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sabato 22 dicembre 2018

Chiesa: a Matera 'I Cammini - Il musical Sì alla vita'


MATERA - Con il musical “Sì alla vita” di Don Michele Larocca prosegue venerdì 28 dicembre alle 19,30 a Matera nella chiesa Maria Santissima Annunziata di Piccianello il Progetto “I Cammini – Tracce di religiosità nelle diocesi della Basilicata”, coprodotto dall’Arcidiocesi di Matera-Irsina, dall’Associazione Parco Culturale Ecclesiale “Terre di Luce” e dalla Fondazione Matera-Basilicata 2019, patrocinato dal Pontifico Consiglio della Cultura e dall’Ufficio Nazionale per le Comunicazioni Sociali della Conferenza Episcopale Italiana. Il musical “Sì alla vita” rientra nel Cammino dell'Avvento e del Natale.

Il musical “Sì alla vita” nasce dall’idea di voler essere testimoni autentici del messaggio di Dio, attraverso il canto e la musica, passioni ormai collaudate da tutti gli uomini di tutti i tempi.

Il pubblico ripercorrerà così insieme i personaggi principali che nel Vangelo hanno fatto la storia della vita pubblica di Gesù e toccherà con mano quanto i loro sentimenti realmente appartengono alla storia di ciascuno di noi: dal discepolo Tommaso e la sua incredulità, a Simeone il fariseo e la sua presunzione di essere giusto. Protagonisti principali saranno Gesù e alcune donne che dopo essere state da Lui guarite, perdonate, sono diventate “icone” della Misericordia che salva - come la Samaritana, la donna adultera, la Profetessa Anna, la vedova insistente. Ogni sentimento sarà in scena interpretato da una canzone accompagnata dalla visione di immagini che aiuteranno gli spettatori ad entrare nel vivo della storia dei singoli personaggi del Vangelo. Scopriremo cosi come, il desiderio della rinascita di Nicodemo, le lacrime del ricco Epulone, le tentazioni di Satana e lo stupore della conversione del cuore di Levi sono i medesimi sentimenti che accompagnano le nostre vite e costituiscono le paure e le speranze per l’uomo di oggi. Attraverso questo viaggio immaginario, gli spettatori sperimenteranno come nulla è impossibile a Dio e quanto grande sia il Suo Amore per ogni uomo che si perde ma che poi si lascia trovare.

Don Michele Larocca, dopo aver conseguito il titolo di Baccellierato presso il Seminario Maggiore di Potenza nel 2003, è stato ordinato sacerdote nel 2004. Ha conseguito la specializzazione in Antropologia Teologica presso il Seminario Maggiore “Regina Puglia” in Molfetta nel 2007. Attualmente è docente di Antropologia Teologica e Antropologia e Filosofia del Territorio presso l’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e Potenza.

venerdì 7 dicembre 2018

Il Presepe artistico di Mario Daddiego in Vaticano


ROMA - Oggi 7 dicembre,in Vaticano,presso la Sala San Pio X in Via della Conciliazione, si è inaugurata la mostra "100 Presepi in Vaticano", alla quale ha partecipato, come massima espressione della tradizione lucana, il suggestivo presepe realizzato dal maestro cartapestaio materano MARIO DADDIEGO.

L’ artistico manufatto realizzato in cartapesta con particolari in ferro battuto, terracotta e legno riproduce uno spaccato di vita reale della civiltà contadina dei Sassi di Matera tra la fine dell’800 e l’inizio del 900; si tratta di una opera d’arte di forte impatto emozionale, ricca di particolari e preziosa nella cura meticolosa sin nei più minuti dettagli dalle abitazioni agli indumenti dei pupi, agli oggetti di uso quotidiano come nei mestieri riprodotti.

Tale prestigiosa rassegna presepiale è organizzata dal PONTIFICIO CONSIGLIO PER LA PROMOZIONE DELLA NUOVA EVANGELIZZAZIONE e si terrà dal 7 dicembre 2018 al 13 gennaio 2019, ospitando numerosi esemplari provenienti da musei, collezioni, maestri presepisti e appassionati di tutto il mondo.

"Sono soddisfatto e orgoglioso – afferma il maestro Mario Daddiego – che una mia opera possa partecipare, come manufatto artistico rappresentativo della storia e della cultura del popolo lucano, ad una mostra di tale rilevanza internazionale ; ogni particolare – continua Mario Daddiego – è la riproduzione fedele non solo del vivere quotidiano della civiltà rurale lucana ma anche di alcuni scorci tra i più suggestivi di una Terra già ricca di naturale spiritualità".

Distinguendosi per l’abile manifattura e l’accuratezza nella riproduzione il presepe scenografico di Mario Daddiego ha ricevuto numerosi ed importanti riconoscimenti, citiamo solamente il 1° posto nella categoria artistici-scenografici alla 38° edizione della esposizione internazionale "100 Presepi" svoltasi a Roma, la sua esposizione alla mostra "Presepi d’ Italia – Le tradizioni Regionali" tenutasi nella Sala di Augusto del Quirinale e infine la sua partecipazione alla mostra '' Presepi del Mondo in Arena'' a Verona risultandone, su 400 manufatti, il simbolo.

Ricordiamo che il maestro artigiano Mario Daddiego mette a disposizione la sua esperienza nell’ambito di corsi sulla cartapesta e sulla ceramica che lo hanno portato anche all’ estero, come ad esempio in Argentina e in Uruguay, dove è stato apprezzato particolarmente da tutte le comunità italiane e lucane.

sabato 24 novembre 2018

Cardinal Bassetti: "Sacrilegio massacrare una donna"


CDV - “Chi maltratta una donna rinnega e sconfessa le proprie radici perché la donna è fonte e sorgente della maternità. È una specie di sacrilegio massacrare una donna. La violenza contro le donne sta diventando sempre più un’emergenza anche a livello nazionale che va combattuta a vari livelli”. A dichiararlo il presidente della Conferenza episcopale italiana, il card. Gualtiero Bassetti, in un videomessaggio su Tv2000 in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne che si celebra domenica 25 novembre

lunedì 19 novembre 2018

In Piazza S. Agnese a Matera il Premio Nazionale Città Cristologica


MATERA - Martedì, 20 novembre, alle 17:30, nella Sala Joseph Ratzinger, Piazza S. Agnese a Matera, sarà conferito il Premio Nazionale Città Cristologica a Sara Magister per il libro “Caravaggio. Il vero Matteo”, Campisano Editore, 2018. Il Premio è promosso dalla Fondazione Lucana Antiusura Mons. Vincenzo Cavalla. Consegnerà il Premio Mons. Alberto D’Urso, Presidente della Consulta Nazionale Antiusura Giovanni Paolo II, che aggrega ben 30 Fondazioni del genere sparse in ogni regione italiana. Durante la cerimonia Sara Magister illustrerà la sostanza innovativa del suo libro.

Un’occasione magnifica per rileggere un capolavoro del Caravaggio e la sua stessa biografia.

LA MOTIVAZIONE

Hans-Georg Gadamer ci ha insegnato che l’interpretazione corretta deve difendersi dall’arbitrarietà e guardare con occhi fermi al suo oggetto. Così Sara Magister ha studiato “La chiamata di Matteo” della cappella Contarelli, nella chiesa di S. Luigi dei Francesi a Roma. Non ha ceduto al maledettismo cui l’opinione comune regala il Caravaggio e la sua arte, ma si è attenuta a quel che emerge dalla pala d’altare e dai

documenti che la riguardano. Grazie a un perfetto “circolo ermeneutico” è giunta alla sicura identificazione del “vero” Matteo protagonista col Cristo del capolavoro.

In realtà, con il “placet” di una committenza ligia alle disposizioni tridentine circa le opere d’arte sacra, il Caravaggio, poco più che trentenne, ha raffigurato Matteo in un buio “magazeno”, come un giovane usuraio del 1600, chino sulle monete che riscuote, proprio mentre la luce e la voce di Cristo precipitano su di lui. Una rappresentazione analogica del pubblicano al soldo dell’occupazione romana che divenne Apostolo. Un colpo di genio sia per l’innovazione di un soggetto già praticato da altri, sia per i mirabili aspetti formali, tale da smuovere una turba di imitatori.

Il suo messaggio è folgorante: se Cristo ha chiamato un simile Matteo alla sequela più eletta, nemmeno il più perduto manutengolo dell’iniqua ricchezza, l’uomo più negato al Regno di Dio, è al riparo dalle invenzioni misericordiose di Colui che non è venuto a chiamare i giusti, ma i peccatori. Nell’introduzione Sara Magister compendia: “La storia di Matteo, così come Caravaggio e i suoi committenti l’hanno voluta, ci racconta molto di più di quanto ha detto finora dell’artista, apre inedite prospettive sull’intera produzione dell’artista, e soprattutto è molto più moderna e coinvolgente di quel che già si pensava. Perché è una vicenda in cui ogni uomo, di ogni epoca, può vedere lo specchio di sé stesso.”

Per tutto questo, l’ecclesiale Fondazione Lucana Antiusura Mons. Vincenzo Cavalla che, come le Fondazioni sorelle, ha in San Matteo il suo riconosciuto Patrono, e che ha sede nella città dove Pier Paolo Pasolini girò “Il Vangelo secondo Matteo”, assegna il Premio Nazionale Città Cristologica 2018 a Sara Magister, per il libro “Caravaggio. Il vero Matteo”, pubblicato quest’anno con proporzionata accuratezza da Campisano Editore a Roma.

Il Premio, alla terza edizione, è capofila del “Cammino delle letture”, nel più ampio progetto denominato “I Cammini” con cui la Chiesa di Matera–Irsina, congiuntamente alle Chiese di Basilicata, contribuisce alla riuscita di Matera Città Europea della Cultura 2019.

IL PREMIO NAZIONALE CITTÀ CRISTOLOGICA

È un Premio giovane, non una targa di latta, ma di sostanza dignitosa: 2.000,00 euro. Nel 2013 ha onorato Max Gallo, Accademico di Francia, per il libro “Era Dio”, Edizioni San Paolo, 2010. Nel 2014 è toccato ai coniugi Domenico Canciani e Maria Antonietta Vito, fra i massimi conoscitori di Simone Weil, per la traduzione e la curatela del libro “L’amicizia pura” appunto della Weil, Castelvecchi editore, 2013.

Il Premio si propone di esaltare un’opera di scrittura che in qualche modo abbia che fare con la figura di Cristo. La connotazione “cristologica” è riferita a Matera perché il suo nome circola nel mondo soprattutto grazie a quello di Cristo [cfr. Cristo si è fermato a Eboli (1945) di Carlo Levi, Il Vangelo secondo Matteo (1964) di Pier Paolo Pasolini, The Passion (2004) di Mel Gibson]. Se lo tacessimo, “lapides clamabunt: grideranno le pietre” (Lc 19,40). A Matera le pietre lo gridano. È l’eco di tale grido possente che, alla fin fine, innalza la città a Capitale Europea della Cultura 2019.

sabato 3 novembre 2018

Chiesa: a Matera il 7-8 novembre 'I giovani e la ricerca di Dio'

MATERA - "I giovani sono chiamati a compiere continuamente scelte che orientano la loro esistenza; esprimono il desiderio di essere ascoltati, riconosciuti, accompagnati". Queste parole, tratte dal documento finale del Sinodo dei Vescovi conclusosi qualche giorno fa sul tema: “I giovani, la fede e il discernimento vocazionale”, rendono il senso dell'organizzazione del convegno "I giovani e la ricerca di Dio, tra desiderio di senso e senso della realtà". Studiosi di diverse discipline, con i responsabili della pastorale giovanile delle Diocesi lucane e pugliesi del territorio limitrofo, dialogheranno con i giovani al fine di creare un ponte tra formazione accademica e vita pastorale.

Il convegno, organizzato dall'Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. A. Pecci”di Matera-Potenza, si terrà il 7 e 8 novembre presso la Casa di Spiritualità S. Anna. Giovedì 8 novembre, dopo le conclusioni dei lavori del prof. don Leonardo Santorsola, Direttore del'ISSR, si terrà la Professio Fidei dei docenti e l’apertura dell’Anno Accademico presieduta da Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, Arcivescovo di Matera-Irsina e moderatore dello stesso Istituto.

Il programma dei lavori del convegno è il seguente:

7 novembre - prima sessione - mattina;

ore 9 - presiede Mons. Salvatore Ligorio, arcivescovo metropolita di Potenza-Muro L.-Marsico N.

saluti Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, moderatore dell’ISSR Interdiocesano di Matera-Potenza;

introduzione al convegno prof. Leonardo Santorsola, Direttore dell’ISSR Interdiocesano “Mons. A. Pecci”di Matera-Potenza;

modera - prof. Gianpaolo Grieco;

Interventi

ore 9,30-10,30 - S. Tanzarella - Giovani di fine Novecento: il guado dell’indifferenza e dell’ubbidienza incosciente;

dibattito
10,50-11,15 coffee break;

ore 11,15-12,15 - Mons. Franco Giulio Brambilla - I giovani e il paradigma dell’esodo: promessa, legge e cammino;

dibattito

Ore 13 pranzo;

Pomeriggio
presiede Mons. Francesco Sirufo, arcivescovo di Acerenza;

modera - prof. Nicola Soldo;

Interventi

ore 15,00-16,00 - Costantino Esposito - Dal Sessantotto a oggi: il cambiamento dei paradigmi culturali del mondo giovanile;

dibattito

16,20-16,45 coffee break;

ore 16,45-17,45 - Paola Bignardi - Dio è sparito dall’orizzonte giovanile? L’esperienza religiosa dei giovani di oggi.

Novembre

seconda sessione

mattina

presiede - Mons. Ciro Fanelli, vescovo di Melfi-Rapolla-Venosa;

Modera - prof. Oronzo Marraffa;

ore 9,00-10,00 - G. Mari - I giovani e la fede tra ricerca, illusioni e incontri;

dibattito

10,20-10,45 coffee break;

ore 10,45-11,45 - A. Matteo - L’adulto postcristiano e la ricerca di senso nel mondo giovanile;

dibattito

pomeriggio

presiede - Mons. Giovanni Ricchiuti, arcivescovo di Altamura-Gravina-Acquaviva delle fonti;

Modera - prof. Consuelo Manzoli;

Ore 15,00-16,00 - Michele Falabretti - in dialogo con alcuni giovani e responsabili del servizio diocesano di pastorale giovanile e un contributo su: Dopo il Sinodo dei Giovani 2018: la Chiesa italiana e le nuove prospettive di pastorale giovanile;

dibattito

ore 16,15-17,15
Conclusioni del prof. Leonardo Santorsola, Direttore dell’ISSR Interdiocesano “Mons. A. Pecci” di Matera-Potenza - Professio Fidei e apertura dell’Anno Accademico presieduta da Mons. Antonio Giuseppe Caiazzo, arcivescovo di Matera-Irsina, moderatore dell’ISSR Interdiocesano “Mons. A. Pecci” di Matera-Irsina;

L’Istituto, promosso dalle Arcidiocesi di Potenza–Muro Lucano–Marsico Nuovo, Matera-Irsina, Acerenza, dalle Diocesi di Tricarico e Melfi-Rapolla-Venosa è un’istituzione accademica ecclesiastica eretta dalla Congregazione per l’Educazione Cattolica. E’ collegato alla Pontificia Facoltà Teologica dell’Italia Meridionale.

Il curriculum di studio ha la durata di 5 anni e offre due titoli europei: Laurea in Scienze Religiose dopo il triennio (Laurea breve) e Laurea Magistrale in Scienze Religiose dopo il biennio specialistico (Laurea specialistica).

L’Istituto propone l’approfondimento e la trattazione sistematica, con metodo scientifico, della Rivelazione; promuove la ricerca delle risposte agli interrogativi del mondo contemporaneo con l’ausilio delle scienze filosofiche e umanistiche.

domenica 21 ottobre 2018

Chiesa: recital mariano nella Cattedrale di Potenza

POTENZA - Don Vito Telesca, Vicario Generale dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, promotore indiscusso di numerose manifestazioni, invita tutti gli amici legati all’arte e i fedeli delle parrocchie della Diocesi, in particolare della città di Potenza, a rendere insieme un sentito omaggio, devoto e grato, alla Madonna di Viggiano in occasione della Visita a Potenza. Si svolgerà, infatti, mercoledì 24 ottobre prossimo in Cattedrale, con inizio alle 20.30, il recital a più voci “Noi cantiamo al Signore un Cantico Nuovo”, in onore della Madonna di Viggiano, Regina e Patrona della Lucania.

“Debbo a don Vito Forlenza se nel 2012, in prossimità delle feste natalizie, mi diede l’input di mettere in scena un recital mariano su indicazione di un libro appena uscito contenente liriche in onore della Madonna, scritte da poeti del novecento - dichiara don Vito Telesca, promotore e regista dello spettacolo – Quel volume fu per me una vera manna per impostare le poesie di Alda Merini, di David Maria Turoldo, di Antonio Corsaro e infine alcune belle litanie, un po’ ermetiche, di Pier Paolo Pasolini”.

Un cocktail a base di altissima spiritualità, offerto da poeti e musicisti. Il recital inizierà con “Sub Tuum Praesidium”, la più antica preghiera rivolta alla Madre di Dio, risalente al III secolo, e terminerà con una poesia-preghiera consegnata a don Vito da Mons. Giuseppe Vairo, e scritta dal suo arcivescovo di Cosenza. Alla preghiera finale seguirà il dono di un rosario artistico in cartapesta alla Madonna, opera di “Gio di Già”, realizzato con tecnica artigianale e pigmenti naturali che riproducono i colori del territorio lucano. L’ora di lode alla Vergine Maria avverrà con poesie e canti tratti dal repertorio classico e contemporaneo, interpretati dalla “Cappella Musicale della Cattedrale di Potenza” diretta da Giuseppe Cillis, e da solisti di grande qualità con le voci di Iole Cerminara e Patrizia Borghini, don Mimmo Florio alla chitarra, Donato Benedetto alla tromba, Paolo Miccolis al violoncello. L’interpretazione teatrale dei testi poetici è affidata a Giovanna Valente, Donato Varallo e Anna Anastasio.

sabato 29 settembre 2018

Teatro sacro nei Sassi di Matera

MATERA - «Ecco il teatro magnifico della crocifissione, in cui Dio crocifigge il Figlio/ e lo dimostra a tutti./ Ecco il Padre amorevole che corre in aiuto del Figlio/ e squarcia tutte le nuvole/ e fa piovere dal cielo quella manciata di rose/ che noi umani chiamiamo cristianesimo». Così Alda Merini scrive nel “Poema della croce”, testo della rappresentazione teatrale che si terrà martedì 2 ottobre alle ore 20.00, nella Cattedrale di Matera. Giunge così, nello splendido scenario dei Sassi, il teatro sacro itinerante “Poema della Croce”, pièce del progetto regionale “TEATRO SACRO NELLE CATTEDRALI” promosso dall’Ufficio Beni Culturali dell’Arcidiocesi di Potenza-Muro Lucano-Marsiconuovo, patrocinato dalla Regione Basilicata e dalla CEI (Conferenza Episcopale Italiana), ideato e diretto da don Vito Telesca, Vicario generale dell’Arcidiocesi. Le tre tappe precedenti si sono svolte con successo a Melfi, Potenza e Lagonegro. La Cattedrale dedicata alla Madonna della Bruna e a Sant'Eustachio, gioiello dell’arte romanico-pugliese collocata nella Civita, punto più alto della città, accoglierà il tema del sacrificio della Croce e della sua la profonda attualità nel mistero cristiano della salvezza. Tra gli splendidi affreschi medioevali e le decorazioni barocche del duomo materano, la voce di Iole Cerminara dominerà le parti salienti dello spettacolo, interpretando musiche scelte dal regista. Tra i brani, anche testi di Juni Russo, Fabrizio De Andrè, le note del “Magnificat” di Marco Frisina, a cui si alterneranno gli interventi dell’Associazione musicale “ART-PARK”, della “Cappella Musicale della Cattedrale di Potenza” diretta da Giuseppe Cillis, e l’interpretazione del soprano Patrizia Borghini. Gli accompagnamenti musicali saranno affidati alla chitarra di Don Mimmo Florio, alla tromba di Donato Benedetto, al violoncello di Paolo Miccolis, al pianoforte di Francesco Scorza. Tutto contribuirà a tratteggiare l’affresco dell’intenso dialogo interiore della Poetessa, che dà voce a Maria e al Figlio. La recitazione dei testi della Merini sarà affidata alle voci di Giovanna Valente, Donato Varallo ed Anna Anastasio. Sapienti interventi audio e giochi di luce contribuiranno al climax teatrale, sotto la cura del service di Renato La Ghezza. Musica, poesia ed arte visiva si intrecceranno alla perfomance della compagnia HDUEteatrO, giovani attori che metteranno in scena la Passione di Cristo, mentre la Resurrezione, nella parte finale dello spettacolo, sarà simboleggiata dall’opera di Raimondo Galeano, una croce in legno trattata con vernici fluorescenti che squarcerà il buio della scena, rimandando alla sfolgorante vittoria di Cristo sulla morte e sul peccato.

venerdì 21 settembre 2018

Potenza: pellegrinaggio nazionale Unitalsi a Lourdes nel ricordo di Frizzi


POTENZA - Come sperimentato per la prima volta nel 2017, anche quest'anno il pellegrinaggio nazionale a Lourdes dell'Unitalsi si terrà in due periodi, il primo che ha preso il via ieri e terminerà il 24 settembre e il secondo dal 25 al 29 settembre. Nel 115° anniversario associativo, l'UNITALSI con 2 treni, 13 aerei e 14 pullman accompagnerà a Lourdes circa 5 mila soci e pellegrini, tra ammalati, disabili e volontari.

A guidare il pellegrinaggio al santuario francese saranno MONS. LUIGI BRESSAN, arcivescovo emerito di Trento e assistente ecclesiastico nazionale dell'UNITALSI, e il presidente nazionale ANTONIO DIELLA. Un ricordo speciale verrà riservato a FABRIZIO FRIZZI, scomparso di recente che fu amico e testimonial dell'Associazione.

Fino al 24 settembre saranno a Lourdes le sezioni Abruzzese, Romana Laziale, Calabrese, Campana, Ligure, Lucana e Umbra accompagnate da MONS. BENEDETTO TUZIA, Vescovo di Todi e Orvieto e da Mons. TOMMASO VALENTINETTI, Arcivescovo di Pescara-Penne, mentre dal 24 al 29 settembre sarà la volta delle sezioni Pugliese, Molisana, Marchigiana, Lombarda, Sarda, Piemontese, Siciliana, Triveneta ed Emiliano Romagnola guidate da MONS. CARLO BRESCIANI, Vescovo di San Benedetto del Tronto, Ripatransone e Montalto.

La messa internazionale, la processione eucaristica e la processione aux flambeaux saranno presiedute dal CARD. DOMENICO CALCAGNO, presidente merito dell'APSA. Tra le novità del pellegrinaggio, il percorso "Sulla strada del Calvario", la presenza della Sinfonia mariana, l'atto di affidamento dell'associazione a Maria e l'Adorazione eucaristica notturna sui piani degli ospedali.

In programma anche lo spettacolo "Cercatori di felicità", una serata di musica e di festa a cui parteciperanno la giornalista Francesca Fialdini e il tenore Pietro Mazzocchetti. Durante il pellegrinaggio, dunque, sarà ricordata la figura di un amico e testimonial dell'associazione, Fabrizio Frizzi, in un momento a cui parteciperà Flavio Insinna.

"È un momento importantissimo – afferma MONS. BRESSAN – poter entrare insieme nel santuario di Lourdes che è stato centro per milioni e milioni di pellegrini durante questi 160 anni dalla prima apparizione della Vergine a Bernadette". "Ci ha lasciato un messaggio profondo – prosegue – che ha entusiasmato tanto popolo di Dio, tanti fedeli, anche non cristiani, ma tanti devoti di Cristo. Egli ci insegna come tutta la vita sia un cammino e lo è veramente come l'UNITALSI, testimone del cristianesimo attraverso i suoi pellegrinaggi".

"Sarà un pellegrinaggio dedicato ai cercatori di felicità" - spiega DIELLA – e chi partirà per Lourdes alla ricerca di una speranza la troverà, sarà il pellegrinaggio della comunità, di chi ha il passo più lento perché l'importante sarà esserci insieme. Sarà l'occasione per aprire i nostri cuori vivendo a Lourdes un'esperienza di felicità".

sabato 1 settembre 2018

Quattro nuovi sacerdoti nell'Arcidiocesi di Matera-Irsina


MATERA - Quattro nuovi sacerdoti Giuseppe Calabrese, Giuseppe Didio, Valerio Latela e Leonardo Rocco Sisto arricchiranno l'Arcidiocesi di Matera-Irsina. I quattro diaconi saranno ordinati presbiteri per l’imposizione delle mani e la preghiera consacratoria di mons. Antonio Giuseppe Caiazzo nella Basilica Cattedrale di Matera Giovedì 6 settembre 2018 ore 19.

Giuseppe Calabrese, della parrocchia di S. Giovanni Battista in Matera, nasce a Carbonara (BA) il 18 marzo 1993. Presso la parrocchia dei frati francescani di Cristo Re in Matera frequenta il gruppo degli Araldini, il coro parrocchiale e l'Agesci. Dopo la scuola media entra nel Seminario Minore di Potenza per poi conseguire la maturità classica. Nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata consegue il Diploma in musica liturgica presso la CEI. Ha svolto il suo tirocinio pastorale in affiancamento al cappellano dell'Ospedale San Carlo e la Casa Circondariale di Potenza, presso le parrocchie San Giovanni Battista in Ferrandina, San Michele Arcangelo in Pomarico e San Leone Magno in Metaponto. Viene ordinato Diacono il 31 ottobre 2017 nella Basilica Cattedrale in Matera. Il 21 Giugno 2018 consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia presso l'Istituto del Seminario Maggiore di Basilicata.

Giuseppe Didio, della parrocchia Santa Lucia di Montescaglioso, nasce il 22 novembre 1993 a Matera. Nella sua parrocchia si inserisce nel gruppo dei ministranti e gruppo Agesci. Frequenta il Seminario Minore di Potenza dove consegue la maturità classica e svolge anche il discernimento vocazionale. Al Seminario Maggiore di Potenza riceve la sua formazione e viene ordinato Diacono a Montescaglioso il 10 marzo 2018. Negli anni del Seminario maggiore svolge il tirocinio pastorale presso l'Ospedale San Carlo e presso la Parrocchia San Giovanni Bosco in Potenza, presso la parrocchia Santa Famiglia e la parrocchia Maria SS. Annunziata in Matera. Il 21 Giugno 2018 consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia presso l'Istituto del Seminario Maggiore di Basilicata. Svolge il diaconato nella parrocchia Maria SS Annunziata in Matera.

Valerio Latela, della parrocchia di S. Giovanni Battista in Matera, nasce a Matera il 14 febbraio 1992. Dopo aver conseguito la maturità presso il Liceo Classico “E. Duni” di Matera, intraprende, nel 2011, il tempo di discernimento propedeutico nel Seminario di Potenza con l’accompagnamento spirituale di don Giuseppe di Perna, sacerdote della Diocesi di Tricarico. Entrato nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata a Potenza nel settembre 2012, fa esperienza di tirocinio pastorale presso la parrocchia San Rocco e l’Ospedale San Carlo in Potenza, presso la parrocchia Maria SS. Annunziata in Scanzano Jonico, presso la parrocchia San Michele Arcangelo in Pomarico, presso la parrocchia San Rocco in Montalbano Jonico. Ordinato Diacono il 31 ottobre 2017, svolge il suo servizio diaconale nella comunità parrocchiale San Giuseppe Lavoratore in Pisticci Scalo. Consegue il Baccalaureato in Sacra Teologia il 21 giugno 2018 presso l’Istituto Teologico del Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata.

Leonardo Rocco Sisto, della parrocchia Sant’Antonio in Pisticci, nasce a Pisticci il 23 agosto 1991. Diplomato presso il Liceo Classico G. Fortunato di Pisticci, dopo un periodo di discernimento vocazionale e un anno propedeutico, entra nel Seminario Maggiore Interdiocesano di Basilicata. Durante gli anni di formazione svolge il suo servizio pastorale presso la parrocchia San Rocco e l’Ospedale San Carlo in Potenza. In Diocesi svolge il tirocinio pastorale presso la parrocchia San Michele in Pomarico, la parrocchia Maria Santissima Annunziata in Scanzano Jonico e Mater Ecclesiae in Bernalda. Ordinato Diacono il 14 settembre 2017 nella chiesa Sant’Antonio in Pisticci, svolge il servizio pastorale durante l’anno di diaconato presso la parrocchia San Vincenzo de’ Paoli al Borgo La Martella in Matera. Da febbraio 2018 svolge il servizio di segretario arcivescovile. Consegue il Baccalaureato presso l’Istituto Teologico di Basilicata il 21 giugno 2018.

I neo sacerdoti celebreranno la loro prima Messa: don Giuseppe Didio il 7 settembre presso la parrocchia Santa Lucia in Montescaglioso, don Leonardo Rocco Sisto il 7 settembre presso la parrocchia Sant’Antonio in Pisticci, don Giuseppe Calabrese l'8 settembre e don Valerio Latela il 9 settembre entrambi presso la Basilica Cattedrale in Matera.

lunedì 27 agosto 2018

Matera: ecco l'omelia di Mons.Caiazzo durante la Ss Messa per l'inizio della 69^ Settimana Liturgica


MATERA - Ecco l'omelia pronunciata ieri mattina in cattedrale da mons. Caiazzo durante la Santa Messa di inizio della 69^ Settimana Liturgica nazionale, i cui lavori inizieranno quest'oggi, 27 agosto presso la Casa di Spiritualità S. Anna.

La lettura del capitolo 6° del vangelo di Giovanni ci ha accompagnati nelle celebrazioni eucaristiche di questo tempo estivo. L’insegnamento di Gesù, attraverso gesti e parole, ha puntato l’attenzione dei singoli, dei discepoli, delle folle sul pane di vita che è Lui stesso, trasmettendo una fede autentica che affonda le radici nella Sua missione e che non ricorre a formalismi e tradizioni, limitandosi alla mera contemplazione della vita terrena senza futuro, senza speranza.

La parola di Gesù è un invito all’uomo, all’uomo d’oggi, a liberarsi dalle forme imperanti di pessimismo, di rassegnazione, di isolamento, di protagonismo esasperato a scapito del bene comune. Invito inderogabile ad affrancarsi dalla cultura dello scarto, del respingimento di una umanità sofferente, che si nutre della paura nei confronti delle varie diversità presenti nella nostra società.
Questo è il senso profondo della celebrazione Eucaristica che stiamo vivendo e della Settimana Liturgica Nazionale che inizierà domani nella nostra città di Matera: La Liturgia risorsa di umanità, per noi uomini e per la nostra salvezza.

Chi si nutre di Gesù, pane di vita, riceve vita e dona vita agli altri. Pieno di fiducia e speranza, si nutre già di vita eterna che la morte terrena non potrà offuscare o spegnere.

E’ una parola non facile da intendere, anzi dura da accettare a tal punto che molti discepoli e seguaci lo abbandonano, si allontanano.

Gesù, a questo punto, pone una domanda, soprattutto agli intimi, gli apostoli: “Volete andarvene anche voi”?

E’ facile seguire Gesù quando è circondato dal consenso, quando si vedono segni e miracoli, quando la folla lo acclama perché accontentata in tutte le richieste. Diventa complicato, perché impegnativo, quando bisogna fare delle scelte. Nella prima lettura Giosuè chiede al popolo di essere decisi: “Se sembra male ai vostri occhi servire il Signore, sceglietevi oggi chi servire… Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”.

Cambiano i tempi, cambiano le culture, ma l’uomo facilmente si lascia prendere dal qualunquismo tipico delle chiacchiere da bar, ora amplificate dai social, dove ognuno può screditare e infangare la vita degli altri. Questo accade anche a noi, che diciamo di essere credenti, nel momento in cui non ci lasciamo riempire della potenza liberante della Parola di Gesù, sfuggendo alla tentazione del perbenismo, del puritanesimo, del borghesismo religioso.

Oggi, come ieri, viene chiesto ai cristiani di fare delle scelte. Di fronte alla domanda di Gesù: “Volete andarvene anche voi”?, viene chiesta una risposta impegnativa, senza “se” e senza “ma”. Giosuè, prima ancora che il popolo risponda, dice: “Quanto a me e alla mia casa, serviremo il Signore”. E San Pietro, nel Vangelo, risponde: “Signore, da chi andremo? Tu hai parole di vita eterna e noi abbiamo creduto e conosciuto che tu sei il Santo di Dio”. Pietro fa una scelta importante: una vera e propria professione di fede. Le parole diventano fatti: l’amore per Cristo e la sua Chiesa si fa servizio gratuito e disinteressato. La sequela del cristiano diventa testimonianza della forza della Parola di Cristo vissuta tra la gente. L’uomo incontra l’uomo. Con Papa Francesco diciamo: “Dio aspetta qualcosa da te, Dio vuole qualcosa da te, Dio aspetta te. Dio viene a rompere le nostre chiusure, viene ad aprire le porte delle nostre vite, delle nostre visioni, dei nostri sguardi. Dio viene ad aprire tutto ciò che ti chiude”.

E’ il tempo in cui, come cristiani, siamo chiamati a fare scelte coraggiose, ad adoperarci, attraverso un impegno costante e sincero, indipendente dal pensiero dominante, in un’azione tesa a seminare vita e speranza. Un’azione tesa ad accrescere il bene, già tanto incisivo nella nostra società. Un bene che nel silenzio si opponga alla presenza fragorosa del male.

Ci sono tanti fratelli e sorelle, indipendentemente dal loro credo religioso, che quotidianamente lottano contro forme di ingiustizia, di discriminazione, in nome di principi puramente umanitari. Noi cristiani siamo spinti dall’amore di Cristo che ci ha conquistati e perciò agiamo in suo nome.
La risposta che il popolo dà a Giosuè è significativa e diventa anche la nostra: “Lontano da noi abbandonare il Signore per servire altri dèi…Perciò anche noi serviremo il Signore, perché egli è il nostro Dio”.

L’auspicio è che ogni cristiano possa dire con S. Tommaso Moro: “Che io possa avere la forza di cambiare le cose che posso cambiare, che io possa avere la pazienza di accettare le cose che non posso cambiare, che io possa avere soprattutto l’intelligenza di saperle distinguere”.

✝ Don Pino Caiazzo

giovedì 24 maggio 2018

Il 24 e 25 maggio a Matera convegno internazionale di studi su Don Milani


MATERA - Nei giorni 24 e 25 maggio 2018 si terrà a Matera, presso la Sala convegni della Casa di Spiritualità Sant’Anna, il Convegno internazionale di studi "Don Milani e noi. L'eredità e le sfide d’oggi", organizzato dall’Università della Basilicata, dall’Istituto Superiore di Scienze Religiose Interdiocesano “Mons. Anselmo Pecci” di Matera e dall’Associazione Pedagogica Italiana (As.Pe.I.).

Il convegno si avvale del patrocinio e del sostegno delle più alte istituzioni nazionali e internazionali, oltre che di quelle locali.

Il convegno si propone di offrire una rassegna aggiornata degli studi e delle riflessioni sull’eredità del pensiero e dell’opera del Priore di Barbiana, presentati dai massimi specialisti a un cinquantennio dalla sua morte. Due intense giornate di approfondimento e di dibattito attraverso incursioni nei diversi settori disciplinari e di attività nei quali più significativa è risultata l’influenza delle intuizioni e delle istanze di rinnovamento sviluppate da don Milani su temi cruciali di natura politico-culturale, pedagogica e religiosa attraverso gli scritti e l’esperienza pastorale ed educativa.

Nel corso del convegno, oltre alle relazioni svolte dagli specialisti provenienti da diverse Università italiane, nonché ad altre in videoconferenza, saranno presentate le testimonianze di allievi della Scuola di Barbiana ed altresì proiettati documenti filmati inediti sulla vita e l’attività di don Lorenzo e dei suoi ragazzi.

Il Comitato Scientifico del convegno, coordinato dal Prof. Emilio Lastrucci, dell'Università della Basilicata, è composto dai massimi studiosi del pensiero e dell’opera di don Lorenzo Milani nel quadro nazionale ed internazionale.

Per ulteriori informazioni contattare il Prof. Emilio Lastrucci (391-3230794) o il Prof. Rocco Digilio (338-2343242).

La Conferenza stampa di presentazione dell’evento si terrà il giorno lunedì 21 maggio 2018 alle ore 11,30 presso il "Salone degli Stemmi" del Palazzo Arcivescovile di Matera, Piazza Duomo, 7.

martedì 1 maggio 2018

1 maggio, Papa Francesco: "Lavoro fondamentale per dignità"

CDV - "Celebriamo san Giuseppe lavoratore ricordandoci sempre che il lavoro è un elemento fondamentale per la dignità della persona". Lo scrive Papa Francesco in un tweet nel giorno in cui si celebra la Festa dei lavoratori.

domenica 1 aprile 2018

Papa, "Dio sorprende, fa un colpo basso"

CDV - Lunghe file questa mattina per entrare a Piazza San Pietro, in occasione della celebrazione della messa di Pasqua di Papa Francesco. I primi filtri delle forze di sicurezza sono posizionati anche a centinaia di metri dalla piazza. Chiuse al traffico delle auto non solo via della Conciliazione ma anche alcune delle strade minori intorno al Vaticano.

"Le donne che sono andate per ungere il corpo del Signore si sono trovate davanti a una sorpresa", "gli annunci di Dio sono sempre una sorpresa perché il nostro Dio e' il Dio delle sorprese". A dichiararlo Papa Francesco nell'omelia. "C'è sempre una sorpresa dietro l'altra, Dio non sa fare un annuncio senza sorprenderci e la sorpresa è quello che ti tocca là dove non lo aspetti. Per dirlo con il linguaggio dei giovani: la sorpresa è un colpo basso. Non te lo aspetti, Lui va e ti commuove", ha aggiunto il Papa facendo l'omelia a braccio.

"Le sorprese di Dio ci mettono in cammino subito, senza aspettare: cosi' corrono per vedere Pietro e Giovanni. Corrono", ha continuato il Papa nell'omelia parlando della "fretta" di vedere la novità annunciata. "La gente corre lascia tutto quello che sta facendo, anche la casalinga - ha detto Papa Francesco per usare una immagine familiare - lascia le patate nella pentola. Le troverà bruciate ma l'importante è correre per vedere quella sorpresa, quell'annuncio".

mercoledì 28 marzo 2018

A Matera la mostra 'La via della croce – Matera per L’Aquila'


di VERONICA MESTICE - E’ avvezzo dai tempi di Pasolini il Cristo in terra lucana. Un percorso quasi fatale a Matera, città cristologica che ha attratto registi da ogni dove e che accoglie oggi la mostra “La via della Croce – Matera per L’Aquila”, organizzata dal C. P. per il Club per l’UNESCO di Matera, in collaborazione con "Matera Convention Bureau", con l’Alto Patrocinio della Federazione Italiana Club e Centri per l’Unesco e della Commissione Nazionale Italiana per l'Unesco, e ospitata dal 23 marzo al 15 aprile nei locali dell’Ex Ospedale San Rocco.

Matera incontra L’Aquila e l’arte evoca l'intensità del perdono,  sulle orme di “un giovane Uomo che aveva compiuto il suo viaggio portandosi dietro tutte le innumerevoli colpe dell’Umanità”. E’ la via Crucis, il viaggio per antonomasia, realizzata in esclusiva dall’artista fiorentino Marco Rindori, a fare da fil rouge a tutta l’esposizione, con richiami al paesaggio brullo della Murgia e dei Sassi e con uno stile fortemente evocativo dello spirito religioso. Le didascalie sono del grande poeta francese Paul Claudel e sono tradotte in cinque lingue, oltre che essere riprodotte in braille per consentire ai non vedenti di “toccare per vedere”.

Tra pezzi d’epoca, un sepolcro in cartapesta (realizzato da Francesca Cascione con la collaborazione di Giuseppe Di Cuia, su ideazione del Maestro Franco Artese), diorami d’arte, opere contemporanee (di Elvio Marchionni, Alfredo Celli, Ennio Bettoni, Samuele Vanni, Lina Vinazzani, Liborio Prosperi) e sculture (di Gianni Cherillo, Pierfrancesco Mastroberti, Giorgio Butini, Giordano Pini, Jorio Vivarelli), tutte dedicate alla Via Crucis, si innesta un percorso che da religioso si fa etico, sociale e soprattutto funzionale a risollevare da Matera la Croce che dal giorno del sisma ha trafitto la città dell’Aquila. Due comunità accomunate da una storia di riscatto, rivali nella competizione europea di Capitali della Cultura e oggi “sorelle”, come testimoniato dal protocollo d’intesa sottoscritto dai due comuni: un patto d’azione per riproporre con forza una tensione morale di chi ha la responsabilità di governo e l’ammissione di costruire momenti di cultura e di gestione che possono rappresentare un modello per il Mezzogiorno e dal Mezzogiorno. Lo stesso Mezzogiorno unificato dalla cultura mediterranea di Federico II, il paladino della cristianità, che col suo stupor mundi, contaminò culture, innalzando cattedrali e castelli – come ricordato dal sindaco Raffaello De Ruggeri durante la cerimonia di inaugurazione.

Ad emergere è lo spirito di due comunità che non si sono arrese, ma che hanno sempre voluto esprimere la voglia di crescere insita nella vita dell’uomo, attrici della cultura operaia che è quella praticata e non contemplata. Non è solo un’operazione turistica, ma una vera e propria “esperienza cristica”, quella che si propone, attraverso l'arte.

Dalla città scavata in se stessa, costellata di rupi cristiche, graffiata della fatica degli uomini giusti, della miseria e del desiderio di rivalsa, si erge la croce cristiana amplificata dalla voce della questione culturale che è sempre più una questione politica, di adesione al destino della città. E’ questo un percorso rivoluzionario come la “Bolla del Perdono”, in straordinaria esposizione nell’ex carcere. Il Papa Celestino V conosciuto ai più come “colui che fece il gran rifiuto”, nel 1294 concesse l'indulgenza plenaria agli aquilani. Il perdono e la semplicità che oggi dall’Abruzzo, terra così intrisa di tempo e di silenzio, giungono a noi come messaggio.

“La semplicità che non è semplificazione ma è un valore di aderenza alla vita, è trasparenza tra parola e azione.” – ha recitato Simone Cristicchi nel suo monologo. Un monito ad essere semplici, a vivere di fatica, utopia e a godere della bellezza del perdono, perché solo il perdono riapre il futuro nella nostra piccolezza di essere umani.

sabato 17 marzo 2018

Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, "Padre Pio esempio d'amore per i deboli"

(ANSA)
SAN GIOVANNI ROTONDO (FG) - Visita in mattinata di Papa Francesco a San Giovanni Rotondo, seconda tappa del suo pellegrinaggio nei luoghi di Padre Pio. L'elicottero del Pontefice, proveniente da Pietrelcina (Benevento), è atterrato nel campo sportivo "Antonio Massa" della cittadina pugliese. Al suo arrivo, il Pontefice è stato accolto dall'arcivescovo di Manfredonia-Vieste-San Giovanni Rotondo, mons. Michele Castoro, e dal sindaco Costanzo Cascavilla.

Migliaia i fedeli che attendevano l'arrivo di Francesco e che hanno partecipato nella notte alla veglia di preghiera iniziata già da ieri sera.
 
Francesco durante la sua prima tappa di Pietrelcina si è diretto a piedi, tra la folla che lo ha acclamato, verso la Cappella San Francesco, dove ha sostato brevemente in preghiera davanti all'"olmo delle stimmate". Quindi, sul piazzale antistante l'Aula Liturgica, ha incontrato i fedeli.

"PADRE PIO HA STUPITO IL MONDO" - "Cari fratelli e sorelle di Pietrelcina e della diocesi di Benevento, voi annoverate san Pio tra le figure più belle e luminose del vostro popolo". Così papa Francesco si è rivolto ai fedeli durante la sua visita a Pietrelcina. "Questo umile frate cappuccino - ha detto nel suo discorso nel piazzale antistante l'Aula Liturgica di Piana Romana - ha stupito il mondo con la sua vita tutta dedita alla preghiera e all'ascolto paziente dei fratelli, sulle cui sofferenze riversava come balsamo la carità di Cristo".

"Imitando il suo eroico esempio e le sue virtù, possiate diventare voi pure strumenti dell'amore di Gesù verso i più deboli - ha aggiunto il Pontefice -. Al tempo stesso, considerando la sua incondizionata fedeltà alla Chiesa, darete testimonianza di comunione, perché solo la comunione, cioè essere sempre uniti in pace tra noi, la comunione tra noi, edifica e costruisce".

PAPA VENERA CORPO PADRE PIO E 'CROCIFISSO STIMMATE' - Papa Francesco, nel santuario di Santa Maria delle Grazie a San Giovanni Rotondo, si è raccolto in venerazione e preghiera davanti al corpo di San Pio da Pietrelcina e al "crocifisso delle stimmate". Il Papa, con al fianco il ministro provinciale dei cappuccini, padre Maurizio Piacentino, il padre guardiano padre Carlo Laborde, il rettore del santuario padre Francesco Dileo e l'arcivescovo di San Giovanni Rotondo-Manfredonia-Vieste mons. Michele Castoro, è rimasto alcuni minuti in preghiera davanti alla teca di cristallo che custodisce il corpo di San Pio, esposto davanti all'altare del santuario. Quindi si è avvicinato al crocifisso che ricorda l'episodio delle stimmate, l'ha toccato e baciato al ginocchio. Infine è tornato nuovamente in preghiera sulla salma di Padre Pio, lasciando sulla teca una stola rossa. Francesco aveva già venerato il corpo di Padre Pio durante l'ostensione nella basilica di San Pietro, nel febbraio 2016, in occasione del giubileo della misericordia.

Papa, anziano Pietrelcina e parente Padre Pio: "Gli ho regalato una lattina d’olio"

BENEVENTO - “Ho 99 anni e ho detto al Papa che questa è la terra di Padre Pio. Ho passato una vita vicino Padre Pio. Poi gli detto: ‘Santo Padre devo levarmi una cosa dal cuore’. E gli ho regalato una lattino d’olio della terra di Padre Pio”. Così Alberto Orlando in un’intervista di Luigi Ferraiuolo per il Tg2000, il telegiornale di Tv2000, ha raccontato dell’incontro di stamane con Papa Francesco a Pietrelcina.

Zio Alberto, come lo chiamano i concittadini, insieme alla moglie sono la coppia più anziana del paese di San Pio. È anche parente del santo una delle due persone ancora viventi che lo hanno conosciuto meglio, da sempre vive di fronte alla cappella dell’Olmo di Pietrelcina, a Piana Romana.

“Il Papa dopo il mio regalo – ha proseguito Alberto Orlando - mi ha regalato un Rosario. Ho presentato anche mia moglie e gli ho detto che avevamo compiuto 73 anni di matrimonio”.

sabato 27 gennaio 2018

Papa, "accoglienza uno schiaffo a cultura dello 'scarto'"

CDV - "Tendere la mano a chi è nel bisogno significa dare uno schiaffo alla cultura dello scarto così diffusa oggi. Uno schiaffo non dato con la mano però". Così, in merito al tema dei migranti, Papa Francesco ai volontari e dirigenti della Croce Rossa Italiana, ricevuti oggi nell'Aula Nervi in Vaticano.

"Questa - ha proseguito a braccio il Papa - è la vostra politica, siete del partito politico dei più bisognosi, di quelli che hanno più bisogno". Nel suo discorso, Francesco ha poi rivolto il suo pensiero a coloro che nell'esercizio di aiuto hanno perso la vita: "non l'hanno persa, l'hanno donata, sono i vostri martiri, vi ispirino, vi aiutino, vi proteggano dal Cielo".

mercoledì 24 gennaio 2018

Papa Francesco: "Corruzione più pericolosa dell'influenza"

"La corruzione è piu' pericolosa dell'influenza, si mischia e rovina i cuori, distrugge tutto": così Papa Francesco, tornando sui temi toccati nelle visite in Cile e Perù durante l'Udienza Generale. Del Perù, ha spiegato, "ho apprezzato il patrimonio ambientale, culturale e spirituale, e ho messo a fuoco le due realtà che piu' gravemente lo minacciano: il degrado ecologico-sociale e la corruzione".

"E ho rimarcato", ha proseguito il Papa, "che nessuno è esente da responsabilità di fronte a queste due piaghe e che l'impegno per contrastarle riguarda tutti".

"Non so se avete sentito parlare di corruzione qui, non solo da quelle parti c'e'", ha aggiunto il Papa rivolto alla folla di piazza San Pietro. Ricordando la visita a un penitenziario di Santiago del Cile, il Papa ha anche avvertito che "la pena del carcere, anche quella dell'ergastolo, se manca la dimensione della speranza data dalla prospettiva del reinserimento nella società, rappresenta una tortura continua".

domenica 21 gennaio 2018

Papa Francesco in Perù: "lottate contro il femminicidio"

CDV - "Maria ci deve aiutare a generare atteggiamenti di riconoscimento e gratitudine nei riguardi della donna, nei riguardi delle nostre madri e nonne che sono un baluardo nella vita delle nostre città. Quasi sempre silenziose portano avanti la vita" ha dichiarato Papa Francesco in Perù.

"E' il silenzio e la forza della speranza. Grazie per la vostra testimonianza. Riconoscere e ringraziare. Ma guardando alle madri e alle nonne voglio invitarvi a lottare contro una piaga che colpisce il nostro continente: i numerosi casi di femminicidio. E sono molte le situazioni di violenza che sono tenute sotto silenzio al di là di tante pareti. Vi invito a lottare contro questa fonte di sofferenza chiedendo che si promuova una legislazione e una cultura di ripudio di ogni forma di violenza".

mercoledì 27 dicembre 2017

Papa Francesco, "Natale snaturato per un falso rispetto"


CDV - "Assistiamo a una specie di snaturamento del Natale: in nome di un falso rispetto di chi non è cristiano": lo ha denunciato Papa Francesco nell'Udienza Generale. Questo falso rispetto, ha sottolineato il Pontefice, "spesso nasconde la volontà di emarginare la fede, si elimina dalla festa ogni riferimento alla nascita di Gesù".

"Ma in realtà", ha spiegato Francesco, "questo avvenimento è l’unico vero Natale! Senza Gesù non c’è Natale. E se al centro c’è Lui, allora anche tutto il contorno, cioè le luci, i suoni, le varie tradizioni locali, compresi i cibi caratteristici, tutto concorre a creare l’atmosfera della festa".

Dunque, ha scandito Francesco, "se togliamo Lui, la luce si spegne e tutto diventa finto, apparente".