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mercoledì 29 maggio 2019

Basilicata: Amabili confini, con Paolo Giordano per 'Divorare il cielo'

MATERA - Sarà Paolo Giordano lo scrittore ospite del terzo incontro di Amabili Confini nei quartieri. L’appuntamento con l’autore del fortunatissimo La solitudine dei numeri primi (Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima nel 2008), è per giovedì 30 maggio, alle ore 18.30, a Matera, nell’Aula Magna don Tonino Bello della Parrocchia Maria SS Addolorata, in viale delle Nazioni Unite: nel cuore di Serra Venerdì. Paolo Giordano dialogherà con la psicologa Marinunzia Fanelli e lo scrittore Roberto Moliterni. Venerdì 31 maggio, sempre alle 18.30, si replica nell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso, dove a dialogare con l’autore sarà lo psicologo Luciano Antezza.

La mattina di venerdì mattina, alle ore 12, invece, al Liceo classico di Matera, la scrittrice parteciperà ad un incontro interamente autogestito dagli studenti. A dialogare con Paolo Giordano, coordinate dalle docenti Maghita Palumbo e Rosalba Demetrio, dialogano con l’autore le studentesse: Annachiara Clementelli (IV D), Martina Lascaro (IV D), Federica De Bernardis (IV D), Raffaella Loglisci (II D), Sara Massa (II D).

Ma, come sempre, com’è nello spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie, ideato da Francesco Mongiello, ampio spazio sarà data alle voci che arrivano dai quartieri. Paolo Giordano, si confronterà con gli autori dei due racconti brevi realizzati dai residenti della Macroarea Spine Bianche/Piccianello/Serra Venerdì, selezionati uno per sorteggio e l’altro dal team, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto. Il tema proposto per questa quarta edizioni da Amabili Confini è “Orizzonti”.

E’ in questo modo che Amabili confini intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di "cittadino culturale temporaneo" nella Capitale Europea della Cultura 2019. Coordinatrice degli incontri di quartiere è Maria Rosaria Salvatore, a fare da filo conduttore la selezione di brani letti da Genoveffa Capuzzi.

Tra un racconto e l’altro, Paolo Giordano, autore anche dei romanzi Il corpo umano e Il nero e l'argento, parlerà della sua ultima fatica letteraria. Divorare il cielo è il titolo del romanzo, edito da Einaudi. La vicenda raccontata copre un arco temporale di vent'anni: Bern sparisce e Teresa smette di passare le estati dalla nonna; al funerale di questa lo rivede e abbandona la famiglia e l'università per restare con lui nella masseria con altre due coppie; quando il progetto di una comune dedita all'"agricoltura del non fare", rispettosa dei ritmi naturali, fallisce e il gruppo si scioglie, loro puntano tutto su un figlio, e non riuscendo ad averlo, tentano l'inseminazione artificiale; si lasciano e prima del finale in masseria c'è persino una parentesi islandese. Ricco di temi, salti temporali, rivelazioni a sorpresa, colpi di scena, Divorare il cielo conferma il talento narrativo di Giordano, la sua capacità di inchiodare un momento apparentemente insignificante della vita delle persone e di caricarlo emotivamente fino all'inverosimile.

A Matera Piera Carlomagno racconta la Basilicata nel giallo

MATERA - E’ la Basilicata, « terra magica » « aspra e vera » percorsa da Matera al Pollino in sella a una Ducati, la vera protagonista del nuovo giallo di Piera Carlomagno. La scrittrice campana, lucana d’origine, presenta a Matera il suo ultimo libro Una favolosa estate di morte.

Per il ciclo di appuntamenti con gli autori L’angolo delle storie in Fondazione Sassi, sabato 1 giugno 2019 alle 18, i giornalisti Paride Leporace e Lucia Serino e il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico dialogheranno con l’autrice Piera Carlomagno.

I percorsi fra i Sassi, gli affacci panoramici dal belvedere della Cattedrale di Matera o da Rione Dirupo a Pisticci, la via Appia, Nova Siri, Tinchi, sono solo alcuni dei luoghi in cui si dipana l’indagine su un duplice brutale assassinio. A risolvere il caso sono chiamati Loris Ferrara, magistrato in crisi che vuol rifarsi una vita, e l’anatomopatologa Viola Guarino che, divisa tra scienza e magia, mette a nudo l’anima più segreta di una Basilicata remota ed esoterica.

Abilissima nel leggere la scena del crimine, convinta sostenitrice dei metodi scientifici d’indagine, la Guarino ha un sesto senso prodigioso. “Strega” la chiamavano da bambina. “Strega” pensano oggi di lei i suoi concittadini. E del resto, è la nipote di Menghina, celebre lamentatrice funebre della Lucania, una che ha trasformato la morte in professione e di stranezze se ne intende. Turbata dai sentimenti che prova per l’ombroso Ferrara, Viola si getta a capofitto nell’inchiesta. Mentre incombono i preparativi per Matera 2019 Capitale della Cultura, Viola dovrà confrontarsi con i misteri di un Sud in cui tutto sta cambiando anche se nulla cambia mai davvero.

In Una favolosa estate di morte, edito per i tipi di Rizzoli (pagg. 220 - prezzo di copertina 18,00 euro), Piera Carlomagno svela il male profondo di una terra insieme ai tormenti e alle malinconie delle donne che la abitano.

L’incontro è organizzato in collaborazione con la Libreria dell’Arco e le associazioni culturali Amabili confini, Leggère controvento e Matera Poesia ’95 e con il sostegno di: Bawer S.p.A, Italcementi S.p.A e Tecnoparco Valbasento S.p.A.

Biografia dell’autrice

Piera Carlomagno è giornalista professionista e presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival.

martedì 28 maggio 2019

Filiano, "Leggere è… un divertimento fatto di parole”: premiati i vincitori del concorso di scrittura


FILIANO (PZ) - “Cara amica mia, devi sapere che leggere mi trasmette tante emozioni, mi incuriosisce e stimola la mia fantasia. Amo tanto leggere!”. Così apre il componimento con cui Carmen Carriero ha vinto il Concorso “Leggere è… un divertimento fatto di parole”, promosso dall’Associazione Pro Loco di Filiano, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Filiano e l’Istituto Comprensivo “Federico II di Svevia” Avigliano Frazioni-Filiano e con il patrocinio del Comune di Filiano.

Il Concorso intende favorire – attraverso l’elaborazione di un testo scritto nella forma di una lettera, un diario o anche di un racconto - una riflessione sulla lettura per arrivare a formulare considerazioni accattivanti che invoglino alla lettura e inducano a pensare che leggere è un divertimento.

La Commissione giudicatrice, composta dall’operatore di biblioteca Vito Sabia, il dirigente scolastico Amelia Maio, la vicepresidente della Pro Loco Donatella Oppido, il presidente del Forum giovanile C63 Angelo Zaccagnino e il lettore Ivan Mecca, dopo aver esaminato attentamente gli elaborati in conformità ai parametri di valutazione stabiliti dal bando di concorso, ha decretato primo classificato Carmen Carriero della classe 4ª, secondo classificato Chiara Pace della classe 3ª e terzo classificato Anna Carmen Pace della classe 4ª, tutte della Scuola Primaria di Filiano.

La premiazione del concorso si è tenuta sabato scorso durante la manifestazione “Una merenda di libri”, che rientra nel ricco programma de “Il Maggio dei Libri 2019” del Comune di Filiano.

Le iniziative si concluderanno venerdì 31 maggio con l’appuntamento “Leggere Poetare Musicare”, organizzato dal Forum giovanile C63 e avente lo scopo di sensibilizzare alla lettura attraverso la comprensione e l'interpretazione di brani di poesie, seguiti da accompagnamenti musicali.

venerdì 24 maggio 2019

A Matera presentazione del libro "La tua patria è il mondo intero" di Lorenzo Marsili


Sabato 25 Maggio alle ore 18:30 in Piazzetta della cittadinanza Attiva a Matera, DiEM25 Matera presenta il libro "La tua patria è il mondo intero" (edizioni Laterza) insieme all'autore Lorenzo Marsili, Giornalista, co-fondatore e direttore di European Alternatives e co-fondatore insieme a Yanis Varoufakis di DiEM25.

Il dibattito, grazie alla presentazione del libro, affronterà i temi cari a DiEM25 presentati nel suo Green New Deal per l’Europa, con un occhio ai territori e ai movimenti civici che stanno nascendo dal basso in tutta Europa come alternativa all’establishment e ai populismi, raccontando un'idea diversa di Europa a ridosso delle elezioni Europee.

Alla presentazione prenderà parte, oltre all’autore Lorenzo Marsili, la poetessa Marta Cillero Manzano.

Le conversazioni saranno intervallate dalla lettura di alcune significative poesie tratte da "Ho molte ragioni per disimpararti" (edizioni ensemble) e da alcuni brani musicali a tema.

Tutta la cittadinanza è quindi invitata sabato 25 Maggio, alle ore 18:30 in Piazzetta della Cittadinanza Attiva a Matera.

mercoledì 22 maggio 2019

Il Maggio dei Libri 2019 dell'Associazione Culturale “San Ginesio”


MACERATA - L’Associazione Culturale “San Ginesio” e il Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio (MC), in occasione della Campagna Nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei libri 2019”, presentano all’interno della pagina social https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/ un estratto del libro Il Giovane Holden di J. D. Salinger il cui inizio è il seguente: “Il libro che stavo leggendo era quello che avevo preso in biblioteca per sbaglio. Mi avevano dato un libro sbagliato, e io non me n’ero accorto finché non ero tornato in camera mia.”

L’evento on line è curato da: Alba Piatti, Presidente dell’Associazione Culturale “San Ginesio” e dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni.

martedì 21 maggio 2019

Flavia Salomone presenta a Matera 'C'era una volta Homo'


MATERA - Dopo la tappa pugliese, continua il tour italiano dell’antropologa e divulgatrice scientifica Flavia Salomone e questa volta approda nella Capitale Europea della Cultura 2019. Saranno, infatti, proprio i locali del Mondadori Bookstore di Matera (Piazza Vittorio Veneto, 16/B) ad ospitare - GIOVEDÌ 23 MAGGIO [ORE 18:30] - la presentazione del fortunato libro di Flavia Salomone C’era una volta Homo [Edizioni Espera |Collana ArcheoRacconti 7 | www.edizioniespera.com].

Come funziona l’evoluzione e che ruolo hanno giocato le mani? Chi era Homo naledi? Quali uomini per primi sono usciti dall’Africa per conquistare nuove terre? Quali sono stati gli eventi cruciali che circa 7 milioni di anni fa hanno fatto sì che una scimmia molto “coraggiosa” abbia intrapreso un percorso che ha portato fino a noi? Perché nel 2019 ha ancora senso il racconto dell’evoluzione umana?

La giornalista Rossella Montemurro dialogherà con Flavia Salomone andando alla scoperta della Storia delle Storie, quella che si perde nella notte dei tempi fino all’alba dell’umanità. Attraverso aneddoti, curiosità e casi irrisolti si viaggerà nel tempo alla scoperta delle nostre radici più remote.

A quattro anni dalla prima edizione e a 210 anni esatti dalla nascita di Charles Darwin, è tornato in tutte le librerie – per Edizioni Espera – la nuova e attesissima edizione di “C’era una volta Homo”, fortunato libro dell’antropologa e divulgatrice scientifica Flavia Salomone.

Questa pubblicazione, completamente rinnovata nel layout grafico, arricchita da nuovi contenuti e dalle illustrazioni di Giada Giannetti, si pone l’obiettivo di proporre tematiche complesse, come l’evoluzione, ai bambini più piccoli.

Un linguaggio semplice e accattivante, corredato da disegni, rende questo libro unico nel suo genere. Fedele all’idea originaria di colmare un vuoto editoriale, si propone come un valido supporto didattico per le scuole e per chiunque voglia scoprire chi siamo e da dove veniamo.

Come in un puzzle, l’autrice guida i piccoli lettori in un affascinante viaggio a ritroso nel tempo e a partire dalle testimonianze che la terra restituisce, i fossili, racconta la storia del nostro divenire umani. Un percorso lungo, che si è svolto in milioni di anni in cui le mani e il cervello hanno avuto un ruolo determinante. Tutto è cominciato con lo scendere dagli alberi acquisire una postura bipede… La narrazione del nostro passato più remoto è affidata proprio ai protagonisti: i nostri antenati. Saranno proprio Homo naledi, Lucy, la Mamma di Ostuni e molti altri a raccontarsi.

Affianca il libro Con le mani di Homo, un progetto di divulgazione scientifica che da anni sta girando l'Italia – scuole, musei, aree archeologiche, biblioteche, parchi tematici, centri ricreativi – con l’obbiettivo di avvicinare i più piccoli alla scienza attraverso la manualità e la possibilità di essere protagonisti del proprio processo di apprendimento.

Nel corso degli ultimi due anni, il progetto ‘Con le mani di Homo’ ha dato vita a oltre 100 eventi tra presentazioni e laboratori [in scuole, librerie, musei, biblioteche e parchi tematici], coinvolgendo ad oggi più di 4.000 bambini provenienti da circa 200 scuole primarie di tutta Italia, per un totale di circa 300 classi!

L'AUTRICE

FLAVIA SALOMONE [Roma, 1965] vive e lavora a Roma. Biologa e antropologa fisica, dopo la laurea in Biologia a indirizzo Antropologico, si è dedicata per alcuni anni alla ricerca nel campo della biologia delle popolazioni del passato, in modo particolare antichi romani, presso i laboratori di antropologia de ‘La Sapienza’ Università di Roma e del Museo Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma. Si occupa di divulgazione e, dal 2014, propone attività educativo-didattiche in collaborazione con varie associazioni e Musei rivolte alle scuole e alle famiglie. Da gennaio 2019 in collaborazione con lo staff del Museo di Casal de’ Pazzi di Roma ha dato vita ai “Lunedì con l’antropologa” incontri con laboratori sull’evoluzione del linguaggio dedicati alla scuola primaria.

Con il progetto di divulgazione scientifica Con le mani di Homo, che sta girando per l'Italia – scuole, musei, aree archeologiche – si è posta l’obbiettivo di avvicinare i più piccoli a scoprire, attraverso le tracce scolpite nel tempo, il cammino della nostra specie e recuperare così le nostre origini più remote.

martedì 14 maggio 2019

Mirko Orlando presenta ''Paradiso Italia'', una fotografia della nostra nazione

REDAZIONE - Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”, un’opera di graphic journalism in uscita a maggio 2019 per la casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. Temi portanti del reportage sono l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che giungono ogni giorno nel nostro Paese, con il loro carico di dolore e di speranze presto infrante sulle coste italiane. Una lucida cronaca che espone il punto di vista di chi vive clandestino in terra straniera, condotta attraverso la suggestiva commistione di fotografia e fumetto. Con obiettività e profondo rispetto per una realtà che non può e non deve essere ignorata, Mirko Orlando invita il lettore a non tollerare il silenzio, perché il silenzio uccide la dignità, i diritti umani e la libertà.

Paradiso Italia si apre sulla raffigurazione di un Eden che ha perso la sua valenza salvifica, che ha fallito il suo compito; è infatti lo stesso autore, il fotografo e illustratore Mirko Orlando, a ricordarci come l’etimologia della parola “paradiso” sia riconducibile al termine “recinto”. Ancora una volta c’è un muro a tenere separati tra di loro gli esseri umani, il muro originario, primo esempio di esclusione. E dalle parole “la storia è la versione profana di questo fallimento” ha inizio la cronaca che racconterà l’esperienza dell’autore con i migranti clandestini nel nostro Paese, con i quali ha vissuto, ha condiviso il cibo, gli sguardi e le vicende di vita. Mirko Orlando restituisce la voce a chi ha tanto da raccontare ma soffoca nell’indifferenza, e lo fa senza scadere nella retorica buonista, senza dimenticare che tutti gli esseri umani hanno le loro luci e le loro ombre. Paradiso Italia è una potente opera grafica e un acuto pezzo di giornalismo; un testo che miscela scrittura, disegno e fotografia, aggiungendo un profondo valore simbolico alla realtà più cruda e sfrontata. Lo si vede nella mattanza dei cani all’inizio dell’opera: la morte dell’innocenza, della fiducia, della speranza di una vita dignitosa; lo si vede nelle grandi e sproporzionate mani che disegna l’illustratore, mani grandi quanto vuote, metafora del senso di impotenza che attraversa tutta la narrazione.




“Basta coprirsi gli occhi e ignorare la massa di disperati che ti gira intorno”, si dice nel testo, eppure Mirko Orlando non vuole farlo, e nonostante si chieda lucidamente se l’interesse per i diritti umani mascheri il suo narcisismo, decide di attivarsi concretamente per comprendere una realtà che non può neanche essere immaginata, e che non è quella patetica o maledetta raccontata dalla televisione e dalla politica. L’autore riporta il punto di vista di chi è in fuga da guerre, fame, violenze, morte certa e dolorosa. Lo racconta dall’interno, vivendo con i migranti, registrando il bello e il brutto di loro, non negando che la diversità spaventa, che occorre impegno e consapevolezza per capirla e accettarla. L’autore narra tragiche storie di vita vissuta, storie che “semplicemente accadono”, che non hanno inizio né fine, che spesso non hanno neanche un senso. Focalizzando la sua attenzione sugli occhi dei migranti, sui sentimenti di disperazione e fierezza che attraversano le loro iridi, l’artista si interroga e li interroga sulla loro sopravvivenza sul suolo italico, sulla loro esistenza spesa a protestare, fuggire e sopportare.

TRAMA. Un fotografo italiano decide di dar voce ai migranti che vivono clandestinamente nel nostro paese. Si accampa con loro, raccoglie le loro storie, fotografa la loro quotidianità, nel tentativo di scavare più a fondo nel cuore del tema immigrazione. Chi sono queste persone? Cosa pensano di noi? Che visione hanno di uno stato di “emergenza” che dura ormai da troppo tempo? Dagli occupanti delle palazzine dell’ex Moia di Torino ai rifugiati delle baracche nella periferia di Ventimiglia, passando da chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa, fino ai braccianti del ghetto Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, le storie di N, di J, di L raccontate in Paradiso Italia ci permettono di guardare l’immigrazione con occhi diversi, i loro. Attraverso una contaminazione di linguaggi, dove il fumetto dilata il tempo e lo spazio della fotografia, Mirko Orlando firma una potente opera di graphic journalism per raccontare una realtà che va oltre gli slogan sulla chiusura dei porti. Un libro senza falsa retorica né sconti, che ci mostra chiaramente le sbarre di una prigione che si chiama Italia, nella quale può essere terribile restare ma da cui, paradossalmente, è impossibile fuggire.

Mirko Orlando è nato a Napoli nel 1981. Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Roma, abbandona la pittura e l’illustrazione per dedicarsi alla fotografia sotto la guida di Roberto Bossaglia e Nicola Smerilli. Per un periodo frequenta le gallerie d’arte della capitale, dove scopre che l’arte significa ben poco senza i discorsi che l’accompagnano. Accantona la fotografia per un periodo e si dedica all’approfondimento teorico della sociologia, della filosofia e dell’antropologia. Scrive per Gente di fotografia, L’aperitivo illustrato, Illuminazioni, Fotoinfo, Storia e futuro. Pubblica i saggi di antropologia visiva Fotografia post mortem (Castelvecchi, 2013) e Per una teoria generale della fotografia post mortem (Il Mulino, 2014). Dopo aver conosciuto il fotografo situazionista Pino Bertelli (che gli insegna a scattare fotografie come si tirano sanpietrini), riprende la macchina fotografica e decide di dedicarsi alla documentazione dei fenomeni di marginalità sociale. 

Lavora per la stampa periodica nazionale e pubblica alcuni reportage su Barricate, A, Domus, Tracce, e il libro fotografico Il volto (e la voce) della strada (Lindau, 2012). Poi gira l’Europa, passa per il Marocco, e trascorre un intero anno a girovagare per il Sud-est asiatico: India, Cambogia, Laos, Tailandia, dove impara a vivere e ad arrangiarsi negli Slum. Tornato in Italia non trova meno ghetti, meno emarginazione, meno disperazione, ed è per dar voce a questo dolore che continua a far scattare l’otturatore della sua macchina fotografica. Nella graphic novel Paradiso Italia (Edicola Ediciones, 2019), finalmente, trova un equilibrio tra le sue molte “personalità”: un’opera di graphic journalism dove fotografia, illustrazione e scrittura si fondono e collaborano affinché si possano narrare le trame che definiscono il nostro tempo.

lunedì 13 maggio 2019

Matteo Gracis presenta il libro 'Canapa'


DI REDAZIONE - Il giornalista e scrittore Matteo Gracis presenta ''Canapa'' una storia incredibile, un’opera che racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i mille usi di questa “pianta miracolosa”, alternandone la narrazione con l’entusiasmante resoconto delle esperienze che hanno portato l’autore a fondare e dirigere “Dolce Vita”, la più importante rivista italiana sulla cultura della Canapa e sugli stili di vita alternativi. La Canapa come non è mai stata raccontata in un’opera a metà strada tra saggio e memoir, che si avvale di un’appassionata prefazione di Beppe Grillo e di una sentita postfazione di George Jung (il Boston George interpretato da Johnny Depp nel film “Blow”).

TRAMA. Una pianta che da migliaia di anni accompagna l’umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra quella pianta e i suoi prodot¬ti, quando sono avvolti da quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragaz¬zo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sui motivi per cui quella pianta sia bandita dall’agri¬coltura, dall’industria e dalla farmacopea, luoghi in cui aveva dimorato e prosperato per secoli. Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web, con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizza¬zione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana sulla cultura della Ca¬napa e gli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tor¬mentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo Gracis che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è in¬ventato imprenditore di successo nel settore della co¬municazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, al¬meno in versione “light”, anche nel nostro paese. Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti.

Matteo Gracis (Pieve di Cadore – Belluno, 1983) è un giornalista, nomade digitale e libero pensatore. Ha vissuto per alcuni anni a Milano, dove nel 2004 ha aperto la sua società di comunicazione/editoria, e dove ha fondato e dirige la rivista Dolce Vita. Dal 2008 è entrato nell’ordine nazionale dei giornalisti (elenco pubblicisti). Segue inoltre alcune attività commerciali, artistiche e culturali, ed è un appassionato viaggiatore. Esperto di cultura della Canapa, è consulente di alcune delle più importanti aziende europee del settore. Dal 2018 collabora come autore al blog Beppegrillo.it. “Stay human” è la sua filosofia di vita.

Libri: Tracy Farr presenta il libro 'Dopo la pioggia (The Hope Fault)'

MILANO - Una celebrazione della famiglia non intesa nel senso tradizionale, un invito ad abbandonare le riserve e ad abbracciare i legami che la vita ci fa intrecciare, volenti o nolenti, scoprendo che l’amore e l’accettazione possono nascere anche da situazioni impreviste. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra le pagine di Dopo la pioggia (The Hope Fault), il secondo romanzo della scrittrice australiana Tracy Farr. Una storia divisa in tre parti: “Pioggia”, in cui si racconta il complicato presente di un gruppo di personaggi facenti parte di una famiglia allargata, che si ritrovano in un piovoso weekend invernale nella vecchia casa delle vacanze ormai venduta per impacchettare beni e ricordi; “Rosa”, in cui l’autrice gioca col tempo partendo da quello stesso presente e andando a ritroso fino a cento anni prima, raccontando la vita della matriarca della famiglia; “Speranza”, un ritorno al presente, la conclusione di un fine settimana intimo e intenso, che lascerà un segno nelle vite di tutti i personaggi.

Ambientato a Cassetown, immaginaria città di mare australiana, il romanzo propone una riflessione sui concetti di casa e di famiglia, sulla necessità di disfare per ricominciare, e sul coraggio di accettare che si è sempre in precario equilibrio su una frattura del terreno, anche quando si è circondati dalla solidità degli affetti. Tracy Farr propone un’idea delle relazioni famigliari in analogia con la creazione delle mappe geografiche: in entrambe si cerca l’orientamento, una guida nel mare burrascoso della vita, in una si connettono persone, nell’altra luoghi per definire la realtà, per bloccarla e tramandarla nel tempo. La casa nel romanzo diventa un microcosmo chiuso in cui i personaggi, come gli attori di una pièce teatrale, mettono in scena le loro ansie, i loro dolori, i loro complessi sentimenti d’amore. Una casa “che respira” in cui convivono non solo i personaggi ma anche il passato e il presente, una casa che contiene i ricordi di una vita, come il libro di Rosa “Le favole di Miss Fortune”, che diventa un espediente per ripensare e rileggere il valore dei legami famigliari, il valore del tempo trascorso e di quello che verrà. La pioggia incessante è nell’opera simbolo di purificazione, di rinascita dopo una svolta importante, ed è infatti quando finalmente smette di cadere che la famiglia si riunirà per dare un nuovo nome all’ultima nata, un nome che diventa la chiave di volta per cominciare una nuova storia, un nome che, come il paziente ricamo di Iris, come i disegni di Kurt, o le parole nei libri di Rosa e Zigmund, assume il significato di eternità, di determinazione di un punto fisso nel continuum spazio temporale.

TRAMA. A Cassetown Iris e la sua famiglia allargata - l’ex marito, sua moglie e la loro bambina, suo figlio e la figlia della sua migliore amica - si riuniscono in un lungo fine settimana per impacchettare i propri averi nella casa di vacanza ormai venduta. Si ritrovano assieme per un’ultima volta, per un ultimo fine settimana, per un ultimo party. Dopo la pioggia celebra le complessità famigliari quotidiane: zie e fratellastri ed ex, e una bambina che attende ancora di ricevere un nome; genitori e partner che mancano, e coloro che li rimpiazzano. Parla delle faglie che corrono sotto la superficie e dell’angoscia e dell’incertezza - del fatto che la terra potrebbe slittare, letteralmente o metaforicamente, sotto i nostri piedi in qualsiasi momento. È un romanzo dei giorni nostri che gioca con il tempo e con il modo di raccontare le storie, un’opera che ritrova la poesia e la bellezza nella scienza, ma anche la magia nei paesaggi.

BIOGRAFIA. Un tempo dedita alle scienze, Tracy Farr è un’autrice di romanzi e racconti. Cresciuta in Australia, vive da vent’anni in Nuova Zelanda; considera entrambi i posti come la sua casa. Il suo romanzo d’esordio, The Life and Loves of Lena Gaunt (Fremantle Press, 2014), è stato inserito nella lista preliminare per il Miles Franklin Literary Award del 2014, e incluso nella rosa dei candidati per i WA Premier’s Book Award e Barbara Jefferis Award del 2014, e in seguito pubblicato nel Regno Unito e negli USA. Dopo la pioggia (The Hope Fault) è il suo secondo romanzo.

mercoledì 8 maggio 2019

''Non è successo niente'': esce il libro tratto dal blog fenomeno del web


MILANO - Il 16 maggio arriva il libro tratto dal blog fenomeno del web Non è successo niente, edito da BeccoGiallo. L'autore Nicolò Targhetta firma una raccolta di storie veloci, corrosive, da leggere sulla metro o nella pausa pranzo. Un concentrato di ironia che si prende gioco dei nostri tic, delle nostre paure, delle nostre inadeguatezze. 

Dal blog, oltre al libro, è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale che - dopo i primi appuntamenti sold out in Veneto, terra natale dell’autore - farà tappa a Bologna (23 maggio), Torino (27 maggio), Milano (28 maggio), Roma (19 luglio), Firenze e Napoli (date da definire). 

Un mix esilarante di dialoghi alla Joe R. Lansdale e situazioni alla Woody Allen, conditi con abbondanti dosaggi di Monty Python, Pif, Stefano Benni e Guido Catalano, racconta le avventure comiche e surreali dei trentenni Nicolò, Sergej e Primo. Pubblicate ogni giorno a mezzogiorno su Facebook (https://www.facebook.com/ nonesuccessoniente/), le puntate di Non è successo niente sono diventate un immancabile appuntamento quotidiano per 90.000 fedelissimi lettori, tanto da convincere Becco Giallo a raccogliere gli episodi migliori in questo libro.

“Non è successo niente - racconta l’autore Nicolò Targhetta - è quello che dicevo ai miei quando, da piccolo, tornavo a casa da scuola. Mi succedevano le cose più spaventose in quella scuola, cicatrici esperienziali che mi avrebbero segnato tutta la vita e io a “com’è andata oggi?” rispondevo sempre “non è successo niente”. La cosa si è ripetuta dopo l’università. 110 e lode, applausi e poi non è successo niente. Anche per colpa mia, si intende. Ma mi sono scoperto a riutilizzare quella scusa. Quando qualcuno ti dice che “non è successo niente”, significa, di solito, che è successo tutto quanto.  

Conosciamo l'autore: Nicolò Targhetta legge e scrive per ventinove anni, poi due anni fa si sveglia con la sensazione di non riuscire più a scrivere, così decide di farlo tutti i giorni. In questo modo, scopre che quella che pensava fosse una passione, era un’esigenza. Apre la pagina Facebook “Non è successo niente” dove racconta una storia al giorno. Da subito la pagina ha un enorme successo e lui diventa, suo malgrado, una star del web.

giovedì 2 maggio 2019

Libri: ‘O diario ‘e nu maccarone


di FRANCESCO GRECO - “Primma ‘e tutto aggi’a dicere na cosa: chistu ccà è nu giurnale ‘e buordo, no nu diario. ‘O saccio buono ca ‘ncopp’’ a cupertina ce sta scritto diario…”. Se il napoletano è una lingua autonoma (al pari del romanesco e il siciliano), a cui Eduardo, Totò, Peppino e la canzone hanno dato splendore e dignità, si rivela editorialmente azzeccata l’operazione di traduzione dall’inglese del diario di Jeff Kinney (magistralmente opera dello scrittore Francesco Durante), proposta dall’editrice Il Castoro, Milano 2018, pp. 218, euro 13,00 col titolo: “’O diario ‘e nu maccarone” (Nu cuntu cu ‘e figurelle), così a Napoli chiamano la schiappa, cioè il ragazzino un po’ imbranato, pasticcione, pestifero, che sta crescendo e fra scuola e famiglia cerca di darsi un’identità autonoma. Godibilissime le vignette.

Così il bambino napoletano racchiude tutta l’enorme ricchezza semantica della sua cultura di provenienza, disincantata e ingenua, un pò folle, fino a trasfigurarsi quasi in un’entità antropologica più intrigante e barocca della “schiappa” d’origine. Sulle pagine del diario scorre lentamente, giorno per giorno, mese per mese, la sua vita densa di avvenimenti, di piccoli conflitti, di stravaganze. Chissà come sarebbe il diario del bambino nato fra i vicoli dei sanpietrini di Roma e la sudicia periferia di Palermo?

martedì 30 aprile 2019

Libri: Dopo la pioggia (The Hope Fault) di Tracy Farr


MILANO - Dopo il successo ottenuto con romanzo d’esordio The life and loves of Lena Gaunt, la scrittrice Tracy Farr presenta Dopo la pioggia (The Hope Fault), una storia famigliare che riflette sulla natura delle relazioni interpersonali, e sull’importanza di accettare la vita anche nei momenti di buio, anche nelle difficili fasi in cui si deve disfare la trama della propria esistenza. L’autrice australiana naturalizzata neozelandese arriva per la prima volta in Italia con una sua opera grazie a Parallelo45 Edizioni, confermando il suo talento e la forza evocativa della sua scrittura.

Una celebrazione della famiglia non intesa nel senso tradizionale, un invito ad abbandonare le riserve e ad abbracciare i legami che la vita ci fa intrecciare, volenti o nolenti, scoprendo che l’amore e l’accettazione possono nascere anche da situazioni impreviste. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra le pagine di Dopo la pioggia (The Hope Fault), il secondo romanzo della scrittrice australiana Tracy Farr. Una storia divisa in tre parti: “Pioggia”, in cui si racconta il complicato presente di un gruppo di personaggi facenti parte di una famiglia allargata, che si ritrovano in un piovoso weekend invernale nella vecchia casa delle vacanze ormai venduta per impacchettare beni e ricordi; “Rosa”, in cui l’autrice gioca col tempo partendo da quello stesso presente e andando a ritroso fino a cento anni prima, raccontando la vita della matriarca della famiglia; “Speranza”, un ritorno al presente, la conclusione di un fine settimana intimo e intenso, che lascerà un segno nelle vite di tutti i personaggi.

Ambientato a Cassetown, immaginaria città di mare australiana, il romanzo propone una riflessione sui concetti di casa e di famiglia, sulla necessità di disfare per ricominciare, e sul coraggio di accettare che si è sempre in precario equilibrio su una frattura del terreno, anche quando si è circondati dalla solidità degli affetti. Tracy Farr propone un’idea delle relazioni famigliari in analogia con la creazione delle mappe geografiche: in entrambe si cerca l’orientamento, una guida nel mare burrascoso della vita, in una si connettono persone, nell’altra luoghi per definire la realtà, per bloccarla e tramandarla nel tempo. La casa nel romanzo diventa un microcosmo chiuso in cui i personaggi, come gli attori di una pièce teatrale, mettono in scena le loro ansie, i loro dolori, i loro complessi sentimenti d’amore. Una casa “che respira” in cui convivono non solo i personaggi ma anche il passato e il presente, una casa che contiene i ricordi di una vita, come il libro di Rosa “Le favole di Miss Fortune”, che diventa un espediente per ripensare e rileggere il valore dei legami famigliari, il valore del tempo trascorso e di quello che verrà. La pioggia incessante è nell’opera simbolo di purificazione, di rinascita dopo una svolta importante, ed è infatti quando finalmente smette di cadere che la famiglia si riunirà per dare un nuovo nome all’ultima nata, un nome che diventa la chiave di volta per cominciare una nuova storia, un nome che, come il paziente ricamo di Iris, come i disegni di Kurt, o le parole nei libri di Rosa e Zigmund, assume il significato di eternità, di determinazione di un punto fisso nel continuum spazio temporale.

TRAMA - A Cassetown Iris e la sua famiglia allargata - l’ex marito, sua moglie e la loro bambina, suo figlio e la figlia della sua migliore amica - si riuniscono in un lungo fine settimana per impacchettare i propri averi nella casa di vacanza ormai venduta. Si ritrovano assieme per un’ultima volta, per un ultimo fine settimana, per un ultimo party. Dopo la pioggia celebra le complessità famigliari quotidiane: zie e fratellastri ed ex, e una bambina che attende ancora di ricevere un nome; genitori e partner che mancano, e coloro che li rimpiazzano. Parla delle faglie che corrono sotto la superficie e dell’angoscia e dell’incertezza - del fatto che la terra potrebbe slittare, letteralmente o metaforicamente, sotto i nostri piedi in qualsiasi momento. È un romanzo dei giorni nostri che gioca con il tempo e con il modo di raccontare le storie, un’opera che ritrova la poesia e la bellezza nella scienza, ma anche la magia nei paesaggi.

Un tempo dedita alle scienze, Tracy Farr è un’autrice di romanzi e racconti. Cresciuta in Australia, vive da vent’anni in Nuova Zelanda; considera entrambi i posti come la sua casa. Il suo romanzo d’esordio, The Life and Loves of Lena Gaunt (Fremantle Press, 2014), è stato inserito nella lista preliminare per il Miles Franklin Literary Award del 2014, e incluso nella rosa dei candidati per i WA Premier’s Book Award e Barbara Jefferis Award del 2014, e in seguito pubblicato nel Regno Unito e negli USA. Dopo la pioggia (The Hope Fault) è il suo secondo romanzo.

venerdì 26 aprile 2019

Guido De Felice presenta la sua raccolta di poesie 'Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)'


BOLOGNA - Guido Paolo De Felice presenta la sua raccolta di poesie e di brevi racconti “Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo)”, vincitrice del Premio Self publishing 2018 - Categoria Poesia- nel concorso letterario “Il mio esordio” promosso da IlMioLibro.it. Un’opera che parla d’amore e di ricerca interiore, che rapisce il lettore con la semplicità e la profondità delle sue liriche. Dopo la raccolta poetica “Quella notte a Parigi”, un nuovo, emozionante lavoro dell’autore campano molto amato e seguito sui social network, che solo su Instagram vanta più di 38.000 follower.

Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è una raccolta di poesie e di brevi racconti, che ha come nucleo pulsante il sentimento bramato, bistrattato, celebrato e sottovalutato dell’amore. Guido Paolo De Felice presenta liriche che toccano l’anima, e che raccontano con semplicità di un sentimento universale, declinato nelle sue infinite manifestazioni. Semplicità che mai come in quest’opera non significa banalità, perché nella leggerezza apparente delle poesie è racchiuso un complesso mondo di sensazioni e di sentimenti, di immagini, odori e sapori. Nel suo stile diretto e asciutto l’autore sa parlare d’amore raccontandolo nel suo potere di mettere le ali ai piedi degli innamorati, così come in quello di incatenare a terra i cuori più tormentati. Un amore per cui vale la pena vivere e morire, per cui vale la pena alzarsi al mattino e addormentarsi di notte fiduciosi del futuro; un amore che riesce ad elevare anche l’anima di chi non è corrisposto, che consuma e rigenera, che porta sorrisi e lacrime. Un sentimento che ha ispirato nei secoli poeti e musicisti, e che come una bussola non smetterà mai di orientare la vita umana, al pari delle stelle per i vecchi lupi di mare. De Felice decide di raccontare l’amore senza filtri e simbolismi, andando dritto al punto; nella raccolta sono presenti poesie che trasudano romanticismo, e altre che con lucidità disarmante raccontano di nostalgia e di mancanza: “E invece noi fummo così bravi a perderci, per sempre”. Ma ciò che conta, alla fine, è aver scelto di tentare nonostante la possibilità concreta del fallimento, piuttosto che non provare, non sentire, non buttarsi nel vasto mare che sa accogliere e cullare così come sommergere: “Non smettere di credere che ogni caduta, ogni livido, ogni bastonata un giorno avrà un senso”. Le cose che ho scritto di te (mentre ti aspettavo) è un’opera coraggiosa in tempi in cui l’amore è spesso visto come un sentimento riservato ai deboli; una raccolta che ha riscosso notevole successo e che ha permesso all’autore di vincere il Premio Self Publishing (categoria Poesia) al concorso letterario nazionale “Il mio esordio”.

TRAMA. Questo libro nasce con l'idea di voler raccontare l'amore, in tutte le sue forme e in tutte le sue modalità: c'è l'amore desiderato, l'amore non corrisposto, l'amore che ti consuma, l'amore che ti toglie il sonno e quello che invece ti permette di sognare. C'è amore dalla prima lettera, fino all'ultimo capoverso. È un libro scritto per chi, anche affannosamente, ma cocciutamente, non smette di credere nel lieto fine e non saprà mai accontentarsi di un "quasi" amore.

Guido Paolo De Felice (Caserta, 1985) è un chirurgo specializzato in Odontostomatologia e scrittore di poesie e aforismi. Pubblica nel 2018 per Edizioni PensieriParole, nella collana “I migliori 100”, la raccolta di frasi e aforismi Quella notte a Parigi, e sempre nel 2018 pubblica in self publishing la raccolta di poesie e di brevi brani in prosa Le cose che ho scritto di te, vincitrice del premio Self Publishing 2018 categoria Poesia del concorso “Il Mio Esordio 2018”, indetto dal sito IlMioLibro.it. Pubblica inoltre per Pagine Editore alcune poesie in due differenti raccolte: “Le tue parole” (vol. 1) ed “Emozioni”.

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lunedì 15 aprile 2019

Serenella: Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury

di REDAZIONE - Serenella. Gioie e dolori di una donna di Antonettore Maury è una toccante dichiarazione d’amore, un delicato omaggio alla donna della sua vita che ha lasciato questa Terra ma mai il suo cuore. Lo scrittore e saggista presta la voce alla moglie defunta e ne scrive le memorie in prima persona, come se fossero narrate da lei stessa. Serenella racconta del suo passato, delle sue gioie e dei tanti dolori, fa un bilancio della sua vita e osserva dall’esterno i giorni successivi al suo trapasso, attraverso gli occhi dell’uomo che le è stato accanto per cinquant’anni. Un commovente racconto d’amore e di perdita, un romanzo intimo e personale che per l’autenticità della sua storia si fa universale, coinvolgendo il lettore con la sua disarmante semplicità.


TRAMA. Una barella entra nell’Hospice di Perugia con una paziente in fin di vita che lamenta dolori insopportabili: è Serenella, una donna forte e coraggiosa che non vuole arrendersi al tumore in fase terminale che la sta distruggendo. Quando i dolori si attenuano un po’, lei comincia a ripercorrere la storia della sua vita, una vita semplice e felice. Ha sposato Toty, l’uomo che l’ha assistita fino all’ultimo e che ha deciso di prestarle la sua penna per scriverne la storia. Ha avuto due bei figli, ora ultraquarantenni, e tre nipoti. Prima che il tumore la colpisse, aveva sofferto per anni di sclerosi multipla. È stata un’esperienza molto felice, nonostante tutte le dure prove che ha dovuto affrontare, fatta di tanti piccoli e grandi ricordi, che insegnano come la felicità sia alla nostra portata, anche nelle circostanze più dolorose: essa è fatta della capacità di godere delle piccole cose, di un tramonto, di una vacanza in montagna, del ricordo della prima volta che si fa l’amore, di un gesto di tenerezza, di un bagno al largo col salvagente… Ma è fatta anche della capacità di sopportare il dolore, facendosi scudo della fede e della speranza di guarire, fino all’ultimo respiro, contro tutte le prognosi infauste, perché rimanere aggrappati alla vita è ciò che conta di più, per il rispetto che si deve a questo dono di Dio. E lei, in Lui, credeva semplicemente e fermamente. Ora Serenella riposa in pace, nella sua cappellina di Agello, accompagnata nel suo ultimo viaggio da chi l’ha tanto amata e dalle note struggenti della canzone di Edith Piaf, Inno all’amore.

BIOGRAFIA. Antonettore Maury è nato a Cagliari nel 1949 e vive a Perugia. Ha pubblicato nel 2013 per l’editore Nulla Die il saggio Ma che vita di m…anager! e nel 2014 il romanzo L’impero di carta. Pubblica nel 2018 in self publishing Serenella, gioie e dolori di una donna.

venerdì 5 aprile 2019

''Il sangue di Francesco'': il nuovo libro di Massimo Santilli


MILANO - “Il sangue di Francesco” è il titolo di un’inchiesta condotta da Massimo Santilli che ha consentito di raccogliere interessanti materiali sulla reliquia più importante di S. Francesco d’Assisi: il suo sangue stimmatizzato. Un appassionante viaggio nell'Italia delle reliquie francescane, dal Santuario della Verna ad Assisi, da Padova a Bologna e Castel Bolognese, da Ascoli Piceno a Castelvecchio Subequo in provincia dell’Aquila, passando per Piedimonte Matese in provincia di Caserta e quindi da Napoli a Roma. Così facendo, si ha modo di osservare veri capolavori d’arte in cui trova sede la memoria e la potenza spirituale del Poverello di Assisi, e di cogliere la percezione che si è avuta dei sacri resti dai secoli passati fino ai giorni nostri.

Trama. Il saggio svela la seduzione di uno studio che, colmando un vuoto di ricerca, ha raccolto interessanti materiali, anche inediti, sulla reliquia più importante del Santo Patrono d’Italia: il suo sangue stimmatizzato. L’avvincente viaggio sulle tracce dei sacri resti ematici di S. Francesco d’Assisi ci conduce in importanti centri come La Verna, Assisi, Roma, Napoli, Bologna, Padova, Ascoli Piceno, Piedimonte Matese in provincia di Caserta, Castel Bolognese in provincia di Ravenna e in un piccolo paese dell’Abruzzo montano qual è, appunto, Castelvecchio Subequo in provincia dell'Aquila. Attraverso la lettura del libro, si ottiene una singolare visione d’insieme sulle reliquie di sangue del Santo dei santi e ci si imbatte nel fenomeno mistico della liquefazione, entrando nella complessità di un simbolismo che interroga i vari contesti ambientali, dove l’evento si manifesta, e interpella gli indirizzi dell’analisi storico-religiosa e socio-antropologica di un percorso di conoscenza coinvolgente, che stimola profonde riflessioni personali e collettive.

Massimo Santilli frequenta la Facoltà di Magistero dell’Università degli studi di L’Aquila e inizia la sua proficua attività di ricerca in ambito storico e antropologico con particolare riguardo alla Valle Subequana e all'Abruzzo montano. Ha collaborato con vari Enti pubblici e autorevoli istituti culturali privati. È autore di vari volumi e saggi riguardanti la ricerca storica, demologica ed etnografica. Ha svolto e svolge attività didattica a progetto presso istituti di scuola primaria e superiore. Ha realizzato diversi audiovisivi e mostre fotografiche - documentarie che hanno goduto del Patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali, del Ministero dell’Ambiente e del Ministero delle Risorse Agricole e Forestali. Nell’agosto del 2008 gli è stato conferito il Premio “Lo storico del villaggio” dal Prof. Umberto Dante, Presidente dell’Istituto per la Storia della Resistenza Abruzzese e dell’Italia Contemporanea e Docente di Storia Moderna presso l’Università degli Studi di L’Aquila, e dal Dott. Giustino Parisse, Centro Culturale “Il Cespo” e Caporedattore de “Il Centro”. Il 25 novembre del 2014 ha ricevuto il “Premio Regionale Saturnino” per la sezione “Storia locale e tradizioni popolari”.È ideatore e curatore del “Premio Nazionale P. Mario Di Pasquale” giunto alla XXVIII edizione.

giovedì 28 marzo 2019

Sabrina Ginocchio nelle librerie con il libro 'Azzurra'


di REDAZIONE - La scrittrice Sabrina Ginocchio pubblica il nuovo libro 'Azzurra' , una delicata favola su una piccola goccia di pioggia che desidera atterrare su un morbido prato invece che in mare, come le succede sempre quando lascia la sua nuvola dalla forma di veliero. Seguire gli ostinati tentativi della goccia per raggiungere il suo scopo permette ai bambini di comprendere che anche gli esseri più piccoli e fragili possono avere grandi sogni, e che per quanto sia difficile l’ostacolo da superare, l’importante è non arrendersi mai. La favola contiene anche un forte messaggio ecologico che ricorda ai bimbi, e anche ai genitori che leggeranno con loro la storia, che la natura va rispettata, e che ha bisogno dell’aiuto e dell’amore di tutti gli esseri viventi.

Azzurra, dell’autrice Sabrina Ginocchio, è il terzo libro della collana “Il trenino racconta…” delle Edizioni03. Una collana che si occupa di storie dedicate all’infanzia contenenti messaggi positivi legati al rispetto degli esseri viventi e dell’ambiente, veicolati attraverso l’incanto della fantasia. Ogni libro racchiude un racconto impreziosito da illustrazioni a colori di Elisabetta Micheloni e attività interattive. In Azzurra viene sottolineata l’importanza dell’acqua, del riciclo e del rispetto per l’ambiente, raccontando la storia di una goccia di pioggia determinata ad atterrare su un prato, una volta lasciata la sua nuvola a forma di veliero. Nelle tante avventure che vivrà per realizzare il suo sogno, si troverà e visitare luoghi differenti e spesso in difficoltà, a causa dell’inquinamento. Ad esempio atterrando su uno stagno incontrerà una rana intenta a raccogliere l’immondizia con un retino, per cercare di rimediare agli errori degli esseri umani.

La natura è mostrata al bambino attraverso disegni pieni di colori e di fantasia e raccontata nella sua bontà e bellezza, come il simpatico pinguino che aiuta la goccia a tornare verso il mare, perché al Polo Sud fa troppo freddo per evaporare e poter raggiungere la sua nuvola/veliero. Messaggi semplici ma efficaci, che aiutano il bambino a comprendere la fortuna di essere circondati da alberi, corsi d’acqua e una varietà multicolore di animali, che meritano rispetto e protezione. Alla fine della storia sono presenti attività che stimolano l’intelligenza, la creatività e la voglia di sperimentare, e che riprendono il messaggio ecologico della favola inserendo delle sezioni dedicate, come quella sulla raccolta differenziata. È inoltre molto interessante l’attività pratica dedicata al riciclo: è stato infatti inserito all’interno del libro un ritaglio di carta seminabile (biodegradabile e riciclata) nella quale vi sono dei semi che i bambini potranno coltivare, utilizzando acqua e terra. Il foglio biodegradabile decomponendosi diventerà un ottimo compost ecologico per favorire la crescita delle piantine, così come Azzurra è un’ottima lettura per favorire a sua volta la crescita sana e consapevole del bambino.

TRAMA. Azzurra è una gocciolina che vive su una nuvola a forma di veliero. “Drindrin”, ecco il suono della campanella, il segnale della pioggia. Sentendolo, tutte le goccioline si tuffano. Dove andrà a finire Azzurra? Azzurra nei suoi viaggi incontrerà diversi personaggi, diversi ambienti, passerà dal caldo al freddo e anche tra luoghi inquinati. Il sogno di Azzurra è quello di atterrare su un morbido prato, ma ogni volta che si lancia dal veliero cade sempre nello stesso punto: nel mare. Riuscirà Azzurra a trovare l’inclinazione giusta per atterrare sull’erba?

Sabrina Ginocchio è la fondatrice e curatrice della collana "Il trenino racconta..." delle Edizioni ZEROTRE. Sabrina si definisce un frullato di Heidi e di Anna dai capelli rossi. Ha trascorso la sua infanzia in mezzo alla natura, come Heidi, tra pecore, mucche, noccioli, oliveti, boschi, mare… Ama vedere il mondo con gli occhi della fantasia e della scoperta, e come Anna spesso ribadisce: “Se conoscessimo tutto, non ci sarebbe più spazio per la fantasia”.

martedì 26 marzo 2019

Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) di Luca Bracali





DI REDAZIONE - Il Respiro della Natura (The Breath of Nature) è l’ultimo lavoro del pluripremiato fotografo e documentarista Luca Bracali. L’opera è divisa in due volumi cartonati (Vol. 1 Un viaggio dall’Alaska allo Zambia; Vol. 2 Romiti Vivai: La tradizione secolare del vivaio toscano nel mondo) raccolti in un cofanetto di pregio, e presentati nelle lingue italiano, inglese, francese e tedesco. Una selezione di più di 250 fotografie che permettono di viaggiare da un capo all’altro del mondo, e che offrono uno sguardo privilegiato sulle meraviglie del regno vegetale. Un cammino di bellezza ma anche di consapevolezza, per un artista che ha sempre messo al centro del suo lavoro l’importanza di rispettare il patrimonio naturale del nostro Pianeta, e la necessità di agire attivamente per la sua salvaguardia.

Luca Bracali presenta l’opera Il Respiro della Natura (The Breath of Nature), un viaggio visivo e insieme emozionale intorno al globo terracqueo, che racconta in più di 250 fotografie il regno vegetale nella sua bellezza e varietà, nella sua forza e fragilità. Il fotografo, documentarista, giornalista ed esploratore toscano propone meravigliose immagini di alberi, piante e foreste, espressione della potenza e della perfezione della natura, troppo spesso testimoni muti della cattiveria umana. Fotografie che evocano pace, fotografie drammatiche, fotografie di animali che convivono con il mondo vegetale; alberi in fiore, alberi secchi, colti al tramonto o in piena luce, piccoli arbusti o maestosi Baobab, piante immerse nell’acqua, tenaci tra i ghiacci, solitarie nel deserto. Attraverso le fotografie naturalistiche di Luca Bracali è possibile ammirare la vita nelle sue infinite e variopinte sfumature, quella stessa vita che gli alberi contribuiscono a proteggere con il loro incessante e prezioso lavoro.

Spesso si dimentica che la nostra esistenza è possibile anche grazie al processo di fotosintesi delle piante, che sottrae anidride carbonica all’atmosfera, rendendo l’aria che respiriamo compatibile con la vita; spesso si dimentica che rispettare il mondo vegetale, dalla più piccola pianta al più grande albero, significa rispettare il mondo intero che gentilmente ci ospita, e che ci fa prosperare. Luca Bracali non lo ha mai dimenticato, e nei suoi tredici libri fotografici porta avanti la sua missione di salvaguardia del Pianeta Terra, e di sensibilizzazione sullo sfruttamento insensato delle sue risorse. Un artista profondamente attento alle tematiche ambientali, in particolare ai cambiamenti climatici e al riscaldamento globale, che tramite le sue opere, le mostre e le conferenze condivide la bellezza del mondo che ha conosciuto nei suoi viaggi di esplorazione attraverso 141 paesi, dall’Alaska allo Zambia, in terre inospitali e in paradisi terrestri, in foreste pluviali e tra i ghiacciai dell’Antartide. “Gli alberi sono lo sforzo infinito della terra per parlare al cielo in ascolto”, ha detto Rabindranath Tagore, e Bracali ci chiede di ascoltare a nostra volta quella flebile voce che invoca aiuto e comprensione.

Dalla sua opera: “Mai l’azione antropica sul territorio è stata così evidente e di così forte impatto come negli ultimi 30 anni, tanto da generare importanti, e probabilmente irreversibili, cambiamenti climatici. L’atmosfera è satura di gas serra, la terra respira con maggior fatica, le temperature a livello globale aumentano, gli oceani si riscaldano, i ghiacci si fondono”. Una tragica realtà di cui il fotografo porta testimonianza nelle numerose interviste che gli vengono rivolte (si ricordano quelle per Rai1/Unomattina, per Rai2/Tg2 Storie, per Rai3/Alle falde del Kilimangiaro e per Tv2000/Il mondo insieme) e soprattutto nei suoi documentari proposti dalle reti Rai e nei suoi reportage per diverse riviste specializzate tra cui il National Geographic, che gli sono valsi molti premi e riconoscimenti internazionali nel corso della sua carriera trentennale.

Luca Bracali (Pistoia, 1965) è un fotografo, esploratore, documentarista, giornalista e docente. Ha viaggiato in 141 paesi per realizzare i suoi reportage, ha pubblicato numerosi articoli su riviste di viaggi e di cultura, e ha firmato quindici servizi su National Geographic. È autore di tredici libri e vincitore di diversi premi in concorsi fotografici internazionali, tra i quali si ricordano nel 2017 Travel Photographer of the Year, Menzione speciale categoria “Earth & Climate” e nel 2018 TIFA Photography Awards, Silver winner categoria “Nature-Aerial”. Tra le sue opere si menzionano: I colori del viaggio (Gli Ori, 2006), SOS Pianeta Terra (Mondadori Electa, 2010), Fantasie della Terra (Zerotre, 2015), Myanmar. The true essence (Zerotre, 2015), Pianeta Terra. Un mondo da salvare (Silvana, 2016), Rapa Nui. Genesi di un restauro fra storia, leggende e misteri (Lorenzo De Medici Press, 2017), Il respiro della natura (Silvana, 2018). Nel 2010 debutta nel mondo della fine-art photography, e le sue immagini vengono esposte, in mostre personali, in più di cinquanta musei e gallerie di Roma, Milano, Bologna, Napoli, Sofia, Kiev, Odessa, Copenaghen, Yangon, Montreal, New York e Bruxelles (mostra “Arctic under attack” nella sala espositiva del Parlamento Europeo, 2017). Molto sensibile ai problemi ambientali, in primis lo scioglimento dei ghiacciai e il riscaldamento globale contribuisce attivamente a queste importanti cause attraverso progetti fotografici in Antartide e Artide.

Dal 2008 è membro di APECS (Association of Polar Early Career Scientists) per i suoi contributi mediatici e scientifici legati all'ambiente. Dal 2017 diviene ambasciatore dell’associazione no-profit “Salviamo il Pianeta”. Come regista e documentarista lavora dal 2011 per i canali Rai: per Rai1 cura la regia della rubrica "Easy Driver" ed è presente su Uno Mattina con il format “Un mondo da amare”; su Rai2 cura per il programma Niagara la serie di reportage “Cacciatore di emozioni”; su Rai3 presenta i suoi documentari nel programma Kilimangiaro. È inoltre autore, produttore e regista del progetto “Planet Explorer”, un live-tour fotografico e video, pensato appositamente per il web, che nel 2017 giunge alla sua undicesima edizione. Ha insegnato fotografia ai corsi Academy Passion Suite di Canon, per poi diventare Ambassador per Fujifilm. Ha tenuto nel 2017 il ciclo di conferenze “Global Warming” presso l’Università Bocconi di Milano, il Museo di Storia Naturale di Milano, l’Università di Pisa e la Concordia University a Montreal, e nel 2018 il ciclo di conferenze “Wildlife e Artico” presso l’Ospedale Meyer di Firenze e il Museo di Storia Naturale di Pisa. È autore della copertina de L'ultima Thule, lavoro discografico di Francesco Guccini. Il Minor Planet Center di Cambridge ha inoltre intitolato a suo nome il 198.616esimo asteroide scoperto.

venerdì 1 marzo 2019

Acqua Morta di David Ballerini ai primi posti di Amazon


MILANO - Un passato che non si può cancellare, ombre che rincorrono il proprio destino nel tempo e nello spazio, un crimine agghiacciante e un senso di colpa che dilania: questo e altro è Acqua Morta, un thriller soprannaturale che allarga i propri orizzonti fino a diventare il simbolico racconto di un viaggio nella coscienza, e l’epico canto di dolore per un’umanità condannata a reiterare e scontare i propri errori in un alienante loop temporale. Lo scrittore e regista David Ballerini presenta una storia ricca di suspense e di pathos, racchiusa nello spazio limitato e insieme labirintico di un albergo, specchio consunto che riflette una realtà opaca che verrà presto stravolta e tinteggiata di rosso. Un romanzo che dalla pubblicazione rimane stabile nei primi posti della classifica di vendite di Amazon nella categoria “Thriller soprannaturale”.

TRAMA. Appollaiato tra le vette delle Dolomiti, “Acqua Morta” era stato un tempo un albergo lussuoso e uno stabilimento termale famoso in tutta Europa per le doti quasi miracolose delle sue acque. La fonte termale si era però improvvisamente e misteriosamente seccata sul finire della seconda guerra mondiale, riducendo l’albergo a un guscio vuoto e secco – oggi, un peso morto sulle spalle di Patrizia. Patrizia non sa dell’orrendo segreto che giace sepolto in giardino, non sa nulla del crimine terribile che proprio lì nelle terme è stato commesso il giorno in cui l’Acqua, raccapricciata, ha smesso di scorrere. Quando gli operai, scavando, riportano accidentalmente alla luce questo tremendo passato, il tempo si incanta come un disco rotto e tutti gli eventi di quel triste giorno di guerra di sessant’anni prima prendono a ripetersi tali e quali, ancora e ancora: ogni giorno inizia con l’arrivo di un misterioso ospite - alto, vecchio e secco, tutto vestito di nero - ogni giorno finisce con la strage di tutti gli ospiti dell’albergo ad opera di un Capitano tedesco impazzito dal dolore. Fuggire da questo labirinto ostinato e crudele è impossibile - l’unica speranza di sopravvivenza per Patrizia e per i pochi cari che le sono rimasti è scoprire cosa successe e perché. Le ombre del passato hanno molto da raccontare e molto da nascondere, e nessuno è senza colpa - c’è sangue, tanto sangue, nell’acqua. Un romanzo per chi ha amato la raffinatezza narrativa dei film The Shining, The Others e Orphanage.

David Ballerini è uno scrittore e regista cinematografico pluripremiato, laureato cum laude in Letteratura Italiana presso l’Università di Firenze. Al suo attivo ha due libri: Steadicam: Una rivoluzione nel modo di fare cinema (Falsopiano, 2002) e Edipo Re e Medea di P.P. Pasolini: Mito, Visione e Storia di due Sfortune. Sue la regia e la sceneggiatura del film Il Silenzio dell’allodola (2006), ispirato alle note vicende del prigioniero politico irlandese Bobby Sands. Girovago e curioso per natura, ha molto viaggiato e svolto i più diversi mestieri. Al presente, David Ballerini è attivo anche nell’ambito del design e dell’informatica.

giovedì 24 gennaio 2019

Libri: Lucia Maria Collerone pubblica il nuovo romanzo 'L'amore brucia come zolfo'

POTENZA - L’amore brucia come zolfo è la storia di una piccola fiamma che non riesce a resistere al vento impetuoso del destino, pur lottando con tutte le sue forze. Un racconto di miserie e nobiltà, di prigioni infernali e prigioni dorate, e soprattutto d’amore. La protagonista Cecilia sarà elevata e poi seppellita dall’amore, pedina di un gioco crudele in cui non si ha mai diritto all’ultima mossa. Lucia Maria Collerone presenta un romanzo doloroso e delicato, ambientato alla fine dell’ottocento in una Sicilia divisa tra padroni e schiavi delle miniere di zolfo, in cui la redenzione sembra un lontano miraggio, e in cui il passato, presto o tardi, torna sempre a bussare alla porta del povero come del ricco.

TRAMA - L’amore brucia come zolfo è un romanzo storico ambientato nella città di Caltanissetta, nel momento in cui essa è il centro mondiale dell’estrazione dello zolfo. La grande storia dell’Indipendenza italiana e dell’economia basata sulle miniere di zolfo fanno da sfondo alle vicende sociali e umane di due classi sociali: quelle degli zolfatari e delle loro famiglie, che lottano duramente per sopravvivere in condizioni di vita e di lavoro disumane e aberranti, e dei nobili padroni delle miniere che gestiscono la ricchezza e governano le loro povere, disperate esistenze. Molte storie di esseri umani schiacciati dalla povertà assoluta e dalla disperazione s’intrecciano con il loro carico di sofferenza; uomini che nonostante tutto si ergono a titani e non arretrano davanti al dolore, e rispondono alla vita con coraggio.

Tra queste storie spicca la vicenda della protagonista Cecilia, eroina tragica con un’inesauribile capacità d’amare e una totale abnegazione per la sua famiglia, un’anima sognatrice che accetta di vivere nella prigione dorata di un amore impossibile per sfuggire all’abbandono, alla solitudine, e ai pregiudizi che la avvolgono in una comunità becera e incapace di condivisione, troppo oppressa dalle sofferenze di una vita meschina. Cecilia è sola in un mondo dove l’anello debole è la donna; la sua bellezza particolare, quasi regale, e la sua furbizia arguta, nonché la sua intelligenza operosa, la rendono appetibile agli occhi del barone che lei incontra e seduce quando è poco più che una bambina. L’intreccio assorbe per il turbinio delle azioni, per il continuo cambio di situazioni e per i capovolgimenti degli eventi, che non coinvolgono solo Cecilia, ma tutto il mondo che è intorno a lei, sia umano che storico. La vicenda narrata ha la sua fonte in una storia vera, gli stessi personaggi sono realmente esistiti e l’impianto della cornice è storicamente circostanziato e corrispondente al vero storico.

Lucia Maria Collerone è una scrittrice, insegnante e ricercatrice sui Disturbi Specifici dell’Apprendimento. Ha vinto il Premio “Cimitile” sezione inediti nel 2003 con il suo primo romanzo Lungo il cammino (Guida editore, 2003). Il suo secondo romanzo 200 giorni. La dislessia tra i banchi di scuola e le pieghe della vita (Arethusa Editrice, 2010) racconta dei suoi studi e delle sue esperienze personali con il disturbo della dislessia e della necessità di una didattica inclusiva. L’amore brucia come zolfo (WriteUp Site, 2018, seconda edizione) è il suo terzo romanzo.

Contatti https://www.luciamariacollerone.it/
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sabato 12 gennaio 2019

Libri: "I padroni della finanza mondiale: lo strapotere che ci minaccia e i contromovimenti che lo combattono"

ROMA - "Ecco la minaccia più grave che incombe sul pianeta: l’attuale sistema finanziario ultraglobalizzato, che deprime la crescita economica, aumenta la disuguaglianza, impoverisce la gente, diffonde insicurezza e paura del futuro". Ne è convinto Pino Arlacchi, sociologo e politico, considerato una delle massime autorità mondiali in tema di sicurezza umana. Amico e collaboratore dei giudici Chinnici, Falcone e Borsellino è stato presidente onorario della Fondazione Falcone e tra i maggiori architetti della strategia antimafia italiana negli anni Novanta del XX secolo. Arlacchi ci presenta il suo ultimo libro, "I padroni della finanza mondiale". Secondo il sociologo, "lo strapotere che ci minaccia è quello di una oligarchia finanziaria che è la principale causa della stagnazione economica, della stagnazione dei redditi individuali e della grande crisi del capitalismo industriale".

"Le grandi imprese industriali sono state costrette a trasformarsi in banche, per il fatto che i profitti si fanno solo nel settore finanziario. Una grande impresa - sottolinea - quando ha realizzato il 2% o il 3% dei profitti si ritiene in buona salute. Le imprese che vendono automobili per esempio, non fanno profitti dal vendere automobili ma dal vendere i prestiti con cui la gente acquista l'automobile. Un fatto questo negativo perchè - osserva Arlacchi - ha scoraggiato gli investimenti e la crescita". "La ragione del perchè in Italia i redditi ristagnano da 40 anni è da ricondursi al fatto che non ci sono più investimenti produttivi".E sui movimenti populisti che "combattono i padroni della finanza mondiale" "Sono un contro movimento potente di tutta la società, sono di destra, sono di centro, sono di sinistra, ma sono accumunati dal profondo disagio nel non vedere crescere le proprie aspettative e i propri redditi. Concludendo secondo il sociologo, "all’orizzonte ci sono il declino dell’Occidente dominato dal capitale finanziario, il tramonto incruento della tutela americana e un ordine mondiale multipolare più pacifico e progressivo".