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sabato 14 settembre 2019

Ugl Matera: “Ferrosud fitta il ramo d’azienda”


“Si apprende da fonti vicine al management della Ferrosud che l’azienda ha intenzione di vendere il ramo ad una società pugliese. Tale operazione consentirebbe, di ripartire con la produzione con un nuovo soggetto giuridico, quindi senza il vessillo dei creditori di Ferrosud e questo, è quanto si percepisce dalle stesse fonti”.

Per Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl Matera, “il nuovo management, se è vero quanto riferito, intenderebbe in tal modo risolvere il problema del rispetto degli impegni assunti nei confronti dei creditori anche a sfregio degli accordi transattivi avviati in fase di concordato preventivo, sostanzialmente aggirando l’ostacolo, consentendo alla ‘proprietà’ di non ricapitalizzare la società. Tale soluzione – continua il segretario -, al netto della correttezza giuridico-fiscale, sembrerebbe risolvere il problema contingente del rischio di istanze fallimentari, ma per l’Ugl è da verificare se potrà risolvere il problema della liquidità aziendale, necessaria per portare avanti la produzione delle commesse in essere, di quelle ancora da avviare e degli investimenti per valorizzare e potenziare il sito produttivo Materano. Paradossalmente non ci è dato sapere, infatti, se il piano industriale del nuovo management oltre a prevedere la esternalizzazione dei lavori in essere, preveda anche un potenziamento del sito lucano e la assunzione di nuove unità lavorative. Ad ogni modo ci preoccupa la mancanza di comunicazioni da parte dell’azienda, il ritorno al contratto di solidarietà, il mancato pagamento dello stipendio di agosto nei confronti dei lavoratori, ed il silenzio delle altre sigle sindacali, che solo fino a qualche settimana fa avevano occupato lo stabilimento per non inviare i lavoratori in altri siti produttivi ed in regolare trasferta, ossia per problemi molto meno gravi. Inoltre, nelle prossime settimane, il Tribunale di Arezzo e di Potenza si esprimeranno su questioni dirimenti per il futuro di Ferrosud:

In particolare, il 24 settembre il tribunale di Arezzo si esprimerà sulla richiesta di revoca all’ing. Malena dell’incarico di custode delle azioni di Ferrosud; il 1 ottobre il tribunale di Potenza si esprimerà sulla richiesta di Revoca della chiusura del concordato preventivo; il 2 ottobre sempre il tribunale di Potenza si esprimerà sul ricorso presentato dall’Ing. Ingusci con procedura d’urgenza (ex art. 700) per l’annullamento della delibera del 16/8/2019, con la quale, arditamente, si nominava il nuovo consiglio di amministrazione. Alla luce di tali scadenze – conclude Giordano - , ci viene il sospetto che l’urgenza voluta del nuovo management nel procedere con cambi di assetti societarie e ipotesi di vendita o fitto di ramo d’azienda, possano nascondere un disegno potenzialmente distrattivo. Naturalmente l’Ugl si augura il contrario nell’interesse dei lavoratori e delle comunità locali. Invita pertanto le autorità competenti a vigilare con attenzione sulle attività messe in campo dal nuovo management di Ferrosud restando comunque molto critica verso quei soggetti responsabili che non hanno consentito che giuste iniziative potevano essere consumate in tempo utile e non ora che, oramai, si gioca una partita ben oltre i tempi supplementari, ai calci di rigore e non ci risparmiamo a lanciare una ‘stoccatina’ a tutte le Istituzioni e a tutti i livelli per non essere stati in grado di prendere di petto la situazione e, per non vigilare ancora su quanto di sporco si stà consumando alle spalle di circa 70 lavoratori”.

martedì 10 settembre 2019

“SPIE Remote Sensing 2019” a Strasburgo


STRASBURGO - È il nuovo appuntamento internazionale di INNOVA. Il settore ricerca e innovazione dell’azienda lucana presenterà anche quest’anno (domani 11 settembre) a “SPIE Remote Sensing”, in programma per questa edzione a Strasburgo dal 9 al 12 settembre, il suo nuovo lavoro scientifico sul tema della focalizzazione dei dati ad alta definizione dal titolo: “Efficient time-domain back-projection focusing core for the image formation of very high resolution and highly squinted SAR spotlight data on scenes with strong topography variation”.

Lavoro svolto con il contributo della Telespazio S.p.A. che ha messo a punto i dati simulati utilizzati per la verifica e validazione. E’ un progetto di ricerca ad investimento interno che punterà, nel breve periodo, anche a verificare l’applicabilità della soluzione sui dati “COSMO-SkyMed Seconda Generazione”, il nuovo programma dell’Agenzia Spaziale Italiana che peraltro vede il coinvolgimento di “INNOVA” in qualità di fornitore di riferimento di Telespazio spa e che prevede il lancio del primo dei due satelliti previsti entro l’autunno prossimo.

“Nel nostro articolo, in particolare, presenteremo i punti salienti dei risultati che sono stati raggiunti nella focalizzazione del dato SAR, ovvero dati da radar ad apertura sintetica, in modalità spotlight per alta e altissima risoluzione ripresi in una geometria innovativa denominata “ad alto squint”. Evidenzieremo le evoluzioni degli algoritmi implementati in grado di gestire le sfide tecnologiche imposte dalle caratteristiche avanzate dal sensore SAR, che sarà utilizzato nei nuovi satelliti COSMO-SkyMed – spiega Andrea di Pasquale, amministratore delegato “INNOVA” – La ricerca e l’innovazione sono asset strategici della nostra azienda. Ci garantiscono una costante ricaduta di competenze. E alla prossima edizione di Ecomondo di novembre a Rimini presenteremo infatti delle novità nel nostro sistema di gestione del ciclo di raccolta rifiuti, realizzati proprio grazie alla ricaduta di ricerca innovazione sui prodotti destinati ad un utilizzo quotidiano”.

“SPIE Remote Sensing” è uno dei più importanti appuntamenti mondiali, riservato a ricercatori, imprese, agenzie nazionali e internazionali, attive nel campo del telerilevamento e delle missioni di imminente avvio tra le quali “COSMO-SkyMed Seconda Generazione”. È un’essenziale momento di confronto, condivisione e presentazione di innovativi lavori scientifici, sviluppati nel settore spaziale e dell’osservazione del nostro pianeta, operata da satelliti.

giovedì 25 luglio 2019

Contrattazione aziendale, Basilicata prima in Italia per valore del premio medio annuale


Con un premio medio annuo lordo di 1.660 euro la Basilicata stacca per un'incollatura il Molise (1.590 euro) e si posiziona al vertice della graduatoria nazionale dei premi di produttività erogati e detassati. Lo rileva uno studio della Cisl sulla contrattazione di secondo livello basato sui dati forniti dal ministero dell'economia sulla tassazione dei redditi dei lavoratori dipendenti nel 2017. Un primato che si spiega con la presenza di grandi gruppi industriali ma anche di piccole e medie imprese in cui il sindacato è riuscito a insediare una consolidata esperienza di contrattazione aziendale: aziende come Fca, Barilla, Ferrero, Traversud, Politex, etc. per citare alcuni dei casi più noti. Un vero exploit se si pensa che il valore medio nazionale del premio aziendale si ferma a 1.270 euro, ovvero 390 euro in meno. Le regioni settentrionali presentano valori medi più bassi della media nazionale (ad esempio 1.110 euro in Emilia Romagna e 1.080 euro in Veneto) per effetto - spiegano i ricercatori - di una maggiore presenza della contrattazione di secondo livello nelle piccole e medie aziende che erogano premi di risultato più bassi.

L'incidenza delle grandi aziende sul valore medio dei premi emerge anche dalla lettura dei dati su base provinciale. Infatti, la provincia di Potenza, dove maggiore è la concentrazione di grandi aziende, con un premio medio erogato e detassato nel 2017 pari a 1.711 euro (+14% rispetto al 2016), perde sì il primato nazionale ma resta comunque sul podio dietro alle province di Frosinone e Foggia. La provincia di Matera si conferma al 12° posto con un premio medio di 1.472 euro, in crescita del 25 per cento rispetto al 2016. Una tendenza positiva che i ricercatori della Cisl spiegano con il miglioramento delle performance aziendali ma soprattutto con una sensibile ripresa della contrattazione aziendale, dopo anni di crisi e di contrattazione difensiva, stimolata dai nuovi incentivi fiscali a vantaggio dei lavoratori: i premi di risultato, infatti, dal 2016 sono tassati con un'aliquota sostitutiva del 10 per cento.

Anche nella classifica dei percettori in rapporto agli occupati la Basilicata, con 17.656 percettori di premi detassati, pari al 27 per cento dei dipendenti delle imprese attive, si conferma ai vertici della graduatoria nazionale: questa volta, però, si piazza seconda dietro al Molise. Come era lecito aspettarsi, anche in questo caso è la provincia di Potenza a trainare la regione: il potentino si posiziona 11° nella classifica nazionale dei territori con un incidenza dei percettori sugli occupati del 31 per cento; più indietro Matera che occupa il 61° posto con un'incidenza del 18 per cento.

Il segretario generale aggiunto della Cisl Basilicata, Gennarino Macchia, e i segretari generali delle federazioni di categoria dell'industria Fai, Femca, Filca e Fim (rispettivamente Vincenzo Cavallo, Francesco Carella, Michele La Torre e Gerardo Evangelista) così commentano i risultati della ricerca: "Questi dati ci dicono che la contrattazione collettiva aziendale, dove viene esercitata e dove le condizioni dell’impresa lo permettono, ha saputo sfruttare le opportunità legate gli incentivi fiscali. In questo senso il primato della Basilicata assume ancora più valore perché ottenuto grazie al lavoro della nostra prima linea sindacale, delle Rsu e delle Rsa che con costanza e tenacia sono riuscite ad affermare la pratica della contrattazione di secondo livello. Resta il fatto che la struttura economica e produttiva del paese, fortemente caratterizzata da piccole e medie imprese, non permette di cogliere a pieno e in modo maggiormente diffuso la leva fiscale incentivante. Si tratta di un limite che solo una contrattazione territoriale innovativa potrà colmare. Ci preoccupano le forti differenze territoriali, in particolare tra Nord e Sud, circa la percentuale di lavoratori beneficiari. È evidente che la popolazione lavorativa che più riesce a cogliere i vantaggi della minore tassazione è quella a medio reddito, proprio perché maggiormente occupata nelle aziende che svolgono una sostanziosa contrattazione aziendale. Si tratta di continuare a impegnarci nella contrattazione decentrata per cogliere appieno questo sostegno e di rilanciare i frutti di una contrattazione di produttività favorevole sia all’impresa che ai lavoratori rivendicando una 'tassazione zero' che possa ulteriormente incentivare la stessa".