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venerdì 2 agosto 2019

Perrino (M5S Basilicata): Il futuro incerto della sanità materana stritolata dalle scorie del passato e le criticità del presente


E’ evidente a tutti che, purtroppo, la sanità materana versi da tempo in precarie condizioni e ieri, con l’audizione in IV Commissione Consiliare del D.G. ASM, Joseph Polimeni, ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.

La straordinaria mobilitazione di cittadini contro gli ultimi provvedimenti adottati dalla dirigenza ASM ha accelerato e imposto il tanto atteso 'chiarimento' da parte del D.G. Polimeni in merito alle gravi criticità, in particolare, del polo ospedaliero materano.

Polimeni non ha lesinato critiche alla riorganizzazione sanitaria messa in atto dal precedente governo di centrosinistra ed ha dichiarato di aver trovato un’azienda sanitaria allo sbando a causa dei noti accadimenti della “Sanitopoli” scoperchiata nella scorsa estate dalla magistratura.

Numerosi gli obiettivi che Polimeni ha annotato della sua agenda e che presuppongono un’azione a respiro regionale, a partire dalla modifica del vigente atto aziendale ASM. Si è parlato di una maggiore valorizzazione dei medici convenzionati nell’ottica di una integrazione con il personale medico dipendente e di maggiori responsabilità per i medici generici, soprattutto nel contesto di continuità assistenziale attivo sul territorio. In merito all’abbattimento delle liste di attesa, Polimeni ha accennato alla possibilità di inserire negli elenchi del CUP anche l’offerta proveniente dal c.d. “privato accreditato”. Inoltre, per i pazienti oncologici si vorrebbero prevedere delle agende appositamente dedicate per le visite di controllo periodico. Particolare attenzione merita il progetto di rinnovo del pronto soccorso che, a detta del D.G., necessiterebbe di una profonda revisione prima del varo definitivo.

Sembra appaia chiara anche a Polimeni la necessità di rafforzare l’organigramma del personale con nuove assunzioni tramite concorso. Da sottolineare che il D.G. ha parlato di altro personale amministrativo da assumere mentre, qualche giorno fa, l’assessore Leone stigmatizzava proprio l’eccessiva presenza nella ASM di personale amministrativo rispetto a quello medico e infermieristico.

Per quanto riguarda i 'saldi estivi' all’assistenza sanitaria dell’ASM materana, il D.G. ha rassicurato che dopo il 31 agosto la situazione tornerà alla normalità mentre, sui concorsi in atto e non ancora espletati, c’è da risolvere il problema della mutevole composizione delle commissioni giudicatrici i cui membri pare si dimettano con una frequenza che appare sospetta, bloccando quelle poche assunzioni che darebbero un po' di ossigeno al personale che si prodiga per garantire i servizi ai cittadini, pur tra innumerevoli difficoltà. Un aspetto quest'ultimo che merita attenzione e sul quale il DG ha affermato di aver avviato i dovuti approfondimenti; approfondimenti che provvederemo a supportare per quanto di nostra competenza.

Dal canto nostro non abbasseremo la guardia e daremo seguito alla costante azione di controllo e monitoraggio sulla sanità lucana. I cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro lo smantellamento della sanità meritano risposte serie e concrete, nel più breve tempo possibile. Ci auguriamo che le eventuali modifiche all’assetto della sanità regionale siano scevre da condizionamenti politici e da campanilismi antistorici e siano improntati con un’ottica di condivisione e trasparenza, con l’unico obiettivo di garantire il pieno soddisfacimento dell’art. 32 della Costituzione. Sappiamo bene che i disastri del passato rendono assai irto e complesso il percorso di riordino e potenziamento della sanità materana e lucana. È giunto il momento di liberarsi di tutte le scorie e veleni disseminati da decenni di politica familistica e clientelare. È una strada obbligata quella di ritornare a mettere al centro il paziente e il suo intangibile diritto a ricevere dalla sanità pubblica le migliori cure disponibili e possibili. Costi quel che costi.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale

Servizi AOR San Carlo, Fisascat Cisl: "Ennesimo accordo che danneggia i lavoratori"


Ieri nuovo incontro in Prefettura sui servizi esternalizzati dell’AOR San Carlo di Potenza. Sotto osservazione sia la situazione nel lotto n. 1, aggiudicato al Consorzio Nazionale Servizi, sia l'assegnazione ufficiale del lotto n. 2 alla ditta Serenissima Ristorazione (già attiva sul lotto) che impiegherà, in base all'accordo sottoscritto oggi, 59 addetti nel trasporto vitto così ripartiti: 52 (erano 57 gli aventi diritto alla clausola sociale ma 5 sono fuori usciti per raggiungimento dei requisiti pensionistici) più altri 7 operatori provenienti dalla platea del primo lotto.

"Sebbene tale accordo, per il momento, sembrerebbe assicurare le attuali condizioni contrattuali - spiega la segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca - noi ci siamo astenuti dal firmarlo confermando la linea tenuta durante il cambio d'appalto del lotto n. 1. La nostra decisione - continua la sindacalista - è motivata dal fatto che l'accordo in realtà peggiora le condizioni dei lavoratori in quanto si è data la possibilità a Serenissima di applicare un contratto collettivo meno oneroso, ovviamente a tutto danno dei lavoratori, a fronte dell'assunzione di ulteriori 7 unità rivenienti dalla platea del primo lotto. È appena il caso di ricordare che il CNS, in quanto aggiudicatario del lotto n.1, avrebbe dovuto assumere sin da subito l'intera platea oggetto di clausola sociale pari a 198 addetti. Invece, anche in quel caso, fu permesso all'azienda di giocare al ribasso con una proposta di sole 240 mila ore e l’assunzione di sole 145 unità, a fronte delle oltre 300 mila ore da contrattualizzare e 198 addetti stabiliti negli atti di gara".

Per Blanca "anche in questo caso si è consumata l’ennesima mortificazione della dignità umana. Fa specie - continua la segretaria della Fisascat - che finanche istituzioni di garanzia, come Prefettura e Regione, che dovrebbero assicurare il rispetto dei principi di legalità e trasparenza, considerino normale che una trattativa tra le parti possa riscrivere gli atti di gara e consentire alle ditte aggiudicatarie condizioni più favorevoli e un vantaggio economico indebito che va a discapito del diritto al lavoro e alla salute. Appare inoltre quanto mai inedito che con i soldi dei contribuenti si paghino servizi non effettuati o a tariffe maggiori e non rispondenti al costo del personale. Ricordiamo che trattasi di prestazioni labour intensive dove il costo del personale rappresenta oltre il 70 per cento del costo totale. Per questo ci riserviamo di attivare ogni azione che riterremo necessaria a tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini-contribuenti", conclude la segretaria della Fisascat Cisl.

martedì 25 giugno 2019

Sanità, Giordano (Ugl):”Ottimo incontro con l’assessore Leone”


MATERA - “Sosterremo la buona politica messa in atto dall’assessore regionale alla Salute e politiche sociali, dot. Rocco Luigi Leone (FI), vanno garantiti i centri d’eccellenza difendendo il diritto alla salute certamente non per una questione campanilistica: la salute è uguale da nord a sud e tutti i cittadini dovranno avere pari e stesso soddisfacente trattamento. Rocco leone è la persona giusta al momento giusto dopo che per anni hanno distrutto la sanità in Basilicata. Non accetteremo provocazioni da nessuno. Gli ospedali non sono fabbriche e i pazienti non sono prodotti”.
Lo ha affermato il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano a margine dell’incontro presso l’Assessorato alla Sanità dove sono state convocata tutte le OO.SS. in merito alla Carenza di Personale nelle strutture Sanitarie della Regione Basilicata.

“Questo incontro fortemente positivo, con Leone si respira aria nuova, siamo soddisfatti dove si è potuti sviscerare una volta per sempre che la sanità in Basilicata per decenni è stata vittima di politici di turno a proprio uso e consumo a scopo clientelare e di prestigio per posizioni dirigenziali di comodo. Politici che in passato volevano vedere definitivamente chiusi nosocomi utili per l’intera regione. Smembrare ospedali e non potenziarli significava non garantire il diritto alla salute che dovrebbe essere valido per tutti i cittadini italiani.

Hanno ridotto la sanità orfana conditio da un vuoto spaventoso di personale sanitario, medici, specialisti, Infermieri, OSS, personale tecnico, della riabilitazione, fisioterapisti, amministrativi. Una Sanità resa fallita da governi precedenti che Leone con l’aiuto del sindacato partecipativo, collaborativo, metterà in sesto certamente. L’Ugl – ha detto Giordano – è pronta a cogliere questa nuova sfida per il bene della salute pubblica. L’Ugl ha consigliato la predisposizione delle linee guide affinché si metta fine al fenomeno del demansionamento dilagante sempre più diffuso nelle Aziende Lucane per carenze di Personale di supporto e con l’impegno di ditte esterne in maniera del tutto improprio.

Prendiamo di buon esito e d’invito a sostenerla, la messa in campo delle procedure Concorsuali uniche regionali invitando la Regione a mettere in essere delle intese tra le diverse Aziende. Leone vada avanti per questa ottima strada – prosegue Giordano - tale proposta atta ad economizzare le risorse umane tecniche ed economiche che vengono solitamente messe in atto per avviare le procedure concorsuali, ed invita le Aziende, nel rispetto delle norme vigenti, oltre alle procedure concorsuali da mettere in atto procedure di reclutamento attraverso l’istituto della mobilità.

E’ veramente paradossale ora, fare polemiche o speculazioni politiche di alcun senso – aggiunge Giordano – l’Ugl è consapevole che il percorso è ancora lungo per compiere ed affermarsi un nuovo modello organizzativo sanitario a cui sta lavorando Leone. Ma, il nostro obbiettivo è quello di collaborare, vigilare, segnalare e proporre soluzioni al fine di ottenere una sanità in Basilicata di livello internazionale. Siamo sicuri che in sinergia e condivisione vera, ciò si possa giungere. Per l’Ugl, considerato che la regione ha ospedali oramai collaudati grazie al personale infermieristico e medico che con immensi sacrifici e abnegane garantiscono servizi sanitari essenziali per il bene di tutti ed in special modo quando si parla di salute, siamo interessati a difendere l’operato del dot. Rocco Leone che oggi con immensi sacrifici ed abnegazione in un sistema sanitario ereditato collassato, farà sicuramente sì che l’utenza, ossia l’ammalato, venga a trovarsi nelle nostre strutture lucane accolto e guarito, dove le nostre professionalità, eccellenze lucane, forniscono la loro disponibilità per ricoprire figure mediche professionali nei centri ospedalieri del nostro territorio senza ascoltare o fare sterili polemiche.

Non poteva mancare riferimento e analisi sul terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia Jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere.

L’ambulatorio di Ortopedia – prosegue il sindacalista Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione. Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso.

L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. In precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno ha voluto partecipare ai bandi di questa ASM poiché non volevano avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – afferma il segretario dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione.

Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolinea Giordano – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi.

L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia: si tratta di una difesa d’eccellenza, all’assessore Leone chiediamo che l’Ospedale di Policoro – conclude Giordano – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

mercoledì 22 maggio 2019

La Fials interviente sulle criticità della Dipartimento Salute Mentale ASP Potenza


POTENZA - In una nota della Segreteria regionale Fials di Potenza si rilancia l'allarme sulla situazione precaria in cui versa il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASP.

“Assistiamo da anni con forte preoccupazione – scrive Luciana Bellitti - a un sistematico depotenziamento delle strutture adibite alla gestione dell’urgenza psichiatrica, con notevole sofferenza per il personale che vi opera. La riconversione del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Melfi in Day Hospital, un errore di programmazione delle precedenti Direzioni Generali ridimensionando la struttura originaria e la riduzione dei posti letto presso lo SPDC di Villa d’Agri, hanno aggravato drammatico sovraffollamento del servizio ubicato presso l’Ospedale San Carlo di Potenza".

“Lo stesso servizio – sottolinea la segretaria regionale della Fials - che ancora più uffici aziendali continuano a denominare Spazio Psichiatrico, in una penosa ignoranza delle corrette diciture previste dalla legge, dispone di 6 posti letto più due di Day Hospital. Uno di questi è stabilmente riconvertito in posto ordinario, l'altro può esserlo su disposizione del Direttore di Dipartimento ”nelle condizioni di emergenza per i soli utenti della Regione Basilicata”. Ciò nonostante si toccano punte di degenza ospedaliera di 12 ricoverati alle quali si aggiungono sovente da 2 a 4 accessi in Day Hospital nella stessa giornata, nonostante l’assenza di un posto letto dedicato (perché riconvertito per le degenze ordinarie) e al quale si affiancano letti chiesti in prestito alla bene e meglio ad altri reparti dell’ospedale. In assenza del Coordinatore Infermieristico da oltre un anno e mezzo, gravano su appena due infermieri in turno le esigenze di reparto, la gestione dell’urgenza, il disbrigo di attività di routine (farmacia, prenotazione del vitto, organizzazione dei turni) e per l’appunto alle attività di DH. Un carico di lavoro insopportabile. A sua volta il personale medico con grande senso di responsabilità assicura l'assistenza richiesta al servizio”.

“Il Servizio Psichiatrico – prosegue la nota - assicura le consulenze richieste dall’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo che non dispone di propri Specialisti Psichiatri. Nell’anno 2018 sono state espletate 1212 consulenze, eseguite dal personale operante in orario di servizio ordinario. Il numero è raddoppiato in pochi anni. Manca uno specifico protocollo di intesa tra le due aziende laddove in altri casi (ad esempio a Lagonegro) è stato adibito personale ASP con attività aggiuntiva. I ricoveri sovrannumerari sono disposti d’ufficio dal Pronto Soccorso dell’AOR San Carlo che “mal tollera” la presenza di pazienti psichiatrici in Osservazione Breve Intensiva in attesa di reperimento di posto letto in sede o presso altri SPDC e in assenza di procedure codificate per il trasferimento”.

“Tutto ciò – aggiunge Luciana Bellitti - causa grave stress per il personale infermieristico e medico del SPDC. Il sovraffollamento è causa di frequenti incidenti con aggressività fisica da parte di pazienti male allocati nelle stanze del reparto, anche in tripla presenza laddove due persone in particolari condizioni psichiche sarebbero già eccessive. In questo contesto si è verificato l’ennesimo incidente con infortunio subito da un dipendente. Non meno preoccupante è la situazione del SPDC di Villa d'Agri Anche a Villa d'Agri dove opera un solo Medico della ASP con il ruolo di Direttore UOC affiancato da quasi un anno da medici provenienti in attività libero-professionale dall'ASL di Salerno.

In conclusione la Fials chiede:
  • un urgente incontro con la direzione strategica per discutere dell'emergenza continua in cui i SPDC di Potenza e Villa d'Agri versano e la psichiatria della ASP in generale;
  • l'attivazione di un tavolo regionale per affrontare le urgenti problematiche della salute mentale in Basilicata.

giovedì 16 maggio 2019

È boom di infezioni ospedaliere: 49mila morti l'anno in Italia


ROMA - Ospedali sempre meno sicuri e anzi ricettacolo di possibili infezioni che metterebbero a rischio la salute dei pazienti? Si, secondo quanto riportato da Osservasalute, secondo il cui rapporto si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. I dati sono stati presentati al Gemelli a Roma.

"Abbiamo osservato il fenomeno per anni - spiega il direttore dell'Osservatorio nazionale sulla Salute, Walter Ricciardi - e oggi possiamo dirlo: quella delle sepsi in ospedale è una vera emergenza, c'è una strage in corso, con numeri più che raddoppiato in pochi anni. Eppure il fenomeno è sottovalutato e non si interviene come si dovrebbe, per esempio applicando il piano nazionale contro l'antibioticoresistenza che è rimasto lettera morta". "Il fenomeno viene sottovalutato, si è diffusa l'idea che si tratti di un fatto ineluttabile", ha detto Walter Ricciardi. I dati Osservasalute mostrano come il fenomeno incida maggiormente fra gli over 75, con 36.824 decessi solo nel 2016.

domenica 12 maggio 2019

Sanità, Giordano (Ugl): ”Ottimo avvio dell’assessore Leone”

(Assessore Leone)

MATERA - “Con immensa soddisfazione registriamo che il neo Assessore alla Salute e Politiche sociali della Regione Basilicata, il dottor Rocco Leone ha da subito preso atto che fino all’elezione del Governo Bardi, in questa regione si sono usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, facile è stato esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Ora, ad elezioni avvenute, lo sradicamento del potere PD ed a sole poche ora dal suo incarico, Leone inizia a girare nelle strutture pubbliche e private all’insaputa di tutti: nella mattinata di oggi ha fatto una visita improvvisa all’Ospedale di Policoro servita a rendersi conto di persona della situazione attuale della struttura”.
E’ quanto afferma il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “ ‘se il buongiorno si vede dal mattino’ siamo sicuri ora di essere sulla buona strada e a breve si possa forse far riassunto sulle tante criticità che esistono nei nosocomi del materano e che la vecchia governante ha lasciato in eredità. All’assessore Leone – continua Giordano – l’Ugl Matera ricorda che il nosocomio Giovanni Paolo II è stato vittima di politici di turno che lo hanno voluto vederlo definitivamente chiuso: venga con noi a visitare ed a vedere come hanno ridotto gli ospedali dell’Asm, sia il Madonna delle Grazie che il Papa Giovanni Paolo II, si renderà conto di come la politica regionale a trazione PD ha ridotto l’ospedale di Policoro e Matera nonostante l’Ugl ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia. VEDA insieme a noi nel nosocomio ionico in che condizioni oggi lavorano gli addetti in ortopedia, chirurgia, medicina, otorino, cardiologia, psichiatria, oculistica e pronto soccorso. Leone è uomo attento ed ha una mente aperta: si accorgerà di quanto sia acuto il problema della sanità e di quanto ci sarebbe da fare in quest’ospedale. Il terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia Jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. L’ambulatorio di Ortopedia – prosegue il sindacalista Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione.

Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. In precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno ha voluto partecipare ai bandi di questa ASM poiché non volevano avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – afferma il segretario dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione.

Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolinea Giordano – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi. L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia: si tratta di una difesa d’eccellenza, all’assessore Leone chiediamo che l’Ospedale di Policoro – conclude Giordano – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

martedì 30 aprile 2019

Sanità, lettera aperta della Cisl al governatore Bardi



POTENZA - Egregio Governatore, il nostro Sistema Sanitario Regionale, al pari di quello delle altre Regioni, è impegnato nella ricerca di risposte efficaci ad un interrogativo che oggi si pone in modo sempre più pressante: come strutturare l’offerta sanitaria in funzione dei bisogni di salute prioritari, ottimizzando le risorse economiche disponibili? Cosa vuol dire oggi, di fronte alle sfide poste dai mutamenti demografici in corso, progettare e realizzare la transizione verso modelli di assistenza sanitaria più moderni, accessibili e sostenibili? Per essere pronti ad assistere i “nuovi degenti” che saranno caratterizzati dall’avere un’età avanzata, ma soprattutto portatori di multipatologie, è indispensabile puntare su tre aspetti fondamentali: innovazione tecnologica, ottimizzazione della spesa, ma soprattutto attenzione ai bisogni dei cittadini, elementi tutti che saranno il fattore chiave per una sanità efficiente ed efficace, fatta dalle persone per le persone.

Tutto questo al fine di leggere i cambiamenti sopravvenuti ed anticipare quelli futuri, interpretarli in termini di ridisegno delle reti assistenziali, per non essere impreparati alle sfide future.

La CISL, sempre al fianco del cittadino e delle Istituzioni, si propone di essere parte attiva di questo cambiamento, ed è pronta a fornire la propria disponibilità e collaborazione nella realizzazione di quanto richiesto.

Confidiamo, in virtù di quanto esposto, che al Sua lungimiranza e competenza porti all’affidamento dell’assessorato della Sanità ad un manager competente ed esperto che possa essere in grado da subito di mettere in campo quanto necessario per raggiungere rapidamente gli obiettivi Sanitari, indispensabili per il benessere dei cittadini lucani e di quelli delle altre Regioni che si affidano alle nostre cure.

Invertire il saldo di mobilità, che oggi ci vede di fatto finanziare altri Sistemi sanitari per una cifra intorno ai 50 milioni di euro all’anno (dato peraltro in peggioramento), si può e si deve fare con urgenza, per dirottare queste preziose risorse agli investimenti in tecnologie, alla formazione del personale e *al reclutamento di nuovo personale attraverso nuovi concorsi*.

Abbattere le liste d’attesa si può e si deve fare, superando l’immobilismo e la sterile politica degli annunci mai seguita da fatti concreti che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Valorizzare gli ospedali periferici si può e si deve fare, riprendendo la strada da tempo smarrita della valorizzazione delle singole vocazioni di queste strutture.

Lavorare su una medicina territoriale in grado di servire le nostre popolazioni, polverizzate spesso in piccoli centri, è un dovere ineludibile. In questo senso la telemedicina può dare un significativo aiuto.

Valorizzare le strutture di eccellenza (San Carlo, Madonna delle Grazie, CROB, il troppe volte annunciato e mai realizzato IRCSS di Reumatologia del compianto prof. Olivieri) è una pressante necessità.

I vari dossier aperti e da aprire, dei quali gli esempi sopra riportati descrivono solo in parte la realtà, richiedono scelte precise e non mediate dalle pur comprensibili esigenze della politica e suggeriscono la individuazione di una figura tecnica di sicuro spessore.

Si coglie l’occasione per porgere, a Lei e alla Giunta che nominerà a breve, un grande augurio di buon lavoro.

lunedì 29 aprile 2019

La Fials chiede la tutela del personale sanitario per il presidio di Melfi


POTENZA - La Fials, per il Presidio di Melfi, chiede di mettere in campo un programma di prevenzione per i continui episodi di aggressione a carico del Personale Sanitario.

A denunciare la grave emergenza di ordine pubblico del pronto soccorso di Melfi sono il Segretario Provinciale dell'O.S., Giuseppe Costanzo insieme ad Angela Lavalle, componente della Segreteria Provinciale, chiedendo un intervento urgente all'AOR S. Carlo, la quale gestisce l'ospedale della città federiciana.

I ripetuti episodi di aggressioni a carico del Personale Sanitario di Melfi sono favoriti dalla mancanza di guardie giurate, a dire il vero Melfi è l'unico presidio scoperto in tutta la provincia.

"E’ ben noto - osservano i due dirigenti sindacali - che gli episodi di aggressioni denunciati ai danni di operatori sanitari nel nostro Paese siano in costante aumento; E Melfi non fa eccezione, anzi! Per via degli episodi segnalateci e non solo presso il Pronto Soccorso si può facilmente dedurre come il fenomeno sia alquanto preoccupante. Il tutto è aggravato dallo spazio limitato, adibito all’accoglienza e all’attesa di pazienti e familiari, in cui si assiepano decine e decine di persone spesso esasperate; La lunga attesa genera frustrazione e scatena episodi gravi e ingiustificabili di aggressività smodata ai danni dei lavoratori.

" La Fials  - scrivono Costanzo e Lavalle - ripropone il tema della sicurezza in luoghi di lavoro: la tutela dell’incolumità dei dipendenti deve essere il primo elemento di garanzia. Perciò è inaccettabile che chi è impegnato a salvare ogni giorno vite umane debba contestualmente preoccuparsi anche di tutelare la propria incolumità".

"Per quanto esposto - concludono i due responsabili Fials - si richiedono interventi adeguati e urgenti per contrastare e monitorare il preoccupante fenomeno, attuando tutte le procedure previste dalle raccomandazione del Ministero della Salute n° 8 del 2007 per "prevenire gli atti di violenza ai danni del personale Sanitario".

Fiduciosi nei confronti della Direzione Generale vista l'attenzione che si sta mettendo in campo nei confronti del presidio di Melfi.

mercoledì 10 aprile 2019

Sanità, Ugl:”Bardi non abbassi la guardia”

POTENZA - “Il neo eletto Presidente della Giunta Regionale deve prendere atto che fino alla sua elezione in questa regione si sono usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, facile è stato esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Ora, ad elezioni avvenute e lo sradicamento del potere PD, facciamo insieme un giro nelle strutture pubbliche e private all’insaputa di tutti, facciamo emergere le molteplici problematiche che quotidianamente il cittadino si trova a combattere: forse a fine tour possiamo far riassunto sulle tante criticità che esistono nei nosocomi del materano e che la vecchia governante ha lasciato in eredità”.
Lo affermano il segretario regionale dell’Ugl Basilicata Sanità, Michele De Rosa e il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano.

“Il nosocomio Giovanni Paolo II è stato vittima di politici di turno che lo hanno voluto vederlo definitivamente chiuso. Ora Bardi venga con noi a visitare ed a vedere come hanno ridotto gli ospedali dell’Asm, sia il Madonna delle Grazie che il Papa Giovanni Paolo II, si renderà conto di come la politica regionale a trazione PD ha ridotto l’ospedale di Policoro e Matera nonostante l’Ugl ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia: venga a vedere nel nosocomio ionico in che condizioni oggi lavorano gli addetti in ortopedia, chirurgia, medicina, otorino, cardiologia, psichiatria, oculistica e pronto soccorso. Se si è uomini attenti e si ha una mente aperta, ci si accorge di quanto sia acuto il problema della sanità e di quanto ci sarebbe da fare in quest’ospedale. Il terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. L’ambulatorio di Ortopedia – proseguono i sindacalisti Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione. Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. E’ vero che in precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno vuole partecipare ai bandi di questa ASM poiché non vogliono avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – affermano i segretari dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione. Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolineano i sindacalisti – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi. Questo è l’esito di un’istituzione regionale che non ha tutelato il lavoratore medico, paramedico, il cittadino e l’ammalato perché era molto interessata a sanare le proprie vicende politiche invece che guardare alle reali esigenze della comunità. L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia. Per l’Ugl si tratta di una difesa di un ospedale d’eccellenza che in questo momento si sente minacciati da carichi di lavoro: Ai nuovi vertici dell’ASM chiediamo, come sempre, che l’Ospedale di Policoro – concludono Giordano e De Rosa – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

mercoledì 3 aprile 2019

Leggieri (M5S): "Tagli a pulizie e ausiliariato per il San Carlo di Potenza, Bardi si attivi"


POTENZA - I tagli al servizio di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza sono un grave danno non solo per gli oltre 260 lavoratori, che sono in presidio permanente dallo scorso 1 aprile e che si potrebbero ritrovare a ricevere stipendi sempre più miseri, ma per tutto il servizio sanitario regionale.

La situazione che si è creata riflette chiaramente lo stato di cattiva amministrazione e di assoluto pressappochismo, in cui versa non solo il servizio sanitario ma tutta la macchina amministrativa della Regione Basilicata.

Ridurre le ore lavorative comporta necessariamente un servizio di pulizia e di assistenza ridotto rispetto a quello attualmente garantito nel principale nosocomio di Basilicata con il conseguente depauperamento ulteriore del servizio sanitario regionale.

Ancora una volta, purtroppo, siamo qui a denunciare gli abusi commessi nei confronti dei lavoratori lucani. Stiamo parlando di oltre 260 famiglie che attualmente vivono in pieno disagio nel totale silenzio delle istituzioni, in una regione dove, in virtù delle ultime inchieste sulla sanità, solo i raccomandati vanno avanti. Chi paga le conseguenze, di questo sistema corrotto e becero, sono sempre le fasce più deboli lasciate al loro destino nell’ansia e nell’incertezza. Una situazione analoga purtruppo si è già verificata per gli operatori del CROB di Rionero, che sono stati costretti a subire il taglio delle ore lavorative con gravi ripercussioni sulla situazione economica delle proprie famiglie.

La riduzione degli stipendi percepiti è un un vero e proprio insulto alla dignità e al diritto al lavoro. Una situazione ormai insostenibile soprattutto perché spesso ci troviamo di fronte a famiglie monoreddito, e quindi diminuire gli stipendi significa mettere in seria difficoltà la vita quotidiana di queste persone.

Noi come Movimento 5 Stelle stiamo dalla parte di tutti quei lavoratori che ogni giorno vedono i loro diritti fondamentali calpestati senza ritegno, e pretendiamo i massimi livelli di qualità del servizio sanitario.

È evidente che chi ha governato la regione negli ultimi anni è stato troppo impegnato a occuparsi di vicende giudiziare, come Sanitopoli, o di strategie elettorali salva poltrone, e non è riuscito a impegnarsi a garantire un servizio dignitoso ai cittadini e un lavoro degno di questo nome ai dipendenti che si occupano di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza.

Ora chiediamo al neo-governatore Bardi un immediato cambio di passo, assumendosi la responsabilità di risolvere la vertenza, garantendo i diritti dei lavoratori e la qualità del servizio sanitario regionale.

Inoltre, ribadisco la nostra richiesta di azzeramento dei vertici della sanità lucana, azzoppata in maniera vergognosa dopo lo scandalo "Sanitopoli", e di una selezione dei nuovi dirigenti tramite avvisi pubblici trasparenti. Allora sì che si potrebbe cominciare a parlare di cambiamento. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

martedì 2 aprile 2019

Perrino (M5S): "Manovre azzardate della sanità lucana"

POTENZA - È chiaro a tutti che lo scandalo della “Sanitopoli” lucana ha segnato in maniera indelebile la reputazione del sistema sanitario regionale. Purtroppo, nonostante le gravi accuse mosse dalla Procura di Matera, sembra essere cambiato ben poco all’interno dei massimi uffici amministrativi delle aziende sanitarie. Basta farsi un giro nelle varie sedi per constatare che alcuni dei protagonisti in negativo della vicenda rivestono ruoli di primo piano nel management sanitario locale.

In attesa dei primi provvedimenti del nuovo governo regionale occorre segnalare alcune piccole grandi manovre che stanno avvenendo negli uffici dell’ASM materana; manovre che potrebbero essere foriere di ulteriori problemi nelle prossime settimane. Nella delibera ASM n. 300 del 26 marzo scorso recante “Misure per la maggiore efficienza delle attività amministrative delle sedi distrettuali e dell’ospedale per acuti” si procede ad una riorganizzazione del personale amministrativo che appare non supportata da motivazioni sufficientemente valide, né esplica i criteri adottati per la scelta del personale coinvolto. Crediamo che autorizzare ingenti spostamenti di personale in questa fase di transizione così delicata sia quantomeno azzardato. Piuttosto nel breve termine sarebbe senz'altro più utile, nonché indifferibile, dare risposte alle tante emergenze che il sistema sanitario regionale evidenzia da tempo e che ogni giorno ci presentano il conto. Pensiamo ai ritardi nell’assistenza e nella fornitura dei kit preposti ai cittadini affetti da diabete segnalati dalle varie associazioni in maniera sempre più insistente, con i pazienti - spesso anche in età pediatrica - e i rispettivi familiari che, oltre a dover sopportare i disagi propri della patologia, si vedono costretti ad affrontare ogni giorno le criticità di una gestione delle erogazioni di servizi e prestazioni non certo all'altezza della situazione.

Indirizziamo questo appello al Presidente Bardi e alle anime di questa nuova maggioranza che hanno più contezza del settore sanitario. Gli stessi neo consiglieri di maggioranza, come Leone e Vizziello, uomini che la sanità la vivono quotidianamente, si facciano portatori di buon senso e agiscano anch’essi nella direzione del cambiamento. Così in una nota Gianni Perrino, M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

sabato 16 marzo 2019

Perrino (M5S): "Le criticità della diabetologia a Matera e il sistema malato della sanità lucana"


POTENZA - È indubbio che gran parte del futuro di questa regione passa da una corretta gestione del comparto sanitario. Una buona fetta del bilancio regionale è proprio dedicato alla sanità per dare attuazione all’articolo 32 della Costituzione, ma nei fatti non sempre è così e sono gli scandali e le storture a confermare questo assunto.

Nel corso di questa consiliatura sono stati tanti gli aspetti che abbiamo affrontato durante i lavori della quarta commissione. Uno, quello che meglio rappresenta lo stato claudicante del diritto alla salute nella nostra regione, è quello relativo all’assistenza ai diabetici. Purtroppo non sono bastate le audizioni in commissione e i continui solleciti all’amministrazione regionale per dare una risposta ai rilievi che associazioni, come l’A.DI.M. Onlus, hanno posto negli ultimi mesi.

Continuano ad arrivarci segnalazioni sulle criticità nell’assistenza di questa delicata patologia all’interno dell’ASM materana. Non è ben chiaro quale sarà il ruolo e il futuro del reparto di Diabetologia dell’Ospedale di Matera dato che sembrerebbe non avere la copertura specialistica necessaria per l’assistenza ai diabetici. Inoltre sono arrivate segnalazioni sulla scarsa organizzazione, su drastici aumenti delle visite intramoenia e sulla fornitura delle apparecchiature per il trattamento della patologia (es. microinfusori e holter glicemici).

Occorre ripartire dall’ascolto dei pazienti e metterli al centro delle future politiche di riordino sanitario per ridare dignità a gran parte del comparto. In questi anni ci siamo spesso imbattuti su argomentazioni che spesso mettevano da parte il diritto alla salute: l’ANAC, nel 2016, evidenziava diffuse criticità sotto il profilo normativo, programmatorio, organizzativo e operativo, per quanto riguarda le gare del sistema sanitario regionale (quasi 60 milioni di euro in appalti poco trasparenti); la Procura di Matera, nel luglio 2018, ha messo nero su bianco il diffuso malcostume nella gestione amministrativa dell’ASM materana con l'esplosione dello scandalo ‘Sanitopoli’. Coloro che dovevano decidere per il bene comune si sono spesso rivelati complici di un sistema marcio e come risultato abbiamo tassi di emigrazione sanitaria che prosciugano i bilanci regionali (circa 40 milioni di euro di passività nell'ultimo anno). È finito il tempo delle spallucce: c’è immediato bisogno di invertire la rotta. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

venerdì 15 marzo 2019

Asm Matera, Perrino: "informeremo Ministro Grillo su difficile situazione operatori in stato di agitazione"


POTENZA - La pentola a pressione della sanità materana sta per saltare nuovamente. Questa volta non ci sono di mezzo evidenziatori o concorsi affidati a commissioni che manipolano le graduatorie, bensì lo stato di agitazione proclamato lo scorso 20 febbraio dalle organizzazioni sindacali a seguito dell’azzeramento delle progressioni orizzontali con conseguenti penalizzazioni a livello economico per i lavoratori del comparto.

La situazione sembra volgere al peggio, avendo l'Azienda con DDG n.229/2019 deliberato la nullità in parte qua dei trasferimenti di risorse tra il fondo produttività ed il fondo fasce derivanti dagli Accordi Sindacali di cui alla Deliberazione n.1096/2010 per l’importo di €.634.000,00 ed alla Deliberazione n.531/2016 per l’importo di €.200.000,00. Le sigle sindacali sono pronte a dare battaglia dato che, oltre al mancato riconoscimento in busta paga di quanto stabilito in sede di contrattazione decentrata, si dispone il recupero delle somme erogate dal 2010 ad oggi. Inutile dire che avevamo sollecitato la Presidente della Giunta Regionale facente funzioni Flavia Franconi, ma da Potenza non ci è giunto alcun segnale. Sottoporremo al Ministro Giulia Grillo anche questa grave situazione che, ancora una volta, vede scaricare tutto il peso della mala gestio dei vertici dell'Azienda su lavoratori e cittadini. Così in una nota Gianni Perrino, Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

lunedì 11 marzo 2019

Leggieri: "Tagli al servizio di pulizie e ausiliariato al San Carlo, ennesimo fallimento del Sistema targato Pittella"

POTENZA - I tagli al servizio di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza sono un grave danno non solo per gli oltre 260 lavoratori, che hanno scioperato lo scorso 8 marzo e che si troveranno a ricevere stipendi sempre più miseri, ma per tutto il servizio sanitario regionale.

Pittella e i suoi alleati del centrosinistra nei mesi scorsi forse sono stati troppo impegnati a occuparsi di vicende giudiziare, come Sanitopoli, o di strategie elettorali salva poltrone, e non sono riusciti a impegnarsi a garantire un servizio dignitoso ai cittadini e un lavoro degno di questo nome ai dipendenti che si occupano di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza.

La situazione che si è creata riflette chiaramente lo stato di cattiva amministrazione e di assoluto pressappochismo, in cui versa non solo il servizio sanitario ma tutta la macchina amministrativa della Regione Basilicata.

Il taglio delle ore di servizio previsto nei nuovi contratti d’appalto, infatti, non danneggia soltanto gli oltre 260 lavoratori che vedono una netta riduzione degli stipendi, ma anche gli utenti del servizio sanitario regionale, quindi, tutti i lucani che accedono a un servizio ridotto e sono in questo modo direttamente danneggiati.

Ridurre le ore lavorative comporta necessariamente un servizio di pulizia e di assistenza ridotto rispetto a quello attualmente garantito nel principale nosocomio di Basilicata con il conseguente depauperamento ulteriore del servizio sanitario regionale.

Se solo il Sistema targato Pittella e PD non si fosse occupato di vicenze giudiziarie, di campagne elettorali e di strategie salva poltrone, oggi forse avremmo la garanzia di un servizio sanitario più efficiente e di un lavoro dignitoso per tutto il personale impegnato nel servizio di pulizia e ausiliariato presso l’Ospedale San Carlo di Potenza. I cittadini e i lavoratori non possono più aspettare i tempi morti della politica né possono subire ulteriormente i ritardi di una classe dirigente ormai assolutamente autoreferenziale e indifferente alle problematiche reali del popolo lucano.

Ancora una volta, purtroppo, siamo qui a denunciare gli abusi commessi nei confronti dei lavoratori lucani. Stiamo parlando di oltre 260 famiglie che attualmente vivono in pieno disagio nel totale silenzio delle istituzioni, in una regione dove, in virtù delle ultime inchieste sulla sanità, solo i raccomandati vanno avanti. Chi paga le conseguenze, di questo sistema corrotto e becero, sono sempre le fasce più deboli lasciate al loro destino nell’ansia e nell’incertezza.

La riduzione degli stipendi percepiti è un un vero e proprio insulto alla dignità e al diritto al lavoro. Una situazione ormai insostenibile soprattutto perché spesso ci troviamo di fronte a famiglie monoreddito, e quindi diminuire gli stipendi significa mettere in seria difficoltà la vita quotidiana di queste persone.

Noi come Movimento 5 Stelle stiamo dalla parte di tutti quei lavoratori che ogni giorno vedono i loro diritti fondamentali calpestati senza ritegno, e pretendiamo i massimi livelli di qualità del servizio sanitario.

Chissà cosa pensa Trerotola, il nominato di Pittella, di questa vicenda. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.

sabato 2 marzo 2019

Perrino (M5S): "Informato il Ministro Grillo sulla nomina di Pietro Quinto a direttore della UOC"

POTENZA - C’è un limite a tutto, ma in Basilicata questo limite sembra perdersi nell’infinito spazio cosmico. Così, a meno di un anno dallo scandalo ‘Sanitopoli’, ci ritroviamo a commentare l’ennesimo atto discutibilissimo dell’Azienda Sanitaria Locale di Matera: si tratta di un avviso interno per l’attribuzione dell’incarico di direttore della UOC - Direzione Attivita’ Amministrative Distrettuali recante la presa d’atto del verbale della commissione di valutazione, il conferimento dell’incarico di direttore e l’approvazione schema di contratto individuale di lavoro.

A beneficiare di questo avviso interno della durata di ben 7 giorni è stato Pietro Quinto, lo stesso Pietro Quinto che nel luglio scorso è stato raggiunto dalle misure cautelari del GIP di Matera che lo riteneva "il collettore delle raccomandazioni” provenienti dall’ex presidente della Regione Basilicata, Marcello Pittella.

Nel giro di poche settimane dalla revoca delle misure restrittive, quello che è considerato il principale responsabile - dopo l'ex presidente della giunta regionale Pittella - dei fatti oggetto di indagine, ritorna come nulla fosse a ricoprire una posizione apicale nella gestione amministrativa dell'azienda sanitaria locale di Matera.

Chissà cosa ne penserà l’aspirante presidente, nonché farmacista, reperito all’ultimo istante da Marcello Pittella per fare un po’ di maquillage alla sequela di disastri messi in fila durante la legislatura che si sta per concludere.

Abbiamo ritenuto opportuno informare il Ministro della Salute, Giulia Grillo, relativamente a questa vicenda che, a nostro avviso, rappresenta un atto al di sopra di qualunque considerazione di buonsenso ed opportunità. La Basilicata ha bisogno di un vero e proprio hard reset che solo il M5S potrà mettere in atto. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.

venerdì 22 febbraio 2019

Perrino e Leggieri: “Regione renda operativo nuovo Piano liste d’attesa”


POTENZA - La Regione renda operativo, senza alcun ritardo, il nuovo Piano per la gestione delle liste d'attesa (PNGLA). Con l’approvazione del nuovo Piano per la gestione delle liste d’attesa (PNGLA) prende il via un fondamentale percorso di avvicinamento della sanità pubblica verso i cittadini che si aspettava da anni. Il piano non è stato mai applicato e questo ha compromesso l’intero sistema delle prestazioni e, nel tempo, consolidato le storture che sono sotto gli occhi di tutti. Con l’intesa raggiunta in Conferenza Stato-Regioni tra il Ministro della Salute, Giulia Grillo, e le Regioni sul Piano di abbattimento delle liste d’attesa, si stabilisce il tempo massimo entro il quale dovranno essere garantite prestazioni e ricoveri. L’azione propulsiva del Ministero della Sanità ha consentito di apportare importanti novità alla strategia di abbattimento delle liste di attesa. Ora il testimone passa alle Regioni e ai rispettivi governatori. Con il Movimento 5 Stelle al governo della Regione, si darà immediatamente seguito a quanto stabilito nel PNGLA e, finalmente i DG dovranno rispettare i livelli di performance stabiliti, consci del fatto che in caso contrario verranno sostituiti. La richiesta di dare subito seguito a quanto stabilito nel PNGLA viene presentata oggi in tutte le Regioni italiane da parte dei gruppi consiliari del M5S, in modo coordinato e unitario. Così in una nota Gianni Perrino e Gianni Leggieri, Movimento 5 Stelle Basilicata - Consiglio Regionale.

giovedì 21 febbraio 2019

Stato di agitazione ASM Matera, Perrino: "Franconi si attivi per evitare ripercussioni negative sui servizi"


POTENZA - Prendiamo atto della comunicazione pervenuta al Prefetto di Matera circa lo stato di agitazione del comparto ASM proclamato dalle organizzazioni sindacali. In particolare registriamo il malcontento tra diverse categorie di lavoratori, che lamentano il congelamento delle progressioni verticali che hanno determinato sostanziali penalizzazioni a livello economico. Al fine di determinare un’immediata risoluzione del problema, in pieno accoglimento dell’appello dei lavoratori e dei loro rappresentanti sindacali, abbiamo già provveduto a sollecitare l’Assessore alla Sanità e Presidente facente funzioni Franconi a intraprendere ogni utile iniziativa in merito a quanto evidenziato. Siamo consapevoli di quanto prezioso e cruciale sia il lavoro degli operatori del comparto ospedaliero e quanto sia prioritario ristabilire nell’azienda il necessario clima di serenità e rispetto reciproco. Prendiamo l’impegno di seguire l'ennesima criticità del SSR, affinché siano adottate tutte le misure necessarie per consentire ai lavoratori di operare nel pieno delle proprie competenze e con le dovute - sacrosante - gratificazioni. Si fa appello alle istituzioni a che si adoperino per scongiurare che eccessive conflittualità possano incidere in maniera negativa sulla qualità dei servizi erogati, penalizzando inevitabilmente i cittadini e chi, tra mille difficoltà, si sacrifica per sopperire alle inefficienze del Sistema Sanitario Regionale, garantendo tutti i giorni i servizi essenziali per la tutela della salute nel nostro territorio. Non si possono scaricare i costi delle criticità sempre su cittadini e lavoratori. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata.

lunedì 18 febbraio 2019

Precariato nella sanità: M5S Melfi, il punto dopo l’audizione in Commissione alla Camera


POTENZA - Non è un mistero che il comparto Sanità sia interessato da anni da tagli della spesa e dal contenimento delle assunzioni del personale. Le esigenze di professionalità sono state soddisfatte grazie al ricorso - a volte un semplice escamotage - a tipologie di lavoro flessibile anche mediante l’utilizzo di cooperative di servizi (ndr. i cui costi gravano sui capitoli per “spese per beni e servizi”) al fine di eludere i limiti di spesa per il personale.

Ciò da una parte ha consentito alle Regioni ed alle Aziende Sanitarie di rispettare i limiti di bilancio ma dall’altro ha cagionato un incremento del fenomeno del precariato, con il rischio che le prestazioni sanitarie possano essere affidate anche a persone non sempre in possesso delle necessarie competenze.

Peraltro il fenomeno ha favorito l’espandersi di logiche clientelari ed il dato - anche “giudiziario” - è sotto gli occhi di tutti.

Si è quindi consapevoli che i livelli delle prestazioni sanitarie debbano essere legati ad una seria politica del personale; in sintesi solo con nuove assunzioni e con la corretta stabilizzazione del personale precario i pazienti potranno avere un’offerta sanitaria adeguata e di qualità.

Di questo si è parlato il 5 febbraio in Commissione Affari Sociali alla Camera dei Deputati con i rappresentanti degli operatori socio sanitari dell' Asl Caserta, assistiti degli avvocati Raffaele Bencivenga, Angela Bisogno, Pasquale Fedele e Rosalba Rispo. L'incontro, che ha consentito di fare il punto sulle problematiche della categoria OSS, inizia ora a dare i primi frutti.

Il tema, di primario interesse per i lavoratori precari del “pianeta sanità” ma anche e soprattutto per la qualità dell’offerta sanitaria che si fornisce all’utenza nel rispetto dei livelli essenziali di assistenza sanitaria, ha avuto immediato riscontro con l'interpellanza dei Deputati: Sportiello, D'Arrando, Baroni, Bologna, Guidolin, Lapia, Lorefece, Mammi', Menga, Nappi, Nesci, Provenza, Sapia, Sarli, Trizzino, Troiano, Volpi.

Il 15 febbraio, il Ministro Giulia Grillo ha argomentato richiamando le previsioni della legge n. 208/2015 (legge di stabilità 2016) ed il piano straordinario di assunzioni nel Servizio Sanitario Nazionale, in parte riservate ai lavoratori precari.

La normativa prevedeva, allo scopo di assicurare che tali assunzioni straordinarie tenessero conto dei reali fabbisogni degli Enti del Servizio Sanitario Nazionale, che le Regioni dovessero presentare un apposito piano dei fabbisogni, da sottoporre alle valutazioni dei Tavoli di verifica degli adempimenti e di monitoraggio.

«Per la Basilicata - dichiara Angela Bisogno Consigliere Comunale del M5S - nei prossimi giorni provvederò a chiedere le informazioni necessarie per capire “lo stato dell’arte” e cioè se l’Assessorato alla Sanità abbia o meno predisposto ed inviato al Ministero il Piano dei Fabbisogni, e ciò in ossequio alla normativa vigente, oppure abbia preferito riservarsi il tema delle assunzioni come affare interno da gestire in casa per soddisfare logiche clientelari, magari favorendo la Cooperativa di qualche amico o vicina alla propria forza politica in vista delle Elezioni Regionali.

La dignità del lavoro passa attraverso un lavoro stabile e la riduzione del precariato. Chi alimenta il precariato lo fa solo per coltivare il proprio bacino di voti, per il ricatto elettorale ai padri di famiglia e per chi una famiglia non ha la possibilità di formarla.

Il lavoro è un diritto e non una graziosa concessione! Continueremo a seguire la vicenda nelle sedi opportune.»

sabato 16 febbraio 2019

Salute: XII Giornata Mondiale malattie rare, "Integriamo l’Assistenza Sanitaria con l’Assistenza sociale"

MATERA - Amaram, associazione Malattie Rare dell’Alta Murgia, AIFP, Associazione Italiana Febbri periodiche, Assieme, associazione per il sostegno e l’integrazione degli emofilici in età evolutiva ed adulta, aimnr puglia Associazione Italiana Sindrome X Fragile, Associazione Sclerosi tuberosa, Aip Associazioni Immunodeficienze primitive, Fondazione Alessandra Bisceglia W Ale Onlus, Associazione rete malattie rare onlus, una rete di associazioni uniti insieme per la dodicesima giornata mondiale sulle malattie rare che si svolgerà a Matera, nella suggestiva Capitale europea della cultura .

L’evento dal titolo “ integriamo l’ Assistenza Sanitaria con l’Assistenza sociale” si svolgerà in due giornate con un ricchissimo programma che toccherà gli argomenti salienti sulle malattie rare di interesse sia clinico che scientifico, con la partecipazione dei molti medici, tra cui:-

Giulia Motola – Centro Regionale Malattie Rare Regione Basilicata

Giuseppina Annicchiarico – CoReMaR AReSS Puglia

Domenica Taruscio – CNMR ISS Roma

Luigi Macchia – Università di Bari “Aldo Moro” – Policlinico di Bari

Riccarda Scaringella – Rete Regionale A.Ma.Re Puglia

Salvatore Buono – AORN Santobono – Pausilipon Napoli

Pietro Masciandaro – PO “Madonna delle Grazie” Matera

Giovanni Neri – Università Cattolica del S. Cuore – Policlinico Gemelli Roma

Marina De Tommaso – Università di Bari “Aldo Moro”- Osp. Ped. “Giovanni XXIII” Bari

Francesca Elifani – IRCCS NeuroMed Istituto Neurologico Mediterrano

Angelo Vacca – Università di Bari “Aldo Moro” – Policlinico di Bari

Carlo Sabbà – Università di Bari “Aldo Moro” – Policlinico di Bari – Centro di Assistenza e Ricerca Sovraziendale per le Malattie Rare – Puglia

Salvatore Cucchiara – Università Sapienza Roma – Policlinico Umberto I Roma

Paola Giordano – Università di Bari “Aldo Moro” – Osp. Ped. “Giovanni XXIII” Bari – SIP Puglia

Baldassarre Martire – Università di Bari “Aldo Moro” – Policlinico di Bari

Cosmoferruccio De Stefano – IRCCS Osp. Pediatrico “Bambino Gesù” Roma

Maurizio Margaglione – Ospedali Riuniti di Foggia

Domenico Dell’Edera – PO “Madonna delle Grazie” Matera

L’evento, gratuito e aperto a tutta la cittadinanza, è accreditato per l’ottenimento dei crediti n.7 ECM [Medico Chirurgo(tutte le discipline), Odontoiatra, Biologo, Farmacista, Infermiere, Ostetrica, Fisioterapista, Psicologo, Tecnico Sanitario Laboratorio Biomedico, Tecnico Sanitario di Radiologia Medica]

Vi aspettiamo, presso l’ auditorium Presidio Ospedaliero “Madonna delle Grazie” di Matera, 22 e 23 febbraio 2019.

sabato 2 febbraio 2019

La Fials interviene sul 'depotenziamento' dell’Ospedale di Lagonegro


POTENZA - Alla Fials, viene segnalata la riduzione dell’attività del Centro trasfusionale di Lagonegro che, nel caso corrisponde alla realtà, indebolisce in modo significativo il sistema dell'emergenza urgenza nell'area sud della provincia di Potenza.

A lanciare l'allarme è il segretario provinciale della Fials, Giuseppe Costanzo.

All'ospedale di Lagonegro, infatti, afferiscono per il fabbisogno di sangue le sedi ospedaliere di Lauria, Maratea e Chiaromonte, oltre alle numerose richieste trasfusionali provenienti dal servizio di assistenza domiciliare dei pazienti (Adi).

Va ricordato, inoltre, che è anche un Presidio ospedaliero con l’U.O. di ostetricia. Vi fanno capo anche numerose richieste per pazienti provenienti dalle zone limitrofe della Calabria e Campania, territori lontani da altre strutture ospedaliere. Il Centro Trasfusionale deve inoltre fronteggiare, purtroppo, le eventuali emergenze trasfusionali dovute ad incidenti autostradali sul tratto lucano dell'A2.

“Nonostante questo ruolo centrale – spiega Giuseppe Costanzo - per garantire il fabbisogno di sangue in un'area vasta, e assai distante da altri centri trasfusionali, da ieri, venerdì 1 febbraio, è stata sospesa la reperibilità pomeridiana e notturna dal lunedì al sabato del personale del Centro Trasfusionale.

Sembra invece confermata la reperibilità festiva dalle 8 alle 20 al Centro Trasfusionale in copresenza di un tecnico e di un laureato, al fine di gestire le raccolte di sangue provenienti dal territorio e per fronteggiare eventuali emergenze trasfusionali”.

“E' stato disposto – aggiunge il segretario della Fials - il trasferimento di una frigoemoteca al Pronto Soccorso di Lagonegro con 2 unità di zero negativo, da utilizzare nei casi di emergenza (imminente pericolo di vita dei pazienti), ed eventuali unità di sangue compatibilizzate in orario di servizio per i pazienti ricoverati.

I reparti che inoltrano le maggiori richieste trasfusionali sono: il Pronto Soccorso, l'Ortopedia, la Chirurgia, la Medicina e la Rianimazione.

“C'è infine – precisa Costanzo – la stessa collocazione del Centro Trasfusionale crea disservizi essendo distaccata (l'ASP) rispetto all'ospedale, determina disfunzioni nel servizio di trasporto delle richieste, dei campioni e delle unità di emocomponenti”.

“Chiediamo quindi alla nuova Direzione dell’A.O. Regionale San Carlo di Potenza e alla Regione Basilicata – conclude il Responsabile sindacale della Fials – che il servizio sia ricollocato nella sede più idonea ed efficace, l'ospedale, mentre si deve provvedere al più presto a ripristinare la copertura pomeridiana e notturna nel corso della settimana implementando il personale necessario”.