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venerdì 6 settembre 2019

A Matera sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya

MATERA - Sabato 7 settembre 2019, alle ore 18:30, a Matera nel Palazzo Bernardini, Via Arco del Sedile n. 9, per le novità 2019 Edizioni Magister, sarà presentato il libro a fumetti I misteri di Hidrya.

Gli autori, Danilo Filippo Barbarinaldi e Giovanni Calia, converseranno con Sergio Palomba del viaggio fra le memorie di Matera narrate nel libro con disegni e testi.

Interverranno l’archeologa Isabella Marchetta e l’editore Timoteo Papapietro.

(Ingresso libero)

APPROFONDIMENTO SUL LIBRO

Il libro è corredato da 136 pagine illustrate, completamente a colori, da Danilo Barbarinaldi, con schede storiche curate da Giovanni Calia. Narra di un ragazzo che sta per vivere non solo un viaggio a Matera con la sua famiglia, ma un ardito viaggio nel tempo di scoperta nel mistero di luoghi millenari, scrigni di segreti ancestrali di scoperta.

Per inseguire una goccia d’acqua rischierà di rimanere intrappolato nei secoli di questa città, dal Paleolitico fino ai giorni nostri, ma l’incontro con una ragazza misteriosa, che sarà la sua compagna di viaggio, lo aiuterà a dipanare misteri e affrontare prove ardite. Una costante nella narrazione è la benevolenza di Hidrya, spirito dell’acqua, e come antagonista un mostro da sconfiggere.

Al termine delle accattivanti avventure vissute in tredici epoche storiche diverse, il libro si completa di curiosità storiche atte a spiegare al lettore il vero perché delle cose. Importante anche il corredo, all’interno della copertina, di una cartina in cui sono indicati i luoghi ormai indelebilmente cambiati dalla mano del tempo e oggetti preziosi nascosti che sono stati rappresentati nel fumetto.

Preziosa la consulenza dell’archeologa Isabella Marchetta nella rappresentazione di luoghi e oggetti come importantissima è stata la consulenza del disegnatore Giuseppe Palumbo che ha anche realizzato la prefazione di questo volume.

NOTIZIE SUGLI AUTORI
Danilo Filippo Barbarinaldi, alias DAB

Ha iniziato la sua carriera in tenera età con le mani nella plastilina e gli occhi davanti i cartoni animati. Adolescente si è innamorato dei fumetti, e dopo la Laurea all’Accademia di Belle Arti di Carrara, ha sperimentato varie forme d’arte; dalla street-art alla cartapesta, passando per la grafica e la serigrafia. Ma il primo amore non si scorda mai.

Il fumetto e la sua forza narrativa sono il modo naturale per raccontare le storie che incontra e inventa. Vincitore al Premio Energheia, sezione “Fumetto”, nel 2009 e 2010 con Uccidete il grillo parlante e Il venditore di enciclopedie; co-autore dell’edizione a fumetti della commedia teatrale I la zit’ com’ si jacchij; finalista al Lucca Comics nel 2011, con ZeroLife; vincitore del concorso “Una fiaba per la transumanza nel 2014” con Il bastone d’o Rumit; co-autore delle illustrazioni di Fuori Traccia, Insoliti itinerari materani, 2017, Altrimedia; illustratore di Colora Matera, 2018, Edizioni Magister.

Giovanni Calia
Classe 1986, vive e lavora a Matera. Sin da bambino vive la sua passione per Matera e la Basilicata, con spirito di ricerca e avventura e con un profondo senso delle radici che, insieme all’innata curiosità, lo spingono a indagare, ricercare, scoprire. Da tale interesse scaturiscono i suoi studi in campo storico-artistico, ma non solo. Co-fondatore della APS Giallo Sassi, si occupa di conoscenza del territorio, didattica e turismo esperienziale. Progetta giochi di ruolo dal vivo e progetti di conoscenza del sé per adolescenti, collaborando con scuole, fondazioni ed enti del terzo settore.

lunedì 2 settembre 2019

Marina Kessler presenta l'intenso racconto 'La farfalla bianca'

MILANO - Marina Kessler presenta “La farfalla bianca”, l’intenso racconto della vita di Cecilia Tommasoni, divisa tra l’amore incondizionato per la famiglia e la sua fervente vocazione spirituale. Un memoir narrato con dedizione e ammirazione dalla figlia Marina, che riscopre insieme al lettore la straordinarietà della figura di sua madre; un diario intimo che intreccia al racconto della vita della donna le storie di una intera famiglia attraverso gli anni, le gioie e i dolori. L’autrice restituisce la voce a una madre, una moglie e una donna di raffinata cultura e profonda spiritualità, che comunicava più con “il calore acceso del suo sguardo” che con le parole.

Figlia, ragazza, donna, moglie e madre: Cecilia Tommasoni, vissuta nella città di Trento dalla fine degli anni venti sino ai giorni nostri, è stata tutto questo. Immersa in una esistenza costellata di grandi avvenimenti e piccole quotidianità fino alla morte del marito – Bruno Kessler, uomo pubblico e politico – Cecilia rivestì sempre con rispetto ed estremo orgoglio il ruolo che la società le aveva riservato. In questa biografia che si legge con la tenerezza di un romanzo famigliare, Marina Kessler ripercorre i tanti decenni di vita di Cecilia, riscoprendo la donna e la madre che fu, andando oltre le apparenze, menzionando i ricordi più cari e i momenti fondanti di un’intera esistenza. E, tra i tanti ricordi e le testimonianze della vita di Cecilia, è emerso un personaggio dai tratti nascosti alla maggior parte della collettività: una donna complessa e sfaccettata come le sue passioni. Questa biografia diviene così un viaggio in un tempo lontano, capace di immergerci nella natura e nei sentimenti di una donna che ha coltivato per tutta la vita momenti di vera fede, creando attorno a sé un’atmosfera di pace che ha voluto trasmettere dal profondo dell’anima. È così che, in questo volume denso di memorie, rivive Cecilia Tommasoni.

Marina Kessler, nata e residente a Trento, si laurea in Giurisprudenza presso l’Università di Bologna. Dopo un’esperienza nel settore finanziario a Milano e in Gran Bretagna, ha successivamente esercitato la professione di avvocato in studi legali di Milano, Rovereto e Trento. Ha frequentato il Conservatorio di Trento e suona il pianoforte. Pubblica nel 2019 per Reverdito Editore il memoir La farfalla bianca.

lunedì 19 agosto 2019

Premio a Luciana Boccardi per " Lettera a Casanova"


La Città di Pomarico (Matera) Capitale per un Giorno nell’ambito degli eventi di Matera Capitale Europea della Cultura 2019, per ricordare che qui nacque la madre di Antonio Vivaldi, indice ogni anno il Festival Vivaldiano, al quale è legato il concorso letterario “Vincenzo Asselta” per poesia e narrativa. A vincere quest’anno il primo premio, praticamente all’unanimità (con un punteggio di 97, 7 su 100), per la categoria Narrativa – Racconti brevi – è la giornalista veneziana Luciana Boccardi, esperta di moda e costume, con “Lettera a Casanova”.

Una “lettera” immaginaria che affronta in modo diretto l’ineguagliabile libertino con l’ironia tutta veneziana che caratterizza la giornalista-scrittrice. L’idea di considerare il famoso “sciupafemmine” con un’ottica del tutto attuale e “femminile” è stata suggerita alla Boccardi da una serie di incisioni elegantissime della veneziana Nicola Sene, prodotte dal Centro Internazionale della Grafica come “Omaggio a Casanova”). Nella foltissima letteratura dedicata alla vita e alle opere di Casanova risultano in misura ridottissima le firme di autori – donna: inconsueta e curiosa – quasi polemica – l’immagine di Casanova proposta dal racconto della Boccardi che del famoso seduttore veneziano ha opinioni evidentemente diverse da quelle legittimate dalla storia.

sabato 17 agosto 2019

Libri, "Il sentiero dei figli orfani": il nuovo romanzo di formazione di Giovanni Capurso edito da Alter Ego Edizioni


POTENZA - Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

«Con quell’eterno ritornare degli eventi naturali e dei riti collettivi avevo convissuto durante l’infanzia e la giovinezza. Misuravo il tempo in foglie che si facevano spazio sui rami o vorticavano nell’aria e ancora dai nove rintocchi delle campane che annunciavano il “mattutino” e dai ventuno tre ore prima del tramonto […]».

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso

BIOGRAFIA. Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

mercoledì 31 luglio 2019

Libri: Frank Iodice presenta il nuovo romanzo 'I disinnamorati'

MILANO - Frank Iodice presenta “I disinnamorati”, una storia in cui si dipinge con appassionate e lucide pennellate la complessità dei rapporti umani. Una sensibile trattazione sul tema dell’incomunicabilità, una riflessione sull’impossibilità di comprendere nel profondo anche l’anima di chi ci è più vicino. Antonino e Anisetta sono il simbolo dell’amore che conosce ostacoli, degli amanti che non sanno affrontare il futuro stretti l’uno all’altra. Antonino percorre la strada della vita con un senso di smarrimento che si ripercuote nei suoi rapporti, dilaniato tra il desiderio di solitudine e la paura del vuoto e del silenzio. Uomini come lui non conoscono requie, né consolazione, solo attimi fugaci in cui illudersi di capire cos’è la felicità.

TRAMA. Estate del 1982, Nizza. Antonino Bellofiore è un giovane agente di polizia di origini siciliane. Fuma sigarette di contrabbando e indossa calzini spaiati. Anisetta è una ragazza genovese che si è trasferita in Francia per studiare all’università; ha il collo delicato e gli occhi grandi e gialli come quelli dei gatti. Si sono incontrati una mattina sulla Promenade, il posto in cui tutti gli uomini soli e le donne appena arrivate in città vanno a passeggiare. Bellofiore passa le notti disteso a pancia in su, con le braccia incrociate, a studiare la forma vaga del soffitto, senza sapere che Anisetta, accanto a lui, sta facendo lo stesso. Durante il giorno investiga su alcune cartoline datate 1952 arrivate con trent'anni di ritardo, indirizzate a suo padre Antonio che ha abbandonato lui e sua madre quando era ancora un bambino. Anisetta sta scrivendo una tesi sui disamori, sotto la guida di un giovane e affascinante professore in prestito da Parigi. Bellofiore vorrebbe liberarsi di lei, o vorrebbe amarla, semplicemente. Intanto tenta di sciogliere i fili che lo legano al passato per risolvere il mistero delle cartoline, e nel mentre s’imbatte in traffici illeciti tra la Corsica e Monte Carlo. A mano a mano che decifra gli indizi, l’indagine da pubblica diventa privata. Se riesce a chiudere il caso, riceverà la promozione che non ha mai chiesto. Ma a quale prezzo?

Frank Iodice è uno scrittore di origini napoletane; vive tra la Francia e gli Stati Uniti da circa vent’anni ed è autore di numerosi romanzi e racconti, alcuni dei quali sono stati tradotti in inglese, francese, spagnolo e portoghese. Tra le sue opere si ricordano: i romanzi Anne et Anne (2003), Kindo (2011), Acropolis (2012), Gli appunti necessari (2013), Le api di ghiaccio (2014), Un perfetto idiota (2017), Matroneum (2018), La meccanica dei sentimenti (2018) e le raccolte di racconti La fabbrica delle ragazze (2006) e La Catedral del tango (2014). Breve dialogo sulla felicità con Pepe Mujica è stato distribuito gratuitamente in diecimila copie nelle scuole. I disinnamorati (prima edizione in francese presso Le Lys Bleu éditions, 2018) è pubblicato nel 2019 in Italia dalla casa editrice Eretica Edizioni.

Valerio Massimo Manfredi ospite della rassegna letteraria 'Alta Marea 2019 Maratea... tra Natura e Cultura'

MARATEA (PZ) - La rassegna letteraria Alta Marea 2019 …Maratea tra Natura e Cultura, ideata e realizzata dall’Agenzia Letteraria Delia, in collaborazione con il Comune di Maratea, ispirata al tema “Universi del racconto”, prosegue la XXIV edizione con una serata dedicata agli universi della storia.

Sabato 3 agosto (ore 21.30 - Centro Storico - Piazzetta Pietra del Sole - Maratea) Valerio Massimo Manfredi, autore di “Quinto comandamento” (Mondadori) insieme a Marco Garavaglia si avventurerà alla scoperta delle radici di ciò che abbiamo oggi sotto gli occhi, partendo da fatti della nostra storia recente che non molti conoscono e raccontandoli con maestria narrativa.

Valerio Massimo Manfredi, ispirandosi liberamente a una storia vera, scrive uno straordinario romanzo epico. In una mattina di febbraio del 2004 un uomo fa irruzione in un ospedale di Imola. Il suo nome è Jean Lautrec. Incurante di sorveglianti e infermieri si precipita nella stanza in cui è sdraiato un uomo sedato e intubato. È un sacerdote, padre Marco Giraldi, che è riuscito a sfuggire ai sicari assoldati dalle multinazionali contro cui si è messo per fermare la distruzione della foresta amazzonica e dei suoi popoli. Ma la sua fuga ha avuto un prezzo. Ora giace nel letto, avvelenato e tenuto in vita dalle macchine. Ha continuato a combattere la causa dei deboli, a dare speranza a chi non ne ha.

Padre Marco e Jean si erano conosciuti tanti anni prima, in un altro continente, in un altro tempo. In Congo, proprio mentre il paese stava per ottenere l’indipendenza dal Belgio. Ma gli eventi erano precipitati. Il discorso di un giovane rivoluzionario, Patrice Lumumba, aveva incendiato gli animi e il Congo aveva preso fuoco. Era scoppiata la guerra civile, gli scontri tra le etnie, la caccia ai colonizzatori. Padre Marco però decide di non scappare. Resterà in Congo a difendere i confratelli innocenti in quel paese in preda al caos, le vittime di un odio e di una violenza feroce che non risparmia né vecchi, né donne, né bambini. Ma non può riuscirci da solo. Ha bisogno di una squadra, composta da quello che in quel momento può trovare. E sotto le parvenze di professionisti in disarmo, di giovani ansiosi di avventura, di relitti umani, troverà degli eroi. Nasce così il Quinto Commando: guerrieri, mercenari, tra cui Kazianoff, un medico russo alcolizzato ex Spetsnaz, Louis, un prete vallone rinnegato per amore, Rugenge, il leopardo nero, giovane cacciatore congolese dalla mira micidiale, lo stesso Jean Lautrec imbattibile con il mitra, tutti agli ordini di padre Marco, il Templare di fine millennio.

Domenica 11 Agosto (ore 21.30 - Piazza del Gesù – Fiumicello) Maria Rita Parsi, psicoterapeuta, presidente della Fondazione Fabbrica della Pace e Movimento Bambino Onlus, già membro del Comitato Onu per i diritti dei Fanciulli/e autrice di “Felici si può” “Generazione H” e “Se non ti amo più” insieme a Oreste Lo Pomo, caporedattore del TGR Basilicata e autore del volume “Malanni di stagione” (Cairo), indagherà la generazione di ragazzi esposti sin dalla più tenera età alla seduzione del web. Storie di ragazzi che hanno rischiato di perdersi nel mondo virtuale a causa dei pericoli scaturiti dall'uso incontrollato del web, che dimostrano come affrontarli senza demonizzarlo è possibile, e indispensabile. Con il contributo di genitori, insegnanti ed educatori, per proteggere il capitale più grande di ogni società: il benessere psicofisico dei giovani.

mercoledì 24 luglio 2019

Presentato a Filiano un volume su Mallet, l’uomo che coniò il termine sismologia


FILIANO - «Che il fumetto sia un media fantastico e molto efficace per la divulgazione scientifica, non c’è più bisogno di dimostrarlo». Con queste parole Vito Sabia della Pro Loco Filiano - divulgatore della letteratura disegnata - ha introdotto l’incontro pubblico tenutosi nei giorni scorsi presso la Piazza SS. Rosario a Filiano per presentare il volume a fumetti “La visione di Mallet” edito da Lavieri.

Il volume è dedicato allo studioso francese che coniò il termine “sismologia”, l’irlandese Robert Mallet.

La divulgazione della storia di Mallet sotto forma di fumetto è stata promossa dal Gruppo Lucano di Protezione Civile, il cui Presidente regionale Giuseppe Priore nel suo intervento ha detto che «L’iniziativa rappresenta un tentativo di coniugare scienza e narrazione: raccontare una storia che inizia dal 16 dicembre 1857, quando un terremoto di magnitudo 7 colpì il territorio fra le province di Salerno e Potenza, distruggendo 180 paesi e causando 19.000 vittime, e presto nell’area colpita giunse l’irlandese Mallet per fare ricerche sul campo, nell’ambito delle quali propose il termine “sismologia”», mentre il Presidente della Protezione Civile di Filiano, Lorenzo Montinaro, ha ricordato che l’Associazione nasce nel 2006 e che il soccorso alla popolazione in emergenza è l’attività che identifica la sua funzione principale.

Il graphic novel è firmato dal maestro Giuseppe Palumbo e dai fumettisti Giulio Giordano e Gianfranco Giardina entrambi intervenuti all’incontro. Giordano si è soffermato sull’apparato visivo del fumetto «Il fumetto è costituito da 50 pagine in cui sono condensati sei mesi di lavoro e progettazione. Nel volume si fa riferimento ad un periodo storico a cavallo tra 1800-1900, pertanto c’erano dei costumi, dei personaggi che dovevano essere realizzati in maniera precisa». Gianfranco Giardina ha rimarcato come «Per realizzare il fumetto siamo partiti da una documentazione molto forte e abbiamo cercato di essere quanto più fedeli agli studi effettuati da Mallet, per esempio ricostruendo le crepe dei muri in un certa maniera. In questo modo il lavoro ha permesso di trasmettere anche elementi di sismologia».

Nei ringraziamenti finali la Presidente della Pro Loco Filiano, Maria Santarsiero, ha sottolineato come l’incontro è stato organizzato in un contesto di sinergica collaborazione fra la Pro Loco e la Protezione Civile di Filiano con il patrocinio del Comune di Filiano.

lunedì 22 luglio 2019

Liberascienza rende omaggio ai 50 anni dello sbarco sulla Luna


POTENZA – Anche l’associazione Liberascienza rende il suo personalissimo omaggio ai 50 anni dello sbarco sulla Luna e lo fa con il consueto stile divulgativo. In occasione dell’anniversario dell’allunaggio dell’Apollo 11, infatti, sono stati messi a disposizione del pubblico tre strumenti utili ad approfondire la storia della conquista della Luna:

- un e-book (http://bit.ly/LSEbookLuna), adatto a tutti i lettori, scritto da Pierluigi Argoneto, che ricostruisce il contributo lucano alla storia del primo sbarco sulla Luna, attraverso le vicende di Rocco Petrone, Joseph Tufaro e Giovanni De Maria;

- un’intervista inedita (https://youtu.be/Itfc_WyWkz0), piena di aneddoti da non perdere, realizzata da Vania Cauzillo proprio al prof. Giovanni De Maria, l’unico italiano ad aver mai toccato (e distrutto) la Luna, selezionato dalla NASA tra gli scienziati che analizzarono i campioni di roccia lunare;

- video e giochi educativi a tema lunare rivolti alle famiglie, ideati dall’Accademia degli Stracuriosi (www.accademiadeglistracuriosi.it).

Sono trascorsi 50 anni da quella notte universalmente conosciuta come una delle più grandi imprese dell’uomo. E se l’allunaggio avvenne il 20 luglio, fu solo dopo 6 ore – il 21 luglio 1969 – che Neil Armstrong diventò il primo uomo a camminare sulla superficie lunare. Il primo uomo in assoluto in tutta la storia dell’umanità. La missione spaziale Apollo 11, condotta dalla NASA, aveva portato a compimento una vera e propria impresa eroica, possibile solo con il concorso di contributi scientifici di altissimo rilievo. Ecco perché è bene ricordare che la missione che portò alla conquista della Luna è stata un prodigio della scienza, il risultato di una ricerca condotta negli anni con metodo e impiegando crescenti standard di innovazione tecnologica. L’allunaggio e la celebre passeggiata di Armstrong costituirono un evento mediatico senza precedenti, estremamente emozionante. Un evento che celebrava la vittoria assoluta della tecnologia.

Ma la storia dell’esplorazione lunare comincia ben prima di quella notte ed è particolarmente ricca di aneddoti, esperimenti, lavoro e – ovviamente – smisurata passione. Raccontare la storia della conquista della Luna significa evocare personaggi, intuizioni e prove che rendono alla perfezione quanto il viaggio verso il nostro satellite sia stato realmente qualcosa di straordinario nella storia dell’uomo. Per questo, Liberascienza ha pensato di celebrare questo evento utilizzando ancora una volta lo strumento della divulgazione, per non trascurare neppure un aspetto che ha caratterizzato un momento così importante. Se è vero, infatti, che il ricordo di quella notte viene quasi rievocato con nostalgia, con tutta la carica della sfida tecnologica che si portò dietro, è ancora più vero che la Luna oggi non deve essere soltanto un obiettivo raggiunto, ma una base di partenza per aprire nuovi scenari e fondare nuovi progetti che ne rinnovino il fascino.

Contatti: Liberascienza | cell: 348 6533673 | e-mail: info@liberascienza.it

sabato 20 luglio 2019

A Filiano (Pz) presentazione del volume "La visione di Mallet"


FILIANO (PZ) - Sarà presentato domenica 21 luglio 2019, alle ore 21:30 in Piazza SS. Rosario a Filiano, il fumetto “La visione di Mallet”, realizzato dal Gruppo Lucano di Protezione Civile e dalla “Fondazione con il Sud” in collaborazione con Graziano Ferrari, ricercatore dell’INGV, e illustrato dai fumettisti lucani Giuseppe Palumbo, Giulio Giordano e Gianfranco Giardina.

Il fumetto utilizza la grande potenza espressiva dell’arte sequenziale per ripercorrere il viaggio che l’ingegnere irlandese Robert Mallet, padre della sismologia, fece in Italia all’indomani del forte terremoto che nel 1857 colpì il meridione e che gli consentì di verificare sperimentalmente la sua teoria sulla dinamica dei terremoti presentata alcuni anni prima alla Royal Irish Academy.

Il Gruppo Lucano di Protezione Civile, la principale organizzazione di volontari di protezione civile dell’Italia meridionale, ha promosso la divulgazione della storia di Mallet sotto forma di fumetto, in una originale esperienza di sinergia tra scienza e arte sequenziale. Il messaggio è che la conoscenza è fondamentale per difendersi dai terremoti.

Alla presentazione del volume - organizzata dalla Pro Loco di Filiano, Biblioteca comunale e Protezione Gruppo Lucano di Filiano con il patrocinio del Comune di Filiano - partecipano la Presidente della Pro Loco di Filiano, Maria Santarsiero, il sindaco di Filiano Francesco Santoro, il Presidente regionale del Gruppo Lucano di Protezione Civile, Giuseppe Priore, il Presidente del Gruppo Lucano di Protezione Civile di Filiano, Lorenzo Montinaro e i fumettisti Giulio Giordano e Gianfranco Giardina. L’incontro è moderato da Vito Sabia della Pro Loco di Filiano.

martedì 16 luglio 2019

Teologia del dominio, il nuovo libo di J. L. Bryan

MILANO - J. L. Bryan presenta “Teologia del dominio”, un thriller distopico ambientato in un futuro non troppo lontano nella Nuova America. In un mondo trincerato dietro muri di cemento, in una società caratterizzata dall’invadente controllo del governo e dalle persecuzioni ai danni di chiunque eserciti il libero pensiero, il protagonista Daniel Ruppert si trova a fare i conti con un complotto su larga scala che sconvolgerà la sua esistenza. Edito in America con il titolo “Dominion”, il romanzo è stato tradotto e pubblicato in Italia da Urban Apnea Edizioni, come primo romanzo in catalogo della casa editrice. Sarà scaricabile gratuitamente a partire dall’ 11 Settembre 2019.

TRAMA. Un attacco nucleare alla città di Columbus (Ohio) impone negli Stati Uniti un regime totalitaristico basato sulle dottrine della Chiesa Dominionista, secondo cui le democrazie sono guidate dal demonio e i Cristiani caucasici hanno il dovere di controllare le sette aree che regolano la vita umana: economia, politica, media, arte, educazione, famiglia e religione. Mentre l’America è impegnata in una guerra mondialista contro Cina, Venezuela, Egitto e altri Stati del Medio Oriente (per reclutare discepoli secondo il comandamento di Gesù?), il nuovo Dipartimento del Terrore sopprime i movimenti di resistenza interni e gli squadristi delle Brigate della Libertà perseguitano le minoranze etniche. Daniel Ruppert, mezzobusto del notiziario di Los Angeles, riporta pedissequamente le notizie, spesso inattendibili, che gli vengono imposte. Immerso nel lusso di Bel Air e nei suoi circoli esclusivi insieme alla moglie, viene strappato via dalle sue certezze in un precipitare di eventi che lo portano a scoprire uno sconvolgente segreto governativo.

J.L. Bryan (Atlanta, 1978) ha studiato letteratura inglese a Oxford e all’Università della Georgia, con una specializzazione sul Rinascimento inglese e sulla letteratura del Romanticismo. Ha studiato inoltre sceneggiatura all’Università della California di Los Angeles. Nei suoi romanzi si diverte a mescolare paranormale, horror e fantascienza, trovando soluzioni narrative sempre nuove. Tra i suoi romanzi: The Unseen (2013), Inferno Park (2014), Helix (2009) e le serie The Paranormals e Ellie Jordan, The Ghost Trapper. Teologia del dominio (titolo originale Dominion) viene tradotto e pubblicato in Italia dalla casa editrice Urban Apnea Edizioni.

giovedì 11 luglio 2019

Libri: Cingolani presenta 'La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono'

MILANO - Gianfranco Cingolani presenta “La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono”, un’ispirata trattazione sulle contraddizioni probabilmente insanabili tra storia e religione, tra razionalità e fede. Il discorso lucido e coraggioso di un autore che vuole arrivare il più vicino possibile alla verità, che desidera comprendere l’origine dell’uomo e delle credenze religiose che l’hanno condizionato sin dall’alba dei tempi. Una ricerca storica aperta all’analisi di tutte le religioni, da quelle primitive fino alle tre grandi monoteiste, con un occhio di riguardo per il cristianesimo e per le sue controverse e discordanti linee di condotta.

TRAMA. Un credente ben difficilmente sente la necessità di mettere in discussione gli insegnamenti che ha ricevuto, cercando di risalire alla genesi delle sue convinzioni attraverso la verifica storica dei fatti accaduti. Molti cristiani non conoscono realmente la Bibbia con i suoi incredibili miti, e non sanno quale dio antropomorfo e crudele vi sia descritto. Se analizzassero poi la vera storia dei vangeli si accorgerebbero che gli autori non sono quelli noti, e che la loro descrizione è manipolata e troppo lontana dai fatti per poterne accertare l’autenticità e la credibilità. Anche la figura e la storicità di Gesù potrebbero assumere aspetti ben diversi e imprevisti. Quando la Chiesa di Roma, con Costantino e Teodosio, è diventata chiesa di stato, da perseguitata è diventata persecutrice e ha iniziato a scalare un potere temporale in netto contrasto con l’insegnamento evangelico. Si sono susseguiti una miriade di papi corrotti, simoniaci, depravati, assetati di ricchezza e potere, crudeli fino allo sterminio di milioni di innocenti. Alcuni perfino atei dichiarati. La Sacra Inquisizione, per cinquecento anni, ha fatto sterminare un centinaio di milioni di persone accusate di eresia, stregoneria, ebraismo o solo perché poveri indigeni americani. Il culto della Madonna, sconosciuto nei primi secoli, ha avuto uno sviluppo incredibile, probabilmente per allineare il cristianesimo al culto pagano di dee protettrici, vergini e madri. Le sue tantissime apparizioni, prodighe di speranze mirabolanti, di fatto garantiscono solo grossi affari per gli organizzatori ed i furbi che vi orbitano attorno. Vengono magnificati fenomeni poco credibili come la Sindone, oppure personaggi assai discussi come Padre Pio. Proliferano veggenti e stigmatizzati che attraggono milioni di speranzosi fedeli, così come accade per le tantissime e fantasiose reliquie sparse in tutta Europa. Analizzando i comportamenti degli ultimi papi santificati a furor di popolo e quanto sta tutt’ora accadendo all’interno della Chiesa, crescono i dubbi sulla sua credibilità e sulla sua discendenza divina. In questo libro l’autore ha voluto evidenziare le macroscopiche difformità dei fatti accaduti dagli insegnamenti predicati. In ogni tempo e in ogni luogo quasi tutte le religioni hanno sempre cercato di imporre il loro potere, sfruttando la credulità di persone facilmente fidelizzabili con fantasmagoriche promesse o minacce riservate magari in una seconda, improbabile vita.

Gianfranco Cingolani è nato nelle Marche a Montelupone (MC) nel 1942 e risiede a Perugia. Laureato in Ingegneria presso il Politecnico di Milano, con alcuni colleghi ha fondato due Società operanti nel settore dell’elettromeccanica dove ha ricoperto incarichi di Dirigente Commerciale e di AD. Interessato ad approfondire la storia dell’origine dell’uomo e delle religioni, pubblica nel 2017 (seconda edizione 2019) per Europa Edizioni il saggio La vera storia del cristianesimo che i credenti forse non conoscono. Insostenibili contraddizioni tra storia e religione.

martedì 9 luglio 2019

Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”

MILANO - Stefania De Girolamo presenta “Stupro. La ragazza sporca”, un romanzo intenso e introspettivo, che riesce a trattare del delicato tema della violenza sessuale con la lucidità e il rispetto necessari a indagare tutto il dolore e le domande che questo trauma si porta dietro. Un’opera dalla parte delle donne ma anche di tutta l’umanità, che semina pensieri profondi sull’essere vivente e sui gesti di bontà e cattiveria che, piccoli o grandi, possono influire sull’energia universale, avere echi che si propagano in eterno e condizionare il tempo futuro, come la giovane e sfortunata protagonista Monica dovrà imparare sulla sua pelle.

TRAMA. Una ragazza di sedici anni, Monica, viene aggredita e violentata da un gruppo di ragazzi. La giovane sarà costretta dalla madre a nascondere l’accaduto, in ragione di una paura recondita e radicata in seno da generazioni di gettare la famiglia nell’ignominia. Monica si chiuderà in sé stessa e troverà l’unico sfogo al suo dolore nella musica, esibendosi in sensuali danze in un locale notturno, senza mai permettere a nessuno di avvicinarla. Sarà lì che incontrerà un giovane, Marco, bello e con gli occhi dolcissimi e un tormento nel cuore. Nascerà un amore casto e sincero che aiuterà entrambi a riscattarsi da un passato di sofferenza, fino a quando la dura realtà non busserà alla loro porta.

Stefania De Girolamo nasce a Genova da padre di origini pugliesi e madre ligure. Si diploma come perito turistico e studia la lingua russa, compiendo poi un lungo e istruttivo viaggio nell’Unione Sovietica. Esordisce nella narrativa con alcuni racconti, poesie e con il romanzo Insieme ce la faremo, pubblicato in self-publishing. Stupro. La ragazza sporca (Edizioni del Poggio, 2019) è il suo ultimo romanzo.

sabato 6 luglio 2019

In Fondazione Sassi la presentazione di #VentiMatera

MATERA - Si terrà martedì 9 luglio, ore 19, nella sede della Fondazione Sassi, a Matera, la presentazione dell'ultimo libro firmato da Sergio Ragone, #VentiMatera. Il volume, terza della collana " I luoghi ideali" per la Editrice UniversoSud, rappresenta la volontà dell’autore di creare una memoria del racconto collettivo e di mostrare le storie, le paure, il coraggio, le visioni, la Matera “invisibile”. Il 2020.

Come per i precedenti lavori, #PotenzaVisibile e #VediMaratea, anche in questo caso l'autore dialoga con cittadini, intellettuali, giornalisti, registi, imprenditori, opinion maker e musicisti sul futuro della Basilicata, a partire da Matera Capitale europea della cultura, e sulle possibili strategie di sviluppo dell'intero Mezzogiorno.

"Un racconto corale, per un cammino collettivo. E’ altissima l’ambizione di Sergio; “Vaste Programme”, avrebbe detto il generale de Gaulle. Soprattutto in Basilicata: creare identità e visione comune, a partire da uno degli ultimi riti collettivi televisivi: il capodanno Rai. Tendone itinerante, come quello di Joe Morelli ne “L’Uomo delle Stelle”, che da 4 anni attraversa e incuriosisce la Lucania. Un rito che Sergio cerca di sezionare. Come un rabdomante, ne indaga le conseguenze su un popolo disabituato alla ribalta, ma che da un po’ di tempo apprezza di essere riconosciuto, senza neanche conoscersi appieno. Da qui, l’occasione, per i lucani, di trarre consapevolezza e valore",così ne parla il giornalista del Tg1 Mario De Pizzo, lucano di origine, che firma la prefazione al libro.

#VentiMatera nasce dalla narrazione collettiva digitale: un hashtag che racconta la città, attraverso le foto ed i contenuti postati sui social network.

Alla discussione parteciperanno: Vincenzo Santochirico, Presidente Fondazione Sassi; Giampaolo D'Andrea, Assessore Comune Matera; Rossella Rubino, Avvocata, Consigliera Comune Matera); Antonio Candela, CEO UniversoSud; Silvio Giordano, Visual Artist; Giuseppe Tralli, Giornalista; Gianfranco Blasi, Giornalista e scrittore.

Sarà presente l'autore.

venerdì 5 luglio 2019

Diritto: la Coattività nel Sistema Tributario Canonico di Teodosio Petrara


MILANO - Nella Chiesa cattolica vi è un sistema tributario simile a qualsiasi altro ordinamento laico? Se lo chiede Teodosio Petrara nel suo libro dedicato alle entrate tributarie canoniche, in cui cerca di capire con quali risorse si nutre la Chiesa per le finalità proprie. La Primiceri Editore patrocina un’indagine complessa volta a comprendere, innanzitutto, se il Clero sia da considerare un ordinamento e in quanto tale se d’imperio possa esigere dal proprio popolo i tributi, le tasse e i contributi previsti dalla legge canonica. Da qui un’analisi delle principali imposte suddivise in uno schema tipologico messo a confronto con altri sistemi.

TRAMA.
Pochi sono gli autori che hanno trattato la materia tributaria canonica e pochissimi si sono occupati dei tributi canonici, forse per la complessità e per la scarsa bibliografia. Si sente spesso discutere di tributi dell’economia italiana a ogni livello magari senza taluna competenza in merito e non si sente mai parlare di tributi della Chiesa Cattolica. Nel presente volume, l’autore valuta l’ipotesi dei tributi sotto due profili: se la Chiesa, alla stregua di un altro ordinamento, abbia il diritto di esigere dal proprio popolo di Dio e attingere per diritto nativo ai beni temporali per le finalità proprie. E se i fedeli e fedeli laici hanno il corrispondente obbligo, in quanto battezzati nella Chiesa Cattolica, di contribuire alle necessità che questa ha per il culto divino, per le opere di apostolato e di carità e per l’onesto sostentamento dei ministri.

Teodosio Petrara, laureato in giurisprudenza, presso l’Università degli Studi Milano, è avvocato Cassazionista del libero foro di Pavia. Nel 2013 è stato nominato, dal Ministero di Grazia e Giustizia, Giudice Onorario di Tribunale e assegnato presso la terza sezione penale del Tribunale di Milano. Nel 2009 si è iscritto all’Istituto Superiore di Scienze Religiose di Crema e poi di Milano, eretto dalla Congregazione per L’educazione Cattolica, collegato alla Facoltà Teologica dell’Italia Settentrionale, dal quale dopo il biennio di teologia e filosofia è approdato alla Facoltà Ecclesiastica di Diritto Canonico, San Pio X, Venezia, dove nel 2014 ha conseguito la Licenza in Diritto Canonico. Ha conseguito il dottorato in diritto canonico presso la Pontificia Università Lateranense, Città del Vaticano, con la pubblicazione della tesi. È iscritto nell’elenco degli avvocati ecclesiastici, per il patrocinio delle cause di nullità matrimoniale, presso il Tribunale Ecclesiastico Regionale Lombardo. Ha pubblicato nel 2016 un lavoro in materia canonica: persone e organismi nella Curia Diocesana: la funzione dell’autorità diocesana e conseguenze nel diritto civile Italiano.

lunedì 1 luglio 2019

Paolo Ostorero pubblica il nuovo romanzo ''Schiavi''

MILANO - Paolo Ostorero presenta “Schiavi”, un romanzo basato su una storia vera, quella di due ragazzi costretti a lasciare la loro terra, l’Africa, per inseguire il sogno di una condizione che possa essere chiamata vita, e cancellare un passato di miseria e disperazione. Felix partirà dal Camerun e Peter dal Sud Sudan, due paesi dalle diverse culture e in cui si parlano lingue differenti, e alla fine le loro rotte distanti ma parallele convergeranno nello stesso luogo, che potranno finalmente chiamare casa. Una storia dolorosa e commovente, scritta da un autore che spera che in futuro ci saranno sempre più ponti, e soprattutto meno muri.


TRAMA. Le storie di Felix e Peter somigliano a quelle di altri mille ragazzi: un’infanzia finita troppo presto, la violenza dentro e fuori la propria casa, il sogno di fuggire per costruirsi una nuova vita in un Paese migliore. Felix perde suo padre quando è ancora un bambino, Peter invece suo padre lo conosce quel poco che basta a temerlo: è un uomo duro e violento, incattivito dalla vita militare. Le loro esistenze non sono facili, non c’è spazio per i giochi, la scuola o le amicizie. La fame non fa sconti e l’unica soluzione è il lavoro, umiliante, faticoso e sottopagato. Per chi come loro nasce sotto i cieli infiniti dell’Africa, la vita sembra non possa essere migliore di così. Felix e Peter sognano l’Europa, quell’Europa dove si vive e si lavora onestamente, dove c’è sempre da mangiare, dove la parola “schiavo” si legge solo sui libri di storia. Senza conoscersi e senza saperlo, Felix e Peter iniziano il loro viaggio in parallelo, alla ricerca della vita che sognano; un viaggio fatto di città sconosciute, periferie immense, lavori umili e dolorose delusioni. Il costo della felicità è alto e bisogna rinunciare all’orgoglio, alla paura e persino all’amore. Ma quando non si possiede niente, i sogni diventano l’unico tesoro da difendere. Questa non è solo la storia di Felix e Peter. È la storia di chi lascia il proprio cuore in una casa vuota per intraprendere un viaggio spaventoso e necessario come solo la vita sa essere.

Paolo Ostorero è nato a Torino nel 1960. Da sempre impegnato nel volontariato, negli ultimi anni è venuto a contatto con diverse situazioni legate all’immigrazione, passando quindi dall’essere spettatore di quanto sta avvenendo all’essere coinvolto emotivamente. In particolare le vite di due ragazzi, uno proveniente dal Sud Sudan (Peter) e uno dal Camerun (Felix), lo hanno colpito così tanto da sentire la necessità di aiutarli. Questi due ragazzi africani ora fanno parte in vario modo della sua famiglia. Schiavi è il primo romanzo dell’autore, ed è il racconto della storia dei due giovani e, in parte, anche della sua. Tutto il guadagno dell’opera, dedotti i costi, verrà devoluto in beneficenza.

mercoledì 26 giugno 2019

Vittorio Ciani pubblica il nuovo libro “LegatiOltreL’Anima”

MILANO - Vittorio Ciani presenta “LegatiOltreL’Anima”, un’appassionata trattazione sul mondo del bondage condotta da un autore che da anni ne fa parte nel ruolo di Master, e ne conosce quindi ogni dettaglio e sfumatura. Un’opera rivolta a chi si è già avvicinato al BDSM e vuole approfondire le motivazioni che si celano dietro pratiche sessuali giudicate spesso superficialmente, ma è destinata anche a chi è affascinato da questo mondo misterioso, e vuole fare chiarezza su cosa davvero comporti “legarsi oltre l’anima” superando i propri limiti fisici e mentali.

Dopo il discreto successo riscosso con la sua prima pubblicazione PensieriDiUn’AnimaPassionale, nel suo ultimo lavoro LegatiOltreL’Anima Vittorio Ciani racconta il bondage e tutto il mondo nel quale vive, nelle vesti di MasterSoul. L’autore mette a nudo l’affascinante mondo del BDSM presentando un testo che, più che un “manuale di pratica”, si focalizza su quali sono i sentimenti e le meccaniche che si innescano tra i partecipanti, raccontandosi e mettendo a disposizione le proprie esperienze e il proprio sapere sull’argomento. Nel libro sono comunque presenti alcuni capitoli dedicati alle diverse pratiche di bondage, oltre a un glossario e a qualche doverosa raccomandazione. Il testo è intervallato da poesie dell’autore e da pensieri scritti dalle sue slaves, ed è arricchito da 86 immagini. Nell’ultimo capitolo sono presenti tre racconti dell’autore.
Vittorio Ciani è l’alter-ego di Roberto, nato a Salerno il 4 novembre del 1967. Roberto si trasforma in Vittorio dopo aver cominciato a pubblicare su Facebook, e poi su pagine dedicate ai suoi pensieri (Legati oltre l’Anima II e MasterSoul). Apre un blog su Tumblr (vittoriocianimastersoul) in cui pubblica aforismi, poesie classiche d’amore, poesie erotiche e racconti di vario genere, dall’horror al sentimentale. Nel 2018 pubblica il suo primo libro Pensieri di un’Anima Passionale, una raccolta di componimenti in versi e aforismi. Nel 2019 prosegue la sua avventura in campo editoriale con la pubblicazione di LegatiOltreL’Anima, in cui racconta del mondo del bondage e del BDSM da protagonista nei panni di MasterSoul.

lunedì 24 giugno 2019

Jimi B. Jones pubblica il nuovo romanzo ''Tiger Blues''

MILANO - Jimi B. Jones presenta “Tiger Blues”, un romanzo molto originale, una favola moderna che racconta il viaggio di un essere speciale, Jim Beam. Tra episodi surreali e divertenti e momenti tanto realistici da fare male, si partecipa ai tentativi di Jim di seguire finalmente il proprio istinto e di scoprire cos’è la libertà, nonostante la ragione lo abbia sempre spinto ad accontentarsi di una gabbia dorata, diventata tutto il suo mondo. In questa storia in cui è forte il conflitto tra razionalità e passione, si rimane stupiti pagina dopo pagina da un protagonista indimenticabile, più umano di quanto si possa immaginare.

TRAMA. Tiger Blues si apre con la presentazione di Jim Beam, della sua famiglia e del luogo in cui vive: “Jim Beam aveva un fratello, una sorella e una madre. Del padre non seppe mai niente. La mamma era seria, preoccupata, sempre nervosa. Aveva paura e non si riposava mai: aveva paura di non riuscire a mantenere i propri figli, aveva paura che uno di loro si ammalasse. Aveva paura di un sacco di cose. Invece Jim non aveva paura di niente, tranne della noia. Abitavano appena fuori Lovelock, in un posto che si chiamava Cottonfarm”. Le vicende partono da quando Jim era piccolo, viveva in un recinto e passava il tempo giocando con i fratelli; prosegue con l’incontro che gli cambierà la vita, quello con il suo coetaneo Axl, e la nascita di un’amicizia decisamente fuori dal comune, così come fuori dal comune è lui, in tutto quello che riesce a fare. Axl e Jim cresceranno insieme uniti da un legame che riuscirà ad andare oltre le loro diversità, fino a quando un evento atmosferico arriverà a sconvolgere le loro esistenze. Acqua, fuoco, terra e aria: la favola di Jim Beam attraversa quattro elementi, un oceano e due continenti. Jim cresce e incontra il successo, lo insegue, lo raggiunge e lo ripudia. Sperimenta la noia esistenziale, la solitudine, la disillusione e il male. Nel punto più basso del suo percorso, quando sarà costretto a fare i conti con la polvere e la fame, con la vacuità dell’esistenza e il deserto degli affetti, sarà allora che troverà l’amore, o almeno scoprirà la sua definizione. E tutto, ma proprio tutto, allora, avrà senso.

L’autore ha deciso di celarsi dietro lo pseudonimo di Jimi B. Jones, che racchiude due nomi in uno: Jim, il protagonista del romanzo, e Brian Jones, l’ex chitarrista dei Rolling Stones che, a giudizio dell’autore, rappresenta l’immagine della tigre perfetta, passionale, divoratrice, creativa, sensibile, sempre in bilico in un mondo dominato dalla logica e dalla ragione. Jimi B. Jones è nato alla fine degli anni settanta. Si è laureato (fin troppo presto, dice lui) in Economia presso l’università Bocconi di Milano. Vive a Bologna, ama la buona musica, il rugby e le belle storie. Si diverte molto a suonare la chitarra e il violino ma è allergico agli spartiti e al metronomo. Si nasconde benissimo tra la folla, ma se vedrete un tizio dormire a un concerto di musica classica, mangiare patatine a un vernissage, o leggere un testo di filosofia in una sala da biliardo, allora l’avrete trovato.

sabato 22 giugno 2019

Amabili confini 2019 chiude con Nadia Terranova


E’ stata Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019, a concludere con un appuntamento “off” l’edizione 2019 di Amabili Confini. La scrittrice e docente alla Scuola del libro di Roma ha dialogato del suo romanzo Addio fantasmi, in piazza san Francesco, a Matera, con Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere) e, a Miglionico, introdotta da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, con Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Particolarmente intenso è stato l’incontro di Nadia Terranova con i lettori di domani: nel Campus dell’Unibas, l’autrice si è confrontata con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Amabili Confini, insomma, chiude la sua quarta edizione con una certezza in più: quello di aver inaugurato e reso realtà un nuovo modo di fare e condividere cultura.

Che il bilancio del progetto di rigenerazione urbana delle periferie sia ampiamente positivo lo si coglie anche dalle parole dell’ideatore di Amabili Confini, Francesco Mongiello: “Ogni anno, alla fine di ogni edizione - racconta- prevaleva su tutto la soddisfazione di aver portato a termine l’iniziativa, senza sforare il budget disponibile. Questa volta – sottolinea- le emozioni sono state il tema dominante di ogni incontro; scaturivano dai racconti dei residenti, dalle riflessioni degli scrittori e dall’atmosfera calorosa; al punto che, mai come in questa occasione, avrei voluto che la rassegna non finisse”.

Nonostante le avversità climatiche, che hanno impedito di svolgere molti degli incontri all’aperto, nelle piazzette delle Macro-Aree, disegnate da Amabili Confini, per intrecciare storie e racconti sul tema di questa edizione “Orizzonti”, il salto di qualità della manifestazione è innegabile.

“Quest’anno – conferma Mongiello- abbiamo registrato, più che nelle scorse edizioni, una maggiore partecipazione sia in termini di pubblico che nel numero di testi pervenuti. Ne abbiamo ricevuti circa 180, tra racconti brevi e poesie, scritti dai migranti, dai detenuti della Casa Circondariale, dai residenti dei quartieri di Matera e di altri Comuni; autori appartenenti a qualsiasi fascia d’età e per i quali Amabili Confini ha rappresentato l’occasione per cimentarsi con la scrittura di un testo breve o di una poesia assecondando le proprie inclinazioni e scoprendo, così, abilità inaspettate; oppure, più semplicemente, per dare forma ai propri pensieri ispirandosi alla parola Orizzonti, tema di questa edizione”.

“Iosif Brodskij- conclude Mongiello- definiva la poesia un acceleratore mentale. Oserei dire che Amabili Confini è un acceleratore di socialità: innesca il desiderio di condivisione e fa emergere quel senso di comunità che vorremmo ritrovare sempre e ovunque”.

giovedì 20 giugno 2019

Paola Perrone, un manuale sul panorama dell'Unione Europea

LECCE - Negli ultimi anni non sono mancati i contrasti tra fonti comunitarie e fonti interne in materia di beni pubblici e, nello specifico, di uso dei beni appartenenti al demanio marittimo concessi a privati per attività turistico ricreative. Paola Perrone traccia i contorni del quadro costituzionale e del panorama normativo di riferimento nell’Unione Europea, realizzando un manuale per gli addetti ai lavori e non solo. Avvocato, Cassazionista, Docente di diritto ed economia, la professionalità a tutto tondo dell’autrice riesce a emergere nell’analisi ben strutturata di quanto accaduto dopo l’approvazione della direttiva Bolkestein.

Paola Perrone pone al centro della riflessione la direttiva Bolkestein, quale provvedimento non inteso a disciplinare nello specifico l’ampio settore dei servizi, ma volto a imporre poche regole generali, lasciando a ogni singolo Stato membro la libertà di decidere al meglio l’applicazione dei principi comunitari. Un testo chiaro e preciso che, a partire dal primo capitolo, alla stregua di un’enciclopedia, spiega le parole chiavi di un ragionamento giuridico, da tempo oggetto d’indagine dopo la sentenza della Corte di Giustizia Europea del 14 luglio 2016. Cerca di porre ordine tra leggi, regolamenti e circolari che ostacolano le realtà imprenditoriali esistenti sul territorio costiero italiano con l’obiettivo di illustrare una materia che entro il 2020 dovrebbe avere una disciplina compatibile con la normativa comunitaria e con la situazione giuridica nostrana. Dopo un excursus legislativo, il volume si concentra sulle procedure di evidenza pubblica come possibilità per continuare a esercitare le attività già esistenti da parte degli imprenditori balneari. Nell’ultimo capitolo l’attenzione ricade sulle concessioni demaniali all’interno dell’UE. La Perrone, dunque, si chiede quali possano essere i risultati di fronte alla proroga per altri quindici anni delle concessioni dinanzi a un atteggiamento restrittivo dell’Autorità giudiziaria italiana e se non sia preferibile, piuttosto, ricercare, proprio all’interno dell’ordinamento nazionale, le idee e le risorse per risolvere la questione.

TRAMA. La vexata quaestio delle concessioni demaniali marittime è attuale alla luce della recente sentenza della Corte di Giustizia europea e dell’orientamento che ha assunto il Giudice Amministrativo Italiano. Il libro vuole offrire agli operatori del settore una visione chiara della disciplina dopo la direttiva Bolkestein, coniugandola agli altri istituti giuridici presenti nell’ordinamento, italiano e comunitario, con l’obiettivo di offrire uno strumento utile di lavoro per quanti avranno l’obbligo di fornire una regolamentazione organica al settore.

Paola Perrone nasce a Lecce nel 1962. Dopo aver conseguito la laurea in Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Parma, inizia a esercitare la professione di avvocato nel 1987, divenendo Cassazionista nel 2003. Già docente di diritto ed economia nelle scuole superiori dal 1994 al 2000, dal 2002 ha, anche, rivestito il ruolo di Giudice Onorario di Tribunale. Nel gennaio 2017 ha conseguito il Master di II livello in “Diritto ed Economia del mare” presso l’Università degli Studi di Pescara “Gabriele D’Annunzio”, esperienza che le ha permesso di indagare a fondo il tema trattato in questo lavoro.

martedì 18 giugno 2019

Amabili confini Off incontra Nadia Terranova finalista del Premio Strega


Amabili Confini, il progetto di rigenerazione urbana delle periferie, giunge all’ultimo capitolo della sua narrazione collettiva di nuovi “Orizzonti”. Ospite “fuori rassegna” è Nadia Terranova, finalista del Premio Strega 2019 con il romanzo, edito da Einaudi, Addio fantasmi.

Il primo appuntamento con Amabili confini Off è martedì 18 giugno, alle ore 18.30, in piazza san Francesco, di fronte all’ex Banca d’Italia, alle 18.30. A dialogare con l’autrice Salvatore D’Alessio (Leggo quindi sono) e Simona Nardulli (ingegnere).

Mercoledì 19 giugno si replica, alle ore 19.30, in piazza Popolo a Miglionico, dove, introdotti da Grazia Ventura dell’associazione Culture in movimento, dialogheranno con Nadia Terranova Marzia Dalessandro (avvocato) e Francesco Bonelli (animatore culturale).

Ultima tappa degli incontri autogestiti dagli studenti sarà l’Università della Basilicata. La scrittrice, docente alla Scuola del libro di Roma e collaboratrice di diverse testate tra cui Repubblica, Internazionale e il Foglio, nel Campus dell’Unibas, sempre il 19 giugno, alle ore 11, si confronterà con le studentesse Asia Andrea Oliano e Noemi Morano dell’associazione Dicemus, coordinate dal professor Domenico Copertino.

Addio fantasmi, che arriva dopo il romanzo d’esordio Gli anni al contrario, con cui Nadia Terranova ha vinto i premi Brancati, Fiesole, Grotte della Gurfa, Bagutta Opera Prima, Viadana e Viadana Giovani, Bergamo, Adotta un esordiente, Premio Narrativa Anni di Piombo Luigi Di Rosa e il premio italo-americano The Bridge Award per la narrativa, è un libro sulla perdita e sull’aspirazione a superarla. Nadia Terranova dà voce a Ida che a trentasei anni torna a Messina per aiutare la madre a sgombrare la casa in cui loro due hanno vissuto, prima con il padre, sparito quando lei aveva tredici anni, e poi da sole. La fuga di Sebastiano, dopo un periodo di intensa depressione, ha condizionato la vita di Ida, i suoi rapporti con la madre e i suoi rapporti con Pietro, il marito che ama, ma con cui dopo un po’ si è inceppato il meccanismo del desiderio. Ida adolescente ha sentito la sparizione del padre come una propria sconfitta; era a lei che la madre disperata aveva delegato il compito di stare accanto al marito; da adulta sulla scena del delitto si trova ad affrontare tutto il proprio rimosso. Rincontrare la sua amica Sara, raccogliere le confidenze straziate di Nikos, il giovane operaio che aggiusta il suo tetto, parlare finalmente con la madre consentono a Ida di ripartire da Messina con una nuova consapevolezza di sé. Un libro catartico per chi l’ha scritto e per chi lo legge, per la sua capacità di dar corpo ai fantasmi, a tutti i fantasmi, non solo ai propri, con una lingua meravigliosamente evocativa nella sua concretezza.