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giovedì 26 marzo 2020

"Sicurezza dei medici = sicurezza dei cittadini - Vicini al picco: come cambia l’assistenza sanitaria"


MATERA - In questi giorni veniamo a conoscenza di molti colleghi contagiati ed alcuni deceduti nello svolgimento del loro lavoro. Tra le cause della diffusione del contagio e dell’alta percentuale di sanitari coinvolti c’è la carenza e talvolta l’assoluta mancanza dei necessari strumenti di protezione. Le mascherine, anche quelle chirurgiche, sono bene così prezioso che ai medici ospedalieri è fatto obbligo di adoperarle solo nei reparti di malattia infettiva e di terapia intensiva.

I medici di famiglia, pediatri e medici di continuità assistenziale hanno ricevuto dall'azienda sanitaria appena tre mascherine fpp2 che garantiscono una protezione massima di 8 ore ciascuna.

Da qui l'invito, che oggi diventa un obbligo, di non recarsi in pronto soccorso, o presso gli studi dei medici di famiglia, pediatri e della continuità assistenziale se si ha febbre (dai 37,5 in su) e sintomi respiratori di qualunque tipo. In questi casi occorre telefonare al medico curante e seguire le sue indicazioni. Per limitare le occasioni di contagio i medici di famiglia stanno adottando il consulto telefonico: gli studi medici sono aperti ma con accesso non più libero (occorre annunciarsi per telefono o al citofono, entrando uno alla volta) e dedicati principalmente alle urgenze e alle problematiche non rinviabili. In prima persona più volte ho chiesto, sia a livello locale che regionale, che tutto il personale sanitario ricevesse i dispositivi di protezione individuale (DPI) necessari per affrontare l’emergenza. A tal proposito ringrazio i LIONS, di Matera Host e della Città dei Sassi, che hanno donato delle mascherine e con loro anche il Consiglio Direttivo dell’Ordine dei Medici Chirurghi e Odontoiatri della Provincia di Matera, che su mia proposta, all’unanimità, ha deliberato la somma di ventimila € per l’acquisto di DPI e materiale sanitario per i medici del territorio.

I medici, attraverso un colloquio telefonico approfondito, sono in grado di riconoscere tra i pazienti clinicamente sospetti quelli da poter trattare a domicilio e quelli con sintomi più gravi che necessitano di ricovero ospedaliero. In un periodo di diffusione del contagio come quello attuale tutti i pazienti con sintomi respiratori acuti devono essere considerati casi sospetti, come scrive la stessa Task force regionale: ecco perché l’esecuzione del tampone per la conferma dell’infezione è una pratica utile ma solo in casi selezionati. Va precisato che il tampone negativo oggi (paziente non infetto) non equivale a tampone negativo sempre (il contagio potrebbe svilupparsi a distanza di pochi giorni). Il tampone poi non può essere richiesto dal cittadino ma solo dall’ufficio di igiene e sanità pubblica, sulla base della segnalazione inviata dal medico curante.

Anche le misure per il contenimento del contagio quali quarantena, isolamento o permanenza domiciliare fiduciaria sono adottate su provvedimento dell’Autorità Sanitaria.

Le persone che meritano una particolare attenzione sono quelle che, pur senza avere sintomi, hanno avuto contatti stretti con persone positive al Coronavirus: pensiamo alle persone che vivono nella stessa casa o luogo di lavoro, a coloro che siano stati vicini per più di 15 minuti e a meno di 2 metri di distanza. Il contagio potrebbe manifestarsi dopo un periodo di 7-14 giorni.

Per ridurre il rischio di contagio e gli spostamenti dei cittadini la protezione civile ha previsto che non sia più necessario il ritiro del promemoria cartaceo o della ricetta rossa per la prescrizione dei farmaci: il promemoria o il numero di ricetta elettronica (NRE) potrà essere inviato per mail al cittadino che poi, in ragione dello stato di necessità e derogando dalle norme europee sulla privacy, potrà inoltrarlo al suo farmacista, ma sempre con il consenso di quest’ultimo.

Concludo esprimendo la vicinanza mia e dell’Ordine dei Medici di Matera a tutti i colleghi ospedalieri, specialisti ambulatoriali, medici di medicina generale e pediatri di libera scelta che continuano a prendersi cura della salute dei cittadini, anche a rischio della propria vita, offrendo in questo periodo la più ampia disponibilità telefonica dalle 8 alle 20, e ai medici di continuità assistenziale in servizio la sera dalle 20 alle 8 e nei giorni prefestivi (dalle ore 10) e festivi. A tutti un grazie di cuore! Così in una nota il dott. Severino Montemurro,  Presidente dell’Ordine dei Medici di Matera.

venerdì 20 marzo 2020

Fico: "Sanità pubblica è stata depredata"


ROMA - "Io sono per la sanità pubblica. La sanità pubblica è stata depredata negli anni, dobbiamo ripartire dalla sanità pubblica, valorizzarla con una spesa pubblica adeguata. Abbiamo pochi posti in terapia intensiva a causa dei tagli e dobbiamo aumentarla". Lo ha detto il presidente della Camera Roberto Fico a Radio 24.

"Credo che entro l'1 maggio il superdecreto sarà convertito", ha dichiarato il presidente della Camera riferendosi al dl Cura Italia. Il presidente di Montecitorio ha fatto un appello alla politica "a essere uniti più che mai in una emergenza che coinvolge tutti" perchè "noi siamo semplici servitori dello Stato".

domenica 1 marzo 2020

Coronavirus: contagiati in Italia salgono a 1.694

(via Corriere.it)

ROMA - Aumentano di ora in ora i numeri dei casi di covid-19 in Italia. Sale a 1.694 il numero di casi nel nostro Paese. A riferirlo il commissario all'emergenza Angelo Borrelli nel punto stampa delle 18. Le vittime sono 34. Sono 401 le persone "ricoverate con sintomi", il "38% del totale delle persone colpite da coronavirus" e il "10%", ossia 105, "è in terapia intensiva", ha aggiunto.

Ai 1.049 casi annunciati dal commissario all'emergenza Angelo Borrelli vanno sommati 50 guariti e 29 deceduti, che portano il totale a 1.128.

giovedì 27 febbraio 2020

Fials Potenza: no a nuovi lavoratori precari nella Sanità


POTENZA - La Segreteria Fials di Potenza apprende _dichiara Giuseppe Costanzo Segretario Provinciale- che con determina diringenziale n° 20AB.2020/D.00021 del 19/2/2020, viene aggiudicato il bando di gara per la conclusione di un Accordo Quadro per l’affidamento del servizio di somministrazione di lavoro temporaneo che interesserà Aor San Carlo, Asm Matera, Asp Potenza, Irccs Crob e Regione Basilicata.

Un Bando tra l'altro datato 04/12/2017 del valore di 45 milioni e mezzo di euro che già a suo tempo la Fials contestò, chiedendo l annullamento della procedura.

Il ricorso al lavoro interinale, a nostro avviso, contravviene anzitutto all'imparzialità, rispondendo a logiche lontane da trasparenza e merito. Inoltre, questa tipologia di contrattualizzazione, oltre a ledere l’autonomia professionale dei lavoratori, costantemente sotto il “ricatto” della perdita del posto, diventa per l’ente pubblico un costo maggiore in quanto, oltre al personale, bisogna aggiungere anche il costo dell’agenzia interinale.

Costanzo afferma che lo scenario assunzionale nel frattempo ha subìto delle evoluzioni in quanto le aziende hanno attivato Avvisi Pubblici per l’assunzione a Tempo Determinato per diverse figure professionali; Di conseguenza anche sostituzioni di lunghe assenze o periodi di ferie, nell’ambito di una sistematica programmazione, possono trovare copertura temporanea attraverso tali graduatorie.

Diventa incomprensibile e priva di ragionevolezza ricorrere ad una procedura di assunzione di lavoro interinale.

Pertanto -conclude Costanzo- è necessario che le Aziende Sanitarie e Regione Basilicata non recepiscano quanto approvato e aggiudicato dal DIPARTIMENTO SUA DELLA REGIONE BASILICATA, come da Determina sopra indicata, ma di dare avvio alla stagione dei concorsi pubblici regionali in modo da esaurire completamente il precariato, come ha già annunciato da tempo l’Assessore al ramo, Rocco Leone, e più volte richiesto anche dalla Fials; Ma ad oggi nulla di concreto viene messo in atto.

lunedì 24 febbraio 2020

Basilicata: Covid - 19 (Coronavirus): ordinanza del presidente della Giunta Regionale


POTENZA - Il Presidente della Giunta Regionale della Basilicata, Vito Bardi

Visto il Decreto Legge emanato dal Consiglio dei Ministri in corso di pubblicazione recante “Misure in materia di contenimento e gestione dell’emergenza epidemiologica da COVID-2019”;

Visto l’art. 32 della Legge n. 833 del 23/02/1978, secondo cui il Presidente della Giunta Regionale può emanare urgenti ordinanze in materia di Igiene, Sanità pubblica e Polizia veterinaria estese all’intero territorio regionale;

Vista la circolare del Ministero della Salute n. 5443 del 22/02/2020;

Vista l’Ordinanza del Ministro della Salute del 21/02/2020;

Considerato che a seguito dell’interruzione di tutte le attività scolastiche, universitarie e di alta formazione professionale nelle regioni Piemonte, Lombardia, Veneto, Emilia-Romagna e Liguria si prevede un rilevante flusso di residenti rientranti in Basilicata;

Ritenuto indispensabile censire tutti i residenti provenienti dalle suddette regioni al fine di contenere eventuali contagi;

Ordina che:

- tutti i cittadini che rientrano in Basilicata provenienti dal Piemonte, Lombardia, Veneto, EmiliaRomagna e Liguria o che vi abbiano soggiornato negli ultimi 14 giorni dovranno rimanere in quarantena presso il proprio domicilio per 14 giorni, comunicando la propria presenza ai competenti Servizi di Sanità Pubblica;

- i Sindaci di tutti i comuni della Basilicata in collaborazione con tutte le altre istituzioni comunali censiranno i cittadini provenienti dalle suindicate regioni.

L’Ordinanza è inoltrata ai Prefetti competenti per territorio ai fini della notifica ai Comuni della Basilicata ed è pubblicata sul sito web della Regione Basilicata.

mercoledì 13 novembre 2019

Accreditamento strutture psichiatriche, annullata la manifestazione


La mobilitazione degli operatori delle strutture residenziali psichiatriche, che si sarebbe dovuta svolgere venerdì 15 novembre, è stata annullata. Lo hanno deciso i lavoratori a margine dell’incontro che si è tenuto lunedì in Regione tra l’assessore alla Sanità Rocco Leone, i rappresentanti dell’Alleanza delle cooperative Basilicata e i sindacati Cgil, Cisl e Uil, a cui hanno preso parte anche il direttore generale Esposito e il dirigente dell’Asp Bochicchio. Nel corso dell’incontro, richiesto dalle rappresentanze e accolto dall’assessore, Leone ha registrato piena sintonia con le motivazioni espresse e ha garantito la volontà di procedere in tempi molto rapidi all’accreditamento istituzionale delle strutture residenziali psichiatriche, allineando così la Basilicata alla normativa nazionale.

L’accreditamento, che garantisce maggiore qualità dei servizi attraverso la verifica e la valutazione continua degli standard nonché attraverso la valorizzazione delle buone pratiche assistenziali e riabilitative, inibisce dunque pericolosi cortocircuiti tra aziende sanitarie e istituzioni che non solo avrebbero messo a rischio i posti di lavoro degli operatori del settore, ma avrebbero incrinato l’intero sistema sanitario psichiatrico lucano, da tempo considerato un’eccellenza a livello nazionale e internazionale.

Il presidente dell’Alleanza delle cooperative Basilicata Giuseppe Bruno, i copresidenti Giuseppe Nicola Crocco e Innocenzo Guidotti, il responsabile regionale del settore sociale Giuseppe Salluce si dichiarano molto soddisfatti dei contenuti dell’incontro con l’assessore Leone monitorando che l’iter si completi nei tempo concordati, fornendo tutta la propria disponibilità affinché si proceda celermente.

venerdì 8 novembre 2019

La Fials sul blocco dei nulla osta tra Aziende Sanitarie Regione


La Fials Basilicata chiede un intervento da parte dell’Assessore alla Salute - a dichiarare è la Segretaria Regionale della Fials Luciana Bellitti- per il mancato rilascio del nulla osta per mobilità e/o comandi tra le stesse Aziende Sanitarie delle Basilicata (in particolare l'Ospedale San Carlo, l'ASM di Matera e il CROB), nonostante la presenza di valide graduatorie o percorsi di reclutamento avviati non concedono ai dipendenti facenti richiesta i nulla osta.

La Bellitti dichiara che i meccanismi di rigidità in atto nel concedere i nulla osta da parte delle Aziende penalizza i dipendenti che manifestano la volontà di avvicinarsi al luogo di residenza (per motivi familiari ed anche professionali ecc.), perdendo occasioni che probabilmente non si ripeteranno più.

Stiamo assistendo anche blocchi difronte a richieste di assegnazione temporanea in entrata a sostegno della maternità e paternità (art. 42/bis d.lgs 151/2001); Si segnalano anche dinieghi o lungaggini inutili per i cambi compensativi.

I dipendenti appartenenti alle categorie protette, che per motivi di salute inoltrano domanda di mobilità compensativa per avvicinarsi alle proprie famiglie per essere più facilmente assistiti, sono sottoposti ad attese estenuanti poiché i dirigenti, pur di trattenerli in servizio, rimandano le responsabilità e le decisioni tra i vari uffici (ufficio legale e personale).

Il paradosso è che, le aziende spesso, sono già in possesso di graduatorie delle stesse figure professionali che ne fanno richiesta, per cui si potrebbero contestualmente provvedere alla sostituzione del personale in uscita o risolvere con altre procedure di reclutamento, purtroppo invece di fare rete in un Sistema Sanitario che attraversa mille difficoltà le Aziende citate viaggiano a senso unico senza un minimo di condivisione e supporto reciproco per il reclutamento del personale a garanzia di una sanità lucana che dia riposte ai cittadini.

La Segreteria Fials della Regione Basilicata, come afferma Luciana Bellitti, fa un appello all’Assessore Leone al fine d’intervenire per garantire ai lavoratori il diritto ad avvicinarsi alle loro famiglie, ai luoghi di residenza, tenendo conto anche delle spese economiche che mensilmente sostengono (fitti esosi, viaggi, ecc.) e problematiche familiari e di salute da affrontare.

Siamo fiduciosi che la Regione Basilicata porgerà la necessaria attenzione ai fini della tutela e del benessere dei lavoratori a servizio della nostra Sanità.

giovedì 24 ottobre 2019

L'Alleanza cooperative sociali interviene in merito all'interruzione del servizio Centro diurno di Lauria


L’Azienda sanitaria locale di Matera ha disposto l’interruzione del servizio Centro diurno di Lauria, struttura semiresidenziale riabilitativa per soggetti con patologie psichiatriche autori di reato gestita da novembre 2017 da un’associazione di cooperative sociali. Non è però ancora chiaro in che modo si interrompe il servizio e se e in che modo il Servizio pubblico si fa carico degli utenti. In un quadro di completa indefinitezza, le cooperative richiedono chiare indicazioni per evitare atti di irresponsabilità, ovvero violazioni di legge e di deontologia per interruzione di pubblico servizio: un aspetto che in questo momento pare non riguardare l’Azienda sanitaria, che pone l’accento unicamente sulla parte contabile e amministrativa.

Questa la cronologia degli avvenimenti. In data 1° agosto 2019 l’Azienda sanitaria locale di Matera comunicava all’associazione delle cooperative sociali che, pur essendo il contratto scaduto il 31 gennaio 2019, gli stessi proseguivano tacitamente e indebitamente il servizio richiedendo il pagamento per il periodo successivo alla scadenza. L’Azienda affidataria quindi esigeva nota di credito dalle cooperative non riconoscendo il servizio prestato (il cui pagamento peraltro risulta non ancora corrisposto). L’associazione delle cooperative precisava quindi che mai nessuna nota di interruzione era stata inviata dall’Asm, che il servizio proseguiva regolarmente visti anche gli ulteriori invii di utenti da parte del Servizio pubblico avvenuti oltre la data del 31 gennaio e sottolineando che le attività garantite, e tutt’ora in corso, sono regolarmente autorizzate dallo stesso Servizio pubblico di riferimento e che, in particolare, non è possibile interrompere un pubblico servizio in assenza di provvedimenti e indicazioni da parte dell’Azienda. I gestori richiedevano quindi all’Azienda sanitaria provvedimenti e indicazioni per la cessazione del servizio, in sostanza a chi consegnare le chiavi. Richiesta tuttora inevasa perché l’Azienda sanitaria, con una successiva nota dello scorso 16 ottobre, si limitava a ribadire la richiesta di nota di credito, escludendo la fondatezza della pretesa di pagamento, senza alcun cenno sulle modalità di cessazione.

“E allora il paziente dove lo metto?” Non si era detto che le politiche, i servizi e l’operato delle istituzioni partono dalla persona, dalla sua centralità, dai suoi bisogni? È sempre più evidente che la crescente debolezza del sistema pubblico ha come effetto il burocratismo difensivo, l’anteporre le carte alla persona. Nei presidi sociosanitari, istituzionalmente preposti a garantire la cura e la tutela a partire da persone a bassa contrattualità sociale, tale meccanismo risulta devastante. Le cosiddette categorie vulnerabili diventano sempre più trasparenti, invisibili.

La vicenda di Lauria è emblematica. Tanto accade quando non si ha, o si perde, la memoria storica, dimenticando che la Basilicata ha rappresentato e rappresenta uno dei più importanti presidi della riforma psichiatrica basagliana. Quando si ignora che l’esperienza psichiatrica di Matera è parte del primo dossier di candidatura di Matera a capitale europea della cultura 2019. Quando non ci si ricorda che la cooperazione sociale ha avuto in Basilicata un ruolo decisivo nel superamento dell’ospedale psichiatrico, che le esperienze di residenzialità della nostra regione sono accreditare in Europa nella logica della comunità terapeutica democratica. Quando si ignora il paradigma di fondo della salute mentale di comunità e si è incapaci di cogliere il valore delle buone pratiche nate e attuate in Basilicata, dove sono nate le prime esperienze nazionali di supporto all’abitare. Quando si assiste alla progressiva desertificazione del territorio nell’inerzia e senza porvi alcun argine. Quando si ignora che un welfare di comunità presuppone processi di partecipazione democratica attraverso luoghi e momenti di co-programmazione e co-progettazione. Quando alle logiche di integrazione e di connessione si preferisce il difensivismo burocratico.

Alleanza delle cooperative Basilicata

venerdì 27 settembre 2019

Gambardella (Cisl): "Ripartire dalle persone e dai territori per costruire la sanità futura"


di Enrico Gambardella, segretario generale della Cisl Basilicata - Esaurita la fase di rodaggio della nuova giunta regionale, è tempo, se non di fare un primo bilancio, quanto meno di cogliere le linee di tendenza che emergono da questo primo scorcio di legislatura. Il tema della sanità, che caratterizzò anche la scorsa consiliatura regionale, resta un osservato speciale per il peso che ha sul bilancio della Regione e per le inevitabili ricadute che determina sulla qualità della vita delle persone. Abbiamo criticato la riforma voluta dalla giunta Pittella giudicandola poco ambiziosa: oggi possiamo dire che la direzione intrapresa dalla giunta Bardi in questi primi sei mesi non appare dissimile dalle poco edificanti esperienze del passato.

Permangono, infatti, i limiti di un'azione riformatrice tutta incentrata sulla organizzazione delle strutture e sulla distribuzione degli incarichi, questi ultimi attribuiti non sempre con la necessaria ponderazione, mentre restano nell'ombra i bisogni concreti di salute di una società in rapido invecchiamento. Permane, in sostanza, l'assenza di una programmazione e di una visione riformatrice di lungo periodo; carenze che caratterizzano, peraltro, anche altri ambiti della politica regionale, col risultato che si va affermando un modello di governo imperniato sulla gestione delle emergenze e sulla mera quadratura contabile.

Il deficit di programmazione ha però effetti deleteri su ambiti di particolare complessità, come è quello sanitario, dove anche le più lodevoli (sulla carta) intenzioni riformatrici debbono misurarsi con la domanda di salute dei cittadini e con una geografia che rende accidentata e dispendiosa la mobilità interna e costringe le famiglie a veri e propri pellegrinaggi sanitari. Due aspetti, questi, scarsamente considerati anche dalla riforma Pittella che ha prodotto un generale scadimento della qualità della medicina territoriale e un accentramento progressivo dei servizi nei grandi nosocomi regionali.

La filosofia dell'accentramento non ha prodotto i risultati sperati ma ha provocato un impoverimento dei presidi territoriali, ha svalutato le professionalità, spesso premiando più la fedeltà a certe cordate politiche che la professionalità, e ha scaricato sui bilanci delle famiglie il costo di una razionalizzazione che ha debilitato in modo grave il già fragile corpo della sanità lucana. Dopo sei mesi di governo ci chiediamo: come intende intervenire la nuova giunta regionale?

Oggi abbiamo una rete ambulatoriale che senza supporto ospedaliero è sostanzialmente una scatola vuota, incapace di rispondere con qualità e tempestività ai bisogni di salute dei cittadini e di intercettare la domanda di salute delle regioni limitrofe. Allo stesso tempo continua a mancare la saldatura, da noi auspicata, tra socio-sanitario e socio-assistenziale, che sono rimasti due mondi separati ma in conflitto. Da dove ripartire, dunque, per una sanità a dimensione di cittadino?

La nostra idea è che occorra rimettere al centro i territori e le persone rovesciando la logica dell'accentramento che alla fine ha prodotto deresponsabilizzazione e un'effimero equilibrio finanziario. Mettere al centro i territori significa rivalutare i piccoli presidi ospedalieri, non per giustificare antimoderne campagne di campanile, ma per costruire una rete diffusa di piccoli ospedali ad elevata specializzazione in grado di offrire servizi di eccellenza, di attrarre l'utenza transfrontaliera e di frenare l'emigrazione sanitaria verso altre regioni.

Mettere al centro le persone vuol dire valorizzare il lavoro di chi opera nel sistema sanitario, premiando il merito, ma anche immaginare un percorso di cooperazione interregionale che arrivi alla costituzione di una scuola medica regionale per la formazione delle professionalità della sanità futura. Mettere al centro le persone significa, soprattutto, ripartire da una lettura appropriata e non superficiale dei mutamenti sociali in corso nella nostra regione.

sabato 7 settembre 2019

Giordano (Ugl) su psichiatria Ospedali Asm


“Ci rivolgiamo direttamente all’assessore regionale alla Salute e politiche sociali Dott. Rocco Luigi Leone e al direttore generale ASM, dr. Joseph Polimeni in relazione alla psicosi, alle paure, alle domande dei pazienti e operatori sulla paventata ennesima annunciata chiusura dello storico reparto di Psichiatria dell’Ospedale ‘Papa Giovanni Paolo II’ di Policoro: per l’Ugl ha dell’incredibile. Nell’imbarazzante silenzio di tutte le Istituzioni, di tutti i partiti e di tutti i Sindacati, si starebbe permettendo un vero e proprio scempio ai danni sia del nosocomio che dell’intera collettività?”

È quanto si legge in una nota diffusa dal segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano. “Siamo alle solite, ci si gira ancora attorno al problema? Sembrerebbe che 2 dirigenti dell’U.O. Psichiatria di Policoro, stiano in imminente pensionamento: ciò, per voce di qualche pseudo organizzatore operativo si tanno diffondendo paure sia per gli ammalati, sia per i familiari, sia per chi ci lavora, di immediata chiusura del reparto. Noi – continua il sindacalista Ugl – in altri episodi, fummo definiti dal Direttore Sanitario, dott. Annese, coloro che abbaiano alla luna e continuando nell' abbaiare, vogliamo sapere se quanto da noi adesso nuovamente denunciato corrisponda a verità e se sia normale che un reparto sempre pieno di ammalati, rischi la chiusura. Perché chiudere? Oggi si vogliono creare allarmismi tra gli operatori, gli ammalati, il territorio e la nuova classe politica. La vicenda è paradossale, nasconde un qualcosa di sconosciuto, ci piacerebbe conoscere: a chi gioverebbe chiudere tale reparto, cari assessore Leone e D. G. Polimeni? Perché non si fanno avvisi a tempo indeterminato e/o chiedere la disponibilità di altri dirigenti medici? Sarebbe inaccettabile, in considerazione del fatto che l’attività svolta da tutte le unità è sempre in attivo”. Il sindacato Ugl lancia un chiaro monito sul rischio di ridimensionamento: “L’ospedale ‘Giovanni Paolo II°’ è un bene di tutti e come tale va difeso da tutte le forze sociali del territorio. Noi faremo la nostra parte. Se altri sindacati non si stanno accorgendo su quanto si sta consumando a discapito del territorio, dell’ammalato e dei tanti dipendenti, l’Ugl accende i riflettori sul futuro dell’ospedale e chiede garanzie per la struttura i cui alti livelli di assistenza medica vengono riconosciuti ed apprezzati anche dalle regioni limitrofe. La psichiatria deve rimanere ed essere potenziata, così come va consolidata la presenza di tutte le UU.OO., reparti fiore all’occhiello di quest’ospedale. Ed al contempo è necessario aumentare il numero di personale impiegato, si tratta di un ospedale che lavora sempre in emergenza e dove si riversano tanti pazienti in più, da quando sono state chiuse altre strutture sanitarie sia in Basilicata che in Calabria. E, senza che l’Ugl intenda trascurare minimamente Matera città capitale della cultura 2019, dove solo grazie a Leone si è scongiurato ancora una volta di scippare un reparto con una storia importante sul territorio. 

L’Ugl vuole rammentare che l’unica motivazione allora fornita dalla Asm per giustificare la chiusura della Psichiatria a Matera fù la carenza di medici a Policoro, quindi gli psichiatri di Matera andavano a sopperire le carenze di organico a Policoro. Se ancora vogliamo continuare con questa logica si dovrebbero chiudere diverse Unità Operative oppure si potrebbe trasformare l’ospedale Madonna delle Grazie e il Papa Giovanni XXIII in Poliambulatori. La segreteria Ugl allerta tutti, abbaierà alla luna su queste eventuali scelte riservandosi di inviare subito una nota all'assessore regionale Rocco Leone e al Prefetto di Matera Demetrio Martino in cui preannuncia eventuali stati di agitazione e si chiede un incontro urgente. Alla classe politica del materano e metapontino diciamo di essere reattivi su quanto l’Ugl grida: com’è possibile che negli ultimi 10 anni, più di 20 medici specialisti in genere hanno preferito la mobilità verso altre sedi? Perché non proviamo a chiederglielo? Il direttore sanitario di presidio Asm da quanto tempo non mette piede nel nosocomio Jonico? Si fida dei suoi riferimenti yes man che probabilmente nascondono la reale verità sull’ospedale. L’Ugl difende con forza l’operato dei due ospedali d’eccellenza perché offrono un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in città e in periferia: considerata l’importanza – conclude Giordano -, siamo certi che il problema psichiatria trattasi di una probabile volontà degli attuali dirigenti e amministratori Asm”.

venerdì 2 agosto 2019

Perrino (M5S Basilicata): Il futuro incerto della sanità materana stritolata dalle scorie del passato e le criticità del presente


E’ evidente a tutti che, purtroppo, la sanità materana versi da tempo in precarie condizioni e ieri, con l’audizione in IV Commissione Consiliare del D.G. ASM, Joseph Polimeni, ne abbiamo avuto l’ennesima conferma.

La straordinaria mobilitazione di cittadini contro gli ultimi provvedimenti adottati dalla dirigenza ASM ha accelerato e imposto il tanto atteso 'chiarimento' da parte del D.G. Polimeni in merito alle gravi criticità, in particolare, del polo ospedaliero materano.

Polimeni non ha lesinato critiche alla riorganizzazione sanitaria messa in atto dal precedente governo di centrosinistra ed ha dichiarato di aver trovato un’azienda sanitaria allo sbando a causa dei noti accadimenti della “Sanitopoli” scoperchiata nella scorsa estate dalla magistratura.

Numerosi gli obiettivi che Polimeni ha annotato della sua agenda e che presuppongono un’azione a respiro regionale, a partire dalla modifica del vigente atto aziendale ASM. Si è parlato di una maggiore valorizzazione dei medici convenzionati nell’ottica di una integrazione con il personale medico dipendente e di maggiori responsabilità per i medici generici, soprattutto nel contesto di continuità assistenziale attivo sul territorio. In merito all’abbattimento delle liste di attesa, Polimeni ha accennato alla possibilità di inserire negli elenchi del CUP anche l’offerta proveniente dal c.d. “privato accreditato”. Inoltre, per i pazienti oncologici si vorrebbero prevedere delle agende appositamente dedicate per le visite di controllo periodico. Particolare attenzione merita il progetto di rinnovo del pronto soccorso che, a detta del D.G., necessiterebbe di una profonda revisione prima del varo definitivo.

Sembra appaia chiara anche a Polimeni la necessità di rafforzare l’organigramma del personale con nuove assunzioni tramite concorso. Da sottolineare che il D.G. ha parlato di altro personale amministrativo da assumere mentre, qualche giorno fa, l’assessore Leone stigmatizzava proprio l’eccessiva presenza nella ASM di personale amministrativo rispetto a quello medico e infermieristico.

Per quanto riguarda i 'saldi estivi' all’assistenza sanitaria dell’ASM materana, il D.G. ha rassicurato che dopo il 31 agosto la situazione tornerà alla normalità mentre, sui concorsi in atto e non ancora espletati, c’è da risolvere il problema della mutevole composizione delle commissioni giudicatrici i cui membri pare si dimettano con una frequenza che appare sospetta, bloccando quelle poche assunzioni che darebbero un po' di ossigeno al personale che si prodiga per garantire i servizi ai cittadini, pur tra innumerevoli difficoltà. Un aspetto quest'ultimo che merita attenzione e sul quale il DG ha affermato di aver avviato i dovuti approfondimenti; approfondimenti che provvederemo a supportare per quanto di nostra competenza.

Dal canto nostro non abbasseremo la guardia e daremo seguito alla costante azione di controllo e monitoraggio sulla sanità lucana. I cittadini che hanno sottoscritto la petizione contro lo smantellamento della sanità meritano risposte serie e concrete, nel più breve tempo possibile. Ci auguriamo che le eventuali modifiche all’assetto della sanità regionale siano scevre da condizionamenti politici e da campanilismi antistorici e siano improntati con un’ottica di condivisione e trasparenza, con l’unico obiettivo di garantire il pieno soddisfacimento dell’art. 32 della Costituzione. Sappiamo bene che i disastri del passato rendono assai irto e complesso il percorso di riordino e potenziamento della sanità materana e lucana. È giunto il momento di liberarsi di tutte le scorie e veleni disseminati da decenni di politica familistica e clientelare. È una strada obbligata quella di ritornare a mettere al centro il paziente e il suo intangibile diritto a ricevere dalla sanità pubblica le migliori cure disponibili e possibili. Costi quel che costi.

Gianni Perrino
Portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale

Servizi AOR San Carlo, Fisascat Cisl: "Ennesimo accordo che danneggia i lavoratori"


Ieri nuovo incontro in Prefettura sui servizi esternalizzati dell’AOR San Carlo di Potenza. Sotto osservazione sia la situazione nel lotto n. 1, aggiudicato al Consorzio Nazionale Servizi, sia l'assegnazione ufficiale del lotto n. 2 alla ditta Serenissima Ristorazione (già attiva sul lotto) che impiegherà, in base all'accordo sottoscritto oggi, 59 addetti nel trasporto vitto così ripartiti: 52 (erano 57 gli aventi diritto alla clausola sociale ma 5 sono fuori usciti per raggiungimento dei requisiti pensionistici) più altri 7 operatori provenienti dalla platea del primo lotto.

"Sebbene tale accordo, per il momento, sembrerebbe assicurare le attuali condizioni contrattuali - spiega la segretaria della Fisascat Cisl, Aurora Blanca - noi ci siamo astenuti dal firmarlo confermando la linea tenuta durante il cambio d'appalto del lotto n. 1. La nostra decisione - continua la sindacalista - è motivata dal fatto che l'accordo in realtà peggiora le condizioni dei lavoratori in quanto si è data la possibilità a Serenissima di applicare un contratto collettivo meno oneroso, ovviamente a tutto danno dei lavoratori, a fronte dell'assunzione di ulteriori 7 unità rivenienti dalla platea del primo lotto. È appena il caso di ricordare che il CNS, in quanto aggiudicatario del lotto n.1, avrebbe dovuto assumere sin da subito l'intera platea oggetto di clausola sociale pari a 198 addetti. Invece, anche in quel caso, fu permesso all'azienda di giocare al ribasso con una proposta di sole 240 mila ore e l’assunzione di sole 145 unità, a fronte delle oltre 300 mila ore da contrattualizzare e 198 addetti stabiliti negli atti di gara".

Per Blanca "anche in questo caso si è consumata l’ennesima mortificazione della dignità umana. Fa specie - continua la segretaria della Fisascat - che finanche istituzioni di garanzia, come Prefettura e Regione, che dovrebbero assicurare il rispetto dei principi di legalità e trasparenza, considerino normale che una trattativa tra le parti possa riscrivere gli atti di gara e consentire alle ditte aggiudicatarie condizioni più favorevoli e un vantaggio economico indebito che va a discapito del diritto al lavoro e alla salute. Appare inoltre quanto mai inedito che con i soldi dei contribuenti si paghino servizi non effettuati o a tariffe maggiori e non rispondenti al costo del personale. Ricordiamo che trattasi di prestazioni labour intensive dove il costo del personale rappresenta oltre il 70 per cento del costo totale. Per questo ci riserviamo di attivare ogni azione che riterremo necessaria a tutela dei diritti dei lavoratori e dei cittadini-contribuenti", conclude la segretaria della Fisascat Cisl.

martedì 25 giugno 2019

Sanità, Giordano (Ugl):”Ottimo incontro con l’assessore Leone”


MATERA - “Sosterremo la buona politica messa in atto dall’assessore regionale alla Salute e politiche sociali, dot. Rocco Luigi Leone (FI), vanno garantiti i centri d’eccellenza difendendo il diritto alla salute certamente non per una questione campanilistica: la salute è uguale da nord a sud e tutti i cittadini dovranno avere pari e stesso soddisfacente trattamento. Rocco leone è la persona giusta al momento giusto dopo che per anni hanno distrutto la sanità in Basilicata. Non accetteremo provocazioni da nessuno. Gli ospedali non sono fabbriche e i pazienti non sono prodotti”.
Lo ha affermato il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano a margine dell’incontro presso l’Assessorato alla Sanità dove sono state convocata tutte le OO.SS. in merito alla Carenza di Personale nelle strutture Sanitarie della Regione Basilicata.

“Questo incontro fortemente positivo, con Leone si respira aria nuova, siamo soddisfatti dove si è potuti sviscerare una volta per sempre che la sanità in Basilicata per decenni è stata vittima di politici di turno a proprio uso e consumo a scopo clientelare e di prestigio per posizioni dirigenziali di comodo. Politici che in passato volevano vedere definitivamente chiusi nosocomi utili per l’intera regione. Smembrare ospedali e non potenziarli significava non garantire il diritto alla salute che dovrebbe essere valido per tutti i cittadini italiani.

Hanno ridotto la sanità orfana conditio da un vuoto spaventoso di personale sanitario, medici, specialisti, Infermieri, OSS, personale tecnico, della riabilitazione, fisioterapisti, amministrativi. Una Sanità resa fallita da governi precedenti che Leone con l’aiuto del sindacato partecipativo, collaborativo, metterà in sesto certamente. L’Ugl – ha detto Giordano – è pronta a cogliere questa nuova sfida per il bene della salute pubblica. L’Ugl ha consigliato la predisposizione delle linee guide affinché si metta fine al fenomeno del demansionamento dilagante sempre più diffuso nelle Aziende Lucane per carenze di Personale di supporto e con l’impegno di ditte esterne in maniera del tutto improprio.

Prendiamo di buon esito e d’invito a sostenerla, la messa in campo delle procedure Concorsuali uniche regionali invitando la Regione a mettere in essere delle intese tra le diverse Aziende. Leone vada avanti per questa ottima strada – prosegue Giordano - tale proposta atta ad economizzare le risorse umane tecniche ed economiche che vengono solitamente messe in atto per avviare le procedure concorsuali, ed invita le Aziende, nel rispetto delle norme vigenti, oltre alle procedure concorsuali da mettere in atto procedure di reclutamento attraverso l’istituto della mobilità.

E’ veramente paradossale ora, fare polemiche o speculazioni politiche di alcun senso – aggiunge Giordano – l’Ugl è consapevole che il percorso è ancora lungo per compiere ed affermarsi un nuovo modello organizzativo sanitario a cui sta lavorando Leone. Ma, il nostro obbiettivo è quello di collaborare, vigilare, segnalare e proporre soluzioni al fine di ottenere una sanità in Basilicata di livello internazionale. Siamo sicuri che in sinergia e condivisione vera, ciò si possa giungere. Per l’Ugl, considerato che la regione ha ospedali oramai collaudati grazie al personale infermieristico e medico che con immensi sacrifici e abnegane garantiscono servizi sanitari essenziali per il bene di tutti ed in special modo quando si parla di salute, siamo interessati a difendere l’operato del dot. Rocco Leone che oggi con immensi sacrifici ed abnegazione in un sistema sanitario ereditato collassato, farà sicuramente sì che l’utenza, ossia l’ammalato, venga a trovarsi nelle nostre strutture lucane accolto e guarito, dove le nostre professionalità, eccellenze lucane, forniscono la loro disponibilità per ricoprire figure mediche professionali nei centri ospedalieri del nostro territorio senza ascoltare o fare sterili polemiche.

Non poteva mancare riferimento e analisi sul terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia Jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere.

L’ambulatorio di Ortopedia – prosegue il sindacalista Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione. Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso.

L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. In precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno ha voluto partecipare ai bandi di questa ASM poiché non volevano avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – afferma il segretario dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione.

Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolinea Giordano – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi.

L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia: si tratta di una difesa d’eccellenza, all’assessore Leone chiediamo che l’Ospedale di Policoro – conclude Giordano – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

mercoledì 22 maggio 2019

La Fials interviente sulle criticità della Dipartimento Salute Mentale ASP Potenza


POTENZA - In una nota della Segreteria regionale Fials di Potenza si rilancia l'allarme sulla situazione precaria in cui versa il Dipartimento di Salute Mentale dell'ASP.

“Assistiamo da anni con forte preoccupazione – scrive Luciana Bellitti - a un sistematico depotenziamento delle strutture adibite alla gestione dell’urgenza psichiatrica, con notevole sofferenza per il personale che vi opera. La riconversione del Servizio Psichiatrico di Diagnosi e Cura (SPDC) dell’Ospedale di Melfi in Day Hospital, un errore di programmazione delle precedenti Direzioni Generali ridimensionando la struttura originaria e la riduzione dei posti letto presso lo SPDC di Villa d’Agri, hanno aggravato drammatico sovraffollamento del servizio ubicato presso l’Ospedale San Carlo di Potenza".

“Lo stesso servizio – sottolinea la segretaria regionale della Fials - che ancora più uffici aziendali continuano a denominare Spazio Psichiatrico, in una penosa ignoranza delle corrette diciture previste dalla legge, dispone di 6 posti letto più due di Day Hospital. Uno di questi è stabilmente riconvertito in posto ordinario, l'altro può esserlo su disposizione del Direttore di Dipartimento ”nelle condizioni di emergenza per i soli utenti della Regione Basilicata”. Ciò nonostante si toccano punte di degenza ospedaliera di 12 ricoverati alle quali si aggiungono sovente da 2 a 4 accessi in Day Hospital nella stessa giornata, nonostante l’assenza di un posto letto dedicato (perché riconvertito per le degenze ordinarie) e al quale si affiancano letti chiesti in prestito alla bene e meglio ad altri reparti dell’ospedale. In assenza del Coordinatore Infermieristico da oltre un anno e mezzo, gravano su appena due infermieri in turno le esigenze di reparto, la gestione dell’urgenza, il disbrigo di attività di routine (farmacia, prenotazione del vitto, organizzazione dei turni) e per l’appunto alle attività di DH. Un carico di lavoro insopportabile. A sua volta il personale medico con grande senso di responsabilità assicura l'assistenza richiesta al servizio”.

“Il Servizio Psichiatrico – prosegue la nota - assicura le consulenze richieste dall’Azienda Ospedaliera Regionale San Carlo che non dispone di propri Specialisti Psichiatri. Nell’anno 2018 sono state espletate 1212 consulenze, eseguite dal personale operante in orario di servizio ordinario. Il numero è raddoppiato in pochi anni. Manca uno specifico protocollo di intesa tra le due aziende laddove in altri casi (ad esempio a Lagonegro) è stato adibito personale ASP con attività aggiuntiva. I ricoveri sovrannumerari sono disposti d’ufficio dal Pronto Soccorso dell’AOR San Carlo che “mal tollera” la presenza di pazienti psichiatrici in Osservazione Breve Intensiva in attesa di reperimento di posto letto in sede o presso altri SPDC e in assenza di procedure codificate per il trasferimento”.

“Tutto ciò – aggiunge Luciana Bellitti - causa grave stress per il personale infermieristico e medico del SPDC. Il sovraffollamento è causa di frequenti incidenti con aggressività fisica da parte di pazienti male allocati nelle stanze del reparto, anche in tripla presenza laddove due persone in particolari condizioni psichiche sarebbero già eccessive. In questo contesto si è verificato l’ennesimo incidente con infortunio subito da un dipendente. Non meno preoccupante è la situazione del SPDC di Villa d'Agri Anche a Villa d'Agri dove opera un solo Medico della ASP con il ruolo di Direttore UOC affiancato da quasi un anno da medici provenienti in attività libero-professionale dall'ASL di Salerno.

In conclusione la Fials chiede:
  • un urgente incontro con la direzione strategica per discutere dell'emergenza continua in cui i SPDC di Potenza e Villa d'Agri versano e la psichiatria della ASP in generale;
  • l'attivazione di un tavolo regionale per affrontare le urgenti problematiche della salute mentale in Basilicata.

giovedì 16 maggio 2019

È boom di infezioni ospedaliere: 49mila morti l'anno in Italia


ROMA - Ospedali sempre meno sicuri e anzi ricettacolo di possibili infezioni che metterebbero a rischio la salute dei pazienti? Si, secondo quanto riportato da Osservasalute, secondo il cui rapporto si è passati dai 18.668 decessi del 2003 a 49.301 del 2016. I dati sono stati presentati al Gemelli a Roma.

"Abbiamo osservato il fenomeno per anni - spiega il direttore dell'Osservatorio nazionale sulla Salute, Walter Ricciardi - e oggi possiamo dirlo: quella delle sepsi in ospedale è una vera emergenza, c'è una strage in corso, con numeri più che raddoppiato in pochi anni. Eppure il fenomeno è sottovalutato e non si interviene come si dovrebbe, per esempio applicando il piano nazionale contro l'antibioticoresistenza che è rimasto lettera morta". "Il fenomeno viene sottovalutato, si è diffusa l'idea che si tratti di un fatto ineluttabile", ha detto Walter Ricciardi. I dati Osservasalute mostrano come il fenomeno incida maggiormente fra gli over 75, con 36.824 decessi solo nel 2016.

domenica 12 maggio 2019

Sanità, Giordano (Ugl): ”Ottimo avvio dell’assessore Leone”

(Assessore Leone)

MATERA - “Con immensa soddisfazione registriamo che il neo Assessore alla Salute e Politiche sociali della Regione Basilicata, il dottor Rocco Leone ha da subito preso atto che fino all’elezione del Governo Bardi, in questa regione si sono usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, facile è stato esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Ora, ad elezioni avvenute, lo sradicamento del potere PD ed a sole poche ora dal suo incarico, Leone inizia a girare nelle strutture pubbliche e private all’insaputa di tutti: nella mattinata di oggi ha fatto una visita improvvisa all’Ospedale di Policoro servita a rendersi conto di persona della situazione attuale della struttura”.
E’ quanto afferma il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “ ‘se il buongiorno si vede dal mattino’ siamo sicuri ora di essere sulla buona strada e a breve si possa forse far riassunto sulle tante criticità che esistono nei nosocomi del materano e che la vecchia governante ha lasciato in eredità. All’assessore Leone – continua Giordano – l’Ugl Matera ricorda che il nosocomio Giovanni Paolo II è stato vittima di politici di turno che lo hanno voluto vederlo definitivamente chiuso: venga con noi a visitare ed a vedere come hanno ridotto gli ospedali dell’Asm, sia il Madonna delle Grazie che il Papa Giovanni Paolo II, si renderà conto di come la politica regionale a trazione PD ha ridotto l’ospedale di Policoro e Matera nonostante l’Ugl ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia. VEDA insieme a noi nel nosocomio ionico in che condizioni oggi lavorano gli addetti in ortopedia, chirurgia, medicina, otorino, cardiologia, psichiatria, oculistica e pronto soccorso. Leone è uomo attento ed ha una mente aperta: si accorgerà di quanto sia acuto il problema della sanità e di quanto ci sarebbe da fare in quest’ospedale. Il terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia Jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. L’ambulatorio di Ortopedia – prosegue il sindacalista Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione.

Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. In precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno ha voluto partecipare ai bandi di questa ASM poiché non volevano avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – afferma il segretario dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione.

Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolinea Giordano – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi. L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia: si tratta di una difesa d’eccellenza, all’assessore Leone chiediamo che l’Ospedale di Policoro – conclude Giordano – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

martedì 30 aprile 2019

Sanità, lettera aperta della Cisl al governatore Bardi



POTENZA - Egregio Governatore, il nostro Sistema Sanitario Regionale, al pari di quello delle altre Regioni, è impegnato nella ricerca di risposte efficaci ad un interrogativo che oggi si pone in modo sempre più pressante: come strutturare l’offerta sanitaria in funzione dei bisogni di salute prioritari, ottimizzando le risorse economiche disponibili? Cosa vuol dire oggi, di fronte alle sfide poste dai mutamenti demografici in corso, progettare e realizzare la transizione verso modelli di assistenza sanitaria più moderni, accessibili e sostenibili? Per essere pronti ad assistere i “nuovi degenti” che saranno caratterizzati dall’avere un’età avanzata, ma soprattutto portatori di multipatologie, è indispensabile puntare su tre aspetti fondamentali: innovazione tecnologica, ottimizzazione della spesa, ma soprattutto attenzione ai bisogni dei cittadini, elementi tutti che saranno il fattore chiave per una sanità efficiente ed efficace, fatta dalle persone per le persone.

Tutto questo al fine di leggere i cambiamenti sopravvenuti ed anticipare quelli futuri, interpretarli in termini di ridisegno delle reti assistenziali, per non essere impreparati alle sfide future.

La CISL, sempre al fianco del cittadino e delle Istituzioni, si propone di essere parte attiva di questo cambiamento, ed è pronta a fornire la propria disponibilità e collaborazione nella realizzazione di quanto richiesto.

Confidiamo, in virtù di quanto esposto, che al Sua lungimiranza e competenza porti all’affidamento dell’assessorato della Sanità ad un manager competente ed esperto che possa essere in grado da subito di mettere in campo quanto necessario per raggiungere rapidamente gli obiettivi Sanitari, indispensabili per il benessere dei cittadini lucani e di quelli delle altre Regioni che si affidano alle nostre cure.

Invertire il saldo di mobilità, che oggi ci vede di fatto finanziare altri Sistemi sanitari per una cifra intorno ai 50 milioni di euro all’anno (dato peraltro in peggioramento), si può e si deve fare con urgenza, per dirottare queste preziose risorse agli investimenti in tecnologie, alla formazione del personale e *al reclutamento di nuovo personale attraverso nuovi concorsi*.

Abbattere le liste d’attesa si può e si deve fare, superando l’immobilismo e la sterile politica degli annunci mai seguita da fatti concreti che hanno caratterizzato gli ultimi anni.

Valorizzare gli ospedali periferici si può e si deve fare, riprendendo la strada da tempo smarrita della valorizzazione delle singole vocazioni di queste strutture.

Lavorare su una medicina territoriale in grado di servire le nostre popolazioni, polverizzate spesso in piccoli centri, è un dovere ineludibile. In questo senso la telemedicina può dare un significativo aiuto.

Valorizzare le strutture di eccellenza (San Carlo, Madonna delle Grazie, CROB, il troppe volte annunciato e mai realizzato IRCSS di Reumatologia del compianto prof. Olivieri) è una pressante necessità.

I vari dossier aperti e da aprire, dei quali gli esempi sopra riportati descrivono solo in parte la realtà, richiedono scelte precise e non mediate dalle pur comprensibili esigenze della politica e suggeriscono la individuazione di una figura tecnica di sicuro spessore.

Si coglie l’occasione per porgere, a Lei e alla Giunta che nominerà a breve, un grande augurio di buon lavoro.

lunedì 29 aprile 2019

La Fials chiede la tutela del personale sanitario per il presidio di Melfi


POTENZA - La Fials, per il Presidio di Melfi, chiede di mettere in campo un programma di prevenzione per i continui episodi di aggressione a carico del Personale Sanitario.

A denunciare la grave emergenza di ordine pubblico del pronto soccorso di Melfi sono il Segretario Provinciale dell'O.S., Giuseppe Costanzo insieme ad Angela Lavalle, componente della Segreteria Provinciale, chiedendo un intervento urgente all'AOR S. Carlo, la quale gestisce l'ospedale della città federiciana.

I ripetuti episodi di aggressioni a carico del Personale Sanitario di Melfi sono favoriti dalla mancanza di guardie giurate, a dire il vero Melfi è l'unico presidio scoperto in tutta la provincia.

"E’ ben noto - osservano i due dirigenti sindacali - che gli episodi di aggressioni denunciati ai danni di operatori sanitari nel nostro Paese siano in costante aumento; E Melfi non fa eccezione, anzi! Per via degli episodi segnalateci e non solo presso il Pronto Soccorso si può facilmente dedurre come il fenomeno sia alquanto preoccupante. Il tutto è aggravato dallo spazio limitato, adibito all’accoglienza e all’attesa di pazienti e familiari, in cui si assiepano decine e decine di persone spesso esasperate; La lunga attesa genera frustrazione e scatena episodi gravi e ingiustificabili di aggressività smodata ai danni dei lavoratori.

" La Fials  - scrivono Costanzo e Lavalle - ripropone il tema della sicurezza in luoghi di lavoro: la tutela dell’incolumità dei dipendenti deve essere il primo elemento di garanzia. Perciò è inaccettabile che chi è impegnato a salvare ogni giorno vite umane debba contestualmente preoccuparsi anche di tutelare la propria incolumità".

"Per quanto esposto - concludono i due responsabili Fials - si richiedono interventi adeguati e urgenti per contrastare e monitorare il preoccupante fenomeno, attuando tutte le procedure previste dalle raccomandazione del Ministero della Salute n° 8 del 2007 per "prevenire gli atti di violenza ai danni del personale Sanitario".

Fiduciosi nei confronti della Direzione Generale vista l'attenzione che si sta mettendo in campo nei confronti del presidio di Melfi.

mercoledì 10 aprile 2019

Sanità, Ugl:”Bardi non abbassi la guardia”

POTENZA - “Il neo eletto Presidente della Giunta Regionale deve prendere atto che fino alla sua elezione in questa regione si sono usati solo toni trionfalistici dove non si è mai vigilato sulle necessità del cittadino ma, facile è stato esclamare e prendersi i meriti propagandistici. Ora, ad elezioni avvenute e lo sradicamento del potere PD, facciamo insieme un giro nelle strutture pubbliche e private all’insaputa di tutti, facciamo emergere le molteplici problematiche che quotidianamente il cittadino si trova a combattere: forse a fine tour possiamo far riassunto sulle tante criticità che esistono nei nosocomi del materano e che la vecchia governante ha lasciato in eredità”.
Lo affermano il segretario regionale dell’Ugl Basilicata Sanità, Michele De Rosa e il segretario provinciale dell’Ugl di Matera, Pino Giordano.

“Il nosocomio Giovanni Paolo II è stato vittima di politici di turno che lo hanno voluto vederlo definitivamente chiuso. Ora Bardi venga con noi a visitare ed a vedere come hanno ridotto gli ospedali dell’Asm, sia il Madonna delle Grazie che il Papa Giovanni Paolo II, si renderà conto di come la politica regionale a trazione PD ha ridotto l’ospedale di Policoro e Matera nonostante l’Ugl ha sempre replicato a più voci che non andava mai abbassata la guardia: venga a vedere nel nosocomio ionico in che condizioni oggi lavorano gli addetti in ortopedia, chirurgia, medicina, otorino, cardiologia, psichiatria, oculistica e pronto soccorso. Se si è uomini attenti e si ha una mente aperta, ci si accorge di quanto sia acuto il problema della sanità e di quanto ci sarebbe da fare in quest’ospedale. Il terzo polo sanitario della Regione Basilicata, Policoro (MT), lasciato nosocomio simbolo tangibile della totale disorganizzazione e del malfunzionamento del servizio sanitario regionale oltre che del disinteresse totale della classe politica lucana per la fascia jonica e per i paesi del Pollino, tutti i paesi del sibarite dal Crotonese all’alto Ionio cosentino e, dell’entroterra che all’Ospedale di Policoro fanno riferimento: l’ospedale scoppia, il personale mai preso in considerazione dai vertici regionali della sanità si lamenta dopo anni di silenzi e che l’Ugl ha rappresentato da sempre il loro malcontento. Professionisti validi e indiscutibili per serietà, professionalità, abnegazione e senso di responsabilità, attaccamento al loro dovere. L’ambulatorio di Ortopedia – proseguono i sindacalisti Ugl – ubicato da anni in un seminterrato dove manca aereazione, finestre oscurate, pazienti, 3 medici rimasti oltre al Direttore che svolge il ruolo da ‘tutto fare’, infermieri che quotidianamente stanno in un vero e proprio tugurio. Otorinolaringoiatra: 8 posti letto a disposizione nel reparto/ambulatorio e mai potuti utilizzare bensì, per un intervento, bisogna chiedere l’elemosina o al reparto ortopedia o al reparto chirurgia per far pernottare il paziente che viene operato: PERCHE’ tutto ciò? A chi opera va il plauso, non per piaggeria, ma per ammirazione. Reparto di Medicina che lavora malissimo con ammalati sparsi dappertutto per mancanza posti letto e medici che non riescono a organizzarsi perché in pochi! Reparto di Chirurgia invasa di ammalati da altri reparti con lo staff che ‘a casa sua’ non può operare perché deve soddisfare i bisogni di altri reparti per posti letto occupati!!!Tutto il resto malissimo, se non al limite della vergogna: la situazione della quantità numerica del personale infermieristico e medico di tutti i reparti ridotto all’osso. L’impegno, la professionalità va riconosciuta e degnamente pagata. E’ vero che in precedenza si sono fatti espletare dei concorsi per assunzione nuovo personale, ma sta di fatto che la situazione è peggiorata perché nessuno vuole partecipare ai bandi di questa ASM poiché non vogliono avere a che fare con questa azienda: il perché? Sono i medici più sottopagati d’Italia. Il presidio ospedaliero – affermano i segretari dell’Ugl -, per il suo notevole incremento d’utenza, non può essere messo in condizione di operare con enormi difficoltà a causa del personale medico e paramedico che scarseggia e che mette nelle condizioni il personale di lavorare con enormi sacrifici ed abnegazione. Si è riusciti per Policoro nella difficile impresa di registrare nella stessa azienda ASM la presenza di personale frustrato e demotivato, stressato e preoccupato per gli eccessivi carichi di lavoro. Mancanza di personale al Pronto Soccorso che produce tempi di attesa che si attestano tra le 6 e le 8 ore provocando una serie di disagi e nervosismo, anche verso i medici ed il personale infermieristico e sanitario costretti a lavorare in condizioni difficili con sforzi encomiabili ma disumani. In tutti i reparti di Policoro – sottolineano i sindacalisti – si effettuano turni massacranti, a dir poco al limite della disumanità, che incidono molto sui tempi di erogazione del servizio nonostante, ci sia stato un aumento dell’attività di straordinario dei medici e paramedici presenti nella struttura sanitaria a causa proprio della carenza di sostituti nei diversi turni con notevoli disagi. Questo è l’esito di un’istituzione regionale che non ha tutelato il lavoratore medico, paramedico, il cittadino e l’ammalato perché era molto interessata a sanare le proprie vicende politiche invece che guardare alle reali esigenze della comunità. L’Ugl difende con forza l’operato dell’ospedale perché offre un servizio prezioso alla popolazione oltre a garantire posti di lavoro in periferia. Per l’Ugl si tratta di una difesa di un ospedale d’eccellenza che in questo momento si sente minacciati da carichi di lavoro: Ai nuovi vertici dell’ASM chiediamo, come sempre, che l’Ospedale di Policoro – concludono Giordano e De Rosa – deve essere soprattutto rispettato per ciò che rappresenta per tutta la Regione Basilicata e non solo”.

mercoledì 3 aprile 2019

Leggieri (M5S): "Tagli a pulizie e ausiliariato per il San Carlo di Potenza, Bardi si attivi"


POTENZA - I tagli al servizio di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza sono un grave danno non solo per gli oltre 260 lavoratori, che sono in presidio permanente dallo scorso 1 aprile e che si potrebbero ritrovare a ricevere stipendi sempre più miseri, ma per tutto il servizio sanitario regionale.

La situazione che si è creata riflette chiaramente lo stato di cattiva amministrazione e di assoluto pressappochismo, in cui versa non solo il servizio sanitario ma tutta la macchina amministrativa della Regione Basilicata.

Ridurre le ore lavorative comporta necessariamente un servizio di pulizia e di assistenza ridotto rispetto a quello attualmente garantito nel principale nosocomio di Basilicata con il conseguente depauperamento ulteriore del servizio sanitario regionale.

Ancora una volta, purtroppo, siamo qui a denunciare gli abusi commessi nei confronti dei lavoratori lucani. Stiamo parlando di oltre 260 famiglie che attualmente vivono in pieno disagio nel totale silenzio delle istituzioni, in una regione dove, in virtù delle ultime inchieste sulla sanità, solo i raccomandati vanno avanti. Chi paga le conseguenze, di questo sistema corrotto e becero, sono sempre le fasce più deboli lasciate al loro destino nell’ansia e nell’incertezza. Una situazione analoga purtruppo si è già verificata per gli operatori del CROB di Rionero, che sono stati costretti a subire il taglio delle ore lavorative con gravi ripercussioni sulla situazione economica delle proprie famiglie.

La riduzione degli stipendi percepiti è un un vero e proprio insulto alla dignità e al diritto al lavoro. Una situazione ormai insostenibile soprattutto perché spesso ci troviamo di fronte a famiglie monoreddito, e quindi diminuire gli stipendi significa mettere in seria difficoltà la vita quotidiana di queste persone.

Noi come Movimento 5 Stelle stiamo dalla parte di tutti quei lavoratori che ogni giorno vedono i loro diritti fondamentali calpestati senza ritegno, e pretendiamo i massimi livelli di qualità del servizio sanitario.

È evidente che chi ha governato la regione negli ultimi anni è stato troppo impegnato a occuparsi di vicende giudiziare, come Sanitopoli, o di strategie elettorali salva poltrone, e non è riuscito a impegnarsi a garantire un servizio dignitoso ai cittadini e un lavoro degno di questo nome ai dipendenti che si occupano di pulizie e ausiliariato al San Carlo di Potenza.

Ora chiediamo al neo-governatore Bardi un immediato cambio di passo, assumendosi la responsabilità di risolvere la vertenza, garantendo i diritti dei lavoratori e la qualità del servizio sanitario regionale.

Inoltre, ribadisco la nostra richiesta di azzeramento dei vertici della sanità lucana, azzoppata in maniera vergognosa dopo lo scandalo "Sanitopoli", e di una selezione dei nuovi dirigenti tramite avvisi pubblici trasparenti. Allora sì che si potrebbe cominciare a parlare di cambiamento. Così in una nota Gianni Leggieri, consigliere regionale M5S Basilicata.