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giovedì 12 settembre 2019

E' pubblico il Rapporto sulla visita in Basilicata del Garante delle persone private della libertà


ROMA - Il Garante nazionale delle persone private della libertà, Mauro Palma, oggi ha reso noto il Rapporto riguardante la visita regionale effettuata nel novembre 2018 agli istituti di pena di Matera, Melfi e Potenza, alla REMS di Tinchi di Pisticci e alle camere di sicurezza del Comando provinciale dei Carabinieri di Matera.

Il Rapporto, come di consueto, prima della pubblicazione è stato inviato in via riservata alle amministrazioni competenti.

Il testo del Rapporto è disponibile al seguente link:

http://www.garantenazionaleprivatiliberta.it/gnpl/resources/cms/documents/4bb54d5a5a44b585024e20f106c017d2.pdf

lunedì 14 gennaio 2019

Nasce nelle aziende italiane il manager della sicurezza e dell’ambiente certificato


MILANO - Un manager che abbia esperienza specifica sulle complesse tematiche della salute, della sicurezza e dell'ambiente, agendo a livello strategico, di pianificazione, e di pura operatività. Per la prima volta questa figura che sta diventando di importanza strategica essenziale e non solo nel mercato delle grandi aziende, ma anche all’interno di PMI sempre piú esposte sul fronte delle responsabilità soggettive e oggettive anche di tipo giuridico, diventa oggetto di una certificazione specifica che ne sancisce ruolo e affidabilità.

Presso la sede milanese di CEPAS, l'Istituto di certificazione delle competenze e della formazione del Gruppo Bureau Veritas, si è svolta la prima sessione di esame per la certificazione delle competenze dell'HSE Manager secondo la nuova norma UNI 11720 e numerose sono le date a calendario che CEPAS ha in pianificazione per il 2019.

Norma, questa, che per la prima volta, definisce ruoli, compiti e competenze di una figura professionale di altissimo livello e fondamentale per le imprese. Il manager della sicurezza e della salute dell'Ambiente è la figura di un professionista con conoscenze e capacità sia tecniche sia manageriali su tematiche così sensibili.

Questa certificazione, contempla 400 ore di formazione che rappresentano in ogni caso la cartina al tornasole della sua strategicità. Rilasciata da CEPAS, che è Istituto leader in questi servizi, professionisti ed imprese, questa certificazione è anche la chiave di lettura per una crescita complessiva del pianeta- imprese chiamato a dimostrare concretamente al mercato e alla comunità estesa degli stakeholder che "salute, sicurezza ed ambiente" non è uno slogan, ma un impegno quotidiano e al tempo stesso un asset aziendale.

venerdì 3 agosto 2018

Incidenti sulla SS 407 Basentana, la Ue risponde a Pedicini


POTENZA - La Commissione Ue ha risposto ad un'interrogazione dell'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini sui problemi di sicurezza della Strada statale 407 Basentana.

Pur non entrando nel merito della specifica situazione dell'importante arteria stradale lucana, la Commissione Ue ha messo in evidenza che "al fine di raggiungere l'obiettivo di dimezzare il numero di vittime e feriti gravi a seguito di incidenti stradali, l'Ue intende varare un nuovo quadro strategico per la sicurezza stradale per il periodo 2021-2030 nell'ambito del pacchetto "Europe on the move III". Tale quadro strategico - ha aggiunto - segue l'approccio del "sistema sicuro" (Safe System) e il suo obiettivo principale è quello di affrontare le cause degli incidenti in modo integrato.

La Commissione - è specificato nella risposta - ha già adottato due proposte legislative, la prima per includere i moderni dispositivi di sicurezza per veicoli a motore nei regolamenti tecnici, e la seconda per migliorare la gestione della sicurezza delle infrastrutture stradali. Per quanto riguarda la seconda proposta, la Commissione suggerisce un'estensione dell'ambito di applicazione oltre la rete transeuropea di trasporto (Ten-T) a tutte le autostrade e strade principali, che registrano molti più incidenti mortali rispetto alle strade appartenenti alla rete Ten-T.

I finanziamenti - ha sottolineato l'organismo esecutivo di Bruxelles - costituiscono una componente fondamentale del quadro strategico e, come delineato nel piano d'azione Ue per la sicurezza stradale, fa parte del pacchetto che la Commissione intende razionalizzare per rafforzare il sostegno finanziario in materia di sicurezza stradale.

L'ultimo bando, pubblicato a maggio 2018 nell'ambito del meccanismo per collegare l'Europa, - ha precisato la Commissione - è incentrato sulla sicurezza stradale e sulla digitalizzazione".

Infine, la Commissione ha lanciato un appello agli Stati membri e ha suggerito di "adottare una maggiore trasparenza e di seguire con più attenzione le procedure di gestione della sicurezza, in particolare attraverso piani d'azione con priorità più precise. Tale attenzione - ha evidenziato - assicurerà che le misure proposte, qualora vengano approvate dal co-legislatore nazionale, siano rispecchiate nelle norme di finanziamento corrispondenti".

Tornando a quanto chiesto da Pedicini nella sua interrogazione, c'è da rilevare che l'eurodeputato aveva messo in evidenza che rispetto agli incidenti stradali che si verificano sulla Ss 407 Basentana, essi potrebbero diminuire se, così come previsto dal Piano regionale trasporti della Basilicata finanziato dai fondi europei 2014-2020, fossero già stati realizzati i lavori per assicurare la presenza dello spartitraffico su tutta l'arteria.

mercoledì 27 giugno 2018

Scorie nucleari e sequestri Itrec di Rotondella, la Ue risponde a Pedicini (M5S)


POTENZA - La Commissione Ue ha risposto ad un'interrogazione dell'eurodeputato del M5S Piernicola Pedicini sulla gestione delle scorie e dei rifiuti radioattivi italiani e sui problemi di sicurezza e di smantellamento dell'impianto nucleare Itrec di Rotondella (Matera).

L'interrogazione era stata presentata dopo che la Procura di Potenza, a seguito di un´inchiesta sugli sversamenti di acque contaminate dall'impianto Itrec, aveva disposto, ad aprile scorso, il sequestro di tre vasche di raccolta delle acque di falda e della condotta di scarico dal suddetto impianto nel mar Ionio.

"La società pubblica Sogin - ha scritto la Commissione Ue nella risposta - è autorizzata dal ministro italiano dello Sviluppo economico a effettuare le attività di disattivazione nell’impianto Itrec.

La Sogin è oggetto di controllo dell’autorità di sicurezza competente, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale (Ispra). Spetta all'Ispra che è vigilato dal ministero dell'Ambiente, esercitare il livello di controllo adeguato per l’attività di disattivazione, garantendo la conformità ai requisiti in materia di salute e sicurezza, compresi quelli sanciti dalle direttive del Consiglio europeo Euratom.

La valutazione della Commissione Ue, dell’attuazione da parte dell’Italia delle misure nazionali per la gestione sicura e a lungo termine del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi (tra cui l’attuazione della direttiva 2011/70/Euratom del Consiglio), non può essere effettuata a causa della mancata notifica del relativo programma nazionale e, per questo, - ha continuato l'organismo esecutivo della Ue - il 17 maggio 2018 la Commissione ha deciso di deferire l’Italia alla Corte di giustizia per mancata comunicazione del programma nazionale definitivo relativo alla gestione del combustibile nucleare esaurito e dei rifiuti radioattivi, come disposto dalla direttiva.

"Sono certo - ha spiegato Pedicini - che ora, grazie ai ministri dello Sviluppo economico Luigi Di Maio e dell'Ambiente Sergio Costa, verrà recuperato il tempo perso dai vecchi governi guidati dal Pd e si andrà rapidamente verso l'adozione degli atti normativi e delle scelte più responsabili e opportune per notificare alla Ue il Programma nazionale per la gestione dei rifiuti nucleari e per varare la Carta dei siti potenzialmente idonei (Cnapi) a ospitare il deposito per le scorie nucleari di bassa e media attività. Ciò per tutelare i territori e i cittadini, per rispettare quanto previsto dalla direttiva Euratom e per evitare le sanzioni che la Corte di giustizia Ue potrebbe infliggere all'Italia a causa delle inadempienze e dei ritardi che si sono accumulati.

Va ricordato - ha concluso Pedicini - che in Italia, oltre all'impianto Itrec di Rotondella, ci sono altri sette siti, tra centrali dismesse e depositi, dove sono stoccati rifiuti radioattivi e per i quali e necessario intervenire per metterli in sicurezza e effettuare le bonifiche".

lunedì 11 giugno 2018

"La sicurezza dei cittadini è una priorità non rinviabile"


POTENZA - Si torna a parlare di sicurezza urbana con l'annunciata sottoscrizione nei giorni scorsi dei “Patti per la sicurezza” ad opera di 50 sindaci della provincia di Potenza nella sede della Prefettura del capoluogo lucano. Obiettivo primario: l’installazione e/o il potenziamento dei sistemi di videosorveglianza comunali nelle aree del territorio ritenute più sensibili.

Proprio come previsto dalla nostra proposta di legge sulla sicurezza urbana, che, però, giace dal 2016 in Commissione Bilancio per mancanza di fondi. Anzi, la nostra proposta contempla tutta una serie di misure finalizzate allaprevenzione e al contrasto di forme di illegalità.

Con l’accordo siglato, infatti, i Comuni firmatari potranno concorrere alla ripartizione delle risorse previste a livello nazionale ai fini della realizzazione dei predetti impianti.

In pratica, potranno fare molto meno di quanto previsto dalla nostra legge sulla sicurezza. Infatti, in essa, non solo abbiamo previsto la predisposizione e la realizzazione di progetti da parte degli enti locali volti all'installazione di telecamere nelle aree più rischio, ma sono contemplate anche azioni concrete per restituire una migliore qualità della vita al cittadino mediante la riqualificazione degli spazi pubblici, l'educazione alla legalità, la prevenzione del disagio sociale, il potenziamento dell'attività di vigilanza nelle aree più esposte a fenomeni criminosi, l'assistenza alle vittime di reati di criminalità comune ed organizzata, la concessione di fondi a carattere regionale per la realizzazione di interventi atti a creare un sistema integrato di sicurezza a carattere regionale.

È una proposta sicuramente più completa che guarda alla sicurezza come complemento indispensabile per assicurare una migliore qualità della vita al cittadino. Quanti fenomeni delittuosi si sarebbero già potuti prevenire? Se solo si pensa all'allarmante ondata di furti in appartamenti e a strutture commerciali che ha afflitto le nostre zone negli ultimi mesi viene spontaneo chiedersi quanto si sarebbe potuto guadagnare in termini di tranquillità dei cittadini, di quanto sarebbe aumentata la loro percezione della sicurezza?

Per realizzare un tale sistema ed attuare gli interventi predetti, però è indispensabile una copertura finanziaria, per la mancanza della quale svariate proposte di legge giacciono da tempo in Commissione Bilancio e Programmazione.

Ebbene, neppure con l'approvazione dell'ultimo bilancio si è potuta sbloccare la situazione: la maggioranza consiliare non ha approvato l'emendamento da noi proposto per rimpinguare il fondo dedicato ai provvedimenti legislativi regionali. Un'altra occasione mancata, un altro segno di sottomissione al Governatore Pittella.

Quando potremo assistere a quello scatto di orgoglio di cui tanto necessita la nostra Regione per uscire dall'immobilismo in cui sembra relegata? Così in una nota Gianni Rosa, Fratelli d’Italia.

sabato 12 maggio 2018

Basilicata: eseguita l'operazione “mattone pulito”


Eseguite, da parte degli ispettori militari dei Nil e civili, unitamente agli uomini dell'Arma territoriale delle compagnie di Senise (Pz) e di Matera, operanti nei rispettivi comuni, una serie di attività mirate rivolte al settore edilizia, ed in concreto su aspetti riguardanti il lavoro nero e la sicurezza dei cantieri e delle maestranze ivi impiegate.

In particolare nel comune di Senise l'attività ha riguardato controlli eseguiti su un cantiere edile realizzato da una ditta incaricata dell'esecuzione di lavori di ristrutturazione di un locale commerciale. La medesima ditta è risultata che impiegasse 3 lavoratori dei quali 2 sono risultati essere al nero e quindi completamente sconosciuti alla PA.

Sono emerse altresì gravi violazioni relativamente alle norme sulla sicurezza, per le quali si è reso necessario, da parte degli uomini dell'Arma, sottoporre al sequestro preventivo il cantiere vertente sul locale in ristrutturazione in questione. L'attività dell'azienda è stata pertanto sospesa.

Unitamente a queste azioni si è altresì provveduto al deferimento, in stato di libertà, all'autorità giudiziaria, di due persone, in particolare il titolare responsabile della ditta esecutrice i lavori, come pure il committente dei medesimi lavori.

Gli uomini dell'Ispettorato del Lavoro hanno quindi impartito 6 prescrizioni penali in materia di salute e sicurezza dei luoghi di lavoro, elevando ammende per un importo complessivo di 33.303 euro e contestate violazioni amministrative per altri 6.333 euro.

Una seconda rilevante attività ispettiva, svolta su Matera, in congiunta con gli uomini della locale Compagnia dell'Arma dei Carabinieri, è stata sempre rivolta in particolare al "contrasto" degli illeciti in materia di prevenzione e sicurezza sui luoghi di lavoro, come pure al lavoro nero, irregolare e clandestino, aspetti questi frequentemente riscontrati nel delicato e rischioso settore dell'edilizia.

Si è proceduto al controllo di quattro attività imprenditoriali ottenendo i seguenti risultati. Ossia al termine degli accertamenti sono state deferite, in stato di libertà, due persone titolari pro tempore delle rispettive due aziende.

Una persona di nazionalità Albanese titolare di una ditta edile, con sede legale in Altamura (Ba), e una seconda persona, di nazionalità italiana, titolare di una ditta esercente lavorazioni in ferro e carpenteria.

Per la ditta Pugliese, a conduzione extracomunitaria, è stata riscontrata inoltre la presenza di un lavoratore al nero, anch'esso di origini albanesi, come il proprietario, e domiciliato sempre ad Altamura, ma privo di regolare permesso di soggiorno.

Nel cantiere in questione si è potuto constatare che lo stesso lavoratore era dotato, artatamente, di un tesserino di riconoscimento contraffatto, riportante la foto del lavoratore al nero ma con generalità diverse, riferite ad un altro lavoratore, sempre albanese, non presente nel cantiere in questione ispezionato, il quale risultava essere regolarmente assunto dalla stessa ditta. Si è potuto quindi appurare uno scambio di persone e generalità mirante ad aggirare i contestuali controlli ispettivi.

Sono state quindi impartite 4 prescrizioni penali, elevate ammende per 18.000 euro, e contestate violazioni amministrative per 8.295 euro.

Relativamente all'imprenditore Albanese, sono state contestate inoltre, specificamente, anche l'inosservanza delle norme di cui agli articoli 12 e 22 del d.lgs. 286/98 e smi, per favoreggiamento della clandestinità e occupazione di lavoratore extracomunitario, privo di permesso di soggiorno, per lavoro subordinat