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giovedì 28 maggio 2020

Cillis (M5S) a difesa delle produzioni agroalimentari italiane dagli effetti dei dazi


ROMA - Anche in considerazione dell’impatto drammatico e permanente del Covid 19 sul tessuto delle attività produttive e in particolare sul settore agroalimentare italiano, oggi ho presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo a valutare l’opportunità di promuovere, nell’interesse del Made in Italy, ogni azione diretta a difendere le produzioni agroalimentari italiane dagli effetti dei dazi, anche attraverso la prosecuzione del dialogo e del confronto, al tavolo dei negoziati con i partner europei. Il fine è di favorire una distensione delle tensioni commerciali internazionali che hanno un impatto negativo sui cittadini europei e sull’economia mondiale. Così in una nota l'on.Cillis, M5S.

È necessario - prosegue Cillis - evitare che sulle nostre imprese, le ricadute negative, da temporanee e legate alla contingente situazione emergenziale, si trasformino in strutturali.

A tal fine, il provvedimento in esame, reca - in continuità con il “Cura Italia” – misure per fronteggiare la crisi economica legata all’emergenza Covid-19, concentrando gli interventi in favore delle imprese sulle garanzie, sia per assicurare loro la liquidità necessaria alla ripartenza delle loro attività e sia per la tutela dei settori strategici.

Il settore agricolo e agroalimentare italiano, pur non avendo subìto un blocco totale dell’attività, comunque riporta inevitabili ed ingenti conseguenze produttive ed economiche. In particolare, le esportazioni agroalimentari italiane hanno pesantemente risentito dell’embargo avviato dalla Russia nel 2014, più volte prorogato e tuttora vigente, sulle importazioni dall’Italia e dai Paesi dell’Unione europea, di prodotti agricoli e dell’industria alimentare, con ricadute negative sul piano economico, occupazionale e ambientale. Inoltre non bisogna dimenticare che, dall’entrata in vigore del divieto di importazione di molti prodotti agricoli e dell’industria alimentare dai Paesi dell’Unione Europea, il valore annuo delle esportazioni italiane di settore (confronto 2018 su 2013), risulta ridotto di 153 milioni di euro, dopo aver raggiunto nel 2015 la punta di 324 milioni di euro.

L'ODG presentato oggi, punta ad una distensione delle tensioni commerciali internazionali che potrebbe contribuire, in maniera determinante, al contrasto della crisi economica e alla frenata delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy, aggravata dalla pandemia da Covid-19, conclude Cillis.

mercoledì 29 aprile 2020

Coronavirus, Coldiretti: mele alla riscossa con un balzo del 18%

(Pixabay)
ROMA - Mele alla riscossa con un balzo del 18% negli acquisti di un prodotto salutare, versatile, conservabile e quindi utile per resistere in casa durante il lockdown contro il coronavirus. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Assomela al primo aprile 2020 relativi alle riserve nazionali scese a 556.714 tonnellate. La tendenza è quella di preferire prodotti con una durata maggiore, facili da conservare ma anche ricchi di proprietà nutrizionali e con molteplici possibilità di utilizzo – evidenzia la Coldiretti - tutte caratteristiche ben rappresentate dalle mele, che si prestano a essere mangiate fresche da sole, in insalata o macedonia, oppure cotte in composte o come componenti di torte o come elementi aromatizzanti e sgrassanti in arrosti e ricette al forno.

E in tempi di pandemia da coronavirus la corsa all’acquisto riguarda un po’ tutte le varietà: dalle Golden alle Gala, dalle Red Delicious alle Fuji fino alle Granny Smith e all’ Annurca, con consumi in crescita fra il 18% e il 23% con un trend in aumento pure per i trasformati come i succhi. Il successo delle mele in Italia è anche legato alle riconosciute proprietà salutistiche – ricorda Coldiretti – che ne fanno un sinonimo di salute e benessere. Il famoso detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” ha un fondamento di verità: diversi studi dimostrano che può essere considerata a pieno titolo un farmaco naturale. Ma, oltre che dai detti tradizionali, la popolarità della mela è dimostrata anche dalla sua presenza nella cultura, dal “frutto del peccato” di biblica memoria alla mela che, cadendo, ispirò allo scienziato inglese Isaac Newton la legge della gravità.

 La mela è la primatista dei consumi di frutta nel Belpaese per una per una produzione totale che – sottolinea la Coldiretti - supera i 2 milioni di quintali che mette l’Italia sul podio europeo appena dietro alla Polonia e davanti alla Francia, grazie ai frutteti in Trentino Alto Adige che rappresenta circa la metà del raccolto italiano, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Friuli. Il biblico pomo è anche il frutto italiano più esportato nel mondo – sottolinea la Coldiretti - con oltre 900.000 tonnellate finite sulle tavole del mondo nel 2019 mentre quest’anno per la prima volta si è aperto il mercato della Thailandia in vista della vendemmia delle mele nella prossima estate.

Gli agricoltori che dall’inizio dell’emergenza sono stati impegnati a garantire le forniture alimentari alle famiglie italiani, stanno seguendo la formazione dei piccoli frutti sugli alberi che daranno origine al raccolto della stagione 2020 con le preoccupazioni principali legate all’andamento del meteo, reso sempre più instabile dai cambiamenti climatici, e alla disponibilità di manodopera per la raccolta.  In Italia – stima la Coldiretti – mancano fra i 150mila e i 200mila lavoratori stagionali rispetto ai 370mila stranieri che ogni anno sono impiegati in agricoltura per la raccolta di frutta e verdura o per i lavori nei campi per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus da alcuni Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria fino alla Romania, con i quali occorre peraltro  trovare accordi per realizzare dei corridoi verdi privilegiati per i lavoratori agricoli. Con il blocco delle frontiere – precisa la Coldiretti – è a rischio più di ¼ del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere.

 Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro con le aziende agricole che assumono. Il progetto è stato avviato in autonomia – conclude la Coldiretti – in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento dei lavori nelle campagne.

lunedì 27 aprile 2020

Covid-19, Coldiretti: stop ristoranti, bene via libera asporto


ROMA - La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che sottolinea l’importanza della possibilità di aggiungere la vendita per asporto, a partire dal 4 maggio, alle consegne a domicilio.

Il lungo periodo di chiusura – sottolinea la Coldiretti - sta pesando su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione. Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 24mila strutture italiane.

Una anticipazione dell’apertura è necessaria per gli agriturismi che, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e anche per questo – sostiene la Coldiretti – le strutture agrituristiche devono poter ripartire all’inizio di maggio riaprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy.

La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – conclude la Coldiretti – era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani per un valore di 85 miliardi di euro all’anno con un italiano su tre (37%) che abitualmente consuma a casa o al lavoro, i menu da asporto o per consegna a domicilio, preparati da ristoranti, pizzerie, fast food o agriturismi, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

mercoledì 22 aprile 2020

Coldiretti, Giornata della terra: scoppia guerra mondiale riso


(Pixabay)
ROMA - Scoppia la guerra del riso che è il cereale più consumato sulle tavole di tutto il mondo dove i grandi produttori stanno accumulando scorte strategiche per fronteggiare l’epidemia sconvolgendo il commercio globale e l’andamento dei prezzi. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della Giornata della Terra che, in piena pandemia da coronavirus, riscopre il suo ruolo originario di fonte alimentare per la popolazione del pianeta.

 Il Vietnam – sottolinea la Coldiretti -  ha contingentato le esportazioni che sono state invece bloccate dal Bangladesh per il riso locale mentre in India le consegne per l’estero si sono fermate a seguito delle pesanti conseguenze del lockdown ed in Thailandia i prezzi del riso sono saliti al valore massimo dal 2013. Secondo l'International Rice Research Institute (IRRI) – riferisce la Coldiretti - l'aumento dei prezzi del riso potrebbe diventare una tendenza globale a medio e a lungo termine, se la pandemia COVID-19 non mostrerà segni di attenuazione, con aumenti dal 19%, al 52%, se i paesi esportatori non riprenderanno le spedizioni.

 L’aumento del valore del riso è solo la punta dell’iceberg delle tensioni che si registrano a livello internazionale sul cibo. Una situazione che – precisa la Coldiretti - incrementerebbe notevolmente il numero dei 135 milioni di persone in 55 paesi e territori hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare alla fine del 2019 secondo il rapporto del Network Globale contro le Crisi Alimentari.

 Nell’anniversario dei 50 anni della Giornata della Terra, la pandemia da coronavirus sta rivoluzionando le priorità dei mercati e dei consumatori – sottolinea la Coldiretti – con le produzioni agricole diventate più preziose e richieste del petrolio che, al contrario, è crollato con il fermo delle attività industriali. L’emergenza ha ribaltato la geografia del valore della terra –evidenzia la Coldiretti – con i giacimenti di idrocarburi del sottosuolo che hanno perso centralità economica rispetto ai raccolti che crescono sui campi di tutto il mondo e che vengono considerati ormai vere e proprie riserve strategiche da proteggere e accantonare.

Nonostante una storica sottovalutazione dell’importanza del settore, l’Italia – riferisce la Coldiretti - può ancora contare su una agricoltura che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.

“In gioco c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con oltre 3,6 milioni di occupati con l’allarme globale provocato dal coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità in un momento in cui la terra è diventata la nuova frontiera per le nuove generazioni come dimostra la campagna #miprendocuradite lanciata dai giovani della Coldiretti proprio per i 50 anni della giornata della Terra”.

giovedì 20 febbraio 2020

Comparto agroalimentare e della pesca: presentati in Prefettura i risultati dell’attività di vigilanza e controllo del 2019

MATERA - Ieri, presso il Palazzo del Governo, presieduta dal Capo di Gabinetto della Prefettura, si è svolta una riunione del Gruppo Tecnico di coordinamento della attività di vigilanza e controllo nel settore agroalimentare e della pesca, che opera nell’ambito della Conferenza Provinciale Permanente, per presentare il report dell’anno 2019 e illustrare i risultati conseguiti.

Il Gruppo Tecnico è composto dai Rappresentanti di: Questura di Matera, NAS di Basilicata, Comando provinciale dei Carabinieri, Comando provinciale della Guardia di Finanza, Comando provinciale del Gruppo Carabinieri Forestale, Sezione provinciale della Polizia Stradale, Dipartimento di Prevenzione della Sanità e del Benessere Animale dell’ASM di Matera, del SIAN, Servizio igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASM di Matera, Capitaneria di Porto di Taranto, Istituto Controllo di Qualità e Repressioni Frodi di Potenza.

Notevole l’intensificazione dei controlli soprattutto nell’ambito delle attività di ristorazione in considerazione dell’aumento esponenziale di turisti e visitatori e, conseguentemente, di punti di ristoro, nell’anno in cui la Città dei Sassi è stata Capitale europea della Cultura.

Le attività sono state indirizzate, oltre che ai ristoranti, alle sale ricevimenti ed alle mense scolastiche, mentre, come di consueto, nei mesi estivi i controlli sono stati svolti specialmente lungo la fascia jonica, nei villaggi turistici e negli stabilimenti, dove si concentra il turismo balneare.

Importanti risultati sono stati conseguiti nel corso dell’anno anche da controlli svolti presso frantoi, caseifici e su prodotti ortofrutticoli, coltivati lungo la fascia jonica, anche biologici.

L’attività di vigilanza e controllo del Gruppo Tecnico proseguirà nell’anno 2020 nell’obiettivo di accrescere sempre più i livelli di tutela dei consumatori.

venerdì 25 ottobre 2019

Petrolio, Agrinsieme Basilicata: "inaccettabile che comparto primario continui a essere ignorato"


POTENZA - “È inaccettabile che un comparto di primaria importanza per l’economia regionale, come senza dubbio è quello primario, continui a essere messo in secondo piano nei tavoli delle trattative tra la Regione Basilicata e le compagnie petrolifere, che continuano a svolgersi in vista dell’avvio delle attività estrattive senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole. Per questa ragione ci vediamo costretti a reiterare la nostra richiesta di incontro con gli assessori all’agricoltura Francesco Fanelli e all’ambiente Gianni Rosa, ai quali non nascondiamo il nostro disappunto per il mancato confronto, da noi più volte sollecitato. Ci appelliamo anche al presidente della Regione Vito Bardi, al quale ricordiamo le tante promesse fatte durante la campagna elettorale, quando ha assicurato la massima attenzione verso il settore primario e il massimo coinvolgimento delle organizzazioni agricole”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

“A nostro avviso, infatti, non si possono continuare a ignorare le evidenti e innegabili ricadute sull’ambiente, sulla salute, sull’alimentazione e sull’agricoltura appunto; ricordiamo per l’ennesima volta, quindi, che la ‘questione petrolifera’ va a incidere trasversalmente sul comparto primario e che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri, così come nella Valle del Sauro”, evidenzia il Coordinamento regionale.

“In relazione, quindi, al concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto governativi, così come di quelli tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, conclude Agrinsieme Basilicata, che è pronta a scendere in piazza per protestare davanti alla sede della regione e dell’assessorato.

mercoledì 23 ottobre 2019

Città dell’olio, in Basilicata per un’esperienza di gusto e cultura con la Camminata tra gli olivi


POTENZA - Un’esperienza dedicata a qualità e genuinità di un prodotto autentico, che in 4 città dell’olio della Basilicata - Ferrandina, Missanello, Rapolla e Rotondella celebra un prodotto che è uno dei simboli del nostro paese, al centro di una civiltà olivicola che ha radici millenarie. Domenica 27 ottobre la terza edizione della Camminata tra gli olivi festeggia anche i 25 anni dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. All’insegna dei sapori e dei saperi del territorio, sono pronti nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate per riaffermare una formula di successo, che sposa qualità del prodotto, identità del paesaggio e turismo d’esperienza e che le Città dell’Olio hanno sposato già tre anni fa, riscuotendo un successo che ha condotto migliaia di visitatori e appassionati nelle terre dell’olio.

“Il patrimonio delle Città dell’Olio è sicuramente quello delle culture e delle economie locali e la Camminata tra gli Olivi fin dall’inizio ha voluto essere un modo per coniugare autenticità ed esperienza, raccontando in mille modi diversi, grazie alla passione e alla fantasia delle amministrazioni locali, territori, mestieri, tradizioni e gusto”, sottolinea Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio. La Camminata tra gli olivi quest’anno ha anche ottenuto il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia.

Anche per l’edizione 2019 le Città dell’olio hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti per raccontare storie avvincenti, offrire esperienze enogastronomiche indimenticabili e incontrare chi vive ogni giorno in oliveto.

GLI ITINERARI – 4 gli itinerari che nelle province di Matera e Potenza puntano alla grazia intatta delle coltivazioni di olivo e al paesaggio punteggiato dal verde degli alberi e dal grigio delle colline rocciose. Non potrà che essere protagonista il Patriarca, il maestoso olivo maiatica di Ferrandina che conta oltre mille anni. Ma in ogni percorso olivi monumentali, paesaggi mozzafiato, vie di epoca romana e antiche grotte saranno lo scenario per una esperienza a cui non mancherà l’assaggio negli storici frantoi.

17 le regioni italiane – dalla Lombardia alla Sardegna - che hanno aderito al grande evento 2019. Per scegliere il proprio itinerario o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

sabato 5 ottobre 2019

“Fai bella l'Italia”, a Matera l'evento FAI CISL su agroalimentare

Sostenere le categorie del lavoro agroalimentare e ambientale, i comportamenti virtuosi di imprese e cittadini, la green economy: è racchiuso in queste tre tematiche il senso del meeting “Fai Bella l’Italia”, che si terrà a Matera, nella celebre Casa Cava, giovedì 10 ottobre, dalle 9,30. Organizzata dalla Fai, la federazione agroalimentare e ambientale della Cisl, insieme alla propria Fondazione Fai Cisl - Studi e Ricerche, l’iniziativa vedrà circa 500 partecipanti tra studiosi e rappresentanti di istituzioni, sindacati, associazioni datoriali, imprese, terzo settore.

“Dopo la prima edizione, svolta a Napoli nel 2018, nella quale abbiamo lanciato il nostro Manifesto per il lavoro agroalimentare e ambientale - annuncia il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota - quest’anno abbiamo deciso di dedicare l’iniziativa al lavoro come leva dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale; è fondamentale che le battaglie del sindacato per il lavoro ben contrattualizzato e dignitoso, contro il dumping sociale, la concorrenza sleale, si uniscano alle sfide di una vera svolta green su scala nazionale e globale, che produca buoni posti di lavoro e non lasci indietro nessuno”.

Durante la mattinata saranno consegnati diversi riconoscimenti, assegnati dalla federazione ad alcune realtà che in vario modo si sono dimostrate sensibili rispetto ai temi dell’ambiente e del lavoro: aziende, associazioni, singoli cittadini, che negli ultimi anni hanno saputo essere particolarmente virtuosi sotto il profilo della sostenibilità ambientale, della divulgazione scientifica, della qualità del lavoro, della valorizzazione del territorio, dell’affermazione della legalità.

Tra le realtà che riceveranno il riconoscimento sono previsti: Symbola, per l’iniziativa “l’Italia in 10 selfie”, Coldiretti, per “Campagna Amica, prodotti km zero”, il consorzio Co.Ge.Vo di Chioggia per la sostenibilità nel settore ittico, l’Istituto Comprensivo don Milani di Policoro, per il progetto “Lucania da aMARE”, Heineken per l’iniziativa “10.000 per l’Ambiente”, Acque Minerali San Benedetto per il polo di ricerca sulla sostenibilità. Saranno premiati anche un lavoratore forestale di Stromboli, intervenuto durante l’eruzione del vulcano lo scorso luglio, portando in salvo molti turisti, la band Grace N Kaos, autrice del brano “Nero” contro il caporalato e vincitrice del premio Amnesty International, Valerio Rossi Albertini, ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, e Federica Gasbarro, unica delegata italiana al vertice ONU sul clima e attivista del movimento Friday For Future Italia.

L’incontro, coordinato dal caporedattore centrale del TG1 Piero Damosso, sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fai Cisl nazionale. Sono previsti gli interventi di Don Luigi Ciotti, Presidente e fondatore di Libera, e di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Confederale della Cisl nazionale Angelo Colombini.

In mattinata, prima dei lavori, il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota, insieme a Federica Gasbarro, attivista di Friday For Future Italia, si recheranno nel giardino dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Matera, dove insieme agli studenti delle scuole materne, elementari e medie pianteranno due ulivi, piante sempreverdi e simbolo di pace, come gesto simbolico di compensazione delle emissioni di anidride carbonica dovute alla mobilità necessaria per la realizzazione dell’evento.

Nei pomeriggi del 9 e 10 ottobre, presso l’Hotel San Domenico, il sindacato presenterà anche i risultati di un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea sui lavoratori migranti in agricoltura.

Alle ore 19, nella Cava del Sole, la Fai Cisl ha organizzato inoltre la rappresentazione dal titolo “Il Delegato”, spettacolo teatrale tratto dal libro “Dialogo tra generazioni. Sul ruolo del delegato”, di Ludovico Ferro. È possibile partecipare gratuitamente allo spettacolo registrandosi al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-delegato-spettacolo-teatrale-74804358851.

mercoledì 14 agosto 2019

Slow Food Basilicata: l’impegno è promuovere biodiversità e prodotti della tradizione

RIONERO IN VULTURE - Slow Food Basilicata, nata con la mission di promuovere e tutelare la biodiversità diffusa sul territorio e i prodotti tradizionali legati alla memoria identitaria locale, ha confermato il proprio impegno concreto e fattivo al fianco delle Condotte e delle comunità lucane perché si attivino quegli strumenti operativi che vedono le particolarità agroalimentari dei territori al centro di progetti di sviluppo sostenibile.

L’Associazione Regionale con la Condotta Slow Food Val d’Agri procederà alla verifica delle condizioni ed al conseguente successivo avvio della procedura per il riconoscimento della percoca di Sant’Arcangelo quale Presidio Slow Food accogliendo la richiesta del Sindaco del Comune di Sant’Arcangelo Vincenzo Parisi, che la inquadra in un programma di sviluppo locale che fa leva congiuntamente su economia e sostenibilità con il coinvolgimento della collettività. Il 5 agosto, in occasione della riuscita e partecipata Festa della Percoca organizzata dalla locale Pro Loco, se ne è discusso ad un tavolo tecnico dove accanto al Presidente Pro Loco Temistocle Pugliese ed al Sindaco Parisi erano presenti il Fiduciario della Condotta Val d’Agri Ettore Bove e i rappresentanti del CER Slow Food Basilicata Paride Leone, Serenella Gagliardi e Francesco Linzalone. Dall’intervento del Prof. Bove il frutto antico, testimone della biodiversità, per le sue qualità organolettiche, per essere strettamente legato alle storie contadine ed ai luoghi, ai giardini “a tre piani” di Sant’Arcangelo che vanno recuperati alla produzione ed alla fruizione, merita dedicata attenzione. Dal CER Basilicata per voce di Paride Leone l’assunzione del compito di seguire tutte le fasi necessarie per arrivare al Presidio ed alla conseguente attività di tutela e sostegno.

Tante altre sono le particolarità dell’identità agroalimentare lucana che Slow Food Basilicata vuole promuovere come nell’evento “Cannitt, carchiola e altre storie di gusto - Sorsi e sapori del Vulture”, svoltosi il 9 agosto nella suggestiva cornice del giardino di Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture, organizzato in collaborazione con l’AIS Basilicata e il Consorzio Qui Vulture presieduto dal dott Gerardo Giuratrabocchetti con il Patrocinio del Comune di Rionero.

La storia e l’assaggio della carchiola, focaccia azzima di farina di mais bianco, un ecotipo locale, cotta sulle braci, preparata da Angela Vaccaro e Pietro Verrastro, ha introdotto una partecipata serata tra racconti e lo show cooking di Savino Di Noia dell’Antica Cantina Forentum di Lavello, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e Pizzaioli. La degustazione di piatti legati alla cucina locale, come “accio e patate” interpretato come tortino di patate con crema di caciocavallo podolico e spuma di sedano è stata accompagnata dalla degustazione guidata da Daniele Scapicchio con i sommelier AIS dei vini del Consorzio Qui Vulture offerti dalle aziende Cantina di Venosa, Cantine del Notaio, Cantine Strapellum, Colli Cerentino, D’Angelo, Laluce, Paternoster, Tenuta Le Querce, Terra degli Svevi, Terra dei Re.

La serata è stata occasione per presentare l’iniziativa del rilancio del “cannitt” antico strumento della tradizione contadina per condividere il vino dalla stessa bottiglia preservando l’igiene, realizzato in legno e canna in varie fogge come mostrato dall’artigiano Silvio Vetrano. In esposizione le realizzazioni artistiche di Vito Telesca.

La Condotta Slow Food Vulture e il Consorzio Qui Vulture, intendendo promuovere in tutto il mondo il “vecchio cannitt di Rionero in Vulture” hanno predisposto un apposito disciplinare di produzione.

Nella divertente gara “bere a cannitt”, in cui in molti si sono cimentati, sono state illustrate le regole del saper bere per quantità, tempi e modalità come previste dal disciplinare redatto dalla Condotta Slow Food Vulture in collaborazione con L’AIS Basilicata.

Momenti di convivialità e di piacere per il palato per promuovere la cultura del cibo buono, pulito e giusto legata al territorio.

giovedì 6 giugno 2019

Birra Lucana, i sapori della Basilicata a tavola


Dal cuore della Basilicata alla conquista del mondo. Nasce Birra Lucana, l’ultima di casa Morena. Dalle terre incontaminate della Basilicata lì dove l’acqua sorgiva è di una purezza ineguagliabile, l’orzo è coltivato secondo tradizioni secolari alle pendici delle colline del Vulture e trasformato a Melfi nell’unica malteria del Sud Italia per dare corpo ad un vero e proprio tesoro lucano.

“Birra Lucana è dedicata alla nostra terra nel ventennale dell’attività, spiegano i fratelli Tarricone titolari dell’azienda che la produce a Balvano in provincia di Potenza. E’ una birra premium di alta qualità concepita con malto d’orzo 100% lucano e con un processo di fermentazione tutto naturale. L’etichetta è studiata per unire la tradizione ed il buon gusto lucano alla modernità con i colori della Basilicata ed il suo blu che la caratterizza. Frutto di ricerca è una lager premium da 4,8% alc vol nata per valorizzare ancor più i prodotti della nostra terra”.

E’ una birra che, in un anno particolare per la Basilicata, con Matera capitale europea della cultura, vuole essere anche un omaggio ad una regione ancora radicata in un’autenticità senza tempo, che non smette di meravigliare l’animo di chi la abita e di chi la porta con sé in giro per il mondo. Appena prodotta ha già conquistato un mercato importante come quello degli Usa.


Birra Lucana è la tredicesima nata in casa Morena a far compagnia alle otto famose craft beer prodotte e vincitrici di premi di assoluto valore a livello internazionale. L’azienda sorge su un’area di 120.000 mq di cui 60,000 coperti, ha una capacità produttiva di 200.000 hl. Oggi è una realtà sul mercato nazionale ed internazionale per aver investito tempo e risorse in progetti di alta qualità finalizzati alla produzione di birre con profumi e sentori piacevoli unici e complessi che hanno rappresentato degnamente il made in Italy nel mondo conquistando mercati in America, Cina, Regno Unito, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Emirati Arabi, Australia e Canada e tanti altri degni di nota. 

Ulteriori informazioni sull’azienda sono anche reperibili sul sito www.birralucana.com

FB: https://it-it.facebook.com/birramorena/

martedì 21 maggio 2019

Caciocavallo Silano in Puglia per due giornate dedicate a Dop e Igp


POTENZA - Due Consorzi del Sud, uno pugliese che tutela una Igp e l’altro interregionale che tutela una Dop, uniti da un unico evento. A Margherita di Savoia (Bt) è infatti in programma la prima edizione della “Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp” che chiama a raccolta, tra il 31 maggio e il 1° giugno, undici Igp e Dop, del territorio e non, tra cui anche il Caciocavallo Silano Dop. A salvaguardare questa eccellenza meridionale è il Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano che ha sede nel comune di Spezzano della Sila (CS). L’evento ha in serbo degustazioni gourmet, convegni, escursioni turistiche ma anche animazione e spettacoli.

Il Caciocavallo Silano Dop è uno dei più antichi formaggi a pasta filata del sud Italia, considerato che già Ippocrate disquisiva dell’arte dei Greci nella sua preparazione. La sua produzione inizia con la coagulazione del latte fresco a una temperatura di 36-38°C, usando caglio di vitello o di capretto. La fase di maturazione consiste in un’energica fermentazione lattica, la cui durata è di circa 4/5 ore e può dirsi completata quando la pasta è nelle condizioni di essere filata. Segue un’operazione caratteristica, che consiste nella formazione di una specie di cordone, plasmato ad arte fino a raggiungere la forma definitiva del caciocavallo. Per quanto riguarda la tipologia, varia soprattutto nella forma, che può essere sferica, ovale o troncoconica, a seconda delle diverse aree geografiche di produzione. Come da disciplinare, il Caciocavallo Silano Dop viene prodotto in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. E da madre Puglia arriva anche la Cipolla Bianca di Margherita Igp, prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). Al Consorzio per la sua tutela e valorizzazione partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento.


«Il nostro Consorzio si propone di informare i consumatori sulle caratteristiche che contraddistinguono il Caciocavallo Silano Dop da altri formaggi similari, che vengono spesso prodotti con latte o cagliata d’importazione – dice Vito Pace, presidente del Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano -. Non è semplice riuscire a spiegare al consumatore come riconoscere un formaggio Dop. Iniziative come quella in programma a Margherita di Savoia offrono un’occasione in più per sottolineare la differenza del nostro prodotto rispetto agli altri in commercio».

«La nostra manifestazione – spiega Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di Valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp – serve a fare rete tra le varie eccellenze gastronomiche italiane e ad avere una vetrina importante per fare conoscere il nostro prodotto proprio nel paese dove ha la sua tradizione e le sue origini».

La Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp è organizzata dal Consorzio pugliese che dal 2016 salvaguardia la tutela e la valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp. A partecipare saranno anche i consorzi di Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Oliva La Bella della Daunia Dop, Olio Dauno Dop, Caciocavallo Silano Dop, Burrata di Andria Igp, Pane di Altamura Dop, Lenticchia di Altamura Igp, Uva di Puglia Igp. Gli undici Consorzi allestiranno uno spazio espositivo e per la degustazione gourmet in altrettanti stabilimenti balneari di Margherita di Savoia.

venerdì 18 gennaio 2019

Molfetta, inaugurazione nuovo stabilimento Orsero


MOLFETTA (BA) - Orsero S.p.A. - realtà leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, nella giornata di Mercoledì 23 gennaio 2019, alle ore 10.30 inaugurerà il nuovo stabilimento di produzione di frutta tagliata in Via degli Industriali, 6 - Zona ASI - Molfetta.

Parteciperanno il Sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano e il Sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma.

martedì 15 agosto 2017

A Sarconi la XXXVI Sagra del Fagiolo IGP

SARCONI - La Sagra del Fagiolo di Sarconi è arrivata quest’anno alla sua XXXVI edizione e con tanta soddisfazione siamo lieti di ospitarvi, ancora una volta, nel nostro borgo conosciuto come la “Capitale Europea del fagiolo”.

La sagra è ormai un evento di buona risonanza mediatica (anche nazionale) e di ampia partecipazione (nell’ultima edizione 30.000 presenze in due sere), nonché una delle sagre più longeve d’Italia.

Una kermesse con una data fissa ormai da una decina d’anni: 18 e 19 agosto. Tutta dedicata a “Sua Maestà” il Fagiolo di Sarconi, prodotto d’eccellenza della gastronomia lucana e italiana, una vera star nel settore, marchio Igp (Indicazione geografica protetta) da più di venti anni, ovvero dal luglio 1996.

Il punto di partenza è sicuramente la gastronomia. Soltanto dopo arrivano le mostre, il cabaret, gli spettacoli di strada, la musica e il folklore. Tutto per strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso. Tutto “ispirato” al fagiolo e al fascino semplice e genuino di un prodotto e di una comunità particolarmente effervescenti.

La Sagra ha pressappoco l’età di molti dei ragazzi che oggi la tirano su. Nacque per celebrare il prodotto tipico che col tempo sarebbe diventato il vero e proprio brand di una comunità che punta a diventare la “Capitale del Gusto Lucano”.

Eventi come la Sagra del fagiolo di Sarconi servono proprio a questo, a mantere i riflettori accessi su prodotti di nicchia che posso dare tanto all’economia della nostra Regione, puntando sullo sviluppo di un economia legata all’agricoltura ed al turismo enogastronomico. Un appuntamento che può essere di richiamo per un turismo culturale che guardi alle tipicità della Basilicata e inserirsi a pieno titolo in un filone più ampio di valorizzazione dei tratti peculiari della Val D’Agri. Ma anche un volano per l’economia locale, oltre che un esempio di come una realtà dai piccoli numeri riesca a tirar su in proprio un prodotto culturale, simbolico, economico, partendo dalle sue semplici tipicità e investendo sulle sue qualità.

Ambasciatore del gusto quest’anno sarà lo chef di Rai Due Alessandro Circiello, esperto di cucina legata alla sana alimentazione, impegnato in iniziative e campagne volte ad affermare la salute legata alla cucina salutista, si cimenterà in uno showcooking al sapore di Fagiolo.

Testimonial dell’evento sarà la giornalista, scrittrice e conduttrice tv, lucana “doc”, Francesca Barra che taglierà il nastro della 36esima edizione della Sagra del Fagiolo di Sarconi, portando un tocco di grazia ed eleganza alla kermesse. Top artists di quest’anno: I Tarantolati di Tricarico, Terraross e Amarimai.

Una Sagra quindi dedicata alle eccellenze lucane, e che ancora una voltà farà sponda con un’altra “capitale lucana”, Matera Capitale europea della Cultura nel 2019, rafforzando ancora di più il rapporto inscindibile tra cultura ed enogastronomia.

Non resta, dunque, che lasciarsi guidare dalla stella cometa del gusto per assaporare tutte le pietanze, rigorosamente a base di fagiolo (dai primi alle zuppe, dall’antipasto all’insalata, dal gelato al dolce), preparate ad arte dai ristoranti della zona.

martedì 9 maggio 2017

La Basilicata protagonista al Macfrut Rimini 2017

POTENZA - La Basilicata "delle eccellenze dell'ortofrutta" sarà protagonista al Macfrut 2017, la fiera di settore in programma a Rimini dal 10 al 12 maggio "con una collettiva regionale composta da sette tra le principali organizzazioni regionali e la collaborazione di Alsia e Apt, in uno stand d'impatto, con un format partecipativo e con diverse attività di promozione e valorizzazione dei prodotti e del territorio". Ad annunciarlo l'assessore all'agricoltura Luca Braia.

"La Cina sarà il Paese partner e la Basilicata la Regione partner - ha continuato Braia - con la fragola scelta a simbolo della comunicazione dell'intera manifestazione, come annunciato nelle precedenti conferenze stampa tenutesi a Pechino e a Roma". 

lunedì 10 aprile 2017

Il vino lucano sbarca al Vinitaly

POTENZA - Sono 5.196 ettari di superfici "vitate", di cui 1.300 destinati alle doc regionali e quattromila aziende viticole, una produzione di 86 mila ettolitri: questi i numeri del settore vitivinicolo lucano che, da domani al 12 aprile, sarà presente, a Verona, alla 51/a edizione di "Vinitaly 2017". Lo ha reso noto l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia, spiegando che "la Basilicata del vino sarà presente ancora una volta accompagnata dall'hashtag #BereBasilicata che sintetizza il 'Nunc est bibendum' oraziano".

martedì 29 novembre 2016

In Basilicata arriva 'Amicaspesa'

POTENZA - Arriva anche in Basilicata 'Amicaspesa', il progetto che, attraverso un "gruppo di acquisto solidale, permette di fare la spesa quotidiana via web, dal cellulare o dal pc, in modo indipendente comodo e veloce".

L'iniziativa - che sarà presentata giovedì 1 dicembre, alle 19:30, all'Hotel Santa Loja di Tito (Potenza) - "è nata - è spiegato in un comunicato - per soddisfare un'esigenza concreta che si avverte oggi, cioè quella di risparmiare tempo, oltre ad eliminare una serie di problematiche quotidiane che si incontrano facendo la spesa, per le persone con difficoltà motorie, ad esempio, o quelle che oggi lavorano e non hanno il tempo materiale per recarsi al supermercato".

lunedì 7 novembre 2016

La Corea fa visita alla Basilicata

BERNALDA - La Corea del Sud ha inviato un ispettore governativo a Metaponto di Bernalda (Matera) per effettuare un "primo sopralluogo" e "verificare la sussistenza di tutti i requisiti per la commercializzazione dei kiwi". Lo ha reso noto, in un comunicato, il direttore generale di Asso Fruit Italia, Andrea Badursi: "Siamo - ha aggiunto - molto soddisfatti della visita, l'ispettore della Corea del Sud ha molto apprezzato sia la nostra produzione di kiwi, sia i magazzini".

lunedì 11 luglio 2016

Potenza: presentato il nuovo marchio dell'olio lucano

POTENZA - L'olio lucano ha il suo marchio, un'anfora stilizzata con curve a spirale (che ricordano i tronchi degli ulivi), e quattro linee per richiamare i fiumi della Basilicata, presenti anche nel simbolo della Regione: il nuovo logo é stato presentato stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia. Il logo - realizzato dal campano Danilo Varriale, giovane laureando in architettura - é stato selezionato nell'ambito di un concorso di idee, su 450 proposte inviate da tutta Italia.

martedì 10 maggio 2016

Olio tunisino, Latronico: accordo ha impatto incredibile su produzione

POTENZA - “Lo spirito dell’interrogazione era quello di sollecitare il Governo perché questo accordo commerciale con la Tunisia ha un impatto incredibile sulla produzione olivicola delle nostre regioni, che già soffrono di elementi di emergenza. La vicenda dalla Xylella fastidiosa non è stata risolta nella sua portata e stiamo parlando di un'economia importante per le produzioni agricole delle nostre regioni: nell'interrogazione segnalavo che una piccola regione come la Basilicata ha un patrimonio di oltre 5 milioni di piante”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico ( Cor) commentando l’interrogazione parlamentare illustrata al sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, a tutela dell'olio d'oliva italiano, alla luce della recente approvazione del regolamento comunitario in materia di importazione di olio d'oliva tunisino. “Noi siamo preoccupati, speriamo che il Governo possa intensificare le sue iniziative, perché la Tunisia va aiutata per affrontare le sue problematiche, ma, naturalmente, non la si può aiutare colpendo un settore che ha già le sue problematiche, perché quello della tracciabilità è un tema importante. Incoraggio il Governo a procedere, ci sono sistemi nuovi, anche nelle università del Sud. L’obiettivo deve essere quello di aiutare la qualità delle produzioni italiane; quello dell'olio d'oliva è ovviamente un segmento, una filiera di grandissima importanza. Quindi, spero e affido al sottosegretario e al Governo un'attenzione particolare perché queste azioni di monitoraggio, oltre che azioni commerciali, diplomatiche, aiutino le produzioni agricole che sono già ferite da mille altre problematiche”.

domenica 10 aprile 2016

Candonga Fragola Top Quality® approda al Vinitaly

VERONA - Più che una semplice fragola, Candonga Fragola Top Quality® si rivela oggi più che mai un mondo in continua evoluzione, ambasciatrice dell’eccellenza lucana in Italia e in Europa quale prodotto di grande qualità, sano e certificato.

Come ingrediente d’eccezione della cucina lucana sarà infatti di casa lunedì 11 aprile olle ore 18:30 su Alice TV - il canale 221 del digitale terrestre interamente dedicato alla gastronomia italiana -, ospite del programma Casa Alice condotto da Veronica Maya con lo Chef Roberto Valbuzzi.

A promuovere la lucanità a tavola sarà la Chef Enza Crucinio, astro nascente dell’alta cucina regionale e membro del Lucania Food Experience: il Team di esperti e chef professionisti nato nel 2014 – e in costante crescita - per la promozione dell’enogastronomia lucana in Italia e nel mondo. “A questa crescita hanno contribuito esperti del settore enogastronomico, della comunicazione e giornalisti lucani che ci seguono e ci sostengono in ogni momento. È importante essere in rete e fare squadra perché da soli è impossibile raggiungere certi traguardi” - così Maria Grazia Settembrino, coordinatrice del Lucania Food Experience Team.

E infatti, a pochi anni dalla sua creazione, il Team è già alla ribalta delle cronache per aver diretto le cucine di Casa Sanremo per il secondo anno consecutivo. Proprio da quest’esperienza è scaturito l’approdo di Enza ad Alice TV. Sponsor del Lucania Food Experience Team è la Candonga Fragola Top Quality®, tra le punte di diamante delle ricette di Enza Crucinio che così descrive la fragola del Metapontino: “è espressione di bellezza, di equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità. Caratteristiche che ne fanno un ingrediente molto versatile in cucina. Utilizzo solo prodotti di stagione per cui Candonga Fragola Top Quality® è nel mio menù da gennaio a giugno”. Nel corso del programma Enza Crucinio proporrà la nuova ricetta Dolce terra mia, frutto di una lunga sperimentazione, a base proprio di Candonga Fragola Top Quality®, Amaro Lucano, limoni di Rocca Imperiale, la menta del Pollino e la ricotta podolica.

A questa iniziativa su Alice TV se ne aggiungono ancora altre, a testimonianza dell’impronta fortemente dinamica e innovativa del Club Candonga® che non perde occasione di raccontare la propria fragola nei luoghi che merita: i templi più prestigiosi dell’eccellenza italiana, del cibo sano e delle produzioni di qualità certificata. Candonga Fragola Top Quality® sarà infatti ospite al Vinitaly - Verona, dal 10 al 13 aprile - per speciali momenti di degustazioni presso il padiglione 11 dello stand E5-G6 dove, con la collaborazione della Federazione Italiana Cuochi e Unione Regionale Cuochi Lucani, verranno presentati prodotti dell’eccellenza lucana.

Dopo le affermazioni della Candonga Fragola Top Quality® ai mercati generali di Milano e Roma, sempre a Verona, dal 13 al 15 aprile, si segnala la prossima destinazione dell’Operazione Lovers: l’iniziativa organizzata in collaborazione con Italmercati – Rete d’Imprese che ha l’obiettivo di mettere in contatto grossisti e dettaglianti e di attrarne di nuovi.

Prosegue infine il viaggio Candonga Fragola Top Quality® insieme a Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto verso le mete più prestigiose dell’alta cucina con il Roadshow Excellence Tour 2016. La prossima tappa è nel cuore delle Dolomiti bellunesi, il 15 aprile presso il ristorante Laite di Sappada (BL) con la Chef stellata Fabrizia Meroi, eccellente interprete della fusione perfetta in cucina fra innovazione e tradizione legata al territorio.