Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta Libri. Mostra tutti i post

lunedì 17 giugno 2019

Libri: 'Boccioli di rose' è il nuovo racconto di Maria Cristina Pizzuto

MILANO - Maria Cristina Pizzuto presenta “Boccioli di rose”: un diario intimo, un intenso racconto ispirato dalla personale esperienza dell’autrice con l’anoressia. Un’opera che vuole dare speranza a chi combatte contro questa malattia, e che cerca di spiegare le ragioni che possono portare una persona a soffrire di una condizione che colpisce duramente il fisico, ma che soprattutto strema lo spirito. Una testimonianza delicata e onesta, una nuova e importante uscita per la collana “Policromia” della casa editrice PubMe, che si impegna a raccontare le complesse e infinite sfumature della natura umana.

Boccioli di rose presenta la vita interpretata dagli occhi di una ragazza anoressica, sotto molteplici aspetti della quotidianità. Si alternano stralci di riflessioni, pensieri, emozioni, e paragrafi in cui lei descrive come uscire da quei meccanismi della mente, e dunque, con l'andar del tempo, in che modo venire fuori dal tunnel dell'anoressia.

Maria Cristina Pizzuto è nata a Milano e vive a Fara Gera d'Adda (BG). Boccioli di rose (PubMe, Collana Policromia, 2019) è il suo primo romanzo.

sabato 15 giugno 2019

Lotus, le anime di Aoroa di Roberta Dieci

MILANO - Roberta Dieci presenta “Lotus. Le anime di Aoroa”, il primo volume di una saga YA Fantasy. Un’intensa storia d’avventura e d’amore in una terra che appartiene al mito; la visione utopica di un mondo ai confini del sogno in cui la passione per la vita arde nei cuori dei suoi abitanti, in cui si è liberi di scoprire sé stessi e di esprimersi senza riserve. Dopo il pluripremiato “I sogni non fanno rumore”, l’autrice torna al suo amato mondo classico raccontando una storia che diventa leggenda, ambientata in un luogo fuori dal tempo e dallo spazio a cui i due giovani protagonisti scopriranno di appartenere, e per cui varrà la pena combattere.

TRAMA. Lotus. Le anime di Aoroa, primo capitolo di una saga YA fantasy, è la storia di Bianca e Marco, due giovani che non si sopportano ma che scopriranno di essere legati da un sottile e misterioso filo rosso, che ne intreccia indissolubilmente i destini. Quando ai due ragazzi viene chiesto di partecipare alla competizione “Mens sana in corpore sano”, che li metterà alla prova sia a livello sportivo che intellettuale, si ritrovano catapultati in un mondo sconosciuto, dove vengono accolti dal mitico popolo degli Aoroi. Considerandolo all’inizio solo un sogno più reale di altri, ben presto Bianca si renderà conto che anche Marco sta vivendo un’esperienza simile, ipotizzando che si tratti di un sogno condiviso. Ma la verità è molto più complessa, e i due ragazzi vedranno stravolta la loro vita: dovranno combattere con coraggio per la propria terra d’origine e il proprio popolo, ma saranno poi divisi dal succo del fiore di Loto, che crea l’oblio su Aoroa e costringerà Bianca a tornare alla realtà.

BIOGRAFIA. Roberta Dieci è un’insegnante e scrittrice. È inoltre una calciatrice, e adora i tacchi a spillo, ama il latino e lo shopping compulsivo, è fan delle serate in famiglia e degli aperitivi con le amiche. Da quelli che lei stessa definisce "gli ossimori della sua vita" ha tratto storie eccentriche, vivaci, piene di personaggi passionali e contrastati. Pubblica nel 2017 per Bookabook Edizioni il romanzo rosa I sogni non fanno rumore. Il fantasy YA Lotus. Le anime di Aoroa (Reverdito, 2019) è il suo secondo romanzo.

Libri: Manola Aramini presenta 'Noi che ci stiamo perdendo'

MILANO - Manola Aramini presenta il romanzo giallo “Noi che ci stiamo perdendo”, una storia di brucianti sensi di colpa, di segreti inconfessabili e di pericolose passioni. Il Commissario Fermi deve indagare su due misteriosi omicidi avvenuti in una calda e luminosa Fregene, che si contrappone all’oscurità che avvinceva la prima vittima, Tatiana, e che si ritrova tra le pagine della sua controversa e a tratti delirante autobiografia. Manola Aramini esplora le relazioni amorose scoprendone i lati più nascosti, e mostrando quanto dolore può nascere da un sentimento d’amore, e fino a che punto può logorare un’anima fragile. Un romanzo che appassiona per la sua trama gialla e per la sua acuta analisi della psicologia umana.

TRAMA. La scomparsa di Tatiana, la moglie di un noto pianista di origine portoghese, Arthur Cortes, avviene improvvisamente senza una ragione apparente. La vicenda si svolge a Fregene, nel litorale romano, dove Tatiana conduce una vita agiata e all’apparenza imperturbabile. Arthur Cortes sarà costretto a ripercorrere tutta la sua vita e ricorderà la sua storia d’amore con l’amante Alma, una giovane cantante di origine indiana, che vive ad Asti. Nel romanzo si susseguono personaggi ambigui, che metteranno a dura prova l’infallibile intuito del Commissario Fermi. Oltre all’apparenza di una normale vita borghese, inizieranno a comparire le ombre nella vita di Tatiana. Gli eventi ad un certo punto sconvolgeranno il Commissario che si troverà a lottare contro il tempo per salvare altre vittime, legate alla vita di Tatiana. Il romanzo è un giallo, con una forte connotazione psicologica che indaga le ragioni dell’amore e del tradimento. Noi che ci stiamo perdendo racconta gli amori ritenuti sbagliati e le fragilità dell’animo umano.

Manola Aramini è nata a Nizza Monferrato in provincia di Asti. Laureata in Scienze Politiche a Torino, ha conseguito un Master nella Dirigenza Scolastica a Roma. Ha inoltre frequentato un corso sulle tecniche editoriali a Milano. Nel 2013 ha pubblicato il romanzo Gabbiani luminosi- Le donne fantasma di Mussolini (Milena edizioni) con il quale si è classificata terza al Concorso internazionale di letteratura “La finestra eterea” nel 2015. Si dedica all’insegnamento nella provincia di Asti, dove attualmente vive.

venerdì 14 giugno 2019

Emanuele Zanardini presenta il nuovo libro ''Il destino di stelle cadenti''

MILANO - Emanuele Zanardini presenta “Il destino di stelle cadenti”, una storia d’amore segnata dal fato, quella di Milo e Cassie, due giovani che conoscono troppo presto l’amarezza della vita. In un racconto che offre spiragli di luce nonostante le ombre che avvolgono i personaggi, si riflette sul destino e sulle coincidenze che a volte legano due persone appartenenti a sistemi solari lontani, avvicinandole anche a loro insaputa, prima di scaraventarle di nuovo sole nell’universo. Una storia di dolore e redenzione di un autore che riesce a parlare al cuore del lettore, e che cerca una risposta alla domanda: “Cosa succede a una stella quando cade?”.

TRAMA. Chi si preoccupa del destino delle stelle cadenti? Se lo chiede Cassiopea, la sera di San Lorenzo, mentre osserva il cielo stellato. Nella sua vita ne sono sfrecciate di stelle cadenti, che l’hanno illuminata per un istante e poi sono svanite. Come il padre, che non ha mai conosciuto. “Non credevo che una ragazza potesse essere così felice con me”. Milo si sorprende di tanta fortuna. E infatti non dura molto. Precario nella vita, soprattutto negli amori, si innamora almeno una volta al giorno. Anche di quella ragazza, che sembra un extraterrestre che guarda la sua navicella spaziale volare via. Cassie e Milo, due astri la cui orbita si congiunge per un breve tratto, che torna a dividersi per poi ancora unirsi, in un viavai di attese, di delusioni ma anche di forti emozioni. Quale sarà il loro destino? Vagare da soli nell’immenso spazio della loro esistenza, oppure riavvicinarsi definitivamente per costruire insieme il loro futuro?

Emanuele Zanardini ha scelto di cambiare rotta nella sua vita da adulto, dopo diciotto anni dello stesso lavoro, e di seguire la propria ispirazione. Così la passione per la scrittura, che lo accompagna fin dall’età della ragione, è diventata il movente delle sue giornate. Viaggiatore e fotografo, l’autore ha narrato le sue peregrinazioni nei cinque continenti per il web magazine Gli scrittori della porta accanto. Per il blog Fotografia moderna ha raccontato la Storia e le storie dietro immagini famose. Nel 2016 ha pubblicato la raccolta di racconti La guerra è finita! Andate in pace per BookaBook Edizioni. Nel 2019 pubblica in self-publishing il suo primo romanzo Il destino di stelle caden

giovedì 13 giugno 2019

Mauro Mogliani pubblica il libro 'Cerco te'

POTENZA - Mauro Mogliani presenta “Cerco te”, un thriller psicologico che indaga a fondo nelle relazioni interpersonali, nel bisogno di amore e attenzioni che, se non appagato, lascia cicatrici che possono portare a compiere i gesti più inconsulti. Un romanzo che analizza le motivazioni che spingono anche l’essere umano più insospettabile alla vendetta e alla violenza, mentre racconta il dissidio interiore dell’ispettore Nardi, un uomo dilaniato dai sensi di colpa, gettato suo malgrado in un gioco perverso in cui il tempo è il suo peggiore alleato. Un thriller avvincente vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019”.

TRAMA. L’ispettore Piero Nardi riceve una lettera misteriosa firmata “Nessuno” che annuncia un gioco perverso: quattro donne verranno sequestrate in successione e liberate dopo sette giorni. La quinta vittima, questa volta un uomo, non sopravviverà. Il potenziale rapitore assicura che le donne, una volta rilasciate, staranno meglio di prima. Il gioco ha effettivamente inizio; la cittadina marchigiana di Tolentino è nel panico. Le donne vengono rapite e rilasciate dopo una settimana in stato confusionale; non ricordano più nemmeno chi sono. Spetterà a Nardi, con l’aiuto dell’ispettore Gambuti, scoprire cosa lega le vittime per anticipare le mosse di Nessuno, capirne gli intenti e impedire che compia l’annunciato e drammatico finale.

BIOGRAFIA. Mauro Mogliani esordisce nel 2014 con il thriller psicologico Nessuno sa chi sono io, pubblicato da Italic&Pequod. Nel 2015 pubblica per la stessa casa editrice Racconti per insognia.  Nel 2016 esce in ebook La confessione, facente parte del progetto "FeelBook: il libro che segue le tue emozioni". Nel 2018 pubblica per Leone Editore il thriller Cerco te, vincitore del premio speciale al concorso nazionale di narrativa gialla-thriller-noir “Premio Tettuccio 2019” e del premio speciale al concorso internazionale di poesia e narrativa di Prato “Un Tessuto di Cultura 2019”.

mercoledì 12 giugno 2019

Giovanni Capurso presenta ''Il sentiero dei figli orfani''


BARI - Il giornalista e scrittore Giovanni Capurso presenta “Il sentiero dei figli orfani”, il suo terzo romanzo di formazione che racconta le memorie giovanili di Savino, un uomo che ripercorre il suo passato e rivive le fasi di quel delicato passaggio che dalla fanciullezza conduce all’adolescenza. Ambientato in un piccolo paese lucano, San Fele, un luogo “fuori dalla storia e dagli eventi”, il romanzo descrive i primi turbamenti d’amore e i primi schiaffi ricevuti da una realtà che opprime il desiderio di evasione del giovane, ansioso di conoscere il mondo. Da adulto tornerà nei luoghi che in un tempo lontano l’hanno lasciato orfano, e comprenderà infine il senso del suo viaggio.

Il sentiero dei figli orfani di Giovanni Capurso è un romanzo che accompagna per mano il lettore in una storia semplice e poetica, in una vicenda di vita vissuta in cui in tanti si potranno rispecchiare. Nel racconto della gioventù di Savino Chieco vi è infatti tutta la forza e la bellezza di quel luminoso periodo della vita, ma anche tutta l’incertezza di chi è in bilico tra due fasi dell’esistenza, di chi ha da poco sperimentato la crudezza della realtà ma non ha ancora gli strumenti per fronteggiarla. Savino ormai adulto ripensa con nostalgia al suo passato, a quella “curiosa creatura” dickinsoniana che lo aggredisce con la sua vividezza, con le sue domande senza risposte, con il suo carico di dolore non ancora metabolizzato. Ricorda la semplicità del suo paese, San Fele, in cui la vita scorreva al ritmo della natura, e ripercorre un’estate fondamentale per la sua crescita, un’estate in cui per la prima volta conosce da vicino la morte, e l’amore. La soglia che la madre lo spinge ad attraversare, per entrare nella stanza in cui riposa la salma della nonna, è infatti il confine che di lì a poco Savino supererà per iniziare a costruire la propria identità. La morte è per i bambini qualcosa di troppo lontano, un evento che non può toccarli personalmente; rendersi conto che invece fa parte della vita di tutti è il primo trauma che permette di crescere. Il primo amore è una devastazione dei sensi, e al pari della morte porta nella vita un senso di precarietà che confonde le labili certezze di Savino. Il romanzo è il racconto del passaggio, non privo di conseguenze, che dalla fanciullezza porta all’adolescenza, vissuto da un ragazzo che si sente imprigionato in un’esistenza che non gli appartiene, in un luogo in cui non c’è futuro. Savino vuole conoscere il mondo, vuole vedere il mare, quella distesa sterminata in cui sfocia il fiume sulle cui rive ha giocato fin da bambino, lo stesso fiume che rappresenta il limite dei suoi sogni di libertà. Una libertà incarnata nel personaggio di Adamo, che, come il suo illustre omonimo, non ha più una casa ed è in continuo viaggio alla ricerca di un posto a cui appartenere. Il sentiero dei figli orfani è un romanzo che ricorda agli adulti quali sogni splendevano nei loro giovani cuori; un’opera che riflette sulla situazione ancora attuale dei ragazzi che sono costretti ad emigrare dai loro paesi per potersi costruire un futuro dignitoso. Una delicata riflessione sul tempo che passa, sui desideri sfumati e sull’importanza di ritornare sui propri passi per chiudere un cerchio, per comprendere il proprio percorso e non sentirsi più orfani della propria terra.

TRAMA. In un’estate torbida agli inizi degli anni Novanta, il giovane Savino si affaccia all’età acerba dell’adolescenza come si affrontano i sentieri in salita del suo paese, San Fele, in Lucania, tanto in alto che gli altri sembrano “presepi accartocciati”. Da “principiante della vita” scruta senza troppa curiosità il carattere malinconico del padre Michele, quello un po’ bizzarro dello zio Gaetano, da cui ha ereditato il “demone del dubbio”, e si lascia rasserenare dai modi placidi della madre Carmela; un ménage familiare, il suo, animato da duelli verbali con il fratello Aldo, dal ricordo di antenati sconosciuti e dalle scorribande con Radu, detto l’Anguilla. L’idillio verrà spezzato dalla frequentazione di Adamo, forestiero con alle spalle una figlia perduta e il buio della galera, che concretizzerà un processo di crescita assieme all’infatuazione per la bella Miriam, ragazza di città audace solo in apparenza. Su uno sfondo pietroso ma vivido e tra atmosfere ancestrali, si apre uno scorcio di vita che è quella degli orfani della Lucania, di coloro, cioè – e Savino non farà eccezione – che dopo un’adolescenza passata a chiedersi cosa sia il futuro lasciano la propria terra ma non abbandonano le loro radici.

Giovanni Capurso (Molfetta, 1978) è docente di Filosofia e Storia, giornalista e scrittore. Ha pubblicato i romanzi di formazione Nessun giorno è l’ultimo (Curcio Editore, 2015), La vita dei pesci (Manni Editori, 2017) e Il sentiero dei figli orfani (Alter Ego Edizioni, 2019). Scrive regolarmente per numerosi periodici e blog.

mercoledì 5 giugno 2019

Rossella Milone ad 'Amabili Confini'


MATERA - Sarà Rossella Milone la scrittrice ospite del prossimo incontro di Amabili Confini nei quartieri. L’appuntamento con l’autrice è per venerdì 7 giugno, alle ore 18.30, a Matera, nella piazzetta della chiesa di Sant’Agnese, nel cuore del rione Agna, uno dei quartieri più popolosi della città. Rossella Milone dialogherà con Annalisa Montinaro, presidente dell’associazione Lo Sguardo di Omero e Mimmo Calbi, docente. Sabato 8 giugno, sempre alle 18.30, si replica nella Biblioteca comunale "Massimo Rinaldi" di Policoro, dove a dialogare con l’autrice sarà Gabriella Orofino, insieme agli amici del Presidio del Libro “Magna Grecia” che hanno aperto le porte ad Amabili confini.

Ma, come sempre, com’è nello spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie, ideato da Francesco Mongiello, ampio spazio sarà data alle voci che arrivano dalle periferie urbane e sociali. Rossella Milone, si confronterà con gli autori dei due racconti brevi realizzati dai residenti della Macroarea Lanera|Rione Pini|G.Fortunato| Cappuccini|Agna, selezionati uno per sorteggio e l’altro dal team, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto. Il tema proposto per questa quarta edizioni da Amabili Confini è “Orizzonti”. Nel corso della serata saranno letti anche i testi scritti dai bambini della Scuola Primaria “A. Manzi” di Matera

E’ in questo modo che Amabili confini intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di "cittadino culturale temporaneo" nella Capitale Europea della Cultura 2019. Coordinatrice degli incontri di quartiere è Maria Rosaria Salvatore, a fare da filo conduttore la selezione di brani letti da Genoveffa Capuzzi.

Tra un racconto e l’altro, Rossella Milone, coordinatrice di “Cattedrale” l’osservatorio sul racconto e autrice anche dei romanzi La memoria dei vivi e Poche parole, moltissime cose, parlerà della sua ultima fatica letteraria, Cattiva. Questo romanzo riesce in un'impresa impossibile: raccontare l'accidentato e recalcitrante processo che trasforma una coppia in una coppia di genitori. La scrittura materica e sensuale di Rossella Milone ritrae con esattezza la battaglia di emozioni che accompagna la nascita del primo figlio. «Le madri e i padri posseggono millenni di esperienza alle spalle, ma nessuno in tutta l'evoluzione umana è mai diventato un genitore perfetto». Perché un figlio è prima di ogni altra cosa una rivoluzione cognitiva, e quando è troppo presto per parlare d'amore forse è proprio il momento giusto per farlo.

martedì 4 giugno 2019

Libri: Serena Patrignanelli presenta a Matera il romanzo 'La fine dell'estate'


MATERA - Venerdì 7 Giugno la scrittrice romana Serena Patrignanelli presenterà a Matera il suo romanzo "La fine dell'estate" edito da NN Editore. "La fine dell'estate", menzione speciale al premio Calvino del 2017, è il suo primo romanzo.

Dialoga con l'autrice: Claudia Zancan

L'evento si svolgerà presso Mondadori Bookstore Matera (Piazza Vittorio Veneto 16/B).

Un romanzo d'avventura, una storia di formazione, il racconto di un'estate unica: l'estate di Pietro, Augusto, Semiramide, Clementina e Sorchelettrica, con il Quartiere, le fogne, le baracche, la guerra, il razionamento e, su tutto, la macchina e il motore a gasogeno.

"La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. Con una lingua pura e incantevole, Serena Patrignanelli restituisce al passato la dimensione epica e al futuro le ali spiegate della memoria.

Dalla quarta di copertina de "La fine dell'estate":

"Solo i ragazzini sanno davvero cos'è la fine dell'estate. Lo sanno bene anche i ragazzini del Quartiere, che ai primi di giugno ronzano per le strade in cerca di nuove avventure. Ma Augusto e Pietro una nuova avventura segreta l'hanno già in mente: costruire un motore a gasogeno da montare su una macchina. Perché là fuori, intanto, infuriano i bombardamenti, gli uomini sono chiamati alle armi e a poco a poco le case si svuotano e la benzina inizia a mancare, così come il cibo e gli altri beni di prima necessità. Ma quando una macchina compare, a reclamarla c'è Sorchelettrica, una delle prostitute che abitano nelle baracche, e Pietro e Augusto non possono toccarla a meno di non portare alla luce la verità su quel cadavere bianco come un lampo che è stato ritrovato alla marrana. Accanto ai due amici ci sono Semiramide e Clementina, appena arrivate nel Quartiere con la madre, e Michele e Virginia, che si attraggono e respingono a vicenda. "La fine dell'estate" è un romanzo che costruisce un universo a misura di ragazzino, fatto di avventure simili a sogni ad occhi aperti ma precoci e reali come un viaggio nel tempo. "

L'AUTRICE

Serena Patrignanelli è nata a Roma nel 1985. È diplomata alla Scuola Holden di Torino e lavora come sceneggiatrice e redattrice di programmi tv. La fine dell’estate, menzione speciale al Premio Calvino nel 2017, è il suo primo romanzo.

mercoledì 29 maggio 2019

Filiano, si conclude 'Il maggio dei libri 2019'


FILIANO (PZ) - A conclusione della rassegna “Il Maggio dei Libri 2019”, Filiano si prepara per l’ultimo appuntamento dedicato alla lettura: l’incontro “Leggere Poetare Musicare” organizzato dal Forum Giovanile C63 in collaborazione con la Pro Loco di Filiano.

«È un evento che ha lo scopo di sensibilizzare la lettura e di sperimentare un nuovo approccio alla conoscenza. La lettura deve uscire dai luoghi soliti e deve incontrare luoghi e momenti della vita quotidiana. Perciò abbiamo voluto che il nostro evento si tenga qui, tra le persone, anche tra quelle persone che hanno un rapporto sporadico con i libri.» dichiara il Presidente del Forum C63, Angelo Zaccagnino.

La prima giornata, che si è tenuta l’11 maggio in Piazzetta Sandro Pertini, è stata incentrata sul tema “Emozioni: espressioni di un stato d’animo”. Una riflessione che è partita dalla poesia di Alda Merini, continuando con Frida Kahlo, per poi passare a un confronto tra emozioni e sentimenti e infine l’amore di una nonna. Il tutto accompagnato da intermezzi musicali.

La seconda giornata, prevista per venerdì 31 maggio alle ore 17:30 presso la Villa Mancini in Filiano, sarà concentrata su un tema che riguarda ognuno di noi, cioè la società, ed è intitolata “Società frenetica: c’è ancora spazio per provare emozioni?”. Un modo nuovo per riflettere insieme su una domanda che forse molti non si pongono neanche, troppo presi da una vita quotidiana in continua corsa.

Basilicata: Amabili confini, con Paolo Giordano per 'Divorare il cielo'

MATERA - Sarà Paolo Giordano lo scrittore ospite del terzo incontro di Amabili Confini nei quartieri. L’appuntamento con l’autore del fortunatissimo La solitudine dei numeri primi (Premio Strega e Premio Campiello Opera Prima nel 2008), è per giovedì 30 maggio, alle ore 18.30, a Matera, nell’Aula Magna don Tonino Bello della Parrocchia Maria SS Addolorata, in viale delle Nazioni Unite: nel cuore di Serra Venerdì. Paolo Giordano dialogherà con la psicologa Marinunzia Fanelli e lo scrittore Roberto Moliterni. Venerdì 31 maggio, sempre alle 18.30, si replica nell’Abbazia di San Michele Arcangelo a Montescaglioso, dove a dialogare con l’autore sarà lo psicologo Luciano Antezza.

La mattina di venerdì mattina, alle ore 12, invece, al Liceo classico di Matera, la scrittrice parteciperà ad un incontro interamente autogestito dagli studenti. A dialogare con Paolo Giordano, coordinate dalle docenti Maghita Palumbo e Rosalba Demetrio, dialogano con l’autore le studentesse: Annachiara Clementelli (IV D), Martina Lascaro (IV D), Federica De Bernardis (IV D), Raffaella Loglisci (II D), Sara Massa (II D).

Ma, come sempre, com’è nello spirito del progetto di rigenerazione sociale delle periferie, ideato da Francesco Mongiello, ampio spazio sarà data alle voci che arrivano dai quartieri. Paolo Giordano, si confronterà con gli autori dei due racconti brevi realizzati dai residenti della Macroarea Spine Bianche/Piccianello/Serra Venerdì, selezionati uno per sorteggio e l’altro dal team, esprimendo le sue considerazioni sul loro contenuto. Il tema proposto per questa quarta edizioni da Amabili Confini è “Orizzonti”.

E’ in questo modo che Amabili confini intende stimolare la partecipazione attiva degli abitanti facendone emergere le potenzialità narrative e conferendo allo scrittore ospitato il ruolo di "cittadino culturale temporaneo" nella Capitale Europea della Cultura 2019. Coordinatrice degli incontri di quartiere è Maria Rosaria Salvatore, a fare da filo conduttore la selezione di brani letti da Genoveffa Capuzzi.

Tra un racconto e l’altro, Paolo Giordano, autore anche dei romanzi Il corpo umano e Il nero e l'argento, parlerà della sua ultima fatica letteraria. Divorare il cielo è il titolo del romanzo, edito da Einaudi. La vicenda raccontata copre un arco temporale di vent'anni: Bern sparisce e Teresa smette di passare le estati dalla nonna; al funerale di questa lo rivede e abbandona la famiglia e l'università per restare con lui nella masseria con altre due coppie; quando il progetto di una comune dedita all'"agricoltura del non fare", rispettosa dei ritmi naturali, fallisce e il gruppo si scioglie, loro puntano tutto su un figlio, e non riuscendo ad averlo, tentano l'inseminazione artificiale; si lasciano e prima del finale in masseria c'è persino una parentesi islandese. Ricco di temi, salti temporali, rivelazioni a sorpresa, colpi di scena, Divorare il cielo conferma il talento narrativo di Giordano, la sua capacità di inchiodare un momento apparentemente insignificante della vita delle persone e di caricarlo emotivamente fino all'inverosimile.

A Matera Piera Carlomagno racconta la Basilicata nel giallo

MATERA - E’ la Basilicata, « terra magica » « aspra e vera » percorsa da Matera al Pollino in sella a una Ducati, la vera protagonista del nuovo giallo di Piera Carlomagno. La scrittrice campana, lucana d’origine, presenta a Matera il suo ultimo libro Una favolosa estate di morte.

Per il ciclo di appuntamenti con gli autori L’angolo delle storie in Fondazione Sassi, sabato 1 giugno 2019 alle 18, i giornalisti Paride Leporace e Lucia Serino e il presidente della Fondazione Sassi Vincenzo Santochirico dialogheranno con l’autrice Piera Carlomagno.

I percorsi fra i Sassi, gli affacci panoramici dal belvedere della Cattedrale di Matera o da Rione Dirupo a Pisticci, la via Appia, Nova Siri, Tinchi, sono solo alcuni dei luoghi in cui si dipana l’indagine su un duplice brutale assassinio. A risolvere il caso sono chiamati Loris Ferrara, magistrato in crisi che vuol rifarsi una vita, e l’anatomopatologa Viola Guarino che, divisa tra scienza e magia, mette a nudo l’anima più segreta di una Basilicata remota ed esoterica.

Abilissima nel leggere la scena del crimine, convinta sostenitrice dei metodi scientifici d’indagine, la Guarino ha un sesto senso prodigioso. “Strega” la chiamavano da bambina. “Strega” pensano oggi di lei i suoi concittadini. E del resto, è la nipote di Menghina, celebre lamentatrice funebre della Lucania, una che ha trasformato la morte in professione e di stranezze se ne intende. Turbata dai sentimenti che prova per l’ombroso Ferrara, Viola si getta a capofitto nell’inchiesta. Mentre incombono i preparativi per Matera 2019 Capitale della Cultura, Viola dovrà confrontarsi con i misteri di un Sud in cui tutto sta cambiando anche se nulla cambia mai davvero.

In Una favolosa estate di morte, edito per i tipi di Rizzoli (pagg. 220 - prezzo di copertina 18,00 euro), Piera Carlomagno svela il male profondo di una terra insieme ai tormenti e alle malinconie delle donne che la abitano.

L’incontro è organizzato in collaborazione con la Libreria dell’Arco e le associazioni culturali Amabili confini, Leggère controvento e Matera Poesia ’95 e con il sostegno di: Bawer S.p.A, Italcementi S.p.A e Tecnoparco Valbasento S.p.A.

Biografia dell’autrice

Piera Carlomagno è giornalista professionista e presidente dell’associazione noir “Porto delle nebbie”, che organizza il SalerNoir Festival.

martedì 28 maggio 2019

Filiano, "Leggere è… un divertimento fatto di parole”: premiati i vincitori del concorso di scrittura


FILIANO (PZ) - “Cara amica mia, devi sapere che leggere mi trasmette tante emozioni, mi incuriosisce e stimola la mia fantasia. Amo tanto leggere!”. Così apre il componimento con cui Carmen Carriero ha vinto il Concorso “Leggere è… un divertimento fatto di parole”, promosso dall’Associazione Pro Loco di Filiano, in collaborazione con la Biblioteca comunale di Filiano e l’Istituto Comprensivo “Federico II di Svevia” Avigliano Frazioni-Filiano e con il patrocinio del Comune di Filiano.

Il Concorso intende favorire – attraverso l’elaborazione di un testo scritto nella forma di una lettera, un diario o anche di un racconto - una riflessione sulla lettura per arrivare a formulare considerazioni accattivanti che invoglino alla lettura e inducano a pensare che leggere è un divertimento.

La Commissione giudicatrice, composta dall’operatore di biblioteca Vito Sabia, il dirigente scolastico Amelia Maio, la vicepresidente della Pro Loco Donatella Oppido, il presidente del Forum giovanile C63 Angelo Zaccagnino e il lettore Ivan Mecca, dopo aver esaminato attentamente gli elaborati in conformità ai parametri di valutazione stabiliti dal bando di concorso, ha decretato primo classificato Carmen Carriero della classe 4ª, secondo classificato Chiara Pace della classe 3ª e terzo classificato Anna Carmen Pace della classe 4ª, tutte della Scuola Primaria di Filiano.

La premiazione del concorso si è tenuta sabato scorso durante la manifestazione “Una merenda di libri”, che rientra nel ricco programma de “Il Maggio dei Libri 2019” del Comune di Filiano.

Le iniziative si concluderanno venerdì 31 maggio con l’appuntamento “Leggere Poetare Musicare”, organizzato dal Forum giovanile C63 e avente lo scopo di sensibilizzare alla lettura attraverso la comprensione e l'interpretazione di brani di poesie, seguiti da accompagnamenti musicali.

venerdì 24 maggio 2019

A Matera presentazione del libro "La tua patria è il mondo intero" di Lorenzo Marsili


Sabato 25 Maggio alle ore 18:30 in Piazzetta della cittadinanza Attiva a Matera, DiEM25 Matera presenta il libro "La tua patria è il mondo intero" (edizioni Laterza) insieme all'autore Lorenzo Marsili, Giornalista, co-fondatore e direttore di European Alternatives e co-fondatore insieme a Yanis Varoufakis di DiEM25.

Il dibattito, grazie alla presentazione del libro, affronterà i temi cari a DiEM25 presentati nel suo Green New Deal per l’Europa, con un occhio ai territori e ai movimenti civici che stanno nascendo dal basso in tutta Europa come alternativa all’establishment e ai populismi, raccontando un'idea diversa di Europa a ridosso delle elezioni Europee.

Alla presentazione prenderà parte, oltre all’autore Lorenzo Marsili, la poetessa Marta Cillero Manzano.

Le conversazioni saranno intervallate dalla lettura di alcune significative poesie tratte da "Ho molte ragioni per disimpararti" (edizioni ensemble) e da alcuni brani musicali a tema.

Tutta la cittadinanza è quindi invitata sabato 25 Maggio, alle ore 18:30 in Piazzetta della Cittadinanza Attiva a Matera.

mercoledì 22 maggio 2019

Il Maggio dei Libri 2019 dell'Associazione Culturale “San Ginesio”


MACERATA - L’Associazione Culturale “San Ginesio” e il Centro di Lettura “Arturo Piatti” di Ripe San Ginesio (MC), in occasione della Campagna Nazionale di promozione della lettura “Il Maggio dei libri 2019”, presentano all’interno della pagina social https://www.facebook.com/centroletturaarturopiatti/ un estratto del libro Il Giovane Holden di J. D. Salinger il cui inizio è il seguente: “Il libro che stavo leggendo era quello che avevo preso in biblioteca per sbaglio. Mi avevano dato un libro sbagliato, e io non me n’ero accorto finché non ero tornato in camera mia.”

L’evento on line è curato da: Alba Piatti, Presidente dell’Associazione Culturale “San Ginesio” e dagli operatori culturali Rita Bompadre e Matteo Marangoni.

martedì 21 maggio 2019

Flavia Salomone presenta a Matera 'C'era una volta Homo'


MATERA - Dopo la tappa pugliese, continua il tour italiano dell’antropologa e divulgatrice scientifica Flavia Salomone e questa volta approda nella Capitale Europea della Cultura 2019. Saranno, infatti, proprio i locali del Mondadori Bookstore di Matera (Piazza Vittorio Veneto, 16/B) ad ospitare - GIOVEDÌ 23 MAGGIO [ORE 18:30] - la presentazione del fortunato libro di Flavia Salomone C’era una volta Homo [Edizioni Espera |Collana ArcheoRacconti 7 | www.edizioniespera.com].

Come funziona l’evoluzione e che ruolo hanno giocato le mani? Chi era Homo naledi? Quali uomini per primi sono usciti dall’Africa per conquistare nuove terre? Quali sono stati gli eventi cruciali che circa 7 milioni di anni fa hanno fatto sì che una scimmia molto “coraggiosa” abbia intrapreso un percorso che ha portato fino a noi? Perché nel 2019 ha ancora senso il racconto dell’evoluzione umana?

La giornalista Rossella Montemurro dialogherà con Flavia Salomone andando alla scoperta della Storia delle Storie, quella che si perde nella notte dei tempi fino all’alba dell’umanità. Attraverso aneddoti, curiosità e casi irrisolti si viaggerà nel tempo alla scoperta delle nostre radici più remote.

A quattro anni dalla prima edizione e a 210 anni esatti dalla nascita di Charles Darwin, è tornato in tutte le librerie – per Edizioni Espera – la nuova e attesissima edizione di “C’era una volta Homo”, fortunato libro dell’antropologa e divulgatrice scientifica Flavia Salomone.

Questa pubblicazione, completamente rinnovata nel layout grafico, arricchita da nuovi contenuti e dalle illustrazioni di Giada Giannetti, si pone l’obiettivo di proporre tematiche complesse, come l’evoluzione, ai bambini più piccoli.

Un linguaggio semplice e accattivante, corredato da disegni, rende questo libro unico nel suo genere. Fedele all’idea originaria di colmare un vuoto editoriale, si propone come un valido supporto didattico per le scuole e per chiunque voglia scoprire chi siamo e da dove veniamo.

Come in un puzzle, l’autrice guida i piccoli lettori in un affascinante viaggio a ritroso nel tempo e a partire dalle testimonianze che la terra restituisce, i fossili, racconta la storia del nostro divenire umani. Un percorso lungo, che si è svolto in milioni di anni in cui le mani e il cervello hanno avuto un ruolo determinante. Tutto è cominciato con lo scendere dagli alberi acquisire una postura bipede… La narrazione del nostro passato più remoto è affidata proprio ai protagonisti: i nostri antenati. Saranno proprio Homo naledi, Lucy, la Mamma di Ostuni e molti altri a raccontarsi.

Affianca il libro Con le mani di Homo, un progetto di divulgazione scientifica che da anni sta girando l'Italia – scuole, musei, aree archeologiche, biblioteche, parchi tematici, centri ricreativi – con l’obbiettivo di avvicinare i più piccoli alla scienza attraverso la manualità e la possibilità di essere protagonisti del proprio processo di apprendimento.

Nel corso degli ultimi due anni, il progetto ‘Con le mani di Homo’ ha dato vita a oltre 100 eventi tra presentazioni e laboratori [in scuole, librerie, musei, biblioteche e parchi tematici], coinvolgendo ad oggi più di 4.000 bambini provenienti da circa 200 scuole primarie di tutta Italia, per un totale di circa 300 classi!

L'AUTRICE

FLAVIA SALOMONE [Roma, 1965] vive e lavora a Roma. Biologa e antropologa fisica, dopo la laurea in Biologia a indirizzo Antropologico, si è dedicata per alcuni anni alla ricerca nel campo della biologia delle popolazioni del passato, in modo particolare antichi romani, presso i laboratori di antropologia de ‘La Sapienza’ Università di Roma e del Museo Preistorico Etnografico "Luigi Pigorini" di Roma. Si occupa di divulgazione e, dal 2014, propone attività educativo-didattiche in collaborazione con varie associazioni e Musei rivolte alle scuole e alle famiglie. Da gennaio 2019 in collaborazione con lo staff del Museo di Casal de’ Pazzi di Roma ha dato vita ai “Lunedì con l’antropologa” incontri con laboratori sull’evoluzione del linguaggio dedicati alla scuola primaria.

Con il progetto di divulgazione scientifica Con le mani di Homo, che sta girando per l'Italia – scuole, musei, aree archeologiche – si è posta l’obbiettivo di avvicinare i più piccoli a scoprire, attraverso le tracce scolpite nel tempo, il cammino della nostra specie e recuperare così le nostre origini più remote.

martedì 14 maggio 2019

Mirko Orlando presenta ''Paradiso Italia'', una fotografia della nostra nazione

REDAZIONE - Il fotografo e illustratore Mirko Orlando presenta “Paradiso Italia”, un’opera di graphic journalism in uscita a maggio 2019 per la casa editrice italo-cilena Edicola Ediciones. Temi portanti del reportage sono l’accoglienza e l’integrazione dei migranti che giungono ogni giorno nel nostro Paese, con il loro carico di dolore e di speranze presto infrante sulle coste italiane. Una lucida cronaca che espone il punto di vista di chi vive clandestino in terra straniera, condotta attraverso la suggestiva commistione di fotografia e fumetto. Con obiettività e profondo rispetto per una realtà che non può e non deve essere ignorata, Mirko Orlando invita il lettore a non tollerare il silenzio, perché il silenzio uccide la dignità, i diritti umani e la libertà.

Paradiso Italia si apre sulla raffigurazione di un Eden che ha perso la sua valenza salvifica, che ha fallito il suo compito; è infatti lo stesso autore, il fotografo e illustratore Mirko Orlando, a ricordarci come l’etimologia della parola “paradiso” sia riconducibile al termine “recinto”. Ancora una volta c’è un muro a tenere separati tra di loro gli esseri umani, il muro originario, primo esempio di esclusione. E dalle parole “la storia è la versione profana di questo fallimento” ha inizio la cronaca che racconterà l’esperienza dell’autore con i migranti clandestini nel nostro Paese, con i quali ha vissuto, ha condiviso il cibo, gli sguardi e le vicende di vita. Mirko Orlando restituisce la voce a chi ha tanto da raccontare ma soffoca nell’indifferenza, e lo fa senza scadere nella retorica buonista, senza dimenticare che tutti gli esseri umani hanno le loro luci e le loro ombre. Paradiso Italia è una potente opera grafica e un acuto pezzo di giornalismo; un testo che miscela scrittura, disegno e fotografia, aggiungendo un profondo valore simbolico alla realtà più cruda e sfrontata. Lo si vede nella mattanza dei cani all’inizio dell’opera: la morte dell’innocenza, della fiducia, della speranza di una vita dignitosa; lo si vede nelle grandi e sproporzionate mani che disegna l’illustratore, mani grandi quanto vuote, metafora del senso di impotenza che attraversa tutta la narrazione.




“Basta coprirsi gli occhi e ignorare la massa di disperati che ti gira intorno”, si dice nel testo, eppure Mirko Orlando non vuole farlo, e nonostante si chieda lucidamente se l’interesse per i diritti umani mascheri il suo narcisismo, decide di attivarsi concretamente per comprendere una realtà che non può neanche essere immaginata, e che non è quella patetica o maledetta raccontata dalla televisione e dalla politica. L’autore riporta il punto di vista di chi è in fuga da guerre, fame, violenze, morte certa e dolorosa. Lo racconta dall’interno, vivendo con i migranti, registrando il bello e il brutto di loro, non negando che la diversità spaventa, che occorre impegno e consapevolezza per capirla e accettarla. L’autore narra tragiche storie di vita vissuta, storie che “semplicemente accadono”, che non hanno inizio né fine, che spesso non hanno neanche un senso. Focalizzando la sua attenzione sugli occhi dei migranti, sui sentimenti di disperazione e fierezza che attraversano le loro iridi, l’artista si interroga e li interroga sulla loro sopravvivenza sul suolo italico, sulla loro esistenza spesa a protestare, fuggire e sopportare.

TRAMA. Un fotografo italiano decide di dar voce ai migranti che vivono clandestinamente nel nostro paese. Si accampa con loro, raccoglie le loro storie, fotografa la loro quotidianità, nel tentativo di scavare più a fondo nel cuore del tema immigrazione. Chi sono queste persone? Cosa pensano di noi? Che visione hanno di uno stato di “emergenza” che dura ormai da troppo tempo? Dagli occupanti delle palazzine dell’ex Moia di Torino ai rifugiati delle baracche nella periferia di Ventimiglia, passando da chi tenta una fuga disperata tra le nevi della Val di Susa, fino ai braccianti del ghetto Borgo Mezzanone, in provincia di Foggia, le storie di N, di J, di L raccontate in Paradiso Italia ci permettono di guardare l’immigrazione con occhi diversi, i loro. Attraverso una contaminazione di linguaggi, dove il fumetto dilata il tempo e lo spazio della fotografia, Mirko Orlando firma una potente opera di graphic journalism per raccontare una realtà che va oltre gli slogan sulla chiusura dei porti. Un libro senza falsa retorica né sconti, che ci mostra chiaramente le sbarre di una prigione che si chiama Italia, nella quale può essere terribile restare ma da cui, paradossalmente, è impossibile fuggire.

Mirko Orlando è nato a Napoli nel 1981. Diplomatosi all’Accademia delle Belle Arti di Roma, abbandona la pittura e l’illustrazione per dedicarsi alla fotografia sotto la guida di Roberto Bossaglia e Nicola Smerilli. Per un periodo frequenta le gallerie d’arte della capitale, dove scopre che l’arte significa ben poco senza i discorsi che l’accompagnano. Accantona la fotografia per un periodo e si dedica all’approfondimento teorico della sociologia, della filosofia e dell’antropologia. Scrive per Gente di fotografia, L’aperitivo illustrato, Illuminazioni, Fotoinfo, Storia e futuro. Pubblica i saggi di antropologia visiva Fotografia post mortem (Castelvecchi, 2013) e Per una teoria generale della fotografia post mortem (Il Mulino, 2014). Dopo aver conosciuto il fotografo situazionista Pino Bertelli (che gli insegna a scattare fotografie come si tirano sanpietrini), riprende la macchina fotografica e decide di dedicarsi alla documentazione dei fenomeni di marginalità sociale. 

Lavora per la stampa periodica nazionale e pubblica alcuni reportage su Barricate, A, Domus, Tracce, e il libro fotografico Il volto (e la voce) della strada (Lindau, 2012). Poi gira l’Europa, passa per il Marocco, e trascorre un intero anno a girovagare per il Sud-est asiatico: India, Cambogia, Laos, Tailandia, dove impara a vivere e ad arrangiarsi negli Slum. Tornato in Italia non trova meno ghetti, meno emarginazione, meno disperazione, ed è per dar voce a questo dolore che continua a far scattare l’otturatore della sua macchina fotografica. Nella graphic novel Paradiso Italia (Edicola Ediciones, 2019), finalmente, trova un equilibrio tra le sue molte “personalità”: un’opera di graphic journalism dove fotografia, illustrazione e scrittura si fondono e collaborano affinché si possano narrare le trame che definiscono il nostro tempo.

lunedì 13 maggio 2019

Matteo Gracis presenta il libro 'Canapa'


DI REDAZIONE - Il giornalista e scrittore Matteo Gracis presenta ''Canapa'' una storia incredibile, un’opera che racconta le origini, la fortuna, l’evoluzione contrastata e i mille usi di questa “pianta miracolosa”, alternandone la narrazione con l’entusiasmante resoconto delle esperienze che hanno portato l’autore a fondare e dirigere “Dolce Vita”, la più importante rivista italiana sulla cultura della Canapa e sugli stili di vita alternativi. La Canapa come non è mai stata raccontata in un’opera a metà strada tra saggio e memoir, che si avvale di un’appassionata prefazione di Beppe Grillo e di una sentita postfazione di George Jung (il Boston George interpretato da Johnny Depp nel film “Blow”).

TRAMA. Una pianta che da migliaia di anni accompagna l’umanità nella sua storia, ma che da circa un secolo è diventata oggetto delle attenzioni di tutte le forze di polizia del mondo. Un ragazzo che incontra quella pianta e i suoi prodot¬ti, quando sono avvolti da quell’aura illecita che attrae e respinge, ma che non sempre fa riflettere. Due storie che si intrecciano, perché mentre il ragaz¬zo cresce e con lui la sua consapevolezza, insieme si sviluppa anche la curiosità sul perché di quei divieti, sui motivi per cui quella pianta sia bandita dall’agri¬coltura, dall’industria e dalla farmacopea, luoghi in cui aveva dimorato e prosperato per secoli. Così l’autore, parallelamente al suo percorso che lo ha portato prima a fondare un sito web, con l’obbiettivo di stimolare la discussione verso politiche di liberalizza¬zione della pianta, e poi a creare e dirigere Dolce Vita, la più importante rivista italiana sulla cultura della Ca¬napa e gli “stili di vita alternativi”, ci racconta la tor¬mentata vicenda del più controverso vegetale nella storia della nostra civiltà, cercando nuove domande e ottenendo alcune significative risposte. Due storie davvero incredibili: quella di Matteo Gracis che dai banchi abbandonati in fretta dell’Università si è in¬ventato imprenditore di successo nel settore della co¬municazione, e quella della Canapa che, con estrema fatica ma altrettanta forza, sta riemergendo dal limbo dell’illegalità in molte parti del mondo e da ultimo, al¬meno in versione “light”, anche nel nostro paese. Una “rivoluzione verde” che ha un solido retroterra culturale, ben oltre il cosiddetto uso ludico, narrata in maniera esemplare da uno dei suoi protagonisti.

Matteo Gracis (Pieve di Cadore – Belluno, 1983) è un giornalista, nomade digitale e libero pensatore. Ha vissuto per alcuni anni a Milano, dove nel 2004 ha aperto la sua società di comunicazione/editoria, e dove ha fondato e dirige la rivista Dolce Vita. Dal 2008 è entrato nell’ordine nazionale dei giornalisti (elenco pubblicisti). Segue inoltre alcune attività commerciali, artistiche e culturali, ed è un appassionato viaggiatore. Esperto di cultura della Canapa, è consulente di alcune delle più importanti aziende europee del settore. Dal 2018 collabora come autore al blog Beppegrillo.it. “Stay human” è la sua filosofia di vita.

Libri: Tracy Farr presenta il libro 'Dopo la pioggia (The Hope Fault)'

MILANO - Una celebrazione della famiglia non intesa nel senso tradizionale, un invito ad abbandonare le riserve e ad abbracciare i legami che la vita ci fa intrecciare, volenti o nolenti, scoprendo che l’amore e l’accettazione possono nascere anche da situazioni impreviste. Tutto questo e molto altro è racchiuso tra le pagine di Dopo la pioggia (The Hope Fault), il secondo romanzo della scrittrice australiana Tracy Farr. Una storia divisa in tre parti: “Pioggia”, in cui si racconta il complicato presente di un gruppo di personaggi facenti parte di una famiglia allargata, che si ritrovano in un piovoso weekend invernale nella vecchia casa delle vacanze ormai venduta per impacchettare beni e ricordi; “Rosa”, in cui l’autrice gioca col tempo partendo da quello stesso presente e andando a ritroso fino a cento anni prima, raccontando la vita della matriarca della famiglia; “Speranza”, un ritorno al presente, la conclusione di un fine settimana intimo e intenso, che lascerà un segno nelle vite di tutti i personaggi.

Ambientato a Cassetown, immaginaria città di mare australiana, il romanzo propone una riflessione sui concetti di casa e di famiglia, sulla necessità di disfare per ricominciare, e sul coraggio di accettare che si è sempre in precario equilibrio su una frattura del terreno, anche quando si è circondati dalla solidità degli affetti. Tracy Farr propone un’idea delle relazioni famigliari in analogia con la creazione delle mappe geografiche: in entrambe si cerca l’orientamento, una guida nel mare burrascoso della vita, in una si connettono persone, nell’altra luoghi per definire la realtà, per bloccarla e tramandarla nel tempo. La casa nel romanzo diventa un microcosmo chiuso in cui i personaggi, come gli attori di una pièce teatrale, mettono in scena le loro ansie, i loro dolori, i loro complessi sentimenti d’amore. Una casa “che respira” in cui convivono non solo i personaggi ma anche il passato e il presente, una casa che contiene i ricordi di una vita, come il libro di Rosa “Le favole di Miss Fortune”, che diventa un espediente per ripensare e rileggere il valore dei legami famigliari, il valore del tempo trascorso e di quello che verrà. La pioggia incessante è nell’opera simbolo di purificazione, di rinascita dopo una svolta importante, ed è infatti quando finalmente smette di cadere che la famiglia si riunirà per dare un nuovo nome all’ultima nata, un nome che diventa la chiave di volta per cominciare una nuova storia, un nome che, come il paziente ricamo di Iris, come i disegni di Kurt, o le parole nei libri di Rosa e Zigmund, assume il significato di eternità, di determinazione di un punto fisso nel continuum spazio temporale.

TRAMA. A Cassetown Iris e la sua famiglia allargata - l’ex marito, sua moglie e la loro bambina, suo figlio e la figlia della sua migliore amica - si riuniscono in un lungo fine settimana per impacchettare i propri averi nella casa di vacanza ormai venduta. Si ritrovano assieme per un’ultima volta, per un ultimo fine settimana, per un ultimo party. Dopo la pioggia celebra le complessità famigliari quotidiane: zie e fratellastri ed ex, e una bambina che attende ancora di ricevere un nome; genitori e partner che mancano, e coloro che li rimpiazzano. Parla delle faglie che corrono sotto la superficie e dell’angoscia e dell’incertezza - del fatto che la terra potrebbe slittare, letteralmente o metaforicamente, sotto i nostri piedi in qualsiasi momento. È un romanzo dei giorni nostri che gioca con il tempo e con il modo di raccontare le storie, un’opera che ritrova la poesia e la bellezza nella scienza, ma anche la magia nei paesaggi.

BIOGRAFIA. Un tempo dedita alle scienze, Tracy Farr è un’autrice di romanzi e racconti. Cresciuta in Australia, vive da vent’anni in Nuova Zelanda; considera entrambi i posti come la sua casa. Il suo romanzo d’esordio, The Life and Loves of Lena Gaunt (Fremantle Press, 2014), è stato inserito nella lista preliminare per il Miles Franklin Literary Award del 2014, e incluso nella rosa dei candidati per i WA Premier’s Book Award e Barbara Jefferis Award del 2014, e in seguito pubblicato nel Regno Unito e negli USA. Dopo la pioggia (The Hope Fault) è il suo secondo romanzo.

mercoledì 8 maggio 2019

''Non è successo niente'': esce il libro tratto dal blog fenomeno del web


MILANO - Il 16 maggio arriva il libro tratto dal blog fenomeno del web Non è successo niente, edito da BeccoGiallo. L'autore Nicolò Targhetta firma una raccolta di storie veloci, corrosive, da leggere sulla metro o nella pausa pranzo. Un concentrato di ironia che si prende gioco dei nostri tic, delle nostre paure, delle nostre inadeguatezze. 

Dal blog, oltre al libro, è stato tratto un omonimo spettacolo teatrale che - dopo i primi appuntamenti sold out in Veneto, terra natale dell’autore - farà tappa a Bologna (23 maggio), Torino (27 maggio), Milano (28 maggio), Roma (19 luglio), Firenze e Napoli (date da definire). 

Un mix esilarante di dialoghi alla Joe R. Lansdale e situazioni alla Woody Allen, conditi con abbondanti dosaggi di Monty Python, Pif, Stefano Benni e Guido Catalano, racconta le avventure comiche e surreali dei trentenni Nicolò, Sergej e Primo. Pubblicate ogni giorno a mezzogiorno su Facebook (https://www.facebook.com/ nonesuccessoniente/), le puntate di Non è successo niente sono diventate un immancabile appuntamento quotidiano per 90.000 fedelissimi lettori, tanto da convincere Becco Giallo a raccogliere gli episodi migliori in questo libro.

“Non è successo niente - racconta l’autore Nicolò Targhetta - è quello che dicevo ai miei quando, da piccolo, tornavo a casa da scuola. Mi succedevano le cose più spaventose in quella scuola, cicatrici esperienziali che mi avrebbero segnato tutta la vita e io a “com’è andata oggi?” rispondevo sempre “non è successo niente”. La cosa si è ripetuta dopo l’università. 110 e lode, applausi e poi non è successo niente. Anche per colpa mia, si intende. Ma mi sono scoperto a riutilizzare quella scusa. Quando qualcuno ti dice che “non è successo niente”, significa, di solito, che è successo tutto quanto.  

Conosciamo l'autore: Nicolò Targhetta legge e scrive per ventinove anni, poi due anni fa si sveglia con la sensazione di non riuscire più a scrivere, così decide di farlo tutti i giorni. In questo modo, scopre che quella che pensava fosse una passione, era un’esigenza. Apre la pagina Facebook “Non è successo niente” dove racconta una storia al giorno. Da subito la pagina ha un enorme successo e lui diventa, suo malgrado, una star del web.

giovedì 2 maggio 2019

Libri: ‘O diario ‘e nu maccarone


di FRANCESCO GRECO - “Primma ‘e tutto aggi’a dicere na cosa: chistu ccà è nu giurnale ‘e buordo, no nu diario. ‘O saccio buono ca ‘ncopp’’ a cupertina ce sta scritto diario…”. Se il napoletano è una lingua autonoma (al pari del romanesco e il siciliano), a cui Eduardo, Totò, Peppino e la canzone hanno dato splendore e dignità, si rivela editorialmente azzeccata l’operazione di traduzione dall’inglese del diario di Jeff Kinney (magistralmente opera dello scrittore Francesco Durante), proposta dall’editrice Il Castoro, Milano 2018, pp. 218, euro 13,00 col titolo: “’O diario ‘e nu maccarone” (Nu cuntu cu ‘e figurelle), così a Napoli chiamano la schiappa, cioè il ragazzino un po’ imbranato, pasticcione, pestifero, che sta crescendo e fra scuola e famiglia cerca di darsi un’identità autonoma. Godibilissime le vignette.

Così il bambino napoletano racchiude tutta l’enorme ricchezza semantica della sua cultura di provenienza, disincantata e ingenua, un pò folle, fino a trasfigurarsi quasi in un’entità antropologica più intrigante e barocca della “schiappa” d’origine. Sulle pagine del diario scorre lentamente, giorno per giorno, mese per mese, la sua vita densa di avvenimenti, di piccoli conflitti, di stravaganze. Chissà come sarebbe il diario del bambino nato fra i vicoli dei sanpietrini di Roma e la sudicia periferia di Palermo?