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venerdì 11 settembre 2020

Matera: agroalimentare e pesca, presentati in Prefettura i risultati vigilanza e controllo 2020

MATERA - Nella mattinata dell’8 settembre scorso, presso il Palazzo del Governo di Matera, presieduta dal Capo di Gabinetto della Prefettura, si è svolta una riunione del Gruppo Tecnico di coordinamento della attività di vigilanza e controllo nel settore agroalimentare e della pesca, che opera nell’ambito della Conferenza Provinciale Permanente, per presentare il report delle attività di controllo svolte nell’anno in corso e illustrare i risultati conseguiti.

Il Gruppo Tecnico è composto dai Rappresentanti di: Questura di Matera, NAS di Basilicata, Comando provinciale dei Carabinieri, Comando provinciale della Guardia di Finanza, Comando provinciale del Gruppo Carabinieri Forestale, Sezione provinciale della Polizia Stradale, Dipartimento di Prevenzione della Sanità e del Benessere Animale dell’ASM di Matera, del SIAN, Servizio igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASM di Matera, Capitaneria di Porto di
Taranto, Istituto Controllo di Qualità e Repressioni Frodi di Potenza.

La programmazione dell’attività congiunta in questione, che quest’anno è stata parzialmente modificata a causa dell’emergenza epidemiologica da COVID-19 ed affiancata all’attività di controllo sul rispetto della normativa anti contagio varata dal Governo, ha portato, come di consueto, importanti risultati.

In particolare, le attività sono state indirizzate, nei primi mesi dell’anno, alle mense scolastiche, e, dopo la riapertura delle attività, è ripresa l’attività di controllo sui ristoranti e sui depositi alimentari all’ingrosso del capoluogo mentre nei mesi di luglio e agosto i controlli sono stati svolti specialmente lungo la fascia jonica, nei villaggi turistici e negli stabilimenti che somministrano alimenti, dove si concentra il turismo balneare.

Nello scorso mese di luglio è stato istituito il NIPAF (Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale e Forestale) del Gruppo Carabinieri Forestale di Matera che, contestualmente alle verifiche anti COVID, ha eseguito controlli agroalimentari per la verifica della corretta applicazione delle norme su etichettatura, tracciabilità ed igiene delle strutture destinate ad alimenti elevando, nell’occasione, n. 8 sanzioni amministrative con sequestri di prodotti alimentari.

Complessivamente sono state controllate, a cura dei NAS di Basilicata, del Gruppo Carabinieri Forestale di Matera, dell’Ufficio Marittimo di Policoro, dell’ICQ di Basilicata e dell’ASM di Matera, n. 28 attività, irrogate n. 14 sanzioni e disposte n. 2 sospensioni di attività.

Rilevante l’attività svolta dai NAS di Basilicata, nell’ambito della programmazione
istituzionale, con n. 317 ispezioni eseguite e n. 62 situazioni irregolari rilevate.

Anche l’Ufficio Marittimo di Policoro della Capitaneria di Porto di Taranto, specialmente durante la stagione estiva, ha svolto una intensa attività istituzionale di controllo, presso le strutture balneari, sulla sicurezza ambientale oltre che attività di contrasto alla pesca di frodo lungo il litorale jonico; in particolare, sono stati eseguiti n. 24 interventi, con sequestri amministrativi di prodotti ittici per un totale di circa 345 Kg e sanzioni amministrative per oltre 20 mila euro.

L’attività di vigilanza e controllo del Gruppo Tecnico proseguirà negli ultimi mesi dell’anno in corso nell’obiettivo di accrescere sempre più i livelli di tutela dei consumatori.

mercoledì 19 agosto 2020

La Strada dell’Olio Extravergine Castel del Monte presenta “Sogni nelle Notti di Mezza Estate"


MINERVINO MURGE - Si sono svolti regolarmente i primi appuntamenti della XVI^ edizione del programma “SOGNI NELLE NOTTI DI MEZZA ESTATE”, che ripartono dopo il periodo ferragostano con cene, trekking, degustazioni e tanto altro.

Giovedì 20 agosto nel suggestivo “Balcone delle Puglie” - la anche così chiamata città di Minervino Murge - vi aspetta una serata dedicata al grande Alberto Sordi: il “Beveroni Jazzin' Club”, dalle ore 21:30, propone “Spaghetti al beveroni...100 anni Alberto Sordi!"...con selezione musicale;

Venerdì 21 agosto, sempre nella splendida cornice di Minervino Murge, la cooperativa "DROMOS.IT", in collaborazione con il ristorante "A Sud dell'Anima", organizza un "Trekking urbano alla scoperta del borgo di Minervino Murge con aperitivo" finale presso il ristorante “A Sud dell’Anima”. Dalle ore 18:00 visita guidata del borgo antico “Scesciola” caratterizzato da vicoli e affacci panoramici mozzafiato, della chiesa matrice “Santa Maria Assunta”, visita alla mostra archeologica “Quando l’Ofanto era color dell’Ambra”, e aperitivo finale nel caratteristico ristorante “A Sud dell’Anima”.

Sabato 22 agosto l'agriturismo "Torre Sansanello", nella campagna coratina, sulle pendici di Castel del Monte, propone, dalle ore 16.30 alle 21.00, il Trekking “L’Anello degli Jazzi – camminata tra la storia e la natura della Murgia", a cura di una guida ambientale Aigae, mentre dalle ore 21:00 la serata si conclude a Torre Sansanello con una degustazione di prodotti tipici della Murgia.

Le iniziative di questa XVI^ edizione si concludono mercoledì 26 agosto all' "Osteria del Seminario" di Bisceglie con una "Cena con abbinamento guidato delle portate ai vari oli extravergini. La cena si conclude con gelato all’extravergine di oliva".

Giovedì 27 Agosto, invece, si terrà alle ore 19:00, presso il ristorante “Cucromia” ad Andria,
la premiazione e proclamazione, a cura di una giuria tecnica, dei vincitori del concorso fotografico “Scatti d’Olio”.

Si ricorda inoltre la possibilità di partecipare al CONCORSO FOTOGRAFICO "Scatti d'Olio". In premio smart box, pranzi e cene nei migliori ristoranti, prodotti tipici locali.

E' possibile partecipare al concorso gratuitamente inviando la/e foto a: info@stradaoliocasteldelmonte.it o alla pagina Fb Strada dell'olio Extravergine Castel del Monte. Le foto devono valorizzare l'extravergine, la sua pianta, i suoi frutti, le sue declinazioni in cucina ed il patrimonio artistico-culturale dei territori della Strada dell'Olio Extravergine Castel del Monte. Scatta dove vuoi. Consulta il regolamento alla pagina Fb ufficiale o visita il sito www.stradaoliocasteldelmonte.it

L’iniziativa del 19 agosto ad Andria è annullata per motivi di sicurezza legati ai provvedimenti anti-Covid.

La responsabilità e l’organizzazione degli eventi inseriti nel programma sono delle singole aziende.

Per info contattare l’Associazione Strada dell’Olio Extravergine Castel del Monte, email: info@stradaoliocasteldelmonte.it, referente iniziativa Angela Ciciriello 392/6948919. Sul sito www.stradaoliocasteldelmonte.it è disponibile il programma degli appuntamenti oltre che sul canale Facebook alla pagina Strada dell'olio Extravergine Castel del Monte.​

mercoledì 12 agosto 2020

Ferrarini, Coldiretti: ''Bilancio per valorizzare il made in Italy''


ROMA - Bene il salvataggio di una importante realtà agroalimentare nazionale per valorizzare i prodotti 100% Made in Italy dalla stalla alla tavola. E’ quanto afferma la Coldiretti nel commentare positivamente la nuova proposta di concordato presentata al tribunale di Reggio Emilia da Intesa Sanpaolo e Unicredit per il salvataggio e il rilancio della Ferrarini insieme a partner industriali come il Gruppo Bonterre - Grandi Salumifici Italiani (realtà di riferimento del mercato italiano ed europeo dei salumi di qualità, formaggio Parmigiano-Reggiano, snack e di piatti pronti), O.P.A.S. (la più grande organizzazione di prodotto tra allevatori di suini in Italia) e HP s.r.l. (società attiva nel sostegno e nell'innovazione dell'agrifood). Per l’Italia il rilancio della Ferrarini rappresenta una grande occasione di valorizzare l’intera filiera produttiva.

Una opportunità resa possibile – precisa la Coldiretti – grazie al via libera dell’Unione Europea all’etichetta Made in Italy su salami, mortadella, prosciutti e culatello per smascherare l’inganno della carne straniera spacciata per italiana. Una novità importante per garantire trasparenza nelle scelte ai 35 milioni di italiani che almeno qualche volta a settimana portano in tavola salumi, secondo un’analisi Coldiretti su dati Istat, ma anche per sostenere i 5mila allevamenti nazionali di maiali messi in ginocchio dalla pandemia e dalla concorrenza sleale, per salvare – conclude la Coldiretti - il prestigioso settore della norcineria che in Italia, dalla stalla alla distribuzione, vale 20 miliardi.

mercoledì 29 luglio 2020

M5S Basilicata: "La finta stagione dei concorsi tra proroghe, stabilizzazioni e blocco dell’ARLAB"


POTENZA - La volontà politica volta ad accontentare le aspettative di un’ampia platea di precari storici che prestano servizio o hanno prestato servizio presso gli uffici regionale per consolidare il proprio bacino elettorale è sempre, purtroppo, molto alta. Ne è la prova evidente l’approvazione della DGR n. 462 del 9 luglio scorso, con la quale sono state avviate le procedure selettive finalizzate alla stabilizzazione dei soggetti in possesso dei requisiti di cui all’art.20, comma 2, del D. Lgs n. 75/2017. Stranamente nella delibera sopra richiamata manca il riferimento al concorso pubblico, riservando la selezione solo ai soggetti che risultano titolari di un contratto di lavoro flessibile presso la Regione Basilicata. Pertanto, la delibera in questione non garantisce il legittimo diritto dei cittadini che aspirano a concorrere per un posto di lavoro presso la Pubblica Amministrazione.

Le procedure di stabilizzazione avviate con la delibera sopra menzionata disattendono la disposizione introdotta dal decreto legislativo (Riforma Madia) che al comma 2, art. 20, prevede che le Amministrazioni possono bandire, in coerenza con il Piano triennale dei fabbisogni e ferma restando la garanzia dell’adeguato accesso dall’esterno, procedure concorsuali riservate, in misura non superiore al cinquanta per cento dei posti disponibili. In questo caso, però, lo strumento del concorso pubblico non è stato per nulla preso in considerazione.

In questo quadro che privilegia procedure concorsuali riservate, si inserisce anche la Deliberazione n. 94 del 14 luglio scorso del commissario ad acta dell’Agenzia Regionale per il lavoro e l’apprendimento Basilicata (ARLAB), con la quale il dott. Coronato, già Dirigente al Bilancio dello stesso Ente, nominato con DGR N. 1047 del 30 dicembre 2019, ha pensato bene di prorogare fino al 15 gennaio 2021 i contratti di lavoro a tempo determinato, in scadenza il 1° gennaio 2020, al fine di eludere chiaramente l’avvio della procedura di evidenza pubblica e consentire poi la stabilizzazione dei soggetti interessati che, alla data del 15 gennaio 2021, maturerebbero i requisiti dei tre anni di contratto. Presumiamo che le responsabilità relative alla definizione della dotazione organica siano in capo al direttore generale a cui sono affidati i compiti di direzione, gestione, indirizzo e coordinamento della struttura stessa e che purtroppo, a tutt’oggi, non è stato ancora nominato. Su questo tema si è pronunciata anche la Corte dei Conti che ha evidenziato la centralità del ruolo del direttore generale dell’ARLAB per il corretto, efficiente ed efficace funzionamento della stessa Agenzia.

Questo stallo si ripercuote direttamente sui cittadini lucani che hanno estremo bisogno di servizi efficienti utili per la ricerca di un posto di lavoro e per la propria formazione e riqualificazione professionale. Ma anche il mondo imprenditoriale subisce questa situazione di paralisi e inefficienza amministrativa, perché la ricerca di figure professionali non è certamente facilitata dai centri per l’impiego lucani, che a differenza di altre regioni, dove si stanno espletando già i concorsi (in Puglia 1129 posti, in Campania 641 posti e in Lazio 355 posti), non sono ancora stati oggetto del piano di potenziamento, tramite assunzioni e ingenti investimenti, come previsto dalle norme nazionali. Proseguendo con questo periodo di stallo dell’Agenzia, si rischia di perdere anche le risorse che sono state assegnate alla regione dal Governo centrale per migliorare i servizi offerti dai CPI, così come previsto dal D.L. 4/2019 che ha introdotto il Reddito di Cittadinanza (Rdc).

È paradossale che il commissario ad acta dell’ARLAB, le cui funzioni sono limitate, possa poi di fatto procedere alla proroga dei contratti di lavoro a tempo determinato per n. 10 soggetti e che la Regione Basilicata stia procedendo sempre sulla solita strada della sola stabilizzazione, mortificando il merito.

Per tali ragioni, oltre alla nostra interrogazione del 6 giugno scorso, alla quale non abbiamo ancora avuto risposta, è stata presentata nei giorni scorsi dalla deputata del M5S, Jessica Costanzo, che fa parte della Commissione Lavoro della Camera, un’interrogazione parlamentare rivolta alla Ministra del Lavoro, Nunzia Catalfo.

Il cambiamento urlato dal centrodestra si è sciolto come neve al sole. Siamo di fronte alla mera continuità politico-amministrativa: quello che ha iniziato il Partito-Regione lo sta concludendo il governo del generale Bardi. Altro che meritocrazia! Così in una nota Gianni Leggieri, Gianni Perrino e Carmela CarlucciGruppo Consiliare M5S Basilicata.

venerdì 17 luglio 2020

Copagri: Coronavirus, puntare sull’internazionalizzazione per favorire la ripresa dell’agricoltura


POTENZA - “Investire nella comunicazione per promuovere l’agroalimentare sui mercati esteri, potenziare l’eCommerce, rafforzare la partecipazione delle PMI al sistema fieristico, incrementare le risorse pubbliche per contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati a favore dell’internazionalizzazione delle imprese: sono questi i punti chiave sui quali continuare a lavorare, mirando al contempo a potenziare e a rafforzare le attività dell’ICE, l’Agenzia per la promozione all’estero e l’internazionalizzazione delle imprese italiane, così da favorire la ripresa del primario, che sta ancora scontando gli effetti della chiusura del canale HoReCa e del blocco dell’export dovuti alla pandemia del Coronavirus”. Lo ha sottolineato il presidente della Copagri Franco Verrascina, in occasione dell’odierno confronto alla Farnesina con il Ministro degli Affari Esteri Luigi Di Maio e con il Sottosegretario alle Politiche Agricole Giuseppe L’Abbate.

Durante l’incontro è stato fatto il punto sul cosiddetto ‘Patto per l’Export’, redatto nell’ambito dei lavori della Cabina di regia per l’Italia internazionale e siglato il mese scorso al Ministero degli Affari Esteri, e sull’utilizzo delle risorse messe in campo dal Governo con lo scopo di rafforzare tutti quegli strumenti utili per l'internazionalizzazione delle imprese, a partire dalla comunicazione per un rebranding nazionale, passando dalla formazione e dalla informazione, fino ad arrivare al sistema fieristico, all’eCommerce, alla promozione integrata e alla finanza agevolata. In linea con gli obiettivi del suddetto patto, la Copagri ha presentato al responsabile del Dicastero degli Affari Esteri le numerose iniziative messe in campo a supporto dei propri associati, miranti a far ripartire l’internazionalizzazione.

“A nostro avviso, è di fondamentale importanza accelerare con le azioni individuate nel Patto, così da favorire il più possibile la conquista di nuovi mercati, e la contestuale difesa di quelli storici, ma anche la creazione di un unico portale pubblico di accesso ai servizi per l’export, con un utilizzo personalizzato per settori e mercati prioritari, e l’inserimento di sei esperti di agricoltura nella rete diplomatico-consolare italiana, che avranno il non semplice compito di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella promozione del Made in Italy nel mondo”, ha aggiunto il presidente della Copagri.

“Vale la pena di ricordare che, nonostante un sistema per l’internazionalizzazione delle imprese non sempre efficiente e spesso prigioniero di pastoie burocratiche, l’agroalimentare nazionale nel 2019 ha esportato prodotti per un valore di circa 45 miliardi di euro, dando un concreto e significativo apporto alla crescita del PIL”, ha concluso Verrascina.

mercoledì 15 luglio 2020

Agrinsieme: contributi agricoli obbligatori, tardiva emanazione DM ha creato notevoli disagi per pagamento prima rata '20


ROMA - “In prossimità della scadenza del 16 luglio 2020, termine ultimo per il pagamento della prima rata dei contributi agricoli obbligatori a carico di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali dovuti per l’anno 2020, moltissimi operatori lamentano forti disagi legati all’espletamento delle pratiche; tali problematiche sono dovute, in particolare, ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale recante i criteri per la definizione dei contributi obbligatori, che hanno fatto conseguentemente slittare la predisposizione sul portale INPS dei modelli F24 con causale LAA (lavoratori agricoli autonomi) per i pagamenti”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che ha scritto alle istituzioni competenti per chiedere una proroga del termine suddetto.

“La ristrettezza delle tempistiche - spiega il Coordinamento - unita a diverse problematiche di carattere tecnico, quali interruzioni di servizio del sistema, sta creando non poche difficoltà nei processi legati al controllo e alla stampa del modello necessario alla predisposizione della prima rata dei contributi LAA entro il termine del 16 luglio”.

“Da più parti del Paese, inoltre, ci giungono segnalazioni di ulteriori difficoltà legate alla stampa dei documenti necessari e al conseguente invio al pagamento entro il termine indicato, a causa dell’enorme afflusso di utenti all’interno del portale, anch’esso dovuto ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale”, aggiunge il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla luce di quanto esposto, riteniamo di grande importanza accordare una congrua proroga così da permettere alle nostre sedi di effettuare gli adempimenti previdenziali e contributivi previsti senza dover gravare in modo oneroso sulle aziende; nell’impossibilità di arrivare a una soluzione di questo tipo, chiediamo in subordine di non applicare sanzioni in caso di ritardo nei pagamenti”, conclude Agrinsieme.

martedì 14 luglio 2020

Agrinsieme: Contributi agricoli obbligatori, tardiva emanazione DM ha creato notevoli disagi per pagamento prima rata 2020

POTENZA - “In prossimità della scadenza del 16 luglio 2020, termine ultimo per il pagamento della prima rata dei contributi agricoli obbligatori a carico di coltivatori diretti, coloni, mezzadri e imprenditori agricoli professionali dovuti per l’anno 2020, moltissimi operatori lamentano forti disagi legati all’espletamento delle pratiche; tali problematiche sono dovute, in particolare, ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale recante i criteri per la definizione dei contributi obbligatori, che hanno fatto conseguentemente slittare la predisposizione sul portale INPS dei modelli F24 con causale LAA (lavoratori agricoli autonomi) per i pagamenti”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, che ha scritto alle istituzioni competenti per chiedere una proroga del termine suddetto.

“La ristrettezza delle tempistiche - spiega il Coordinamento - unita a diverse problematiche di carattere tecnico, quali interruzioni di servizio del sistema, sta creando non poche difficoltà nei processi legati al controllo e alla stampa del modello necessario alla predisposizione della prima rata dei contributi LAA entro il termine del 16 luglio”.

“Da più parti del Paese, inoltre, ci giungono segnalazioni di ulteriori difficoltà legate alla stampa dei documenti necessari e al conseguente invio al pagamento entro il termine indicato, a causa dell’enorme afflusso di utenti all’interno del portale, anch’esso dovuto ai ritardi nell’emanazione del decreto ministeriale”, aggiunge il coordinamento che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Alla luce di quanto esposto, riteniamo di grande importanza accordare una congrua proroga così da permettere alle nostre sedi di effettuare gli adempimenti previdenziali e contributivi previsti senza dover gravare in modo oneroso sulle aziende; nell’impossibilità di arrivare a una soluzione di questo tipo, chiediamo in subordine di non applicare sanzioni in caso di ritardo nei pagamenti”, conclude Agrinsieme.

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Agrinsieme è costituita dalle organizzazioni professionali Cia-Agricoltori Italiani, Confagricoltura, Copagri e dalle centrali cooperative Confcooperative FedAgriPesca, Legacoop Agroalimentare e Agci Agrital, a loro volta riunite nella sigla Alleanza Cooperative Italiane - Settore Agroalimentare. Il coordinamento Agrinsieme rappresenta oltre i 2/3 delle aziende agricole italiane, il 60% del valore della produzione agricola e della superficie nazionale coltivata, oltre 800mila persone occupate nelle imprese rappresentate.

venerdì 10 luglio 2020

Copagri: DL Rilancio, in attesa delle semplificazioni, segnali importanti a favore dell’agroalimentare


“Con il ‘DL Rilancio’ vengono messe in campo una serie di importanti misure a beneficio dell’intero comparto agroalimentare del Paese, messo a dura prova dall’emergenza Coronavirus; nel testo approvato oggi dall’aula di Montecitorio, migliorato rispetto alla proposta iniziale, trovano spazio molte proposte avanzate dalla Confederazione per dare ristoro ai produttori”. Lo afferma il presidente della Copagri Franco Verrascina, dopo l’approvazione alla Camera del ddl di conversione del DL con misure urgenti in materia di salute, sostegno al lavoro e all'economia, nonché di politiche sociali connesse all'emergenza epidemiologica da COVID-19, cosiddetto ‘DL Rilancio’, che dovrà ora passare il vaglio del Senato per il via libera definitivo, prima della scadenza del 18 luglio.

“L’esonero straordinario dal versamento dei contributi previdenziali e assistenziali a carico dei datori di lavoro di alcune filiere agricole, tra le quali quelle agrituristiche e florovivaistiche, che risultano tra le più colpite dall’emergenza COVID-19, così come l’istituzione del Fondo emergenziale per le filiere in crisi con una dotazione di 90 milioni di euro per il 2020 sono misure certamente condivisibili, che garantiranno una boccata d’ossigeno ai tanti produttori agricoli danneggiati dalla chiusura del canale HoReCa e dal blocco dell’export durante la fase di lockdown”, evidenzia Verrascina.

“Particolarmente rilevante è poi l’intervento sul versante della liquidità e del credito agricolo, per favorire il quale il testo reca il trasferimento all’ISMEA di 30 milioni di euro per il 2020 destinati alla concessione di prestiti cambiari a tasso zero in favore del settore agricolo; pur apprezzando la ratio di tale necessaria misura, la riteniamo ancora insufficiente a soddisfare le reali esigenze di credito del comparto primario”, commenta il presidente.

“Tra i numerosi altri interventi contenuti nel testo, citiamo l’istituzione del Sistema di certificazione della sostenibilità della filiera vitivinicola, il contributo a fondo perduto per il finanziamento di processi produttivi innovativi e l’incremento del Fondo di solidarietà nazionale per gli interventi indennizzatori a tutela delle filiere in crisi per le gelate accorse tra il 24 marzo e il 3 aprile 2020”, aggiunge Verrascina.

“In attesa di conoscere i contenuti del cosiddetto ‘DL Semplificazioni’ e delle annunciate misure relative all’erogazioni dei contributi pubblici nel settore dell’agricoltura, portando avanti il sempre più necessario lavoro per slegare il primario dai numerosi lacci e lacciuoli che ne impediscono e rallentano la ripresa, diventa ora fondamentale accelerare il più possibile con l’emanazione dei numerosi decreti attuativi previsti dal ‘DL Rilancio’”, conclude il presidente della Copagri.

Agrinsieme: Grano duro, con DM per ripartizione fondo si vanno finalmente a dare risposte concrete al comparto


“Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto ministeriale recante le modalità di ripartizione del Fondo per il grano duro si vanno finalmente a dare risposte concrete alla filiera grano-pasta, che nonostante le tante difficoltà legate all’emergenza Coronavirus ha continuato a lavorare con grande senso di responsabilità, assicurando il costante e regolare rifornimento degli scaffali durante il lockdown”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari, esprimendo soddisfazione per la pubblicazione del decreto del Mipaaf, che stanzia 10 milioni di euro per ciascuno degli anni 2020, 2021, e 2022, oltre ai residui di stanziamento relativi all’esercizio finanziario 2019, pari a ulteriori 10 milioni di euro.

“Si tratta di un testo molto atteso dal mondo agricolo e ripetutamente sollecitato da Agrinsieme e che, nonostante la tardiva pubblicazione, andrà a premiare le aziende agricole che hanno sottoscritto contratti di filiera triennali entro il 31 dicembre 2019, anche attraverso cooperative, consorzi e organizzazioni di produttori, con un contributo fino a 100 euro per ettaro coltivato a grano duro, per un massimo di 50 ettari”, spiega il Coordinamento.

“Particolare soddisfazione si esprime poi per il positivo segnale lanciato dal Dicastero delle Politiche agricole, che con tale testo ha inteso individuare un criterio di premialità per i sottoscrittori dei contratti di filiera, rilanciando e rafforzando in tal modo un assunto più volte espresso da Agrinsieme, secondo il quale ogni sforzo deve essere congiunto, deve puntare a un obiettivo comune e deve portare benefici a ogni anello della filiera, a partire dai produttori”, prosegue il Coordinamento che riunisce Cia, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari.

“Condividere le professionalità e unire gli sforzi, infatti, è l’unico metodo per affrontare le complesse problematiche legate al primario del Paese e, in particolare, alla filiera grano-pasta, vera e propria ambasciatrice del Made in Italy nel mondo; tutto ciò, va nella direzione già intrapresa dal coordinamento con la Filiera del grano duro-pasta, che raccoglie i maggiori protagonisti del mondo cerealicolo legato al duro e del mondo della ricerca”, conclude Agrinsieme.

giovedì 28 maggio 2020

Cillis (M5S) a difesa delle produzioni agroalimentari italiane dagli effetti dei dazi


ROMA - Anche in considerazione dell’impatto drammatico e permanente del Covid 19 sul tessuto delle attività produttive e in particolare sul settore agroalimentare italiano, oggi ho presentato un ordine del giorno per impegnare il Governo a valutare l’opportunità di promuovere, nell’interesse del Made in Italy, ogni azione diretta a difendere le produzioni agroalimentari italiane dagli effetti dei dazi, anche attraverso la prosecuzione del dialogo e del confronto, al tavolo dei negoziati con i partner europei. Il fine è di favorire una distensione delle tensioni commerciali internazionali che hanno un impatto negativo sui cittadini europei e sull’economia mondiale. Così in una nota l'on.Cillis, M5S.

È necessario - prosegue Cillis - evitare che sulle nostre imprese, le ricadute negative, da temporanee e legate alla contingente situazione emergenziale, si trasformino in strutturali.

A tal fine, il provvedimento in esame, reca - in continuità con il “Cura Italia” – misure per fronteggiare la crisi economica legata all’emergenza Covid-19, concentrando gli interventi in favore delle imprese sulle garanzie, sia per assicurare loro la liquidità necessaria alla ripartenza delle loro attività e sia per la tutela dei settori strategici.

Il settore agricolo e agroalimentare italiano, pur non avendo subìto un blocco totale dell’attività, comunque riporta inevitabili ed ingenti conseguenze produttive ed economiche. In particolare, le esportazioni agroalimentari italiane hanno pesantemente risentito dell’embargo avviato dalla Russia nel 2014, più volte prorogato e tuttora vigente, sulle importazioni dall’Italia e dai Paesi dell’Unione europea, di prodotti agricoli e dell’industria alimentare, con ricadute negative sul piano economico, occupazionale e ambientale. Inoltre non bisogna dimenticare che, dall’entrata in vigore del divieto di importazione di molti prodotti agricoli e dell’industria alimentare dai Paesi dell’Unione Europea, il valore annuo delle esportazioni italiane di settore (confronto 2018 su 2013), risulta ridotto di 153 milioni di euro, dopo aver raggiunto nel 2015 la punta di 324 milioni di euro.

L'ODG presentato oggi, punta ad una distensione delle tensioni commerciali internazionali che potrebbe contribuire, in maniera determinante, al contrasto della crisi economica e alla frenata delle esportazioni di prodotti agroalimentari Made in Italy, aggravata dalla pandemia da Covid-19, conclude Cillis.

mercoledì 29 aprile 2020

Coronavirus, Coldiretti: mele alla riscossa con un balzo del 18%

(Pixabay)
ROMA - Mele alla riscossa con un balzo del 18% negli acquisti di un prodotto salutare, versatile, conservabile e quindi utile per resistere in casa durante il lockdown contro il coronavirus. E’ quanto emerge da una analisi della Coldiretti su dati Assomela al primo aprile 2020 relativi alle riserve nazionali scese a 556.714 tonnellate. La tendenza è quella di preferire prodotti con una durata maggiore, facili da conservare ma anche ricchi di proprietà nutrizionali e con molteplici possibilità di utilizzo – evidenzia la Coldiretti - tutte caratteristiche ben rappresentate dalle mele, che si prestano a essere mangiate fresche da sole, in insalata o macedonia, oppure cotte in composte o come componenti di torte o come elementi aromatizzanti e sgrassanti in arrosti e ricette al forno.

E in tempi di pandemia da coronavirus la corsa all’acquisto riguarda un po’ tutte le varietà: dalle Golden alle Gala, dalle Red Delicious alle Fuji fino alle Granny Smith e all’ Annurca, con consumi in crescita fra il 18% e il 23% con un trend in aumento pure per i trasformati come i succhi. Il successo delle mele in Italia è anche legato alle riconosciute proprietà salutistiche – ricorda Coldiretti – che ne fanno un sinonimo di salute e benessere. Il famoso detto popolare “una mela al giorno leva il medico di torno” ha un fondamento di verità: diversi studi dimostrano che può essere considerata a pieno titolo un farmaco naturale. Ma, oltre che dai detti tradizionali, la popolarità della mela è dimostrata anche dalla sua presenza nella cultura, dal “frutto del peccato” di biblica memoria alla mela che, cadendo, ispirò allo scienziato inglese Isaac Newton la legge della gravità.

 La mela è la primatista dei consumi di frutta nel Belpaese per una per una produzione totale che – sottolinea la Coldiretti - supera i 2 milioni di quintali che mette l’Italia sul podio europeo appena dietro alla Polonia e davanti alla Francia, grazie ai frutteti in Trentino Alto Adige che rappresenta circa la metà del raccolto italiano, Veneto, Piemonte, Emilia Romagna, Campania, Lombardia e Friuli. Il biblico pomo è anche il frutto italiano più esportato nel mondo – sottolinea la Coldiretti - con oltre 900.000 tonnellate finite sulle tavole del mondo nel 2019 mentre quest’anno per la prima volta si è aperto il mercato della Thailandia in vista della vendemmia delle mele nella prossima estate.

Gli agricoltori che dall’inizio dell’emergenza sono stati impegnati a garantire le forniture alimentari alle famiglie italiani, stanno seguendo la formazione dei piccoli frutti sugli alberi che daranno origine al raccolto della stagione 2020 con le preoccupazioni principali legate all’andamento del meteo, reso sempre più instabile dai cambiamenti climatici, e alla disponibilità di manodopera per la raccolta.  In Italia – stima la Coldiretti – mancano fra i 150mila e i 200mila lavoratori stagionali rispetto ai 370mila stranieri che ogni anno sono impiegati in agricoltura per la raccolta di frutta e verdura o per i lavori nei campi per effetto delle misure cautelative adottate a seguito dell’emergenza coronavirus da alcuni Paesi europei, dalla Polonia alla Bulgaria fino alla Romania, con i quali occorre peraltro  trovare accordi per realizzare dei corridoi verdi privilegiati per i lavoratori agricoli. Con il blocco delle frontiere – precisa la Coldiretti – è a rischio più di ¼ del Made in Italy a tavola che viene raccolto nelle campagne da mani straniere.

 Per combattere le difficoltà occupazionali, garantire le forniture alimentari e stabilizzare i prezzi e l’inflazione con lo svolgimento regolare delle campagne di raccolta in agricoltura la Coldiretti ha varato la banca dati “Jobincountry” autorizzata dal Ministero del Lavoro con le aziende agricole che assumono. Il progetto è stato avviato in autonomia – conclude la Coldiretti – in attesa che dal Governo e dal Parlamento arrivi una radicale semplificazione del voucher “agricolo” che possa consentire da parte di studenti, cassaintegrati e pensionati lo svolgimento dei lavori nelle campagne.

lunedì 27 aprile 2020

Covid-19, Coldiretti: stop ristoranti, bene via libera asporto


ROMA - La chiusura forzata di bar, trattorie, ristoranti, pizzerie e agriturismi ha un effetto a valanga sull’agroalimentare nazionale con il valore dei mancati acquisti in cibi e bevande per la preparazione dei menu che sale a 5 miliardi per effetto del lockdown prolungato al primo giugno. E’ quanto emerge dall’analisi della Coldiretti che sottolinea l’importanza della possibilità di aggiungere la vendita per asporto, a partire dal 4 maggio, alle consegne a domicilio.

Il lungo periodo di chiusura – sottolinea la Coldiretti - sta pesando su molte imprese dell’agroalimentare Made in Italy, dal vino alla birra, dalla carne al pesce, dalla frutta alla verdura ma anche su salumi e formaggi di alta qualità che trovano nel consumo fuori casa un importante mercato di sbocco e sui quali gravano anche le difficoltà all’esportazione con molti Paesi stranieri che hanno adottato le stesse misure di blocco alla ristorazione. Da quando è cominciata la pandemia in Italia il 57% delle aziende agricole ha registrato una diminuzione dell’attività – secondo l’indagine Coldiretti/Ixè – con un impatto che varia da settore a settore con picchi anche del 100% come per l’agriturismo dove sono chiuse per le misure anti contagio tutte le 24mila strutture italiane.

Una anticipazione dell’apertura è necessaria per gli agriturismi che, spesso situati in zone isolate della campagna in strutture familiari con un numero contenuto di posti letto e a tavola e con ampi spazi all’aperto, sono forse – sottolinea la Coldiretti – i luoghi dove è più facile garantire il rispetto delle misure di sicurezza per difendersi dal contagio fuori dalle mura domestiche. Con l’arrivo della bella stagione sostenere il turismo in campagna significa anche evitare il pericoloso rischio di affollamenti al mare e anche per questo – sostiene la Coldiretti – le strutture agrituristiche devono poter ripartire all’inizio di maggio riaprendo i cancelli della cascine, i percorsi naturalistici e gli spazi a tavola dove assaggiare le specialità della tradizione contadina dell’enogastronomia Made in Italy.

La spesa degli italiani per pranzi, cene, aperitivi e colazioni fuori casa prima dell’emergenza coronavirus – conclude la Coldiretti – era pari al 35% del totale dei consumi alimentari degli italiani per un valore di 85 miliardi di euro all’anno con un italiano su tre (37%) che abitualmente consuma a casa o al lavoro, i menu da asporto o per consegna a domicilio, preparati da ristoranti, pizzerie, fast food o agriturismi, secondo l’indagine Coldiretti/Ixe’.

mercoledì 22 aprile 2020

Coldiretti, Giornata della terra: scoppia guerra mondiale riso


(Pixabay)
ROMA - Scoppia la guerra del riso che è il cereale più consumato sulle tavole di tutto il mondo dove i grandi produttori stanno accumulando scorte strategiche per fronteggiare l’epidemia sconvolgendo il commercio globale e l’andamento dei prezzi. E’ l’allarme lanciato dalla Coldiretti in occasione della Giornata della Terra che, in piena pandemia da coronavirus, riscopre il suo ruolo originario di fonte alimentare per la popolazione del pianeta.

 Il Vietnam – sottolinea la Coldiretti -  ha contingentato le esportazioni che sono state invece bloccate dal Bangladesh per il riso locale mentre in India le consegne per l’estero si sono fermate a seguito delle pesanti conseguenze del lockdown ed in Thailandia i prezzi del riso sono saliti al valore massimo dal 2013. Secondo l'International Rice Research Institute (IRRI) – riferisce la Coldiretti - l'aumento dei prezzi del riso potrebbe diventare una tendenza globale a medio e a lungo termine, se la pandemia COVID-19 non mostrerà segni di attenuazione, con aumenti dal 19%, al 52%, se i paesi esportatori non riprenderanno le spedizioni.

 L’aumento del valore del riso è solo la punta dell’iceberg delle tensioni che si registrano a livello internazionale sul cibo. Una situazione che – precisa la Coldiretti - incrementerebbe notevolmente il numero dei 135 milioni di persone in 55 paesi e territori hanno vissuto condizioni di insicurezza alimentare alla fine del 2019 secondo il rapporto del Network Globale contro le Crisi Alimentari.

 Nell’anniversario dei 50 anni della Giornata della Terra, la pandemia da coronavirus sta rivoluzionando le priorità dei mercati e dei consumatori – sottolinea la Coldiretti – con le produzioni agricole diventate più preziose e richieste del petrolio che, al contrario, è crollato con il fermo delle attività industriali. L’emergenza ha ribaltato la geografia del valore della terra –evidenzia la Coldiretti – con i giacimenti di idrocarburi del sottosuolo che hanno perso centralità economica rispetto ai raccolti che crescono sui campi di tutto il mondo e che vengono considerati ormai vere e proprie riserve strategiche da proteggere e accantonare.

Nonostante una storica sottovalutazione dell’importanza del settore, l’Italia – riferisce la Coldiretti - può ancora contare su una agricoltura che si classifica al primo posto a livello comunitario per numero di imprese e valore aggiunto grazie ai primati produttivi, dal grano duro per la pasta al riso, dal vino a molti prodotti ortofrutticoli ma anche per la leadership nei prodotti di qualità come salumi e formaggi.

“In gioco c’è una filiera allargata che in Italia dai campi agli scaffali vale oltre 538 miliardi con oltre 3,6 milioni di occupati con l’allarme globale provocato dal coronavirus che ha fatto emergere una maggior consapevolezza sul valore strategico rappresentato dal cibo e dalle necessarie garanzie di qualità e sicurezza” afferma il presidente della Coldiretti Ettore Prandini nel sottolineare che “l’emergenza Covid 19, ne sta però mettendo a nudo tutte le fragilità sulle quali è necessario intervenire con il piano Marshall proposto dalla Coldiretti per l’agroalimentare che ha bisogno di una robusta iniezione di liquidità in un momento in cui la terra è diventata la nuova frontiera per le nuove generazioni come dimostra la campagna #miprendocuradite lanciata dai giovani della Coldiretti proprio per i 50 anni della giornata della Terra”.

giovedì 20 febbraio 2020

Comparto agroalimentare e della pesca: presentati in Prefettura i risultati dell’attività di vigilanza e controllo del 2019

MATERA - Ieri, presso il Palazzo del Governo, presieduta dal Capo di Gabinetto della Prefettura, si è svolta una riunione del Gruppo Tecnico di coordinamento della attività di vigilanza e controllo nel settore agroalimentare e della pesca, che opera nell’ambito della Conferenza Provinciale Permanente, per presentare il report dell’anno 2019 e illustrare i risultati conseguiti.

Il Gruppo Tecnico è composto dai Rappresentanti di: Questura di Matera, NAS di Basilicata, Comando provinciale dei Carabinieri, Comando provinciale della Guardia di Finanza, Comando provinciale del Gruppo Carabinieri Forestale, Sezione provinciale della Polizia Stradale, Dipartimento di Prevenzione della Sanità e del Benessere Animale dell’ASM di Matera, del SIAN, Servizio igiene degli Alimenti e della Nutrizione dell’ASM di Matera, Capitaneria di Porto di Taranto, Istituto Controllo di Qualità e Repressioni Frodi di Potenza.

Notevole l’intensificazione dei controlli soprattutto nell’ambito delle attività di ristorazione in considerazione dell’aumento esponenziale di turisti e visitatori e, conseguentemente, di punti di ristoro, nell’anno in cui la Città dei Sassi è stata Capitale europea della Cultura.

Le attività sono state indirizzate, oltre che ai ristoranti, alle sale ricevimenti ed alle mense scolastiche, mentre, come di consueto, nei mesi estivi i controlli sono stati svolti specialmente lungo la fascia jonica, nei villaggi turistici e negli stabilimenti, dove si concentra il turismo balneare.

Importanti risultati sono stati conseguiti nel corso dell’anno anche da controlli svolti presso frantoi, caseifici e su prodotti ortofrutticoli, coltivati lungo la fascia jonica, anche biologici.

L’attività di vigilanza e controllo del Gruppo Tecnico proseguirà nell’anno 2020 nell’obiettivo di accrescere sempre più i livelli di tutela dei consumatori.

venerdì 25 ottobre 2019

Petrolio, Agrinsieme Basilicata: "inaccettabile che comparto primario continui a essere ignorato"


POTENZA - “È inaccettabile che un comparto di primaria importanza per l’economia regionale, come senza dubbio è quello primario, continui a essere messo in secondo piano nei tavoli delle trattative tra la Regione Basilicata e le compagnie petrolifere, che continuano a svolgersi in vista dell’avvio delle attività estrattive senza il minimo coinvolgimento delle organizzazioni professionali agricole. Per questa ragione ci vediamo costretti a reiterare la nostra richiesta di incontro con gli assessori all’agricoltura Francesco Fanelli e all’ambiente Gianni Rosa, ai quali non nascondiamo il nostro disappunto per il mancato confronto, da noi più volte sollecitato. Ci appelliamo anche al presidente della Regione Vito Bardi, al quale ricordiamo le tante promesse fatte durante la campagna elettorale, quando ha assicurato la massima attenzione verso il settore primario e il massimo coinvolgimento delle organizzazioni agricole”. Lo sottolinea il coordinamento di Agrinsieme Basilicata, che riunisce le federazioni regionali di Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative Agroalimentari e che rappresenta l’80% delle aziende agricole lucane e l’intero mondo della cooperazione agroalimentare, con il 75% della Produzione Lorda Vendibile agricola.

“A nostro avviso, infatti, non si possono continuare a ignorare le evidenti e innegabili ricadute sull’ambiente, sulla salute, sull’alimentazione e sull’agricoltura appunto; ricordiamo per l’ennesima volta, quindi, che la ‘questione petrolifera’ va a incidere trasversalmente sul comparto primario e che in gioco ci sono tantissimi ettari di terreni nella Val D’Agri, così come nella Valle del Sauro”, evidenzia il Coordinamento regionale.

“In relazione, quindi, al concreto rischio di ricadute sul primario, vero e proprio vanto dell’economia regionale, riteniamo di fondamentale importanza che l’agricoltura venga annoverata a pieno titolo tra gli argomenti oggetto dei tavoli di confronto governativi, così come di quelli tra l’amministrazione regionale e le compagnie petrolifere”, conclude Agrinsieme Basilicata, che è pronta a scendere in piazza per protestare davanti alla sede della regione e dell’assessorato.

mercoledì 23 ottobre 2019

Città dell’olio, in Basilicata per un’esperienza di gusto e cultura con la Camminata tra gli olivi


POTENZA - Un’esperienza dedicata a qualità e genuinità di un prodotto autentico, che in 4 città dell’olio della Basilicata - Ferrandina, Missanello, Rapolla e Rotondella celebra un prodotto che è uno dei simboli del nostro paese, al centro di una civiltà olivicola che ha radici millenarie. Domenica 27 ottobre la terza edizione della Camminata tra gli olivi festeggia anche i 25 anni dell’Associazione Nazionale Città dell’Olio. All’insegna dei sapori e dei saperi del territorio, sono pronti nuovi itinerari e nuove suggestive passeggiate per riaffermare una formula di successo, che sposa qualità del prodotto, identità del paesaggio e turismo d’esperienza e che le Città dell’Olio hanno sposato già tre anni fa, riscuotendo un successo che ha condotto migliaia di visitatori e appassionati nelle terre dell’olio.

“Il patrimonio delle Città dell’Olio è sicuramente quello delle culture e delle economie locali e la Camminata tra gli Olivi fin dall’inizio ha voluto essere un modo per coniugare autenticità ed esperienza, raccontando in mille modi diversi, grazie alla passione e alla fantasia delle amministrazioni locali, territori, mestieri, tradizioni e gusto”, sottolinea Enrico Lupi, presidente delle Città dell’Olio. La Camminata tra gli olivi quest’anno ha anche ottenuto il premio onorario Raccomandato dalle Strade dell’Olivo del Consiglio d’Europa dalla Fondazione The Routes of the Olive Tree che ha sede a Kalamata in Grecia.

Anche per l’edizione 2019 le Città dell’olio hanno selezionato percorsi dove gli olivi e l’olio sono protagonisti per raccontare storie avvincenti, offrire esperienze enogastronomiche indimenticabili e incontrare chi vive ogni giorno in oliveto.

GLI ITINERARI – 4 gli itinerari che nelle province di Matera e Potenza puntano alla grazia intatta delle coltivazioni di olivo e al paesaggio punteggiato dal verde degli alberi e dal grigio delle colline rocciose. Non potrà che essere protagonista il Patriarca, il maestoso olivo maiatica di Ferrandina che conta oltre mille anni. Ma in ogni percorso olivi monumentali, paesaggi mozzafiato, vie di epoca romana e antiche grotte saranno lo scenario per una esperienza a cui non mancherà l’assaggio negli storici frantoi.

17 le regioni italiane – dalla Lombardia alla Sardegna - che hanno aderito al grande evento 2019. Per scegliere il proprio itinerario o solo per saperne di più basta un click. È on line il sito www.camminatatragliolivi.it per scaricare subito il programma della giornata e trovare notizie sul territorio, il paesaggio, la storia. E c’è anche la fan page su Facebook e i canali Instagram e Twitter con l’hashtag #camminatatragliolivi.

L’Associazione Nazionale Città dell’Olio, con i suoi oltre 330 soci tutti enti pubblici (Comuni, Province, CCIAA, Parchi e GAL) tutela il territorio olivicolo e si batte per la valorizzazione dei paesaggi rurali e per l’inserimento di aree territoriali olivicole di valore storico nel prestigioso Registro Nazionale dei Paesaggi Rurali Storici del Ministero delle Politiche Agricole.

sabato 5 ottobre 2019

“Fai bella l'Italia”, a Matera l'evento FAI CISL su agroalimentare

Sostenere le categorie del lavoro agroalimentare e ambientale, i comportamenti virtuosi di imprese e cittadini, la green economy: è racchiuso in queste tre tematiche il senso del meeting “Fai Bella l’Italia”, che si terrà a Matera, nella celebre Casa Cava, giovedì 10 ottobre, dalle 9,30. Organizzata dalla Fai, la federazione agroalimentare e ambientale della Cisl, insieme alla propria Fondazione Fai Cisl - Studi e Ricerche, l’iniziativa vedrà circa 500 partecipanti tra studiosi e rappresentanti di istituzioni, sindacati, associazioni datoriali, imprese, terzo settore.

“Dopo la prima edizione, svolta a Napoli nel 2018, nella quale abbiamo lanciato il nostro Manifesto per il lavoro agroalimentare e ambientale - annuncia il Segretario Generale della Fai Cisl Onofrio Rota - quest’anno abbiamo deciso di dedicare l’iniziativa al lavoro come leva dello sviluppo sostenibile e della tutela ambientale; è fondamentale che le battaglie del sindacato per il lavoro ben contrattualizzato e dignitoso, contro il dumping sociale, la concorrenza sleale, si uniscano alle sfide di una vera svolta green su scala nazionale e globale, che produca buoni posti di lavoro e non lasci indietro nessuno”.

Durante la mattinata saranno consegnati diversi riconoscimenti, assegnati dalla federazione ad alcune realtà che in vario modo si sono dimostrate sensibili rispetto ai temi dell’ambiente e del lavoro: aziende, associazioni, singoli cittadini, che negli ultimi anni hanno saputo essere particolarmente virtuosi sotto il profilo della sostenibilità ambientale, della divulgazione scientifica, della qualità del lavoro, della valorizzazione del territorio, dell’affermazione della legalità.

Tra le realtà che riceveranno il riconoscimento sono previsti: Symbola, per l’iniziativa “l’Italia in 10 selfie”, Coldiretti, per “Campagna Amica, prodotti km zero”, il consorzio Co.Ge.Vo di Chioggia per la sostenibilità nel settore ittico, l’Istituto Comprensivo don Milani di Policoro, per il progetto “Lucania da aMARE”, Heineken per l’iniziativa “10.000 per l’Ambiente”, Acque Minerali San Benedetto per il polo di ricerca sulla sostenibilità. Saranno premiati anche un lavoratore forestale di Stromboli, intervenuto durante l’eruzione del vulcano lo scorso luglio, portando in salvo molti turisti, la band Grace N Kaos, autrice del brano “Nero” contro il caporalato e vincitrice del premio Amnesty International, Valerio Rossi Albertini, ricercatore del CNR e divulgatore scientifico, e Federica Gasbarro, unica delegata italiana al vertice ONU sul clima e attivista del movimento Friday For Future Italia.

L’incontro, coordinato dal caporedattore centrale del TG1 Piero Damosso, sarà trasmesso in diretta streaming sulla pagina Facebook della Fai Cisl nazionale. Sono previsti gli interventi di Don Luigi Ciotti, Presidente e fondatore di Libera, e di rappresentanti delle istituzioni locali e nazionali. Le conclusioni saranno affidate al Segretario Confederale della Cisl nazionale Angelo Colombini.

In mattinata, prima dei lavori, il Segretario generale della Fai Cisl Onofrio Rota, insieme a Federica Gasbarro, attivista di Friday For Future Italia, si recheranno nel giardino dell’Istituto Comprensivo Giovanni Pascoli di Matera, dove insieme agli studenti delle scuole materne, elementari e medie pianteranno due ulivi, piante sempreverdi e simbolo di pace, come gesto simbolico di compensazione delle emissioni di anidride carbonica dovute alla mobilità necessaria per la realizzazione dell’evento.

Nei pomeriggi del 9 e 10 ottobre, presso l’Hotel San Domenico, il sindacato presenterà anche i risultati di un progetto europeo cofinanziato dalla Commissione Europea sui lavoratori migranti in agricoltura.

Alle ore 19, nella Cava del Sole, la Fai Cisl ha organizzato inoltre la rappresentazione dal titolo “Il Delegato”, spettacolo teatrale tratto dal libro “Dialogo tra generazioni. Sul ruolo del delegato”, di Ludovico Ferro. È possibile partecipare gratuitamente allo spettacolo registrandosi al link https://www.eventbrite.it/e/biglietti-il-delegato-spettacolo-teatrale-74804358851.

mercoledì 14 agosto 2019

Slow Food Basilicata: l’impegno è promuovere biodiversità e prodotti della tradizione

RIONERO IN VULTURE - Slow Food Basilicata, nata con la mission di promuovere e tutelare la biodiversità diffusa sul territorio e i prodotti tradizionali legati alla memoria identitaria locale, ha confermato il proprio impegno concreto e fattivo al fianco delle Condotte e delle comunità lucane perché si attivino quegli strumenti operativi che vedono le particolarità agroalimentari dei territori al centro di progetti di sviluppo sostenibile.

L’Associazione Regionale con la Condotta Slow Food Val d’Agri procederà alla verifica delle condizioni ed al conseguente successivo avvio della procedura per il riconoscimento della percoca di Sant’Arcangelo quale Presidio Slow Food accogliendo la richiesta del Sindaco del Comune di Sant’Arcangelo Vincenzo Parisi, che la inquadra in un programma di sviluppo locale che fa leva congiuntamente su economia e sostenibilità con il coinvolgimento della collettività. Il 5 agosto, in occasione della riuscita e partecipata Festa della Percoca organizzata dalla locale Pro Loco, se ne è discusso ad un tavolo tecnico dove accanto al Presidente Pro Loco Temistocle Pugliese ed al Sindaco Parisi erano presenti il Fiduciario della Condotta Val d’Agri Ettore Bove e i rappresentanti del CER Slow Food Basilicata Paride Leone, Serenella Gagliardi e Francesco Linzalone. Dall’intervento del Prof. Bove il frutto antico, testimone della biodiversità, per le sue qualità organolettiche, per essere strettamente legato alle storie contadine ed ai luoghi, ai giardini “a tre piani” di Sant’Arcangelo che vanno recuperati alla produzione ed alla fruizione, merita dedicata attenzione. Dal CER Basilicata per voce di Paride Leone l’assunzione del compito di seguire tutte le fasi necessarie per arrivare al Presidio ed alla conseguente attività di tutela e sostegno.

Tante altre sono le particolarità dell’identità agroalimentare lucana che Slow Food Basilicata vuole promuovere come nell’evento “Cannitt, carchiola e altre storie di gusto - Sorsi e sapori del Vulture”, svoltosi il 9 agosto nella suggestiva cornice del giardino di Palazzo Fortunato a Rionero in Vulture, organizzato in collaborazione con l’AIS Basilicata e il Consorzio Qui Vulture presieduto dal dott Gerardo Giuratrabocchetti con il Patrocinio del Comune di Rionero.

La storia e l’assaggio della carchiola, focaccia azzima di farina di mais bianco, un ecotipo locale, cotta sulle braci, preparata da Angela Vaccaro e Pietro Verrastro, ha introdotto una partecipata serata tra racconti e lo show cooking di Savino Di Noia dell’Antica Cantina Forentum di Lavello, cuoco dell’Alleanza Slow Food dei Cuochi e Pizzaioli. La degustazione di piatti legati alla cucina locale, come “accio e patate” interpretato come tortino di patate con crema di caciocavallo podolico e spuma di sedano è stata accompagnata dalla degustazione guidata da Daniele Scapicchio con i sommelier AIS dei vini del Consorzio Qui Vulture offerti dalle aziende Cantina di Venosa, Cantine del Notaio, Cantine Strapellum, Colli Cerentino, D’Angelo, Laluce, Paternoster, Tenuta Le Querce, Terra degli Svevi, Terra dei Re.

La serata è stata occasione per presentare l’iniziativa del rilancio del “cannitt” antico strumento della tradizione contadina per condividere il vino dalla stessa bottiglia preservando l’igiene, realizzato in legno e canna in varie fogge come mostrato dall’artigiano Silvio Vetrano. In esposizione le realizzazioni artistiche di Vito Telesca.

La Condotta Slow Food Vulture e il Consorzio Qui Vulture, intendendo promuovere in tutto il mondo il “vecchio cannitt di Rionero in Vulture” hanno predisposto un apposito disciplinare di produzione.

Nella divertente gara “bere a cannitt”, in cui in molti si sono cimentati, sono state illustrate le regole del saper bere per quantità, tempi e modalità come previste dal disciplinare redatto dalla Condotta Slow Food Vulture in collaborazione con L’AIS Basilicata.

Momenti di convivialità e di piacere per il palato per promuovere la cultura del cibo buono, pulito e giusto legata al territorio.

giovedì 6 giugno 2019

Birra Lucana, i sapori della Basilicata a tavola


Dal cuore della Basilicata alla conquista del mondo. Nasce Birra Lucana, l’ultima di casa Morena. Dalle terre incontaminate della Basilicata lì dove l’acqua sorgiva è di una purezza ineguagliabile, l’orzo è coltivato secondo tradizioni secolari alle pendici delle colline del Vulture e trasformato a Melfi nell’unica malteria del Sud Italia per dare corpo ad un vero e proprio tesoro lucano.

“Birra Lucana è dedicata alla nostra terra nel ventennale dell’attività, spiegano i fratelli Tarricone titolari dell’azienda che la produce a Balvano in provincia di Potenza. E’ una birra premium di alta qualità concepita con malto d’orzo 100% lucano e con un processo di fermentazione tutto naturale. L’etichetta è studiata per unire la tradizione ed il buon gusto lucano alla modernità con i colori della Basilicata ed il suo blu che la caratterizza. Frutto di ricerca è una lager premium da 4,8% alc vol nata per valorizzare ancor più i prodotti della nostra terra”.

E’ una birra che, in un anno particolare per la Basilicata, con Matera capitale europea della cultura, vuole essere anche un omaggio ad una regione ancora radicata in un’autenticità senza tempo, che non smette di meravigliare l’animo di chi la abita e di chi la porta con sé in giro per il mondo. Appena prodotta ha già conquistato un mercato importante come quello degli Usa.


Birra Lucana è la tredicesima nata in casa Morena a far compagnia alle otto famose craft beer prodotte e vincitrici di premi di assoluto valore a livello internazionale. L’azienda sorge su un’area di 120.000 mq di cui 60,000 coperti, ha una capacità produttiva di 200.000 hl. Oggi è una realtà sul mercato nazionale ed internazionale per aver investito tempo e risorse in progetti di alta qualità finalizzati alla produzione di birre con profumi e sentori piacevoli unici e complessi che hanno rappresentato degnamente il made in Italy nel mondo conquistando mercati in America, Cina, Regno Unito, Finlandia, Norvegia, Svezia, Francia, Germania, Emirati Arabi, Australia e Canada e tanti altri degni di nota. 

Ulteriori informazioni sull’azienda sono anche reperibili sul sito www.birralucana.com

FB: https://it-it.facebook.com/birramorena/

martedì 21 maggio 2019

Caciocavallo Silano in Puglia per due giornate dedicate a Dop e Igp


POTENZA - Due Consorzi del Sud, uno pugliese che tutela una Igp e l’altro interregionale che tutela una Dop, uniti da un unico evento. A Margherita di Savoia (Bt) è infatti in programma la prima edizione della “Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp” che chiama a raccolta, tra il 31 maggio e il 1° giugno, undici Igp e Dop, del territorio e non, tra cui anche il Caciocavallo Silano Dop. A salvaguardare questa eccellenza meridionale è il Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano che ha sede nel comune di Spezzano della Sila (CS). L’evento ha in serbo degustazioni gourmet, convegni, escursioni turistiche ma anche animazione e spettacoli.

Il Caciocavallo Silano Dop è uno dei più antichi formaggi a pasta filata del sud Italia, considerato che già Ippocrate disquisiva dell’arte dei Greci nella sua preparazione. La sua produzione inizia con la coagulazione del latte fresco a una temperatura di 36-38°C, usando caglio di vitello o di capretto. La fase di maturazione consiste in un’energica fermentazione lattica, la cui durata è di circa 4/5 ore e può dirsi completata quando la pasta è nelle condizioni di essere filata. Segue un’operazione caratteristica, che consiste nella formazione di una specie di cordone, plasmato ad arte fino a raggiungere la forma definitiva del caciocavallo. Per quanto riguarda la tipologia, varia soprattutto nella forma, che può essere sferica, ovale o troncoconica, a seconda delle diverse aree geografiche di produzione. Come da disciplinare, il Caciocavallo Silano Dop viene prodotto in Basilicata, Calabria, Campania, Molise e Puglia. E da madre Puglia arriva anche la Cipolla Bianca di Margherita Igp, prodotta non nel terreno, come di consueto accade, ma nelle sabbie del Mar Adriatico, a sud del Gargano, in una zona di elevato interesse ambientale, tutelata da una convenzione internazionale (Ramsar 1979), nei territori compresi tra Margherita di Savoia (Bat), Zapponeta (Fg) e Manfredonia (Fg). Al Consorzio per la sua tutela e valorizzazione partecipano venti aziende di piccoli produttori, due cooperative di produzione, quattro aziende di confezionamento.


«Il nostro Consorzio si propone di informare i consumatori sulle caratteristiche che contraddistinguono il Caciocavallo Silano Dop da altri formaggi similari, che vengono spesso prodotti con latte o cagliata d’importazione – dice Vito Pace, presidente del Consorzio di Tutela Formaggio Caciocavallo Silano -. Non è semplice riuscire a spiegare al consumatore come riconoscere un formaggio Dop. Iniziative come quella in programma a Margherita di Savoia offrono un’occasione in più per sottolineare la differenza del nostro prodotto rispetto agli altri in commercio».

«La nostra manifestazione – spiega Giuseppe Castiglione, presidente del Consorzio di Valorizzazione e tutela della Cipolla Bianca di Margherita Igp – serve a fare rete tra le varie eccellenze gastronomiche italiane e ad avere una vetrina importante per fare conoscere il nostro prodotto proprio nel paese dove ha la sua tradizione e le sue origini».

La Festa della Cipolla Bianca di Margherita Igp è organizzata dal Consorzio pugliese che dal 2016 salvaguardia la tutela e la valorizzazione della Cipolla Bianca di Margherita Igp. A partecipare saranno anche i consorzi di Grana Padano Dop, Aceto Balsamico di Modena Igp, Oliva La Bella della Daunia Dop, Olio Dauno Dop, Caciocavallo Silano Dop, Burrata di Andria Igp, Pane di Altamura Dop, Lenticchia di Altamura Igp, Uva di Puglia Igp. Gli undici Consorzi allestiranno uno spazio espositivo e per la degustazione gourmet in altrettanti stabilimenti balneari di Margherita di Savoia.