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sabato 6 luglio 2019

A Matera 'Università e mercato del lavoro nell’ambito dell’industria culturale e creativa'


MATERA - Il Consorzio AlmaLaurea ha presentato ieri a Matera nel corso del convegno organizzato in collaborazione con l’Università della Basilicata “Università e mercato del lavoro nell’ambito dell’industria culturale e creativa”, un’analisi sulle caratteristiche e le performance dei laureati che, indipendentemente dal percorso formativo universitario intrapreso, svolgono una professione in ambito culturale.

Tra le professioni considerate: architetti e ingegneri edili, professioni nel settore del turismo (servizi di alloggio e ristorazione), nella promozione e nella conservazione del patrimonio culturale (guide turistiche, ma anche archeologi), disegnatori artistici e tecnici, professioni nell’ambito dei media e intrattenimento, docenti, artisti, professioni nella tutela ambientale e nell’artigianato.

In generale, si evidenzia una tendenziale minore valorizzazione economica, verificata in tutti i distinti ambiti e a parità di ogni altra condizione (percorso disciplinare intrapreso, caratteristiche del lavoro svolto, ecc.) rispetto alla media.

A cinque anni dal conseguimento del titolo, tra i laureati di secondo livello del 2013, l’11,3% degli occupati svolge una professione nell’ambito “culturale” (si tratta di 5.571 laureati). Tra questi, la maggioranza è architetto/ingegnere edile (6,9% rispetto al complesso degli occupati), professioni che si distinguono da tutte le altre per le peculiarità occupazionali legate all’avvio della carriera libero-professionale. Solo l’1,3% opera nel settore del turismo; tutte le altre professioni hanno un’incidenza inferiore all’1%.

E’ stata rilevata, nello specifico, la situazione degli occupati del settore del turismo, tra i quali, a parte una quota apprezzabile di posizioni dirigenziali (17,7%), è preponderante la componente di occupati in posizione sotto-qualificate (in particolare, in posizioni esecutive di ufficio o di livello inferiore). Ciò si riflette sulle caratteristiche del lavoro svolto, tra cui retribuzione ed efficacia del titolo, che risultano significativamente inferiori alla media; elementi che connotano le professioni legate al turismo nonostante sia decisamente superiore alla media la quota di chi è occupato all’estero. Si trovano in una situazione peculiare anche gli occupati nell’ambito della tutela ambientale. Tra questi, infatti, la quasi totalità è inserita in posizioni tecniche, tipicamente occupate da laureati di primo livello (e non da laureati di secondo livello, come quelli esaminati). È per tali ragioni che, tra questi, è inferiore alla media la quota di chi ritiene la laurea efficace o molto efficace per lo svolgimento della propria attività lavorativa.

“E’ un paradosso che professioni storiche per il nostro Paese, come quelle legate al turismo – commenta Ivano Dionigi, Presidente di AlmaLaurea – non siano valorizzate e che il mercato del lavoro non paia attrezzato per cogliere le sfide del nuovo millennio puntando su professioni emergenti, come quelle legate alla tutela dell’ambiente. Il settore culturale è il motore del Paese su cui investire incentivando il dialogo tra sistema formativo e produttivo e potenziando gli investimenti in questo comparto-chiave dell’economia. Abbiamo due beni unici e competitivi che non valorizziamo: il patrimonio culturale e paesaggistico e il capitale umano dei giovani. E’ una follia tenere queste due Ferrari nel garage”.

Il Direttore di AlmaLaurea Marina Timoteo ha sottolineato “la necessità di sviluppare percorsi formativi negli ambiti connessi all’industria culturale e creativa, maggiormente orientati a una trasversalità delle competenze”. “In particolare – ha aggiunto – è estremamente urgente lo sviluppo delle nuove competenze digitali”.

"Con il Consorzio AlmaLaurea, sotto il patrocinio della Conferenza dei Rettori, abbiamo deciso di fare il punto sul livello occupazionale dei laureati italiani nel campo dell’Industria Culturale e Creativa – ha detto Aurelia Sole, Rettrice dell’Università della Basilicata -. Ovviamente la scelta di organizzare questo appuntamento a Matera non è casuale, nell’anno della Capitale Europea della cultura 2019 e non è casuale che la proposta sia partita dal nostro Ateneo che è stato pienamente partecipe di questo progetto e che ha molto investito in questo settore, soprattutto nella sede di Matera, dove la nostra proposta didattica comprende corsi di laurea triennali e magistrali pienamente in linea con questi temi, corsi internazionali, interateneo e con il riconoscimento del doppio titolo e corsi post laurea come il dottorato di ricerca e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici. Nell’ambito della promozione, recupero e conservazione dei beni culturali materiali e immateriali, nel campo della protezione ambientale e dello sviluppo di un turismo di qualità, o nel campo dell’arte, della musica e del design, possono trovare occupazione una grande varietà di laureati in discipline diverse. La giornata è servita per ragionare sui livelli di interdisciplinarietà della formazione al fine di rispondere adeguatamente alle possibilità di occupazione in questi settori".

PROFILO DEI LAUREATI IN DISCIPLINE “CULTURALI”

I laureati del 2018 in discipline “culturali” sono quasi 30.000 e costituiscono poco più del 10% del complesso dei laureati coinvolti nell’Indagine sul Profilo dei Laureati. Si tratta di laureati di primo e secondo livello che afferiscono a sei aree disciplinari: Architettura e Ingegneria civile (53,2%), Arte e Design (28,1%), Economico-turistico (8,3%), Scientifico (ambiente e beni culturali, 6,5%), Archeologico-umanistico (3,0%) e Agrario-forestale (1,0%). Per ragioni numeriche, quest’ultimo gruppo non viene riportato nelle analisi seguenti. Lo studio mette in luce alcune caratteristiche dei laureati in questi percorsi “culturali”, permettendone il confronto con il totale dei laureati coinvolti nell’indagine.

I laureati del gruppo Economico-turistico, che presentano la quota più elevata di cittadini non italiani tra tutti i gruppi considerati (6,1%), provengono da un contesto culturale meno avvantaggiato e più frequentemente da percorsi scolastici tecnici rispetto alla media delle discipline culturali; all’iscrizione danno meno importanza degli altri alle motivazioni di tipo culturale e più importanza a quelle di tipo professionalizzante. Sono tendenzialmente molto regolari nel concludere gli studi universitari e svolgono più frequentemente esperienze di studio all’estero e di tirocinio curriculare riconosciute dal corso. La valutazione dell’esperienza compiuta è molto critica, mostrando evidente insoddisfazione in particolare per gli aspetti contenutistici e disciplinari, al punto che solo il 60,5% dei laureati, se potesse tornare indietro, riconfermerebbe in toto il percorso concluso.

I laureati del gruppo Architettura e Ingegneria civile hanno alle spalle famiglie tendenzialmente più attrezzate dal punto di vista culturale ed economico (il 40% dei laureati di questo gruppo ha intrapreso un corso di laurea magistrale a ciclo unico in Architettura e Ingegneria edile). Concludono gli studi nei tempi previsti solo nel 30,8% dei casi, ma più degli altri svolgono esperienze di studio all’estero nel corso degli studi; di converso, sono poco diffuse le attività di tirocinio curriculare. La soddisfazione per l’esperienza di studio è inferiore alla media, in particolare riguardo al carico degli studi, considerato decisamente meno adeguato alla durata del corso rispetto agli altri percorsi.

I laureati dei gruppi Arte e Design e Archeologico-umanistico presentano caratteristiche similari. Entrambi provengono da contesti culturali più favoriti rispetto alla media e presentano una quota di diplomati liceali molto elevata (oltre l’80%, con quote decisamente consistenti di diplomi artistici, musicali e coreutici). Nell’iscrizione all’università sono stati spinti in prevalenza da motivazioni culturali: tale quota oscilla tra il 50 e il 60%, i valori più alti tra i gruppi considerati. In questi percorsi sono meno diffuse della media le esperienze di studio all’estero riconosciute dal corso e più frequenti invece i tirocini curriculari attivati durante gli anni dell’università. I laureati mostrano un elevatissimo gradimento per il corso concluso, in particolare per l’adeguatezza del carico degli studi. Le uniche differenze tra i due gruppi si evidenziano sulla quota di cittadini esteri, nettamente più elevata tra i laureati di Arte e Design (5,6%, di cui oltre un terzo di cittadinanza cinese, rispetto al 2,1% dell’Archeologico-umanistico) e sulla regolarità negli studi, ancora una volta a favore dei primi.

CONDIZIONE OCCUPAZIONALE DEI LAUREATI IN DISCIPLINE “CULTURALI”

I risultati dell’Indagine 2018 svolta da AlmaLaurea sulla Condizione occupazionale dei laureati confermano la tendenza, tra i laureati di primo livello, a proseguire gli studi universitari iscrivendosi ad un corso di secondo livello (61,9%). Tale tendenza è confermata anche tra i laureati in discipline “culturali”, tra i quali la prosecuzione degli studi universitari riguarda il 65,9%.

Per tale motivo, nel presente approfondimento si è scelto di circoscrivere l’analisi ai soli laureati di secondo livello (magistrali biennali e a ciclo unico), del 2017 e del 2013 intervistati, rispettivamente, a uno e cinque anni dal conseguimento del titolo. L’analisi dei principali esiti occupazionali dei laureati in discipline “culturali” è completata dal confronto con il totale dei laureati complessivamente coinvolti nell’indagine.

Le opportunità occupazionali offerte ai laureati in discipline “culturali” mostrano alcuni segnali di debolezza, sia nel breve sia nel medio periodo, con forti differenze a livello di gruppo disciplinare.

Le migliori opportunità occupazionali sono offerte ai laureati del gruppo Architettura e Ingegneria civile, che presentano valori superiori alla media dei laureati in discipline “culturali” e di quella nazionale, sia a uno sia a cinque anni dal titolo, in particolare in termini di tasso di occupazione ed efficacia della laurea nel lavoro svolto.

Anche i laureati del gruppo Economico-turistico presentano livelli occupazionali elevati sia a uno sia a cinque anni dal titolo. Anche in termini di tipologia dell’attività lavorativa, risultano avvantaggiati, mostrando, a cinque anni dalla laurea, la più alta percentuale di occupati alle dipendenze a tempo indeterminato. Tuttavia, in termini di coerenza tra studi compiuti e lavoro svolto, sembrano non trovare piena valorizzazione, mostrando i più bassi livelli di efficacia della laurea, non solo a uno ma anche a cinque anni dal titolo.

Meno favoriti i laureati dei gruppi Archeologico-umanistico, Arte e Design e Scientifico (ambiente e beni culturali) non solo in termini di tasso di occupazione, ma anche di caratteristiche del lavoro svolto (tipologia contrattuale ed efficacia della laurea).

Uno specifico focus è stato realizzato con riferimento ai livelli retributivi dei laureati in discipline “culturali”, che risultano decisamente inferiori alla media nazionale, non solo nel breve ma anche nel medio periodo. Ciò tra l’altro è confermato su tutti i gruppi disciplinari: i più favoriti sono Architettura e Ingegneria civile e il gruppo Economico-turistico, connotati peraltro da una maggiore propensione a lavorare all’estero. Si evidenzia, inoltre, che alcuni percorsi non riescono a garantire, nemmeno a cinque anni dal titolo, i livelli retributivi percepiti dal complesso dei laureati a un anno dalla laurea: si tratta dei gruppi Archeologico-umanistico e Arte e Design, a cui corrispondono retribuzioni mensili nette, a cinque anni, pari, in media, a 1.092 euro e 1.213 euro (rispetto ai 1.459 euro del totale degli occupati a cinque anni).

venerdì 5 luglio 2019

FlixBus: Matera e provincia sempre più connesse


MATERA - Nell’ambito di un’estensione della rete perseguita in tutta Italia, con particolare attenzione al Mezzogiorno, FlixBus si consolida a Matera e nella sua provincia, potenziando i collegamenti con il capoluogo, Policoro e Bernalda, e consolidandosi sul litorale, con nuove fermate a Scanzano Jonico e Nova Siri, e nell’entroterra, con l’arrivo a Tursi.

Il leader europeo della mobilità su gomma intende così assolvere al duplice obiettivo di facilitare gli spostamenti di chi parte dal Materano e veicolare, al tempo stesso, i flussi turistici verso la provincia, contribuendo a valorizzare un territorio sempre più rinomato complice l’avvenimento di Matera 2019 ma ancora scarsamente collegato dalle reti tradizionali.

Matera: 80 rotte al giorno per la Capitale Europea della Cultura 2019

Dall’arrivo in Italia, FlixBus ha colto l’opportunità di investire sulle potenzialità del patrimonio storico e culturale di Matera, incrementando via via i collegamenti con la Città dei Sassi e istituendo, in soli tre anni, connessioni con 80 città italiane a beneficio del territorio, che ha potuto giovare dell’arrivo di nuovi turisti, e dei Materani stessi. Oltre che dai principali centri a medio raggio, come Altamura, Bari, Taranto, Gallipoli, Barletta e Foggia, Matera è raggiungibile ogni giorno, ad esempio, anche da Salerno, Napoli, Roma, Milano, Genova, Firenze, Bologna, Venezia e Trieste.

Le ultime novità riguardano le prime relazioni tra Matera e la Calabria, che collegano la Città dei Sassi con varie località sul tratto della costa ionica da Rocca Imperiale a Sibari (ideali per un weekend al mare), vari comuni dell’entroterra come Spezzano Albanese e Tarsia e con Rende, Lamezia Terme, Vibo Valentia, Gioia Tauro, Villa San Giovanni e Reggio Calabria.

Litorale: più corse per Policoro e Bernalda e nuove fermate a Scanzano Jonico e Nova Siri

L’estensione della rete FlixBus coinvolge anche il litorale, con il lancio di collegamenti tra Policoro e Bernalda e varie destinazioni della Calabria Ionica come Cirò Marina e Crotone, oltre che di rotte stagionali in partenza, fra le altre, da Reggio Calabria, Lamezia Terme, Napoli, Firenze e Genova. Policoro diventa inoltre raggiungibile da Roma, Bologna, Ferrara, Padova, Venezia e Trieste.

Fanno il loro ingresso nella rete FlixBus anche Scanzano Jonico e Nova Siri, collegate in Calabria con il tratto di litorale compreso tra Rocca Imperiale e Sibari e altre città come Rende, Lamezia Terme e Reggio Calabria, in Puglia con centri come Bari, Barletta e Foggia, e Pescara in Abruzzo. Nova Siri è inoltre collegata con Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Padova, Venezia e Trieste.

Entroterra: avviati collegamenti con Tursi

Consapevole del potenziale turistico dell’entroterra materano quale alternativa valida al litorale, FlixBus investe infine su Tursi, collegandola direttamente con varie località della Calabria ionica (Trebisacce, Amendolara, Roseto Capo Spulico, Montegiordano Scalo, Rocca Imperiale), Sala Consilina, Fisciano, Roma, Firenze, Bologna, Ferrara, Padova, Venezia e Trieste.

Tutti i collegamenti con Matera e provincia sono prenotabili sul sito www.flixbus.it, tramite la app FlixBus, nelle agenzie viaggi del territorio e nelle edicole convenzionate.

Matera, arrestato un 42enne per tentata estorsione


MATERA - Un 42 enne del potentino è stato tratto in arresto dalla Polizia dopo che i militari lo hanno scoperto, in flagranza di reato, mentre tentava un'estorsione nei confronti di un impiegato, a Matera. L'uomo adesso si trova agli arresti domiciliari. Per lo stesso reato è stata anche denunciata in stato di libertà, alla magistratura, una donna.

A Metaponto sospensione dell'attività di un lido balneare


METAPONTO (MT) - Giro di controlli per i Carabinieri di Metaponto (Matera), in dieci strutture tra stabilimenti balneari e camping. I militari, affiancati dagli uomini dell'Ispettorato del Lavoro, hanno elevato delle sanzioni per un totale di circa 20 mila euro, e, nel caso di un lido, hanno decretato la sospensione dell'attività, avendo scoperto la presenza di due minorenni extracomunitari che lavoravano "in nero".

giovedì 4 luglio 2019

Rosario Caputo (Federconfidi): "Riorganizzazione ed Evoluzione dei Confidi"

Il Presidente di Federconfidi Rosario Caputo

MATERA - Sono stati due giorni di grande riflessione per il mondo del credito quelli appena trascorsi a Matera, in occasione dei lavori della Consulta dei Presidenti di Federconfidi – Confindustria, che ha coinvolto autorevoli esponenti del mondo dell’imprenditoria, della finanza e delle istituzioni del nostro Paese, che si sono confrontati sul delicato tema dell’accesso al credito per le imprese italiane.

I lavori della Consulta si sono conclusi oggi, giovedì 4 luglio 2019, con il Seminario Nazionale sul tema “Confidi: La Nuova Cultura del Credito”, che si è svolto presso Casa Cava, unico centro culturale ipogeo del mondo.

I lavori sono stati aperti dal Presidente di Federconfidi-Confindustria Rosario Caputo che, nel corso del suo applauditissimo intervento, nel porre l’accento sugli importanti risultati raggiunti nell’ultimo anno dalla Federazione da lui guidata, ha invitato i Confidi a matrice confindustriale a prendere decisioni fondamentali e improrogabili per la sopravvivenza dell’intero sistema.

“Ogni volta che si parla di Confidi – ha dichiarato il Presidente di Federconfidi Rosario Caputo - due sono le parole che maggiormente ascoltiamo: riorganizzazione ed evoluzione. Sicuramente dovremo procedere con le riorganizzazioni intensificando le “fusioni”, ma non è tempo più di ingannare noi stessi. Perché le fusioni saranno utili solo se accompagnate da una inevitabile modifica delle strutture che porti “da subito” l’innalzamento dei volumi finanziari garantiti, una forte riduzione del Cost/Income e il miglioramento del margine operativo. Pertanto, accompagnare la crescita strutturata dei nostri Confidi rimane una necessità. Anche se l’evoluzione del Sistema non riuscirà a produrre i suoi effetti migliori senza una netta divisione tra “Confidi maggiori” e “Confidi minori”. Creando, in tal modo, due poli di interesse e di rappresentanza che agiscano su strade parallele ma con finalità e obiettivi diversi. In sostanza – conclude Caputo - un nuovo assetto aggregativo, purché realizzato tra strutture omogenee, potrebbe essere il preludio ad un reale cambiamento dell’attuale Sistema di rappresentanza, rendendolo più forte e strutturato”.

A Caputo ha fatto da eco il Presidente della Piccola Industria di Confindustria Carlo Robiglio:

“Il credito è sempre stato fattore strategico – ha spiegato Carlo Robiglio, presidente Piccola Industria Confindustria - e lo è ancor di più in un contesto nel quale le imprese devono continuare ad investire, conquistare nuovi mercati, cambiare pelle per rimanere competitive. Oggi il tema della cultura del credito impone innanzitutto una riflessione sulle tendenze evolutive delle relazioni tra banche, confidi e Pmi, alla luce dei significativi cambiamenti dell’attuale contesto normativo a livello internazionale e nazionale. Tra le novità in grado di produrre esiti positivi c'è sicuramente la riforma del Fondo di Garanzia per le Pmi, entrata in vigore lo scorso marzo, che valorizza il ruolo dei confidi, in particolare quelli più strutturati. Le imprese dovranno prepararsi a questi cambiamenti per non esserne spiazzate. E i confidi potranno, anzi, dovranno, assumere una funzione strategica di veri e propri mediatori culturali per le piccole e medie imprese e per farlo sarà necessario proseguire nel percorso di rafforzamento patrimoniale e organizzativo intrapreso già da tempo".

Dopo gli interventi di Caputo e Robiglio, hanno preso la parola anche: Paolo Finaldi Russo, Direttore del Servizio Stabilità finanziaria Banca d'Italia; Raffaele Rinaldi, Responsabile dell’Ufficio Credito e Sviluppo ABI Associazione Bancaria Italiana; Giorgio Chiaron Casoni Head of unit, DG ECFIN, European Commission; Gianmarco Dotta Presidente Assoconfidi; Livio Schmid, Responsabile Area Istituzioni finanziarie di Cassa Depositi e Prestiti.

Federconfidi, vale la pena ricordarlo, riunisce i Confidi di area confindustriale e rappresenta 24 consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi distribuiti sull’intero territorio nazionale, per un totale di oltre 190.000 Piccole e Medie Imprese, garantendo ad esse finanziamenti per circa 6 miliardi di euro.

Al via la IX edizione del Woody Groove Festival


POTENZA - Sabato 6 luglio inizierà ufficialmente il WoodyGroove Festival, giunto ormai alla IX Edizione. Anche quest'anno, come di consuetudine, oltre 40 band hanno proposto la loro candidatura alla Direzione Artistica del festival che ormai, giunto alla IX Edizione, vine riconosciuto fra le più solide realtà legate alla ricerca della musica indipendente del sud.

Quest'anno il vestival si articolerà in quattro serate: nella prima serata si esibiranno i napoletani Alca Inpenne (Stoner Duo) energetici e potenti e i Cartago (Electro-Pop), formazione lucana. Sabato 13 luglio, invece, sarà la volta dei Pikes Peak (Alt. Rock) e del cantautore Giuseppe Telesca con il suo primo disco già particolarmente apprezzato seppure di freschissima uscita. Due tra i quattro artisti accederanno alla fase conclusiva del festival, e apriranno rispettivamente i concerti dei due ospiti di fama nazionale.

Dopo i Diaframma, i Nobraino e i Claudio Simonetti's Goblin nelle tre edizioni passate, infatti, quest'anno sarà la volta di Edda, voce storica dei Ritmo Tribale, (il 26 luglio) e di INOKI NESS, esponente storico della scena rap italiana (27 luglio). Il tutto si svolgerà come sempre nella suggestiva cornice boschiva del Parco di Sant'Antonio La Macchia, al Pipistrello Pub. Anche quest'anno l'evento si svolge grazie al sostegno del Fondo Socale della BCC Basilicata. I concerti sono tutti ad ingresso gratuito.

Copagri Basilicata: grano duro, remunerazioni sono ancora inferiori ai costi di produzione


POTENZA - “C’è ancora troppa distanza tra i prezzi del grano duro riconosciuti agli agricoltori e i costi di produzione che gli stessi devono sostenere e che rimangono più elevati; per questo è necessario puntare con sempre maggiore decisione sulla strada della qualità, cercando al contempo di andare a sfruttare tutte le possibilità offerte dagli accordi di filiera, per conseguire risultati più soddisfacenti dal punto di vista del reddito, e dalle reti di imprese agricole e industriali, nell’interesse reciproco e nel meccanismo della competitività e della collaborazione. L'aggregazione, infatti, è fondamentale per conseguire migliori risultati in termini di reddito”. Lo sottolinea il presidente della Copagri Basilicata Nicola Minichino in occasione della fase finale della campagna di mietitura e a proposito degli esiti del Tavolo della filiera grano-pasta svoltosi nei giorni scorsi al Ministero delle politiche agricole alimentari, forestali e del turismo.

“La contrazione della produzione nazionale di grano per l’annata in corso, in linea con quella mondiale, vede un calo delle superfici coltivate pari al 6,5% che porterà ad una superficie impiegata a grano duro di circa 1,2 milioni di ettari; tale contrazione, unita alle problematiche causate dalle condizioni metereologiche, che hanno portato forti piogge, grandinate ed escursioni termiche non indifferenti, e alla difficile situazione dei prezzi di mercato del grano, i quali si aggirano su remunerazioni decisamente inferiori ai costi di produzione, non fa altro che aggravare il forte deficit del nostro Paese, dove la produzione nazionale non riesce a soddisfare la domanda. Il rischio concreto è che venga tagliato fuori dal mercato un numero sempre maggiore di produttori agricoli”, prosegue il presidente della Copagri Basilicata.

“In ragione di ciò, guardiamo con favore alla necessaria istituzione di una Commissione unica nazionale, che sulla scia di quanto già avviene in altri comparti possa contribuire a riequilibrare i rapporti di forza all’interno della filiera, garantendo al contempo una maggiore trasparenza dei meccanismi alla base della formazione dei prezzi. La centralità della remunerazione equa di tutti i componenti della filiera è infatti un elemento imprescindibile”, conclude Minichino.

Contrasto al lavoro nero e sottopagato, Giordano (Ugl): “Quadro allarmante"

Capitano Marco Cappetta - Comandante GDF Policoro

MATERA - “Rivolgiamo il nostro plauso al Comandante della Compagnia, Capitano Marco Cappetta, e agli uomini della Guardia di Finanza di Policoro (MT), per le importanti operazioni che in queste ore hanno portato alla luce più di un caso riguardanti prestazioni lavorative in nero o lavoro sottopagato. Per l’Ugl, continua incessante l’azione di contrasto al sommerso di lavoro e d’azienda da parte dei militari, allo scopo di osteggiare quei fenomeni connessi agli illeciti in materia previdenziale e contributiva legati allo sfruttamento di lavoratori dipendenti assunti irregolarmente e all’evasione fiscale”.
Lo afferma il segretario provinciale dell’Ugl Matera, Pino Giordano per il quale, “è un quadro allarmante, solo grazie ai Finanzieri della Compagnia di Policoro si è appurato che tre persone prive di un regolare contratto di lavoro venivano impiegate in specifiche mansioni lavorative da un’impresa di ristorazione operante sul litorale della costa ionico-metapontina e dove, il datore di lavoro non aveva posto in essere alcun adempimento di ordine previdenziale ed assicurativo e non aveva effettuato la preventiva comunicazione di instaurazione del rapporto d’impiego.

Non è certo il primo caso – prosegue il sindacalista – ma l’Ugl da sempre contraria ad ogni forma di sfruttamento, invita il dipendente, per tutelarsi, a sporgere denuncia contro il datore di lavoro in forma anonima precisando inoltre che, i lavoratori che vogliono sporgere denuncia, ma che non se la sentono di esporsi in prima persona, possono rivolgersi ai sindacati.

Bisogna togliere il lavoratore dalle maglie della mancanza di occupazione e dalla disperazione, - continua il sindacalista - sia con lo strumento delle azioni di contrasto nei confronti degli imprenditori che non rispettano le regole, che attraverso l’ulteriore potenziamento delle iniziative governative concrete, utili a favorire un progressivo incremento dei posti di lavoro che tengano conto della dignità e dei diritti di tutti i lavoratori.

Ci troviamo in una situazione drammatica e, come Ugl, auspichiamo e sollecitiamo un pronto intervento da parte della politica ad ogni livello, che non può più fare finta di nulla, perché ad esempio non è possibile tollerare che gli organici degli ispettori del lavoro siano ridotti all’osso, quando invece debbano essere valorizzati per combattere la piaga dello sfruttamento del lavoratore. 

Nel caso specifico dell’operazione ordinata e diretta dall’ufficiale Cappetta, i finanzieri hanno contestato al responsabile dell’impresa oltre che alle previste sanzioni amministrative, l’obbligo di regolarizzazione delle posizioni lavorative e il versamento dei contributi previdenziali e assistenziali omessi.

Ribadiamo la nostra convinzione che le istituzioni governative ad ogni livello debbano fare una seria riflessione su ciò che sta accadendo, perché tali fenomeni sono per lo più ascrivibili al crescente stato di malessere dovuto dalla disoccupazione, in particolar modo nella nostra regione, che costringe i lavoratori anche qualificati (e persino laureati) ad accettare qualsiasi condizione pur di lavorare.

Il servizio testimonia il costante impegno profuso dalla Guardia di Finanza sul territorio materano nell’attività di prevenzione e repressione degli illeciti comportamenti a salvaguardia delle regole del mercato e della legalità economica nonché a tutela dei soggetti più deboli, ossia i dipendenti, per i quali, se non prevale la cultura della regolarità, saranno sempre loro a pagare il prezzo più alto”.

Perrino (M5S Basilicata) su strani rumors sul reparto di ginecologia a Matera


POTENZA - Dopo la paventata chiusura del reparto di psichiatria al “Madonna delle Grazie” di Matera, altri spettri continuano ad aleggiare sull’ospedale della città dei Sassi.

L’organizzazione sindacale FIALS ha annunciato per il prossimo 9 luglio un sit-in di protesta contro la momentanea chiusura del reparto di ginecologia di Matera. A quanto pare le OO.SS. e i lavoratori interessati non sarebbero stati preventivamente sentiti in merito dalla direzione dell’ASM.

Dal canto loro i vertici dell’ASM, quasi a voler gettare acqua sul fuoco, in data odierna hanno diramato un comunicato stampa che esalta il lavoro svolto dal reparto di ginecologia. Nella nota, oltre ad essere evidenziati i risultati raggiunti, si fa un breve accenno a “minimi accorpamenti della branca di ginecologia nella piattaforma chirurgica, al fine di coniugare il mantenimento delle attività assistenziali con il diritto irrinunciabile dei lavoratori alle ferie".

Le parole dei vertici ASM non sembrano rassicurare del tutto su future chiusure o accorpamenti.

Così come abbiamo fatto per psichiatria nelle settimane scorse, monitoreremo costantemente l’evolversi della situazione. In data odierna abbiamo protocollato un’interrogazione rivolta all’assessore Leone per conoscere quali atti o provvedimenti si intendono porre in essere per garantire continuità e qualità delle cure e dell’assistenza sanitaria prestata dal reparto di Ginecologia del P.O. “Madonna delle Grazie” di Matera. Se il problema è la carenza di personale, si dica chiaro e tondo che cosa servirebbe (e dove) per un corretto svolgimento delle attività e si lavori per raggiungere gli obiettivi. Le ferie non sono una calamità naturale imprevedibile, per cui forse sarebbe il caso di muoversi per tempo per scongiurare il verificarsi di situazioni che si moltiplicano dando luogo ad un assurdo quanto pernicioso stillicidio francamente inaccettabile. I giorni 8, 9 e 10 luglio, è prevista una serie di incontri presso il Ministero della Salute, denominata 'Maratona Patto per la Salute'. Tali incontri sono aperti a tutti gli attori del mondo della sanità che abbiano proposte da suggerire per costruire il nuovo Patto per la Salute, la cui bozza è consultabile a questo link. Ci auguriamo che dal nostro territorio arrivi un contributo fattivo: lasciano ben sperare i segnali che si colgono anche a seguito del convegno del 29 giugno scorso, organizzato dalla FIALS e che ha visto la partecipazione di diverse associazioni che si prodigano per la difesa dei diritti dei cittadini in materia di sanità. Così Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio Regionale.

mercoledì 3 luglio 2019

A Matera convegno Unibas “Università e mercato del lavoro nell'ambito dell'industria culturale e creativa”


MATERA - Nell'anno in cui Matera è capitale europea della cultura il Consorzio Interuniversitario AlmaLaurea, in collaborazione con l'Università della Basilicata e la Conferenza dei Rettori delle Università Italiane – CRUI organizza a Matera, venerdì 5 luglio 2019, nell’aula magna del Campus in via Lanera (dalle ore 10.30) il convegno “Università e mercato del lavoro nell'ambito dell'industria culturale e creativa”.

L'obiettivo dell’incontro è di approfondire, grazie alla documentazione statistica raccolta annualmente da AlmaLaurea, la relazione tra università e mercato del lavoro, con uno sguardo particolare rivolto proprio ai percorsi di studio universitari in ambito culturale e creativo.

Dopo i saluti istituzionali, il programma prevede in apertura una'analisi della relazione tra Università e mercato del lavoro in questi ambiti, condotta sulla base dei dati elaborati dal Consorzio AlmaLaurea, che riunisce 75 università italiane.

In particolare saranno presentate sia le caratteristiche occupazionali dei laureati sia i percorsi formativi di provenienza degli stessi, con l'obiettivo di avviare una riflessione sull'efficacia delle esperienze formative per la realizzazione professionale e di vita dei nostri laureati.

Alle presentazioni dei dati elaborati dal Consorzio farà seguito una tavola rotonda volta a condividere la riflessione e a ragionare assieme sugli scenari in cui si collocano i nostri giovani laureati in discipline artistico-culturali.

"Con il Consorzio AlmaLaurea, sotto il patrocinio della Conferenza dei Rettori, abbiamo deciso – ha spiegato la Rettrice dell’Unibas, Aurelia Sole - di fare il punto sul livello occupazionale dei laureati italiani nel campo dell’industria culturale e creativa.

Ovviamente la scelta di organizzare questo appuntamento a Matera non è casuale, nell’anno della Capitale Europea della cultura 2019, e non è casuale che la proposta sia partita dal nostro Ateneo che è stato pienamente partecipe di questo progetto e che ha molto investito in questo settore, soprattutto nella sede di Matera, dove la nostra proposta didattica comprende corsi di laurea triennali e magistrali pienamente in linea con questi temi, corsi internazionali, interateneo e con il riconoscimento del doppio titolo, e corsi post laurea come il dottorato di ricerca e la Scuola di Specializzazione in Beni Archeologici.

Nell’ambito della promozione, recupero e conservazione dei beni culturali materiali e immateriali, nel campo della protezione ambientale e dello sviluppo di un turismo di qualità, o nel campo dell’arte, della musica e del design, possono trovare occupazione una grande varietà di laureati in discipline diverse, l’occasione della giornata sarà anche quella di ragionare sui livelli di interdisciplinarietà della formazione al fine di rispondere adeguatamente alle possibilità di occupazione in questi settori".

martedì 2 luglio 2019

Omelia dell'arcivescovo mons. Caiazzo per la celebrazione eucaristica della Festa di Maria SS della Bruna

MATERA - Carissimi, vi saluto ancora una volta nel nome del frutto benedetto del grembo di Maria, Gesù, che da sempre e per sempre è in mezzo a noi.

Saluto i confratelli presenti, i diaconi, le religiose, le autorità civili e militari, l’Associazione Maria SS. Della Bruna con il suo Presidente Mimì Andrisani, tutte le confraternite, i Pastori dell’anima e Gli Angeli del Carro, voi fedeli qui presenti e quanti state seguendo da casa la celebrazione attraverso il servizio reso da TRM.

Oggi per Matera è un giorno particolare: è la festa della Madonna della Bruna. Stamattina, durante la messa “detta dei pastori”, pensavo, volando indietro nel tempo, come i nostri pastori, attraverso la loro fede genuina, erano capaci di coniugare fede e lavoro, soprattutto in questo giorno, attingendo alla Parola di Dio e mettendosi in cammino dietro alla dolce Madre della Bruna, con la gioia e l’ansia di chi sente la responsabilità nel guidare il proprio gregge e badare alla propria famiglia. Ho immaginato che insieme a loro probabilmente ci fossero anche le greggi. Ho sentito i loro belati, le campanelle appese al collo, i fischi e le grida dei pastori che si alternavano a canti e preghiere. In quest’ottica si coglie e capisce il senso della processione dei pastori attuale.

Ai pastori, gente umile che al tempo di Gesù erano messi ai margini della società e considerati immondi, a loro fu dato a Betlemme il primo annuncio che Maria aveva partorito un Bambino, Gesù. I pastori, a Matera, danno a noi la sveglia per adorare nella Vergine della Bruna la presenza viva di Gesù, Dio che si è fatto come noi per farci come lui. Questa è la fede che ci è stata tramandata e che ha fatto cultura. Chi non conosce la storia di Matera, fortemente legata alla sua Madonna, non potrà capire nemmeno questo tipo di manifestazioni religiose.

Siamo giunti a questo giorno dopo esserci preparati spiritualmente e culturalmente in momenti di preghiera, di ascolto della Parola e di meditazione, confrontandoci anche su tematiche inerenti la nostra vita privata e sociale.

Rivolgiamo un particolare ringraziamento a Sua Eminenza il Cardinale Angelo Amato, inviato direttamente da Papa Francesco, come suo delegato, il quale, nella celebrazione di San Giovanni da Matera il 20 giugno, ha ricordato gli 880 anni dalla morte del nostro santo concittadino. Solenne concelebrazione Eucaristica che ha visto la partecipazione dell’intera Arcidiocesi di Matera – Irsina: clero e fedeli. In quella occasione ho annunciato in modo ufficiale che San Giovanni da Matera deve essere considerato Patrono minore principale della nostra Arcidiocesi, come già proclamato dal mio predecessore, S.E. Mons. Camillo Cattaneo della Volta, nel 1830. Dal prossimo anno in tutte le parrocchie è obbligatorio celebrare la festa di S. Giovanni da Matera.

Un grazie speciale anche a S. Eminenza Card. Pietro Parolin, Segretario di Stato Pontificio, che ha chiuso la settimana di preghiera e di novena in preparazione alla Festa di Maria SS della Bruna. In questi giorni la nostra fede, arricchita dalla loro presenza, ha sperimentato la presenza di Gesù, il vero festeggiato.

Come Maria ha visitato Santa Elisabetta, anche noi abbiano ricevuto la gioia di avere in visita tra noi alcuni Vescovi quali quello di Catanzaro - Squillace, di Cassano allo Jonio, di Rossano - Cariati, di Taranto, di Melfi – Rapolla – Venosa. Davvero una grande ricchezza! E’ questa la vera essenza di questa festa: Maria che, visitata da Dio e resa feconda dallo Spirito Santo, ci dona il vero volto di Gesù.

La settimana è stata arricchita altresì dalla festa del quotidiano Avvenire. Nell’anno in cui Matera è il centro dell’Europa, da questa nostra amata città, in un’agorà affollata, in Piazza S. Francesco, messaggi antichi e sempre nuovi sono stati oggetto di riflessione condivisa: Giovani, lavoro e legalità, sfide per lo sviluppo del mezzogiorno; il futuro dell’Europa tra America e Asia; l’eccellenza della proposta italiana nel mondo, formazione, ricerca e cura. Sani dibattiti che sono stati fermento per le nostre menti, nella speranza che arrivino al cuore di questa nostra Europa, che vive una fragilità culturale e spirituale.

Nel brano del vangelo che è stato proclamato San Luca ci narra la visitazione di Maria a S. Elisabetta. Il suo intento è quello di presentare le comunità del tempo presenti in tutto l’impero romano. Ma c’è di più. Luca presenta Maria come modello che tutti siamo chiamati a imitare per accogliere la Parola di Dio: lei l’accoglie, la vive e la mette in pratica.

La nostra comunità di Matera, ad imitazione di Maria, vive e mette in pratica il suo agire al servizio di tutti i fratelli.

La Vergine Santa lascia la sua casa, il suo paese, Nazaret e, camminando per 150 Km, arriva in montagna ad Ain Karem, poco lontana da Gerusalemme. Ad Ain Karem, il mio predecessore, S.E. Mons. Antonio Ciliberti, ottenne di collocare in una bellissima edicola, l’immagine della Madonna della Bruna, così come è rappresentata nell’affresco – icona nella nostra Basilica Cattedrale. Come in un parallelismo, possiamo dire che da Matera Maria si è messa in cammino e ancora una volta ha raggiunto quella località descritta nel Vangelo, a ricordarci che il suo viaggio non è da collocarsi in una precisa data storica ma in ogni oggi della storia in cui l’uomo vive e incontra Dio.

Uomo che è in Oriente come nella vecchia Europa, in Africa, come in Asia, in America come in Oceania e Australia. E’ l’uomo che abita il mondo che Dio viene a visitare attraverso Maria. Uomo sofferente nel corpo e nello spirito, uomo solo e abbandonato, disoccupato, giovane e scoraggiato, deluso e ingannato, immigrato e senza fissa dimora, sfruttato e delegittimato, schiavo degli idoli del tempo e abbandonato al suo destino. Chi non sa accogliere o non vuole accogliere Maria che porta Gesù, Via, Verità e Vita, non trova il senso della propria esistenza.

Una città senza Maria, un’Europa senza vita spirituale, un mondo capace di costruire muri e steccati, diventano sempre più poveri, tristi, sofferenti, egoisti, perché senza Dio.

Maria, anche oggi, partendo non da Nazaret ma da Matera, si mette in cammino per le nostre strade per raggiungere i luoghi abitati da ogni uomo. Da qui dialoga, come in un nuovo Areopago, con la Chiesa, con il mondo della politica e della cultura, con l’Europa, con l’umanità intera e ci dona la gioia che vive in Lei: Gesù, Salvatore del mondo. Gioia che fa sussultare, danzare, come Giovanni Battista nel grembo di sua mamma Elisabetta. Gioia che spalanca gli occhi sulla storia e guarda l’umanità con gli stessi occhi di Dio.




Nell’incontro tra le due cugine, Elisabetta indica il passato, Maria il presente e il futuro. E’ un incontro familiare come quelli che devono contraddistinguere i nostri rapporti umani. Due donne, una diversa dall’altra, due generazioni a confronto, dove la più giovane, Maria, attraverso la sua visita, porta gioia, anzi porta la vera gioia che ha dentro, il frutto del suo seno, Gesù. Due donne gravide di vita umana e divina che esprimono il senso della famiglia, della casa, dell’agire di Dio che fa riconoscere ad ognuna delle due l’opera che lui sta compiendo.

Le parole di Elisabetta, il saluto che rivolge a Maria, da quel momento diventano preghiera per ogni generazione, fino ai nostri giorni: è l’Ave Maria che fin da piccoli rivolgiamo a Maria, che per noi è la Madonna della Bruna.

Un ultimo aspetto vorrei sottolineare di quest’incontro. Elisabetta, rivolgendosi a Maria, dice: "Beata colei che ha creduto, nell’adempimento delle parole del Signore". L’evangelista Luca, riportando le parole di Elisabetta, oggi a noi dice che credere nella potenza della Parola di Dio significa fidarsi di Lui, che mantiene sempre fede alle sue promesse. Chi crede, sperimenta che la Parola è creatrice e genera vita nuova. E’ avvenuto nel seno di Maria Vergine, avviene oggi in quanti vivono l’attesa non di eventi prodigiosi ma del prodigio di Dio che vuole incarnarsi nella vita di ogni uomo. E questo vale per l’uomo colto come per l’analfabeta, per il ricco come per il povero, per il credente come per chi professa un’altra fede, per i materani come per gli europei, per gli africani come per gli asiatici, per gli americani come per gli australiani, per i credenti e i non credenti.

Maria, a sua volta, benedice quest’incontro con un canto d’amore meraviglioso, il Magnificat. La Vergine Santa si definisce umile e parte “dei poveri di Dio”, addirittura di coloro che temono Dio e che ripongono speranza e fiducia in Lui quando nella vita sperimentano l’assenza di diritti o di giustizia. Questi poveri sono il linguaggio vero di Dio, quella parte del popolo d’Israele che, come i pastori, seppur nell’umiltà e nella povertà, con la presenza del Signore nella loro vita, cambieranno la storia, tanto da scrivere pagine di vita meravigliose alle quali tutti potranno attingere. Sono esattamente il contrario degli orgogliosi che si fidano solo di se stessi: “Ha disperso i superbi nei pensieri del loro cuore; ha rovesciato i potenti dai troni, ha innalzato gli umili; ha ricolmati di beni gli affamati, a rimandato i ricchi a mani vuote”.

La Madonna, attraverso l’immagine che porteremo per le strade della nostra città, busserà alla porta delle “tante Elisabetta” che si trovano in situazioni di necessità, di bisogno, di sofferenze, di dubbi, di incertezze per il futuro; che stanno subendo ingiustizie e ricatti, vivendo situazioni di inimicizie e divisioni, cedendo alla paura e allo sconforto. Maria bussa alle porte delle famiglie in crisi, divise, al cuore delle donne che portano in sè il dono della vita e che hanno deciso di interrompere la gravidanza, all’animo dei giovani scoraggiati e arrabbiati, alle menti di quanti hanno la responsabilità di governo, agli imprenditori e operai, ai professionisti e a quanti mendicano quotidianamente la vita. Maria viene a bussare alla porta di tutti. Se come Elisabetta sapremo aprire il cuore e spalancare gli occhi, questi si riempiranno di luce e anche le lacrime di dolore come quelle di gioia feconderanno, come pioggia, la nostra esistenza aprendoci alla speranza di una vita nuova.

A Maria, la nostra dolce Madonna della Bruna, ci affidiamo affinchè, sul suo esempio, lasciamo agire la potenza dello Spirito Santo e la Parola diventi carne nelle scelte di vita che siamo chiamati a fare.

Buona festa della Bruna a tutti.

Morte sul lavoro a Policoro, Ugl: “Più cultura della sicurezza nei luoghi di lavoro”


MATERA - “L’Ugl esprime il suo cordoglio alla famiglia di Giambattista Cuccarese, l’uomo di 57 anni ch’è morto stamani travolto da un trattore che stava guidando, nei pressi di un campo di sua proprietà, a Policoro (Matera). Il sangue versato, nell’ennesimo incidente in itinere sui campi della Basilicata impone una seria e circostanziata riflessione sullo stato della sicurezza in agricoltura dove ancora un brutto incidente deve far riflettere su quanto la sicurezza per i nostri lavoratori sia sempre più precaria”.

Lo ha dichiarato Pino Giordano, Segretario Generale dell’Ugl Matera, in merito alla morte dell’operaio mentre era intento a andare a lavoro nel suo podere. Siamo sconcertati e attoniti. In attesa di capire l'esatta dinamica dell'incidente, in questa fase non possiamo esimerci dal rivendicare una rinnovata attenzione da parte di tutte le istituzioni preposte al tema della sicurezza sui luoghi di lavoro, in particolare in agricoltura dove va intensificata l'opera di informazione e prevenzione. Non è possibile morire di lavoro. Siamo di fronte a una vera e propria emergenza in Basilicata alla quale si può mettere fine solo unendo le forze e mettendo in campo azioni concrete. È il momento non solo che la politica e le istituzioni facciano la loro parte: rispetto delle norme e restituire il giusto valore alla sicurezza nei luoghi di lavoro. È del tutto evidente che quanto fatto finora non basta e occorre intervenire con rapidità per evitare che ulteriori tragedie si consumino nella rassegnazione di chi può e deve intervenire”.

Per il segretario provinciale dell’Ugl giovani Matera, Domenico Giordano, ‘alla moglie Letizia Leone ed al figlio, nostro grande giovane amico, Antonio Cuccarese, da tutta l’Ugl, vicinanza, profondo cordoglio e solidarietà. Giambattista un grande lavoratore, che purtroppo ha avuto come triste epilogo la sua morte e dove dobbiamo noi giovani lottare affinché questi fatti ci inducano oggi e domani a non abbassare la guardia su temi importanti, quali la salute e la sicurezza nei luoghi di lavoro, nella consapevolezza - conclude Giordano - di dover investire sempre più in formazione, informazione e prevenzione affinché non si registrino mai più eventi simili come il caso Giambattista Cuccarese”.

lunedì 1 luglio 2019

Messaggio del Vescovo Caiazzo alle autorità civili e militari


Carissimi,

il 01 luglio, nella tradizione di questa nostra Chiesa locale, rappresenta un momento importante di dialogo tra la Chiesa e le istituzioni che saluto con affetto e stima. Mi si permetta un particolare saluto a S. E. Il Signor Prefetto, alla sua prima festa della Bruna. Saluto i rappresentanti della nuova Giunta Regionale e i nuovi Sindaci da poco eletti, alcuni dei quali riconfermati. Saluto tutte le istituzioni civili e militari convenuti in questa Basilica Cattedrale.

«La Chiesa – dice il Concilio Vaticano II – stima degna di lode e di considerazione l’opera di coloro che, per servire gli uomini, si dedicano al bene della cosa pubblica e assumono il peso delle relative responsabilità» (GS 75).

“Le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce degli uomini d’oggi, dei poveri soprattutto, e di tutti coloro che soffrono, sono pure le gioie e le speranze, le tristezze e le angosce dei discepoli di Cristo, e nulla vi è di genuinamente umano che non trovi eco nel loro cuore” (GS 1).

Queste parole mi sono propizie per rivolgermi a voi, che, nel rispetto del ruolo che svolgete, agite per il bene del nostro territorio e della nostra gente.

Questo è l’anno in cui Matera rappresenta l’Europa, anzi è l’Europa. E’ Capitale della Cultura Europea. Tutti assistiamo al gran numero di persone che attraversano le strade della nostra città: i popoli s’incontrano, le lingue dialogano, le diversità sono sempre più ricchezza di un nuovo umanesimo.

Matera è città ricca di storia millenaria, di uomini e donne che hanno impreziosito la cultura italiana, di eroi che, per primi in Italia, hanno versato il loro sangue insorgendo contro l’occupazione nazista, di santi pastori che hanno saputo guidare questa Chiesa con amore e determinazione attraverso l’annuncio profetico del vangelo, contro ogni forma di rassegnazione, di discriminazione e di ingiustizia.

Matera oggi rappresenta il nuovo Areopago, il cortile dei Gentili. Come S. Paolo ad Atene, che nell’Areopago interagì con la cultura del tempo senza rinunciare alla verità evangelica, così oggi da Matera diciamo all’Europa, con Papa Francesco, che «abbiamo bisogno di aiutarci a non cedere alle seduzioni di una cultura dell’odio e individualista che, forse non più ideologica come ai tempi della persecuzione ateista, è tuttavia più suadente e non meno materialista». Sia io che voi, abbiamo una grande responsabilità: “ridare anima al popolo e farlo crescere”. Traguardo al quale possiamo giungere se saremo capaci di camminare insieme per costruire la storia senza dimenticare che l’Europa ha incontestabili radici cristiane. Ma l’Europa sta vivendo una forte crisi di fede.

Risuonano molto attuali le parole di Benedetto XVI quando diceva nel 2010 che alla crisi di fede si accompagna una crisi morale. Tutti rischiamo di soccombere alla «pressione esercitata dalla cultura dominante, che presenta con insistenza uno stile di vita fondato sulla legge del più forte, sul guadagno facile e allettante».

Sintetizzo il pensiero del Papa emerito in questi termini: crisi di fede e di morale che dobbiamo inquadrarla in una crisi più generale che sta vivendo il vecchio Continente: è scristianizzato, frammentato, in balia di flussi d’immagini sempre nuove che impediscono la riflessione e la vera comunione fra le persone.

La cultura dell’odio e individualista, condannata da Papa Francesco è esattamente il contrario della cultura cristiana. Abbiamo celebrato da poco la solennità del Corpus Domini. Gesù, mentre si rivela nello spezzare il pane, chiama i discepoli ad essere carità: “Date loro voi stessi da mangiare”. Parla al plurale: il bene è comune, per tutti, nessuno escluso. Gesù non rimanda indietro nessuno. Questa è stata la tentazione dei discepoli: «Congeda la folla perché vada nei villaggi e nelle campagne dei dintorni, per alloggiare e trovare cibo: qui siamo in una zona deserta», dice: «Voi stessi date loro da mangiare».

Riporto un altro passaggio di Papa Francesco che ben descrive il contesto politico culturale nel quale l’Europa oggi vive. In questi anni, dice Francesco, «in molti hanno beneficiato dello sviluppo tecnologico e del benessere economico, ma i più sono rimasti inesorabilmente esclusi». Nel frattempo, «una globalizzazione omologante ha contribuito a sradicare i valori dei popoli, indebolendo l’etica e il vivere comune, inquinato, in anni recenti, da un senso dilagante di paura che, spesso fomentato ad arte, porta ad atteggiamenti di chiusura e di odio».

Parole, queste, che richiamano alla necessità che si ritorni a mettere l’Uomo al centro delle attenzioni comuni, salvaguardando e difendendo i diritti umani ben sanciti nella carta costituzionale italiana ed europea. Un’Europa capace di tornare ad essere Terra di Uomini, nel rispetto della loro dignità: solo così si garantisce la costruzione della “civiltà dell’amore”.

In questo 2019, anno in cui Matera è al centro dell’attenzione dell’Europa intera, la Madonna della Bruna, varcando la soglia della Cattedrale e percorrendo le strade di questa città in festa, accoglie sotto il suo manto ogni cultura, ogni religione, ogni tradizione, rivestendole della vita divina che porta in sé.

Ma non solo Matera è al centro dell’Europa, tutta la Basilicata lo è. Questa nostra regione, piccolo lembo di terra ma dal cuore grande, necessita di concrete azioni e scelte operative, che garantiscano ai giovani di poter rimane nella propria terra, coltivare le proprie tradizioni per costruire qui il proprio avvenire. Da qui, oggi nasce questo nostro comune impegno!

Impegno che ci permette, per dirla con Don Tonino Bello, di fare percorsi di “convivialità delle differenze” per sviluppare, “in sinergia con gli altri attori sociali del territorio, dialogo e cooperazione con le istituzioni pubbliche per promuovere la riqualificazione degli spazi della vita pubblica e “organizzare” una solidarietà capace di incontrare le nuove povertà, di costruire reticoli di integrazione culturale, di trasformare le criticità in occasioni di promozione dell’uomo, ristabilendo il principio della partecipazione di tutti alla costruzione di una città aperta, dialogante ed educante”.

Non a caso S. Paolo ci ricorda che in Cristo «non c’è Giudeo né Greco; non c’è schiavo né libero; non c’è maschio e femmina, perché tutti voi siete uno in Cristo Gesù» (Gl 3,28).

Impegno che consentirà alle eccellenze presenti nel territorio regionale (fabbriche, insediamenti industriali, coltivazione della frutta e altro) di continuare a produrre economia guardando ai lavoratori e al contesto tutto, in un clima di collaborazione tra imprenditori, istituzioni e abitanti. La Chiesa insegna che bisogna tenere insieme i tre principi che stanno alla base di ogni ordine sociale: lo scambio di equivalenti; la redistribuzione; la reciprocità. In questo modo si potrà intervenire non solo sul piano culturale, ma anche su quello propriamente istituzionale. Sono prerogative indispensabili affinchè il principio di fraternità trovi la sua giusta collocazione nell’ordinaria vita economica. Sappiamo che purtroppo non sempre è stato così.

Impegno che consentirà di costruire ponti di umanità e solidarietà per far risalire la china a quanti sono precipitati nell’abisso del vizio del gioco, a volte legalizzato, che è causa di rottura e fallimento per tante famiglie. Tanti di loro sono diventati preda degli usurai. La nostra Fondazione antiusura “Mons. Cavalla” ascolta molte di queste storie. Non sempre da soli riusciamo a risolvere i problemi.

Impegno che consentirà di costruire ponti di umanità perché questa nostra bella e amata terra ritorni ad essere incontaminata. La mancanza del rispetto dell’ambiente e lo sfruttamento selvaggio hanno portato a un grande aumento di malattie che mietono vite umane di qualunque età. Basta bonificare i siti contaminati o piuttosto sarebbe opportuno avviare una valida azione di Sorveglianza Sanitaria accompagnata da studi che mirino al benessere degli operai e degli abitanti delle zone della Val Basento?

Impegno che consentirà di costruire ponti di umanità che ci permettano d’incontrarci, di stare insieme, condividere il vissuto, gioire e soffrire con la certezza di poter contare sulla attuazione di investimenti strategici sulle politiche attive per il lavoro e sulla formazione. E’ in questo incontro che le famiglie potranno sanare le proprie ferite e riscoprire la bellezza di vivere in armonia.

Impegno che consentirà di costruire ponti di umanità perchè la “civiltà dell’amore” sia fondata sull’amore sano, gratuito che non è possesso ma libertà di cuore. Perché nessuno è proprietà personale di altri e quindi nessuno può essere annientato (penso ai femminicidi e infanticidi che in Italia sono sempre più in aumento). Siamo tutti di Dio e Dio è amore, e l’amore è armonia capace di superare difficoltà e sofferenze.

La nostra devozione alla Madonna della Bruna, in un crescendo di armonia tra fede e cultura, ci aiuti a capire che cultura è soprattutto carità. E’ lei, la Madre, che continua a mettersi in cammino portando dentro di sé la Parola che si è fatta carne per servire la storia attuale, l’uomo nelle sue fragilità. E’ in questi termini che va letta la visita di Maria alla cugina Elisabetta, bisognosa di affetto, di vicinanza, di servizio.

Grazie, carissimi, per la vostra presenza attiva e costante sul territorio; grazie per la sicurezza che garantite alla nostra gente; grazie per le politiche di inclusione nelle quali siete impegnati e per i ponti che state costruendo verso l’Europa e il mondo intero.

Perché come dice lo scrittore Italo Calvino, nelle Città Invisibili, “il ponte è la linea dell’arco che le pietre formano”, ma “senza pietre non ci sarebbe arco”. Noi siamo le pietre chiamate a costruire e reggere l’arco affinchè possa essere solido passaggio per l’umanità a noi affidata.

Se Matera e il suo comprensorio sono guardati con meraviglia, il merito è anche vostro.

Vi affido alla Madonna della Bruna e vi benedico.

†Don Pino

sabato 29 giugno 2019

Perrino (M5S): "Misuriamo il cambiamento della Giunta Bardi sulla gestione della Fondazione Matera 2019"


MATERA - Il governo del cambiamento targato Bardi fatica ad assestarsi. Tra megauffici galattici, annunci buttati a caso e numeri risicati in consiglio, sembra che molti dei neo-consiglieri non abbiano ben compreso l’essenza del loro ruolo di rappresentanti dei cittadini.

Lo si evince chiaramente dalle risposte scomposte degli esponenti della maggioranza ai pungoli posti dalle varie opposizioni. Così apprendiamo da Bellettieri che le minoranze non dovrebbero intralciare il lavoro degli uffici con atti ispettivi e quant’altro per non ostacolare questa fase di cambiamento. Lungi da noi prendere le difese di esponenti della minoranza di centrosinistra, ma è davvero curiosa la concezione di dibattito politico espressa da Bellettieri.

Noi continueremo ad esercitare imperterriti le nostre prerogative di consiglieri nel rispetto dello Statuto e del Regolamento consiliare, anche per misurare l’entità e la portata del cambiamento.

Uno degli esami che questa giunta dovrà affrontare sarà quello della Fondazione Matera - Basilicata 2019. Nell’unica riunione alla quale abbiamo preso parte come membri del Consiglio di Indirizzo, abbiamo subito evidenziato l’approssimazione e l’improvvisazione della fondazione. Per adesso il board della fondazione è riuscito a farsi scudo con l’immenso ritorno di immagine che sta avendo la città di Matera e grazie ai buoni uffici di Paolo Verri. Tutto questo potrebbe non bastare visto il malumore che serpeggia nel tessuto vivo della città e anche alla luce di evidenti deficit organizzativi non all’altezza degli standard europei.

Anche la trasparenza amministrativa lascia molto a desiderare. Basta dare un’occhiata alla “sezione trasparenza” del sito web per rendersi conto che quest’ultima sembri rappresentare un fastidioso orpello per la fondazione. Sono molte le informazioni mancanti previste dagli obblighi di pubblicità, trasparenza e diffusione di informazioni da parte delle pubbliche amministrazioni del Decreto legislativo 14 marzo 2013, n. 33. Le abbiamo elencate tutte in un’interrogazione depositata in Consiglio Regionale.

Siamo al giro di boa di questo 2019 per Matera e crediamo sia indispensabile dare segnali concreti anche dal punto di vista della trasparenza. Così in una nota Gianni Perrino, portavoce M5S Basilicata - Consiglio regionale.

Giordano (Ugl) su Zes Jonica Taranto-Basilicata


MATERA - "Il sistema socio economico della Basilicata, ma della provincia di Matera e dell’area murgiana, naturale cerniera tra le due ZES (Adriatica e Jonica), sta attraversando una fase molto difficile in conseguenza sia della crisi economica generale ormai diventata anche sociale, che per il settore manifatturiero del 'mobile imbottito' è ancora pienamente in atto, sia di alcune particolari criticità locali, tra le quali la Ferrosud e le imprese del settore chimico, localizzate in Valbasento".
Lo ha detto Pino Giordano, segretario provinciale dell’Ugl Matera a margine e su invito dell’Avv. Pierluigi Diso, Coordinatore associazione interregionale Zes Taranto – Basilicata MT, al convegno svoltosi nella sala Consiliare del Palazzo di Città di Taranto dal tema Zes Jonica Taranto-Basilicata: Una occasione di sviluppo per il Sud.

“Una occasione unica vedere seduti ad un tavolo diversi esponenti e discutere su un unico progetto – ha continuato Giordano - : Mino Borraccino, Ass. Regionale Puglia, Fulvio Lino Di Blasio, Segr. Gen. Autorità del Sistema Portuale Jonio, Vincenzo Cesareo, pres. Confindustria Taranto, Michele Conte, Pres. International Propeller Taranto, Pierluigi Diso, l’On. Ludovico Vico, coordinatore dei lavori, oltre a diverse personalità politiche-sindacali-istituzionali. Da ormai troppo tempo – ha proseguito Giordano – per Ugl si assiste agli effetti di un preoccupante processo di delocalizzazione della produzione made in Italy invece che dei siti produttivi.

Occorre ripartire dalle politiche giovanili, dal degrado urbano e dallo spopolamento delle aree interne, ma elementi di ottimismo ci sono basta guardare alla vitalità imprenditoriale, la nuova società civile e la sua posizione strategica nel bacino del Mediterraneo. E’ giunto il momento di mettere a frutto tutte le potenzialità e farle diventare trainanti, ossia far sì che siano massa critica per far ripartire il Mezzogiorno.

Non possiamo che apprezzare quanto ha comunicato personalmente l’assessore lucano, Franco Cupparo, nell’incontro scorso a noi Ugl dedicato, quando ha riferito che le ZES devono attrarre i grandi player internazionali con investimenti di logistica e strutturali nei vari porti e retroporti meridionali, necessari come snodi dei nuovi flussi commerciali in giro per il Mediterraneo. Dobbiamo pur affermare – ribadisce il segretario Ugl – che la vecchia politica regionale del centro-sinistra non ha mai pensato a un sistema di logistica in grado di ridurre i costi di gestione, razionando i flussi e migliorando l’efficienza dell’intero processo di gestione e di spedizione del prodotto finito.

Certo, grazie anche all’attività dell’associazione coordinata dall’Avv. Pierluigi Diso, Coordinatore associazione interregionale Zes Taranto – Basilicata MT, che tanto già ha sviluppato e fatto, non è il momento di perdersi d’animo perché la ZES è nata e occorre adesso pensare al completamento del sistema infrastrutturale, prima che sia troppo tardi ed anche questo fattore di attrazione venga meno. L’Ugl Matera sarà da supporto in questa fase al Comitato lucano, dove si prefissa di essere di stimolo a questa nuova governance lucana per suggerire e orientare la Regione Basilicata nel percorso avvio del Progetto di Sviluppo Strategico.

Ecco perché - conclude Giordano – l’Ugl continuerà ad essere osservatore attento e seguirà con Diso le attività del ‘tavolo strategico regionale’. L’Ugl Matera riferisce, per quanto di sua competenza, che è disposta a continuare con l’Associazione Zes a dialogare al fine di garantire che siano messe in atto strategie di sviluppo del tessuto imprenditoriale coinvolto nella zona economica speciale".


A Metaponto sequestrati 96 tonnellate di fanghi di depurazione


METAPONTO (MT) - Il Noe dei Carabinieri ha effettuato, in un impianto nei pressi di Metaponto, il sequestro di una quantità pari a novantasei tonnellate di fanghi di depurazione che non erano stati smaltiti in maniera regolare.

venerdì 28 giugno 2019

Il 3 e 4 Luglio Matera 'Capitale del Credito'

(Rosario Caputo, Presidente Federconfidi)

MATERA - Si profila una due giorni di grande interesse per il mondo del credito quella in programma il 3 e 4 luglio prossimi a Matera, Capitale Europea della Cultura 2019. Infatti, nella “Città dei Sassi”, in occasione dei lavori della Consulta dei Presidenti di Federconfidi – Confindustria, è prevista la presenza di autorevoli esponenti del mondo dell’imprenditoria, della finanza e delle istituzioni del nostro Paese, che si confronteranno sul delicato tema dell’accesso al credito per le imprese italiane.

I lavori della Consulta inizieranno mercoledì 3 luglio con una sessione privata a porte chiuse, riservata solo agli addetti lavori, durante la quale si svolgerà il Corso di Formazione IGI su “Le nuove regole europee in materia di definizione di default”, durante il quale saranno illustrate le nuove regole europee in materia di classificazione delle imprese debitrici in default che le banche inizieranno ad applicare a partire da luglio 2019.

Il momento clou di questa due giorni sarà sicuramente il Seminario Nazionale, aperto al pubblico e agli operatori dell’informazione, sul tema “Confidi: La Nuova Cultura del Credito”, in programma giovedì 4 luglio alle ore 10:00, presso Casa Cava, unico centro culturale ipogeo del mondo.

Aprirà i lavori il Presidente di Federconfidi-Confindustria Rosario Caputo. Seguiranno gli interventi del Presidente della Piccola Industria di Confindustria Carlo Robiglio e del Capo del Servizio Stabilità finanziaria Banca d'Italia Giorgio Gobbi.

Dopo gli interventi di Caputo, Robiglio e Gobbi, il programma prevede una tavola rotonda sul tema “La garanzia supporta la nuova “cultura” d’impresa nelle PMI?” moderato da Andrea Bignami, Giornalista esperto di economia SkyTG24. Ne discuteranno: Raffaele Rinaldi, Responsabile dell’Ufficio Credito e Sviluppo ABI Associazione Bancaria Italiana; Giorgio Chiaron Casoni Head of unit, DG ECFIN, European Commission; Gianmarco Dotta Presidente Assoconfidi; Livio Schmid, Responsabile Area Istituzioni finanziarie di Cassa Depositi e Prestiti.

Le conclusioni saranno affidate al Vice Ministro dello Sviluppo Economico On. Dario Galli.

Saranno due giorni di grande interesse, con il Presidente Rosario Caputo in prima linea, insieme ai rappresentanti di tutti i Confidi appartenenti ai settori dell’industria, commercio, artigianato, agricoltura e cooperazione.

Federconfidi, vale la pena ricordarlo, riunisce i Confidi di area confindustriale e rappresenta 24 consorzi e cooperative di garanzia collettiva fidi distribuiti sull’intero territorio nazionale, per un totale di oltre 190.000 Piccole e Medie Imprese, garantendo ad esse finanziamenti per circa 6 miliardi di euro.

giovedì 27 giugno 2019

A Matera il Convegno 'Nuovi scenari di Welfare'


MATERA - In occasione della celebrazione del 46° Congresso nazionale dell’Unione Europea Assicuratori venerdì 28 giugno, a Matera, a partire dalle ore 15:00, presso il Palazzo Viceconte, si terrà il Convegno “Nuovi scenari di Welfare”.

Dal concetto di salute come assenza di malattia a quello di benessere e qualità della vita.

Progresso medico-scientifico e nuove tecnologie per rispondere alla evoluzione dei bisogni tramite l’innovazione e la cultura assicurativa.

Al convegno, che sarà moderato da Domenico Sammartino (Presidente Ordine regionale dei giornalisti della Basilicata), organizzato con la collaborazione del Delegato Distrettuale UEA Basilicata Giuseppe Tancredi, parteciperanno in qualità di relatori Enea Dallaglio (Amministratore delegato di Innovation Team – Gruppo MBS Consulting), Luca Cattani (Ricercatore del Dipartimento di Scienze Economiche “Marco Biagi” – Università di Modena e Reggio Emilia), Anna Moles (Ricercatrice IBCN-CNR e Direttrice Scientifica di Genomnia), Cristina De Capitani (Primo tecnologo del CNR e Cluster manager Tecnologie per gli Ambienti di Vita).

Saranno coinvolti come partner istituzionali il Sindaco della Città di Matera Raffaello De Ruggieri ed il Presidente della Fondazione Matera – Basilicata 2019 Salvatore Adduce.

Concluderà i lavori il Presidente di UEA Roberto Conforti. Così in una nota Giuseppe Tancredi Delegato Distrettuale della Basilicata Unione Europea Assicuratori.

Perrino (M5S) sulla chiusura S.P.D.C. del Madonna delle Grazie di Matera


POTENZA - Ieri mattina ho partecipato alla Conferenza dei Sindaci del materano, presso il Comune di Matera. Ringrazio il Sindaco De Ruggieri e gli altri Sindaci presenti per avermi consentito di intervenire dopo aver ascoltato quanto dichiarato dal DG dell'ASM, Joseph Polimeni, e dall'Assessore Rocco Leone.

In sostanza, Polimeni afferma che la centralizzazione sia inevitabile e che la scelta sul servizio da chiudere - a sua detta temporaneamente - sia ricaduta su Matera in quanto il territorio è meglio organizzato in questa parte della regione. L'assessore ha rivendicato il ruolo del presidio ospedaliero di Policoro all'interno del S.S.R. ed ha affermato che trattandosi di un servizio di base, non si intacca in alcun modo la funzionalità del Madonna delle Grazie. Entrambi hanno dichiarato che sarebbero previsti investimenti per il S.P.D.C.di Matera, facendo discendere da ciò l'irragionevolezza dell'assunto che la chiusura temporanea possa trasformarsi in definitiva.

Con il mio intervento ho voluto ribadire la necessità di non dare per scontata la centralizzazione, cosa che inevitabilmente pone i territori interessati in competizione e di non chiudere, quindi, la porta alla possibilità di mantenere i due S.P.D.C. operativi, cercando soluzioni di compromesso. Ho inoltre sottolineato la necessità di evitare dichiarazioni che mortifichino il lavoro enorme svolto dai professionisti che operano in questo ambito delicatissimo in cui non è semplice operare per ovvie ragioni. Inoltre, se il servizio di psichiatria territoriale è ben strutturato nel capoluogo e nella collina materana, lo si deve a questi professionisti.

Come ha sottolineato anche il Sindaco De Ruggieri,la città di Matera è stata antesignana nell'applicare già agli albori dell'approcciobasaglianoquanto previsto in tale modalità di presa in carico dei pazienti con problemi di carattere psichiatrico; un patrimonio di conoscenze e di pratiche virtuose che non può essere azzerato con un tratto di penna. Se il numero di T.S.O. e di ricoveri è basso, a dispetto del numero delle consulenze, questo non può essere utilizzato per penalizzare chi sta operando esattamente come si dovrebbe operare. Si tratta di una contraddizione nella scelta effettuata dal DG e dall'Assessore che ho tenuto a sottolineare, così come ho sottolineato la criticità nel riuscire a garantire i vari servizi nei giorni in cui il C.S.M. ed il S.E.R.D. restano chiusi al pubblico.

I Sindaci presenti hanno in maggioranza richiesto che si sospenda la chiusura del S.P.D.C. di Matera e che si avviino confronti tra i vari attori coinvolti,alla ricerca di una soluzione di compromesso che permetta la funzionalità del servizio sia a Matera che a Policoro. Il DG ha affermato di aver già deciso ma ha lasciato aperto uno spiraglio, affermando che incaricherà il responsabile del Dipartimento di Salute Mentale, Dott. Guarino, di ricercare soluzioni alternative, partendo col contattare professionisti di fuori regione che sarebbero stati individuati dall'Assessore Leone.

Il M5S non abbasserà la guardia e cercherà con tutte le proprie forze di dare un contributo fattivo affinché si blocchi questa assurda deriva del Sistema Sanitario Regionale. Una deriva che, purtroppo, viene da lontano; e bene farebbe chi ha permesso che ciò accadesse ad evitare di pretendere di dispensare lezioni a chi oggi si trova a dover affrontare queste situazioni di cui i primi a pagare le conseguenze, al solito,sono i soggetti piú deboli della comunità lucana. Così in una nota Gianni Perrino, Movimento 5 Stelle Basilicata.

A Matera la mostra 'Il Mito Rivisitato – le Maschere Arcaiche della Basilicata'


MATERA - “Il Mito Rivisitato – le Maschere Arcaiche della Basilicata” è il titolo della mostra che sarà inaugurata venerdì 28 giugno 2019 – alle ore 19,00 - a Matera, in via del Corso, 108 nei pressi di piazza San Francesco.

In esposizione vi saranno le maschere inquietanti e primordiali realizzate da Nicola Toce, l’artista di Aliano che è riuscito a traslare nelle sue opere le immagini più recondite che provengono dall’inconscio profondo della tradizione lucana carnascialesca e non solo.

La mostra resterà aperta al pubblico fino al 15 settembre. Si potrà visitare tutti i giorni, dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 23. Il biglietto d’ingresso è di euro 3.

Il Mito Rivisitato – le Maschere Arcaiche della Basilicata torna in terra lucana dopo essere stata esposta con successo a Roma -dal 9 febbraio al 28 aprile- nella Casina delle Civette del museo di Villa Torlonia, all’interno di una più ampia manifestazione, organizzata dall’APT Basilicata, dedicata alla tradizione del Carnevale lucano.

Sono 38 le opere di Toce, tra maschere e sculture, che fanno da filo conduttore di questa suggestiva ed originale narrazione di storie legate ai territori lucani e alle loro tradizioni. Una sorta di viaggio nello spazio e nel tempo, alla scoperta di storie ancestrali che hanno costituito (e continuano a costituire) il sentire comune e la stessa identità comunitaria dei borghi che le emanano e le coltivano a futura memoria.

Maschere antropomorfe, animali fantastici, creature magiche, travestimenti, spiriti e abitatori delle argille, realizzate con antiche tecniche di lavorazione e decorazione della cartapesta (ma con risultati rivoluzionari ed innovati nelle forme realizzate), trasporteranno i visitatori in quella dimensione accogliente e spaesante, propria di una Basilicata che guarda avanti viaggiando, meritoriamente, in equilibrio su un crinale tra l’arcaico e la contemporaneità. Specchio di un territorio e di una cultura che sa rinnovarsi facendo leva su quel profondo e ricco giacimento delle sue tradizioni.

La mostra è promossa ed organizzata dalla Cooperativa Nuova Atlantide in tandem con l’artista che presiederà all’inaugurazione e presenterà il suo lavoro.

L’allestimento è mirato a far fruire al meglio ogni opera, lasciando che ognuna di esse susciti curiosità e crei un contatto con le tuonanti maschere di Aliano, con l’orso di Teana che si nasconde nei suoi boschi, con il domino di Lavello che, forte della sua doppia natura, conduce l’anno verso la Quaresima, con la “foresta che cammina” nelle strade di Satriano, con i coloratissimi nastri e con i veli neri delle figure bovine di Tricarico, con le personificazioni dei mesi di Cirigliano, accompagnati tutti dai rumorosi campanacci di San Mauro Forte che neanche i temibili Cucibocca di Montescaglioso riescono a tacitare.

Biografia:

Nicola Toce nasce a Stigliano (MT) nel 1970 e, dopo aver passato i primi cinque anni della sua vita in Calabria, torna ad Aliano, paese d’origine del padre. Sin da piccolo dimostra una spiccata sensibilità artistica e prima dei dieci anni inizia a creare le proprie maschere da usare durante le sfilate organizzate per il Carnevale. Si diploma all’Istituto Statale d’Arte di Potenza e frequenta i primi due anni all’Accademia di Belle Arti di Brera. Dopo aver lavorato come restauratore, decoratore e scenografo, dal 2008 al 2013 vive a Girona, in Catalogna, dove dà vita al suo primo progetto legato alle maschere che ha come risultato alcune mostre ed il volume “I figli di Lamisco. Le maschere di Nicola Toce”, uscito nel 2015 per i tipi di Rubbettino Editore. Ha realizzato sculture e bassorilievi per enti, comuni ed istituzioni. La mostra alla Casina delle Civette di Roma è stata la realizzazione del suo secondo progetto legato alle maschere che, questa volta, ha travalicato i confini di Aliano per rappresentare nella Capitale tutta la Basilicata.

La NUOVA ATLANTIDE - Soc. Coop. a r.l, nasce nel 2001 da un gruppo di professionisti con diversi anni di esperienza nei settori dell’ambiente e del territorio, per attuare la valorizzazione turistico-ambientale di una delle aree più interne della Basilicata: il Parco Naturale Regionale di Gallipoli Cognato e Piccole Dolomiti Lucane, facendo di quel patrimonio paesaggistico una risorsa.

Coniugando l’educazione ambientale alla dimensione turistica, sulla base di un’esperienza ormai decennale, vanta oggi un’offerta diversificata, proponendo attività complementari per insegnare, divertire, emozionare: laboratori didattici, itinerari guidati, escursioni (a piedi, in mountain bike), sport outdoor (orienteering, Parco Avventura, birdwatching, tiro con l’arco).

La NUOVA ATLANTIDE si occupa, da anni, di iniziative rivolte alla protezione del patrimonio culturale ed ambientale di cui promuove la conoscenza, la tutela e la valorizzazione.

Sin dalla sua costituzione, promuove attività di tutela, valorizzazione, sensibilizzazione e divulgazione nei campi della cultura, dell’arte, dei beni naturalistici e delle tradizioni attraverso l’organizzazione di eventi e manifestazioni turistiche e culturali, la partecipazione a fiere di settore, gli allestimenti museali, l’elaborazione e la gestione di percorsi turistici tematici, il servizio guida attraverso itinerari storico – artistici, monumentali e naturalistici (www.nuovaatlantide.com).