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martedì 14 maggio 2019

Grandinata metapontino, Giordano (Ugl): "Vera tragedia imprenditoriale"


MATERA - "A seguito della grandinata verificatasi nel pomeriggio di ieri 12 maggio, molte sono le imprese fortemente danneggiate e qualcuna non riuscirà a riprendere la propria attività: a loro va assicurato un sostegno concreto e immediato. La prima misura da adottare è quella di sospendere le tasse e i tributi per alleggerire la pressione su chi sta vivendo una vera e propria tragedia imprenditoriale".
E' la richiesta fatta dal segretario provinciale dell'Ugl di Matera, Pino Giordano dopo i gravi danni provocati dalla grandinata di domenica in provincia di Matera.

"Sono state danneggiate molte aziende agricole determinando in special modo un grave stato di emergenza sui territori di Tursi, Montalbano e Pisticci. Per quanto è accaduto nel metapontino - continua Giordano - è necessario attivare tutte le misure che possano in qualche modo alleggerire la situazione delle imprese, degli agricoltori e delle famiglie: l’Ugl chiede l’immediata sospensione dei tributi locali, certamente, ma anche dei mutui contratti con gli istituti bancari. L’assessore regionale all’Agricoltura nonché vicepresidente dell'esecutivo regionale, Francesco Fanelli, al quale dall’Ugl Matera và il ringraziamento per aver tempestivamente effettuato questa mattina un sopralluogo nelle aree colpite, siamo convinti che si attiverà per la grave calamità di queste aziende che si sono già visto compromesso ulteriormente il loro settore agricolo che già versa in una situazione difficile a causa dei precedenti eventi calamitosi. La Regione intervenga al più presto – conclude il segretario Ugl, Giordano - tali emergenze vanno adeguatamente fronteggiate con idonei strumenti normativi, economici e finanziari a salvaguardia delle aziende, delle famiglie e di centinaia di posti di lavoro”.

lunedì 13 maggio 2019

Perrino (M5S Basilicata) sulle grandinate del metapontino


POTENZA - Destano forte preoccupazione le immagini della copiosa grandinata che ha colpito numerose zone del metapontino. Non è possibile fare ancora una stima complessiva, ma i danni alle coltivazioni presenti nell’area appaiono evidenti: le testimonianze dirette di alcuni imprenditori agricoli parlano di coltivazioni compromesse nella loro totalità. Dal canto nostro, vigileremo affinché il governo regionale dia seguito a quanto annunciato in queste ore dal neo assessore all’agricoltura, Francesco Fanelli, (n.d.r. - il quale ha disposto l’attivazione degli uffici e dei tecnici del Dipartimento agricoltura, per valutare se ci sono le condizioni per lo stato di calamità naturale). Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

Copagri: maltempo, colpita tutta la penisola


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese negli ultimi giorni e che si è notevolmente intensificata nel fine settimana ha interessato l’intera Penisola, danneggiando anche irrimediabilmente molte colture in campo, in alcuni casi in fase di raccolta o prossime alla stessa, colpendo inoltre le infrastrutture e le aziende agricole; per una stima più dettagliata e completa dei danni, che ammontano già a diversi milioni di euro - cifra purtroppo destinata a salire - si attende ora la fine delle perturbazioni. In ogni caso, è necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”. Lo sottolinea la Copagri sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, che ha flagellato i campi dal Nord al Sud del Belpaese.

I danni maggiori sembrano concentrarsi nella parte meridionale del Paese. In Puglia l’agricoltura della fascia jonica risulta quasi completamente distrutta, con le province di Bari e Taranto tra le più colpite; ad essere particolarmente danneggiate sono state l’uva, l’ortofrutta e le coltivazioni di ciliegie, delle quali la Puglia è la prima regione produttrice. In Basilicata, una fortissima grandinata ha interessato tutta l’area del metapontino, danneggiando il grano, ma anche le colture vitivinicole e arboree quali nettarine e albicocche, queste ultime in particolare irrimediabilmente compromesse poiché in fase di raccolta. Forti disagi anche in Sardegna, dove sono state colpite in particolare le colture del nuorese.

Salendo lungo la Penisola, danni sensibili si registrano in molte aree del centro, con le regioni di Emilia-Romagna e Lazio seriamente colpite e con le Marche interessate, seppur in maniera minore, dai fenomeni temporaleschi. Nel Lazio, in particolare, dove le ripercussioni maggiori si concentrano nelle zone di Aprilia, Velletri e Cisterna di Latina, il maltempo si è concentrato sulle coltivazioni di kiwi, quasi completamente distrutte, così come le strutture e i teli protettivi. Discorso analogo per l’Emilia-Romagna, dove le forti piogge e il brusco abbassamento delle temperature hanno creato forti disagi alle colture in campo, come pere, pomodoro e barbabietola da zucchero, così come ai cereali, allettati dal forte vento; si attende ora di conoscere il conto dei danni causati dall’esondazione del fiume Savio.

Disagi notevoli si registrano anche nel Settentrione. In Lombardia sono stati duramente colpiti i raccolti di mais, orzo e frumenti, così come la fienagione, che risultano irrimediabilmente compromessi dalla grandine; danneggiati anche numerosi vigneti, con sensibili ripercussioni sulle infrastrutture, in particolare quelle rurali, e sui corsi d’acqua, tanto che la Copagri regionale ha scritto agli assessori di competenza per chiedere la convocazione e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sul clima e sugli eventi atmosferici. In Veneto il maltempo ha compromesso seriamente numerosi seminativi; le forti raffiche ventose, in particolare, hanno colpito le colture autunno-vernine, mentre la grandine ha praticamente distrutto quelle orticole. Si teme, inoltre, per il forte abbassamento delle temperature, che desta molta preoccupazione cadendo in un periodo di gemmazione e rischia di causare diversi milioni di euro di altri danni. Fenomeni grandinosi, anche violenti, hanno colpito anche il Piemonte, con danni concentrati nella zona di Asti.

lunedì 15 aprile 2019

Masseria Fruttirossi al convegno su nuove opportunità per l’agroalimentare


MARCONIA (MT) - L’Istituto Tecnologico Agrario - Agroalimentare e Agroindustria "G. Cerabona” di Marconia organizza il convegno “Nuove Opportunità per l’Agroalimentare del metapontino: i frutti della Salute”; la manifestazione si terrà, a partire dalle ore 09.30 di martedì 16 aprile, presso l’Auditorium dell’Istituto scolastico in via Nazionale s.n.c. a Marconia.

I cosiddetti super frutti, come melagrane, bacche di goji e bacche di aronia, sono sempre più apprezzati dai consumatori, “frutti della salute” dalle elevate caratteristiche nutraceutiche che, negli ultimi anni, stanno suscitando interesse e curiosità sui mercati nazionali e internazionali.

Le loro coltivazione e trasformazione rappresentano una importante opportunità per innovare il comparto agricolo e agroalimentare, soprattutto in un territorio che presenta ideali condizioni pedoclimatiche e colturali.

Infatti diversi produttori italiani, in particolare nel Meridione, negli ultimi anni si sono interessati alla coltivazione e alla commercializzazione dei super frutti.

Tra questi l’innovativa azienda Masseria Fruttirossi che, in pochi anni, a Castellaneta Marina ha realizzato un importante polo agricolo – 350 ettari di proprietà – specializzato nella coltivazione di super frutti: melagrane, delle quali con 280 ettari è il principale produttore italiano, bacche di aronia, bacchi di goji e avocado.

Masseria Fruttirossi è una azienda caratterizzata da una innovativa filiera chiusa a chilometro zero: il suo modernissimo stabilimento di trasformazione e confezionamento, infatti, è ubicato tra le piantagioni; qui vengono realizzati i prodotti (frutti selezionati, vaschette di arilli e succhi e spremute) che, con il brand Lome Super Fruit, sono commercializzati sui mercati italiani e internazionali.

Di questa esperienza parleranno al convegno “Nuove Opportunità per l’Agroalimentare del metapontino: i frutti della Salute” Dario e di Davide De Lisi, rispettivamente Sales Manager e Production Manager dell’azienda, nel loro intervento “Massera Fruttirossi: la prima filiera chiusa a chilometro zero”.

Nel convegno di Marconia, infatti, saranno approfondite non solo la conoscenza e le proprietà nutrizionali e farmaceutiche di questi prodotti, ma anche le loro tecniche di coltivazione, le esigenze pedoclimatiche/colturali e le diverse strategie commerciali, anche con i contributi di alcune aziende meridionali.

L’Università degli Studi della Basilicata, le associazioni di categoria, i professionisti e gli imprenditori saranno insieme per divulgare e incentivare lo sviluppo di nuove coltivazioni, in areali tradizionalmente vocati per queste tipologie di produzioni.

In presenza di un qualificato parterre istituzionale, il convegno si svilupperà in tre sezioni che registreranno gli interventi del mondo scientifico-accademico, delle aziende del settore agricolo e agroalimentare e, infine, quelli degli studenti dell’istituto scolastico.

Nella prima, a carattere scientifico, interverranno Giulio Sarli, professore emerito della Università del Molise e senior associate CNR-IBR, e i professori ordinari della Università della Basilicata Vitale Nuzzo e Giovanni Carlo Di Rienzo.

Dopo la seconda sessione con gli interventi delle aziende, nella terza e ultima ci saranno, oltre alla relazione del nutrizionista professor Leonardo Corigliano, gli interventi degli studenti dell’Istituto Scolastico "G. Cerabona” e una sezione dedicata al loro orientamento futuro a cura dell’Università della Basilicata e dell’Ordine dei Dottori Agronomi e Dottori Forestali di Matera.

mercoledì 10 aprile 2019

Luciano Cillis (M5S) su Vinitaly 2019

VERONA - Il 53° Salone internazionale dei vini e dei distillati quest'anno ha raggiunto un traguardo storico per numero di espositori e superficie con un'area netta venduta che ha raggiunto i 100.000 metri quadrati ma, quelli destinati alla Regione Basilicata, sono davvero pochi, troppo pochi. Le nostre aziende lucane sono state delegate in un “angolino” con una visibilità inferiore rispetto anche ad altre regioni più “piccole” come il Molise!

Ho visitato ed ho parlato con alcune delle 27 cantine lucane presenti al Vinitaly 2019 (nella Collettiva Basilicata coordinata dal Dipartimento Politiche Agricole e Forestali) ed è stata tangibile la tristezza delle nostre aziende per non avere ricevuto la visibilità, che meritano, alla più importante manifestazione dedicata al mondo del vino.

Meritava di più, molto di più, l'eccellenza dei nostri vini: Aglianico del Vulture DOC e Aglianico del Vulture Superiore DOCG, IGT Basilicata, Primitivo di Basilicata, Matera DOC, Grottino di Roccanova DOC e vino biologico. Del resto anche i nostri “numeri” sono importanti: la previsione di produzione nel 2018/2019 è pari a circa 48,5 milioni di ettolitri, gli ettari dedicati alle DOP sono oltre 1000 e altrettanti alle IGT. In generale, la Basilicata ha chiuso il 2018 in 18a posizione per livelli di produzione vinicola, con oltre 93 mila ettolitri. La Basilicata inoltre è al secondo posto in Italia per superficie coltivata a vite biologica e l’Industry Book 2019 ha evidenziato che sul fronte della qualità, i vini della Basilicata, sono in forte sviluppo: nel 2018 quasi 2 bottiglie su 3 (il 64% della produzione regionale) sono vini DOP o IGP, per un totale di quasi 60 mila ettolitri di prodotto a conferma che, anche la Basilicata, è in linea con la crescente domanda di vini biologici. Del resto, la superficie di vigne a coltivazione biologica, sfiora i mille ettari, distinguendoci in Italia con una crescita del 49%.

Il piccolo padiglione Basilicata (numero 11) presso lo stand E5-G6, non ha permesso di valorizzare al meglio le imprese lucane del comparto in un Vinitaly che è strumento in grado di supportare il business sempre più internazionale. L’Italia ha chiuso le esportazioni 2018 a 6,149 miliardi di euro (esclusi i mosti), in crescita del 3,3% sul 2017 (fonte Istat) e per le imprese lucane del comparto diventano sempre più appetibili almeno i 10 mercati mondiali per import di vino: Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Cina, Canada, Giappone, Hong Kong, Svizzera, Francia e Russia.

E allora perché il Dipartimento Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata non ha investito di più per questa 53ª edizione del Salone Internazionale dei Vini e dei Distillati con oltre novanta gli eventi in calendario di cui solo 1 per la Basilicata (la degustazione alla cieca “É ora di Bere Basilicata”) al fine di dare alle nostre imprese, la dignità che meritano? Così in una nota Luciano Cillis (M5S) Portavoce alla Camera, componente della XIII Commissione.

Copagri: al Vinitaly positivi incontri con rappresentanti di Governo, Regioni e Parlamento

VERONA - “In occasione della rassegna enologica veronese, in corso fino a domani a Veronafiere, ho avuto il piacere di confrontarmi con numerosi rappresentanti delle istituzioni del Paese, con i quali ho potuto approfondire le principali tematiche di attualità legate al mondo vitivinicolo, quali la prossima riforma della PAC e le incognite legate alla brexit e al quadro finanziario pluriennale, l’OCM vino, il registro vitinicolo, i vini dealcolati e la strutturazione dei piani settoriali, ma anche su questioni più specifiche come l’ibridazione, la ricerca e l’innovazione”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina, che ha incontrato, fra gli altri, il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio, i sottosegretari all’agricoltura Franco Manzato e Alessandra Pesce, la vicepresidente della Regione Marche Anna Casini, il coordinatore degli assessori all’agricoltura Leonardo Di Gioia, l’assessore all’agricoltura del Veneto Giuseppe Pan, la nutrita delegazione della Commissione agricoltura della Camera guidata dal presidente Filippo Gallinella e il direttore di Agea Gabriele Papa Pagliardini. Tutte le foto degli incontri e delle iniziative della Copagri sono su https://bit.ly/2U6NNJM.

“Analoga soddisfazione voglio esprimere per i numerosi incontri e degustazioni organizzati dalla Confederazione, nell’ambito dei quali abbiamo dato ampio spazio ai nostri produttori che hanno così avuto la possibilità di interloquire direttamente con i rappresentanti delle istituzioni coinvolti nelle iniziative”, prosegue il presidente a proposito delle iniziative della Copagri che hanno dato #ParolaAiProduttori della Puglia e delle Marche.

“Ringraziamo, in particolare, le cantine I Pastini di Locorotondo (BA) e Martina Franca (TA), Cosimo Taurino di Guagnano (LE), Paololeo di San Donaci (BR), Caiaffa di Cerignola (FG), Boccafosca di Ostra (AN) e Bastianelli di Monte San Pietrangeli (FM), che hanno illustrato i loro prodotti alla presenza del sottosegretario Manzato, della vicepresidente Casini, dell’assessore Di Gioia e dell’onorevole Giuseppe L’Abbate e dei presidente della Copagri Puglia Tommaso Battista e della Copagri marche Giovanni Bernardini”, conclude il presidente della Copagri Franco Verrascina.

giovedì 28 marzo 2019

Agrinsieme Basilicata: buon lavoro al Presidente eletto Vito Bardi

POTENZA - Il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, invia i migliori auguri di buon lavoro al Presidente eletto della Regione Basilicata Vito Bardi, assicurando ampia disponibilità ad avviare un proficuo confronto partendo dal documento di proposte per l’agricoltura in tredici punti, presentato in occasione del confronto con i candidati svoltosi qualche giorno fa.

“La nostra piattaforma contempla una serie di misure per il rilancio del comparto primario regionale attraverso un adeguato sistema di relazioni e una costante concertazione, con l’obiettivo di avviare una qualificata ed efficace programmazione che si ponga come strumento di garanzia ai tanti bisogni dei produttori agricoli della Regione, concretizzando le tante aspettative e creando quel circuito virtuoso che possa accrescere la competitività e il reddito delle imprese agroalimentari lucane”, spiega Agrinsieme Basilicata, ricordando che tra le priorità indicate ci sono il completamento della spesa dei fondi del PSR 2014/2020, l’emanazione della restante parte dei bandi, la rapida definizione dei progetti riguardanti le filiere agroalimentari e l’avvio dei lavori sulla prossima programmazione 2021-2027, che deve puntare sulla resilienza, sulla sostenibilità ambientale, sulla sicurezza alimentare, sull’innovazione tecnologica, sulla digitalizzazione, sul ricambio generazionale, sull’aggregazione, sulla ricerca e sull’agricoltura di precisione.

“Contestualmente richiamiamo alcune questioni non più procrastinabili, come quelle di poter contare su una macchina amministrativa, su un sistema sburocratizzato e su una governance degli enti al servizio delle aziende e all’altezza delle sfide che devono affrontare le imprese e il sistemo produttivo agroalimentare lucano; è inoltre necessario dare corso e rendere operativo il Servizio informatico agricolo della Regione Basilicata-SIARB e il tavolo delle filiera agroalimentare di Basilicata”, continua il coordinamento, sottolineando che “il mondo agricolo ha numerose urgenze che non possono aspettare i tempi della politica”.

“Vigileremo ora affinché vengano rispettati i numerosi impegni presi dal Presidente eletto”, prosegue il coordinamento, che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

sabato 16 marzo 2019

Agrinsieme Basilicata: Elezioni, lunedì 18 confronto con i candidati alla Presidenza della Regione

POTENZA - In vista delle elezioni regionali di domenica 24 marzo, il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, incontrerà lunedì 18 marzo, dalle ore 9:30 a Potenza nella sede regionale della Cia, situata in Via Dell'edilizia, i candidati alla presidenza della Regione Vito Bardi, della coalizione di centrodestra, Antonio Mattia, del Movimento5Stelle, Valerio Tramutoli, della lista Basilicata Possibile, e Carlo Trerotola, della coalizione di centrosinistra.

Saranno presenti all’incontro, che sarà aperto al pubblico e alla stampa, i presidenti regionali della Cia Giambattista Lorusso, della Confagricoltura Francesco Battifarano, della Copagri Nicola Minichino e dell’Alleanza delle Cooperative Agroalimentari Andrea Badursi, i quali illustreranno e consegneranno ai candidati una piattaforma contenente le proposte di Agrinsieme Basilicata per la prossima legislatura e per lo sviluppo del comparto primario della Regione.

lunedì 25 febbraio 2019

Copagri: maltempo, da venti forti, burrasca e gelate nuovi danni a ortofrutta, strutture e alberature


POTENZA - “La nuova ondata di maltempo che ha colpito il Paese, flagellato da venti forti o di burrasca e gelate su tutta l’area centro-meridionale, ha interessato in particolare le regioni del Mezzogiorno, dove le intense raffiche hanno compromesso numerose coltivazioni in campo, in particolare ortofrutticole, danneggiando strutture, tendoni e serre e abbattendo molte alberature”. Così la Copagri, sulla base di una prima ricognizione degli effetti del maltempo, all’indomani della perturbazione che ha concentrato i suoi effetti in Calabria, Puglia, Basilicata e in gran parte della Sicilia, zone nelle quali la Protezione Civile ha diramato un’allerta gialla.

“In Sicilia i danni si concentrano nella zona sud-est dell’isola; in Basilicata si temono ripercussioni sui raccolti di fragole e albicocche, con riferimento all’area del metapontino, sferzata dal gelo; situazioni analoghe si riscontrano in Calabria, in particolare nel cosentino, e in Puglia, dove le temperature sono scese ben al di sotto delle medie stagionali. Danni consistenti, sempre causati dalle forti raffiche di vento, si registrano anche in Toscana, Umbria, Lazio, Abruzzo, Molise e Campania”, rileva la Confederazione, sempre sulla base di proprie indagini.

“È ora necessario procedere celermente con i necessari adempimenti per valutare la possibilità di avviare iniziative a tutela dei produttori agricoli, quantificando le eventuali perdite e comunicandole alle istituzioni preposte”, afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina.

“Di fronte al sempre più frequente ripetersi di questi fenomeni climatici estremi, purtroppo sempre meno sporadici e isolati e dovuti anche ai cambiamenti climatici, è importante ribadire l’importanza del ruolo degli agricoltori quali custodi del territorio e presidio dell’ambiente, anche e soprattutto per la manutenzione delle piante, delle aree verdi urbane e dei terreni di scolo”, aggiunge il presidente della Copagri.

“La tutela dell’ambiente e del territorio è uno degli obiettivi di spesa dei fondi strutturali stanziati dall’Unione Europea. A questo proposito, vale la pena di ricordare che nel settennato 2014-20 l’UE ha stanziato per l’Italia quasi 43 miliardi di euro, destinati anche a programmi di occupazione, per la crescita e per lo sviluppo dell’agricoltura; è inaccettabile che, a ottobre 2018, il nostro paese ne abbia spesi appena il 3%, contro una media europea che supera il 13%, e che si corra il serio rischio che tali fondi, se non impiegati entro il 2020, tornino nelle casse di Bruxelles per essere destinati ad altri paesi più virtuosi”, conclude Verrascina.

venerdì 1 febbraio 2019

Crisi produttori clementine nel Sud Italia, Pedicini (M5S) interroga la Commissione europea


POTENZA - La crisi dei produttori di clementine del Sud Italia arriva fino al Parlamento europeo. Il portavoce del M5S Piernicola Pedicini ha presentato una interrogazione alla Commissione europea per chiedere quali provvedimenti intende adottare per quanto sta avvenendo soprattutto in Basilicata, Calabria e Puglia. A causa delle forti gelate, gli agricoltori non hanno potuto procedere al consueto raccolto (che avviene tra novembre e gennaio) di tutto il prodotto e circa un 30-40% di clementine deve ancora essere raccolto.

“Contemporaneamente il mercato è inondato e ingolfato dall’offerta e la concorrenza sleale di altri paesi – soprattutto Spagna e Marocco – che sfruttano il vantaggio di usare prodotti fitosanitari vietati in Italia”. “Di conseguenza, i produttori italiani si trovano oggi con grosse quantità di clementine che, se raccolte, comprimerebbero ancora di più il prezzo, mentre l’offerta non sembra diminuire” afferma l’eurodeputato. Da qui nasce l’interrogazione alla Commissione europea in cui Pedicini chiede “se nella valutazione successiva dell’impatto causato dall’eliminazione o riduzione dei dazi previsto negli accordi commerciali euro-mediterranei, si prenderà in considerazione la compressione dei prezzi delle clementine”.

Ma non solo. Pedicini chiede “se si attiveranno misure di salvaguardia come previsto dagli accordi e in che modo la Commissione europea sta favorendo la progressiva convergenza del sistema fitosanitario nei paesi del nord-Africa favoriti dalle differenze nella regolamentazione dei prodotti fitosanitari”.

“La Clementina di Calabria e la Clementina del Golfo di Taranto sono prodotti Igp (indicazione geografica protetta): dobbiamo in tutti modi tutelare i nostri frutti della terra made in Italy e salvaguardare i nostri agricoltori dall’invasione di prodotti stranieri fin troppo economici” dichiara l’eurodeputato Piernicola Pedicini.

venerdì 25 gennaio 2019

Copagri: gelate, basta rimpalli; accelerare su rimborsi per danni in Basilicata


POTENZA - “È arrivato il momento di mettere da parte tatticismi e tecnicismi e pensare agli agricoltori del Meridione del Paese, che sono esasperati e necessitano con urgenza di avere risposte immediate e certe che gli consentano di guardare al futuro con un po' di serenità; in questo momento è necessario smetterla con i rimpalli e dare una accelerata all'emendamento al D.L. semplificazioni sui danni da gelate in Puglia e Calabria e nelle provincie di Matera e Potenza”. Così il presidente della Copagri Franco Verrascina a proposito dell’emendamento al Ddl di conversione in legge del D.L. 135/2018 con disposizioni urgenti in materia di sostegno e semplificazione per le imprese e per la pubblica amministrazione, cosiddetto D.L. semplificazioni.

“Parliamo di un emendamento più volte annunciato, che doveva essere inserito nel D.L. Morandi e nella Legge di bilancio, ma che è stato sempre rinviato e che invece, se approvato, consentirà la declaratoria dello stato di calamità per le gelate che tra febbraio e marzo dello scorso anno hanno pesantemente colpito l’agricoltura del Sud”, ricorda il presidente della Copagri, per il quale si tratta di un’attesa ingiustificata e ingiustificabile.

“La situazione è particolarmente grave in Puglia, dove gli agricoltori sono stretti nella morsa della Xylella, del maltempo e delle gelate, che hanno messo in ginocchio un comparto di fondamentale importanza per l’economia regionale e nazionale, come quello dell’olivicoltura”, continua Verrascina.

“Dopo aver dato risposte ai problemi contingenti dell’agricoltura, inoltre, in modo da consentire il ristoro dei danni subiti dai produttori e far ripartire il primario del Meridione, bisogna parallelamente intervenire sul fronte delle assicurazioni agricole, avviando una seria riflessione sul grande divario tra il Nord e il Sud del Paese; bisogna interrogarsi sulle ragioni di tale differenziazione e sulle possibili soluzioni, per avvicinare gli agricoltori del Mezzogiorno”, conclude il presidente della Copagri, ricordando che il Mezzogiorno conta appena il 12% delle aziende assicurate in Italia, con il 7% dei valori e solo il 5% delle superfici.

martedì 15 gennaio 2019

Olio extravergine di oliva made in Italy, Pedicini (M5S): “L’Ue tuteli produttori e consumatori”

ROMA - Secondo Ismea (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), nel 2018 la produzione di olio extravergine di oliva italiano si attesta a 265 migliaia di tonnellate, contro le 518 del 2009, con una flessione del 38% rispetto al 2017.

“L’olio extra vergine di oliva made in Italy è un’eccellenza che va salvaguardata dall’aggressiva competizione internazionale. Per questo ho chiesto alla Commissione europea chiarimenti sulla presenza di olio, nel mercato europeo, a prezzi insostenibili per i piccoli produttori italiani”, scrive il portavoce del M5S Piernicola Pedicini. “Per i produttori italiani di olio extravergine di oliva, le spese di produzione sono stimate intorno ai 12 euro al litro, eppure nei nostri supermercati è possibile comprarlo a un prezzo che varia dai 3 ai 5 euro al litro. Per questo motivo - prosegue Pedicini - ho chiesto, alla Commissione UE, quali misure siano state implementate per tutelare i piccoli produttori contro la crescente competizione sui costi di produzione.”

“Inoltre - prosegue l’europarlamentare - ho chiesto alla Commissione quali siano i risultati delle verifiche, effettuate dagli Stati membri, sull’effettiva applicazione del regolamento europeo che prevede che sull’etichetta, i produttori specifichino se si tratta di una “miscela di oli di oliva”.

Vogliamo accertarci che la legge esistente sia realmente applicata. Solo in questo modo il consumatore è davvero libero di fare una scelta consapevole: se quella che sta comprando è una miscela di oli deve vederlo scritto chiaramente sull’etichetta.”

“E’ necessario salvaguardare, non solo i produttori italiani, ma anche il diritto del consumatore di non essere fuorviato ma di poter scegliere consapevolmente cosa acquistare. Il M5S - continuerà in tutte le sedi opportune la sua battaglia in difesa dell’”oro verde” e di tutte le eccellenze italiane” conclude Pedicini.

lunedì 14 gennaio 2019

Copagri: Cereali, soddisfazione per deroga concessa da Mipaaft su rotazioni colturali aziende biologiche



POTENZA - “La Copagri Basilicata esprime soddisfazione per la deroga concessa alla Regione dal Ministero delle politiche agricole alimentari forestali e del turismo, grazie alla quale vengono consentite, come già accaduto per la Regione Sicilia, le rotazioni colturali da adottare nelle aziende biologiche; grazie a tale deroga, infatti, ottenuta ai sensi dell’articolo 2, comma 7, del D.M. 6793/2018 e riservata a definiti ambiti territoriali a vocazione cerealicola, viene prevista la possibilità di una rotazione quadriennale all’interno della quale siano previste non meno di tre specie differenti, almeno una delle quali leguminosa”. Così la Copagri Basilicata, che aveva ufficialmente richiesto il provvedimento e che ringrazia l’assessore regionale all’agricoltura Luca Braia per l’importante risultato conseguito.

“Tale deroga è di fondamentale importanza per il comparto cerealicolo regionale, poiché in assenza di essa si sarebbe venuto a creare un grave danno economico ai produttori di grano biologico”, spiega il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino.

“Senza questo adeguamento, infatti, sarebbe stato impossibile osservare una normale rotazione biennale e sarebbe, di fatto, stato consentito il ritorno del grano sullo stesso appezzamento dopo tre anni, facendo così perdere ulteriori opportunità produttive”, aggiunge il presidente regionale della Copagri.

“La predisposizione della deroga da parte dalla Regione Basilicata, quindi, fortemente richiesta dalla Copagri, ha risolto quello che si sarebbe potuto declinare come un problema di sperequazione ai danni dei tanti produttori di cereali del Sud del nostro Paese”, conclude Minichino.

domenica 28 ottobre 2018

Dall'industrialismo all'ecologia integrata, la sfida di Gugliotti: "Salviamo la nostra agricoltura"


TARANTO - Si continua a non parlare di agricoltura in questa campagna elettorale di secondo livello per l'elezione del Presidente della Provincia di Taranto, e si continua a non farlo malgrado un tessuto economico dinamico e propulsivo che genera per l'area ionica un valore di circa 600 milioni di euro ed impiega 30mila addetti, scarsamente considerati sia come valore economico sia come valore occupazionale territoriale.

Per il Patto dei Sindaci e degli Amministratori per Taranto il modello di sviluppo integrativo della provincia tarantina deve passare dall'agroalimentare, eccellenza di un'altra Taranto che non è solo acciaio e grande industria, che non è grigia e cupa, ma verde e azzura, come il colore dei nostri campi fertili e del nostro mare cristallino. Una vera e propria cromoterapia da applicare ad un territorio martoriato.

Basta guardarsi intorno, in una giornata di sole, per capire dove si trova la nostra ricchezza. L'agricoltura e la pesca sono il punto di partenza di tutta la nostra economia e meriterebbero un dibattito serrato, anche sui tavoli del Contratto Istituzionale di Sviluppo (CIS), dove è necessaria la presenza forte di una Provincia che conta, in grado di sollevare la questione ambientale, anche in termini di ricadute negative per il comparto agroalimentare, e di trovare le risorse per un modello di sviluppo integrativo al manifatturiero industriale.

Il Patto è sostenitore di un economia integrata, che non svilisca la storia industriale del territorio, ma che sappia valorizzare al contempo quelle che già oggi sono delle eccellenze produttive: vitivinicoltura, ortofrutta, pesca, miticoltura; salvaguardando queste produzioni dal danno di immagine subito in questi anni, in cui ci si è piegati troppo alla monocoltura dell'acciaio.

«Su questo fronte mi preme ribadire una necessità - dichiara il candidato del “Patto” alla Presidenza della Provincia Giovanni Gugliotti – vi è un impellente bisogno di mettere in atto operazioni di scambio e cooperazione maggiore tra dimensione rurale e marittima e dimensione urbana. Un cambio di prospettiva che si ottiene mettendo finalmente sul piatto della bilancia lo sviluppo negato e non solo quello da difendere, senza misurare le esternalità negative dello stesso su un’area a grande vocazione agricola, dove il comparto agroalimentare ha un valore elevato in termini di numero di addetti, imprese e ricchezza. Valori da esprimere non solo in termini di prodotto interno lordo, perché lo spazio rurale, così come quello marino, sono depositari di valori identitari forti, garanzia di azione efficace sulla qualità dell’ambiente (biodiversità, sicurezza, bonifiche) che a tutti noi dovrebbe stare a cuore».

Un approccio ecologico, una strategia comune, "integrata" appunto, che metta insieme ambiente, economia e comunità, è la proposta dal Patto dei Sindaci. Un modello che si differenzia dalla proposta industrialista del sindaco Melucci, sia per storia personale che per il tenore delle scelte fatte rispetto al destino del siderurgico: industrialista convinto come ha dichiarato di essere Martino Tamburrano.

mercoledì 24 ottobre 2018

In Basilicata 'La Camminata tra gli olivi'

POTENZA - Domenica 28 ottobre si va alla scoperta di un patrimonio verde in Basilicata che rappresenta anche l’identità culturale della nostra terra. La Camminata tra gli olivi, promossa dall’Associazione Nazionale Città dell’Olio in tutta Italia e in 122 Comuni, conduce i partecipanti alla scoperta di piante spesso secolari, che hanno contribuito a costruire la storia del paesaggio e delle comunità.

A Ferrandina in provincia di Matera, e a Rapolla e Vietri in provincia di Potenza gli itinerari proposti. La via Appia e le antiche grotte dei briganti, i frantoi biologici e gli appezzamenti coltivati a olivo che in dialetto locale si chiamano Jardin con le cultivar autoctone, la Cornacchiola e la Romanella. A fare da cornice il paesaggio delle gole del Melandro di cui l’olivo è il vero re e in più l’esperienza della tradizionale asta che fino a qualche decennio fa si faceva per aggiudicarsi la raccolta annuale delle olive di proprietà comunale. La Camminata dei tre itinerari in Basilicata si concluderà con la degustazione di prodotti tipici a base di olio extravergine d’oliva, focaccia, pane e olio.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio con questa iniziativa, lanciata l’anno scorso con una edizione pilota che ha raccolto subito nel paese oltre ventimila presenze, intende promuovere la qualità e il valore dell’olio extravergine, l’impegno quotidiano degli olivicoltori, veri custodi del patrimonio verde dei territori, e anche proporre percorsi alla scoperta del paesaggio e dei prodotti che ne sono figli. Nell’anno dedicato al Cibo Italiano il valore della passeggiata nelle coltivazioni di olivi ripropone quella sinergia fra sviluppo di un settore economico di grande interesse ma bisognoso di sostegno e incentivi e il grande successo che il turismo esperienziale e all’aria aperta sta riscuotendo in questi ultimi anni sia da parte delle famiglie italiane che di quelle straniere.

Per scegliere il proprio percorso o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi che potrà essere utilizzato anche per postare foto dei luoghi e degli eventi così da creare una vera e propria community della giornata.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 320 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi e per l’inserimento di aree territoriali olivicole nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

Info www.camminatatragliolivi.it

giovedì 4 ottobre 2018

La Regione Basilicata destina 29,5 mln di euro per bandi riguardanti l'agricoltura


POTENZA - I fondi europei del Psr 2014-2020, verranno resi disponibili dalla Regione Basilicata, per bandi che serviranno per realizzare progetti sulle filiere in agricoltura, su alcuni progetti pilota riguardanti lo sviluppo di alcuni prodotti agroalimentari e per il pregio ambientale degli ecosistemi forestali. I fondi stanziati dalla regione saranno 29,5 milioni di euro. Lo ha comunicato l'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia, in una conferenza stampa che si è tenuta a Potenza.

mercoledì 26 settembre 2018

Leggieri (M5S): "Agricoltura lucana, ho intrapreso tre iniziative per la difesa delle produzioni di qualità"

POTENZA - Nei giorni scorsi ho chiesto all’Assessore regionale all’Agricoltura, Luca Braia, alcuni interventi specifici a favore del settore primario e degli agricoltori lucani. Dopo le gelate di inizio anno, il comparto olivicolo ha subito gravi danni con la conseguente compromissione dei raccolti previsti per le prossime settimane. A tal riguardo ho chiesto all’Assessore Braia di prorogare al 15 ottobre prossimo il termine per presentare il modello per la segnalazione per mancata allegagione dell’olivo. Le gelate degli scorsi mesi di febbraio e marzo, l’atipico andamento delle temperature e la mosca dell’olivo stanno mettendo a dura prova gli agricoltori lucani ed urgono interventi di sostegno. Un’altra iniziativa che ho voluto prendere in favore della nostra agricoltura, nello specifico del Vulture-Melfese, ha riguardato i castagneti e le attività ad essi connesse. Ci accingiamo ad una nuova stagione della raccolta in cui diverse problematiche risultano ancora irrisolte. Mi riferisco agli attacchi del cinipide, che negli anni passati hanno dimezzato i raccolti di castagne, alle presenza sempre più massiccia di cinghiali nei boschi e ai fenomeni di abusivismo connessi alla presenza di soggetti non proprietari e non autorizzati che si recano nei castagneti per la raccolta del frutto. Ho sollecitato l’Assessore regionale all’Agricoltura ed il Dipartimento Politiche agricole e forestali affinché siano poste in essere tutte le azioni volte a tutelare le produzioni ed i produttori di castagne. Il comparto castanicolo richiede il massimo sostegno ed è un’altra leva di sviluppo per l’area Nord della Basilicata. Infine, ho chiesto all’Assessore Braia idonei interventi a tutela delle colture di pomodori, altro vanto del settore agricolo di qualità qui in Basilicata. Diversi eventi meteorologici, verificatisi in estate, hanno danneggiato le coltivazioni di pomodori delle pianure del Vulture-Melfese Alto Bradano. Non sono mancate, inoltre, prese di posizione alquanto discutibili delle compagnie assicurative, che avrebbero proposto, stando alle segnalazioni di molti imprenditori agricoli, il risarcimento soltanto del trenta per cento dei danni subiti. Non solo, dunque, il clima. Il settore agricolo lucano va difeso in tutte le maniere e deve continuare ad essere messo in cima agli impegni della politica e delle istituzioni. Così in una nota Gianni Leggieri, portavoce M5S Basilicata.

mercoledì 29 agosto 2018

Dal 26 agosto obbligo in etichetta origine dei derivati del pomodoro


E' scattato lo scorso 26 agosto, l’obbligo di indicare sulle etichette l’origine dei derivati del pomodoro. La nuova regolamentazione è stata introdotta da un decreto interministeriale, pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n°47 lo scorso 26 febbraio e firmato il 16 novembre 2017 dagli allora ministri dello Sviluppo economico Carlo Calenda e delle Politiche agricole Murizio Martina.

La norma, che segue il corso della legge già in vigore per riso e pasta valida fino al 31 marzo 2020, introduce la sperimentazione per due anni del sistema di etichettatura di conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse, composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

La legge specifica che “le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicati in etichetta il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato e il nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato”. Inoltre, in merito alle fasi di lavorazione, se queste avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue […] se tutte le operazioni avvengono in Italia, si può utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia”. “Le indicazioni sull’origine – specifica la norma – dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed identificabili”.

Il decreto, anticipa la piena attuazione dell’articolo 26, paragrafo 3 del regolamento (UE) n°1169/2011 che prevede i casi in cui debba essere indicato il paese d’origine o il luogo di provenienza dell’ingrediente primario utilizzato nella preparazione degli alimenti, subordinandone l’applicazione all’adozione di atti di esecuzione da parte della Commissione, che ad oggi non sono stati ancora emanati. Lo stesso decreto decadrà in caso di piena attuazione di tale regolamento europeo.

Si tratta di un importante provvedimento che tutela consumatori e produttori di pomodori che, ricordo, vede l’Italia con 5,26milioni di tonnellate di prodotto trasformato, rappresentare il 14% della produzione mondiale e il 47% della produzione europea, con un fatturato di oltre 3miliardi di euro l’anno.

Un importante risultato voluto dal Governo Gentiloni, che si concretizza oggi nella tracciabilità alimentare in favore dei consumatori e nella lotta alla contraffazione e alle importazioni illegali.

martedì 21 agosto 2018

Fagiolo di Sarconi verso la microfiliera


(ANSA) - POTENZA - "Lavorare per organizzare una maggiore sinergia tra le aziende produttrici di Fagioli di Sarconi Igp per formare un consorzio commerciale e prepararsi a realizzare anche una micro filiera che consenta di ridurre i costi di produzione della raccolta, della selezione e della commercializzazione. Ecco perché ritengo importante invitare tutti i produttori della zona, areale che comprende ben undici comuni, ad aderire al Consorzio di tutela dell'Igp". Lo ha detto l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia.

sabato 14 luglio 2018

Voucher, Cavallo (Fai Cisl): "In agricoltura è caporalato legalizzato"


POTENZA – Reintrodurre i voucher in agricoltura? “No, grazie”, risponde il segretario generale della Fai Cisl Basilicata, Vincenzo Cavallo (nella foto), che aggiunge: “Il contratto nazionale che abbiamo appena rinnovato contiene già tutti gli strumenti di flessibilità che servono alle aziende agricole, come i contratti stagionali, perciò i voucher non servono”.

Per il sindacalista della Fai Cisl “in passato i voucher in agricoltura sono stati impiegati per abbassare i diritti e legalizzare di fatto il caporalato con forme di sfruttamento inaccettabili e incompatibili con lo status di paese civicile. Il ministro Di Maio sulla materia del lavoro dimostra di avere bisogno di un lungo apprendistato e farebbe bene a dialogare con il sindacato se vuole davvero fare la lotta alla precarietà. Si impegni piuttosto – conclude Cavallo – a lavorare insieme a noi per applicare in ogni sua parte la legge 199 sul contrasto al caporalato e a garantire concretamente la dignità del lavoro contro ogni forma di abuso e sfruttamento”.