglio le strategie per il sostegno e per il rilancio della filiera maidicola, interessata da un brusco calo delle superfici coltivate e da una conseguente riduzione della produzione che vanno necessariamente invertiti nell’interesse dei produttori agricoli del nostro Paese”, conclude il presidente della Copagri.

giovedì 4 luglio 2019

Copagri Basilicata: grano duro, remunerazioni sono ancora inferiori ai costi di produzione


POTENZA - “C’è ancora troppa distanza tra i prezzi del grano duro riconosciuti agli agricoltori e i costi di produzione che gli stessi devono sostenere e che rimangono più elevati; per questo è necessario puntare con sempre maggiore decisione sulla strada della qualità, cercando al contempo di andare a sfruttare tutte le possibilità offerte dagli accordi di filiera, per conseguire risultati più soddisfacenti dal punto di vista del reddito, e dalle reti di imprese agricole e industriali, nell’interesse reciproco e nel meccanismo della competitività e della collaborazione. L'aggregazione, infatti, è fondamentale per conseguire migliori risultati in termini di reddito”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino in occasione della fase finale della campagna di mietitura e a proposito degli esiti del Tavolo della filiera grano-pasta svoltosi nei giorni scorsi al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

“La contrazione della produzione nazionale di grano per l’annata in corso, in linea con quella mondiale, vede un calo delle superfici coltivate pari al 6,5% che porterà ad una superficie impiegata a grano duro di circa 1,2 milioni di ettari; tale contrazione, unita alle problematiche causate dalle condizioni metereologiche, che hanno portato forti piogge, grandinate ed escursioni termiche non indifferenti, e alla difficile situazione dei prezzi di mercato del grano, i quali si aggirano su remunerazioni decisamente inferiori ai costi di produzione, non fa altro che aggravare il forte deficit del nostro Paese, dove la produzione nazionale non riesce a soddisfare la domanda. Il rischio concreto è che venga tagliato fuori dal mercato un numero sempre maggiore di produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Basilicata.

“In ragione di ciò, guardiamo con favore alla necessaria istituzione di una Commissione unica nazionale, che sulla scia di quanto già avviene in altri comparti possa contribuire a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera, garantendo al contempo una maggiore trasparenza dei meccanismi alla base della formazione dei prezzi. La centralità della remunerazione equa di tutti i componenti della filiera è infatti un elemento imprescindibile”, conclude Minichino.

martedì 2 luglio 2019

Copagri sugli accordi su commercio e investimenti Ue-Vietnam


POTENZA - “Gli accordi commerciali, così come la semplificazione e la regolamentazione del commercio mondiale, sono fondamentali per poter sfruttare le enormi possibilità offerte dal mercato, ma vanno declinati in maniera tale da non penalizzare un comparto a favore di un altro. Così non sembra essere nel caso dell’accordo commerciale appena chiuso tra l’UE e il Vietnam, che pur non mancando di elementi di positività, quali il riconoscimento di numerose indicazioni geografiche comunitarie e l’eliminazione di dazi per alcune produzioni d’eccellenza del nostro Paese, quali pasta, pollo, carni, prodotti lattiero-caseari e vini, che attualmente scontano tariffe che vanno dal 20% al 40%, rischia di penalizzare fortemente, fra gli altri, il nostro comparto risicolo, a fronte dell’ingresso concesso al Paese asiatico di circa 80mila tonnellate di prodotto a dazio zero”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina dopo la firma ad Hanoi di due accordi commerciali di libero scambio e per la protezione degli investimenti, che prevedono una graduale eliminazione del 99% dei dazi doganali tra l’Unione Europea e il Vietnam entro i prossimi 7 anni.

“Ribadiamo, come già affermato in riferimento ad altri accordi commerciali, che a nostro avviso il comparto primario non può essere sempre l’agnello da sacrificare sull’altare del commercio internazionale a vantaggio di altri settori”, prosegue il presidente, ricordando che gli accordi UE-Vietnam non entreranno in vigore prima della fine dell'anno, dopo l'approvazione in sede di Consiglio e di Parlamento Europeo.

“Dopo aver reintrodotto con molta fatica la clausola di salvaguardia sulle importazioni di riso ‘indica’ da Cambogia e Myanmar, i nostro produttori rischiano ora di doversi nuovamente confrontare con gli squilibri di mercato causati dalle importazioni da paesi asiatici, nei quali la produzione è caratterizzata da profonde differenze in termini di condizioni di lavoro e di salubrità”, aggiunge Verrascina.

“Ricordiamo, infatti, che nell’Unione Europea le esportazioni di riso sono crollate nel 2018 del 37,6% in valore, mentre le importazioni, sempre nello stesso periodo, sono aumentate del 14,4%, portando la bilancia commerciale a una percentuale negativa pari al 24,5%; un andamento molto simile si è verificato in Italia, paese che è il primo produttore comunitario di riso, dove nel 2018 l’export è calato di quasi 8000 tonnellate, mentre l’import è aumentato di circa 3000 tonnellate. A livello globale, il Vietnam è il 24° partner commerciale dell’Italia al di fuori dell'Unione Europea e importa nel nostro Paese beni per circa 2,5 miliardi di euro, a fronte di esportazioni nazionali pari a circa 1,2 miliardi di euro”, conclude il presidente della Copagri.

Leggieri (M5S): "Ho partecipato all’importante Sagra delle Albicocche di Rotondella"

POTENZA - Ho partecipato con grande interesse alla XII edizione della Sagra delle Albicocche di Rotondella, svoltasi lo scorso 29 giugno. Si tratta di un evento che è diventato ormai una tradizione consolidata nel panorama della produzione agricola lucana.

Il focus delle discussioni si è incentrato soprattutto sulle tante potenzialità ancora inespresse del settore e sulla forte crisi di mercato che è in atto in questo momento che ha portato i prezzi di vendita a non superare i 0,25 €/kg, a cui si sono aggiunte le calamità naturali che hanno duramente colpito il metapontino nelle ultime settimane.

Nel pomeriggio dei sabato ho preso parte ai lavori del convegno "Il mercato dell'albicocca tra presente e scenari futuri", al quale ha partecipato Duccio Caccioni del CAAB, Centro Agro Alimentare di Bologna, insieme ad altri operatori del settore ortofrutticolo lucano.

Nel corso del convegno si è discusso di accordi di filiera, marketing, valorizzazione e turismo legati al territorio, oltre che della crisi di mercato in cui versa oggi il settore. Crisi che potrebbe attenuarsi grazie alle conseguenze che porta con sé l’approvazione alla Camera della proposta di legge contro le aste a doppio ribasso e la vendita sottocosto dei prodotti agroalimentari.

Concordo pienamente con quanto sottolineato dai componenti del M5S della Commissione Agricoltura della Camera. “Con l’approvazione di questa proposta di legge, facciamo un passo importante, in attesa del via definitivo del Senato, per mettere fine a una pratica nel mondo dell’agroalimentare che mette in seria difficoltà le nostre imprese agricole e in particole i fornitori che rappresentano la parte più vulnerabile della filiera.”

Viene finalmente introdotto il divieto dell'utilizzo delle aste elettroniche a doppio ribasso per l’acquisto di prodotti agricoli e agroalimentari, che stracciano il prezzo dei prodotti alimentari, a discapito di tutto il settore agricolo. Con questa legge, chi non rispetterà il divieto, verrà sanzionato e l'accordo sarà nullo. Inoltre, l’uso del sottocosto di prodotti alimentari freschi e deperibili è ammessa solo nei casi si registri dell'invenduto a rischio di deperibilità o di operazioni programmate e concordate con il fornitore, che in ogni caso verrà tutelato, perché introdotto il divieto di imporgli la perdita. Tra l'altro grazie a questo provvedimento la funzione di controllo e sanzionatoria viene trasferita all'ICQRF, Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari, garantendo così maggiore efficienza.

In questo modo garantiamo il giusto prezzo al produttore, valorizziamo le nostre imprese, difendendole da pratiche sleali che danneggiano tutto il settore. Tuteliamo i lavoratori da un lato e i consumatori dall'altro, che hanno in questo modo maggiori garanzie di qualità. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

lunedì 24 giugno 2019

Copagri Basilicata: profondo cordoglio per il tragico incidente di Miglionico (MT)


MATERA - La Copagri Basilicata si stringe intorno alle famiglie dei due produttori agricoli di Pomarico (MT) scomparsi sabato 22 giugno a causa di un tragico e sfortunato incidente sul lavoro accaduto a Miglionico, contrada Basento, in provincia di Matera.

“Si tratta di una dolorosa scomparsa che riporta ancora una volta l’attenzione sull’importanza di continuare a impegnarsi per garantire la sicurezza nei luoghi di lavoro puntando sulla necessaria formazione e informazione”, afferma il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino, esprimendo il profondo cordoglio della federazione lucana per la drammatica scomparsa dei due fratelli agricoltori.

“Erano nostri grandi amici, nonché lavoratori impeccabili e produttori agricoli che avevano davvero a cuore l'agricoltura”, ricorda Minichino.

martedì 11 giugno 2019

Acqua, ambiente e agricoltura… continua il viaggio del 'Treno del pensiero'


Fare il punto sulle buone pratiche che permettono la raccolta e il recupero dell’acqua, parlare delle tecniche di riutilizzo delle acque reflue, approfondire le origini dell’agricoltura mediterranea, agricoltura che da sempre ha avuto un grande rispetto della risorsa idrica e del suo parsimonioso utilizzo, questi gli argomenti all’ordine del giorno del secondo viaggio “ Acqua, ambiente e agricoltura: un nesso sostenibile” del “Treno dei pensieri” in programma il prossimo 15 giugno.

L’iniziativa organizzata da La Verde via, vede, anche per questo secondo viaggio, la realizzazione di una manifestazione itinerante che lambendo i territori della Puglia e della Basilicata offre la possibilità ai viaggiatori di riflettere su temi di grande modernità che toccano le esistenze dell’intera umanità e questo avendo come obiettivo quello di realizzare un viaggio esperienziale finalizzato ad informare, divertire e intrattenere il visitatore sia sui temi inerenti la sostenibilità, sia culturali.

Marcello Mastrorilli, Direttore del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi dell’economia agraria (Crea) di Bari e Presidente del Centro italiano per lo studio dei fertilizzanti (Ciec), intervenendo durante la conferenza che si terrà nell’ex Convento di S. Francesco ad Irsina, affronterà il tema della gestione sostenibile dell’acqua parlando delle buone pratiche, dal sapore di antico ma quanto mai moderne, di utilizzo della risorsa. I “Bottini”, patrimonio rupestre di Irsina del XVII sec., consistono in cunicoli sotterranei che seguendo l’andamento della falda acquifera captano acqua dal sottosuolo depositandola in vasche di decantazione dove, dopo un processo di purificazione, la stessa viene incanalata fino alla settecentesca fontana esterna.

Per Mastrorilli questa è una tecnica che può essere ripetuta anche in altre aree efficientandola con tecnologie più avanzate. Importante, e sempre avendo come obiettivo quello di salvaguardare la risorsa “acqua”, è anche l’utilizzo sul territorio di tecniche di aridocoltura per immagazzinare acqua nel terreno e poi trasferirla dalle stagioni più piovose alle stagioni meno piovose oltre alla necessità di tutelare le colture locali non sconfinando in allevamenti superintensivi che necessitano di risorse idriche non compatibili con quelle locali, si veda ad esempio il caso degli ulivi tradizionali che successivamente all’emergenza Xylella vengono ora sostituiti da ulivi immuni idroesigenti.

Una seconda giornata inserita in un progetto che nasce dalla percezione che per ridurre la povertà, la disoccupazione e le disuguaglianze, proteggere l’ambiente terrestre e marino, contrastare i cambiamenti climatici, migliorare la qualità della vita dei cittadini fornendo anche infrastrutture adeguate, punti questi sanciti dall’Agenda 2030 dell’Organizzazione delle Nazioni Unite (Onu) quali Obiettivi di sviluppo sostenibile, bisogna partire dai territori ristabilendo quel collegamento ancestrale con la propria Terra, curandola e rispettandola come una mamma fa con il proprio bambino che è la cosa più importante che possiede.

Per prenotare il vostro posto sul “Treno del pensiero” contattare Marcella Signorile (3338187350)

lunedì 3 giugno 2019

'Grow!', il 13 giugno a Matera incontro con i ministri Centinaio e Lezzi


MATERA - Le regioni del Mezzogiorno, pur rappresentando grandi bacini di produzione agroalimentare, non spiccano tra le regioni top exporter e questo anche a causa dell’orografia che caratterizza i traffici commerciali del territorio; l’export agroalimentare del Meridione, infatti, è ‘geograficamente’ concentrato nei mercati di prossimità e raggiunge solo in minima parte i mercati più distanti. Anche in ragione di ciò, l’export agroalimentare delle regioni del Mezzogiorno, seppur in aumento nell’ultimo decennio, è cresciuto ad un tasso inferiore rispetto a quello delle regioni del Nord: nel decennio 2008-2018, infatti, a fronte di una crescita dell’export delle regioni settentrionali pari al 62% circa, quello delle regioni meridionali è aumentato ‘solo’ del 46%, arrivando a superare di poco i 7 miliardi di euro di export nel 2018.

Muove da queste premesse il terzo appuntamento di “Grow!”, l’Action Tank del coordinamento di Agrinsieme che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che si terrà giovedì 13 giugno 2019, dalle 9:30 nel Palazzo Viceconte di Matera, in Via S. Potito 7. L’incontro, che vedrà gli interventi del Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo Gian Marco Centinaio e del Ministro per il Sud Barbara Lezzi, sarà incentrato sull’importanza delle infrastrutture materiali e immateriali del Meridione per la competitività dell’agricoltura italiana nel contesto comunitario e globale.

I collegamenti, i trasporti, la digitalizzazione e il sistema idrico del Meridione saranno solo alcune delle tematiche al centro dello studio “Il sistema infrastrutturale a servizio dell’agricoltura italiana: focus territoriale Mezzogiorno”, realizzato da Nomisma per Agrinsieme, che sarà presentato per l’occasione dal responsabile dell’Area Agricoltura e Industria Alimentare della società di ricerca Denis Pantini.

A questo importante appuntamento, come già avvenuto nei precedenti, parteciperà una corposa delegazione di rappresentanti delle aziende e degli organi territoriali delle associazioni facenti parti del Coordinamento, i quali avranno la possibilità di rappresentare le proprie istanze direttamente alle istituzioni. Alla giornata di lavori interverranno, oltre al coordinatore nazionale di Agrinsieme Franco Verrascina e ai copresidenti del coordinamento Dino Scanavino, Massimiliano Giansanti e Giorgio Mercuri, il coordinatore della Commissione agricoltura della Conferenza delle Regioni Leonardo Di Gioia, l’assessore all’agricoltura della Regione Basilicata Francesco Fanelli, l’assessore all’agricoltura della Regione Siciliana Edy Bandiera, il presidente dell’Autorità di Sistema Portuale del Mare Adriatico Meridionale Ugo Patroni Griffi e il presidente di Federalimentare Ivano Vacondio.

A questo terzo appuntamento di “Grow!”, l’innovativa piattaforma attraverso la quale Agrinsieme intende mettere a disposizione dei decisori pubblici e dei propri associati un innovativo laboratorio di riflessione sulle policy che influenzano il futuro del settore, farà seguito, nei prossimi mesi, un incontro analogo durante il quale l’attenzione sarà dedicata alla situazione infrastrutturale del Settentrione del Paese.

venerdì 31 maggio 2019

"Dalla Tunisia rischio contaminazione da macchia nera degli agrumi italiani"


ROMA - Non solo dalla Tunisia importiamo ben 162 mila kg di arance, concorrenziali con la nostra stessa produzione nazionale di agrumi, ma il rischio è che insieme al frutto coltivato in nord Africa, si importi anche il pericoloso fungo Phyllosticta citricarpa. Comunemente conosciuto come “fungo macchia nera”, perché crea sugli agrumi una macchia nera che ne vieta la commercializzazione.

È un pericoloso patogeno che ha già contaminato il Sudafrica, l'Argentina, l'Uruguay e il Brasile, Paesi per i quali esiste già un blocco importazione per evitare la diffusione del patogeno anche in Europa.

In caso di contaminazione, al danno, si aggiungerebbe anche la beffa per il comparto agro-alimentare nazionale, già vessato dall’emergenza Xylella, dal virus “tristeza”, dal moscerino killer, dal cinipide del castagno e da tre anni climatici disastrosi che hanno determinato una situazione economica insostenibile per le aziende agricole. Già ampiamente vessate da una serie di pratiche burocratiche fastidiose e dai danni economici creati dall'embargo verso la Russia, che nel 2018 è costato 2,5 miliardi di euro.

A prima firma del deputato M5S Luciano Cillis, componente della Commissione agricoltura, è stata pertanto presentata una interpellanza al ministro delle politiche agricole, alimentari, forestali e del turismo, al fine di capire la dimensione del problema, i rischi possibili e le azioni preventive già eventualmente fatte.

Il fungo patogeno, ha affermato il Ministero, «è stato intercettato negli scorsi mesi di marzo e aprile dalle competenti autorità fitosanitarie francesi, in 7 spedizioni di frutti di agrumi provenienti dalla Tunisia (arance e limoni)», tanto da dover subito rafforzare i controlli su tutti i quantitativi importati. Al momento, ha ancora precisato il Ministero, «si sta interagendo anche con il Comitato fitosanitario permanente della Commissione europea a Bruxelles, mentre la Tunisia ha interrotto le esportazioni in maniera precauzionale, riservandosi di fornire dettagliate informazioni in merito alle indagini che sta conducendo in tutte le sue aree produttive di agrumi».

Le indagini tunisine saranno seguite anche dalla Commissione europea, al fine di valutare la situazione, il rischio fitosanitario e l'efficacia delle misure previste, prima di valutare «l’adozione di precise misure fitosanitarie all’importazione di agrumi dalla Tunisia, in aggiunta a quelle già in vigore per i frutti di agrumi provenienti dagli altri Paesi terzi contaminati». Così in una nota Luciano Cillis, Portavoce M5S, Camera dei Deputati.

mercoledì 29 maggio 2019

Copagri: maltempo, da maggio anomalo danni e disagi


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo autunnale, che si è abbattuta e che sta continuando a imperversare sulla Penisola, non ha fatto altro che aggravare ulteriormente il già pesante bilancio dei danni causati alle principali produzioni agricole del Paese, per le quali si preannunciano notevoli disagi”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Franco Verrascina, ad avviso del quale “l’agricoltura è in ginocchio”.

“Un maggio anomalo, infatti, caratterizzato da forti piogge e grandinate, nonché da un brusco abbassamento delle temperature, ha interessato molte aree del Paese, da Nord a Sud, danneggiando a macchia di leopardo le principali colture ortofrutticole. A soffrirne anche il comparto zootecnico, a causa delle intense precipitazioni che hanno compromesso, in alcuni irrimediabilmente, la fienagione”, precisa il presidente della Copagri, spiegando che “la Confederazione è al lavoro per raccogliere le segnalazioni dei propri associati, così da poter quantificare le perdite e comunicarle alle istituzioni preposte e procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli”.

I PRINCIPALI DANNI REGIONE PER REGIONE

In Lombardia forti grandinate e vere e proprie bombe d’acqua hanno colpito tutta la zona dell’alto Oltrepò Pavese, e in particolare l’area della Valle Versa, aggravando il conto dei danni causati dai fenomeni temporaleschi di inizio e metà maggio e portando a richiedere lo stato di calamità naturale. In Veneto tutti i raccolti sono a rischio, dal cerealicolo al vitivinicolo e dal foraggero all’ortofrutticolo, con ripercussioni anche a livello qualitativo che si temono in particolare per le coltivazioni di ciliegie, piselli, mais e autunno invernine.

Per il Friuli-Venezia Giulia si registrano problemi enormi sul mais, legati all’asfissia, e in alcuni casi all’impossibilità di procedere nelle semine programmate; compromessi i raccolti di orzo, ormai destinato unicamente a diventare biomassa, e quelli di frumento tenero, per i quali si prevedono ulteriori problematiche nel caso in cui non si riesca ad entrare in campo per fare i trattamenti.

Situazione particolarmente grave in Emilia-Romagna, dove dopo la dichiarazione dello stato di mobilitazione del servizio nazionale della Protezione Civile, è stata dichiarata l’allerta rossa in tutta la zona centrale e si attendono ulteriori esondazioni. Nel Lazio, dopo le forti piogge di fine 2018 e la siccità dei primi mesi del 2019, si registrano disagi legati all’allettamento e alla percentuale proteica del frumento, in ragione del fatto che il maltempo ha in molti casi impedito la seconda o terza concimazione, che è quella strategica. Problematiche di particolare rilievo si riscontrano anche in Campania, con danni alle ortofrutticole e alle ciliegie, ma anche a pomodori, nespole e albicocche; le forti grandinate verificatesi hanno interessati i vigneti e gli oliveti dell’avellinese e del beneventano e i noccioleti dell’Irpinia, con danni elevati ancora da stimare nel dettaglio.

In Puglia ad essere state seriamente colpite dalle forti piogge e dalle conseguenti alluvioni sono state le aree del tarantino e del barese e le loro principali colture ortofrutticole, nonché i mandorleti; danneggiate, in particolare, le ciliegie precoci e medio precoci e le varietà che stanno per arrivare sui mercati. In Basilicata le notevoli precipitazioni e i forti temporali hanno aggravato il conto dei danni, danneggiando quasi tutte le colture ortofrutticole in campo e colpendo in particolar modo pesche, nettarine e albicocche. In Sicilia le foraggere, già in enorme ritardo, sono state distrutte dal maltempo, causando seri problemi di approvvigionamento alle aziende zootecniche; chi aveva già provveduto allo sfalcio, si trova ora un prodotto in marcescenza inadatto all’alimentazione animale.

sabato 18 maggio 2019

De Cillis (M5S): "Decreto Emergenze, risposte concrete per il rilancio dei settori agricoli e ittici"

POTENZA - Con la conversione del decreto legge n 27 concernente il Rilancio dei settori agricoli e ittici in crisi e il sostegno alle imprese agroalimentari del 2019 al Senato il 15maggio 2019, si iniziano a dare risposte concrete ad un comparto, quello primario, fortemente in crisi.

All’interno dei 14 articoli, cui la commissione agricoltura della Camera ed in particolare il gruppo parlamentare M5S ha fortemente inciso attraverso l’impostazione di una risoluzione riguardante il comparto lattiero caseario e con l’istituzione dell’indagine conoscitiva sulla tematica della Xylella, vengono sviluppate misure mirate ai settori lattiero caseari (artt.1-5) olivicolo-oleario (artt 6-8) agrumicolo (art 9).

Oltre al carattere di aiuto straordinario che contraddistingue questo decreto, notevole importanza assume il valore strutturale che molti provvedimenti portano con sé.

Il mondo del latte made in Italy (ovino, vaccino e caprino) vengono sostenuti per la prima volta attraverso una tracciabilità totale: mensilmente sul Sian (sistema informativo unificato di servizi del comparto agricolo, agroalimentare e forestale) parallelamente a quanto già previsto per l’olio e il vino, i primi acquirenti saranno tenuti a registrare i quantitativi di latte ovino e caprino dei singoli produttori nazionali e i quantitativi di latte e dei prodotti lattiero caseari semilavorati importati da paesi Ue o extra comunitari. Inoltre le aziende che producono prodotti lattiero caseari saranno tenute a registrare mensilmente sempre nello Sian i quantitativi di ciascun prodotto fabbricato, i quantitativi di ciascun prodotto ceduto e le giacenze di magazzino.

Il controllo e le eventuali sanzioni saranno affidate all’ICQRF (Ispettorato centrale della tutela della qualità e repressione frodi dei prodotti agroalimentari) in collaborazione con le autorità locali.)

Vengono previste misure fondamentali per il contenimento della diffusione del batterio Xylella che oramai è alle porte della provincia di Bari e che potrebbe dilagare nelle regioni limitrofe come la Basilicata, mettendo ulteriormente in ginocchio la produzione di olio lucano.

All’art 10 quater si indirizzano in maniera chiara, forse per la prima volta, i rapporti commerciali nell’ambito della filiera agroalimentare:

I contratti sulla cessione dei prodotti agricoli stipulati in forma scritta dovranno avere una durata non inferiore ai 12 mesi, verranno elaborati i costi medi di produzione da ISMEA mensilmente e la mancanza di almeno una delle condizioni richieste dall’articolo 168 paragrafo 4 del regolamento UE n 1308/2013 , nel caso sia fissato dall’acquirente un prezzo significativamente inferiore ai costi medi elaborati da ISMEA costituirà in ogni caso una pratica commerciale sleale. Tale pratica comporta una sanzione amministrativa pecuniaria dell’impresa acquirente fino al 10% del fatturato realizzato nell’ultimo esercizio, il tutto sarà vigilato dall’autorità garante dalla concorrenza.

Un provvedimento fondamentale per un comparto che vede nella difficoltà da parte dei produttori primari nel valore reale delle proprie produzioni il tallone d’Achille più importante.

Altre sfide però si intravedono all’orizzonte e rappresentano nodi importanti da sciogliere per l’intero comparto:

l’aggregazione reale tra i produttori, unico strumento in grado di fare massa critica sia nella contrattazione di tutti gli input necessari per fare impresa, sia per proporsi con maggiore forza rispetto alla grande distribuzione;

la programmazione delle produzioni in modo da evitare riversamenti di grandi quantitativi di prodotti sul mercato quando quest’ultimo risulta già saturo e che quindi per la legge dell’equilibrio tra domanda e offerta, impone prezzi poco vantaggiosi;

un miglior uso della Pac per la gestione dei rischi in agricoltura che negli anni a venire rappresenteranno il vero punto di svolta, tra la sopravvivenza di un territorio o il collasso economico dello stesso.

martedì 14 maggio 2019

La Chiesa di Matera vicina agli agricoltori del metapontino


MATERA - Le inclementi condizioni atmosferiche di domenica e lunedì 12 e 13 maggio, che hanno interessato tutta l’Italia, non hanno risparmiato la zona del metapontino procurando ingenti danni all’agricoltura. Una grandinata violenta, che in alcuni punti ha raggiunto i 15 centimetri, ha devastato una vasta zona, compromettendo il raccolto di frutta e grano. Intere piantagioni del materano, in particolare nei comuni di Pisticci, Bernalda, Montalbano e Scanzano Jonico - già cariche di frutti, pesche e albicocche - hanno subito danni irreversibili, tanto da indurre gli amministratori locali a chiedere il riconoscimento di calamità naturale.

L’Arcivescovo mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, con i parroci delle zone interessate, si è reso vicino agli amministratori, e per il loro tramite, a tutta la popolazione e agli imprenditori agricoli che vedono i loro sforzi, il loro lavoro e i loro investimenti così gravemente compromessi.

La natura che è madre, talvolta si ribella agli abusi che la devastano, pensiamo agli stravolgimenti climatici per effetto del surriscaldamento del clima sul pianeta. Per una sorta di interdipendenza tra tutte le zone della Terra, gli effetti negativi dell’inquinamento si manifestano qua e là procurando devastazione e distruzione.

Nell’esprimere vicinanza alle popolazioni colpite, soprattutto agli agricoltori, la Chiesa di Matera–Irsina incoraggia tutti a ritentare, a ricominciare confidando nell’aiuto di Dio, delle Istituzioni perché diano i sussidi necessari, e nell’impegno di tutti a salvaguardare il Creato, la Casa comune, da qualsiasi forma di abusi.

Le tradizioni religiose delle nostre comunità nel passato hanno fatto ricorso all’intercessioni dei Santi per chiedere la grazia della pioggia nei momenti di siccità, dobbiamo riprendere queste tradizioni di fede perché si ricrei un’alleanza virtuosa tra uomo e natura, tra lavoro e sviluppo, tra sacrificio e bellezza.

Grandinata metapontino, Giordano (Ugl): "Vera tragedia imprenditoriale"


MATERA - "A seguito della grandinata verificatasi nel pomeriggio di ieri 12 maggio, molte sono le imprese fortemente danneggiate e qualcuna non riuscirà a riprendere la propria attività: a loro va assicurato un sostegno concreto e immediato. La prima misura da adottare è quella di sospendere le tasse e i tributi per alleggerire la pressione su chi sta vivendo una vera e propria tragedia imprenditoriale".
E' la richiesta fatta dal segretario provinciale dell'Ugl di Matera, Pino Giordano dopo i gravi danni provocati dalla grandinata di domenica in provincia di Matera.

"Sono state danneggiate molte aziende agricole determinando in special modo un grave stato di emergenza sui territori di Tursi, Montalbano e Pisticci. Per quanto è accaduto nel metapontino - continua Giordano - è necessario attivare tutte le misure che possano in qualche modo alleggerire la situazione delle imprese, degli agricoltori e delle famiglie: l’Ugl chiede l’immediata sospensione dei tributi locali, certamente, ma anche dei mutui contratti con gli istituti bancari. L’assessore regionale all’Agricoltura nonché vicepresidente dell'esecutivo regionale, Francesco Fanelli, al quale dall’Ugl Matera và il ringraziamento per aver tempestivamente effettuato questa mattina un sopralluogo nelle aree colpite, siamo convinti che si attiverà per la grave calamità di queste aziende che si sono già visto compromesso ulteriormente il loro settore agricolo che già versa in una situazione difficile a causa dei precedenti eventi calamitosi. La Regione intervenga al più presto – conclude il segretario Ugl, Giordano - tali emergenze vanno adeguatamente fronteggiate con idonei strumenti normativi, economici e finanziari a salvaguardia delle aziende, delle famiglie e di centinaia di posti di lavoro”.

lunedì 13 maggio 2019

Perrino (M5S Basilicata) sulle grandinate del metapontino


POTENZA - Destano forte preoccupazione le immagini della copiosa grandinata che ha colpito numerose zone del metapontino. Non è possibile fare ancora una stima complessiva, ma i danni alle coltivazioni presenti nell’area appaiono evidenti: le testimonianze dirette di alcuni imprenditori agricoli parlano di coltivazioni compromesse nella loro totalità. Dal canto nostro, vigileremo affinché il governo regionale dia seguito a quanto annunciato in queste ore dal neo assessore all’agricoltura, Francesco Fanelli, (n.d.r. - il quale ha disposto l’attivazione degli uffici e dei tecnici del Dipartimento agricoltura, per valutare se ci sono le condizioni per lo stato di calamità naturale). Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

Copagri: maltempo, colpita tutta la penisola


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese negli ultimi giorni e che si è notevolmente intensificata nel fine settimana ha interessato l’intera Penisola, danneggiando anche irrimediabilmente molte colture in campo, in alcuni casi in fase di raccolta o prossime alla stessa, colpendo inoltre le infrastrutture e le aziende agricole; per una stima più dettagliata e completa dei danni, che ammontano già a diversi milioni di euro - cifra purtroppo destinata a salire - si attende ora la fine delle perturbazioni. In ogni caso, è necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, che ha flagellato i campi dal Nord al Sud del Belpaese.

I danni maggiori sembrano concentrarsi nella parte meridionale del Paese. In Puglia l’agricoltura della fascia jonica risulta quasi completamente distrutta, con le province di Bari e Taranto tra le più colpite; ad essere particolarmente danneggiate sono state l’uva, l’ortofrutta e le coltivazioni di ciliegie, delle quali la Puglia è la prima regione produttrice. In Basilicata, una fortissima grandinata ha interessato tutta l’area del metapontino, danneggiando il grano, ma anche le colture vitivinicole e arboree quali nettarine e albicocche, queste ultime in particolare irrimediabilmente compromesse poiché in fase di raccolta. Forti disagi anche in Sardegna, dove sono state colpite in particolare le colture del nuorese.

Salendo lungo la Penisola, danni sensibili si registrano in molte aree del centro, con le regioni di Emilia-Romagna e Lazio seriamente colpite e con le Marche interessate, seppur in maniera minore, dai fenomeni temporaleschi. Nel Lazio, in particolare, dove le ripercussioni maggiori si concentrano nelle zone di Aprilia, Velletri e Cisterna di Latina, il maltempo si è concentrato sulle coltivazioni di kiwi, quasi completamente distrutte, così come le strutture e i teli protettivi. Discorso analogo per l’Emilia-Romagna, dove le forti piogge e il brusco abbassamento delle temperature hanno creato forti disagi alle colture in campo, come pere, pomodoro e barbabietola da zucchero, così come ai cereali, allettati dal forte vento; si attende ora di conoscere il conto dei danni causati dall’esondazione del fiume Savio.

Disagi notevoli si registrano anche nel Settentrione. In Lombardia sono stati duramente colpiti i raccolti di mais, orzo e frumenti, così come la fienagione, che risultano irrimediabilmente compromessi dalla grandine; danneggiati anche numerosi vigneti, con sensibili ripercussioni sulle infrastrutture, in particolare quelle rurali, e sui corsi d’acqua, tanto che la Copagri regionale ha scritto agli assessori di competenza per chiedere la convocazione e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sul clima e sugli eventi atmosferici. In Veneto il maltempo ha compromesso seriamente numerosi seminativi; le forti raffiche ventose, in particolare, hanno colpito le colture autunno-vernine, mentre la grandine ha praticamente distrutto quelle orticole. Si teme, inoltre, per il forte abbassamento delle temperature, che desta molta preoccupazione cadendo in un periodo di gemmazione e rischia di causare diversi milioni di euro di altri danni. Fenomeni grandinosi, anche violenti, hanno colpito anche il Piemonte, con danni concentrati nella zona di Asti.

lunedì 15 aprile 2019

Masseria Fruttirossi al convegno su nuove opportunità per l’agroalimentare


MARCONIA (MT) - L’Istituto Tecnologico Agrario - Agroalimentare e Agroindustria "G. Cerabona” di Marconia organizza il convegno “Nuove Opportunità per l’Agroalimentare del metapontino: i frutti della Salute”; la manifestazione si terrà, a partire dalle ore 09.30 di martedì 16 aprile, presso l’Auditorium dell’Istituto scolastico in via Nazionale s.n.c. a Marconia.

I cosiddetti super frutti, come melagrane, bacche di goji e bacche di aronia, sono sempre più apprezzati dai consumatori, “frutti della salute” dalle elevate caratteristiche nutraceutiche che, negli ultimi anni, stanno suscitando interesse e curiosità sui mercati nazionali e internazionali.

Le loro coltivazione e trasformazione rappresentano una importante opportunità per innovare il comparto agricolo e agroalimentare, soprattutto in un territorio che presenta ideali condizioni pedoclimatiche e colturali.

Infatti diversi produttori italiani, in particolare nel Meridione, negli ultimi anni si sono interessati alla coltivazione e alla commercializzazione dei super frutti.

Tra questi l’innovativa azienda Masseria Fruttirossi che, in pochi anni, a Castellaneta Marina ha realizzato un importante polo agricolo – 350 ettari di proprietà – specializzato nella coltivazione di super frutti: melagrane, delle quali con 280 ettari è il principale produttore italiano, bacche di aronia, bacchi di goji e avocado.

Masseria Fruttirossi è una azienda caratterizzata da una innovativa filiera chiusa a chilometro zero: il suo modernissimo stabilimento di trasformazione e confezionamento, infatti, è ubicato tra le piantagioni; qui vengono realizzati i prodotti (frutti selezionati, vaschette di arilli e succhi e spremute) che, con il brand Lome Super Fruit, sono commercializzati sui mercati italiani e internazionali.

Di questa esperienza parleranno al convegno “Nuove Opportunità per l’Agroalimentare del metapontino: i frutti della Salute” Dario e di Davide De Lisi, rispettivamente Sales Manager e Production Manager dell’azienda, nel loro intervento “Massera Fruttirossi: la prima filiera chiusa a chilometro zero”.

Nel convegno di Marconia, infatti, saranno approfondite non solo la conoscenza e le proprietà nutrizionali e farmaceutiche di questi prodotti, ma anche le loro tecniche di coltivazione, le esigenze pedoclimatiche/colturali e le diverse strategie commerciali, anche con i contributi di alcune aziende meridionali.

L’Università degli Studi della Basilicata, le associazioni di categoria, i professionisti e gli imprenditori saranno insieme per divulgare e incentivare lo sviluppo di nuove coltivazioni, in areali tradizionalmente vocati per queste tipologie di produzioni.

In presenza di un qualificato parterre istituzionale, il convegno si svilupperà in tre sezioni che registreranno gli interventi del mondo scientifico-accademico, delle aziende del settore agricolo e agroalimentare e, infine, quelli degli studenti dell’istituto scolastico.

Nella prima, a carattere scientifico, interverranno Giulio Sarli, professore emerito della Università del Molise e senior associate CNR-IBR, e i professori ordinari della Università della Basilicata Vitale Nuzzo e Giovanni Carlo Di Rienzo.

Dopo la seconda sessione con gli interventi delle aziende, nella terza e ultima ci saranno, oltre alla relazione del nutrizionista professor Leonardo Corigliano, gli interventi degli studenti dell’Istituto Scolastico "G. Cerabona” e una sezione dedicata al loro orientamento futuro a cura dell’Università della Basilicata e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Matera.

mercoledì 10 aprile 2019

Luciano Cillis (M5S) su Vinitaly 2019

VERONA - Il 53° Salone internazionale dei vini e dei distillati quest'anno ha raggiunto un traguardo storico per numero di espositori e superficie con un'area netta venduta che ha raggiunto i 100.000 metri quadrati ma, quelli destinati alla Regione Basilicata, sono davvero pochi, troppo pochi. Le nostre aziende lucane sono state delegate in un “angolino” con una visibilità inferiore rispetto anche ad altre regioni più “piccole” come il Molise!

Ho visitato ed ho parlato con alcune delle 27 cantine lucane presenti al Vinitaly 2019 (nella Collettiva Basilicata coordinata dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali) ed è stata tangibile la tristezza delle nostre aziende per non avere ricevuto la visibilità, che meritano, alla più importante manifestazione dedicata al mondo del vino.

Meritava di più, molto di più, l'eccellenza dei nostri vini: Aglianico del Vulture DOC e Aglianico del Vulture Superiore DOCG, IGT Basilicata, Primitivo di Basilicata, Matera DOC, Grottino di Roccanova DOC e vino biologico. Del resto anche i nostri “numeri” sono importanti: la previsione di produzione nel 2018/2019 è pari a circa 48,5 milioni di ettolitri, gli ettari dedicati alle DOP sono oltre 1000 e altrettanti alle IGT. In generale, la Basilicata ha chiuso il 2018 in 18a posizione per livelli di produzione vinicola, con oltre 93 mila ettolitri. La Basilicata inoltre è al secondo posto in Italia per superficie coltivata a vite biologica e l’Industry Book 2019 ha evidenziato che sul fronte della qualità, i vini della Basilicata, sono in forte sviluppo: nel 2018 quasi 2 bottiglie su 3 (il 64% della produzione regionale) sono vini DOP o IGP, per un totale di quasi 60 mila ettolitri di prodotto a conferma che, anche la Basilicata, è in linea con la crescente domanda di vini biologici. Del resto, la superficie di vigne a coltivazione biologica, sfiora i mille ettari, distinguendoci in Italia con una crescita del 49%.

Il piccolo padiglione Basilicata (numero 11) presso lo stand E5-G6, non ha permesso di valorizzare al meglio le imprese lucane del comparto in un Vinitaly che è strumento in grado di supportare il business sempre più internazionale. L’Italia ha chiuso le esportazioni 2018 a 6,149 miliardi di euro (esclusi i mosti), in crescita del 3,3% sul 2017 (fonte Istat) e per le imprese lucane del comparto diventano sempre più appetibili almeno i 10 mercati mondiali per import di vino: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Cina, Canada, Giappone, Hong Kong, Svizzera, Francia e Russia.

E allora perché il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata non ha investito di più per questa 53ª edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati con oltre novanta gli eventi in calendario di cui solo 1 per la Basilicata (la degustazione alla cieca “É ora di Bere Basilicata”) al fine di dare alle nostre imprese, la dignità che meritano? Così in una nota Luciano Cillis (M5S) Portavoce alla Camera, componente della XIII Commissione.

Copagri: al Vinitaly positivi incontri con rappresentanti di Governo, Regioni e Parlamento

VERONA - “In occasione della rassegna enologica veronese, in corso fino a domani a Veronafiere, ho avuto il piacere di confrontarmi con numerosi rappresentanti delle istituzioni del Paese, con i quali ho potuto approfondire le principali tematiche di attualità legate al mondo vitivinicolo, quali la prossima riforma della PAC e le incognite legate alla brexit e al quadro finanziario pluriennale, l’OCM vino, il registro vitinicolo, i vini dealcolati e la strutturazione dei piani settoriali, ma anche su questioni più specifiche come l’ibridazione, la ricerca e l’innovazione”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina, che ha incontrato, fra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, i sottosegretari all’agricoltura Franco Manzato e Alessandra Pesce, la vicepresidente della Regione Marche Anna Casini, il coordinatore degli assessori all’agricoltura Leonardo Di Gioia, l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, la nutrita delegazione della Commissione agricoltura della Camera guidata dal presidente Filippo Gallinella e il direttore di Agea Gabriele Papa Pagliardini. Tutte le foto degli incontri e delle iniziative della Copagri sono su https://bit.ly/2U6NNJM.

“Analoga soddisfazione voglio esprimere per i numerosi incontri e degustazioni organizzati dalla Confederazione, nell’ambito dei quali abbiamo dato ampio spazio ai nostri produttori che hanno così avuto la possibilità di interloquire direttamente con i rappresentanti delle istituzioni coinvolti nelle iniziative”, prosegue il presidente a proposito delle iniziative della Copagri che hanno dato #ParolaAiProduttori della Puglia e delle Marche.

“Ringraziamo, in particolare, le cantine I Pastini di Locorotondo (BA) e Martina Franca (TA), Cosimo Taurino di Guagnano (LE), Paololeo di San Donaci (BR), Caiaffa di Cerignola (FG), Boccafosca di Ostra (AN) e Bastianelli di Monte San Pietrangeli (FM), che hanno illustrato i loro prodotti alla presenza del sottosegretario Manzato, della vicepresidente Casini, dell’assessore Di Gioia e dell’onorevole Giuseppe L’Abbate e dei presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista e della Copagri marche Giovanni Bernardini”, conclude il presidente della Copagri Franco Verrascina.

giovedì 28 marzo 2019

Agrinsieme Basilicata: buon lavoro al Presidente eletto Vito Bardi

POTENZA - Il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, invia i migliori auguri di buon lavoro al Presidente eletto della Regione Basilicata Vito Bardi, assicurando ampia disponibilità ad avviare un proficuo confronto partendo dal documento di proposte per l’agricoltura in tredici punti, presentato in occasione del confronto con i candidati svoltosi qualche giorno fa.

“La nostra piattaforma contempla una serie di misure per il rilancio del comparto primario regionale attraverso un adeguato sistema di relazioni e una costante concertazione, con l’obiettivo di avviare una qualificata ed efficace programmazione che si ponga come strumento di garanzia ai tanti bisogni dei produttori agricoli della Regione, concretizzando le tante aspettative e creando quel circuito virtuoso che possa accrescere la competitività e il reddito delle imprese agroalimentari lucane”, spiega Agrinsieme Basilicata, ricordando che tra le priorità indicate ci sono il completamento della spesa dei fondi del PSR 2014/2020, l’emanazione della restante parte dei bandi, la rapida definizione dei progetti riguardanti le filiere agroalimentari e l’avvio dei lavori sulla prossima programmazione 2021-2027, che deve puntare sulla resilienza, sulla sostenibilità ambientale, sulla sicurezza alimentare, sull’innovazione tecnologica, sulla digitalizzazione, sul ricambio generazionale, sull’aggregazione, sulla ricerca e sull’agricoltura di precisione.

“Contestualmente richiamiamo alcune questioni non più procrastinabili, come quelle di poter contare su una macchina amministrativa, su un sistema sburocratizzato e su una governance degli enti al servizio delle aziende e all’altezza delle sfide che devono affrontare le imprese e il sistemo produttivo agroalimentare lucano; è inoltre necessario dare corso e rendere operativo il Servizio informatico agricolo della Regione Basilicata-SIARB e il tavolo delle filiera agroalimentare di Basilicata”, continua il coordinamento, sottolineando che “il mondo agricolo ha numerose urgenze che non possono aspettare i tempi della politica”.

“Vigileremo ora affinché vengano rispettati i numerosi impegni presi dal Presidente eletto”, prosegue il coordinamento, che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

sabato 16 marzo 2019

Agrinsieme Basilicata: Elezioni, lunedì 18 confronto con i candidati alla Presidenza della Regione

POTENZA - In vista delle elezioni regionali di domenica 24 marzo, il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, incontrerà lunedì 18 marzo, dalle ore 9:30 a Potenza nella sede regionale della Cia, situata in Via Dell'edilizia, i candidati alla presidenza della Regione Vito Bardi, della coalizione di centrodestra, Antonio Mattia, del Movimento5Stelle, Valerio Tramutoli, della lista Basilicata Possibile, e Carlo Trerotola, della coalizione di centrosinistra.

Saranno presenti all’incontro, che sarà aperto al pubblico e alla stampa, i presidenti regionali della Cia Giambattista Lorusso, della Confagricoltura Francesco Battifarano, della Copagri Nicola Minichino e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Andrea Badursi, i quali illustreranno e consegneranno ai candidati una piattaforma contenente le proposte di Agrinsieme Basilicata per la prossima legislatura e per lo sviluppo del comparto primario della Regione.

lunedì 25 febbraio 2019

Copagri: maltempo, da venti forti, burrasca e gelate nuovi danni a ortofrutta, strutture e alberature


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese, flagellato da venti forti o di burrasca e gelate su tutta l’area centro-meridionale, ha interessato in particolare le regioni del Mezzogiorno, dove le intense raffiche hanno compromesso numerose coltivazioni in campo, in particolare ortofrutticole, danneggiando strutture, tendoni e serre e abbattendo molte alberature”. Così la Copagri, sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, all’indomani della perturbazione che ha concentrato i suoi effetti in Calabria, Puglia, Basilicata e in gran parte della Sicilia, zone nelle quali la Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla.

“In Sicilia i danni si concentrano nella zona sud-est dell’isola; in Basilicata si temono ripercussioni sui raccolti di fragole e albicocche, con riferimento all’area del metapontino, sferzata dal gelo; situazioni analoghe si riscontrano in Calabria, in particolare nel cosentino, e in Puglia, dove le temperature sono scese ben al di sotto delle medie stagionali. Danni consistenti, sempre causati dalle forti raffiche di vento, si registrano anche in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania”, rileva la Confederazione, sempre sulla base di proprie indagini.

“È ora necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le eventuali perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”, afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina.

“Di fronte al sempre più frequente ripetersi di questi fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre meno sporadici e isolati e dovuti anche ai cambiamenti climatici, è importante ribadire l’importanza del ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per la manutenzione delle piante, delle aree verdi urbane e dei terreni di scolo”, aggiunge il presidente della Copagri.

“La tutela dell’ambiente e del territorio è uno degli obiettivi di spesa dei fondi strutturali stanziati dall’Unione Europea. A questo proposito, vale la pena di ricordare che nel settennato 2014-20 l’UE ha stanziato per l’Italia quasi 43 miliardi di euro, destinati anche a programmi di occupazione, per la crescita e per lo sviluppo dell’agricoltura; è inaccettabile che, a ottobre 2018, il nostro paese ne abbia spesi appena il 3%, contro una media europea che supera il 13%, e che si corra il serio rischio che tali fondi, se non impiegati entro il 2020, tornino nelle casse di Bruxelles per essere destinati ad altri paesi più virtuosi”, conclude Verrascina.