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mercoledì 15 ottobre 2014

Domenica gustosa in Sila: il 26 ottobre la sagra della salsiccia e della patata

POTENZA - Ormai è chiaro, ottobre, mese di piogge di addii e di lunghe dormite, è diventato l’alleato perfetto della Primavera, dove si fanno strada profumi intensi e sapori intriganti facendo di esso dunque un mese tutto da respirare ma soprattutto da gustare. Questo complesso di fragranze, si unisce agli odori e alle essenze della natura, quella natura che solo la nostra incontaminata Sila Piccola può regalarci. E’ proprio nei piccoli Villaggi della Sila Piccola Catanzarese che qualcosa sta succedendo, è proprio qui che Ottobre è diventato il mese dei sapori, degli odori e della rivalutazione di quelle prelibatezze che il nostro territorio ci regala ma che spesso dimentichiamo di conoscere. Dopo la “Sagra della Zuppa Silana”, che tanto successo ha riscosso nonostante gli scherzi che il maltempo gli ha riservato una settimana prima, La Sila Piccola Catanzarese si prepara ad una nuova ondata di gusto,pronta a deliziare nuovamente i fini palati dei nostri fedeli visitatori. Siamo dunque alle porte della “Sagra della Salsiccia e della Patata Silana”, un’evento che nei suoi 30 anni di onorata esperienza ha come unico scopo quello di rivalutare i prodotti tipici della nostra tradizione calabrese, ma soprattutto far riscoprire i sapori della Patata, il nostro prodotto madre, nonché il frutto di quella pregiata terra che gli agricoltori Silani curano con passione, amore ma soprattutto custodiscono con tanta gelosia. Come ogni anno, grazie all’ausilio dei tanti stand enogastronomici che accorrono per l’occasione, si tenta di far scoprire alcuni dei molteplici sapori che il prodotto madre può regalarci, presentandola sotto varie forme, dalla Patata Fritta a quella al forno, dalla crespella alla Polpetta di Patata fino a giungere ad uno squisito Gateau di Patate. Al gusto fine della Patata infine, si accosta quello succulento e piccante della Salsiccia, che accompagnati da un buon bicchiere di vino permettono per un attimo di vagare con la mente nel paradiso delle bontà. Dunque un giorno tutto da vivere, un giorno in cui ci sarà senz’altro tanta musica ma soprattutto tanto divertimenti per tutti ; sarà allestita infatti un’ area gonfiabili per soddisfare le esigenze dei più piccoli e quest’anno tra le novità verrà predisposta un’area dove si svolgeranno e si rivivranno i giochi della più antica tradizione popolare, dalla corsa col sacco al gioco della pignata, così da contentare anche le esigenze dei bambinoni. Tra i vari stand enogastronomici, non possono mancare i tanti altri prodotti tipici della nostra tradizione, dai salumi ai dolci , dai latticini fatti al momento agli artigiani di strada, così da rendere ancora più variegata una giornata che già si prospetta senza eguali. Gli organizzatori della 31^ Sagra della Salsiccia e della Patata Silana, sono lieti di accogliervi dunque Domenica 26 Ottobre 2014 a Villaggio CuturaSila pressol’Hotel Residence Olimpo dove si svolgerà la manifestazione per l’intera giornata; gli stessi vi invitano a visitare costantemente la pagina facebook ufficiale Sagra della Salsiccia e della Patata Silana dove si potranno trovare tutte informazioni relative allo svolgimento dell’evento.

martedì 7 ottobre 2014

'Sagra dell'Uva', speranze e potenzialità per l'edizione '15

CASTELLANETA - La sperimentazione e l’entusiasmo dei giovani in cucina sono il “bottino” dell’edizione 2014 della “Sagra dell’uva”, terminata sabato scorso 4 ottobre con il cooking show tenuto nell’auditorium “7 febbraio 1985” di Castellaneta.

FORMAT RINNOVATO - Con questo tesoro, infatti, comune di Castellaneta e Gal “Luoghi del Mito” hanno dato l’arrivederci al prossimo anno. Dopo alcuni anni di assenza, infatti, le due istituzioni hanno organizzato la sagra con un piglio differente, svecchiandone la forma e scegliendo un momento di riflessione (il convegno tenuto a Castellaneta Marina il 13 settembre, intitolato “Multifunzionalità dell’agricoltura e produzioni tipiche locali come volano del territorio”) e uno di distensione.

DIFFICOLTÀ E POTENZIALITÀ - Non poteva essere altrimenti, perché c’era da archiviare un periodo davvero duro per il comparto agricolo e per i produttori di uva. L’assessore comunale all’Agricoltura Gianrocco De Marinis, tracciando un bilancio dei mesi trascorsi, ha individuato due delle difficoltà patite: «Il clima, con le violente precipitazioni, ha alimentato la diffusione di patologie devastanti come la peronospera. A questo dobbiamo aggiungere il danno economico provocato dall’embargo Nato contro la Russia». Ma l’uva è anche potenzialità, «può alimentare l’economia – ha aggiunto De Marinis – perché non è solo un frutto da mangiare».

UVA DA LECCARSI I BAFFI! - Non si tratta di un’ovvietà. Perché tornando al cooking show di sabato, e guardando i piatti preparati dai ragazzi dell’alberghiero “Perrone” di Castellaneta e dell’agrario “Mondelli” di Massafra, c’è davvero da stupirsi. Divisi in squadre da otto, i ragazzi si sono sfidati a colpi di padella nella “cucina per una sera” allestita sul palco dell’auditorium, preparando piatti inaspettati e gustosi. Spaghetti con vongole e cozze su crema di pomodori e uva, filetto di maialino in crosta di pistacchi con salsa al primitivo, millefoglie con salsiccia norcina e crema di uva Crimson, bavarese all’uva con mandorle, solo per elencare alcune delle prelibatezze che hanno solleticato il palato dei giurati, sindaci e politici del versante ionico occidentale.

TUTTI VINCITORI - Una giuria che avrebbe dovuto indossare i grembiuli e cucinare ma che, al cospetto della bravura ostentata dagli alunni di “Perrone” e “Mondelli”, ha deposto i mestoli anzitempo. Sarà stata forse la supervizione dello chef Pasquale Fatalino, pugliese e “stella” della trasmissione Rai “La Prova del Cuoco”, a ispirare i giovani studenti, o la “febbre” della sfida, in ogni caso il risultato è riuscito a intimorire sindaci e assessori che non se la sono sentita di misurarsi con i fornelli. E per non dispiacere nessuno, hanno decretato un salomonico ex aequo.

IL RUOLO DELLA SCUOLA - L’obiettivo di richiamare l’attenzione sul prodotto, quindi, è stato centrato. Lo ha detto anche chef Fatalino, incalzato da Nicla Pastore e Pierluigi Patimo, conduttori della serata: «In questo modo mettiamo in risalto la nostra terra – ha detto – e prodotti eccezionali come la nostra uva. E poi vedere i giovani che mettono a frutto gli insegnamenti ricevuti è per me sempre motivo di emozione». Un plauso, quindi, anche al lavoro compiuto nelle scuola. A rappresentarla c’erano due dirigenti scolastici, Vincenzo Calabrese del “Perrone” e Vito Giuseppe Leopardo del “Mondelli”, entrambi convinti che l’istituzione debba essere interprete del territorio. E può farlo, nel caso specifico, insegnando come cucinare i prodotti tipici e come coltivarli.

ARRIVEDERCI AL PROSSIMO ANNO - Qual è il messaggio lanciato dalla “Sagra dell’uva”? Il prodotto ha ancora margini di crescita, grazie soprattutto all’entusiasmo di chi lo produce, nonostante le difficoltà, e di chi riesce a scovare strade nuove per favorirne il consumo. Questi temi saranno il punto di partenza dell’edizione 2015.

venerdì 5 settembre 2014

A Matera sbarca il 'Food Tour'

Al via il ''Food tour'' che a Matera toccherà tutti i giorni ristoranti, gelaterie, pasticcerie, panifici, salumerie tipiche dove si potranno apprendere tecniche di lavorazione e saperi della cucina tradizionale.

Il giro gastronomico alla scoperta dei sapori della Città dei Sassi, che prevede una quota di iscrizione, comincerà lunedì 8 settembre. Il servizio, promosso da Rete antichi sapori e Libermedia, è previsto in italiano, inglese e tedesco.

martedì 8 luglio 2014

Peppe Zullo a Matera, un ipogeo: al cuoco pugliese l’onore di rappresentare le eccellenze italiane

Sarà di Peppe Zullo, cuoco pugliese apprezzato in tutto il mondo, l’onore di rappresentare l’eccellenza della cucina italiana nell’ambito di “Antichi Sapori Eat Local Experience”, evento organizzato dalla Rete Antichi Sapori per presentare le proprie iniziative in Basilicata. L’appuntamento si terrà mercoledì 9 luglio, alle ore 17.00, a Matera, in una location davvero esclusiva: l’ipogeo di Piazza San Francesco. Ad ammirare e degustare le pietanze di uno dei cuochi più apprezzati da Carlo Petrini, fondatore e guida di Slow Food, ci saranno rappresentanti delle istituzioni, giornalisti, consoli del Touring Club e cultori della cucina attenta alla tracciabilità e alla qualità totale delle materie prime.

giovedì 19 giugno 2014

Matera: Altereno Caffè, gli eventi in programma

MATERA - Gli eventi in programma dell'Atlereno Caffè (Mt).

Il G Jazz 19/6/2014 "Be-Bop Organ Trio"

Bruno Montrone: organo hammond Cosimo Maragno: chitarra Pasquale Fiore: batteria Il trio proporrà un repertorio swing e be-bop attraverso brani standard e brani originali.

menù degustazione della serata- carpaccio - insalata - sottoli calice & ovviamente posto prenotato in terrazza a soli 13 €

https://www.facebook.com/events/3623331281104498/?ref=51&source=1

info e prenotazioni allo 0835-339951 Altereno Cafè
Aantonio Lamacchia 3890579928
Felice Annunziata Resp. sala 3335223235

 domeniche in terrazza 22/6/2014

in collaborazione con Poesia in Azione©
L'altereno è felice di presentare: IL SENSO DEI SENSI.

6 spensierate conversazioni e ispirazioni
per sperimentare i nostri sensi per voci poetiche e strumenti.

Un percorso innovativo semplice e divertente: un viaggio di 6 tappe attraverso il caleidoscopio dei nostri sensi, un percorso di 6 incontri semplice e divertente per incontrare ed incontrarsi in modo delicato, rispettoso, morbido, con poesia musica divertimento, assaggi, giochi, nello spirito di poesiainazione che tende a coinvolgere sempre attivamente il pubblico in modo sensoriale in qualunque performance.
Vista, udito, gusto, olfatto, tatto: ogni senso è riattivato e stimolato grazie alla forza della poesia, che, da parola statica, inerte, relegata alla pagina scritta (come troppo spesso viene considerata), torna a essere materia viva, calda, formidabile strumento per risvegliare parti di noi troppo spesso e da troppo tempo sopite.

Più esperienza facciamo con un senso, più riusciamo a distinguere ciò che per noi è importante. Quanto fino ad ora abbiamo esplorato tutta la gamma dei nostri sensi? Il viaggio attraverso il caleidoscopio dei nostri sensi dove ci potrà portare?

• L’udito, ciò che l'orecchio non vuole (o non suole?) sentire – il sussurro del vento, con la voce in parola di Silvana Kuhtz e il sax di Roberto Ottaviano

Menù della serata - piatto degustazione di salumi stagionati , cialda fredda  e primo drink incluso al costo di 13,00 €.

Stefano Laghi: "Vi svelo tutti i segreti dello zucchero"

POTENZA - Pasticciere e cioccolatiere di grande talento, vincitore di numerosi concorsi nazionali e internazionali di pasticceria e autore di numerosi libri, oltre all’attività di docenza e consulenza, Stefano Laghi è oggi uno dei più grandi studiosi e conoscitori del pianeta zucchero. Testimonial di Italia Zuccheri è alla guida delle demo realizzate un po’ in tutta Italia, per presentare la gamma di zuccheri, 100% italiano, studiati per le esigenze di pasticceri e gelatieri e per aiutarli a realizzare prodotti più idonei alle loro specialità, come pure , per mettere a punto nuove ricette artigianali.

Così lo zucchero made in Italy si rinnova. In che modo? La novità sta nell’aver creato zuccheri con diverse granulometrie per permettere agli artigiani pasticcieri di scegliere quello più adatto per ogni ricetta e il miglior abbinamento con gli altri ingredienti, ottimizzando i costi-ricetta. Sono zuccheri studiati per ottenere performance. Fino a ieri c’erano soltanto due zuccheri, il semolato e quello a velo, oggi è possibile avere tanti zuccheri intermedi, con cristalli diversi, che innovano e personalizzano il prodotto finito.

Qual è la particolarità di questi zuccheri? Italia Zuccheri, dall’ esperienza e dalla partnership tedesca Tfeifer&Langan ha elaborato una serie di zuccheri naturali, tutti italiani e con forte personalità. E’ fondamentale distinguere la gamma di zuccheri selezionati con cristalli calibrati chiamati cristalli vagliati nelle misure fine , medie e grosse dalla gamma degli zuccheri speciali come chance per differenziarsi e creare valore sul prodotto finito. I primi sono differente granulometria. Il pasticcere può scegliere quanto far incidere lo zucchero nella sua ricetta. Più lo zucchero ha granelli grossi e meno si scioglierà e meno avrà incidenza nella ricetta eapporterà una senzazionedi meno dolce a parità di peso degli zuccheri. I secondi sono canditi e danno un retrogusto di caramello e un colore bruno non uniforme che a seconda della quantità sostituita nella ricetta personalizza il prodotto finito.

Perché tanti zuccheri differenti? Perché rendono possibile sia la standardizzazione del processo che aiuta a recuperare tempo e sia la personalizzazione dei prodotti ottenuti per meglio vincere le sfide della concorrenza, degli altri pasticcieri e dell’industria.

Cosa intende per “sensibilizzazione della ricetta”?E’ un concetto chiave per capire l’utilizzo appieno di questi zuccheri differenziati. Sensibilizzare una ricetta vuol dire fargli fare dei piccoli passi. Se impasto la stessa ricetta con gli stessi ingredienti cambiando solo la volumetria dello zucchero. Per esempio, sostituisco lo zucchero a velo con lo zucchero semolato potrei avere un prodotto molto più rustico, e gli ho fatto fare un grande passo. Ma se sostituisco lo zucchero a velo con un vagliato fine gli faccio fare un piccolo passo alla ricetta, ma glielo faccio fare. Questa è la sensibilizzazione della ricetta

Un esempio...Lei consideri lo zucchero candito, con un forte aroma di caramello naturale. L’effetto sul prodotto finale è notevole e varia a seconda della quantità utilizzata in sostituzione parziale o totale del saccarosio per personalizzare ogni gusto. In particolare il Kandis fatto di cristalli canditi ambrati molto grossi e irregolari dona croccantezza, ricorda l’effetto crunchy e caratterizza naturalmente ogni tipo di decoro. Invece il Carafin, derivante dallo stesso processo di caramelizzazione, è uno zucchero impalpabile candito molto scuro con elevate proprietà coloranti dalle diverse tonalità e aromatizzanti, con il suo retrogusto di caramello, di liquirizia, di caffè, di nocciola. E’ molto versatile.

Qual è lo zucchero più interessante? Lo zucchero fondente, in particolar modo, perché è uno zucchero micronizzato, tre volte più piccolo dello zucchero a velo, entra nelle ricette dando un enorme struttura e allo steso tempo finezza all’impasto. Basti pensare alla possibilità di creare delle creme spalmabili tipo la famosissima nutella tanto per intenderci, mescolando cacao e pasta di nocciola. E’ una novità di Italia Zuccheri, interessante anche per la realizzazione di glasse colorate e aromatizzate. E’ un prodotto secco, privo di acqua, che permette di essere reidratato con qualsiasi tipo di sostanza a base acquosa che può essere caffè, la polpa di frutta, il succo di frutta. Mandando in soffitta le glasse bianche con un forte sentore di zucchero e prive di sapori al contrario delle glasse fatte con lo zucchero fondente, in cui è presente solo il sapore della sostanza base utilizzata. In questo modo si personalizza la glassa. Questo zucchero è una vera innovazione che cambierà molto della pasticceria italiana.

.. l’ultimo nato? E’ il muscovado. Glielo presento in anteprima ma sarà un successo. E’ uno zucchero integrale di canna, con tutti i suoi principi nutritivi, proveniente dalle Mauritius . Viene utilizzato in sostituzione parziale o totale del saccarosio e dà vita a dei prodotti integrali veramente molto ma molto unici e particolari sia come gusto sia come sapore per tutti gli affezionati al prodotto integrale.

Come reagiscono i pasticceri presenti alle demo? Sono molto interessati. Le demo sono monotematiche, di biscotteria, di mignon diversi e naturalmente utilizziamo tutti questi zuccheri, partendo dalla cultura degli ingredienti, molto spesso tralasciata, per poi arrivare a realizzare la ricetta. Di solito i pasticceri vengono a queste demo per vedere delle nuove tecniche e applicare nuovi concetti. Per poi provare a sperimentare nuovi prodotti. In pasticceria c’è l’esigenza di crescere e professionalmente per crescere bisogna innovare. Nel caso degli zuccheri spesso si da per scontato il loro utilizzo, invece non è così. Lo zucchero ha un incidenza fondamentale sulla riuscita di una ricetta oltre che personalizzarla.

martedì 18 febbraio 2014

Il Caffè Platti a Torino

POTENZA - Un salotto della città che cresce al passo con i tempi, dove passato e presente sono al “servizio” di un futuro dagli orizzonti sempre più ampi. Questo è, oggi, lo storico Caffè Platti che, a quasi 150 anni dalla sua aper tura, sotto la nuova direzione si riconferma luogo di tradizione ma al tempo stesso di costante innovazione e ricerca della qualità: nell'accoglienza come nell'eccellenza delle proposte ristorative, diversi¬cate secondo gli spazi e le esigenze della clientela. Ora Platti vive una sua nuova dimensione. Una per ogni momento della giornata. Aperto dalle 7alle 21, tutti i giorni della settimana, è la scenogra¬ca cornice mattutina di un caffè al banco, o di una più ricca prima colazione da gustare comodamente seduti ad uno dei suoi tavolini, con croissant e dolci golosità fragranti di forno. Le stesse che, insieme ad una grande selezione di dolci, torte, pasticceria mignon, praline e cioccolatini di alta gamma sono proposti in formula aspor to nella Pasticceria attigua alla caffetteria. A cominciare dalla specialità della casa: la Torta Platti, disponibile anche in monoporzione, ovazione tutta al cioccolato che abbina ganache, mousse e pan di Spagna. La sua posizione, centrale ma di facile accesso, fa poi del Caffè Platti il punto di riferimento per un thé con le amiche e il luogo ideale per un riservato incontro di lavoro, lontano dalla frenesia del tran tran quotidiano. Momenti da suggellare con un aperitivo o con un lunch informale ed elegante nella sala degli Specchi, secondo la formula Platti Bistrot. Ampia la carta, che contempla ricche insalate, primi e zuppe calde, piatti s¬ziosi, di carne e di pesce, … a “piccoli” prezzi (a partire da € 8,00, con acqua e caffè offerti dal lunedì a venerdì). All'ora di pranzo, chi ha più tempo o preferisce una pausa pranzo più tradizionale, può accomodarsi ai tavoli dai candidi tovagliati delle salette al primo piano. Ambienti di antiche atmosfere dove è imbandito il Platti Buffet che prevede un'ampia varietà di antipasti, primi, secondi e dolci del giorno (€21,00, con acqua e caffè inclusi, e agevolazioni per i bambini). La domenica, dalle 12 alle 15, l'allestimento si fa più ricco per il Gran Buffet, una versione personalizzata del brunch proposto a € 26,00 a persona (sempre con agevolazioni per i più piccoli). Convivialità e professionalità, in tutte le sue forme, delineano e caratterizzano la rotta del nuovo Platti, Atelier del Gusto ora af¬dato alla direzione del giovane ma esperto Andrea Sabbia, già Food & Beverage Manager di prestigiose strutture alberghiere in Italia e Direttore Commerciale di una storica confetteria torinese, che sta ora rafforzando i ranghi. Una squadra in training permanente, che con il suo lavoro in team intende sottolineare lo spirito di innovazione e il gusto per la ricercatezza che Platti ebbe sin dalla sua aper tura. A vantaggio di una ¬loso¬a dell'ospitalità volta ora anche all’internazionalizzazione del marchio. E che già nel breve periodo porterà fuori dai con¬ni nazionali il nome di Torino, delle sue eccellenze gastronomiche e del suo stile sobrio ma inconfondibile. Il prossimo capitolo di una storia, tutta torinese, che ha ancora molte pagine da scrivere.....

Food Sud System: i sapori di Puglia tra Irlanda, Svizzera e Libano

BARI - Sono terminati da poco i tre appuntamenti che hanno visto il collettivo pugliese Food Sud System diffondere la cucina pugliese fuori dai confini italiani. In terra d'Irlanda all'Holiday World Show di Dublino, Food Sud System ha raccontato "the heel of the boot" attraverso i sapori che lo attraversano. Rosario Di Donna, coordinatore del gruppo, e gli chef William Tespi, Domenico Cilenti e Luca Vitale hanno coinvolto il pubblico con preparazioni di alto profilo culinario, creando commistioni di sapori della tradizione pugliese, partendo da materie prime autoctone di ottima fattura. "Dopo Londra, Parigi, Madrid e Milano arrivano altre esperienze importanti - alle quali diverse altre seguiranno - per un gruppo oramai abituato a lavorare per onorare i gusti unici della Puglia. Proponiamo cibi tradizionali, che hanno una storia importante da raccontare, come la Puglia, terra unica per ricchezza di materie prime di qualità e specificità territoriali. Una storia raccontata attraverso più di 220 prodotti tipici e oltre 800 chilometri di costa che ci accompagnano in ogni appuntamento". A Zurigo il gruppo ha elaborato i gusti pugliesi utilizzando esclusivamente materie prime di alto pregio lavorate dal fresco. "In una terra dal poco feeling col mare - ha commentato Rosario Di Donna - abbiamo rielaborato il contrasto terra-mare mettendo insieme sapori ritenuti, nell'immaginario comune, spesso incompatibili". Infine Beirut. In una terra affacciata sul Mediterraneo, gli chef hanno rielaborato gli ingredienti cardine della dieta mediterranea in "salsa" pugliese. "Un appuntamento che ha avuto per noi il sapore della sfida. Così come gli appuntamenti che ci attendono, a Berlino, Milano e Londra, dove ci auguriamo di riscuotere lo stesso successo. Il gruppo - ha concluso Di Donna - ha dimostrato nei fatti di poter rispondere ad ogni esigenza nel campo della ristorazione. Pertanto continuiamo ancor più motivati questo percorso gastronomico, ma soprattutto culturale, di promozione di sapori di Puglia".

sabato 21 dicembre 2013

Natale: a tavola trionfano tradizione e ricette regionali. Protagonisti capitone e zampone

POTENZA - Capitone e carciofi al sud, cavoli, tortelli e zampone al Nord, preferiti a caviale e aragoste. Secondo chef stellati, nutrizionisti e foodblogger sarà un pesce “povero” ma ricco di proteine come il baccalà a trionfare sulle tavole natalizie. I masterchef e foodblogger indicano quali saranno le tendenze a tavola di questo Natale, all’insegna di convivialità e tradizione.

Altro che sfarzosità e stravaganze, sulla tavola natalizia quest’anno vincono la tradizione regionale e la voglia di ritrovarsi tutti insieme, con pranzi e cenoni che vedono protagonisti piatti preparati con ingredienti stagionali e poco costosi, rivisitati in chiave moderna. Complici la crisi e la voglia di ritrovarsi insieme in famiglia, per oltre 8 esperti su 10 tra foodblogger, chef stellati e nutrizionisti (82%) le classiche ricette della tradizione regionale, fatta di sapori antichi ma rassicuranti e con ingredienti semplici e senza tempo,  e prodotti made in Italy battono la cucina etnica e la voglia di sperimentare gusti nuovi. E se al sud trionfano capitone e carciofi, al nord a fare da padroni a tavola sono cavoli, tortelli e zampone. I motivi? Sono rassicuranti (44%), trasmettono convivialità (31%) e permettono di risparmiare senza trascurare la qualità (38%). Gli ingredienti più di moda? Baccalà (71%), lenticchie (65%), carciofi (58%), tortelli (44%), capitone (41%), sottoli (38%), giustamente combinati, danno vita a piatti semplici ma nutrienti.

È quanto emerge da uno studio promosso da “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio internazionale sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto attraverso interviste a 140 esperti tra chef, foodblogger e nutrizionisti per approfondire quale sarà la tendenza natalizia del 2013 a tavola.

Pranzi e cenoni natalizi rappresentano per milioni di famiglie italiane l’occasione ideale per ritrovarsi con amici e parenti intorno alla tavola, riassaporando prodotti tipici del periodo e riscoprendo le specialità locali. Cosa consigliano gli chef quest’anno? Meno innovazione e più tradizione nel corso di pranzi e cenoni natalizi, puntando soprattutto sulle classiche “ricette della nonna”. “A tavola quest’anno si assiste ad un ritorno alla tradizione e alle origini, un po’ dovuto alla crisi ed al momento storico in cui stiamo vivendo. Per questo, si torna ai sapori antichi, tendendo ad essere meno sfarzosi - afferma Tommaso Arrigoni, chef del ristorante “Innocenti Evasioni” di Milano - consiglio alle famiglie i veri piatti tradizionali come il baccalà mantecato, risotto con brodo di cappone, un brasato di manzo, evitando ricette da gastronomia di basso tono”. Per l’occasione, lo chef propone una ricetta con ingredienti tipici della tradizione culinaria del nord Italia. “Propongo di realizzare un baccalà cotto in olio cottura, una materia prima di grande qualità ma sempre un pesce abbastanza “povero”, da servire con una polenta alla vaniglia, un pomodoro pendolino appassito, capperi, olive e origano croccante. Tutti ingredienti molto semplici, della nostra tradizione, che sposano un po’ il sapore mediterraneo con dei gusti che arrivano dal nord est dell’Italia come il baccalà e la polenta”.

Rosanna Marziale, chef per il ristorante Le Colonne di Caserta, illustra alcune specialità legate alle tradizioni culinarie del sud italiano. “La tradizione culinaria del mezzogiorno a Natale rispolvera specialità uniche come: insalata di rinforzo, spaghetti alle vongole, fritture di pesce con capitone e anguille, il capitone alla scapece è una delle specialità. Particolari sono le scarole di natale uvetta pinoli olive di gaeta e capperi. Come dolci, un classico della cucina del sud sono cassate, raffaioli, struffoli, divino amore, roccocò, mustacciuoli”.

Quali caratteristiche devono avere ingredienti e pietanze protagoniste delle tavole natalizie? I nutrizionisti indicano di usare alimenti a basso contenuto di calorie (30%), ricchi di proteine (26%), poco elaborati (21%), di stagione (18%) che non affatichino troppo la digestione (15%). “Nel corso della preparazione di pranzi e cenoni consiglio di utilizzare alimenti poveri, ricchi di ortaggi, cucinati nella maniera più semplice possibile, non elaborati, senza grassi e calorie – afferma il nutrizionista Andrea Strata - consiglio di evitare anche un eccessivo consumo di carboidrati, mentre un certo spazio deve essere dato al pesce, un piatto cosiddetto “magro”. Un esempio è il baccalà: basta farlo lessato, con un filo d’olio, con tre olive di contorno. Un piatto semplice e nutriente, che contiene lo stesso numero di proteine contenute nell’aragosta”.
Come preparare la tavola di questo Natale? La tendenza da seguire la indicano i foodblogger, secondo i quali occorre, anche in questo caso, evitare le sfarzosità, puntando sull’essenziale (34%), colori classici in cui predomini il bianco (26%), tovaglioli monouso e a fantasia (21%), con oggetti che siano funzionali (15%) ed emozionali (17%), non soltanto belli da vedere. “A tavola quest’anno il tema centrale è la voglia di stare insieme e ritrovarsi, quasi come in un ritorno alle “famiglie allargate” di una volta – afferma la foodblogger Paola Sucato - anche gli oggetti a tavola devono avere un valore sentimentale, non devono essere fini a se stessi o solo d’abbellimento. La tavola deve essere imbandita con oggetti si belli, ma che contengano anche dei dettagli personali che raccontino di se'”.

Come servire un piatto a tavola? Basta con la classica teglia: secondo oltre la metà degli esperti (52%) occorre servire le pietanze in singole porzioni, proprio come al ristorante. “La monoporzione rende tutto molto più scenografico – afferma la foodblogger Chiara Maci - il piatto singolo è diventato di tendenza soprattutto negli ultimi anni; mentre in passato si usava il famoso arrosto, il vassoio di purè abbondante, ora va di moda il tortino, l’involtino. Una cosa tipica da ristorante, diventata molto casalinga. Perché la cucina oggi è contraddistinta da convivialità differente, con una cura diversa anche nell’allestimento. Si va molto più nell’essenziale, trascurando tutto ciò che è molto pomposo; come colori si punta sul provenzale, lo shabby, un bianco proposto insieme al rosso. Argento ed oro sono sempre colori classici”.

Quali sono i prodotti più utilizzati per la realizzazione delle pietanze natalizie? Su tutti il baccalà (71%), un pesce poco costoso che non presuppone grandi impegni. Lenticchie (65%), carciofi (58%), tortelli (44%), broccolo (42%) capitone (41%), sottoli (38%), funghi (36%), pomodori (31%) giustamente sono alcuni tra gli ingredienti, tipicamente italiani, che non possono mancare nel menù natalizio. Meno spazio, quindi, a caviale (34%), aragoste (21%),  tartufo bianco (17%), ostriche (13%), in favore dei prodotti classici del Made in Italy, accostati e rivisitati per l’occasione. “Restare fedeli a tradizione e Made in Italy a tavola – afferma la foodblogger Chiara Maci - significa mantenere i piatti tipici e utilizzare prodotti di stagione, con un occhio di riguardo non solo alla spesa, ma anche al modo di servire. Mentre una volta si esagerava con le porzioni, oggi si cerca maggiormente dei piatti contenuti, dove la qualità sia alta”. Perché a Natale a tavola, oltre alla tradizione, trionfano gusto, convivialità e voglia di ritrovarsi insieme.

giovedì 12 dicembre 2013

L'antipasto italiano, il vero protagonista delle feste natalizie

POTENZA - Le feste natalizie sono sicuramente la ricorrenza più attesa dell'anno. Oltre al significato religioso sono anche un'occasione per stare insieme a parenti e amici, e così ha inizio il tour de force di pranzi e cenoni organizzati in grande stile.Per 6 chef su 10, il momento dell’antipasto è l’appuntamento più importante a tavola. I motivi? E’ il momento iniziale attraverso cui tutti i commensali iniziano a sedersi attorno alla tavola (34%) ed è proprio da un buon antipasto che dipende anche il successo delle portate successive (25%). Le caratteristiche? È simbolo di convivialità (15%) ed è realizzato con ingredienti leggeri (35%) e gustosi (31%), che richiamino il Made in Italy (27%).

È quanto emerge da uno studio promosso dal “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio internazionale sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto intervistando oltre 100 illustri chef nazionali per conoscere e approfondire il trend a tavola delle prossime feste natalizie.

Durante le feste natalizie, qual è il momento più importante a tavola? Per 6 chef su 10 (63%) è nel corso dell’antipasto che si decide il successo o meno del proprio pranzo o cenone di Natale. La "tendenza" nella cena di natale, la stabiliscono la tradizione e la memoria del cibo, afferma Arcangelo Dandini, chef e proprietario del ristorante Arcangelo di Roma. Sedersi a tavola a Natale per me è un atto senza tempo che mi libera dallo spazio, proiettandomi in molteplici dimensioni, sia fisiche che sognanti. Il piacere inizia già dagli antipasti figli della tradizionee nel rispetto della tradizione Made in Italy  consiglio le" patate a moneta", leggermente appassite al vapore e immerse, quasi scaraventate nell'olio incandescente diventano petali croccanti , a metà tra la dolcezza e il sapido. Il filetto di baccalà, austero comprimario di tanti elementi vegetali, diventa monumento di sferzante acidità quando gli viene aggiunta la buccia di limone candito che si somma alla sua sapidità. Anche il broccolo romano trova il suo spazio in questa festa, figlio povero dei terreni ghiacciati, trova calore nella" culla" della friggitrice, al riparo dell'inverno che lo vorrebbe solitario e dimenticato.

Secondo gli chef,  durante le feste di Natale,  gli italiani non possono rinunciare alla qualità e alla genuinità dei prodotti con i quali vengono realizzati gli antipasti, veri e propri ambasciatori del gusto Made in Italy.Perché è proprio l’antipasto l’appuntamento “clou” di pranzi e cenoni di fine anno? Secondo gli chef dipende principalmente dal fatto che i commensali si ritrovano per la prima volta a tavola proprio nel momento in cui vengono servite i cosiddetti “assaggini” che introducono al pasto vero e proprio (34%). Altri (25%), invece,  sottolineano la “portata nutrizionale” di un antipasto, il quale non deve appesantire troppo il commensale in previsione delle altre portate che lo attendono.

Quali caratteristiche deve avere un antipasto? Secondo gli chef sono tre i principali requisiti imprescindibili: leggerezza (35%), gusto (31%) e provenienza sicura (27%).Come il buongiorno si vede dal mattino, così il successo di un pranzo o di un cenone natalizio si evince a partire da ciò che viene servito a tavola come antipasto -afferma Rosanna Marziale, chef stellato per il ristorante Le Colonne di Caserta. Da tradizione il baccalàviene proposto in tante case,inserito un po’ dappertutto, ad esempio,  nell’insalata dove fa da rinforzoal cavolfiore, alle olive e allepapaccelle, creando un piatto tipico della nostra zona. Altri, invece, inseriscono il baccalà nelle scarole di Natale, fatte con capperi, olive di Gaeta e alici. Oppure c’ è chi apre o il pranzo o il cenone con il capitone, in umido, arrostito o marinato: le varianti sono diverse, ma sempre tutte fedeli alla tradizione”.

Genuino e fedele alla tradizione, secondo gli chef stellati a tavola trionfa l’antipasto all’italiana, vero simbolo della convivialità natalizia. “Ma quali sono gli ingredienti più gettonati per l’antipasto delle feste Made in Italy? Affermano i nostri masterchef che il segreto sta nel saper abbinare pomodori (45%), verdure (41%), sottoli (37%), pesce (35%), mozzarelle (32%), patate (23%). Tutti ingredienti della terra, prodotti genuini e rigorosamente italiani, i quali combinati danno vita a deliziosi antipasti capaci di ravvivare la tavola ed iniziare con gusto e convivialità i pranzi e le cene delle feste natalizie. Perché puntare su ingredienti Made in Italy? Secondo gli chef i prodotti della nostra terra rassicurano (23%) ricreano l’idea della festa legata al proprio territorio (21%)ed hanno un costo inferiore rispetto ad altri ingredienti di provenienza estera (17%).

giovedì 5 dicembre 2013

Future Strategies and Innovation, a Venosa lezione dimostrativa gratuita del corso di cucina

POTENZA - Future Strategies and Innovation, ente di formazione con sede a Venosa, comunica che il giorno 6 dicembre 2013 è organizzata una lezione dimostrativa gratuita del corso di cucina in partenza a gennaio 2014, incentrata sulla preparazione di un menù natalizio. L'incontro si svolgerà, in collaborazione con l'Associazione Cuochi Vulture Melfese, dalle 15.30 alle 18.30 presso la Sala ricevimenti l'Oasi a Venosa. La partecipazione è gratuita, previa prenotazione presso la sede di Future Strategies and Innovation in Viale delle Regioni 31 a Venosa, negli orari di apertura dalle 16 alle 20.

Future Strategies and Innovation Srl
Ufficio Stampa - Francesco Mastrorizzi
Tel. 347.1241178 - email: francescomas@virgilio.it
Sito web: http://francescomas.wordpress.com

lunedì 11 novembre 2013

MasterChef, arriva menù Campionato

POTENZA - Al via il Campionato di Calcio 2013-14 e milioni di italiani si preparano a rispolverare sciarpe e magliette della propria squadra del cuore per tornare a tifare, soffrire e gioire davanti allo schermo della tv di casa. Cosa preparare da mangiare a pranzo, durante l’anticipo delle 12.30, o a cena, se la propria squadra del cuore è impegnata di sera? Gli esperti consigliano piatti facili, sia da preparare, sia da gustare, leggeri, sani, fruibili al momento, come insalate di riso, insalate greche e stuzzichini a base di pesce e verdure. Ben 7 chef stellati su 10 consigliano di tifare per la squadra del cuore gustando i prodotti Made in Italy (55%), principalmente verdure e ortaggi (57%), ingredienti principali di piatti che non richiedono una preparazione superiore ai 15 minuti (65%) e che siano emblema di leggerezza (44%) e gusto (29%).

È quanto emerge da uno studio promosso dal “Polli Cooking Lab”, l’Osservatorio sulle tendenze alimentari dell’omonima azienda toscana, condotto attraverso interviste a 110 illustri chef nazionali per capire quale possa essere il menù ideale della domenica di Campionato per seguire le partite della propria squadra del cuore.

Basta con piatti pesanti ed ipercalorici perché si ha fretta di “gustarsi” il pre-partita ed ogni secondo della propria squadra del cuore: è possibile non rinunciare alla qualità e al gusto del pranzo domenicale ed allo stesso tempo vivere le emozioni della partita dall’inizio alla fine grazie ai piccoli consigli degli esperti, alla creatività culinaria e, soprattutto agli ottimi prodotti genuini made in Italy. Gli chef stellati consigliano cibi “ready to eat”, che richiedono poco impegno e tempo di preparazione. Quali sono le loro caratteristiche? Piatti non eccessivamente pesanti e senza troppi condimenti (62%), che altrimenti potrebbero appesantire e disturbare la visione della partita; pietanze sane (31%) a base di ortaggi e verdure (57%), con cui condire soprattutto insalata di riso (65%) e pasta fredda (56%), ma anche secondi di carne (45%) e di pesce (37%).

Lo chef Arcangelo Dandini, responsabile del ristorante “l’Arcangelo” di Roma, spiega come coniugare buon cibo con lo stomaco in subbuglio per l’inizio della partita tanto attesa. “Per l’occasione personalmente consiglio a tutti, e soprattutto ai miei conterranei, siano essi di sponda giallorossa che laziali, uova per antipasto: uova sode e maionese aromatizzata alla menta romana, accompagnate da un piccola insalata di misticanza amara, olio evo, acciughe e aglio. Come primo una minestra, facile da mangiare, magari anche “riposata”, cioè preparata prima, oppure una buonissima pasta e patate con una grattata di uova secche di muggine o di tonno, tipo bottarga e briciole di pane essiccato a dare croccantezza. Per concludere, un secondo sempre di facile esecuzione: polpette di alici e pecorino, fritte e servite tiepide in un cartoccio, da mangiare con le mani. E per finire in bellezza un sorbetto di frutta rinfrescante e, se la nostra squadra del cuore avrà vinto, anche un bel brindisi”.

A molti tifosi la tensione pre-gara o l’idea di dover passare troppo tempo davanti ai fornelli diminuisce l’appetito e induce, a malincuore, a rinunciare ad un gustoso pranzo domenicale. Direttamente dai principali chef stellati italiani arrivano i consigli per seguire le partite della propria squadra del cuore preparando gustosi piatti “easy”. Quali sono i vantaggi? Secondo gli esperti, prodotti sani e leggeri aiutano il metabolismo (44%), sono facili da preparare (36%), e danno un senso d’appagamento (32%) in attesa di vivere gioie e dolori della domenica calcistica.

Fabio Baldassarre, chef stellato del “Ristorante Unico” di Milano, consiglia un menù semplice e variegato, particolarmente adatto per seguire i posticipi serali senza rinunciare al gusto. “Personalmente consiglierei un mix di cose già pronte: arancino di riso al ragù o ai piselli, insieme ad una piccola caponata di verdure. Farei più cose da mangiare, con ingredienti tipicamente italiani, con dei pomodori interi da bagnare nel sale e del pane buono. Consiglierei una cena semplice, con più pietanze d’assaggio, in modo da stuzzicare e rendere piacevole la visione della partita, senza abbuffarsi”. Lo chef stellato consiglia quindi cibi facili da mangiare, come i finger food, ed alcune pietanze leggere. “Suggerisco sempre di abbinare più gusti e più sapori, in modo da avere comunque un pasto completo che può variare da regione a regione, dipende dall’avversario: sarebbe bello, perché no, mangiare qualcosa di tipico del territorio d’origine della squadra avversaria, in modo quasi da esorcizzarla, mangiando in un sol boccone ciò che si è preparato e sperando che i propri beniamini calcistici facciano altrettanto con i rispettivi avversari”.

venerdì 18 ottobre 2013

L'arte culinaria lucana rivalutata dalle ricette anti-spreco

di Concetta Padula - Anche in Basilicata la CIA (Confederazione Italiana Agricoltori) promuove una campagna contro gli sprechi alimentari. Il cibo che ogni mese viene buttato nei rifiuti è pari a 28€ a famiglia,un dato allarmante se si considera che in Basilicata una famiglia su quattro vive in situazione di chiara indigenza.

L'iniziativa che propone la CIA lucana è quella di creare nelle aziende agrituristiche dei laboratori impegnati ad insegnare alle casalinghe e a tutti i consumatori le tecniche alimentari anti-spreco. Il prodotto più "buttato" dalla tavola dei lucani è il pane raffermo, ma è possibile riciclarlo facendo degli ottimi "pan-cotti" o degustando della buona "acqua-sale". In tal modo ,si cerca di recuperare l'arte culinaria contadina divulgando ricette dell'antica tradizione lucana: "peperoni crusc-chi con patate lesse", pezzente (salsicce fatte con carne di maiale più scarto), cipolle peperoni e uova, frittate di ortaggi, bolliti, soffritti ecc...

La regione Basilicata sta cercando di mettersi al passo con le iniziative che la Coldiretti ha deciso di patrocinare nelle altre regioni della penisola.Infatti, in occasione della Giornata Mondiale dell'Alimentazione sono state rielaborate, in altre regioni italiane, alcune idee contenute nel libro:"Spunti antichi per donne moderne. Dialogo tra città e campagna", scritto da alcune imprenditrici agricole della Lombardia.

Il rapporto FAO,stillato il 16 Ottobre scorso, è molto deludente perchè registra, nel mondo, tra i Paesi Sviluppati e quelli in via di Sviluppo il fatto che si buttano nella spazzatura circa 1,3 miliardi di tonnellate di avanzi, cioè 1/3 del cibo prodotto, quanto servirebbe a sfamare 1 miliardo di persone che soffre la fame.

Il calo dei consumi alimentari in Basilicata, negli ultimi mesi, è sceso del 9,3%.

giovedì 25 ottobre 2012

Salone del Gusto di Torino: prodotti lucani sotto riflettori

Redazione. Ancora una bella affermazione della gastronomia lucana fuori dai confini regionali. I consorzi di tutela dei Fagioli bianchi e della Melanzana rossa di Rotonda, nel Potentino, parteciperanno all'edizione 2012 del Salone del Gusto che si svolgera' a Torino fino al 29 ottobre. Lo slogan di quest'anno e' ''Cibi che cambiano il mondo'': i due prodotti lucani hanno ottenuto la ''Dop'' tra il 2010 e il 2011 e ''stanno evolvendo a ritmi velocissimi che per la prima volta quest'anno si sono introdotte nel mercato internazionale, sbarcando in Gran Bretagna''.

mercoledì 24 ottobre 2012

Basilicata, Food and Wine

Concetta Padula. Viggiano: il 28 e il 29 Ottobre si terrà la seconda edizione regionale di Food and wine. Questa manifestazione viene promossa dall'Unione Cuochi Lucani ed ha l'intento di evidenziare il connubio indissolubile che dovrebbe verirsi a creare, in cucina, tra la lavorazione di prodotti tipici regionali come: il pane di Matera, la melanzana rossa di Rotonda , il peperone di Senise ecc...,e la cura e la competenza di un team di professionisti.

Durante queste due giornate, l'evento sarà animato da un vero e proprio show cooking. Il pubblico assisterà alla preparazione di nuovi piatti, nuove prelibatezze e interagirà direttamente con gli chef per mangiare e testare il piatto cucinato. Tra i promotori della kermesse ricordiamo la Stella Michelin Frank Rizzuti, le 2 Stelle Michelin Pino Lavarra. Verrà attrezzata un'area di finger food dove gli chef dell'Unione Regionale Cuochi Lucani collaborerà con l'AIS( Associazione Italiana Sommelier Delegazione di Basilicata, Potenza).

L'incontro tra questi due team di esperti sarà documentato con la pubblicazione di un ricettario e relative foto. Il programma prevede anche un concorso tra aziende esportatrici che ultimamente si sono distinte per il recupero delle tradizioni alimentari locali, per il prodotto più all'avanguardia, il miglior packaging e come ambasciatore del territorio. Il giorno 28 il tour enogastronomico avrà un ingresso libero,poi il giorno successivo diventerà: ingresso riservato ai soli professionisti.

martedì 2 ottobre 2012

Alimentare: spedizione lucana a Parigi

Redazione. Al via una nuova bella iniziativa per incentivare la conoscenza della gastronomia lucana in Francia. Unioncamere Basilicata, attraverso il supporto operativo di Forim (azienda speciale della Camera di Commercio di Potenza), ha organizzato una collettiva lucana alla fiera Sial di Parigi, il salone internazionale agroalimentare con cadenza biennale che si tiene dal 21 al 25 ottobre. Dieci le aziende partecipanti.

 Nel corso di una riunione tecnica e' stata presentata l'immagine con cui la Basilicata si presentera' al Sial, il logo "Basilicata Food" che graficamente unisce due elementi caratterizzanti la tradizione gastronomica della regione: un piatto in ceramica di Calvello (Potenza) e un timbro del pane di Matera, quelli che un tempo servivano a distinguere il pane di una famiglia da quello di un'altra durante la cottura nei forni comuni.

"Essere presenti al Sial significa dare alle nostre aziende l'opportunita' di sentirsi nel mercato globale dell'agroalimentare - spiega il presidente di Forim, Pasquale Lamorte, che ha coordinato la riunione preparatoria"

sabato 29 settembre 2012

A Matera arrivano le 'Piazze bio'


Redazione. Una golosa novità per tutti gli amanti del genere nella Città dei Sassi: laboratori del gusto, stand espositivi, incontri con scuole e fattorie didattiche, gare di cucina, dibattiti, corsi di cucina biologica, vegetariana e vegana, per valorizzare a Matera le produzioni agricole biologiche. La manifestazione, denominata ''Le piazze del Bio. Mangia sano, mangia lucano'', e' stata organizzata dal Dipartimento agricoltura della Regione Basilicata e finanziato dal ministero delle Politiche agricole.

martedì 25 settembre 2012

Vino: nasce 'Consorzio qui Vulture'

Redazione. Una bella novità per tutti gli amanti del vino 'made in Basilicata'. Un'associazione temporanea di scopo denominata ''Consorzio qui Vulture'' e' stata costituita a Rionero in Vulture da 21 aziende di produttori e trasformatori di uve Aglianico, da quattro agriturismi e sei societa' di servizi, dall'Universita' della Basilicata e da quattro enti.

L'iniziativa rientra nel Progetto integrato di filiera (Pif) 'Aglianico del Vulture: Prodotto e Territorio di qualita'''.

martedì 10 luglio 2012

Gastronomia: l'antica arte culinaria lucana

di Concetta Padula. La Basilicata, nel panorama enogastronomico nazionale, si rende promotrice di una ricca ed antica tradizione culinaria. I prodotti tipici regionali sono semplici e genuini e vengono conditi con olio d'oliva, mentre il burro è considerato come un formaggio insieme ad altri latticini. Alla base della cucina lucana c'è la preparazione e degustazione di " piatti poveri" esaltati dall'uso costante di molte spezie coltivate in sede come: cipolla, aglio, pepe,salvia, menta, rosmarino, origano.... L e verdure vengono servite come primi piatti, da sole, fritte o cotte o si sposano con la pasta( orecchiette e cime di rape) o con i legumi( cicorie e fave). Queste pietanze hanno un gusto forte e deciso che lascia nel palato un retrogusto armonioso e di difficile identificazione. Secondo la tradizione, la pasta viene lavorata a mano ed è detta "pasta di casa"; per prepararla occorre il grano duro, l'acqua, le uova e un pizzico di sale e da questo impasto, grazie alle sapienti mani delle massaie possono essere impiattati: fusilli, lagane, calzoncelli, maccheroni, capunti, cavatelli, orecchiette, strascinati... Tra i formaggi il più famoso è il pecorino lucano, fatto con latte di pecora e con una stagionatura che va dai 3 mesi a 1 anno.
Inoltre ci sono: ricotta, burrini, burrate, provole, scamorze, mozzarelle, caciocavallo, cacioricotta,lavorate ancora con metodi artigianali dalle mani certosine dei contadini. Già nell'antica Roma, Cicerone e Marziale esaltavano il gusto dei salumi lucani, come la salsiccia, lavorati con carne di maiale tagliata a pezzettini col coltello e la "pezzenta" preparata con le frattaglie di maiale e conservsate sottosugna. Il " cutturidd" è una pietanza prelibata , antica e quasi sconosciuta , consiste in carne di pecora vecchia cotta in umido, a fuoco lento, in recipienti di terracotta. La pasta di casa è sempre condita con il ragù di carne di maiale, capretto o agnello dorato prima con olio e cipolla e poi stufato nella salsa di pelati. Rinnomato in tutte le regioni limitrofe è il pane casereccio che, si conserva anche per alcuni giorni, è cotto nei forni a legna ed è impastato con farina di grano duro, acqua,sale e lievito di "pasta madre".
I lampascioni, cipollotti selvatici dal gusto particolare, vengono lessati in acqua, sale e aceto e poi conservati sott'olio. Potenza è famosa in tutta Italia per la produzione di una "gassosa" , mentre dalle pendici del Monte Vulture sgorgano acque oligominerali che vengono imbottigliate o/e usate per cure termali. La frutta è quella di stagione: pesche, fragole, albicocche, percochi, agrumi, coltivate nella zona metapontina. In ultimo, i dolci vengono preparati in modo semplice unendo i più disparati ingredienti come: "i panzerotti", pasta farcita con ceci o castagne e dopo fritti e, il "sanguinaccio" fatto con il sangue di maiale cotto a bagnomaria, a fuoco moderato, in tentole di terracotta insieme a cioccolato fondente, mosto cotto, uva passa, buccia di limone, cannella e zucchero; si cuoce il tutto sino a quando il composto non si rafferma.

giovedì 22 marzo 2012

Vinitaly: Basilicata presenta 7 abbinamenti enogastronomici

di Andrea Zeni. Sette ricette, con ingredienti che sono espressione dell'intero territorio lucano, abbinati ad altrettante tipologie di vini: e' questa una delle novita' che verranno presentate al Vinitaly 2012, il Salone internazionale che si apre domenica 25 marzo a Verona e che vede una nutrita rappresentanza lucana nell'ambito della missione coordinata da Regione e Unioncamere Basilicata e coordinata dalla Forim, azienda speciale della Camera di Commercio di Potenza. Il ricettario, realizzato in collaborazione con Unione Regionale Cuochi Lucani e Ais (Associazione Italiana Sommelier) lucana, sara' distribuito dai 27 produttori presenti nello stand Basilicata (Padiglione 7B della Fiera).

Queste le ricette proposte: Bracioletta di podolica grigliata (abbinata all'Aglianico del Vulture Doc), Carpaccio di baccala' con fragole del Metapontino (Matera Greco Doc), Tartare di podolica dei boschi potentini (Grottino di Roccanova Doc), Strascinati potentini con finocchietto selvatico (Igt Basilicata Rosato), Millefoglie di filetto di maiale (Terre dell'Alta Val d'Agri Doc), Cannolo di peperone di Senise con ricotta (Aglianico del Vulture spumante dolce), Tortino al miele di Basilicata (Moscato Igt Basilicata Bianco).