Visualizzazione post con etichetta Agroalimentare. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Agroalimentare. Mostra tutti i post

venerdì 25 ottobre 2019

Petrolio, Agrinsieme Basilicata: "inaccettabile che comparto primario continui a essere ignorato"


POTENZA - “È inaccettabile che un comparto di primaria importanza per l’economia regionale, come senza dubbio è quello primario, continui a essere messo in secondo piano nei tavoli delle trattative tra la Regione Basilicata e le compagnie petrolifere, che continuano a svolgersi in vista dell’avvio delle attività estrattive senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole. Per questa ragione ci vediamo costretti a reiterare la nostra richiesta di incontro con gli assessori all’agricoltura Francesco Fanelli e all’ambiente Gianni Rosa, ai quali non nascondiamo il nostro disappunto per il mancato confronto, da noi più volte sollecitato. Ci appelliamo anche al presidente della Regione Vito Bardi, al quale ricordiamo le tante promesse fatte durante la campagna elettorale, quando ha assicurato la massima attenzione verso il settore primario e il massimo coinvolgimento delle organizzazioni agricole”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

“A nostro avviso, infatti, non si possono continuare a ignorare le evidenti e innegabili ricadute sull’ambiente, sulla salute, sull’alimentazione e sull’agricoltura appunto; ricordiamo per l’ennesima volta, quindi, che la ‘questione petrolifera’ va a incidere trasversalmente sul comparto primario e che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri, così come nella Valle del Sauro”, evidenzia il Coordinamento regionale.

“In relazione, quindi, al concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto governativi, così come di quelli tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, conclude Agrinsieme Basilicata, che è pronta a scendere in piazza per protestare davanti alla sede della regione e dell’assessorato.

mercoledì 23 ottobre 2019

Città dell’olio, in Basilicata per un’esperienza di gusto e cultura con la Camminata tra gli olivi


POTENZA - Un’esperienza dedicata a qualità e genuinità di un prodotto autentico, che in 4 città dell’olio della Basilicata - Ferrandina, Missanello, Rapolla e Rotondella celebra un prodotto che è uno dei simboli del nostro paese, al centro di una civiltà olivicola che ha radici millenarie. Domenica 27 ottobre la terza edizione della Camminata tra gli olivi festeggia anche i 25 anni dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. All’insegna dei sapori e dei saperi del territorio, sono pronti nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate per riaffermare una formula di successo, che sposa qualità del prodotto, identità del paesaggio e turismo d’esperienza e che le Città dell’Olio hanno sposato già tre anni fa, riscuotendo un successo che ha condotto migliaia di visitatori e appassionati nelle terre dell’olio.

“Il patrimonio delle Città dell’Olio è sicuramente quello delle culture e delle economie locali e la Camminata tra gli Olivi fin dall’inizio ha voluto essere un modo per coniugare autenticità ed esperienza, raccontando in mille modi diversi, grazie alla passione e alla fantasia delle amministrazioni locali, territori, mestieri, tradizioni e gusto”, sottolinea Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio. La Camminata tra gli olivi quest’anno ha anche ottenuto il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia.

Anche per l’edizione 2019 le Città dell’olio hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti per raccontare storie avvincenti, offrire esperienze enogastronomiche indimenticabili e incontrare chi vive ogni giorno in oliveto.

GLI ITINERARI – 4 gli itinerari che nelle province di Matera e Potenza puntano alla grazia intatta delle coltivazioni di olivo e al paesaggio punteggiato dal verde degli alberi e dal grigio delle colline rocciose. Non potrà che essere protagonista il Patriarca, il maestoso olivo maiatica di Ferrandina che conta oltre mille anni. Ma in ogni percorso olivi monumentali, paesaggi mozzafiato, vie di epoca romana e antiche grotte saranno lo scenario per una esperienza a cui non mancherà l’assaggio negli storici frantoi.

17 le regioni italiane – dalla Lombardia alla Sardegna - che hanno aderito al grande evento 2019. Per scegliere il proprio itinerario o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

sabato 5 ottobre 2019

“Fai bella l'Italia”, a Matera l'evento FAI CISL su agroalimentare

Sostenere le categorie del lavoro agroalimentare e ambientale, i comportamenti virtuosi di imprese e cittadini, la green economy: è racchiuso in queste tre tematiche il senso del meeting “Fai Bella l’Italia”, che si terrà a Matera, nella celebre Casa Cava, giovedì 10 ottobre, dalle 9,30. Organizzata dalla Fai, la federazione agroalimentare e ambientale della Cisl, insieme alla propria Fondazione Fai Cisl - Studi e Ricerche, l’iniziativa vedrà circa 500 partecipanti tra studiosi e rappresentanti di istituzioni, sindacati, associazioni datoriali, imprese, terzo settore.

“Dopo la prima edizione, svolta a Napoli nel 2018, nella quale abbiamo lanciato il nostro Manifesto per il lavoro agroalimentare e ambientale - annuncia il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota - quest’anno abbiamo deciso di dedicare l’iniziativa al lavoro come leva dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale; è fondamentale che le battaglie del sindacato per il lavoro ben contrattualizzato e dignitoso, contro il dumping sociale, la concorrenza sleale, si uniscano alle sfide di una vera svolta green su scala nazionale e globale, che produca buoni posti di lavoro e non lasci indietro nessuno”.

Durante la mattinata saranno consegnati diversi riconoscimenti, assegnati dalla federazione ad alcune realtà che in vario modo si sono dimostrate sensibili rispetto ai temi dell’ambiente e del lavoro: aziende, associazioni, singoli cittadini, che negli ultimi anni hanno saputo essere particolarmente virtuosi sotto il profilo della sostenibilità ambientale, della divulgazione scientifica, della qualità del lavoro, della valorizzazione del territorio, dell’affermazione della legalità.

Tra le realtà che riceveranno il riconoscimento sono previsti: Symbola, per l’iniziativa “l’Italia in 10 selfie”, Coldiretti, per “Campagna Amica, prodotti km zero”, il consorzio Co.Ge.Vo di Chioggia per la sostenibilità nel settore ittico, l’Istituto Comprensivo don Milani di Policoro, per il progetto “Lucania da aMARE”, Heineken per l’iniziativa “10.000 per l’Ambiente”, Acque Minerali San Benedetto per il polo di ricerca sulla sostenibilità. Saranno premiati anche un lavoratore forestale di Stromboli, intervenuto durante l’eruzione del vulcano lo scorso luglio, portando in salvo molti turisti, la band Grace N Kaos, autrice del brano “Nero” contro il caporalato e vincitrice del premio Amnesty International, Valerio Rossi Albertini, ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, e Federica Gasbarro, unica delegata italiana al vertice ONU sul clima e attivista del movimento Friday For Future Italia.

L’incontro, coordinato dal caporedattore centrale del TG1 Piero Damosso, sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fai Cisl nazionale. Sono previsti gli interventi di Don Luigi Ciotti, Presidente e fondatore di Libera, e di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Confederale della Cisl nazionale Angelo Colombini.

In mattinata, prima dei lavori, il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota, insieme a Federica Gasbarro, attivista di Friday For Future Italia, si recheranno nel giardino dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Matera, dove insieme agli studenti delle scuole materne, elementari e medie pianteranno due ulivi, piante sempreverdi e simbolo di pace, come gesto simbolico di compensazione delle emissioni di anidride carbonica dovute alla mobilità necessaria per la realizzazione dell’evento.

Nei pomeriggi del 9 e 10 ottobre, presso l’Hotel San Domenico, il sindacato presenterà anche i risultati di un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea sui lavoratori migranti in agricoltura.

Alle ore 19, nella Cava del Sole, la Fai Cisl ha organizzato inoltre la rappresentazione dal titolo “Il Delegato”, spettacolo teatrale tratto dal libro “Dialogo tra generazioni. Sul ruolo del delegato”, di Ludovico Ferro. È possibile partecipare gratuitamente allo spettacolo registrandosi al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-delegato-spettacolo-teatrale-74804358851.

mercoledì 14 agosto 2019

Slow Food Basilicata: l’impegno è promuovere biodiversità e prodotti della tradizione

RIONERO IN VULTURE - Slow Food Basilicata, nata con la mission di promuovere e tutelare la biodiversità diffusa sul territorio e i prodotti tradizionali legati alla memoria identitaria locale, ha confermato il proprio impegno concreto e fattivo al fianco delle Condotte e delle comunità lucane perché si attivino quegli strumenti operativi che vedono le particolarità agroalimentari dei territori al centro di progetti di sviluppo sostenibile.

L’Associazione Regionale con la Condotta Slow Food Val d’Agri procederà alla verifica delle condizioni ed al conseguente successivo avvio della procedura per il riconoscimento della percoca di Sant’Arcangelo quale Presidio Slow Food accogliendo la richiesta del Sindaco del Comune di Sant’Arcangelo Vincenzo Parisi, che la inquadra in un programma di sviluppo locale che fa leva congiuntamente su economia e sostenibilità con il coinvolgimento della collettività. Il 5 agosto, in occasione della riuscita e partecipata Festa della Percoca organizzata dalla locale Pro Loco, se ne è discusso ad un tavolo tecnico dove accanto al Presidente Pro Loco Temistocle Pugliese ed al Sindaco Parisi erano presenti il Fiduciario della Condotta Val d’Agri Ettore Bove e i rappresentanti del CER Slow Food Basilicata Paride Leone, Serenella Gagliardi e Francesco Linzalone. Dall’intervento del Prof. Bove il frutto antico, testimone della biodiversità, per le sue qualità organolettiche, per essere strettamente legato alle storie contadine ed ai luoghi, ai giardini “a tre piani” di Sant’Arcangelo che vanno recuperati alla produzione ed alla fruizione, merita dedicata attenzione. Dal CER Basilicata per voce di Paride Leone l’assunzione del compito di seguire tutte le fasi necessarie per arrivare al Presidio ed alla conseguente attività di tutela e sostegno.

Tante altre sono le particolarità dell’identità agroalimentare lucana che Slow Food Basilicata vuole promuovere come nell’evento “Cannitt, carchiola e altre storie di gusto - Sorsi e sapori del Vulture”, svoltosi il 9 agosto nella suggestiva cornice del giardino di Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture, organizzato in collaborazione con l’AIS Basilicata e il Consorzio Qui Vulture presieduto dal dott Gerardo Giuratrabocchetti con il Patrocinio del Comune di Rionero.

La storia e l’assaggio della carchiola, focaccia azzima di farina di mais bianco, un ecotipo locale, cotta sulle braci, preparata da Angela Vaccaro e Pietro Verrastro, ha introdotto una partecipata serata tra racconti e lo show cooking di Savino Di Noia dell’Antica Cantina Forentum di Lavello, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e Pizzaioli. La degustazione di piatti legati alla cucina locale, come “accio e patate” interpretato come tortino di patate con crema di caciocavallo podolico e spuma di sedano è stata accompagnata dalla degustazione guidata da Daniele Scapicchio con i sommelier AIS dei vini del Consorzio Qui Vulture offerti dalle aziende Cantina di Venosa, Cantine del Notaio, Cantine Strapellum, Colli Cerentino, D’Angelo, Laluce, Paternoster, Tenuta Le Querce, Terra degli Svevi, Terra dei Re.

La serata è stata occasione per presentare l’iniziativa del rilancio del “cannitt” antico strumento della tradizione contadina per condividere il vino dalla stessa bottiglia preservando l’igiene, realizzato in legno e canna in varie fogge come mostrato dall’artigiano Silvio Vetrano. In esposizione le realizzazioni artistiche di Vito Telesca.

La Condotta Slow Food Vulture e il Consorzio Qui Vulture, intendendo promuovere in tutto il mondo il “vecchio cannitt di Rionero in Vulture” hanno predisposto un apposito disciplinare di produzione.

Nella divertente gara “bere a cannitt”, in cui in molti si sono cimentati, sono state illustrate le regole del saper bere per quantità, tempi e modalità come previste dal disciplinare redatto dalla Condotta Slow Food Vulture in collaborazione con L’AIS Basilicata.

Momenti di convivialità e di piacere per il palato per promuovere la cultura del cibo buono, pulito e giusto legata al territorio.

giovedì 6 giugno 2019

Birra Lucana, i sapori della Basilicata a tavola


Dal cuore della Basilicata alla conquista del mondo. Nasce Birra Lucana, l’ultima di casa Morena. Dalle terre incontaminate della Basilicata lì dove l’acqua sorgiva è di una purezza ineguagliabile, l’orzo è coltivato secondo tradizioni secolari alle pendici delle colline del Vulture e trasformato a Melfi nell’unica malteria del Sud Italia per dare corpo ad un vero e proprio tesoro lucano.

“Birra Lucana è dedicata alla nostra terra nel ventennale dell’attività, spiegano i fratelli Tarricone titolari dell’azienda che la produce a Balvano in provincia di Potenza. E’ una birra premium di alta qualità concepita con malto d’orzo 100% lucano e con un processo di fermentazione tutto naturale. L’etichetta è studiata per unire la tradizione ed il buon gusto lucano alla modernità con i colori della Basilicata ed il suo blu che la caratterizza. Frutto di ricerca è una lager premium da 4,8% alc vol nata per valorizzare ancor più i prodotti della nostra terra”.

E’ una birra che, in un anno particolare per la Basilicata, con Matera capitale europea della cultura, vuole essere anche un omaggio ad una regione ancora radicata in un’autenticità senza tempo, che non smette di meravigliare l’animo di chi la abita e di chi la porta con sé in giro per il mondo. Appena prodotta ha già conquistato un mercato importante come quello degli Usa.


Birra Lucana è la tredicesima nata in casa Morena a far compagnia alle otto famose craft beer prodotte e vincitrici di premi di assoluto valore a livello internazionale. L’azienda sorge su un’area di 120.000 mq di cui 60,000 coperti, ha una capacità produttiva di 200.000 hl. Oggi è una realtà sul mercato nazionale ed internazionale per aver investito tempo e risorse in progetti di alta qualità finalizzati alla produzione di birre con profumi e sentori piacevoli unici e complessi che hanno rappresentato degnamente il made in Italy nel mondo conquistando mercati in America, Cina, Regno Unito, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Emirati Arabi, Australia e Canada e tanti altri degni di nota. 

Ulteriori informazioni sull’azienda sono anche reperibili sul sito www.birralucana.com

FB: https://it-it.facebook.com/birramorena/

martedì 21 maggio 2019

Caciocavallo Silano in Puglia per due giornate dedicate a Dop e Igp


POTENZA - Due Consorzi del Sud, uno pugliese che tutela una Igp e l’altro interregionale che tutela una Dop, uniti da un unico evento. A Margherita di Savoia (Bt) è infatti in programma la prima edizione della “Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp” che chiama a raccolta, tra il 31 maggio e il 1° giugno, undici Igp e Dop, del territorio e non, tra cui anche il Caciocavallo Silano Dop. A salvaguardare questa eccellenza meridionale è il Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano che ha sede nel comune di Spezzano della Sila (CS). L’evento ha in serbo degustazioni gourmet, convegni, escursioni turistiche ma anche animazione e spettacoli.

Il Caciocavallo Silano Dop è uno dei più antichi formaggi a pasta filata del sud Italia, considerato che già Ippocrate disquisiva dell’arte dei Greci nella sua preparazione. La sua produzione inizia con la coagulazione del latte fresco a una temperatura di 36-38°C, usando caglio di vitello o di capretto. La fase di maturazione consiste in un’energica fermentazione lattica, la cui durata è di circa 4/5 ore e può dirsi completata quando la pasta è nelle condizioni di essere filata. Segue un’operazione caratteristica, che consiste nella formazione di una specie di cordone, plasmato ad arte fino a raggiungere la forma definitiva del caciocavallo. Per quanto riguarda la tipologia, varia soprattutto nella forma, che può essere sferica, ovale o troncoconica, a seconda delle diverse aree geografiche di produzione. Come da disciplinare, il Caciocavallo Silano Dop viene prodotto in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. E da madre Puglia arriva anche la Cipolla Bianca di Margherita Igp, prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). Al Consorzio per la sua tutela e valorizzazione partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento.


«Il nostro Consorzio si propone di informare i consumatori sulle caratteristiche che contraddistinguono il Caciocavallo Silano Dop da altri formaggi similari, che vengono spesso prodotti con latte o cagliata d’importazione – dice Vito Pace, presidente del Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano -. Non è semplice riuscire a spiegare al consumatore come riconoscere un formaggio Dop. Iniziative come quella in programma a Margherita di Savoia offrono un’occasione in più per sottolineare la differenza del nostro prodotto rispetto agli altri in commercio».

«La nostra manifestazione – spiega Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di Valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp – serve a fare rete tra le varie eccellenze gastronomiche italiane e ad avere una vetrina importante per fare conoscere il nostro prodotto proprio nel paese dove ha la sua tradizione e le sue origini».

La Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp è organizzata dal Consorzio pugliese che dal 2016 salvaguardia la tutela e la valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp. A partecipare saranno anche i consorzi di Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Oliva La Bella della Daunia Dop, Olio Dauno Dop, Caciocavallo Silano Dop, Burrata di Andria Igp, Pane di Altamura Dop, Lenticchia di Altamura Igp, Uva di Puglia Igp. Gli undici Consorzi allestiranno uno spazio espositivo e per la degustazione gourmet in altrettanti stabilimenti balneari di Margherita di Savoia.

venerdì 18 gennaio 2019

Molfetta, inaugurazione nuovo stabilimento Orsero


MOLFETTA (BA) - Orsero S.p.A. - realtà leader nell’Europa mediterranea per l’importazione e la distribuzione di prodotti ortofrutticoli freschi, nella giornata di Mercoledì 23 gennaio 2019, alle ore 10.30 inaugurerà il nuovo stabilimento di produzione di frutta tagliata in Via degli Industriali, 6 - Zona ASI - Molfetta.

Parteciperanno il Sindaco di Molfetta, Tommaso Minervini, il Sindaco di Bisceglie, Angelantonio Angarano e il Sindaco di Giovinazzo, Tommaso Depalma.

martedì 15 agosto 2017

A Sarconi la XXXVI Sagra del Fagiolo IGP

SARCONI - La Sagra del Fagiolo di Sarconi è arrivata quest’anno alla sua XXXVI edizione e con tanta soddisfazione siamo lieti di ospitarvi, ancora una volta, nel nostro borgo conosciuto come la “Capitale Europea del fagiolo”.

La sagra è ormai un evento di buona risonanza mediatica (anche nazionale) e di ampia partecipazione (nell’ultima edizione 30.000 presenze in due sere), nonché una delle sagre più longeve d’Italia.

Una kermesse con una data fissa ormai da una decina d’anni: 18 e 19 agosto. Tutta dedicata a “Sua Maestà” il Fagiolo di Sarconi, prodotto d’eccellenza della gastronomia lucana e italiana, una vera star nel settore, marchio Igp (Indicazione geografica protetta) da più di venti anni, ovvero dal luglio 1996.

Il punto di partenza è sicuramente la gastronomia. Soltanto dopo arrivano le mostre, il cabaret, gli spettacoli di strada, la musica e il folklore. Tutto per strada, tutto rigorosamente senza biglietto d’ingresso. Tutto “ispirato” al fagiolo e al fascino semplice e genuino di un prodotto e di una comunità particolarmente effervescenti.

La Sagra ha pressappoco l’età di molti dei ragazzi che oggi la tirano su. Nacque per celebrare il prodotto tipico che col tempo sarebbe diventato il vero e proprio brand di una comunità che punta a diventare la “Capitale del Gusto Lucano”.

Eventi come la Sagra del fagiolo di Sarconi servono proprio a questo, a mantere i riflettori accessi su prodotti di nicchia che posso dare tanto all’economia della nostra Regione, puntando sullo sviluppo di un economia legata all’agricoltura ed al turismo enogastronomico. Un appuntamento che può essere di richiamo per un turismo culturale che guardi alle tipicità della Basilicata e inserirsi a pieno titolo in un filone più ampio di valorizzazione dei tratti peculiari della Val D’Agri. Ma anche un volano per l’economia locale, oltre che un esempio di come una realtà dai piccoli numeri riesca a tirar su in proprio un prodotto culturale, simbolico, economico, partendo dalle sue semplici tipicità e investendo sulle sue qualità.

Ambasciatore del gusto quest’anno sarà lo chef di Rai Due Alessandro Circiello, esperto di cucina legata alla sana alimentazione, impegnato in iniziative e campagne volte ad affermare la salute legata alla cucina salutista, si cimenterà in uno showcooking al sapore di Fagiolo.

Testimonial dell’evento sarà la giornalista, scrittrice e conduttrice tv, lucana “doc”, Francesca Barra che taglierà il nastro della 36esima edizione della Sagra del Fagiolo di Sarconi, portando un tocco di grazia ed eleganza alla kermesse. Top artists di quest’anno: I Tarantolati di Tricarico, Terraross e Amarimai.

Una Sagra quindi dedicata alle eccellenze lucane, e che ancora una voltà farà sponda con un’altra “capitale lucana”, Matera Capitale europea della Cultura nel 2019, rafforzando ancora di più il rapporto inscindibile tra cultura ed enogastronomia.

Non resta, dunque, che lasciarsi guidare dalla stella cometa del gusto per assaporare tutte le pietanze, rigorosamente a base di fagiolo (dai primi alle zuppe, dall’antipasto all’insalata, dal gelato al dolce), preparate ad arte dai ristoranti della zona.

martedì 9 maggio 2017

La Basilicata protagonista al Macfrut Rimini 2017

POTENZA - La Basilicata "delle eccellenze dell'ortofrutta" sarà protagonista al Macfrut 2017, la fiera di settore in programma a Rimini dal 10 al 12 maggio "con una collettiva regionale composta da sette tra le principali organizzazioni regionali e la collaborazione di Alsia e Apt, in uno stand d'impatto, con un format partecipativo e con diverse attività di promozione e valorizzazione dei prodotti e del territorio". Ad annunciarlo l'assessore all'agricoltura Luca Braia.

"La Cina sarà il Paese partner e la Basilicata la Regione partner - ha continuato Braia - con la fragola scelta a simbolo della comunicazione dell'intera manifestazione, come annunciato nelle precedenti conferenze stampa tenutesi a Pechino e a Roma". 

lunedì 10 aprile 2017

Il vino lucano sbarca al Vinitaly

POTENZA - Sono 5.196 ettari di superfici "vitate", di cui 1.300 destinati alle doc regionali e quattromila aziende viticole, una produzione di 86 mila ettolitri: questi i numeri del settore vitivinicolo lucano che, da domani al 12 aprile, sarà presente, a Verona, alla 51/a edizione di "Vinitaly 2017". Lo ha reso noto l'assessore all'agricoltura della Regione Basilicata, Luca Braia, spiegando che "la Basilicata del vino sarà presente ancora una volta accompagnata dall'hashtag #BereBasilicata che sintetizza il 'Nunc est bibendum' oraziano".

martedì 29 novembre 2016

In Basilicata arriva 'Amicaspesa'

POTENZA - Arriva anche in Basilicata 'Amicaspesa', il progetto che, attraverso un "gruppo di acquisto solidale, permette di fare la spesa quotidiana via web, dal cellulare o dal pc, in modo indipendente comodo e veloce".

L'iniziativa - che sarà presentata giovedì 1 dicembre, alle 19:30, all'Hotel Santa Loja di Tito (Potenza) - "è nata - è spiegato in un comunicato - per soddisfare un'esigenza concreta che si avverte oggi, cioè quella di risparmiare tempo, oltre ad eliminare una serie di problematiche quotidiane che si incontrano facendo la spesa, per le persone con difficoltà motorie, ad esempio, o quelle che oggi lavorano e non hanno il tempo materiale per recarsi al supermercato".

lunedì 7 novembre 2016

La Corea fa visita alla Basilicata

BERNALDA - La Corea del Sud ha inviato un ispettore governativo a Metaponto di Bernalda (Matera) per effettuare un "primo sopralluogo" e "verificare la sussistenza di tutti i requisiti per la commercializzazione dei kiwi". Lo ha reso noto, in un comunicato, il direttore generale di Asso Fruit Italia, Andrea Badursi: "Siamo - ha aggiunto - molto soddisfatti della visita, l'ispettore della Corea del Sud ha molto apprezzato sia la nostra produzione di kiwi, sia i magazzini".

lunedì 11 luglio 2016

Potenza: presentato il nuovo marchio dell'olio lucano

POTENZA - L'olio lucano ha il suo marchio, un'anfora stilizzata con curve a spirale (che ricordano i tronchi degli ulivi), e quattro linee per richiamare i fiumi della Basilicata, presenti anche nel simbolo della Regione: il nuovo logo é stato presentato stamani, a Potenza, nel corso di una conferenza stampa, dall'assessore regionale all'agricoltura, Luca Braia. Il logo - realizzato dal campano Danilo Varriale, giovane laureando in architettura - é stato selezionato nell'ambito di un concorso di idee, su 450 proposte inviate da tutta Italia.

martedì 10 maggio 2016

Olio tunisino, Latronico: accordo ha impatto incredibile su produzione

POTENZA - “Lo spirito dell’interrogazione era quello di sollecitare il Governo perché questo accordo commerciale con la Tunisia ha un impatto incredibile sulla produzione olivicola delle nostre regioni, che già soffrono di elementi di emergenza. La vicenda dalla Xylella fastidiosa non è stata risolta nella sua portata e stiamo parlando di un'economia importante per le produzioni agricole delle nostre regioni: nell'interrogazione segnalavo che una piccola regione come la Basilicata ha un patrimonio di oltre 5 milioni di piante”. Lo ha dichiarato l’on. Cosimo Latronico ( Cor) commentando l’interrogazione parlamentare illustrata al sottosegretario alle politiche agricole, Giuseppe Castiglione, a tutela dell'olio d'oliva italiano, alla luce della recente approvazione del regolamento comunitario in materia di importazione di olio d'oliva tunisino. “Noi siamo preoccupati, speriamo che il Governo possa intensificare le sue iniziative, perché la Tunisia va aiutata per affrontare le sue problematiche, ma, naturalmente, non la si può aiutare colpendo un settore che ha già le sue problematiche, perché quello della tracciabilità è un tema importante. Incoraggio il Governo a procedere, ci sono sistemi nuovi, anche nelle università del Sud. L’obiettivo deve essere quello di aiutare la qualità delle produzioni italiane; quello dell'olio d'oliva è ovviamente un segmento, una filiera di grandissima importanza. Quindi, spero e affido al sottosegretario e al Governo un'attenzione particolare perché queste azioni di monitoraggio, oltre che azioni commerciali, diplomatiche, aiutino le produzioni agricole che sono già ferite da mille altre problematiche”.

domenica 10 aprile 2016

Candonga Fragola Top Quality® approda al Vinitaly

VERONA - Più che una semplice fragola, Candonga Fragola Top Quality® si rivela oggi più che mai un mondo in continua evoluzione, ambasciatrice dell’eccellenza lucana in Italia e in Europa quale prodotto di grande qualità, sano e certificato.

Come ingrediente d’eccezione della cucina lucana sarà infatti di casa lunedì 11 aprile olle ore 18:30 su Alice TV - il canale 221 del digitale terrestre interamente dedicato alla gastronomia italiana -, ospite del programma Casa Alice condotto da Veronica Maya con lo Chef Roberto Valbuzzi.

A promuovere la lucanità a tavola sarà la Chef Enza Crucinio, astro nascente dell’alta cucina regionale e membro del Lucania Food Experience: il Team di esperti e chef professionisti nato nel 2014 – e in costante crescita - per la promozione dell’enogastronomia lucana in Italia e nel mondo. “A questa crescita hanno contribuito esperti del settore enogastronomico, della comunicazione e giornalisti lucani che ci seguono e ci sostengono in ogni momento. È importante essere in rete e fare squadra perché da soli è impossibile raggiungere certi traguardi” - così Maria Grazia Settembrino, coordinatrice del Lucania Food Experience Team.

E infatti, a pochi anni dalla sua creazione, il Team è già alla ribalta delle cronache per aver diretto le cucine di Casa Sanremo per il secondo anno consecutivo. Proprio da quest’esperienza è scaturito l’approdo di Enza ad Alice TV. Sponsor del Lucania Food Experience Team è la Candonga Fragola Top Quality®, tra le punte di diamante delle ricette di Enza Crucinio che così descrive la fragola del Metapontino: “è espressione di bellezza, di equilibrio perfetto tra dolcezza e acidità. Caratteristiche che ne fanno un ingrediente molto versatile in cucina. Utilizzo solo prodotti di stagione per cui Candonga Fragola Top Quality® è nel mio menù da gennaio a giugno”. Nel corso del programma Enza Crucinio proporrà la nuova ricetta Dolce terra mia, frutto di una lunga sperimentazione, a base proprio di Candonga Fragola Top Quality®, Amaro Lucano, limoni di Rocca Imperiale, la menta del Pollino e la ricotta podolica.

A questa iniziativa su Alice TV se ne aggiungono ancora altre, a testimonianza dell’impronta fortemente dinamica e innovativa del Club Candonga® che non perde occasione di raccontare la propria fragola nei luoghi che merita: i templi più prestigiosi dell’eccellenza italiana, del cibo sano e delle produzioni di qualità certificata. Candonga Fragola Top Quality® sarà infatti ospite al Vinitaly - Verona, dal 10 al 13 aprile - per speciali momenti di degustazioni presso il padiglione 11 dello stand E5-G6 dove, con la collaborazione della Federazione Italiana Cuochi e Unione Regionale Cuochi Lucani, verranno presentati prodotti dell’eccellenza lucana.

Dopo le affermazioni della Candonga Fragola Top Quality® ai mercati generali di Milano e Roma, sempre a Verona, dal 13 al 15 aprile, si segnala la prossima destinazione dell’Operazione Lovers: l’iniziativa organizzata in collaborazione con Italmercati – Rete d’Imprese che ha l’obiettivo di mettere in contatto grossisti e dettaglianti e di attrarne di nuovi.

Prosegue infine il viaggio Candonga Fragola Top Quality® insieme a Viaggiatore Gourmet alias Altissimo Ceto verso le mete più prestigiose dell’alta cucina con il Roadshow Excellence Tour 2016. La prossima tappa è nel cuore delle Dolomiti bellunesi, il 15 aprile presso il ristorante Laite di Sappada (BL) con la Chef stellata Fabrizia Meroi, eccellente interprete della fusione perfetta in cucina fra innovazione e tradizione legata al territorio.

domenica 20 marzo 2016

Policoro, scenari futuri della fragolicoltura e della 'berricoltura' lucane

POLICORO - Archiviata la due giorni che il 17 e 18 marzo 2016 a Policoro ha fatto registrare un inedito confronto fra i maggiori protagonisti dei comparti ortofrutticoli fragole e berries, è già tempo di guardare avanti.

Obiettivi del workshop e del business forum - organizzato dall’Associazione LA.ME.T.A. in collaborazione con il Club Candonga®, ALSIA Regione Basilicata e l’ASF “Biagio Mattatelli”, patrocinato da Regione Basilicata e dall’Ordine dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali della Provincia di Matera e con PLANITALIA SRL come main sponsor - sono stati infatti quelli di tracciare per il prossimo futuro delle linee guida per la creazione di una brand strategy ispirata al Club Candonga® per Candonga Fragola Top Quality®, in grado di cogliere le opportunità offerte da questo settore oggi in forte espansione, in termini di produzione e domanda dei mercati sia nazionali che esteri.

Il bilancio dell’evento resta molto positivo e di estremo interesse. “Con questo appuntamento – così Berardino Marchitelli (L.A.ME.T.A.) - abbiamo raggiunto un obiettivo cardine: quello di aprire un confronto sui comparti fragole e berries non solo dal punto di vista agronomico ma anche da quello del marketing e commerciale. È stato importante affrontare questi temi ora perché l’introduzione di una varietà di lamponi in Basilicata mostra grandi potenzialità. Si può immaginare di percorrere la stessa strada per valorizzarla come ha fatto il Club Candonga® per la sua fragola”.

Nella giornata del 17 marzo tenuta presso la Sala Convegni del Castello di Policoro, dopo il saluto introduttivo di Berardino Marchitelli (L.A.ME.T.A.), Carmine Cocca (Ordine Agronomi MT) e Vincenzo Montesano (ASF) ha avuto inizio il Workshop moderato da Carmelo Mennone dell’Azienda Sperimentale Pantanello – ALSIA, Regione Basilicata.

L’intervento che ha aperto il workshop è stato quello di Tomas Bosi del CSO-Centro Servizi Ortofrutticoli di Ferrara che ha evidenziato alcuni trend di sviluppo del settore, le ottime performance di inizio stagione del Sud Italia e in particolare della piana del Metapontino che ha raccolto a oggi il 22% del totale della produzione (+2% rispetto allo scorso anno alla stessa data) contro il 18 e il 10% rispettivamente della provincia di Salerno e Caserta. Dal fronte dei consumi invece si registra il passaggio dal 5 al 15% del totale della produzione di inizio stagione rispetto agli ultimi dati disponibili.

Secondo Gianluca Baruzzi di CREA-FRF (Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria) che nella sua relazione ha preso in esame oltre 370 selezioni, la chiave di questo trend positivo del Metapontino risiede nella scelta di alcune varietà che si sono mostrate vincenti sia in termini di gusto che di shelf-life.

“Gianluca Baruzzi – integra successivamente Carmelo Mennone – nel suo intervento ha affermato che se negli anni ‘70/’80 avevamo 7/8 varietà da valutare oggi ne abbiamo 22. Man mano che il cerchio si stringe nel corso della sperimentazione ne restano 3 o 4 che possono avere storia. Ma oggi significa che quelle varietà fanno da corollario alla Sabrosa che è il termine di paragone più alto. Oggi non c’è una varietà che possa raggiungerla. La Sabrosa non offre grandissimi risultati dal punto vista quantitativo ma rimane la migliore in termini di qualità. E qui è entrata in gioco la bravura dei fragolicoltori del Metapontino che hanno saputo sviluppare la varietà dal punto di vista agronomico”.

Partendo dall’analisi di due macroaree di consumi, quella “salutistica” ed “edonistica” - in cui si inseriscono a pieno titolo i prodotti freschi come fragole e berries - oggi in forte crescita, Claudio Scalise di SG Marketing di Bologna sottolinea l’importanza strategica per i produttori di “sviluppare politiche di marca in grado di aggiungere valore all’offerta, aumentare il livello di servizio connesso al prodotto per incrementarne i margini relativizzando la percezione del prezzo, segmentare il prodotto individuando così fasce di mercato profittevoli e distintive”. Perché sviluppare politiche di marca significa, continua Scalise “diventare interlocutore privilegiato della distribuzione moderna internazionale, distinguersi dalle commodities e costruire strategie di prezzo proprie”. Tutto questo in un contesto di settore, quello dei frutti rossi, che solo in Italia ha triplicato la domanda da 9 anni a questa parte e ancora in forte e continua espansione.

Carmelo Sigliuzzo (Check Fruit/NSF) ha infine chiuso il workshop illustrando le novità del panorama delle certificazioni volontarie per i mercati internazionali in particolare riguardo la nuova GlobalGap, obbligatoria a partire dal prossimo 1° luglio. Sigliuzzo ha inoltre evidenziato l’importanza delle certificazioni non solo in ambito B to B ma anche e soprattutto nei confronti del consumatore finale.
A tal proposito l’esperto sostiene che "spesso le aziende acquisiscono certificazioni che sono richieste dai loro clienti ma che risultano pressoché invisibili agli occhi del consumatore. Esistono però degli strumenti che gli operatori possono adottare, mettendoci anche il proprio marchio, per distinguere e valorizzare il prodotto, soprattutto quello italiano che, tra gli altri, può fregiarsi oggi anche del marchio SQNPI relativo al Sistema di Qualità Nazionale Produzione Integrata nel quale il nostro Paese è leader".

Il secondo momento della giornata del 17, quello dedicato al business forum su temi quali redditività degli investimenti in fragole e piccoli frutti e strategie future da mettere in campo per la conquista dei mercati, ha visto la moderazione di Rossella Gigli di FreshPlaza e l’apertura da parte di Carmela Suriano, Ceo del Club Candonga®, che ha ribadito la grande opportunità offerta dalla creazione di una Newco per dare maggiore affermazione ai comparti fragole e berries, sul modello dello stesso Club Candonga®: la case history di successo che in pochissimi anni dalla creazione del marchio ha portato (al contrario di quanto avviene in Spagna, principale competitor) all’incremento dei redditi dei produttori Soci del Club, del prezzo del prodotto, dei terreni coltivati a Candonga Fragola Top Quality® e al conseguente aumento della produzione.

Tutti elementi che hanno contribuito in modo determinante alla conquista del primato tutto lucano di prima regione produttrice di fragole in Italia nel 2016. Un successo dovuto anche alle innovative tecniche colturali introdotte dal rigido Manuale di Qualità del Club, dall’uso di certificazioni e dal know how dei produttori lucani. Il risultato è una fragola “che oggi raggiunge quotazioni del +40% rispetto ad altre cultivar prodotte in Italia e del +50% rispetto a quelle prodotte in Spagna.”

A proposito di questi temi si inserisce la dichiarazione di Carmelo Mennone dell’Azienda Sperimentale Pantanello – ALSIA, Regione Basilicata - secondo cui “nella storia della fragolicoltura della Basilicata si sono registrati alti e bassi ciclici in termini di superfici. Raggiunto il traguardo dei 900 ettari si è registrata subito dopo una contrazione delle superfici. A rompere lo schema in questo momento potrebbe essere il grado di competenza raggiunto dai produttori lucani. Tuttavia occorre tenere alta la guardia per evitare scivolate verso il basso della qualità. In altre parole, la Candonga Fragola Top Quality® registra un notevole successo, i fragolicoltori ‘fanno reddito’ e questo potrebbe spingere anche agricoltori inesperti a coltivare la fragola senza le dovute attenzioni”.

È stata un’iniziativa, ha dichiarato successivamente Carmela Suriano, che “ha evidenziato come i comparti fragole e berries siano mercati fortemente appetibili. Attualmente infatti l’Italia importa oltre il 50% di questi prodotti. È auspicabile dunque che nella prossima programmazione – PSR 2016-2020 – venga inclusa la filiera di fragole e berries e che le istituzioni tengano quindi conto delle istanze dei produttori. Tutto ciò in un contesto in cui il settore delle drupacee, e in particolare il comparto delle albicocche, registra un momento piuttosto critico dovuto a tre fattori principali: la sharka o vaiolatura, problemi legati alle scelte varietali che non rispondono pienamente alle richieste dei mercati e, infine, la forte concorrenza spagnola”.

A riconoscere il valore del lavoro svolto dal Club Candonga® è Mirco Zanelli, direttore commerciale di Apofruit Italia, che già da tempo ha introdotto la varietà Sabrosa tra i prodotti d’eccellenza a marchio Solarelli con un fatturato annuo di 5 milioni di euro, un terzo del fatturato totale del marchio Solarelli. In tema di piccoli frutti, Zanelli ha rimarcato come prodotti quali lamponi e mirtilli possano rappresentare comparti fortemente remunerativi e alternativi a produzioni oggi in difficoltà. Ha sottolineato inoltre l’importanza di selezionare le varietà più adatte alle varie aree climatiche. Vista la natura fortemente “impulsiva” dell’acquisto di piccoli frutti, è in corso in Apofruit infine lo studio di packaging in grado di stimolare l’acquisto.

Per impegni istituzionali non è riuscito a esserci il Presidente di Italmercati Fabio Massimo Pallottini che ha comunque realizzato un video-intervento in cui dichiara di apprezzare molto l’iniziativa: un vero modello per la crescita dell’agricoltura italiana. Dopo aver presentato la neonata Italmercati quale realtà pensata per mettere in rete i grandi mercati agroalimentari italiani, Pallottini sottolinea la validità del progetto appena sviluppato con il Club Candonga®, quello cioè delle tre tappe speciali dell’Operazione Lovers nei mercati generali di Milano (dal 23 al 25 marzo), Roma (dal 6 all’8 aprile) e Verona (dal 13 al 15 aprile) quale strumento per avvicinare i grandi mercati ai produttori. Notevole apprezzamento infine riserva al modo originale e innovativo in cui il Club Candonga® riesce a comunicare il proprio marchio in un settore, in particolare nel Mezzogiorno, dove difficilmente si mettono in campo questo tipo di strategie.

Significativo anche l’intervento di Nicola Vallinoto, Quality Manager del Club Candonga®, che ribadisce l’importanza del percorso di valorizzazione attraverso una politica di marca che “per il futuro delle produzioni della Basilicata è senza ombra di dubbio quella da seguire. Ciò che è stato fatto e si continuerà a fare per Candonga Fragola Top Quality®  che è il modello vincente da applicare anche ad altri prodotti di pregio del settore agroalimentare lucano e di quello ortofrutticolo in particolare”.


L’Assessore alle Politiche Agricole e Forestali della Regione Basilicata, Luca Braia, concludendo il business forum "Fragole e Berries ha dichiarato: “E’ di importanza strategica, in questo momento, dedicare attenzione agli scenari futuri della fragolicoltura e alle opportunità offerte dalla coltivazione e commercializzazione di piccoli frutti in Basilicata, prima tra le regioni italiane per produzione. E’ il nostro oro rosso, con circa 850 ettari investiti a fragola di cui l’80% della varietà Sabrosa, che continua a raccogliere successi sui mercati nazionali ed internazionali e la cui buona pratica, anche organizzativa, può essere presa a modello da replicare. Proprio nel Metapontino – ha aggiunto Braia - abbiamo il cuore della nostra produzione ortofrutticola e dobbiamo investire adeguatamente anche in infrastrutture legate alla manutenzione del territorio.

Gli operatori della fragolicoltura devono continuare a dimostrare la capacità di lavorare puntando a una politica della qualità del prodotto che arriva al consumatore con notevoli benefici in termini di reddito e di commercializzazione in nuovi e più qualificati mercati. Stiamo lavorando a strategie di marketing che mirano alla creazione di marchi per i prodotti ortofrutticoli d’eccellenza della Basilicata, oggi più che mai necessari per aggiungere valore, riconoscibilità e per offrire ai consumatori garanzie di originalità, qualità e provenienza.

Con il PSR Basilicata 2014-2020 puntiamo – ha continuato l’assessore - a sostenere i processi di aggregazione e cooperazione tra produttori, così come le filiere, anche sperimentali.

Parallelamente abbiamo avviato un percorso di rinnovamento della gestione della risorsa forestale, provando a studiare quale possa essere il potenziale di sviluppo della filiera dei piccoli frutti di bosco quali lamponi, mirtilli e altri berries, in una regione che potrebbe essere particolarmente vocata con i suoi 355mila ettari di foreste.  La filiera dei frutti di bosco, insieme alle filiere dei prodotti forestali (castagno, miele, funghi, tartufi, erbe officinali, cinghiale ecc.) potrebbero diventare le vere occasioni di crescita e sviluppo economico per i produttori lucani. Nel caso dei piccoli frutti rispondendo così alla crescente domanda degli stessi sui mercati italiani ed europei.

In questo quadro positivo - ha concluso l’Assessore Luca Braia - si inserisce il progetto strategico della piattaforma logistica dell’agroalimentare a Ferrandina che ci permetterà di intercettare mercati ortofrutticoli nazionali ed esteri.”

Venerdì 18 l’appuntamento è stato per la visita ai campi di fragole e frutti rossi del Metapontino che ha avuto come guide Gianluca Baruzzi (CREA-FRF) e Carmelo Mennone dell’Azienda Sperimentale Pantanello – ALSIA, Regione Basilicata).

Il gruppo, costituito dai tecnici delle aziende Piraccini, Apofruit, Compagnia Delle Primizie, imprenditori e ricercatori delle Università di Bari, ha avuto modo di conoscere il campo sperimentale del CRA e dell’azienda Piraccini. Nei campi visitati ci sono in gran parte coltivazioni di piante fresche di varietà Sabrosa, la principale per quantità, ma anche altre come Pircinque e Jonica, varietà che pur essendo state introdotte 4-5 anni fa non hanno ottenuto un buon successo commerciale. Tra le novità di maggior interesse introdotte nel Metapontino c’è la Melissa, la varietà brevettata dalla Nova Siri Genetics, società di ricerca di nuove varietà vegetali con sede a Nova Siri (MT).

Sono state infine visitate le installazioni di lamponi della varietà Adelita realizzate su suolo e fuori suolo dell’azienda Compagnia delle Primizie che, grazie ai risultati molto positivi ottenuti in termini di qualità, quantità e fatturato, ha in programma di triplicare le superfici dedicate a questa coltura.

sabato 12 dicembre 2015

"Strane presenze nella pasta lucana per gli indigenti di Anzio"

Dichiarazione di Gianni Perrino, capogruppo M5S Basilicata in Consiglio regionale. Nel Paese della pasta, l’alimento che contraddistingue la cucina Italiana in tutto il mondo, vedere delle immagini come quelle inoltrateci da una attivista di Anzio (Roma), fa una certa impressione e desta motivate preoccupazioni. Si tratta di alcune confezioni di pasta da destinare agli indigenti che, come si può vedere dalle foto allegate all’interrogazione, mostrano la presenza di insetti, presenza che sarebbe riconducibile alle uova di “Tenebrio molitors” di cui potrebbe essere infestato il frumento utilizzato per produrre la farina da cui sarebbe stata ottenuta la pasta. La pasta proverrebbe da da una ditta lucana. La ditta, nell’ambito del programma annuale operativo 2014 per la distribuzione delle derrate alimentari alle persone indigenti, sarebbe risultata affidataria del servizio di fornitura di pasta di semola di grano duro per un importo di € 8.400.000,00 + IVA. Siamo ben consapevoli che la tanto osannata globalizzazione dei mercati ha spinto verso il basso il livello qualitativo dei prodotti di qualsiasi genere, creando scompensi nei mercati e spesso distruggendo le eccellenze locali. Nei nostri occhi ci sono le immagini delle navi d’oltreoceano attraccate al porto di Bari per scaricare svariate tonnellate di grano ‘utili’ a coprire il fabbisogno dei pastifici pugliesi e lucani. Grano che percorre migliaia di km con inevitabili conseguenze sullo stato di conservazione del prodotto e che spesso non viene sottoposto a dovuti controlli di qualità. Non è nostra intenzione accusare la ditta in questione, né tantomeno creare facili allarmismi: il nostro obiettivo è quello di verificare che gli enti preposti al controllo degli alimenti svolgano correttamente il loro lavoro. A seguito della modifica della Costituzione nel 2001, il tema della sicurezza degli alimenti è divenuto materia le cui responsabilità sono condivise tra le Autorità nazionali e regionali; tuttavia, tutti i compiti amministrativi nella suddetta materia (sicurezza alimentare) sono stati trasferiti alle Regioni; le Regioni hanno pertanto la responsabilità, all’interno del proprio territorio, della pianificazione, dell’indirizzo e coordinamento, del rilascio delle autorizzazioni e della verifica dei controlli, anche sulla produzione. Si tratta pur sempre di un prodotto proveniente dalla nostra regione ed è per questo che abbiamo chiesto chiarimenti alla giunta regionale per conoscere eventuali azioni e provvedimenti che si intendono adottare a tutela della salute degli indigenti destinatari degli aiuti alimentari. Auspichiamo inoltre, l’attuazione di immediati controlli sulla qualità delle forniture di pasta (nonché delle altre derrate alimentari) prodotte da ditte lucane e distribuite per le finalità previste.

sabato 14 novembre 2015

Prezzo latte: continua la mobilitazione

POTENZA - Anche in Basilicata "continua la mobilitazione" sul prezzo del latte. Lo annuncia il presidente della Coldiretti lucana, Piergiorgio Quarto, specificando che l'appuntamento è per domani, alle ore 11, "in tre luoghi simbolo, dove gli allevatori effettueranno volantinaggio per informare della situazione i cittadini: a Matera presso la Chiesa Maria SS. Annunziata del quartiere Piccianello, a Viggiano presso la Basilica Pontificia e a Genzano di Lucania presso la Chiesa Maria SS. Delle Grazie".

giovedì 1 ottobre 2015

Basilicata Wine Festival: tutto è pronto per stupire nella città venosina

VENOSA - Pochi giorni  al grande evento del Basilicata Wine Festival 3e 4 Ottobre a Venosa, dove le migliori aziende vinicole in un un percorso di degustazione faranno assaporare le loro migliori “ Annate ”.

Grandissime sorprese in arrivo: in una telefonata Giuseppe Grande ideatore e fondatore TostAtu noto esperto di marketing e comunicazione che con  Enoteca Regionale Lucana e Qui Vulture organizza l’evento, è riuscito a convincere l’amica Valeria Marini ad anticipare la visita  nella cittadella oraziana già a sabato 3 Ottobre. Durante la telefonataValeria Marini dice: “ Conosco poco la Basilicata, mi incuriosisce tantissimo ed è l’occasione giusta per ammirare le bellezze storiche e naturali del territorio. Sono affascinata e non vedo l’ora di contemplare i vitigni dell’Aglianico del Vulture e degustare i vini lucani. Approfitterò di questi due giorni per curiosare nella storicitàe passarli in relax in questa fantastica terra”.

Confermata la presenza il giorno 3 ottobre del Maestro internazionale Mario Rosini presidente commissione “Premio Mia Martini”che accompagnerà al piano il  live di Serena Brancale (Sanremo2015).

Ad impreziosire ulteriormente l’evento del Basilicata Wine Festival, ci sarà un collegamento da Sochi dal Festival  New Wave il più grande della confederazione con un bacino di 50 milioni di telespettatori, in diretta sul canale Russia1, dove l’ospite del festival Antonello Carozza nato professionalmente ad Amici e partecipante al festival di Sanremo 2006 saluterà i presenti dello spettacolo serale.
Il giorno 4 ottobre Roberta Carrese finalista di The VOICE2015 RAI2, emozionerà con il live acustic accompagnata da due chitarre.
E poi  le conferenze,  i seminari di studio con esperti nazionali del settore enogastronomico,l’asta di beneficenza e lo showcooking con Simone Rugiati da” Fuochi e Fiamme” La7 che preparerà una ricetta a base di Aglianico del Vulture.

Interverranno nei convegni Marcello Pitella Presidente della regione Basilicata, Luca Braia assessore Politiche Agricole e Forestali Regione Basilicata e Vito De Filippo Sottosegretario di Stato Ministero della Salute.

Anche il mondo dello sport  presenzierà con Claudio Garzelli  direttore calcistico, ex presidente del Bari calcio ed  ora  nel direttivo  del settore tecnico FIGC e l’allenatore Luigi De Canio.

“Un grandissimo evento organizzato in  soli venti giorni che vedrà protagonista l’Aglianico del Vulture e i vini lucani.Ai partecipanti sarà data la possibilità di degustare illimitatamente i prodotti delle aziende vinicole presenti. Il Miracolo è compiuto”. Sottolinea Paolo Montrone Presidente Enoteca Regionale Lucana.

Tutte le info su www.basilicatawinefestival.it.

venerdì 24 luglio 2015

I fagioli di Sarconi: “tesori” della Dieta Mediterranea con un importante effetto di abbassamento del colesterolo

POTENZA - I fagioli di Sarconi (prodotto tipico lucano Igp, presente anche nell’Expo 2015 di Milano) non sono un semplice alimento della tradizione contadina della Basilicata – “tesoro” della Dieta Mediterranea e fonte primaria di proteine di origine vegetale, amido, fibra dietetica, minerali e vitamine – ma custodiscono anche importanti proprietà salutistiche: l’abbassamento del livello di colesterolo per ridotto assorbimento, l’attività anticarcinogenica e antiepatotossica, e un’azione anti-replicativa nei confronti del virus dell’Hiv1 (ovvero l’Aids).

E’ quanto emerge da uno studio condotto dal gruppo di ricerca di Chimica Analitica del Dipartimento di Scienze dell’Università degli Studi della Basilicata (coordinato dalla ricercatrice Giuliana Bianco in collaborazione con Alessandro Buchicchio e Tommaso Cataldi, dell’ateneo barese, ex docente dell’Unibas). I risultati sulla caratterizzazione delle soiasaponine “ipocolesterolemizzanti” nei fagioli di Sarconi - mediante cromatografia liquida e spettrometria di massa in alta risoluzione - sono stati pubblicati su “Analytical and Bioanalytical Chemistry”, una delle principali riviste mondiali del settore (Articolo con titolo “Major soyasaponins in traditional cultivars of Fagioli di Sarconi beans investigated by high resolution tandem mass spectrometry”).

I fagioli di Sarconi sono coltivati da secoli nel potentino - nell’area che comprende i comuni di Sarconi, Grumento Nova, Marsiconuovo, Marsicovetere, Moliterno, Paterno, San Martino d’Agri, Spinoso, Tramutola e Viggiano - e detengono il marchio Igp della Comunità Europea (Indicazione geografica protetta) dal 1996. Questi prodotti sono caratteristici poiché fortemente legati a un ambiente dove la disponibilità di acqua, e le particolari condizioni ambientali, come le basse temperature estive, permettono la produzione di fagioli di elevata qualità, assolutamente distinguibili dalle altre varietà esistenti.

In particolare, i fagioli analizzati in questo studio (Phaseolus vulgaris L., ecotype “Tabacchino”) contengono molecole appartenenti alla classe delle soiasaponine: il consumo, oltre ad avere un gusto tipico della terra della Basilicata, permette quindi anche un prezioso “effetto” farmacologico, quale valido supporto per inibire l’assorbimento del colesterolo. Sono quindi altamente consigliati a pazienti con patologie ipercolesterolemiche.

“Sarebbe interessante – ha spiegato Giuliana Bianco - poter determinare il profilo di soiasaponine in tutte le varietà ecotipiche del fagiolo locale coltivate in Basilicata per dimostrare scientificamente le infinite qualità nutrizionali e salutistiche di questi prodotti lucani, e l’idea è anche di presentare alle istituzioni un progetto per supportare questo tipo di attività, legando la ricerca scientifica alla valorizzazione salutistica dei prodotti tipici”.

I risultati degli studi sulla caratterizzazione di tutti gli ecotipi di fagioli di Sarconi saranno presentati in due importanti appuntamenti: nell’ambito della quarta conferenza internazionale sul Food che si svolgerà a Foggia dal 7 al 9 ottobre 2015 (organizzata da “D.a.re-Agro Food technology cluster”, dalla Divisione di Spettrometria di Massa della Società Chimica Italiana, da Bonassisa Lab, dall’Institute of Science of food production e dall’Università di Foggia), e nel corso della “XXXIV  Sagra del fagiolo di Sarconi”, il 15 agosto.