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lunedì 6 maggio 2019

Gran Fondo Città di Andria, il Memorial Sanguedolce è Fedele ai pronostici


Giornata perfetta, domenica 5 maggio, per celebrare una grande festa del ciclismo. Se da un lato il cielo è stato generosissimo nel regalare ai 600 partenti una finestra di clima perfetto in giorni di perturbazione, dall’altro è stata la maestria organizzativa della M&M Bike ad amalgamare la passione per le due ruote con il fascino del territorio murgiano in un percorso studiato per il divertimento, la sicurezza e il sano agonismo. È questa la cifra della terza edizione della Gran Fondo Città di Andria, dedicata alla memoria del Cavalier Leonardo Sanguedolce, grande sostenitore del ciclismo locale, caratterizzata da numeri importanti e impreziosita dalla vittoria dell’ex prof abruzzese Manuel Fedele.

Questa volta si è davvero superato lo staff coordinato da Giuseppe Muraglia e Michele Maggese con la guida del presidente onorario Giovanni Sardone, perché un conto è saper disegnare un percorso di 107 km (e 1300 metri di dislivello) capace di far divertire tutte le gambe, un altro è saperlo blindare in sicurezza, facendo rete tra associazioni di volontariato, forze dell’ordine e amministrazioni comunali, contando soprattutto sulla forza del gruppo e sulla passione infusa da tutti i soci M&M Bike.

La M&M Bike Andria schierata prima della partenza

Tappa del Giro dell’Arcobaleno, la corsa a tappe più seguita nel sud Italia nel ciclismo amatoriale, la Gran Fondo Città di Andria – Memorial Sanguedolce è stata un modello di accoglienza (pacco gara ricco, premiazioni di qualità con prodotti del territorio e lunga festa dopo gara con il pasta party) ma anche e soprattutto di cura dei dettagli. Uno su tutti la pulizia della sede stradale e la ricolmatura delle numerose buche effettuata dai soci M&M Bike negli ultimi giorni della scorsa settimana, che unitamente agli incroci presidiati ha dato al Memorial Sanguedolce una connotazione di sicurezza. Grande la festa, con tutti i protagonisti del sud Italia al via e numerosi amici di Giuseppe Muraglia ai tempi del professionismo, scesi dall’Abruzzo e dalle Marche, con presenze anche da Lazio, Campania, Basilicata e Calabria con qualche atleta estero (Hong Kong, Lussemburgo, Belgio). Presenti l’onorevole Salvatore Matarrese, il comm. Luca Sanguedolce e Lorenzo Spinelli (presidente del comitato provinciale della Federciclismo).

«Siete stati meravigliosi, questa festa è la dimostrazione di cosa può fare la passione per il ciclismo in una squadra unita - ha salutato tutti Giuseppe Muraglia, coordinatore del comitato organizzatore – grazie a tutti coloro che hanno creduto in me, a tutti gli sponsor, agli amici ex prof, al presidente onorario Giovanni Sardone e tutte le autorità intervenute. Insieme faremo crescere ancora di più il nostro ciclismo».

LA DINAMICA DI GARA – Non c’è momento più delicato, in una corsa con quasi 600 partenti, della partenza e delle fasi iniziali. A maggior ragione in una gara come la Gran Fondo Città di Andria, che parte dolce, ma presto si inasprisce. Fondamentale stare avanti e qualsiasi danno meccanico in questa fase pesa molto (chiedetelo a Vincenzo Pietrangelo della New Bike Andria, tra i favoriti della vigilia), anche perché a pochi chilometri dallo start la strada si stringe e sulla vecchia via di Spinazzola comincia a salire. Il boschetto di Sant’Agostino sferza il gruppo, la punta di Bosco Spirito offre il suo contributo ed infine è sulla difficile ascesa detta “Tre Marie”, che illude sempre di essere finita ma poi riattacca, che parte la fuga. È di quelle importanti, perché dentro ci sono i rappresentanti di (quasi) tutte le squadre più blasonate, così che dietro in pochi hanno interesse a ricucire. Pochi, ma buoni: una menzione d’onore merita la strenua resistenza del Pedale Elettrico con capitan Bartolo Lucarelli in testa al gruppo ha quasi compiuto l’impresa, sfiorata per pochi metri quando le gambe cedono al forte vento che sferza la Murgia. Sulla Mediana delle Murge la fuga prende dunque il largo, composta da 13 unità ovvero dal padrone di casa Donato Cannone (M&M Bike Andria), Elia Aggiano (Airone Leo Construction), Antonio Borrelli e Giuseppe Fiorillo (Velociraptor Bettini), Roberto Cesaro e Marco Larossa (Animabike Cesaro Falasca), Michele Laddomada (Bikemania), Stefano Ciccarese (Team Fuorisoglia), Manuel Fedele e Mauro Cappelletti (Go Fast), Adriano Luciano (Cavaliere CPS), Felice Giangregorio (Apice Tre Colli) e Antonello Cardone.

Con questi presupposti chiunque troverebbe un accordo per arrivare sino in fondo e infatti la gara in testa procede energica ma tranquilla, superando nell’ordine prima Minervino, poi il complesso transito sul Pagliarone, flagellato dal vento, la sinuosa ascesa del Cavone e nuovamente Minervino da un altro versante. Dietro il gruppo cede ma non troppo, spezzandosi in due grossi tronconi ma riuscendo a contenere il gap entro i 2-3 minuti. È solo quando termina la lunga discesa da Minervino, nei pressi del borgo di Montegrosso, che gli accordi in testa saltano e cominciano gli scatti, una fase particolarmente complessa resa critica dalle numerose curve che possono celare alla vista i fuggitivi. Tra tutti i tentativi il più generoso è quello di Donato Cannone, l’ex prof beniamino di casa che transita in testa al Santuario del Santissimo Salvatore e viene ripreso solo già nell’abitato di Andria grazie alla ricucitura di Ciccarese. Tutto azzerato, la parola passa allo sprint, lunghissimo e anche quest’anno deciso in larga parte dall’ultima curva. Dalla piega a destra esce in testa Laddomada, con Larossa al suo fianco che tira lo sprint a Cesaro. Ne approfitta scaltro l’abruzzese Fedele, vecchia conoscenza di Giuseppe Muraglia ai tempi dei prof nella Vini Fantini, che si porta in testa e in una progressione impeccabile va a vincere la terza edizione della Gran Fondo Città di Andria. Il memorial Sanguedolce parla dunque abruzzese, mentre il secondo posto, tra gli applausi è di Elia Aggiano, vincitore lo scorso anno e showman della giornata. Terzo un ottimo Laddomada, un risultato niente male per uno scalatore e poi via via tutti gli altri componenti della fuga.

A 2’12” da Fedele (che ha chiuso i 107 km in 2 ore 43 minuti e 57 secondi alla media di 39,16 km/h) giunge in solitaria Salvatore Ambra, rimasto a lungo a bagnomaria tra i due gruppi. Gli inseguitori (a 2’30”) sono regolati in un foltissimo sprint dal barlettano Luigi Maria Di Cosola (Eurobike) e da Vito Mastrandrea (UPJ Taranto). La corsa è stata scortata da due ospiti d’eccezione, gli élite della mountain bike Paolo Colonna e Mino Ceci (Ciclisport 2000) che stanno infiammando gli animi degli appassionati del fuoristrada in tutta Italia.

LA GARA FEMMINILE – Partita come di consueto con qualche minuto di anticipo rispetto alla corsa maschile, per garantire un confronto diretto tra le ragazze, la gara femminile ha regalato uno spettacolo targato Pedale Elettrico grazie alla fuga vincente di Caterina Bello (ha chiuso in 2:54’:36”) e al secondo posto della compagna di squadra Rosa Colasuonno. Le posizioni di rincalzo si sono decise tutte allo sprint, con Roberta Lanzillotti (Carbinia Bike Carovigno) che è riuscita a mettere le sue ruote davanti a quelle di Cinzia Tarantini e Mara Parisi.

LE CATEGORIE – Oltre i vincitori del podio assoluto, nelle singole categorie per fasce d’età si registrano i successi di Giuseppe Fiorillo (ELMT - Velociraptor Bettini), Andrea Di Bisceglie (JMT – All Bike Ruvo di Puglia), Donato Cannone (M2 – M&M Bike Andria), Vito Mastrandrea (M3 - UPJ Taranto), Renzo Mele (M5 – team Go Fast), Salvatore Ambra (M6 – Tirrenia Sport), Alfonso Soldato (M7 – M&M Bike Andria), Paolo Totilo (M8 – 20miglia Foggia) e Nadia Maria Ferron (W3 – Ciclo sport Modugno).


Le dichiarazioni dei protagonisti

COMM. LUCA SANGUEDOLCE – «Ringrazio tutti voi, Giuseppe e Michele in testa. Questo sport ci sta appassionando tutti, ha fatto innamorare mio padre, che da nonno seguiva le gare dei suoi figli, e ha conquistato anche me, che oggi ero in gara insieme a tutti gli altri amici del ciclismo. È una grande festa e Andria la merita a pieno e per questo la nostra famiglia la sostiene. Mi auguro che ci si diverta sempre e, come avvenuto in questi anni, continui a vincere il migliore».

GIOVANNI SARDONE (presidente onorario M&M Bike Andria) - «Che emozioni ragazzi. Sono commosso nel vedere nella mia Andria così tanti ciclisti e sono fiero dell’accoglienza che noi tutti della M&M Bike abbiamo riservato loro. Ringrazio Giuseppe e Michele, ringrazio tutti voi e le autorità, così come i tanti ex prof venuti appositamente per onorare la memoria del cav. Leonardo Sanguedolce, miei amici personali. Come già detto lo scorso anno questo bel risultato non è il nostro punto di arrivo, ma la base di partenza per avventure ancora più grandi».

CATERINA BELLO (vincitrice gara femminile) – «É partita subito la fuga giusta, sono rimasta nel gruppo sino ai 15 km dall’arrivo quando ho tentato l’allungo, che è andato a buon fine. Sono contentissima di aver condiviso il podio con Rosa Colasuonno, in una festa tutta targata Pedale Elettrico».

MANUEL FEDELE (vincitore) – «Vorrei in primis ringraziare Giuseppe Muraglia per l’accoglienza ricevuta. È stato un mio ex compagno di squadra nel 2011 alla Nippo, ha vissuto vicino casa mia per molti anni e ci allenavamo insieme. C’è un bel rapporto di amicizia, finalmente siamo riusciti a venire ad Andria e ci torneremo i prossimi anni. Il percorso è stato affascinante e la gara è stata tiratissima, decisa dal vento. Nella prima parte del percorso è andata vis a fuga, ma io e Cesaro siamo riusciti a rientrare a abbiamo trovato compagni di squadra molto corretti. In volata poi è sempre un terno al lotto, me la sono giocata ed è andata alla grande».

ELIA AGGIANO (secondo classificato) – «Bellissima manifestazione, Muraglia e sponsor meritano un grandissimo applauso, ce l’hanno messa tutta anche questa volta e i risultati sono sotto gli occhi di tutti. Fedele è stato più forte di me, chapeau a lui, ci ho provato ancora ma un anno non è mai uguale al precedente, anche perché se n’è aggiunto uno sulla carta d’identità».

MICHELE LADDOMADA (terzo) – «Continuiamo a divertirci in gruppo anche a 47 anni suonati. È questo lo spirito del ciclismo, ho provato a prendere in testa la volata ma con questi maghi delle volate era impossibile fare di meglio. È stata una fantastica giornata di sport, grazie M&M Bike».

ON. SALVATORE MATARRESE – «Siate fieri si avere una così bella manifestazione, di avere un imprenditore che crede in questa iniziativa come il commendator Sanguedolce, che ci mette la passione e l’anima perché Andria vada sempre avanti con questi eventi, di avere così tanti atleti di spessore in gara. Credo sia sempre importante per tutti noi promuovere il nostro territorio, a nostra città, la forza e la determinazione degli andriesi si dimostra in questa bellissima manifestazione che Muraglia e soci hanno messo in atto. Forza Andria, Forza M&M Bike e un augurio a tutti noi».

domenica 15 luglio 2018

La Mita 2018 è arrivata a Taranto


Anche quest’anno i concorrenti della Mita, dopo aver attraversato l’Italia centrale, in sei giornate su due – o tre – ruote, rigorosamente d’epoca, hanno tagliato il traguardo di Taranto.

Di prima mattina la partenza da Matera per “tuffarsi” in Puglia alla volta di alcune tappe ormai quasi fisse, ma anche di luoghi nuovi.

La prima fermata rientra tra “i classici”: è Castellana Grotte che sembra aver deciso di bissare la conquista del titolo di Miglior Ristoro, già raggiunta lo scorso anno. Coordinato da Giuseppe Palumbo, lo staff di Coldiretti Puglia, insieme a quello dell’Automotoclub Storico delle Grotte, con il patrocinio del Comune di Castellana Grotte, ha preparato un vero e proprio banchetto a base di prelibatezze locali, mentre il sindaco Francesco De Ruvo e l’assessore Sansonetti hanno portato personalmente il saluto della città ai “tarantini”.

La seconda tappa è una novità per la Mita, ma certamente piacevole e sorprendente: si tratta di Ostuni, dove Giovanni Totero, presidente del Vespa Club cittadino, ha accolto i centauri nella stupenda Piazza della Libertà e li ha condotti al gustosissimo buffet allestito dentro il Chiostro San Francesco: melanzane ripiene, polpette di pane, peperoni cornaletti fritti con il pomodoro fresco, capocollo e formaggi locali. A fare gli onori di casa anche il sindaco Gianfranco Coppola, mentre a contribuire all’accoglienza sono stati anche il Parco Naturale Dune Costiere e la Masseria Asciano che ha donato ai concorrenti un graditissimo gadget a base di olio extravergine di ulivi secolari.

Altri chilometri sotto al sole e tra i paesaggi unici della Puglia e poi l’arrivo nella stupenda Martina Franca dove ad attendere la Mita ci sono il sindaco Franco Ancona e l’amico storico, Arcangelo Conserva, presidente del “Veteran Club Valle d’Itria”, federato ASI, che ha accolto i concorrenti con un freschissimo ristoro.

Ancora Puglia, ancora una città particolarmente cara alla maratona per moto d’epoca: Villa Castelli, dove il sindaco Vitantonio Caliandro e tutta la giunta, con in testa Mirella Carlucci assessore allo Sport, hanno inaugurato lo storico e attesissimo ristoro. Poi ancora in sella e ancora chilometri, gli ultimi di questa Mita 2018. Tra i motociclisti l’emozione comincia a farsi sentire, così come grandi sono l’affetto e l’entusiasmo di chi li attende al traguardo. I mezzi d’epoca sfilano sul Lungomare Virgilio offrendo il classico spettacolo, reso possibile, da ben 32 anni, dal Motoclub Veteran San Martino e dal patron dell’evento, Franco Sabatini. A ogni arrivo ci sono applausi, esultanza e festa, foto e selfie a non finire. In serata la tradizionale cena di gala e le premiazioni.

Anche quest’anno la Milano-Taranto non ha tradito le aspettative, ma anzi, ha saputo ricreare, come ogni anno, il clima unico che solo i suoi avventurieri, un po’ appassionati, un po’ pazzi, conoscono fino in fondo. E tra i racconti, le battute e i saluti dell’ultimo giorno c’è già chi pensa all’edizione 2019.

mercoledì 11 luglio 2018

Ciclismo: doppietta quasi sfiorata per il materano Tommaso Elettrico


MONTE BONDONE (TR) – È mancato davvero poco a che il panorama del ciclismo granfondistico registrasse una doppietta spettacolare: dopo soli sette giorni dalla vittoria alla Maratona Dles Dolomites, il materano Tommaso Elettrico ha portato i colori bianco-blu del team CPS D’Auria sulle alture mitiche del Monte Bondone e ha corso, con i favori del pronostico, la Leggendaria Charly Gaul Trento-Bondone.

Manifestazione tra le più importanti al mondo, prova dell’UCI Gran Fondo World Series, con 4000 metri di dislivello e ben due passaggi sul Bondone, ha visto protagonista il Principe nei momenti clou e sin alle battute conclusive. A lungo in testa con Zanetti e Nardecchia, ha rinunciato ai sogni di gloria solo nel finale, giungendo a una manciata di secondi dal podio.

«Posso dire che la corsa è andata bene, purtroppo nella salita finale a 3 km dall’arrivo mi sono staccato quando siamo rimasti in tre – ha spiegato Elettrico ai microfoni della RAI subito dopo il traguardo - nelle ultime centinaia di metri mi ha raggiunto anche Zen e ho concluso 4°».

Dalle immagini televisive si è potuto osservare che la pedalata di Elettrico si è improvvisamente appesantita sulle ultime rampe del Bondone. A spiegare come è andata è lo stesso alfiere della CPS: «Ho sprecato un po’ le energie sulla prima discesa del Bondone, siamo rimasti in tre con Zanetti e Nardecchia e abbiamo forzato una lunghissima fuga sino a quando, purtroppo, ci hanno ripresi poco prima di iniziare l’ascesa finale».

Tutto da rifare, dunque, e anche dopo la fuga il Principe non si è risparmiato, inserendosi in quello che si è rivelato l’allungo decisivo. Tuttavia nemmeno il supporto mentale della grande impresa di Charly Gaul è riuscito a sopperire alla stanchezza nelle gambe, dovute anche allo sforzo della Maratona e a una settimana poco incline al recupero, con i meritati festeggiamenti.

Un quarto posto di tutto rispetto, che conferma la grande condizione di forma di Tommaso Elettrico, in un mese di luglio che promette, e garantisce, scintille. #staytuned #stayelectric.

venerdì 6 luglio 2018

Marco Larossa vittorioso ad Oppido Lucano


OPPIDO LUCANO (PZ) – I colli lucani nascondono sempre meraviglie dietro l’angolo, a maggior ragione se vengono associati alla bicicletta. Domenica, ad Oppido, se ne è avuta la dimostrazione con il 1° Mediofondo “La Tre Colli”, 86 km per ben 1660 metri di dislivello, tappa di campionato regionale Csain. Protagonisti di giornata i ragazzi dell’ASD Pedale Elettrico, che hanno interpretato al meglio il percorso calibrando le possibilità di vittoria su Marco Larossa.

Marco Larossa si impone a Oppido Lucano al termine dello sprint

E infatti sul rettilineo d’arrivo, al termine di una corsa nervosa, si è presentato un gruppetto di 10 unità, sulle quali Marco Larossa ha potuto imporre le sue doti di velocista, ben pilotato dai suoi compagni di squadra anche e soprattutto delle rampe più difficili dell’erta finale.

Con il suo successo salgono a 11 le vittorie stagionali del Pedale Elettrico, mentre 5 sono le perse nel ruolino personale di Larossa. Da segnalare il 5° posto di Valerio Garofalo, ottimo piazzamento nonostante il lavoro da gregario. Perché, in fondo, il vero obiettivo è il successo di squadra.

«Oggi è andata così, riuscendo a spuntarla in volata su un gruppetto di una decina di unità, dopo la selezione in salita – ha commentato a caldo il giovane corridore tranese – la vittoria è dedicata alla mia ragazza Martina, con un grandissimo ringraziamento ai miei compagni di squadra del Pedale Elettrico, che mi hanno dato manforte, in particolare nel difficile finale».

Domenica naso all'insù verso il Monte Bondone

Le avventure del Pedale Elettrico continuano. Domenica, per esempio, potremo vederli in tv, con un drappello della squadra impegnato nella Charly Gaul Trento-Monte Bondone. Pronti a lasciarvi elettrizzare dai ragazzi della saetta bianco-blu? #pedalaconnoi #elettrizzati